CRONOLOGIA DELLA STORIA DELLA MARSICA
____________
44 a.C.: LA GUERRA DI SUCCESSIONE A CESARE
Con la morte di Cesare si apre una guerra di successione che porta in breve ad una nuova guerra civile con due opposte fazioni una capitanata da Ottaviano, pronipote di Cesare e figlio adottivo, che ha con se il sostegno del Senato e l’altra di Marco Antonio, il più importante comandante dell’esercito di Cesare.
Il console cesariano Marco Antonio dopo un breve periodo di predominio politico a Roma subito dopo il cesaricidio, perde progressivamente potere a partire dall’estate del 44 a.C. a causa della crescente popolarità tra i veterani e la fazione cesariana del giovane erede del dittatore Ottaviano e della ricostituzione di una fazione senatoria pompeiana guidata da Marco Tullio Cicerone; la coalizione contro Marco Antonio appoggia anche alcuni cesaricidi, tra cui Decimo Giunio Bruto che ha assunto nell’aprile 44 a.C. il controllo della Gallia Cisalpina con tre legioni.
Il 1º o 2 giugno del 44 a.C. Antonio fa votare una legge in forza della quale egli, alla scadenza del consolato, avrebbe assunto il governo della Gallia Cisalpina al posto di Decimo Bruto, invece di quello sulla Macedonia, alla quale era destinato come proconsole. Decimo Bruto rifiuta di aderire alle richieste del console e inizia una tattica ostruzionistica per guadagnare tempo; nello stesso momento la situazione a Roma diventa più difficile per Marco Antonio: Ottaviano guadagna consensi, il Senato si mostra ostile.
Nell’autunno del 44 a.C. diverse legioni di Cesare sono assegnate a Marco Antonio tra cui la legio Martia. Tuttavia questa si mostra da subito apertamente diffidente nei suoi confronti, compresa la legio Martia. All’inizio di ottobre Marco Antonio va ad accogliere a Brindisi le varie legioni che sono state richiamate in Italia per assumerne il comando.
Marco Antonio nota da subito l’ostilità dei combattenti e per ingraziarseli promette loro lauti guadagni, ma Ottaviano che aveva giocato di anticipo aveva promesso loro guadagni ancora più marcati. Da ciò ne segue che il rapporto fra le legioni assegnate a Marco Antonio e lui non sia dei migliori. Marco Antonio avendo inteso la loro forte ostilità decide di vincerla usando le maniere forti.
In pratica fa arrestare e giustiziare i capi delle rivolte delle varie legioni a lui ostili. Così facendo Marco Antonio vince la loro apparente ostilità e decide di marciare con questi sull’Italia. Tuttavia lungo la marcia per Roma ci sono diverse legioni che decidono di tradire Marco Antonio per passare dalla parte di Ottaviano. Tra queste vi è la legio Martia, che si stabilisce in Alba Fucens in attesa di ricongiugersi con le forze di Ottaviano. La città risulta fedele a Cesare e con la presenza della legio Martia anche i cittadini si attivano per combattere contro le forze di Marco Antonio ormai giudicato nemico della repubblica.
La legio Martia con la diserzione e il passaggio dalla parte di Ottaviano manifesta chiaramente un suo attaccamento alla repubblica incarnata da Augusto, successore di Cesare, contraddistinguendosi per essere altamente valorosa e patriottica, riconoscendo in Marco Antonio un nemico del popolo romano e ciò prima ancora che che lo stesso Senato di Roma lo dichiarasse tale.
Subito dopo questo episodio anche la legio IV passa dalla parte di Ottaviano. Invece le legio II, V ALAUDAE e la XXXV rimangono fedeli a Marco Antonio.
Nel frattempo il 28 novembre 44 a.C. Marco Antonio decide di prendere l’iniziativa e, con le quattro legioni rimaste fedeli, marcia rapidamente a nord contro Decimo Bruto, che alla fine dell’anno viene stretto d’assedio a Modena.
