MARSICA 330 a.C. – 290 a.C.


CRONOLOGIA DELLA STORIA DELLA MARSICA


 

 

 

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2 GUERRA SANNITICA

(328-301 a.C.)

 

Rielaborazione Webmarsica dell’immagine da Wikipedia riguardo la seconda guerra sannitica.

 

328 a.c.: Casus belli della seconda guerra sannitica è una serie di reciproci atti ostili. Cominciano i Romani fondando una colonia a Fregellae presso l’odierna Ceprano, sulla riva orientale del fiume Liri, cioè in un territorio che i Sanniti considerano propria esclusiva sfera di influenza.

In più i Sanniti vedono con preoccupazione l’avanzata dei Romani in Campania, così quando Roma dichiara guerra alla città greca di Napoli, in cui la fazione dei Paleopolitai ha fatto entrare una guarnigione di Sanniti, questi inviano 4.000 soldati a difesa della città. I Romani, dal canto loro, accusano i Sanniti di aver spinto alla ribellione le città di Formia e Fondi.

 

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326 a.c.: Mentre a Lucio Cornelio Lentulo vengono affidati i poteri proconsolari per proseguire le operazioni militari nel Sannio, Roma invia i feziali a dichiarare guerra ai Sanniti, ottenendo poi, senza averlo sollecitato, l’appoggio di Lucani ed Apuli, con i quali vengono stipulati trattati di alleanza. Lo scontro con i Sanniti inizia favorevolmente per i Romani che occupano Allife.

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326: Romani e Marsi stringono un importante accordo contro i Sanniti, riunendosi in un lega antisannitica. I Sanniti oltre a fomentare disordini contro l’accampamento romano, mandano aiuti alla colonia ribelle di Neapolis e appoggiano i rivoltosi di Priverno.

– I Marsi, forti e valorosi guerrieri, decidono quindi di combattere a fianco ai Romani contro gli autonomi Sanniti

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326: Romani e Marsi entrano nel Sannio devastando il territorio e distruggendo le difese.

 

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325-22 a.c.: Successivamente i Romani preseguono la loro avanzata occupandoche, Callife e Rufrio, Napoli, anche grazie all’attività destabilizzante dei Tarantini, che si adoperano per creare discordia fra i Sanniti e portare a delle defezioni in favore di Roma.

325-22 a.c.: Sono poi Cutina e Cingilia ad essere espugnate dai romani, che riportano anche una serie di vittorie in campo aperto, tra le quali quella nei pressi di Imbrinium.

 

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325 a.C.: Marsi, Vestini e Marrucini si alleano fra loro per respingere o anche attaccare ROMA.

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325 a.C: I Romani reagiscono mandando un esercito contro questa alleanza, anche per prevenire una loro alleanza con i Sanniti.

– Lo scontro fra i Romani e l’alleanza italica avviene nelle campagne di questa. Alla fine della battaglia i Romani hanno la meglio e i popoli dell’alleanza italica si ritirano nelle loro roccaforti. Alla fine questi popoli firmano trattati di pace con ROMA.

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325 a.C.: Poco tempo dopo I Marsi, i Vestini e i Marrucini rompono i trattati di pace firmati poco tempo prima e si alleano con i Sanniti con cui organizzano una spedizione militare contro Roma

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325 a.C.: ROMA invia contro gli Italici il suo esercito, comandato da Quinto Fabio Massimo Rulliano.

– Lo scontro fra i due eserciti si rivela di corta durata e senza grandi perdite da entrambe le parti. Diciamo che finisce in una sorta di pareggio.

 

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322: I Sanniti riattaccano i Romani, all’inizio questi ultimi tendono a retrocedere, ma poi reagiscono e riescono ad avere la meglio sui Sanniti, uccidendo i loro migliori capi e i più valorosi guerrieri.

 

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321 a.C.: Nuovo grande scontro fra Romani e Sanniti: Battaglia delle Forche Caudine.

– L’esercito romano insieme con soldati Marsi guidati dai consoli Tiberio Veturio Calvino e Spurio Postumio Albino Caudino, subiscono una fra le più pesanti e umilianti sconfitte della storia romana presso le Forche Caudine.

– I Sanniti vincendo i Romani e i Marsi li umiliano presso le Forche Caudine e fanno firmare ai due comandanti romani condizioni di resa più che umilianti.

