CRONOLOGIA DELLA STORIA DELLA MARSICA
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500 a.C.: Il lago Fucino nel 500 a.C. Ricostruzione grafica

Rielaborazione del Lago Fucino nel periodo degli Equi e Marsi
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500 – 400 a.C.: Primi scontri fra le popolazioni italiche di origine fucense e Roma
Con il V secolo a.C. abbiamo i primi consistenti scontri fra le genti safine laziali, di provenienza fucense, e le truppe romane sull’imbocco sorano dell’alta valle del Liri. Nell’ambito delle guerre fra Roma ed i Volsci, sul finire del V secolo a.C., s’inserisce la prima citazione del lago Fucino e di un centro fortificato volsco, certamente di grosse dimensioni, posto « presso » il lago e conquistato nel 408 a.C. dal dittatore romano Publio Cornelio: « Bellum haud memorabile fuit. Uno atque eo facili proelio caesi ad Antium hostes; victor exercitus depopulatus Volscorum agrum. Castellum ad lacum Fucinum ui expugnatum, atque in eo tria milia hominum capta, ceteris Volscis intra moenia compulsis nec defendentibus agros.»; trad. ital. = « Non fu una guerra degna di nota.
I nemici vengono disfatti presso Anzio in una sola battaglia, e per giunta facile; l’esercito vittorioso saccheggia il territorio dei Volsci. Viene espugnato a forza un castello presso il lago Fucino, e vengono fatti prigionieri tremila uomini, mentre gli altri Volsci sono ricacciati entro le mura – delle loro città -, senza che difendessero le campagne » (Livio, IV, 57, 7).
Il passo liviano è stato interpretato diverse volte con ubicazione del « Castellum ad lacum Fucinum » a Civita d’Antino, Civitella Roveto, Luco dei Marsi, Trasacco, sul colle d’Albe (Letta 1972, 30-33) ed anche a Capistrello. In realtà, date le nuove conoscenze sul territorio dei Volsci, si può tentare una diversa collocazione del castello volsco. Non considerando del tutto le ipotesi sull’appartenenza del centro fortificato al territorio dei Marsi, perché non interessati al conflitto del 408 a.C., si può pensare ad un’ubicazione all’interno della Vallis Sorana, sul sito della città volsca di Sora e successiva sede coloniale romana.
È da escludere anche l’ipotesi del Letta (e dello scrivente), formulata in passato e tesa a collocare il centro in territorio equo fucense, sul colle della futura Alba Fucens, in base all’osservazione sui conflitti fra Roma ed Equi nello stesso anno. Rimarrebbe difficile spiegare una presenza romana così interna nel settore fucense sul finire del V secolo.
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494 a.C.: Roma viene attaccata dai Sabini, i Volsci e gli Equi. A Roma viene eletto dittatore Manio Valerio Voluso Massimo. Egli forma ben 10 legioni da opporre ai popoli italici alleati
-Il dittatore Massimo si scontra con i popoli italici e riporta una serie d’importanti vittorie contro questi costringengoli al ritiro.
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493 a.C.: Il governo di Roma si trova ad affrontare una serie di problemi interni, e nello stesso tempo si prepara ad una nuova guerra contro i Volsci che vogliono la rivincita per lo scontro perso anni prima.
– I Romani organizzano un nuovo esercito affrontando e battendo i Volsci ad Anzio. Successivamente i Romani marciano verso le città dei Volsci, Longula. Polusca e Corioli. Le città vengono prese e annesse al territorio di Roma.
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488 a.C: Il generale romano Coriolano che aveva guidato i Romani alla vittoria sui Volsci, abbandona Roma e si rifugia presso di loro ad Anzio presso Attio Tullio, grande autorità presso i Volsci.
– I due Coriolano e Tullio nutrono sentimenti di rivalsa contro ROMA. Coriolano e Tullio convincono il popolo dei Volsci a muovere nuovamente guerra a ROMA.
488 a.C.: I Volsci organizzano un nuovo esercito con al comando Coriolano e Tullio e si muovono contro Roma.