______________
43 a.C.: PREPARAZIONE ALLE BATTAGLIE DI MODENA E FORUM GALLORUM
La battaglia di Modena passa prima per la battaglia di Forum Gallorum che si ha il 14 aprile del 43 a.C. che non è altro che un anticipo della ben più importante battaglia di Modena che si ha una settimana dopo il 21 aprile. Tutto quello che avviene tra gennaio e marzo è una fase preparatoria a questi due avvenimenti che guardano allo scontro di potere a Roma tra Ottaviano e Marco Antonio.
Ebbene il 1 gennaio 43 a.C. i cesariani moderati Aulo Irzio e Gaio Vibio Pansa diventano consoli e da questo momento, soprattutto grazie alla campagna propagandistica di Cicerone con le sue Filippiche, si costituisce e si rafforza l’eterogenea coalizione contro Antonio.
Ciceroneriesce durante la seduta del Senato a legalizzare le azioni e l’esercito di veterani raccolto da Ottaviano ad Arezzo; il giovane riceve il rango di propretore e il compito di marciare contro Antonio. Viene inviata una delegazione di tre senatori per cercare un accordo con Antonio che nel frattempo continua l’assedio di Decimo Bruto a Modena, ma contemporaneamente sono costituite nuove legioni di reclute per la guerra; Aulo Irzio è malato e poco desideroso di uno scontro fratricida, ma parte allo stesso modo per Arezzo per assumere il comando. Aulo Irzio ricongiuntosi poi con Ottaviano raggiunge con le truppe di quest’ultimo Rimini.
Giunto a Rimini Aulo Irzio assume nel gennaio 43 a.C. il comando della città dove sono concentrate le forze di Ottaviano che dispone delle due legioni che hanno defezionato, tra cui la leggendaria legione Martia, e di tre legioni di richiamati. Il giovane erede di Cesare riceve la carica di propretore e collabora con il console, i due avanzano lungo la via Emilia mentre Marco Antonio preferisce ripiegare verso ovest e mantenere l’assedio di Modena.
All’inizio di febbraio 43 a.C. ritorna a Roma la delegazione dei tre senatori inviata a Modena dal Senato per trattare con Marco Antonio. Le proposte di accordo di Antonio sono ritenute dal Senato inaccettabili e, su pressione di Cicerone, è decretato lo stato di guerra ed è votato un ultimatum; i due consoli ricevono l’incarico di muovere guerra in accordo con il propretore Ottaviano. Ogni spazio per la trattativa sembrava ormai esaurito.
Alla fine del febbraio 43 a.C. il console Irzio e il propretore Ottaviano muovono in direzione di Modena con le loro legioni; da Rimini valicano l’Appennino e giungono a Forum Corneli; le avanguardie di Antonio sono facilmente respinte e viene occupata Claterna.
Certo questa piccola vittoria fa bene all’umore degli uomini di Ottaviano, ma nella realtà la sua fazione è divisa da profondi contrasti come risulta testimoniato da una lettera sarcastica e minacciosa di Marco Antonio a Irzio e Ottaviano, letta da Cicerone in Senato, e datata 15 marzo del 43 a.C.
Il 19 marzo 43 a.C. l’altro console Vibio Pansa si mette in marcia da Roma con quattro legioni di reclute per riunirsi con le truppe del collega che erano giunte a Forum Gallorum. Marco Antonio cerca di sorprendere le inesperte reclute di Vibio Pansa prima che potessero collegarsi con le legioni di Irzio.
……………
14 APRILE 43 a.C.: BATTAGLIA DI FORUM GALLORUM
La battaglia di Forum Gallorum avviene il 14 aprile 43 a.C. allorquando Marco Antonio organizza un grande agguato contro l’esercito avversario presso le paludi attorno alla via Emilia. La battaglia fra i due eserciti è da subito accanita e sanguinosa da entrambe le parti. Ottaviano e Irzio avendo timore di qualche sorpresa di Marco Antonio hanno inviato in precedenza come aiuto all’esercito di Pansa la grande legio Martia, e sono proprio questi che riescono da soli a reggere l’urto dell’attacco di Marco Antonio, evitando in questo modo una carneficina delle forze comandate da Pansa.