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321 a.C.: Nonostante la sconfitta subita presso le Forche Caudine, i Romani decidono di continuare la guerra contro i Sanniti, facendo ricadere la responsabilità della resa unicamente sui due comandanti.

 

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320 a.C.: I Romani, con i Marsi, si scontrano nuovamente contro i Sanniti battendoli presso Caudia.

320 a.C.: Dopo lo scontro a Caudia, la guerra si allarga nelle regioni vicine al Sannio, precisamente in Apulia, davanti Lucera.

– A Lucera i Romani sconfiggono nuovamente i Sanniti

 

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319 a.C.: I Romani riprendono il controllo su Satrico e sconfiggono i Ferentani

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319 a.C.: I Romani attendono il momento della vendetta e rientrano quindi nel Sannio, costringendo i Sanniti a un duro armistizio.

 

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318 a.C.: I Romani conquistano Canusio e Teano in Apulia.

 

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317 a.C.: I Romani prendono Nerulo in Lucania.

 

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315 a.C.: I Romani occupano Saticola.

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315 a.C.: I due eserciti si scontrano nella durissima battaglia di Lautulae, dove alla fine fine I Romani escono vincenti dallo scontro.

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315 a.C.: I Marsi s’impegnano in azioni di disturbo contro i Romani

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315-311 a.C.: I Sanniti si rifiutano di chiedere la resa, anzi reagiscono riprendendo l’iniziativa della guerra contro i Romani. I Sanniti s’inoltrano nel Lazio arrivando fino alle porte di Roma e contemporaneamente invadono e devastano la Marsica, occupando per otto anni la città di Plistia (= Pescasseroli).

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315-311 a.C.: I Marsi a questa devastazione del loro territorio si accendono d’ira sia contro i Sanniti che contro i Romani. I Marsi incolpano Roma di non aver difeso la Marsica dalla furia sanntica e ciò nonostante che i migliori soldati marsi sia al servizio di Roma, sottoforma di militi tra le legioni romane, di veliti, di astati, esposti cioè al duro rischio del primo scontro.

A questo punto i Marsi molto più arrabbiati con i Romani che con i Sanniti decidono di passare nel campo avverso diventando alleati dei Sanniti e nemici di Roma attraverso la firma di un trattato di alleanza con i Sanniti.

I Marsi rinnovano l’alleanza con tutti i popoli di stirpe Umbro-Sabellica mediante offerte di aiuto reciproco.

 

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314 a.C: Con l’aiuto di traditori, i Romani prendono Sora, Ausona, Minturno, Vescia e con le armi Luceria, che si era unita ai Sanniti.

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314: I Sanniti dopo l’accordo con i Marsi restituiscono a questi la città di Plistia (= Pescasseroli)

 

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313 a.C.: I Romani strappano ai Sanniti la città di Nola.

 

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311 a.C.: I Romani sconfiggono i Sanniti davanti la città di Cluvio.

 

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310 a.C: Riprendono le ostilità tra Romani ed Etruschi, i Sanniti ne approfittano e riprendono le ostilità contro i Romani con nuovo vigore, riuscendo a sconfiggere l’esercito romano nella battaglia campale di Censorino. Nella battaglia rimane ferito lo stesso console Gaio Marcio Rutilo.

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310: Marsi ed Equi continuano a combattere ROMA tramite azioni di disturbo e ribellioni.

– ROMA reagisce duramente contro Marsi ed Equi per le loro continue ribellioni e azioni ostili

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310 a.C.: A Roma dopo la sconfitta subita viene eletto dittatore Lucio Papirio Cursore.

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310 a.C.: Lucio Papirio Cursore ottiene una chiara vittoria contro i Sanniti nei pressi di Longula.

 

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309 a.C.: Anche sul fronte etrusco i Romani ottengono una serie di successi che costringono gli Etruschi alla resa.

 

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308 a.c: Quinto Fabio Massimo Rulliano vincitore sugli etruschi sconfigge anche i Sanniti cui nel frattempo si sono aggiunti i Marsi e i Peligni.

– In una battaglia campale si scontrano gli eserciti italici contro i Romani. In questo scontro sono i Romani ad avere la meglio grazie all’abile guida di Quinto Fabio Massimo Rulliano che sconfigge l’alleanza italica composta da Sanniti – Marsi – Peligni.

 

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305 a.c.: I Romani battono i Sanniti e i loro alleati nella battaglia di Boviano.

