CAPISTRELLO – COSA FARE A CAPISTRELLO (ITA)



CAPISTRELLO


 

 

 

Scorcio di Capistrello oggi. (Immagine personale)

 

Cosa fare a Capistrello? La risposta è semplice, si possono fare tantissime cose c’è l’imbarazzo della scelta. Sul piano culturale e naturalistico Capistrello offre moltissimo.

 

Scorcio della parte antica di Capistrello. (Immagine personale)

 

Iniziamo dal piano culturale immaginando un percorso storico per le viuzze nella parte antica del borgo intorno alla chiesa di S. Antonio da Padova. Qui abbiamo ciò che resta del borgo medievale – rinascimentale con le sue viuzze strette e in salita, in un continuo sali e scendi.

 

La chiesa di S. Antonio da Padova a Capistrello oggi. (Immagine personale)

 

Oggi il borgo non ha più il suo castello venuto meno pare dopo il terremoto di Gioia dei Marsi del 1915, ma conserva ancora un buon centro storico, che vale la pena di scoprire a cominciare dall sue chiese storiche come la chiesa di S. Antonio da Padova, risalente al XII secolo, o la chiesa della Madonna dell’Assunta, risalente al XII secolo come prima costruzione, ma l’attuale edificio religioso è dell’inizio del XVII secolo.

 

 


 

 

 

 

Scorcio della parte antica di Capistrello. (Immagine personale)

 

Oltre alle chiese nel borgo vecchio vi sono anche diversi edifici antichi risalenti al ‘500 come Palazzo Lusi, imponente palazzo rinascimentale.

 

Scorcio di Capistrello nella zona moderna. (Immagine personale)

 

Spostandosi poi nella parte moderna troviamo un paese nuovo, con strade larghe e un complesso di case ben curate. A tutto questo si accompagnano una serie di monumenti che richiamano la storia moderna del paese degli ultimi 150 anni e tra questi merita una visita il bellissimo Sacrario dei 33 martiri di Capistrello, risalente come costruzione al 1963, che rappresenta l’eccidio dei 33 giovani pastori barbaramente uccisi dai Tedeschi all’inizio del giugno del 1944.

 

Sacrario a ricordo delle vittime del massacro del giugno 1944. (Immagine personale)

 

Finita la visita al borgo si può continuare con la visita all’emissario Torlonia nella sua parte finale, presente nell’area di Capistrello, che è stato ristrutturato nella seconda metà dell’800 dal banchiere Torlonia durante la costruzione del nuovo condotto, ma che ricalca il condotto romano di Claudio.

 

 


 

 

 

Cascata delle acque del bacino fucense che si
gettano nel Liri dopo la traversata sotterranea,
dopo essere passati all’interno dell’emissario Torlonia.

(Immagine da https://www.terremarsicane.it/approvato-il-finanziamento-per-un-nuovo-parco-e-la-riqualificazione-dellarea-ara-del-fiume-a-capistrello/)

 

Questa straordinaria opera idraulica la si può ammirare scendendo verso la Gola di Capistrello e la si nota bene, in quanto questa in primavera e autunno forma una piccola cascatella d’acqua che corrisponde alle acque del bacino fucense che si gettano nel fiume Liri. Questo è un autentico spettacolo che vi lascierà a bocca aperta per tanta bellezza.

 

Tratto ferroviario del sistema elocoidale di
Capistrello della Ferrovia Avezzano – Roccasecca. (Immagine personale)

 

Se poi volete vivere il fascino di una grande opera d’ingegneria idraulica vi consiglio di prendere uno dei treni che portano a Roccasecca nel Lazio. Salite sul treno e percorrete due fermate scendendo a Pescocanale. Nel trovarvi su questo treno potrete vivere il fascino della galleria elicoidale una delle strutture ferroviarie più belle del centro Italia.

 

La gola di Capistrello vista da Pescocanale. (Immagine personale)

 

Arrivati a Pescocanale salite su al paese e dal belvedere presente vicino la chiesa del borgo, ammirate tutto il fascino di questa gola non solo per la ferrovia, ma soprattutto per la natura presente in essa. La gola di Capistrello è una delle attrazioni più belle di tutta la Marsica, di cui però se ne parla poco. Se vi trovate sul percorso che da Capistrello porta alla cascatella dell’emissario Claudio – Torlonia, ammirate le pareti di roccia a strabiombo, presenti lungo questo tratto di gola. E’ impossibile non rimanerne affascinati.

