WEB MARSICA – LA MAGIA DELLA MARSICA

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LA MAGIA DELLA MARSICA

“NEC SINE MARSIS NE CONTRA MARSOS, TRIUMPHARI POSSE”

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In questa frase, che tradotta significa:

“Non si può vincere né senza i Marsi né contro di essi”,

 

sta molto dello spirito di questa terra riguardante soprattutto il carattere fiero ed indipendente delle sue genti. Lo storico greco Appiano d’Alessandria, vissuto nel II secolo dopo Cristo, è riuscito in questa frase a fotografare in modo forte e preciso l’essenza degli antichi Marsi, guerrieri indomiti che passati al servizio di Roma si sono resi protagonisti di grandi gesta eroiche in molte battaglie romane.

Quello che Appiano non poteva però immaginare è che in quella frase è contenuta anche la “magia della Marsica”, ovvero il segreto del territorio marsicano capace di trasmettere questa caratteristica di forza, eroismo e gentilezza anche alle generazioni successive.

In altre parole la magia della Marsica sta nella capacità della popolazione, che vive in questo territorio aspro e duro, di adattarsi ad esso acquisendone, da un lato la grande resistenza fisica, adatta per vivere in un territorio di alta montagna, e dall’altro la caratteristica di un carattere esteriormente duro, ma anche curioso e rispettoso di tutto ciò che lo circonda.

I Marsi sono stati uno dei tanti popoli italici che abitavano l’Italia appenninica nel I millennio a.C., e la zona da loro scelta come patria era il territorio circostante il Lago Fucino.

Questo territorio, che poi da essi prese il nome di Marsica, era abitato già molto tempo prima che un nuovo popolo di lingua osco-umbra si stanziasse intorno al lago Fucino. Questi giovani guerrieri con il tempo si sono mischiati agli indigeni, dando vita ai Marsi, che venivano a costituire quindi un popolo ibrido, che traeva le sue origini in parte da altre zone dell’Europa preromana, e in parte dalla zona fucense.

Nel corso dei secoli questo popolo si è adattato molto bene a questo luogo, dedicandosi alla pesca lacustre, alla pastorizia, all’agricoltura e alla lotta. Ma nel corso dei secoli i Marsi si sono evoluti anche nella cura delle malattie e dei veleni dei serpenti, attraverso la cultura delle erbe, da qui la loro fama di “stregoni”. I Marsi erano dunque un popolo molto intelligente, che aveva saputo sviluppare la capacità di controllare addirittura i serpenti, sviluppando a tal fine una musica particolare con i corni degli animali.

I Marsi, unici tra i popoli italici, riuscivano infatti attraverso una “canzoncina” o cantilena a rendere inoffensivi i serpenti. Di questa “canzoncina” e della loro capacità di incantare i serpenti ci viene tramandato da diversi autori antichi come Pomponio di Bologna (I sec. a.C.), Virgilio od Orazio, i quali parlano di generiche nenie o canti per tale scopo. Tra gli autori antichi abbiamo Aulo Gellio, che parla apertamente dell’uso di un flauto da parte dei Marsi per ottenere questo genere di musica. Al momento, però, non vi sono prove archeologiche dell’esistenza in età antica di un qualche flauto usato dai Marsi, per cui siamo ancora nell’ambito della leggenda.

Comunque stiano le cose i Marsi avevano sicuramente capacità importanti, che hanno molto impressionato i Romani, che se ne sono serviti per le loro imprese. Se le capacità di questo popolo si sono sviluppate e sono emerse, il merito è anche dell’ambiente che ha stimolato tutto ciò.

Fondando quasi per gioco quindici anni fa, nel 2003, un sito amatoriale chiamato “WEB MARSICA” per raccontare questo territorio, di cui ancora ignoravo la grande varietà di cose in esso presente, ho capito nel tempo le sue grandi potenzialità, attraverso un approfondito studio di questo territorio.

Rendendomi così conto della ricchezza della zona sia sul piano culturale, sia soprattutto ambientale, ho anche inteso quanto fosse poco o per nulla conosciuto il territorio marsicano, sul piano nazionale e internazionale, così ho capito che vi fosse la necessità di una più ampia divulgazione di tutto ciò in chiave storica e scientifica.

Così ho iniziato a creare varie pagine e sottopagine riguardanti la Marsica, espandendo poco alla volta la conoscenza di questa magnifica terra, a metà strada tra Roma e la costa abruzzese, considerata purtroppo dai più al massimo una tappa di passaggio tra questi due luoghi, ma certamente non il terminale di un viaggio, che non solo merita di essere fatto, ma soprattutto approfondito vista la varietà culturale e ambientale di cui può vantarsi questo territorio.

La Marsica, da sempre parte integrante della regione abruzzese, è quindi una zona con una precisa connotazione culturale e ambientale, che la rendono unica nel suo genere. Ciò è dato soprattutto dalla presenza della grande conca del Fucino che, immersa fra la corona di monti che la circondano, ha rappresentato per molto tempo una zona isolata, che si è evoluta per conto suo, slegandosi dal contesto circostante.