– Con questa sconfitta i Sanniti vengono notevolmente ridimensionati da ROMA che impone loro una pace nella quale essi diventano alleati dei romani in posizione subordinata.

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305-303 a.C.: In questa fase i Romani per completate l’assoggetamento degli Equi, mandano a Carseoli una colonia di 4000 uomini. I Marsi tentano di impedire tale stanziamento e l’occupazione del territorio, attaccando Carsoli. Il dittatore M. Valerio Massimo li respinge e li costringe a ritirarsi, fino a che tutti i centri abitati della Marsica non cadono nelle sue mani. Infine viene espugnata Marruvio che oppone tenace resistenza, ed è l’ultima delle città marse a cadere. Tito Livio afferma che il capoluogo è statp distrutto proprio nel corso di tali operazioni.

Dopo la disfatta, i Marsi inviano legati a Roma per essere riammessi nella sua amicizia purchè fossero lealmente trattati da  alleati. Roma dal canto suo riammette i Marsi con lo status di “amici” ma si annette il loro territorio di Alba Fucens come pegno  per la vittoria realizzata.

Alba Fucens pur cessando di essere marsa per divenire romana, rimarrà sempre legata ai Marsi da un rapporto strettissimo.

 

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304 a.C.: Fondazione di Carseoli e Alba Fucens

I Romani fondano sui siti di due ex città una equa e l’altra marsa due colonie romane, la prima a Carseoli (territorio equo) e la seconda ad Alba Fucens (territorio marso). Le due nuove colonie si trovano in territorio equo e l’altra in territorio marso in prossimità del lago Fucino.

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304 a.C.: Gli Equi non accettano l’edificazione delle due colonie romane di Alba Fucens e Carseoli e per questo muovono guerra a ROMA.

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304: Per far fronte alla grave minaccia degli Equi, i Romani nominano dittatore Gaio Giunio Bibulco Bruto.

– Bruto organizza un esercito e si muove contro gli Equi.

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304: La battaglia campale tra Romani ed Equi vede la vittoria dei Romani che dopo aver massacrato gli Equi ne annettono il territorio.

– Con questa battaglia gli Equi cessano di esistere come popolo indipendente.

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304: Dopo la sconfitta inflitta agli Equi, diverse popolazioni italiche, fra cui i Marsi, chiedono e ottengono la pace con Roma.

– Questa fra Marsi ed Romani è solo un rimando della guerra.

 

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301 a.C.: Gli Etruschi si sollevano contro Roma. I Marsi approfittano di ciò e muovono anch’essi contro Roma.

 

301: I Marsi muovono contro Carseoli (città romana da poco fondata sul precedente sito degli Equi). I Marsi non sopportano che i Romani si siano spinti tanto vicino a loro e quindi decidono di reagire muovendo guerra a Roma.

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301 a.C.: I Romani per far fronte al grave pericolo marso, nominano dittatore Marco Valerio Corvo

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301 a.C.: Battaglia fra Marsi ed Equi. L’esercito romano affronta  e sbaraglia i Marsi in una sola battaglia.  A questo punto i Romani spingono i Marsi nei loro territori dove rientrano precipitosamente asserragliandosi nelle loro cittadelle fortificate.

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301: – I Romani attaccano i Marsi

Poco dopo l’esercito romano guidato da Marco Valerio Corvo si spinge fin dentro il territorio marso espugnando in successione le tre roccaforti marse di Milonia, Plestinia e Fresilia, l’ultima città a cadere è Marruvio, che oppone una forte resistenza, ma alla fine è costretta a cadere in mano romana.

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301: – Accordo di pace fra Marsi e Romani

I Marsi dopo la tremenda sconfitta mandano a Roma propri ambasciatori per chiedere la pace e  poter rientrare nell’amicizia di Roma purchè fossero trattati lealmente. Roma accorda la pace ai Marsi ma alle sue condizioni. Corvo comandante romano sigla l’accordo con i Marsi.

L’accordo prevede che i Marsi cedono ai Romani i territori di Milonia, Plestinia e Fresilia. In cambio i Romani consentono ai Marsi di gestire in totale autonomia il loro restante territorio. I Marsi inoltre si trovano costretti a rinnovare l’alleanza militare con Roma. Roma inoltre manda presso Alba Fucens altri 2000 coloni.

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301: Il dittatore Marco Valerio Corvo rivolge lo sguardo agli Etruschi che vengono sconfitti presso la località di Roselle.