488 a.C.: A ROMA sono organizzate le difese, tuttavia quando Coriolano e le sue truppe giungono alle porte di ROMA, egli incontra la madre e la moglie che insieme ai figli lo scongiurano di ritirarsi.
– Coriolano mosso da compassione accetta e si ritira sciogliendo da impegno l’esercito dei Volsci. Per i Volsci questa è peggio di una sconfitta, Coriolano viene giustiziato dai Volsci.
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486 a.C.: Roma muove di nuovo guerra a Volsci e Ernici, che stavolta stanchi delle guerre contro Roma chiedono la pace. In questo caso non si registrano scontri.
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484: a.C.: Equi e Volsci si alleano contro Roma. I Romani battono gli Equi e poi si rivolgono ai Volsci.
– I Volsci infliggono a Roma una dura sconfitta presso Anzio, ma poco dopo Roma si vendica battendoli a Longula.
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482 a.C.: Gli Equi tornano ad attacare, prendendo di mira Ortona, città latina. I Veienti, alleati degli Equi, si scontrano con Roma opponendo un deciso vigore.
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475: Roma si vendica dei Veienti attaccandoli.
– In questo caso Roma si scaglia contro i Sabini battendoli, poi è il turno dei Veienti
475: Roma è attaccata dai Volsci che però sono respinti
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471-467 a.C.: Nuovo periodo di scontro fra i Romani e i Volsci ed Equi
– In questa fase la battaglia si concentra nella zona equa intorno ad Anzio, importante città dei Volsci. I Romani riportano importanti vittorie avvicinandosi sempre più ad Anzio fino ad espugnarla momentaneamente per poi tornare in mano ai Volsci.
467 a.C.: I Romani al termine di questa fase di combattimenti preferiscono firmare una tregua con gli Equi.
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464 a.C.: Gli Equi riprendono le ostilità contro ROMA attaccando un accampamento romano al cui comando vi è Spurio Furio Medullino Fuso. L’accampamento è liberato dai Romani.
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463 a.C.: Una grave pestilenza colpisce Roma dove si registranomolte vittime.
– Gli approfittando della situazione attaccano nuovamente i Romani arrivando fin sotto le mura della città
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462 a.C.: I Romani organizzano una nuova campagna militare contro Equi e Volsci riportando importanti vittorie.
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459 a.C.: Gli Equi si rifanno sotto con i Romani attaccando i loro alleati.
– Gli Equi attaccano e conquistano la città di Tuscolo togliendola ai Tuscolani.
459 a.C.: I Romani in segno di riconoscimento verso i Tuscolani che li hanno aiutati nella guerra intestina che si era scatenata a Roma intervengono in loro sostegno.
– Il console romano Quinto Fabio Vibulano si divide contemporaneamente ad Anzio dove i Romani pongono d’assedio la città dei Volsci, e Tuscolo dove mandano guarnigioni per aiutare i Tuscolani a riprendere la città.
459 a.C.: I Tuscolani dopo mesi d’assedio riescono da soli a riprendere la città e a sconfiggere gli Equi. I Tuscolani alla fine decidono di umiliare gli Equi senza ucciderli, ma scacciandoli dalla città semplicemente denudandoli e prendendoli in giro.
Gli Equi usciti da Tuscolo incontrano poco dopo i Romani, che approfittando della situazione li massacrano presso Monte Algido.
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458 a.C.: Gli Equi e i Romani firmano una nuova tregua.
458 a.C.: Gli Equi rompono la tregua e tornano a saccheggiare i territori romani.
458 a.C.: Gli ambasciatori romani Quinto Fabio, Publio Volumnio e Aulo Postumio vanno presso gli Equi per chiedere loro il rispetto dell’accordo di pochi mesi prima e la fine dei saccheggi. Gracco comandante degli Equi risponde loro in modo sprezzante.
– Gli ambasciatori tornano a Roma dicendo al Senato romano che gli Equi non torneranno indietro.
