COLLE SAN GIACOMO – DESCRIZIONE DI COLLE SAN GIACOMO


COLLE SAN GIACOMO


 

 

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PRESENTAZIONE DI COLLE SAN GIACOMO

 

Colle San Giacomo è una piccola e ridente frazione del comune di Tagliacozzo, in cui vivono un centinaio di persone. La frazione si trova lungo la via Tiburtina-Valeria a 3 km dal comune di Tagliacozzo e sorge su una ridente collina ai piedi della catena dei Monti Carseolani. La posizione di Colle San Giacomo è buona perchè posta sulla via principale, che permette un rapido collegamento con l’autostrada A24 sia che si prende dall’uscita di Tagliacozzo che da Magliano dei Marsi.

 

Panorama di Colle San Giacomo. (Immagine personale)

 

L’aria che si respira a Colle San Giacomo è buona e salubre e il paese offre a chi ci vive tranquillità e armonia con l’ambiente. Da qui è possibile organizzarsi per escursioni lungo i monti Carseolani sia a piedi che in bicicletta, ma nell’ultimo periodo sta prendendo piede anche il turismo in moto. Colle San Giacomo è un paese dove si coltiva molta frutta e tra questa spiccano diversi vigneti.

 

 

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STORIA DI COLLE SAN GIACOMO

 

Ma come è nato Colle San Giacomo? e Qual’è la sua storia?

 

Panorama di Colle San Giacomo. (Immagine personale)

 

Colle San Giacomo è quasi sicuramente un paese dall’origine medievale e anche se al momento non sappiamo con precisione il periodo, visto le scarsissime fonti in proposito, ma sapendo dell’origine medievale degli altri borghi circostanti, ne deriva che anche questo sia del medesimo periodo. All’inizio probabilmente il paese di Colle San Giacomo era solo un semplice casolare, strutturatosi poi come borgo in un periodo successivo.

Il nome di Colle San Giacomo proviene quasi sicuramente dalla chiesa locale che hadato poi il nome al paese. Al momento sappiamo che l’attuale chiesa di San Giacomo è datata 1948, ma se anche non abbiamo fonti al riguardo, è altamente probabile l’esistenza di una precedente chiesa dedicata a questo santo, presente qui da molto tempo, che ha dato poi il nome al paese.

 

La chiesa di San Giacomo oggi. (Immagine personale)

 

Come tutti i paesi circostanti anche Colle San Giacomo è stato distrutto dal terremoto di Gioia dei Marsi del 1915 e probabilmente in questa circostanza anche la precedente chiesa del paese è crollata con il sisma insieme a  tutto il resto. Il sisma purtroppo in numerosi borghi oltre a cancellare la vita a molte persone, ha cancellato anche la memoria storica di questa parte d’Abruzzo, che solo da poco tempo sta ripristinando in modo quasi analitico il rapporto con il passato.

Passato che come dicevamo ha origini medievali, come gli altri borghi della zona e seppure al momento non abbiamo fonti, diciamo in generale che questo casolare-borgo ha fatto parte, come tutta questa zona, dapprima della contea di Tagliacozzo, retta dagli Orsini fino alla fine del XV secolo e poi del ducato di Tagliacozzo retto dai Colonna dal 1497, dopo aver vinto la lunga guerra di potere con gli Orsini. I Colonna sono stati i signori del ducato di Tagliacozzo per ben tre secoli guidandolo fino al 1806, anno dell’eversione feudale.

 

Panorama di Colle San Giacomo. (Immagine personale)

 

Successivamente con le riforme amministrative francesi e poi borboniche dal 1815 il borgo è divenuto stabilmente una frazione di Tagliacozzo e tale è rimasta. Di Colle San Giacomo sappiamo con certezza che nel ‘700 la zona era altamente produttiva sul piano ortofrutticolo. La zona di Colle San Giacomo è formata da piccole colline, caratterizzate qua e la da pendii e poggioli esposti a mezzogiorno o da vallette protette dallo scirocco.

Qui i catasti e gli atti notarili settecenteschi ci parlano di una zona con numerose vigne con pagliaro e vasca. Questi documenti ci dicono anche come in mezzo ai terreni seminati a granturco o nelle stesse vigne era facile trovare alberi di pera, mela, ciliegi, ficore, prugna, mandorle, noci ecc. Invece a nord crescono piccoli appezzamenti occupati dai boschi di selva e di macchia mista, non visibile dal paese.