 

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300 a.C: Al termine della seconda guerra sannitica ROMA domina tutto il centro Italia.

 

Rielaborazione Webmarsica di un immagine da Wikipedia

riguardo i territori romani e degli altri popoli italici nel 300 a.C.

 

 

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300-200 a.C.: I Romani diventano padroni del centro Italia

 

Una presenza militare romana nella vicina e strategica Val Roveto nel III secolo a.C., precisamente nell’ocris marso d’Antinum, è forse deducibile dalla menzione di un censore o “centurione” romano in una lamina votiva a Vesuna con iscrizione marso-latina (databile alla seconda metà del III secolo a.C.) ivi rinvenuta agli inizi del secolo XIX ed ora conservata nel Museo del Louvre a Parigi: pa.ui.pacuies.medis / uesune.dunom.ded / ca.cummios.cetur; in Latino =Pa(cius) (et) Vi(bius) Pacuvii meddix / Vesonae donum ded(it) / Ca(ius) Cominius censor (Vetter 1952, n. 223).

Si tratta di una lamina infissa alla base di un donario dedicato alla dea marsa Vesuna dai magistrati superiori (meddices) della comunità atinate, alla presenza del censore Caio Cominio. Questi è un censore romano presente nella comunità alleata della città marsa in « una guarnigione temporanea in tempo di guerra o in missione speciale, legata ad esempio ad operazioni di censimento o di arruolamento nella comunità marsa, o a lavori stradali sulla direttrice Alba Fucens – Sora, o al pattugliamento della stessa strada contro il brigantaggio o altro ancora. A favore di questa possibilità potrebbe deporre che, mentre il gentilizio dei medis è ben attestato tra i Marsi, quello del cetur non trova alcun riscontro e potrebbe essere quello di uno “straniero”.» (Letta 1991a, 318-326).

La possibilità reale di questa presenza militare romana nelle ormai alleate toutas (« comunità ») dei centri fortificati marsi, è anche direttamente confermata dalla conquista sannita nel 295 a.C. dei marsi centri fortificati posti sui limiti del territorio marso, in direzione del Sannio e Valle Peligna. Non sarebbe comprensibile un attacco sannita su queste città marse in occasione della famosa battaglia di Sentino nelle Marche, se non nel tentativo di eliminarne i possibili presidi romani posti lungo il tragitto delle truppe sannite in partenza, verso gli scenari di guerra piceno-gallici.

Infatti, è solo dopo la vittoria di Sentino, nel 294, che Roma invia nella Marsica un esercito guidato dal console Lucio Postunio, che, provenendo da Sora, per la Val Roveto, raggiunge i confini orientali dell’ager Marsorum e riconquista con la forza Milonia, tolta precedentemente ai Romani dai Sanniti che la occupano ora.

La battaglia di Milonia si rivela però per entrambe le parti assai costosa in termini di sangue, infatti seppure la storia ci tramanda che i Romani uccidono 3200 Sanniti facendone prigionieri 4700, anche i Romani riportano un consistente numero di morti, altrimenti non si spiegherebbe la precisione con cui viene descritta la battaglia e soprattutto il quantitativo di tempo che ci mettono i Romani ad espugnare la città di Milonia nella Valle del Giovenco.

La storia inoltre ci dice che oltre a Milonia viene espugnato dai Romani anche il vicino centro fortificato di Feritrum (Livio, X, 34, 1-5), che corrisponde al colle di “La Giurlanda” di Pescina, posto a controllo di Forca Caruso (la medievale « Furca Ferrati ») in direzione del territorio peligno (Grossi 1990a, 332-333).

Anche in quest’occasione, durante le ultime operazioni romane della conquista del territorio storico dei Sanniti, è evidente la funzione centrale e strategica di Sora, della Valle Roveto e dello sbocco Palentino. In quest’ottica va quindi vista la presenza di un censore romano ad Antinum, il maggiore centro fortificato marso della valle Roveto, ancora sul finire del III secolo a.C. (Grossi 1990a, 332).

Quasi certamente gli abitanti marsi dei centri fortificati del territorio inserito nella nuova colonia albense, vengono probabilmente, dai nuovi magistrati della colonia romana costretti ad abbandonare le loro sedi fortificate e scendere in basso edificando nuovi villaggi non fortificati: infatti, gli ocres di Monte Salviano e S. Felice, come altri inseriti nell’Ager Albenses, mostrano una fase d’abbandono al termine del IV secolo a.C. con la mancanza delle classi ceramiche della ceramica acroma e del tipo a “vernice nera” di III-II secolo a.C.