Dopo duri e sanguinosi scontri i soldati marsi sono costretti a retrocedere lasciando la vittoria del campo a Marco Antonio, però riescono in un contesto gravemente sfavorevole a salvare la pelle a se stessi e alle altre reclute di Pansa. Quest’ultimo purtroppo però rimane gravemente ferito morendo poco dopo.
Ma la vittoria di Marco Antonio è di corta durata poichè sulla via del ritorno le stanche truppe di lui sono a loro volta attaccate di sorpresa da un’altra legione di veterani, inviata in aiuto da Irzio. Il nuovo attacco ribalta le sorti della battaglia, in quanto le legioni di Marco Antonio sono duramente battute e costrette a ritirarsi nei loro accampamenti che circondano la città di Modena.
Alla fine di questa battaglia abbiamo un sostanziale pareggio, seppure la vittoria è da ascrivere alle truppe del Senato, i morti sono tanti da entrambe le parti. Il Senato infatti pur avendo vinto la battaglia, ha pagato un prezzo molto alto con perdite ingenti e il console Vibio Pansa morto per le ferite riportate.
……………
15-20 APRILE 43 a.C.: GIUNGONO NOTIZIE A ROMA
Le prime notizie giunte a Roma sembrano indicare che le forze del Senato hanno subito una disfatta a Forum Gallorum e suscitano preoccupazione e timori tra la fazione repubblicana; solo il 18 aprile giungono la lettera inviata da Aulo Irzio e un resoconto del cesaricida Servio Sulpicio Galba che illustrano l’andamento della guerra e descrivono lo svolgimento della battaglia. La vittoria a Forum Gallorum, ritenuta erroneamente decisiva, viene salutata con entusiasmo; Antonio viene aspramente criticato, i suoi simpatizzanti sono costretti a nascondersi.
In senato il 21 aprile 43 a.C., Cicerone pronuncia l’enfatica XIV e ultima Filippica in cui descrive in termini esaltanti la vittoria, propone quaranta giorni di ringraziamenti pubblici, e lodando soprattutto i legionari caduti e i due consoli Aulo Irzio e Vibio Pansa; quest’ultimo è ferito ma non sembra in pericolo di vita. L’oratore invece minimizza il contributo di Cesare Ottaviano anche se il giovane, nonostante il suo ruolo minore nella battaglia, è acclamato sul campo dalle truppe imperator come i due consoli Irzio e Pansa.
La guerra sembraè decisa a favore della coalizione senatoriale; Marco Antonio, dopo le perdite subite, è rientrato con le truppe superstiti negli accampamenti intorno a Modena e sembra deciso a rimanere sulla difensiva; egli ha rafforzato tuttavia il fronte d’accerchiamento intorno a Decimo Bruto a Modena e continua a mantenere le sue posizioni. Marco Antonio in realtà non è ancora rassegnato alla sconfitta; egli per il momento ritiene pericoloso affrontare un’altra battaglia generale con le forze nemiche congiunte che sono superiori numericamente e intende infastidire e indebolire gli eserciti di Irzio e Ottaviano con continui, piccoli attacchi della sua ottima cavalleria mercenaria; in questo modo spera di guadagnare tempo e nel frattempo costringe alla resa Decimo Bruto e le sue truppe assediate a Modena che sono ormai a corto di rifornimenti.
……………
21 APRILE 43 a.C.: BATTAGLIA DI MODENA
La battaglia di Modena si ha il 21 aprile 43 a.C e conclude la cosiddetta guerra di Modena, tra le truppe fedeli al Senato dei consoli Gaio Vibio Pansa e Aulo Irzio, appoggiate dalle legioni di Ottaviano, e le legioni cesariane di Marco Antonio che stavano assediando dall’inverno le truppe del cesaricida Decimo Bruto bloccate dentro la città.
La battaglia finale si ha il 21 aprile, e conclude la cosidetta guerra di Modena. Facciamo un passo indietro il console Irzio e il propretore Ottaviano, speranzosi dopo la vittoria di Forum Gallorum e rassicurati dalla disciplina delle loro legioni cesariane, si decidono ad affrontare un nuovo combattimento per soccorrere al più presto Decimo Bruto e rompere l’assedio.