458 a.C.: I Romani dopo un lungo consulto interno, intervengono
contro gli Equi formando due eserciti.
– Il primo esercito con al comando Gaio Nauzio Rutilo, viene mandato a devastare le terre degli Equi, mentre il secondo con al comando Lucio Minucio Esquilino Augurino ad affrontare l’esercito equo presso il Monte Algido.
458 a.C.: Gli Equi si accorgono dell’esercito romano di Esquilino e lo attaccano senza successo, così lo cingono d’assedio. Alcuni cavalieri fuggono dal campo di battaglia e avvertono ROMA della situazione.
– A Roma si decide di nominare un dittatore e di bloccare ogni attività. Il dittatore è Lucio Quinzio Cincinnato. Cincinnato organizza un nuovo esercito e va ad aiutare gli assediati di Esquilino che vengono liberati nella notte e sempre nella notte si arriva ad una grande battaglia contro gli Equi che vengono sconfitti.
458 a.C.: La vittoria contro gli Equi riempie di orgoglio i Romani, che decidono con Cincinnato, di proseguire la guerra contro gli Equi dove da tempo pongono d’assedio la città di Anzio.
– Anzio cade temporaneamente in mano ai Romani
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449 a.C.: I Romani riprendono le ostilità contro Volsci ed Equi battendoli presso la città di Corioli.
– I Romani constringono Equi e Volsci ad una nuova tregua.
– In queste circostanza di guerra i Romani occupano e distruggono 41 città eque, che vengono date alle fiamme e lasciate bruciare nei 50 giorni successivi. Quanto detto ci perviene da Tito Livio che cita questo episodio nel suo Lib. IX Cap. 45.
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447 a.C.: A Roma la tregua giova ed economicamente la città torna florida, ma socialmente le cose non vanno. La plebe si lamenta e non vuole più arruolarsi nelle continue guerre romane.
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446 a.C: Volsci ed Equi rompono la tregua e attaccano nuovamente i territori romani razziandoli.
– I Romani vorrebbero reagire, ma la coesione sociale per le continue guerre viene meno e si crea nella città un forte clima di scontento che si manifesta anche con diserzioni o insubordinazioni.
446 a.C: Volsci ed Equi allargano il teatro delle loro razzie attaccando i Latini, alleati dei Romani. Alla fine Equi e Volsci dopo aver depredato le terre intorno a Roma si accampano a Corbione.
446 a.C.: I Romani trovano la forza per reagire e dopo aver organizzato un esercito affrontano e sconfiggono Equi e Volsci.
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438 a.C.: I Volsci provano a sconfiggere di nuovo i Romani alleandosi con Veienti e Fidenati, ma vengono di nuovo battuti.
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407 a.C.: I Romani provano a stroncare la resistenza dei Volsci attaccandoli su tre fronti ovvero verso le loro città di Anzio, Ecetra e Anxur.
– I Romani pur non riuscendo a vincere i Volsci riescono ad indebolirli.
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400 – 300 a.C. Roma avanza nel centro Italia
Con il IV secolo a.C. si assiste al rafforzamento di Roma all’interno del centro Italia e al costante indebolimento delle varie popolazioni safine che gli si oppongono. Nonostante ciò però la resistenza delle varie popolazioni italiche a ROMA continua ad essere vigorosa. Tanto è vero che ci vorrà per esempio un altro secolo per riuscire a Roma di sconfiggere definitivamente la popolazione degli Equi da sempre fieri nemici dell’Urbe. Infatti solo nella seconda metà del secolo successivo Roma riesce ad avere la meglio sugli Aequi fucensi.
Da ciò emerge un altro dato, ovvero che sembrerebbe veritiera la posizione del centro fortificato nel territorio volsco sorano, confinante, sull’alta valle del Liri, con quello marso e naturalmente definito, nell’indicazione geografica antica, « presso il lago Fucino »: non a caso a metà del secolo successivo, nel 345, i Romani creeranno un caposaldo romano-latino proprio sull’acropoli di Sora (Grossi 1990a, 317-318).