 

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(298-90 a.C.)

 

Immagine personale

 

 

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298 a.C.: I Lucani, il cui territorio è stato soggetto ai saccheggi da parte dei Sanniti, inviano ambasciatori a Roma, per chiedere protezione.

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298 a.C.: Roma accetta l’alleanza con i Lucani, e dichiara guerra ai Sanniti, quando questi mandano indietro i feziali romani, inviati per chiedere che i Sanniti si ritirino dalle terre dei Lucani.

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– Il console Gneo Fulvio Massimo Centumalo, cui era toccata la campagna contro i Sanniti, guida i romani alla presa di Boviano e Aufidena che vengono occupate quasi subito. Tornato poi a Roma, Gneo ottiene il trionfo dai Romani.

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298: I Romani dopo la vittoria sui Marsi e in ritardo con la tabella di marcia completano l’edificazione della nuova colonia militare di Carseoli (l’attuale Civita d’Oricola) sul vecchio sito equo della città.

 

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297 a.C.: Guidati dai consoli Quinto Fabio Massimo Rulliano e Publio Decio Mure , gli eserciti di Roma arrivano nel Sannio, seguendo due
direttrici diverse;

– quello condotto da Fabio passa attraverso il territorio di Sora,

– quello condotto da Decio, attraversa la zona quello dei Sidicini.

L’esercito romano condotto da Mure, riesce a sconfiggere un esercito alleato dei Sanniti ad Apuli, nei pressi di Maleventum, impedendo a questi di unirsi ai Sanniti. Successivamente i Romani guidati da Fabio Massimo, sconfiggono ancora i Sanniti nei pressi di TifernumDopo queste battaglie, i due eserciti romani saccheggiano il Sannio, senza incontrare resistenza ed arrivando ad occupare la città di Cimetra.

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297 a.C.: Milonia pur essendo distrutta viene via via ricostruita dai romani

 

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296 a.C.: I due consoli eletti Lucio Volumnio Flamma Violente ed Appio Claudio Cieco, operano in Etruria, dove si sono recati i Sanniti per ottenere l’alleanza degli Etruschi.

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296 a.C.: L’esercito romano attacca gli Etrusco-Sanniti sconfiggendoli nei pressi di Ferentino.

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296 a.C.: Allo stesso tempo Quinto Fabio e Decio Mure, lasciati nel Sannio con poteri proconsolari mettono a ferro e fuoco la regione, facendo grande bottino, e annettendo a Roma le città di Murganzia, Romulea e Ferentino.

 

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295 a.C.: Tra Romani e Sanniti tuttavia la lotta continua e un nuovo importante scontro avviene nella battaglia di Sentino (nella
pianura in prossimità della cittadina di Sassoferrato oggi in provincia
di Ancona).

– A Sentino i Romani fronteggiano una coalizione nemica composta da 4 popoli: Sanniti, Etruschi, Galli ed Umbri.

– I Romani vengono inizialmente sorpresi dai Galli, che si gettano nella mischia con carri carichi di arcieri che scagliano frecce. Il fracasso dei carri spaventa i cavalli romani, i quali battonono in ritirata. A questo punto Il console plebeo Publio Decio Mure, figlio del Decio Mure, che ha combattuto nella Prima guerra Sannitica, compe il rito della devotio consacrandosi a Marte ed agli dei Inferi, arrivando a scagliarsi contro i carri e perdendo la vita nella mischia.

– Il gesto eroico e ancor più la morte del console, che indica l’accettazione del sacrificio da parte degli Dei, rianima le schiere romane che riportano alla fine una completa vittoria a Sentino.

– I Sanniti per avere la meglio sui Romani formano una grande alleanza con gli altri popoli italici. Alla richiesta d’aiuto dei Sanniti rispondono molti popoli italici, come gli Etrischi, i Celti, gli Umbri, i Marsi, e altri popoli di origine sabellica. Si forma la prima Lega Italica.