D’altro canto tra la seconda metà del ‘700 e i primi dell’800, il vino continuava ad essere una componente fondamentale dell’alimentazione e dell’economia del paese. Molti erano in questo periodo gli appezzamenti coltivati a vite, anche di grandi dimensioni, oggetto di vendita, permuta da parte di monasteri e confraternite, fra i più attivi sul mercato fondiario. Tutto ciò serviva per il pagamento in natura, soprattutto da parte di quanti contadini e povera gente che non aveva i soldi per pagare alcun che, per cui si procedeva con questo genere di pagamento.

In pratica il vino sostituiva spesso il denaro non solo nell’affitto o compravendita di terre vignate, ma in genere nel pagamento di censi e canoni di beni urbani. In questo modo gli affitti notarili continuavano a figurare ovunque i quartari e i barili di vino, le copelle di mosto e le acquate di vasca. Insomma tra XVIII e inizio XIX secolo ci si adattava in questo modo.

 

Tagliacozzo in un disegno di Eduard Lear del 1840.

 

Quindi gli abitanti di Colle San Giacomo vista la posizione del paese sono nell’800, ma anche nei secoli passati dediti soprattutto all’agricoltura, oltre che alla pastorizia, che come altri paesi è piuttosto sviluppata vista anche la zona fatta dai Piani Palentini e dalle colline circostanti, che sono adatte per il pascolo. Nel corso dell’800 sul piano civile e amministrativo assistiamo ad una lenta ma inesorabile discesa di Tagliacozzo come centro amministrativo a favore di Avezzano che diventa nella prima metà dell’800 il centro più importante della Marsica, proprio a scapito di tutti gli altri centri che fino ai primi dell’800 erano stati bene o male importanti e abbastanza indipendenti.

 

 


 

 

Ora nella Marsica nel corso dell’800 i vari centri di comando secondari vengono scomparendo a favore di Avezzano che diventa il capoluogo della zona. Questa situazione si accentua a metà ‘800 allorquando iniziano i lavori di prosciugamento del Lago Fucino e il suo mentore, il banchiere Torlonia sposta tutta la sua amministrazione ad Avezzano proprio per seguire meglio i grandiosi lavori idraulici.

 

Vittorio Emanuele II primo re d’Italia. (Immagine da Wikipedia)

 

Uno dei tanti effetti secondari derivanti dall’opera è la decadenza dei centri periferici come Tagliacozzo in favore del rafforzamento di Avezzano come capoluogo di zona, che comunque mantiene una buona indipendenza economica vista la presenza dei Piani Palentini, della parte armentizia e l’artigianato che qui è piuttosto sviluppato.

Nel 1861 nasce quindi poi dopo una lunga e difficile gestazione, il nuovo regno d’Italia sotto la dinastia Savoia guidata da Vittorio Emanuele II. Il nuovo regno fatica ad affermarsi per la forte ostilità popolare e la presenza del brigantaggio. Comunque sia il nuovo stato si afferma anche nel sud Italia, sterminando il fenomeno del brigantaggio e facendosi accettare dalla popolazione che infine si rassegna al nuovo corso di eventi. 

 

Lavori di dragaggio del lago Fucino negli anni 1860

 

Qui nella Marsica nel frattempo nel 1876 terminano dopo 20 anni i lavori di prosciugamento del Lago Fucino e al posto del lago sorge una grande distesa di terra fertile. Per riuscire a velocizzare lo sviluppo della zona vengono costruite nella seconda metà dell’800 numerose stradine e strade che vengono a collegare numerosi paesi di montagna, ancora isolati. Ciò è soprattutto vero nel comune di Tagliacozzo dove le varie frazioni che formano questo sono nel 1870 ancora isolate per cui si rendono necessari lavori di ammodernamento con una nuova rete stradale comunale.