Per fare ciò Aulo Irzio e Ottaviano dopo aver cercato inutilmente di costringere Antonio a una battaglia campale manovrano le loro truppe per sorprendere Marco Antonio nei suoi accampamenti. Così concentrano le legioni in un settore degli accampamenti nemici meno solidamente fortificati a causa delle caratteristiche del terreno.
Marco Antonio visto l’assalto agli accampamenti è costretto a muovere le sue truppe fuori dagli accampamenti verso il campo aperto. A questo punto fra i due schieramenti si accende una feroce battaglia. Marco Antonio ad un certo punto ritiene importante rinforzare il suo schieramento iniziando a trasferire le altre sue legioni nel settore dei combattimenti. Secondo Appiano in questa fase della battaglia le forze antoniane si trovano in difficoltà soprattutto per la lentezza dell’arrivo dei rinforze; le legioni, colte di sorpresa e schierate lontano dal settore dove sono in corso i combattimenti più accesi, entrano in campo in ritardo e le forze di Ottaviano sembrano avere la meglio
Mentre la battaglia prosegue all’esterno degli accampamenti, il console Aulo Irzio prende l’audace decisione di fare irruzione direttamente all’interno del campo di Antonio con una parte delle sue forze; il console guida quindi personalmente la IV Legione che riusce a penetrare all’interno degli accampamenti avanzando direttamente verso la tenda personale di Marco Antonio. Contemporaneamente Decimo Bruto riesce finalmente ad organizzare un reparto d’assalto con una parte delle sue coorti che, al comando del cesaricida Lucio Ponzio Aquila, escono da Modena e attaccano a loro volta il campo di Antonio.
L’azione del console Irzio in un primo momento sembra avere successo: la IV legione, dopo essere entrata nel campo, combatte nelle vicinanze della tenda di Antonio; il console guida i legionari dalla prima linea; nel frattempo la battaglia infuria anche negli altri settori. Ben presto tuttavia la situazione peggiora per le truppe che hanno fatto irruzione negli accampamenti; la V legione di Marco Antonio che difende il campo, contrattacca la IV legione e dopo un’aspra e sanguinosa mischia riusce a fermarla, proteggendo la tenda del comandante; durante il confuso combattimento cade ucciso Aulo Irzio e sembra che la sua legione fosse costretta a ripiegare abbandonando le posizioni conquistate. Mentre la IV legione inizia a cedere sotto il contrattacco della V legione, giungono in soccorso altre coorti guidate personalmente da Cesare Ottaviano.
Il giovane erede di Cesare si trova nel mezzo degli scontri più accesi nella zona dove si combatte violentemente per recuperare il corpo del console Irzio; Ottaviano riusce alla fine a salvare le spoglie del console ma non può mantenere il possesso degli accampamenti; alla fine le sue legioni ripiegano ed evacuano il campo di Antonio; nel momento culminante della battaglia anche Ponzio Aquila rimane ucciso e le sue truppe uscite dalla città alla fine rientrano a Modena.
La battaglia di Modena si conclude quindi senza un reale vincitore e Marco Antonio pur in grossa difficoltà ha ancora delle carte da giocare per ribaltare la sorte del combattimento e in ciò è consigliato dai suoi luogotenenti che durante un consiglio di guerra richiesto da Marco Antonio stesso, lo esortano a lottare. Antonio verosimilmente non è a conoscenza della morte di Irzio e non ha compreso la debolezza delle legioni rimaste al comando di Ottaviano e la possibilità di sferrare un contrattacco decisivo, Marco Antonio al contrario teme un nuovo attacco ai suoi accampamenti.
Tuttavia Marco Antonio dall’ottimo generale quale è, resosi conto della superiorità delle forze avversarie desiste e decide di rinunciare all’assedio ripiegando con tutte le truppe verso ovest lungo la via Emilia. Presa quindi la decisione agisce con rapidità: la notte stessa dopo la battaglia manda un messaggio a Ventidio Basso con disposizioni di marciare velocemente attraverso gli Appennini e raggiungerlo con le sue tre legioni; quindi la mattina successiva (22 aprile 43 a.C.) abbandona l’assedio e si ritira velocemente con tutte le sue forze superstiti.