Al termine del IV secolo a.C., la Valle Roveto acquista una notevole importanza nell’ambito della conquista romana del territorio equo fucense e di parte di quello marso. Liquidati definitivamente i Volsci nel 338 a.C., Roma si trova ad affrontare le popolazioni safine interne, soprattutto Pentri e Marsi presenti nell’alta e media valle del Liri sulle vecchie posizioni volsche.
La prima notizia di una presenza militare marsa nell’alta valle del Liri è del 308 a.C., anno in cui il console romano Quinto Fabio, dopo aver preso nella Campania sannita Nuceria Alfaterna, sconfigge un esercito di Pentri, Marsi e Peligni (probabilmente sul settore sorano all’imbocco dell’alto Liri) accorso a contrastare una possibile avanzata delle truppe romane nelle loro sedi storiche: « Cum Samnitibus acie dimicatum. Haud magno certamine hostes uicti; neque eius pugnae memoria tradita foret, ni Marsi eo primum proelio cum Romanis bellassent. Secuti Marsorum defectionem Paeligni eandem fortunam habuerunt.»; trad. ital. = « Coi Sanniti si combatté in campo aperto. I nemici furono vinti in una battaglia di non grande importanza; e non ce ne sarebbe stato tramandato il ricordo, se in quella battaglia non avessero combattuto per la prima volta contro i Romani, i Marsi. Ai Peligni, la cui ribellione aveva tenuto dietro a quella dei Marsi, toccò la stessa sorte. » (Livio, IX, 41, 4).
È questo il primo vero segnale di una penetrazione romana sul settore marso per la Valle Roveto, in direzione del Fucino. Un pericolo avvertito dai Marsi ed anche dai vicini Peligni, alleati con i Marsi e membri della “Lega Sabellica” in guerra con Roma. La stessa Sora volsca con il suo presidio militare romano, che controllava l’accesso al territorio dei Marsi, era stata presa dalle truppe sannite (= Pentri) nel 315 con la successiva riconquista romana nell’anno 312: nel 307 nuovamente Sora ricade in mano sannita (Salmon 1985, 244, 247, 253-255).
Dopo il 307 e fino alla conclusione delle operazioni belliche romane nel settore fucense, la valle Roveto è luogo di conflitti dato il permanere del controllo marso-sannita sul settore sorano fino al 305, quando Sora è ripresa dai Romani che due anni dopo, nel 303, vi fondano una colonia latina di 4000 uomini.
Successivamente non si hanno notizie precise su altri scontri, o prese di centri fortificati della valle e del settore fucense, ma probabilmente ci sono perché sono documentate altre azioni romane nel settore rovetiano in direzione del Fucino fino al 294 a.C. (Salmon 1985, 281-283).
Sul settore equo della Marsica l’avanzata romana si fa più incisiva dal 304 a.C. allorquando, con una campagna di soli 50 giorni, il console romano Publius Sempronius Sophus prende ben 31 oppida (= ocres) equi che sono, nella maggior parte, abbattuti ed incendiati: « nomenque Aequorum prope ad internecionem deletum. De Aequis triumphatum »; trad. ital. = « e il popolo degli Equi fu quasi completamente sterminato. Si celebrò il trionfo sugli Equi » (Livio, IX, 45, 17-18). Lo storico greco Diodoro Siculo, per la guerra romano-equa del 304 a.C., parla invece della presa di ben 41 centri fortificati equi (Diodoro, XX, 101).