 

Alcune frazioni oggi del territorio comunale di
Tagliacozzo nella Valle dell’Imele. (Immagine personale)

 

Tagliacozzo con la sua struttura policentrica di formazione altomedievale, ha nel 1870 un territorio comunale formato da ben nove frazioni, in cui si concentrano 3524 abitanti. Due sono le frazioni di pianura come  Villa San Sebastiano e Corcumello (Corcumello per ora è ancora frazione di Tagliacozzo), una frazione di collina come Poggetello, due di altura come Roccacerro e Tremonti e le rimanenti frazioni sono di mezzacosta come S. Donato, Sorbo, Poggio Filippo e Villagallo. A completamento di ciò abbiamo un sistema di lineare di Casali  (che diventeranno nel corso del ‘900 vere frazioni) posti sui colli orientali come Camerata, Colle S. Giacomo,  Sfratati e Colli d’Oriente (Santa Maria dell’Oriente oggi).

Quindi parliamo di un territorio variegato sul piano fisico, che però negli anni 1880 viene finalmente riunito grazie alla costituzione di numerose strade e stradine comunali che si ricollegano alla via Tiburtina-Valeria che rimane la strada principale. La costituzione successiva della ferrovia completa poi il quadro di collegamento del comune ad altri centri abruzzesi.

La costituzione di queste strade diventa d’altronde indispensabile per gli abitanti dei vari paesi visto che da un paese ad un altro ci si muove a piedi e su percorsi assai difficili. Nel 1870 spostarsi da Colle San Giacomo o da Sorbo o da Colli d’Oriente e altro è veramente complicato e i paesi continuano a vivere vicini, ma isolati. L’unica strada carrozzabile rimane la via Valeria e nel tratto a valle del paese in direzione di Avezzano non vi sono centri abitati lungo il percorso. Gli unici che riescono ad usufruire di questa via sono quelli posti ad est, come Colle San Giacomo, molto vicino alla Tiburtina, gli altri devono usufruire di vecchie mulattiere, che però non sono strade.

Colle San Giacomo a fine ‘800 anche per la sua posizione inizia a svilupparsi maggiormente, ma è comunque, nonostante le numerose difficoltà esistenti sul piano civile e amministrativo, l’intera Marsica che piano piano esce dal suo interminabile isolamento, iniziando a diventare una zona più moderna e sicura, specie dopo la costituzione della Ferrovia.

In questo quadro d’iniziale sviluppo le popolazioni dei vari paesi e paesini aumentano, ma siamo ancora ad un livello molto basso di economia per sostentare tutti e molti emigrano all’estero tra fine ‘800 e inizio ‘900.

 

Tagliacozzo – Piazza Obelisco a inizio ‘900

 

Comunque nonostante tutto la situazione della Marsica e nel caso specifico del comune di Tagliacozzo è in miglioramento all’inizio del ‘900, fino a quando non avviene nel 1915 il tremendo sisma di Gioia dei Marsi distrugge tutto in un attimo, facendo tornare indietro le lancette dell’orologio. Una ferita profonda segna gli abitanti della regione marsicana, che solo dopo un secolo riusciranno a superare del tutto questo episodio, che ha comunque segnato una cesura storica portando la Marsica dal periodo moderno al periodo contemporaneo.

 

Terremoto di Gioia dei Marsi del 1915

 

La distruzione di Avezzano dopo il sisma di Gioia dei Marsi (1915).

 

La distruzione di Avezzano dopo il sisma di Gioia dei Marsi (1915).

 

La distruzione di Magliano dei Marsi dopo il sisma di Gioia dei Marsi (1915).

 

Al livello di danni Colle San Giacomo, come tutti i borghi della parte est dell’Imele, risulta distrutto dal sisma. Le case o sono gravemente lesionate o sono distrutte e insieme a queste il terremoto si è portato via la vita di molta gente, cosa completamente diversa per Tagliacozzo, dove nonostante il segnalarsi di diversi danni, il paese si mantiene miracolosamente intatto, soprattutto nella sua parte storica.

Colle San Giacomo, dopo il sisma del 1915 e la tremenda 1 guerra mondiale, viene ricostruito nel corso degli anni ’20 sempre nello stesso luogo dove è stato sempre. La nuova chiesa invece verrà rifatta solo dopo la seconda guerra mondiale. Ebbene durante il periodo fascista Colle San Giacomo inizia a trasformarsi da semplice gruppetto di case precedente al terremoto in un vero e proprio borgo.

