SAN POTITO – DESCRIZIONE DI SAN POTITO (ITA)



SAN POTITO


 

 

 

 

INTRODUZIONE E BREVE STORIA DI SAN POTITO

Scorcio di San Potito oggi. (Immagine personale)

 

San Potito è una frazione del comune di Ovindoli (AQ), dove vive circa un centinaio di persone che diventano 300 nei mesi estivi. San Potito è un paese con chiare origini medievali, costituitosi in età longobarda, che ha nei ruderi del suo castello la testimonianza più importante della sua storia.

 

Resti del castello di San Potito. (Immagine personale)

 

Ma San Potito è un sito che ha dimostrato di avere una storia molto più antica di quella medievale risalente addirittura all’epoca romana e questa condizione è stata accertata dalla grande campagna di scavi del 1983-2000, che ha riportato alla luce una grande villa imperiale risalente al II secolo d.C., che nel 2014 è stata reinterrata per meglio proteggerla.

 

Scorcio di San Potito oggi. (Immagine personale)

 

 


 

 

 

In età medievale San Potito fino al XVI secolo era un borgo fortificato, parte del sistema difensivo della contea di Celano, con la popolazione occupata principalmente nell’allevamento di animali da pascolo, in un’agricoltura di sussistenza e al piccolo artigianato. Nel XVI secolo cambiano le condizioni politico-militari, che portano alla decadenza del paese sul piano strategico militare, facendo divenire San Potito un semplice borgo di montagna, con una popolazione dedicata interamente all’allevamento di pecore, all’agricoltura locale e al piccolo artigianato, specie nella lavorazione del legno.

 

Scorcio di San Potito antica. (Immagine personale)

 

Questa condizione esasperata dal clima rigido di montagna e dal problema del brigantaggio, molto presente in zona specie tra XVIII e XIX secolo ha comportato una dura esistenza per gli abitanti del piccolo paese. Poi dall’unità d’Italia la situazione è andata lentamente migliorando, prima con la scomparsa del brigantaggio, distrutto tra il 1860 e il 1870, e poi con una lenta trasformazione della zona resa più vivibile, grazie al netto miglioramento delle vie di comunicazione, che hanno tolto il borgo dall’isolamento in cui si trovava da secoli.

 

Terremoto di Gioia dei Marsi del 13 gennaio 1915

 

Dopo il catastrofico terremoto di Gioia dei Marsi del 1915, che anche qui ha colpito duramente e dopo gli anni della 1 guerra mondiale, il paese ha iniziato a rialzarsi e ricostruirsi seguendo quel filone di sviluppo precedente al sisma del 1915. Ciò ha comportato una lenta ricostruzione di San Potito, andata avanti tra alti e bassi negli anni ’20 e ’30, che hanno portato anche ad un primissimo sviluppo turistico.

In pratica negli anni ’30 a Ovindoli, il comune di appartenenza di San Potito, vengono create le prime piste da sci invernali, che portano i primi turisti in zona, soprattutto da Roma, che portano il territorio comunale ad iniziare un percorso economico nuovo  con l’inizio dell’industria turistica. In pochi anni nascono alberghi, laddove prima non c’era nulla, avviando così un primo seppur fragile ritorno occupazionale, che ha interessato di striscio anche San Potito.

 

Scorcio di San Potito antica. (Immagine personale)

 

 


 

 

 

 

Questo primo percorso turistico si è poi interrotto con la seconda guerra mondiale riprendendo dopo questa fase. Purtroppo lo sviluppo turistico dell’area montana prima di decollare bene è stato lungo e articolato, comportando un lungo periodo di freno allo sviluppo locale. San Potito in tutto questo si è ritrovato stritolato sul piano economico e la popolazione con la sola occupazione nell’agricoltura non è potuta andare avanti, portando ad un abbandono del borgo tra gli anni ’50 e ’70 da parte dei giovani, che sono andati via verso l’estero e poi verso le grandi città italiane di Milano, Torino e soprattutto di Roma, vista la sua vicinanza.

 

Scorcio di San Potito oggi. (Immagine personale)

 

Con gli anni ’80 l’economia finalmente decolla e l’industria turistica locale legata agli sport di montagna prende il via in modo importante e non più in modo arrancato. Ciò porta ad uno sviluppo anche di San Potito, che complice anche la scoperta della villa imperiale romana nel suo territorio si è ritrovata ad essere per un lungo periodo frequentata in modo mlto più marcato. La popolazione ha iniziato a crederci e si sono sviluppate via via piccole attività locali. Insomma si è avuta una fase di sviluppo durata fino all’inizio degli anni 2000.

 

Scorcio di San Potito oggi. (Immagine personale)

 

Questa fase di sviluppo si è momentaneamente interrotta con il terremoto dell’Aquila del 2009, che ha colpito duramente anche San Potito. Molte persone si sono ritrovate di colpo la casa lesionata e sono dovute trasferire altrove, in attesa di fare rientro nelle proprie abitazioni dopo che queste fossero state restaurate.