In pochi giorni, marciando verso ovest lungo la via Emilia, le sue legioni raggiungono senza difficoltà prima Parma e poi Piacenza; i suoi avversari sono rimasti fermi a Modena ed egli può assicurarsi due giorni di vantaggio. Giunto a Tortona, Marco Antonio decide di scendere a sud ed effettua senza difficoltà il passaggio degli Appennini; in questo modo raggiunge la costa della Ligura ad ovest di Genova sbucando con le sue quattro legioni a Vada Sabadia, dove il 3 maggio 43 a.C. arriva anche Ventidio Basso con tre legioni. Il luogotenente di Antonio non ha trovato ostacoli ed ha effettuato felicemente la marcia attraverso le montagne fino alla costa ligure; la manovra di sganciamento da Modena e raggruppamento è pienamente riuscita.
In questo modo riesce a sfuggire alle forze nemiche, ricongiungendosi poi con i rinforzi del suo luogotenente Publio Ventidio Basso, che si stava muovendo verso il Piceno. Nelle intenzioni di Marco Antonio completato lo sganciamento e la concentrazione delle sue forze, egli avrebbe poi marciato verso le Alpi per prendere contatto con i capi cesariani Marco Emilio Lepido in Gallia Narbonese e Lucio Munazio Planco nella Gallia Comata.
La battaglia del 21 aprile 43 a.C. conclude la breve guerra di Modena a favore dei repubblicani alleati con Ottaviano, ma ben presto la situazione sarebbe completamente cambiata con la conclusione del secondo triumvirato tra Antonio, Ottaviano e Lepido.
La vittoria delle forze del Senato alleate con la fazione del giovane Ottaviano nella battaglia di Modena perciò non provoca la rovina definitiva di Marco Antonio, che al contrario con la sua tempestiva e abile ritirata riusce a capovolgere l’esito della breve guerra. La ritirata di Antonio e la successiva svolta degli eventi a favore del luogotenente di Cesare fu soprattutto favorita dalla disgregazione della precaria alleanza tra Ottaviano e la fazione senatoriale repubblicana raccolta intorno a Cicerone. Dopo la controversa morte di Aulo Irzio in battaglia, nella notte del 22-23 aprile morì anche il console Vibio Pansa apparentemente in seguito alle ferite riportate a Forum Gallorum. Anche in questo caso le circostante della morte rimangono oscure e si diffondono voci, che sono state riportate anche da Svetonio e Tacito, di avvelenamento e di una responsabilità diretta ancora dell’ambizioso e ambiguo Ottaviano.
Dopo la morte dei due consoli, Cesare Ottaviano, rimasto solo alla guida delle legioni del Senato, entra subito in contrasto con il cesaricida Decimo Bruto riufiutando ogni collaborazione. A Roma la fazione senatoriale raccolta intorno a Cicerone irrita fortemente Ottaviano, sminuendo il suo ruolo e assegnando il comando supremo della guerra contro Antonio proprio a Decimo Bruto i cui piani per inseguire il nemico sono però completamente vanificati dall’ostruzionismo di Ottaviano che rimane fermo con otto legioni a Bologna e non marcia verso gli Appennini per bloccare Ventidio Basso come era nei piani del cesaricida. Entro poche settimane Marco Antonio, rafforzato dalle legioni di Ventidio Basso, avrebbe raggiunto le Alpi e avrebbe conclusodendo una formidabile alleanza con i comandanti cesariani Emilio Lepido, Munazio Planco e Gaio Aisnio Pollonione ; Decimo Bruto, abbandonato dalle sue legioni e costretto alla fuga verso la Macedonua, sarebbe stato ucciso da guerrieri celti inviati al suo inseguimento da Antonio; Cesare Ottaviano infine si muove con le sue truppe su Roma costringendo la fazione senatoriale ciceroniana alla sottomissione o all’esilio.