Poi abbiamo la seconda guerra mondiale che porta grande dolore alla Marsica, prima con la partenza di molti giovani per la guerra e poi con l’occupazione nazista del 1943-44. Gli occupanti nazisti sono tremendi con la popolazione arrivando a compiere molti atti ostili verso questa  povera gente. Poi arrivano i bombardamenti alleati che seminano terrore ovunque. Lo stress per questo periodo si risentirà a lungo nella popolazione. Molte persone all’inizio dei bombardamenti alleati cercano di resistere, ma poi quando questi divengono persistenti, si fugge via dai centri abitati per rifugiarsi sulle montagne dove ci sono le grotte, o vengono rioccupati gli antichi centri abitati dismessi dopo il terremoto del 1915. Fatto è comunque che si fugge via, invece coloro che rimangono sperano che nulla accadrà di brutto e cercano conforto nella chiesa e nella preghiera.

 

Liberazione di Roma da parte alleata il 4 giugno 1944

 

Questa grave situazione dura fino a giugno 1944, allorquando i militari alleati e gli antifascisti sfondano la linea Gustav presso Cassino e liberano il Lazio e L’Abruzzo. La Marsica viene liberata tra il 7 e 12 giugno 1944, mentre Roma è stata liberata pochi giorni prima, il 4 giugno 1944. Successivamente nell’aprile del 1945 l’Italia è libera e Mussolini viene trucidato su ordine del Comitato di Liberazione. Pochi mesi dopo la guerra termina.

 

 


 

 

Infine s’indice il referendum per il 2 giugno 46 per scegliere lo status istituzionale fra monarchia e repubblica. In questo senso abbiamo l’ultimo atto di Vittorio Emanuele che abdica il 9 maggio 46 in favore del figlio Umberto che diventa ufficialmente re Umberto II (9 maggio 46).

 

Immagini simbolo del passaggio dell’Italia da monarchia a repubblica.

 

Il referendum istituzionale avviene il 2 giugno 1946 tra una grande partecipazione pubblica. I dati del referendum ci mettono diversi giorni per essere accertati, ma infine sono trasmessi e viene sancita la nascita la nascita della Repubblica (12 giugno). Il 13 giugno Umberto II lascia l’Italia che diventa in automatico repubblica. A questo punto temporaneamente i poteri di capo dello stato sono assunti dal 1 ministro De Gasperi.

Nello stesso periodo già a partire dai giorni successivi alla liberazione si pensa e si provvede  alla ricostruzione della Marsica, attraverso la ricostruzione di strade, ferrovie e centri abitati, anche andando a rifare case ricostruite da poco, ma distrutte durante la guerra. Colle San Giacomo pare non abbia riportato molti danni dalla guerra, ma è in questa fase (1945-60) con la costruzione di nuovi fabbricati che il paese acquista dimensione e carattere, non fosse altro che proprio in questi anni che viene ricostruita la chiesa del paese.

 

La chiesa di San Giacomo oggi. (Immagine personale)

 

La nuova chiesa di San Giacomo viene infatti edificata nel 1948, presumibilmente nello stesso luogo della precedente struttura religiosa. Non è difficile immaginare la gioia degli abitanti del piccolo paese una volta riavuta la nuova chiesa. La struttura viene inaugurata pare nel 1949 e da subito diviene il centro della vita sociale del borgo e da allora accompagna il paese nel suo cammino sociale e culturale. C’è un detto che dice dove nasce la chiesa rinasce il paese ed è un detto secondo me che bene si adatta anche a questo borgo.

La fase di ricostruzione generale sia di Colle San Giacomo che degli altri borghi del comune dura fino alla fine degli anni ’50’, poi però lentamente molti di questi borghi iniziano a svuotarsi è l’inizio della seconda grande emigrazione che dura fino all’inizio degli anni ’80. Il fatto è che la Marsica negli anni ’60 è una zona ancora abbastanza isolata e arretrata e quindi l’economia non va bene nonostante la grande buona volontà degli abitanti soprattutto dopo la grande vittoria su Torlonia sulla proprietà delle terre fucensi nel 1950 che sono tolte alla famiglia principesca per ridistribuirle fra i contadini.