 

Scorcio di San Potito oggi. (Immagine personale)

 

Negli anni 2010 poi mano a mano che le case venivano risistemate il borgo ha iniziato ad essere ripopolato facendo ritornare la tranquillità precedente. Certo prima che la situazione si normalizzasse ci sono voluti diversi anni, ma la popolazione ha saputo crederci e riprendersi, anche accettando qualche scelta dolorosa come il reinterramento della villa imperiale nel 2014. Nel frattempo San Potito dagli anni ’90 è parte del nuovo parco regionale Sirente – Velino che pur tra alti e bassi ha saputo proteggere il borgo dalla speculazione edilizia.

 

Scorcio di San Potito oggi. (Immagine personale)

 

Nel corso degli anni il parco si è ulteriormente consolidato riuscendo a rappresentate anche un  piccolo volano di crescita economica, che si è sommata alla prosecuzione e miglioramento delle strutture sciistiche presenti ad Ovindoli. Oggi grazie anche a questo e ad altro San Potito è un piccolo centro residenziale e turistico, che pur mantenendosi in posizione un po’ defilata rispetto al traffico di genti di Ovindoli, è divenuto un borgo dove si vive molto bene.

 

 


 

 

 

 

POSIZIONE DI SAN POTITO

Panoramica sul borgo di San Potito. (Immagine personale)

 

San Potito ha una posizione invidiabile posizionandosi a 1094 m s.l.m., alle pendici del Monte Magnola (2200 m), su un colle dominato dal monte Pizzo di Ovindoli (1181 m). Il borgo è chiaramente un borgo di montagna, che ad un primo sguardo è percepito come un semplice borgo di passaggio verso Ovindoli, vero centro economico di zona, ma se ci si ferma  un attimo ad ammirarlo si capisce abbastanza presto delle possibilità che il paese offre sia ad un visitatore che a qualcuno che avesse voglia di venirci a vivere.

 

 

 

COSA VEDERE A SAN POTITO.

Centro storico di San Potito oggi. (Immagine personale)

 

Centro storico di San Potito oggi. (Immagine personale)

 

San Potito ha un centro storico invidiabile, anche migliore in alcuni punti di Ovindoli stesso. Qui si possono ammirare numerosi angoli antichi e inoltrandosi in questi in un continuo salire, si viene mano mano catturati dalla splendida visuale che offre il borgo sulla piana del Fucino, ma anche la panoramica verso le montagne presenti dietro San Potito sono degne di nota.

 

Antica chiesa di Santa Maria della Neve. (Immagine personale)

 

Salendo per il paese dapprima è possibile ammirare l’antica chiesa parrocchiale di Santa Maria della Neve e salendo ancora dopo circa 30 minuti di cammino si arriva al maestoso castello.

 

Resti del castello di San Potito. (Immagine personale)

 

Qui sono ancora visibili diversi antichi ambienti dell’antico maniero, che si possono ammirare bene facendo attenzione alla vegetazione presente e ricordandosi che si è in montagna e qui il clima cambia rapidamente, quindi bisogna venire preparati. Ma che dire la visuale sul borgo sottostante e la panoramica a perdita d’occhio guardando verso il Fucino, non ha uguali e merita l’intera camminata.

 

Il pianoro dove è stata rinvenuta l’antica
villa imperiale di San Potito. (Immagine personale)

 

 


 

 

 

 

Se poi non si è sazi di storia scendendo verso il borgo si può andare verso il piccolo cimitero del paese, dove vicino vi è la spianata dove è stata ritrovata l’antica villa romana. Qui anche se non si può più ammirarne i resti, si resta comunque affascinati dal luogo che ti spinge a conoscerlo meglio, immaginando la presenza di una grande struttura residenziale che fungeva quasi da borgo in se. Qui il fascino della storia è presente ovunque e poi chiaramente vi è la natura a fare da cornice a tutto che merita un discorso a parte.

 

(Immagine personale)

 

Oltre a visitare il borgo antico, San Potito offre una natura incontaminata, protetta all’interno del parco regionale del Velino Sirente. Circondato da boschi di faggio, prati d’altura e panorami mozzafiato che si aprono sulla Piana d’Ovindoli e sulla Piana del Fucino, questo piccolo borgo è un esempio perfetto di armonia tra uomo e natura, tra storia e paesaggio.

 

Scorcio del centro storico di San Potito. (Immagine personale)

 

Scorcio del centro storico di San Potito. (Immagine personale)

 

A San Potito il tempo sembra essersi fermato: le antiche strade in pietra, le stradine strette, l’aria pura di montagna e il silenzio quasi sacro del paesaggio attorno al paese rendono questo un posto da fiaba, offrendo al turista un’esperienza autentica, lontana dalle rotte turistiche più battute.