……………
43 a.C.: IL SECONDO TRIUMVIRATO
Marco Antonio, Cesare Ottaviano e Emilio Lepido concludono, dopo un incontro diretto nei pressi di Bologna, un formale patto di alleanza, il cosiddetto secondo triumviruato, che venne confermato legalmente dalla lex Titia promulgata a Roma il 27 novembre 43 a.C.; i tre capi cesariani entrano solennemente nella capitale, assumendo il completo predominio politico e perseguitando con lo spietato sistema delle proscrizioni ogni oppositore appartenente alla fazione repubblicana. Cicerone, ucciso su ordine di Antonio, è stato la vittima più importante del dispotismo del triumvirato.
_______________
42 a.C.: LA FINE DELLA LEGIO MARTIA
Nella guerra di Modena la Legio Martia (come riferisce Cicerone) rimane ferma tutto il tempo all’interno di Modena per difendere la città in caso di attacco estremo da parte delle truppe di Marco Antonio. La permanenza della Legio Martia dentro Modena dura fino al 42 a.C., allorquando con narra Appiano, essi s’imbarcano e la loro nave viene intercettata dalla flotta repubblicana nell’Adriatico tra Brindisi ed Apollonia e quindi affondata. Con l’affondamento della nave muore l’intera e valorosa Legio Martia.
Di Legio Martia nel corso dei secoli romani successivi ve ne sono state altre, ma la sola vera Legio Martia rimane quella composta dai cittadini Marsi, che come sempre durante la loro storia sono stati temuti ed ammirati per il coraggio e la forza dimostrati nelle varie battaglie .
LA MARSICA DURANTE LA ROMA IMPERIALE
(27 a.C. – 395 d.C.)
_________
31 – 27 a.C: La fine della guerra fra Marco Antonio e Augusto vede in quest’ultimo il vincitore.
________
27 a.C.: Augusto assume su di se tutti i poteri che aveva avuto Cesare, con la differenza di riuscire a mantenere un ruolo importante anche per il Senato, facendo digerire a questo la sua forza.

L’imperatore Augusto. (Immagine da Wikipedia)
La Repubblica romana cessa di esistere come sistema politico. Augusto diventa di fatto imperatore di Roma, il primo per molti e il secondo per altri. Inizia il sistema monarchico-imperiale.
____________________________________________________________
INIZIA L’IMPERO DI ROMA


Regioni dell’Italia augustea. Immagini da Wikipedia
___________
26 a.C. – 14 d.C.: La città di Carsioli si sviluppa grazie a questo lungo periodo di pace.
……………
26 a.C. – 14 d.C.: I Marsi rivolgono continui e pressanti appelli ad Augusto affinchè intervenga per risolvere il problema del Lago Fucino.
……………
26 a.C. – 14 d.C.: Augusto da accorto amministratore capisce, che realizzare un’opera importante come quella dell’emissario del Fucino, costituirebbe un grave pericolo per le finanze del nuovo impero romano. Per cui Augusto ai Marsi risponde con un secco no a questa struttura.
……………
26 a.C.- 14 d.C.: Sotto Augusto il territorio di Roma conosce un lungo periodo di pace e prosperità. Per la Marsica che continua ad avere il problema costante delle inondazioni del Fucino, non è facile, ma nonostante tutto la pax augustea favorisce anche i Marsi.
________________
27 a.C.- 235 d.C: A Roma si è da tempo affermata l’istituzione imperiale, che ha portato benessere e pace a tutte le popolazioni a lei soggette.
Alba Fucens vive la sua età dell’oro testimoniata in ciò dalla costruzione di nuovi edifici pubblici e privati e dalla ristrutturazione dei vecchi.

Ricostruzione 3d di Alba Fucens
(Fotogramma ripreso dal video Youtube – “IL GLADIATORE DI ALBA FUCENS” – https://www.youtube.com/watch?v=xwwRTs7vcxU)
Durante questo periodo gli imperatori Claudio prima (41-42) e Adriano poi (138) provanoa bonificare il lago del Fucino, attraverso grandi opere d’ingegneria idraulica, riuscendo se non a prosciugarlo, comunque ad abbassarne il livello delle acque.