Tuttavia lo sviluppo di questa parte d’Italia pur con tutta la buona volontà ha bisogno di tempo per decollare, nel frattempo si creano le basi e allo stesso tempo ci si sposta per campare.

Ne viene fuori uno spopolamento dei borghi marsicani, compreso Colle San Giacomo che tra il 1955 e il 1980 vede la popolazione residente diminuire e ciò è uguale a tutto il comune di Tagliacozzo così come agli altri comuni marsicani. Rimanendo sul comune di Tagliacozzo vediamo infatti il trend negativo nei vari decenni con una popolazione complessiva di 10235 unità nel 1951, per divenire 9787 nel 1961,  e calare ancora nel 1971 a 7492 unità.

 

Tagliacozzo oggi. (Immagine personale)

 

Tagliacozzo come comune ha dimostrato nel tempo una certa resistenza rispetto ad altri comuni limitrofi, riuscendo a sviluppare diverse attività industriali in diversi settori negli anni ’60 e ’70. Ma a trainare l’economia comunale è stato il turismo che qui è sempre stato attivo, ma che si era interrotto negli anni della guerra e negli successivi del dopoguerra. A partire dagli anni 1960 Tagliacozzo vede una certa riscoperta di questo che si sviluppa ulteriormente nei decenni successivi.

Ciò chiaramente porta con se un certo sviluppo all’intero territorio comunale e cammina di pari passo con il resto del territorio marsicano il quale in alcuni comuni cammina più velocemente.

 

Inaugurazione nel 1970 dell’uscita a Carsoli della nuova autostrada A24

 

Velocità di sviluppo che aumenta dopo l’inaugurazione delle nuove autostrade A24 e A25 nel 1970. Da questa data l’economia sia industriale che turistica segnano successi su successi migliorando nel corso degli anni. Tuttavia ancora negli anni ’70 i risultati più importanti di questi miglioramenti non si manifestano, sarà solo negli anni ’80 che ciò accadrà.

 

Scorcio di Colle San Giacomo oggi. (Immagine personale)

 

Sul piano costitutivo dopo la seconda guerra mondiale, diciamo tra gli anni ’50 e ’60 Colle San Giacomo si struttura finalmente come una vera e propria frazione al pari delle altre del comune. Nel corso degli anni ’80 quando esplode il boom economico marsicano anche Tagliacozzo ne è coinvolta, vedendo con ciò un grosso miglioramento economico che al pari del resto della zona marsicana ha una coda lunga di molti anni.

Ebbene uno dei fenomeni che seguono a questo boom è la costruzione di seconde case da parte di coloro che se si sono trasferiti altrove per lavoro. La costruzione di queste nuove abitazioni da parte degli emigranti degli anni ’50 e ’60 consente una ricomposizione di molte famiglie, magari soltanto nel periodo estivo, quando questi hanno ferie eccetera, ma comunque sufficiente per un forte riavvicinamento.

Riavvicinamento è che è più marcato per coloro che sono andati a vivere a Roma e quindi dove la distanza dalla Marsica è minore.

 

Colle San Giacomo oggi. (Immagine personale)

 

In ciò Colle San Giacomo non fa eccezione e negli anni ’80 e ’90 assistiamo alla costruzione di alcune seconde case per famiglie andate via nei decenni precedenti per lavoro. Allo stesso tempo assistiamo alla fine degli anni ’90 a una lenta presa di coscienza turistica che porta ad un miglioramento generale dei borghi che si ristrutturano e cercano di migliorare i propri centri storici e beni storici.

Anche in ciò non fa eccezione Colle San Giacomo che viene prendendo coscienza delle potenzialità turistiche e non solo e anche per questo il piccolo paese procede a una migliore risistemazione del borgo a cominciare dalla chiesa di San Giacomo che viene completamente ristrutturata nel 1998.

 

Tagliacozzo – Piazza Obelisco oggi. (Immagine personale)

 

Con il nuovo secolo insieme a un rafforzamento generale dell’accoglienza turistica presente a Tagliacozzo, da sempre paese enormemente turistico, anche le sue frazioni  proseguono per quello che possono nel miglioramento della propria offerta turistica, e seppure in forma molto piccola anche Colle San Giacomo ha cercato di migliorare la propria offerta ricettiva, con un miglioramento costante della propria offerta culturale con feste a tema, o migliorando le feste tradizionali come quelle patronali.