 

Scorcio del centro storico di San Potito. (Immagine personale)

 

San Potito non è solo un posto da ammirare, ma un’esperienza da respirare e vivere lentamente, assaporando le prelibatezze della zona, attraverso cui degustare tutta la storia millenaria di questo borgo, vivendo allo stesso tempo un contesto naturale unico.

 

 


 

 

 

 

COSA FARE A SAN POTITO

Panoramica su San Potito. (Immagine personale)

 

La posizione di San Potito è strategica: posto a circa 1100 m s.l.m, rappresenta un punto di partenza ideale per escursioni a piedi, in bici o a cavallo, per le montagne circostanti, percorrendo i numerosi percorsi esistenti, attraversando i magnifici boschi presenti in zona.

 

I monti intorno a San Potito. (Immagine personale)

 

Ricordiamo che il paese si trova all’interno di un grande parco, per cui è concreta la possibilità di avvistare fauna locale come lupi, volpi, cervi, aquile, avvoltoi.

 

Scorcio del bosco intorno a San Potito. (Immagine personale) 

 

Se poi si desidera spostarsi per conoscere altri luoghi naturali, ci si può  inoltrare con guide naturalistiche per la conoscenza dei Monti Sirente e monte Velino, nonchè per i tantissimi luoghi naturalistici presenti in questo angolo di Marsica.

 

Celano oggi. (Immagine personale)

 

Il paese è anche ottimo per visitare e vivere i vicini centri abitati ricchi di storia e cultura come Celano, Rocca di Mezzo e naturalmente Ovindoli.

 

 


 

 

 

 

 

Scorcio di Ovindoli oggi. (Immagine personale)

 

In inverno la vicinanza del borgo al centro di Ovindoli e quindi agli impianti sciistici del Monte Magnola, lo rende un rifugio tranquillo e poco costoso per gli amanti della neve. Qui d’inverno si possono praticare molti sport come ciaspolate o trekking invernali.

 

Impianti sciistici del Monte Magnola.

 

D’estate invece è la base perfetta per sfuggire alla calura estiva, che di giorno magari si fa sentire, ma di notte lascia spazio a un clima fresco, che consente di dormire bene e la mattina dopo una sostanziosa colazione è un’ottima base di partenza per scoprire i tesori naturalistici del parco del Velino – Sirente sia sul piano faunistico e floristico, che sul piano geologico ambientale, come la vicina gola di Celano o le famose grotte di Stiffe a pochi km da San Potito.

 

Le gole di Celano. (Immagine da https://www.isprambiente.gov.it/it/attivita/museo/regioni/musei/gole-di-celano)

 

D’estate oltre al trekking si possono fare diversi tipi di sport come bici, camminate a cavallo o arrampicate su pareti rocciose.

 

Scorcio dell’Altopiano delle Rocche. (Immagine personale)

 

San Potito si pone inoltre come porta di accesso per la scoperta dell’Altopiano delle Rocche una delle zone più belle di tutta la Marsica e più in generale dell’Abruzzo stesso.

 

 


 

 

 

 

COSA MANGIARE A SAN POTITO

Pollo con patate al forno.

 

Non dimentichiamo una cosa importante che qui si mangia benissimo. E’ sufficiente inoltrarsi in uno qualsiasi dei ristoranti della zona presenti a Ovindoli, per gustare magnifici antipasti d’insaccati di salami, prosciutti e formaggi, di produzione locale e poi i primi e secondi piatti prodotti con molti tipi di carne dal maiale al pollo al tacchino alla carne di pecora e mucca fatte in modi diversi che sazieranno tutti i palati.

La ricchissima cucina marsicana di montagna è una primizia per molti, che pur non essendo tra le più famose è sicuramente tra le più buone. La cucina locale è una cucina di piatti semplici e gustosi come da tradizione. Esattamente come tradizione sono i dolci e i liquori di zona che sono tanti e sostanziosi. Provare per credere.

 

 

 

PERCHE’ VENIRE A VIVERE A SAN POTITO

Scorcio di San Potito oggi. (Immagine personale)

 

San Potito oltre a essere ormai un paese turistico è anche un borgo residenziale, che grazie alle nuove tecnologie da la possibilità di essere sempre connessi costantemente e quindi offre la possibilità di viverci avendo tutto quello di cui si ha bisogno.

 

Scorcio di San Potito oggi. (Immagine personale)

 

Grazie alla vicinanza a diversi borghi importanti da San Potito è possibile partecipare alla movida di zona, che seppure piccola, è comunque presente tutto l’anno, specie tra la primavera e l’autunno, che si esprime con le tante sagre e manifestazioni locali, che si hanno in questo angolo della Marsica.

 

Scorcio di Ovindoli oggi. (Immagine personale)

 

Non dimentichiamo poi che la vicina Ovindoli, essendo un centro sciistico internazionale, vede la presenza anche di stranieri, che grazie alla presenza di pub e ristoranti rendono la vita del borgo ben animata.

 

 


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