 

 


 

 

 

 

 

Le pareti di roccia calcarea della gola di Capistrello. (Immagine personale)

 

A parte la gola di Capistrello se volete immergervi nella natura che circonda il paese, vi consiglio di mettervi scarpe comode e andare a fare trekking intorno al borgo, scoprirete una natura mozzafiato andando alla scoperta delle montagne e degli altipiani presenti in zona come l’altopiano della Renga.

 

Altopiano della Renga. (Immagine da Wikipedia)

 

Questo altipiano è un pianoro di origine carsica che si è formato tramite la sedimentazione del processo tettonico nell’arco del tempo geologico. Questo posto si caratterizza per la presenza di uno splendido bosco molto antico e di una faggeta presente a 1700 m di quota. Ideale per fare pic nic è un posto perfetto per rilassarsi e stare in compagnia. Non a caso questa è una delle aree maggiormente battuta dai villeggianti e abitanti di Capistrello.

 

Capistrello posta sul lato meridionale di Monte Arezzo. (Immagine personale)

 

Ma le escursioni alla scoperta della natura travolgente intorno a Capistrello non finisce con l’altopiano della Renga, ma volendo si prosegue percorrendo le montagne circostanti ricche di natura incontaminata, ruscelli d’acqua derivanti da piccole sorgenti locali e incontri con la storia inaspettati presenti sui monti attorno a Capistrello, a cominciare dal Monte Arezzo, sotto cui si trova Capistrello sul lato meridionale.

Il monte Arezzo, è un sito di interesse comunitario e forma insieme al Monte Aurunzo una piccola dorsale, che divide la valle del Liri dalla valle dell’Imele e quindi dei Piani Palentini. Partendo da Capistrello si può intraprendere un percorso di montagna e natura che attraversa buona parte del territorio comunale di Capistrello.

Si parte dal paese e si sale tramite un sentiero lungo Monte Arezzo, dove attraversando i suoi bellissimi boschi di orniello e carpino bianco, si arriva sulla cima del monte a 1267 m di quota. Qui è presente l’antico santuario della chiesa di Santa Maria del Monte. Proseguendo si attraversa  il crinale per circa un’ora, attraverso il passo di Pagliara nel confinante comune di Castellafiume.

 

 


 

 

 

 

Resti del castello medievale di Girifalco. (Immagine
da https://www.facebook.com/photo/?fbid=183067564108527&set=a.300225369059819)

 

Ad un certo punto si raggiunge la cima di Monte Girifalco, dove sono presenti i resti della fortezza medievale di Girifalco, uno dei castelli più importanti del periodo medievale tra XI e XV secolo. Da qui si scende di poco sotto l’ex castello, arrivando presso la grotta di San Lorenzo, una grotta carsica che è stata un romitorio in età medievale, legata all’antico monastero di San Pietro di Corcumello e probabile rifugio  antiaereo durante i bombardamenti alleati della seconda guerra mondiale, oltre che probabile rifugio dai barbari nazisti.

 

Il paese di Corcumello oggi. (Immagine personale)

 

Quindi si prosegue scendendo ancora lungo il costone arrivando infine a Corcumello, una delle due frazioni del comune di Capistrello. Questo paese è uno dei più ricchi di storia di tutta la Marsica, sede di grande castello medievale – rinascimentale, poco conosciuto anche nella Marsica, ma soprattutto mantiene intatto tutto il suo fascino di paese medievale con le stradine strette in un continuo sali e scendi.

Se questo non vi basta potete andare alla scoperta della zona intorno alla frazione di Corcumello, dove esistono le tracce di due centri fortificati marsi presenti uno nella zona di Civita di Fossa Rotonda a 1213  di quota, mentre l’altro nella zona di Rotella di Collalto.

Di età romana sappiamo della presenza del grande emissario Claudio di cui possiamo ammirare lo sbocco sul fiume Liri che è rimasto quello di 2000 anni fa seppure ristrutturato nell’800 in occasione della costruzione del nuovo emissario Torlonia. Oltre a questo sempre di età romana vi sono i resti di un vicus romano presente in località Grottella a 750 m di quota, mentre nei Piani Palentini tra Cese e Corcumello sono stati riscontrati i resti di alcune ville di campagna di età romana.

Quindi a Capistrello annoiarsi è difficile, mentre è facile fare esperienze diverse, istruttive e rigeneranti. Per cui che aspettate venite a Capistrello!!!

 

 


CAPISTRELLO