La sconfitta è un salasso terribile per gli Equi del settore abruzzese con la presenza ormai costante di truppe romane nel cuore del proprio territorio e la creazione, da parte di Roma, della colonia militare di Alba Fucens nel 303 a.C. con l’invio di ben 6000 coloni a presidiarla: « L. Genucio Ser. Cornelius consulibus ab externis ferme bellis otium fuit. Soram atque Albam coloniae deductae. Albam in Aequos sex milia colonorum scripta: Sora agri Volsci fuerat sed possederant Samnites; eo quattuor milia hominum missa. »;
trad. ital. = « L’anno in cui furono consoli Lucio Genucio e Servio Cornelio si ebbe in fatto di guerre esterne una tregua quasi generale. Si stanziarono colonie a Sora ed ad Alba. Ad Alba, nel territorio degli Equi, furono inviati seimila coloni: Sora faceva parte del territorio dei Volsci, ma era stata occupata da Sanniti; vi furono stanziati quattromila uomini » (Livio, X, 1, 3). Con l’arrivo dei coloni, l’ex territorio palentino degli Equi fu acquisito, come preda di guerra, dai coloni di Alba Fucens.
La nuova fondazione coloniale romana nella sede originaria del loro territorio è duramente avversata dagli Equi sopravvissuti che, nello stesso anno, provano disperatamente a riprendere il possesso delle colline albensi, ma sono respinti dai nuovi coloni romani. Questo disperato tentativo mette in serio allarme Roma che non si aspettava, dopo lo sterminio del 304 a.C., una nuova rivolta equa.
Prontamente il senato romano nomina il dittatore Caio Giunio Bubulco che, insieme al maestro di cavalleria Marco Titinio, con una campagna di soli otto giorni, sul finire del 303 a.C., sottomette nuovamente gli Equi (Livio, X, 1, 7-9).
La fondazione coloniale romana ai confini settentrionali del loro territorio è avvertita in modo forte e pericoloso dai Marsi, che oltre a ciò considerano la collina di Alba Fucens, quasi come un loro territorio avendone avuto disputa a lungo o con gli Equi.
Da qui il passo è breve poichè i Marsi scendono in guerra contro Roma cercando di ostacolarla e respingerla non solo per quanto concerne Alba Fucens, ma anche nella zona di Carseoli. Siamo nel 302 a.C.
I Romani da parte loro capiscono da subito l’importanza di questo territorio ed è per questo che inviano nella Piana del Cavaliere 4000 uomini, proprio per costituire un nuova colonia romana a Carseoli, nell’alta valle del Turano (Livio, X, 3, 2).
La successiva azione marsa d’occupazione armata nel territorio coloniale carseolano sortisce l’effetto desiderato, infatti, la reale e completa istituzione della colonia si ha solo nel 298 a.C. « Eodem anno Carseolos colonia in agrum Aequicolorum deduca. »; trad. ital. = « Lo stesso anno fu stanziata una colonia a Carseoli, nel territorio degli Equicoli. » (Livio, X, 13, 1).
Lo scopo dell’occupazione marsa del territorio carseolano è quella di assicurarsi uno sbocco verso le valli del Turano ed Aniene, dal punto di vista delle uscite laziali del mercenariato e del commercio locale così da evitare il completo accerchiamento territoriale, già in atto con le fondazioni coloniali di Sora a meridione, Alba a settentrione e la nuova prefettura di Atina ad oriente sull’alto Sangro.
L’intervento armato in direzione di Carseoli dimostra, poi in modo chiaro l’effettiva presenza dei Marsi nella parte terminale dell’alta valle del Liri (la Valle di Nerfa) e sui monti posti a sud-ovest della stessa, sistemi montuosi che sono chiaramente legati per problemi di sbocco all’area carseolana (Grossi 1980, 140).
La resistenza equa e la nuova offensiva marsa, preoccupano non poco Roma che per questo affida ai dittatori M. Valerio Massimo e C. Giunio Bubulco la definitiva “pacificazione” del territorio equo ed il contenimento delle nuove offensive marse.
Ad agevolare l’azione romana fu in quegli anni la creazione della via consolare Valeria, un prolungamento della Via Tiburtina destinato a collegare le nuove colonie con Roma, per opera dello stesso Valerio Massimo: Tito Livio (IX, 43, 25) ricorda, infatti, che nel 307 a.C. Valerio, insieme al collega Bubulco (censori nel 307), costruisce delle « viae per agros publica inpensa factae ».