 

Terremoto dell’Aquila del 2009

 

Il successivo terremoto dell’Aquila del 2009 pur provocando nella Marsica un rallentamento nell’offerta turistica non ha comunque bloccato la  voglia di di essere al passo con i tempi e dopo un periodo di ristrutturazione dei borghi dai danni del sisma, ogni paese ha ripreso in modo intenso il proprio percorso di miglioramento sociale e culturale e anche in ciò non fa eccezione Colle San Giacomo è oggi un bellismo borgo immerso nel verde delle colline, attorniato dai monti Carseolani, da dove è possibile partire per escursioni naturalistiche alla scoperta del bellissimo paesaggio circostante.

 

 

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COSA FARE A COLLE SAN GIACOMO

Scorcio panoramico di Colle San Giacomo. (Immagine personale)

 

Colle San Giacomo è un borgo che si erge su una collima, appartenete al sistema dei Monti Carseolani ed è un paese situato a ridosso della via Tiburtina Valeria, ponendolo in modo perfetto sia per essere raggiunto come borgo, sia per prenderlo come base di partenza per la scoperta del territorio circostante.

 

Scorcio di Colle San Giacomo. (Immagine personale)

 

Arrivati a Colle San Giacomo andate alla scoperta del piccolo borgo, molto facile da girare. Già da una prima occhiata si capisce bene come questo paese sia perfetto per staccare dal caos e rilassarsi. Già visitando il piccolo borgo vi renderete conto di quanta tranquillità saprà emanare e poi prendendo questo come base visitate la natura circostante, passeggiando tra i campi e boschi presenti in zona.

Scorcio panoramico di Colle San Giacomo. (Immagine personale)

 

Passeggiando per questi luoghi ne subirete il fascino venendo catturati dai colori e odori del posto. Questi posti sono adatti sia per un trekking tranquillo che per giri in bici. Consiglio di muoversi con il bel tempo. Colle San Giacomo come anche altri borghi limitrofi e pieno di storia, ma nel tempo si è trasformato in un piccolo e tranquillo centro residenziale, che essendo perfetto al livello logistico, offre la possibilità di spostarsi facilmente con la macchina permettendo un comodo giro turistico negli altri borghi limitrofi.

 

Santuario della Mafonna dell’Oriente. (Immagine personale)

 

Consiglio vivamente se decidete di muovervi in altri borghi, di vedere il vicino e bellissimo santuario della Madonna dell’Oriente, un luogo magico e antico e poi chiaramente visitare il centro comunale di Tagliacozzo, un vero gioiello medievale con le sue stradine strette e ripide che ha il suo centro di riferimento nella bellissima piazza Obelisco.

 

Piazza Obelisco a Tagliacozzo. (Immagine personale)

 

La zona offre moltissimo sul piano dello sport che spiazza dal trekking, alla bici, alle passeggiate a cavallo (la zona è ricca di maneggi) ed è inoltre adatta all’arrampicata. Esistono infatti numerosi punti di arrampicata lungo il territorio del Monti Carseolani, basta informarsi su internet. Colle San Giacomo è quindi un posto comodo da dove scoprire le numerose attrazioni della zona. Se ci si riesce provate a far coincidere la vostra visita in zona con qualche festa di paese, mangerete benissimo e sarete accolti da gente aperta e amichevole.

Essere qui è una festa per la vita!

 

 

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COSA SI MANGIA A COLLE SAN GIACOMO

 

Cucina marsicana.

 

Insieme a ciò non può mancare l’aspetto culinario che determina la sfida più importante, in quanto dai sapori e dagli odori è possibile caratterizzarsi rispetto ai paesi circostanti. La cucina di Colle San Giacomo è logicamente quella marsicana, che si mangia e cucina anche a Tagliacozzo. E’ una cucina dai sapori forti tipici di montagna con piatti rustici e gustosi. La qualità è qui molto alta e sia nei primi che nei secondi la scelta è ampia come ampia lo sono i dolci, numerosi e assai variegati.

Quindi che aspettate venite a visitare Colle San Giacomo!!!

 

 

 


COLLE SAN GIACOMO