Ciò porta alla città di Alba Fucens grandi introiti economici, che aumentano la sua prosperità e quella dei suoi abitanti. Inoltre Alba Fucens si afferma nel tempo non solo come una grande città commerciale, ma anche come un bellissimo luogo di villeggiatura, riuscendo ad attirare nei suoi territori importanti personalità del mondo romano.
Oggi nei dintorni di Alba Fucens si rinvengono i resti d’importanti ville romane di proprietà sia di persone importanti di Roma, che di commercianti arricchiti della Marsica.
___________
01-50 dc: Il territorio municipale degli abitanti della città di Anxa, detti Anxantini, che sono citati nel I sec d.C. come “Marsorum Anxantini … Lucenses” da Plinio (Nat.Hist.,III, 106; Letta 1988, 206-207), è costituito dalla Valle Transaquana e dalla Vallelonga (Luco- Trasacco – Collelongo – Villavallelonga) con i villaggi di Petinus, Fistaniensis, Supinum e diversi altri di cui non si conoscono i nomi.
………….
01-50 dc: Angitia
La città di Angitia è in questo momento molto famosa presso i romani sia per il suo santuario fucense, che per il bosco sacro ad Angizia, che viene addirittura citata nella più grande opera della romanità, l’Eneide di Virgilio “… Te nemus Angitiae, vitrea te Fucinus unda, Te liquidi flevere lacus” (VII, 752).
– La città di Anxa compare inoltre nell’opera geografica di Tolomeo, del II secolo d.C., con il nome di Arx (Geog., III, 1, 50).
……………….
01-50 d.C.: Antinum
Nel territorio di Antinum oltre alle tradizionali attività agricole di fondovalle si viene affermando la coltivazione dei fichi.
Presso l’area di Antinum è poi ben presente l’attività del taglio dei boschi da parte dei dendrophori (i boscaioli). Questi tagliano le ricche selve sui monti dell’alta Valle del Liri e rivendono in seguito la legna ricavata, che verrà poi usata per le varie attività ad essa legate.
………….
_______
07 d.C.: La Marsica nel periodo di Augusto

La Marsica nel 7 d.C. (Rielaborazione di un’immagine da Wikipedia)
______________
14 d.C.: L’impero romano alla fine del regno di Augusto

L’impero romano nel 13 d.C. (Immagine da http://www.elevamentealcubo.it/Roma/Roma-antica/augusto.htm)
__________
14 d.C: Muore a 76 anni Augusto. Gli succede come imperatore il figliastro Tiberio.
Bibliografia
1) www.trasacco.terremarsicane.it
2) http://www.fucino.altervista.org/pagina-875327.html
3) LA STORIA D’ITALIA A FUMETTI di Enzo Biagi
4) http://santanatolia.it/storia/capitolo-iv
5) http://www.comune.avezzano.aq.it/index.php?id_sezione=427
6) http://www.pereto.terremarsicane.it
7) http://www.celano.terremarsicane.it/index.php?module=CMpro&func=viewpage&pageid=26
9) www.lucodeimarsi.terremarsicane.it
10) Articolo scientifico : “Tracce archeologiche di un terremoto tardo-antico nella Piana del Fucino (Italia centrale) di F. Galadini, E. Falcucci, A. Campanelli, E. Ceccaroni.