Valerio Massimo nel corso del 302 a.C., dopo aver sloggiato i Marsi dal territorio carseolano si muove velocemente verso il Fucino dove conquista tre città marse fortificate, togliendo una parte del territorio ai Marsi e concedendo agli stessi un trattato di pace con Roma: « Profectus dictator cum exercitu proemio uno Marsos fundit. Compultis deinde in urbes munitas, Mlioniam, Pestinam, Fresiliam intra dies paucos cepit et parte agri multatis Marsis foedus restituit. »; trad. ital. = « Il dittatore, mossosi con l’esercito, con una sola battaglia sbaraglia i Marsi. Li ricaccia quindi nelle loro città fortificate di Milionia, Plestinia e Fresilia, che entro pochi giorni conquista, e, dopo aver condannato i Marsi a cedere una parte del loro territorio, rinnova con loro il patto d’alleanza. » (Livio, X, 3, 5-6).
L’identificazione dei centri marsi nella Valle del Giovenco (Plestinia a “Roccavecchia” di Pescina e Milionia a “Rivoli” d’Ortona dei Marsi) e, forse, nella Vallelonga (Fresilia a “Monte Annamunna” di Collelongo?), ci permette di riconoscere il teatro delle imprese di Valerio Massimo ed anche il tentativo dello stesso di controllare gli accessi fucensi al Sannio interno (Valico di Templo di Gioia dei Marsi e forse il Valico dell’Aceretta di Villavallelonga).
La sconfitta marsa ebbe però conseguenze dirette sull’assetto territoriale marso con la perdita di parte del migliore territorio agrario (« parte agri multatis »), l’obbligo ad un oneroso trattato d’alleanza (« foedus ») come socii con l’obbligo di dare continuamente soldati a Roma in caso di guerra e la presenza di presidi militari romani nei centri fortificati conquistati ed anche in altri d’importanza strategica per le future azioni romane in direzione della definitiva conquista del Sannio interno.
La parte dell’ager Marsorum originario tolta da Valerio Massimo nel 302 a.C. è da ricercare nei fertili terreni agrari del settore fucense, palentino e lirino. Il territorio fra il Rio La Foce di Celano e l’Incile d’Avezzano è assegnato, insieme alla Valle di Nerfa ed il settore palentino marso, ad Alba Fucens.
La parte iniziale della Valle Roveto con i suoi fertili campi di Balsorano e Roccavivi, con un confine ricercabile fra S. Giovanni, S. Vincenzo Valle Roveto e Rendinara, è dato invece alla colonia di Sora: questa parte dell’alta valle del Liri è, infatti, ancora detta nell’altomedioevo « vallis Sorana » (Letta 1972, 85; Grossi 1980, 142-143).
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394 a.C.: I Romani attaccano gli Equi a Carsioli che viene distrutta.
– Carsioli verrà ricostruita nuovamente dagli Equi.
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389 a.C.: L’esercito romano si scontra nuovamente contro i Volsci e gli Equi battendoli nuovamente

Rielaborazione Webmarsica di un immagine da Wikipedia riguardo i
territori romani e degli altri popoli italici nel 389 a.C.
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389-358 a.C.: I Romani e i Volsci con i loro alleati gli Equi si affrontano in diverse piccole battaglie. I Romani vincono sempre indebolendo ulteriormente i Volsci
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358 a.C.:I Romani dopo più di un secolo di lotte iniziano l’ultima fase di assoggettamento dei Volsci.
– Nel frattempo I Romani creano due nuove tribù la Pomptina e la Popillia che dovranno abitare i territori dei Volsci una volta sottomessi definitivamente.
– I Latini e gli Ernici ormai alleati stabilmente di Roma, diventano automaticamente romani.
– Gli altri popoli italici, tra cui i Marsi, capendo quanto pericolosi e astuti siano i Romani, decidono almeno in questa fase di scendere a patti con loro, per prendere tempo e studiare meglio la situazione.
– Gli Equi nei confronti di Roma vogliono solo combatterla.