Quando poi, per motivi storici, le popolazioni limitrofe sono entrate in contatto con il territorio marsicano e con chi l’abitava hanno trovato una realtà particolare, con scenari da fiaba, che ricordavano quasi il territorio alpino. In realtà, questo territorio è meglio di quello alpino, poiché offre una varietà di condizioni ambientali e culturali, che in nessuna parte delle Alpi è minimamente presente.

Molti milioni di anni fa la Marsica era un territorio che emergeva appena dal pelo dell’acqua, formato da piccole isole allungate, che si estendevano pianeggianti o al più collinari, parallele fra loro, un po’ come le isole Bahamas attuali.

Con il tempo queste isole si sono trasformate, a causa dei grandi processi geologici che hanno interessato l’Italia, in una grande catena montuosa. Questa catena, che è quella degli Appennini, qui è ben rappresentata in tutta la sua varietà di ambienti, fatta di alte montagne, grandi vallate e grandi conche montuose. Poi molte di queste conche sono state riempite da grandi specchi lacustri, che hanno modificato con la loro presenza il territorio. Alcuni di questi laghi si sono prosciugati con il tempo, mentre altri si sono stabilizzati e sono perdurati, come il Lago Fucino.

Fino al secolo scorso, ovvero fino al 1876, il Lago Fucino occupava tutta l’attuale piana fucense e in tempi ancora più antichi comprendeva anche i Piani Palentini, quindi in qualche modo parliamo di un piccolo mare portato fra i monti da una natura “pittrice” di eventi.

Questo grande specchio lacustre, terzo in Italia per estensione, era un enorme lago di acqua dolce comprendente una superficie di 155 km², con una profondità di appena 18 m, che derivava da un sistema carsico alimentato da un bacino idrico di circa 700 km², ovvero parliamo di sorgive e risorgive generate da una circolazione idrica sotterranea.

A queste si aggiungevano poi le acque portate dai monti e dal piccolo fiume Giovenco, unico immissario del piccolo mare interno marsicano. Purtroppo, questo immenso lago non ha avuto mai emissari in cui riversare le proprie acque e, quando vi erano condizioni di piovosità intensa e prolungata il suo livello cresceva assai rapidamente, inondando i paesi circostanti, senza dare agli abitanti neanche il tempo di fuggire.

Ed è con questa natura impervia e poco facile con cui convivere, che le genti, marse prima e marsicane ora, si sono formate adattando sé stesse, il proprio carattere e il proprio fisico. Non dimentichiamo infatti che parliamo di un territorio che, oltre ad essere formato da un piccolo mare, comprendeva grandi montagne, somiglianti alle Alpi per altezza e morfologia. Quindi il fisico e il temperamento di queste genti doveva essere ben resistente e adatto a vivere in questi luoghi, così come dovevano essere anche la fauna e la flora che erano qui stanziate.

Ebbene, è proprio in virtù di questa evoluzione ambientale, che oggi ci ritroviamo di fronte a una fauna e ad una flora con specie del tutto autoctone, che non esistono in nessun’altra parte del pianeta. Penso all’Orso marsicano, al Camoscio d’Abruzzo, al Lupo appenninico, alla Lince appenninica, tanto per citare i grandi mammiferi, mentre per la flora abbiamo i bellissimi boschi di faggete d’Abruzzo, con alberi antichi anche di 600-700 anni. Questi grandi e vetusti alberi stabiliscono con la loro presenza un grande record di longevità, ma anche di purezza del territorio marsicano.

Approfondendo ancora il discorso ambientale, dobbiamo evidenziare che quanto esiste di questa grande varietà di natura faunistica e floristica, lo si deve principalmente alla natura geologica del territorio, fatto di una struttura per lo più calcareo-dolomitica.

Infatti, se i monti della Marsica si caratterizzano per un’ampia traccia di glacialismo pleistocenico, lo devono alla loro natura geologica prevalentemente calcareo-dolomitica, e grazie a ciò abbiamo anche le ampie tracce di carsismo presenti nel territorio con doline e grotte.

Ma soprattutto questa natura calcareo-dolomitica ha permesso una rigogliosa presenza di sorgive e risorgive, che oltre ad alimentare il grande Lago Fucino, ha permesso alle genti della Marsica di avere un continuo e ricco afflusso di acqua potabile, dando loro modo di sviluppare un fisico robusto e riuscire a sopravvivere nel grande gioco del tempo e della vita.

La salubrità e purezza dell’ambiente marsicano è testimoniata non solo dalla longevità dei faggeti presenti nella zona, ma anche e soprattutto dalla grande concentrazione di anziani ultracentenari, che con la loro presenza nel territorio dimostrano concretamente la capacità e la forza di adattamento della gente di questa terra, alle sfide di un territorio duro.

Quindi, proprio per cercare di raccontare al meglio la ricchezza di questa straordinaria terra che è la Marsica, è stato realizzato questo sito web, che si propone di illustrare e far conoscere nel modo più completo possibile le caratteristiche del territorio marsicano e le sue grandi potenzialità.

 

Lo Staff di WEB MARSICA

 


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