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295 a.C.: Battaglie di Triferno e Caiazia

Le forze della Lega Italica affrontano i Romani guidati da Lucio Volumnio Flamma Violente, che ha poteri proconsolari. I Romani sconfiggono duramente i Sanniti e i loro alleati nei pressi di Triferno. Successivamente Lucio Volumnio Flamma Violente viene raggiunto dalle forze guidate dal proconsole Appio Claudio, e insieme infliggono un’altra dura sconfitta all’esercito della Lega Italica, nei pressi di Caiazia. L’esercito della Lega Italica nelle due battaglie viene duramente sconfitto riportando 25.000 morti e ben 8.000 prigionieri. Una catastrofe che porta allo scioglimento della Lega Italica.

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295 a. C. Prima lega italica.

I Sanniti sapevano per esperienza che la pace da loro accettata è più rovinosa di una guerra, per cui desideravano riprendere le ostilità, aiutati da Celti ed Etruschi, ugualmente disposti a mettere di nuovo mano alle armi e tentare la sorte contro Roma, l’eterna nemica. I Marsi, gli Umbri e gli altri popoli d’origine sabellica rispondono in pieno all’appello rivolto loro dai Sanniti. Viene tutto un accorrere di sussidi convergenti nei punti strategici.

 

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294 a.C.

 

294 a.C.: L’esercito romano batte gli Etruschi presso Luceria

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294 a.C.: Battaglia di Luceria

La battaglia fra Romani ed Etruschi avvenuta presso Luceria, è molto cruenta e arriva a durare due giorni.

Alla fine di questo tempo i Romani battono gli Etruschi, ma l’enorme quantità di uomini romani morti impediscono ai Romani di festeggiare.  Al console Marco Atilio Regolo è negato il trionfo, una volta tornato a Roma.

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294 a.C.: Gli Etruschi firmano la pace con Roma

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294 a.C.: I Sanniti superstiti alle due battaglie insieme ai Marsi  provano a reagire preparandosi ad attaccare Milonia nella Valle del Giovenco.

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294 a.C.: I Sanniti e i Marsi attaccano il presidio romano di Milonia e riescono dopo un po’ di tempo a conquistare la piazzaforte militare.

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294: La piazzaforte militare di Milonia viene ora riorganizzata dai Sanniti in previsione di un nuovo scontro con i Romani. I Sanniti oltre a Milonia riorganizzano anche il territorio dei Marsi per preparso al meglio al futuro scontro con Roma.

A questo fine vengono fortificati e sfruttatti diversi altri centri marsicani posti sugli sbocchi fucensi, come Feritrum, città ubicata presso il confine peligno di Forca Caruso o nella Valle Roveto in direzione di Sora presso Antinum.

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294 a.C.:  I Romani decisi a riprendersi la rivincita, spostano il campo di battaglia nella Marsica per poi portarlo più a sud e sconfiggere definitivamente i Sanniti.

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294 a.C.: Contro i Sanniti Roma manda i suoi eserciti, comandati dai console Lucio Postumio e Marco Attilio Regolo

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294: I Sanniti stanziati all’inizio presso Sora decidono di ritirarsi a Milonia e porre qui le difese contro Roma.

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294: Il comandante romano Postumio giunge con l’esercito presso Milonia, cingendo d’assedio la città.

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294 a.C.: Battaglia di Milonia

 

 Milonia sotto assedio romano. Battaglia di Milonia 294 a.C. (Immgine personale)

 

Il console romano Lucio Postumio tenta all’inizio di espugnare Milonia con la forza, ma le possenti mura e le grosse difese sannitiche impediscono il progetto.

Lucio Postumio per avere ragione delle difese sannitiche di Milonia, si fa mandare macchine militari, ovvero opere di approccio dette “vigne” (tettoie mobili). Tuttavia la via Valeria attualmente arriva fino a Cerfegna (Collarmele), per cui per raggiungere lo scopo, viene prolungata la strada fino al valico di Forca Caruso, da cui parte un ramo che risale la leggera pendenza del Vallone di Carrito.

Ottenuto in breve tempo il prolungamento della via Valeria, l’esercito romano prende alle spalle la città di Milonia usando le armi a sua disposizione.

La battaglia per la presa di Milonia inizia il mattino presto e servendosi delle tettoie mobili, degli arieti, delle vince e delle catapulte, attacca con impeto la grande fortezza. La presa delle mura della città si prolunga per alcune ore e il posto si riempie di rumori assordanti misti fra l’urlo dei soldati,  il cozzo delle armi, gli stridii delle macchine da guerra.

 

 

 Milonia sotto assedio romano.