Marsi ed Equi nel 358 a.C. ( Elaborazione di Webmarsica

Marsi ed Equi nel 358 a.C. (Elaborazione webmarsica)
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354 a.c.: La ormai imminente vittoria romana sui Volsci spinge iRomani verso l’espansione territoriale. I Romani entrano in contatto con le popolazioni Osco-Umbre.
– In questa prima fase di contatto i Romani preferiscono l’accordoalla guerra anche in attesa di consolidarsi con i Volsci. Per ora si giunge ad un accordo di non belligeranza così che le due parti possano espandersi in altre direzioni.
– Tuttavia lo scontro tra Romani e Osco-Umbri è solo rimandato.
– Le popolazioni appenniniche vista la potenza di Roma iniziano ad accordarsi fra esse contro il comune pericolo.
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352 a.c. circa: Si viene a creare la Lega Sannitica fra la maggior parte delle popolazioni appenniniche e di origine osco-umbra, con lo scopo di difesa in caso di attacco da Roma.
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350 a.c.: la Lega Sannitica organizza un proprio esercito che non è molto dissimile dall’esercito romano di allora.
– L’esercito sannitico è organizzato in coorti di 400 uomini e combatte in manipoli, inoltre dispone di una forte cavalleria.
– Le armi usate dall’esercito sannitico sono il giavellotto, un lungo scudo ellittico, diviso verticalmente in due da una nervatura con una borchia al centro.
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346 a.C.: I Romani con il console Marco Valerio Corvo, sottomette definitivamente i Volsci riportando le ultime due vittorie su essi presso Anzio e Satricum.
– I territori dei Volsci vengono inglobati nei territori romani.

Rielaborazione Webmarsica di un immagine da Wikipedia
riguardo i territori romani e degli altri popoli italici nel 346 a.C.
346 a.C.: I Romani proseguono le ostilità contro gli Equi non ancora del tutto sottomessi.
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II GUERRA SANNITICA
(343-41 a.C.)

Rielaborazion Webmarsica dell’immagine da Wikipedia riguardo la prima guerra sannitica.
343 a.c.: Il casus belli che fa esplodere la prima guerra tra Sanniti e Romani, è offerto dalla città di Capua che, posta sotto l’attacco dei Sanniti, chiede l’aiuto di Roma.
Il primo anno della campagna militare (343 a.C.) ROMA affida il comando delle operazioni militari ai due consoli in carica, Marco Valerio Corvo, inviato in Campania, ed Aulo Cornelio Cosso Arvinia, inviato nel Sannio.
– Marco Valerio riesce ad ottenere due chiare, seppur sofferte, vittorie, nella battaglia di Monte Gauro, primo scontro in campo aperto tra i due popoli, e nella battaglia di Suessula.
– Aulo Cornelio riesce ad uscire da una difficile situazione militare, e vincere il successivo scontro in campo aperto, grazie al pronto intervento del tribuno militare Publio Decio Mure.
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342 a.c.: ROMA invia il nuovo console Gaio Marcio Rutilo a prendere il comando delle truppe acquartierate vicino Capua.
Egli si trova nella necessità di affrontare comportamenti sediziosi dei soldati, che progettano di prendere con la forza Capua, per impadronirsi delle sue ricchezze. Durante quell’anno non ci furono scontri coi Sanniti, e la prima guerra sannitica, si conclude l’anno successivo.
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341 a.c.: Il console Lucio Emilio Mamercino Privernate, a cui è stata affidata la campagna contro i Sanniti, devasta le campagne di Capua, finché gli ambasciatori Sanniti, inviati a Roma, non ottengono la pace.
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340: I Campani, sconfitti, chiedono aiuto al senato romano invocando il protettorato della Repubblica di Roma e dichiarandosi suoi sudditi. Roma forte delle sue alleanze, in un’azione armata prende alle spalle i nemici Sanniti che pur resistendo con grande vigore, vengono battuti e costretti a lasciare al nemico molte armi e vessilli. I forti Marsi, in alleanza con i Sanniti, combattono molto vigorosamente.