11) www.terremarsicane.it/marsica/?qnode/187
13) V.D’Ercole, L’italia prima di Roma, Pescara 1998
14) Van Wonterghem, I Peligni e il loro territorio prima della conquista romana
18) Santellocco A.F. (2004) – MARSI STORIA E LEGGENDA – TOVTA MARSA (Luco dei Marsi)
19) http://www.pereto.info/contemporanea.htm
20) http://www.fucino.altervista.org/pagina-875327.html
21) http://www.itisavezzano.it/pagine/b00012.asp
22) http://www.santemarie.terremarsicane.it/
23) http://www.terremarsicane.it/category/luco-dei-marsi/
24) http://www.tagliacozzo.terremarsicane.it
26) www.civitellaroveto.terremarsicane.it
27) Marco Bianchini – Edilizia storica della Marsica occidentale – Editrice Dedalo di Roma
28) http://www.cerchio.terremarsicane.it/
29) http://www.aercalor.altervista.org/index_file/Lago_Fucino.pdf
30) Venerada Rubeo – Covella contessa di Celano: sulla storia di una nobildonna nella Marsica del Quattrocento – Editrice Kirke
31) http://www.civitadantino.com
32) http://www.valleroveto.eu/
33) Emanuela Ceccaroni – dalle ANTICHITA’ MARSICANE all’ARCHEOLOGIA DELLA MARSICA – Edizioni Kirke
34)https://www.terremarsicane.it/i-marsi-e-gioia-dei-marsi/
36) https://comune.avezzano.aq.it/safini-marsi-ed-equi/
37) Fuoco e civiltà di Johan Goudsblom Edizioni Feltrinelli
38) Università di Cambridge – Storia Antica del Medio Oriente – Il Saggiatore
39) Pastorizia e tratturi in Abruzzo –Romolo Liberale Banca popolare della Marsica
40) Nature Communications Ricerca condotta da l’Università di Cambridge, e dalle irlandesi Trinity College e University College, di Dublino. I risultati sono comparsi sulla rivista scientifica e commentati da Leonardo Debbia il 22.12.2015
41) Emanuela Ceccaroni Archeologia preventiva nella Marsica: lo scavo nella necropoli in località Cretaro-Chiusa dei Cerri-Brecciara di Avezzano(AQ) in Quaderni di archeologia Abruzzo 1/ 2009
42) https://www.terremarsicane.it/i-marsi-la-storia-e-piu-bella-di-tutte-le-leggende-3/
43) L’ITALIA SOTTO SOTTO – Venerdì di Repubblica 29 Dicembre 2017 di Antonio Ferrara
44) PROFILO DI STORIA LINGUISTICA DELLA MARSICA – Walter Cianciusi-Istituto Dialettolologico D’abruzzo e Molise ( Univesità degli studi dell’Aquila )
45) Tipografia di Patrizio Graziani Roma Novembre 1988 – L’ABRUZZESE LINGUA COMPLETA NON SOLO DIALETTO – Roberta D’Alessandro maggio 2014
46) MITOLOGIA SUMERICO ACCADICA Roberto Castellitto – Società editrice internazionale 1966
47) LE PROCHE ORIENT ASIATIQUE –Presses Uuniversitaires De France, 1969 – 10000 ANNI DI IDENTITÀ EUROPEA di Riccardo Lala – Edizione Alpina
48) Rene Labat Florence Malbran- Labrat Manuel D’Epigraphie Accadienne Geuthner Manuels Marshall Sahlins L’economia dell’età della pietra Studi Bompiani
49) Archeoclub d’Italia – Sezione della Marsica Il Fucino e le aree limitrofe nell’antichità Atti del III Convegno di Archeologia in ricordo di Walter Cianciusi Castello Orsini, Avezzano, 13-15 novembre 2009 -Avezzano – anno 2011
50) Carlo tozzi Giovanna Radi – La Ceramica impressa e la cultura di Catignano in Abruzzo 2009 – Archivio di ecologia preistorica Università di Pisa.
51) Le Scienze 07 giugno 2016 – I primi agricoltori europei erano migranti arrivati dall’Anatolia. La Dea delle acque e dei serpenti. I pastori nomadi ed il loro Dio; Una lingua oscura ma non troppo
52) Mario Liverani Antico Oriente. Storia Società Economia Laterza – Per scavi Paludi Celano Vincenzo D’ercole; Raffella Papi; Giuseppe Grossi: Antica Terra D’Abruzzo Editoriale Abruzzese 1990
53) https://comune.avezzano.aq.it/dal-paleolitico-alleta-del-bronzo/
54) https://www.terremarsicane.it/le-culture-delleta-del-bronzo/
55) https://www.terremarsicane.it/le-culture-del-neolitico/
56) https://www.lescienze.it/news/2016/06/07/news/origine_anatolia_primi_agricoltori_europei-3115619/
57) https://www.terremarsicane.it/i-marsi-la-storia-e-piu-bella-di-tutte-le-leggende/
58) https://www.terremarsicane.it/i-marsi-la-storia-e-piu-bella-di-tutte-le-leggende-2/