(Fonte: http://historycollection.counstoppable-machine-5-steps-evolution-roman-warfare)

 

 

Arriviamo così alle ore 10:00 e le mura ciclopiche di Milonia vengono battute. I Romani sotto il comando di Lucio Postumio penetrano così nella città attraverso le torrette e le breccie che si sono aperte nelle mura .

 

I Romani entrano a Milonia

 

Tuttavia nonostante la caduta delle mura i Sanniti non si danno per vinti e decidono di combattere contro i Romani dentro la città stessa, che diventa così un cruento campo di battaglia.

La battaglia per Milonia all’interno della città dura altre ore con combattimenti cruenti e sanguinosi da entrambe le parti. La lotta feroce corpo a corpo tra Romani e Sanniti viene condotta casa per casa e via per via.

Alle ore quattordici infine i Romani riescono a vincere i Sanniti, dopo averne uccisi 3200 e catturati 4200.

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294 a.C.: I Romani dopo la presa di Milonia giungono a Feritrum presso Forca Caruso.

Qui i Romani con loro grande stupore si accorgono che la città è vuota e la occupano. Nell’occupare la città i Romani trovano solo alcuni anziani malati, rimasti nella case e parlando con essi comprendono che l’intera popolazione era fuggita la notte prima attraverso una porta posteriore, con tutta la roba che poteva trascinare via.

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294 a.C.: Da Feritrum, i Romani si espandono occupando in breve tutta la Marsica compresa la Valle Roveto con la città di Antinum

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294 a.C.: La pace fra Romani e Marsi

Dopo la battaglia di Milonia i Romani impongono la loro pace a Marsi. Ma in questo caso i Romani avendo capito il valore militare di questo popolo, decidono di non umiliarli. In pratica Roma non impone alcuna decisione umiliante ai Marsi sconfitti e ciò porta iMarsi a convincersi che vivere sotto Roma si può ed è vantaggioso,

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294 a.C.: A questo punto ora che la Marsica è presa e i Marsi sono stati ricondotti sotto il gioco romano, i Romani ora volgono lo sguardo ad Aquilonia, ultima grande roccaforte sannitica, nella speranza di spezzare definitivamente la resistenza di questi.

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294 a.C.: Mancando tra i capi una solida identità di vedute, i Romani, anche in tale circostanza, ebb la meglio sugli avversari, costringendoli alla fuga dopo avere lasciato sul terreno 25.000 morti e nelle loro mani oltre 8.000 prigionieri. In seguito a tale disastro, l’esercito dei confederati si sciolse. Solo 5000 Sanniti e pochi Marsi superstiti a quella strage, a marcia forzata e con infiniti stenti, riuscirono a trovare sicuro riparo dopo avere attraversato tutto il territorio nemico. Nel medesimo tempo, con un’estrema sortita, gli indomiti Sanniti assalgano il campo trincerato del console Attilio Regolo.

Intanto giunge da Roma, per volere del senato, l’altro console L. Postumio con truppe fresche. Rinchiusi e assediati a Milonia i Sanniti provocano di nuovo a battersi, ma non basta il valore in quanto sopraggiungono nuovi rinforzi e anche questa città viene prese e data al saccheggio. Tra Sanniti e Marsi sono oltre quattromila le vittime e un numero molto alto di prigionieri. La magninimità di Roma si rivela nelle condizioni di pace imposte. Non viene presa alcuna decisione umiliante contro questi ultimi, che d’allora in poi si comportano come leali compagni d’armi e non come sottoposti ad una alleanza forzata con Roma.

 

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293 a.C.

 

293 a.C.: Roma manda contro i Sanniti, i suoi eserciti comandati dai consoli Lucio Papirio Cursore e Spurio Carvilio Massimo con l’obbiettivo di distruggere definitivamente quella gente bellicosa che gli si oppone. Le truppe romane partono dalle piazzaforti della media Valle Roveto, appena riconquistate come Antinum, per dirigersi verso Aquilonia.

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293 a.C.: Gli eserciti romani giunti a circa 30 km di distanza dal nemico e tenendosi in contatto tramite messaggeri si dividono. L’esercito di Papirio Cursore si avvia dalla Campania settentrionale verso Aquilonia, mentre l’esercito di Spurio Carvilio Massimo si dirige su Cominium. Il piano è di attaccare insieme e con la massima durezza verso i Sanniti.