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338 a.C.: Viene formata la colonia latina di Anzio
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330 a.C.: Nonostante che Roma sia occupata su altri e fronti e provi ad espandersi in altre direzioni, cerca di stroncare gli Equi, i quali seppur ormai quasi sconfitti, non si arrendono e continuano con azioni di disturbo la loro guerra a Roma.
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34)https://www.terremarsicane.it/i-marsi-e-gioia-dei-marsi/
36) https://comune.avezzano.aq.it/safini-marsi-ed-equi/
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39) Pastorizia e tratturi in Abruzzo –Romolo Liberale Banca popolare della Marsica
40) Nature Communications Ricerca condotta da l’Università di Cambridge, e dalle irlandesi Trinity College e University College, di Dublino. I risultati sono comparsi sulla rivista scientifica e commentati da Leonardo Debbia il 22.12.2015
41) Emanuela Ceccaroni Archeologia preventiva nella Marsica: lo scavo nella necropoli in località Cretaro-Chiusa dei Cerri-Brecciara di Avezzano(AQ) in Quaderni di archeologia Abruzzo 1/ 2009
42) https://www.terremarsicane.it/i-marsi-la-storia-e-piu-bella-di-tutte-le-leggende-3/
43) L’ITALIA SOTTO SOTTO – Venerdì di Repubblica 29 Dicembre 2017 di Antonio Ferrara
44) PROFILO DI STORIA LINGUISTICA DELLA MARSICA – Walter Cianciusi-Istituto Dialettolologico D’abruzzo e Molise ( Univesità degli studi dell’Aquila )
45) Tipografia di Patrizio Graziani Roma Novembre 1988 – L’ABRUZZESE LINGUA COMPLETA NON SOLO DIALETTO – Roberta D’Alessandro maggio 2014
46) MITOLOGIA SUMERICO ACCADICA Roberto Castellitto – Società editrice internazionale 1966
47) LE PROCHE ORIENT ASIATIQUE –Presses Uuniversitaires De France, 1969 – 10000 ANNI DI IDENTITÀ EUROPEA di Riccardo Lala – Edizione Alpina
48) Rene Labat Florence Malbran- Labrat Manuel D’Epigraphie Accadienne Geuthner Manuels Marshall Sahlins L’economia dell’età della pietra Studi Bompiani
49) Archeoclub d’Italia – Sezione della Marsica Il Fucino e le aree limitrofe nell’antichità Atti del III Convegno di Archeologia in ricordo di Walter Cianciusi Castello Orsini, Avezzano, 13-15 novembre 2009 -Avezzano – anno 2011
50) Carlo tozzi Giovanna Radi – La Ceramica impressa e la cultura di Catignano in Abruzzo 2009 – Archivio di ecologia preistorica Università di Pisa
51) Le Scienze 07 giugno 2016 – I primi agricoltori europei erano migranti arrivati dall’Anatolia. La Dea delle acque e dei serpenti. I pastori nomadi ed il loro Dio; Una lingua oscura ma non troppo
52) Mario Liverani Antico Oriente. Storia Società Economia Laterza – Per scavi Paludi Celano Vincenzo D’ercole; Raffella Papi; Giuseppe Grossi: Antica Terra D’Abruzzo Editoriale Abruzzese 1990
53) https://comune.avezzano.aq.it/dal-paleolitico-alleta-del-bronzo/
54) https://www.terremarsicane.it/le-culture-delleta-del-bronzo/
55) https://www.terremarsicane.it/le-culture-del-neolitico/
56) https://www.lescienze.it/news/2016/06/07/news/origine_anatolia_primi_agricoltori_europei-3115619/
57) https://www.terremarsicane.it/i-marsi-la-storia-e-piu-bella-di-tutte-le-leggende/
58) https://www.terremarsicane.it/i-marsi-la-storia-e-piu-bella-di-tutte-le-leggende-2/