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293 a.C.: Battaglia di Aquilonia

Battaglia di Aquilonia 293 a.C. (Immagine personale

 

– I combattimenti tra Romani e Sanniti nella battaglia di Aquilonia sono molto duri e costano oltre 50.000 morti, ma a sera i comandanti romani entrano vittoriosi nelle rovine delle due fortezze.

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293 a.C.: Da Aquilonia i Sanniti superstiti fuggono via e trovano riparo presso Boviano.

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293 a.C.: Presso Boviano i superstiti Sanniti di Aquilonia si riorganizzano per affrontare in un ultimo disperato tentativo i Romani.

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293 a.C.: I Romani conquistano Amiternum.

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293-290 a.C.: I Sanniti compiono azioni di disturbo contro i Romani

 

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290

 

 

290: Battaglia di Bovianum.

Battaglia di Boviano  290 a.C. (Immagine personale)

 

Qui i Romani sotto il comando dei consoli Manlio Curio Dentato e Publio Cornelio Rufino,  battono nuovamente e definitivamente i superstiti Sanniti, attraverso una durissima battaglia militare a Boviano.

– La battaglia di Boviano conclude 50 anni di guerre fra Sanniti e Romani dove seppure usciti vittoriosi dai numerosi confronti si sono trovati in più occasioni a combattere con avversari alla loro pari e molto abili nella lotta.

………………

290: Successivamente viene firmata la pace fra Sanniti e Romani

– I patti della resa non sono noti: Livio dice solo che “il trattato fu rinnovato” ma sicuramente non possiamo aspettarci che ai Sanniti fossero lasciate le favorevoli condizioni dell’ultimo trattato; essi però, sia pure ridotti di numero, in un territorio rimpicciolito e stretto da ogni parte da colonie romane, probabilmente conservano una certa indipendenza e libertà di erigersi in lega di popolazioni.

Con la vittoria sui Sanniti, i Romani conquistano una posizione egemonica in tutto il centro sud, imponendo alle altre comunità italiche, le loro decisioni in politica estera.  I Romani impongono alle varie città indipendenti di fornire contingenti e partecipare al finanziamento delle successive campagne militari romane.

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290 a.C.: Dopo la battaglia di Camerino, tra Romani-Piceni e i Sanniti, l’Abruzzo entra a far parte dello stato romano in qualità di alleato.

– In pratica tutti i popoli della regione abruzzese divengono alleati stabili dei Romani per cui i loro territori entrano stabilmente nell’orbita romana.

 

 

 

 


BIBLIOGRAFIA

 

 

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44) PROFILO DI STORIA LINGUISTICA DELLA MARSICA – Walter Cianciusi-Istituto
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45) Tipografia di Patrizio Graziani Roma Novembre 1988 – L’ABRUZZESE
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46) MITOLOGIA SUMERICO ACCADICA Roberto Castellitto – Società editrice internazionale 1966

 

47) LE PROCHE ORIENT ASIATIQUE –Presses Uuniversitaires De France, 1969 – 10000 ANNI DI IDENTITÀ EUROPEA di Riccardo Lala – Edizione Alpina


48) Rene Labat Florence Malbran- Labrat Manuel D’Epigraphie Accadienne Geuthner Manuels Marshall Sahlins L’economia dell’età della pietra Studi Bompiani


49) Archeoclub d’Italia – Sezione della Marsica Il Fucino e le 
aree limitrofe nell’antichità Atti del III Convegno di Archeologia in ricordo di Walter Cianciusi Castello Orsini, Avezzano, 13-15 novembre 2009 -Avezzano – anno 2011

 


50) Carlo tozzi Giovanna Radi – La Ceramica impressa e la cultura di Catignano in Abruzzo 2009 – Archivio di ecologia preistorica Università di Pisa

 

51) Le Scienze 07 giugno 2016 – I primi agricoltori europei erano migranti arrivati dall’Anatolia. La Dea delle acque e dei serpenti. I pastori nomadi ed il loro Dio; Una lingua oscura ma non troppo

 

52) Mario Liverani Antico Oriente. Storia Società Economia Laterza – Per scavi Paludi Celano Vincenzo D’ercole; Raffella Papi; Giuseppe Grossi: Antica Terra D’Abruzzo   Editoriale Abruzzese 1990

 

53) https://comune.avezzano.aq.it/dal-paleolitico-alleta-del-bronzo/

 

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