VENERE DEI MARSI – STORIA DEL SANTUARIO DELLA MADONNA DEL BUON CONSIGLIO


SANTUARIO DELLA MADONNA DEL BUON CONSIGLIO


 

 

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– Epoca italica-romana

 

Questo piccolo santuario a sua volta sorge sullo stesso luogo, dove anticamente i Romani e i Marsi stipulando una pace (II secolo a.C.) dopo anni di guerre, costruiscono qui un tempio dedicato a Venere Mirtea. La Venere Mirtea poi è divenuta Venere dei Marsi. Di quel tempio oggi rimangono pochi resti.

Questo piccolo santuario è rimasto attivo per tutto il periodo romano fino all’avvento del Cristianesimo, allorquando è stato abbandonato e con il tempo e le guerre nella Marsica è divenuto un rudere, fino quasi a scomparire.

 

 

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XVI secolo

 

Nascita del santuario della Madonna del Buon Consiglio

 

Santuario della Madonna del Buon Consiglio oggi. (Immagine personale)

 

Nel 1581, dopo molti secoli di abbandono dal periodo romano, gli abitanti di Venere dei Marsi costruiscono nello stesso luogo dell’antico tempio dedicato alla dea Venere, un nuovo edificio di culto dedicato alla Madonna del Buon Consiglio.

 

 

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XVII – XIX secolo

 

– Il santuario della Madonna del Buon Consiglio nei secoli XVII-XIX.

 

Santuario della Madonna del Buon Consiglio. (Immagine personale)

 

Nei secolo XVII il piccolo santuario diventa famoso e importante e già all’inizio del ‘600 è meta continua di numerosi pellegrinaggi da parte della popolazione marsicana e il numero di questi  cresce via via con il tempo.

 

La Peste del 1656. (Immagine da https://www.darapri.it/immagini/nuove_mie/apprsecoli/peste1656.htm)

 

Nel contesto politico e religioso del tempo il piccolo santuario è stato meta di pellegrinaggi in modo continuo, ma soprattutto in alcuni momenti particolari, come durante il periodo della Peste del 1656-57, allorquando questa colpì duramente anche il territorio marsicano. In questo frangente tutti i santuari dell’area sono presi d’assalto poichè la popolazione spaventata e rassegnata da questo tremendo morbo, cerca nella chiesa conforto e speranza sia della propria salvezza che di quella dei propri congiunti o semplicemente si prepara alla sicura dipartita da questa terra.

Arriviamo al XVIII secolo e vediamo che sia Venere che il suo santuario sembrano superare bene i violenti terremoti che colpiscono in modo distruttivo l’Abruzzo a inizio secolo, come anche hanno superato bene i sismi avvenuti nel XVII secolo. Ma per il piccolo borgo marsicano così come i paesi attorno come Pescina, essere sopravvissuti a questi due sismi seppure acciaccati da vari danni, non era per niente scontato.

 

Sisma dell’Aquila del 1703 in una litografia.

(Immagine dahttps://www.ilcapoluogo.it/2021/02/02/laquila-2-febbraio-1703-il-grande-sisma-della-candelora-che-distrusse-la-citta/)

 

Specialmente il sisma del 1703 dell’Aquila è stato particolarmente violento e ha lasciato anche nella Marsica gravi segni del suo passaggio, ma a differenza di altre parti d’Abruzzo qui i danni sono stati meno consistenti rispetto ad altre zone. Lo stesso si può dire del sisma successivo della Maiella del 1706 che colpisce la zona di Sulmona e l’Abruzzo in genere in modo assai grave.

 

Terremoto della Maiella del 1706.

 (Immagine dahttps://www.meteoweb.eu/2016/11/3-novembre-1706-terremoto-della-maiella-sconvolge-appennino-centrale-ricordare-prevenire/778024/)

 

Ebbene come detto sembrerebbe che in entrambi i sismi la zona di Pescina e Venere pare avere retto abbastanza bene riportando danni superficiali.

 

Il Santuario della Madonna del Buon Consiglio oggi. (Immagine personale)

 

Nel corso del secolo XVIII il santuario continua ad essere al centro della religiosità del paese e di quelli limitrofi. La popolazione del tempo è molto religiosa, per cui queste strutture sono sempre stracolme di gente, che venerano sia la Vergine che i vari santi nel contesto dei luoghi di appartenenza.

Venere nel XVIII secolo è un piccolo borgo dove la popolazione lavora sia come agricoltori nelle zone limitrofe, che come pescatori avendo il lago a ridosso. Il Lago Fucino alla fine del secolo torna a crescere di livello a causa di un nuovo cambiamento climatico in corso.

 

Il Lago Fucino nel 1795 in un dipinto dell’epoca. Già in questo periodo il lago è di nuovo in crescita

 

Il clima di fine ‘700 si presenta freddo e piovoso portando fiumi e laghi a ingrossarsi e per un lago come questo che non ha sfoghi naturali diventa un problema per i paesi rivieraschi. Venere in questo senso è fortunata perchè si erge quasi in montagna, quindi il livello del lago pur innalzandosi non minaccia il borgo.

Sul piano politico ci troviamo a fine ‘700 il periodo in cui si verifica la rivoluzione francese che nel corso degli anni tante conseguenze e novità porterà in Europa sconvolgendo le regole del sistema politico e sociale su cui è retta la società europea per molti secoli.

 

Assalto alla Bastiglia da parte del popolo parigino nel 1789 e inizio della Rivoluzione francese. (Immagine da Wikipedia)

 

Lo sconvolgimento sociale della rivoluzione francese ad un certo punto giungerà a fine secolo anche nel regno di Napoli e in Abruzzo, andando a scardinare una realtà antica di secoli con le sue regole e il suo sistema sociale profondamente radicato nelle popolazioni del meridione italiano e ancor più nelle popolazioni abruzzesi come quelle marse.

Con il XIX secolo le cose non cambiano, pur in un quadro politico assai diverso, con il venir meno del sistema feudale. Nel 1806 i Francesi sono tornati una seconda volta riuscendo stavolta ad inserirsi nel sistema del meridione italiano non abolendo il regno di Napoli, ma sostituendo solo il re borbonico con re della famiglia Bonaparte, prima con il fratello di Napoleone, Giuseppe e poi Murat, cognato di Napoleone.

I Francesi giunti nuovamente al potere in una condizione più tranquilla della precedente danno luogo a varie e profonde riforme del sistema locale a cominciare con l’abolizione del feudalesimo. Ciò nella Marsica porta a un profondo mutamento del sistema di potere locale con la fine del ducato di Tagliacozzo retto dai Colonna e della contea di Celano.

 

Stemma della famiglia Colonna

 

Ciò che avviene dopo è un profondo rimescolamento del potere locale con l’emergere di nuove famiglie ricche emerse economicamente nel XVIII secolo e ora giunte al potere dopo lo sconvolgimento napoleonico, che ha mandato in pensione il vecchio sistema feudale. Sul piano più locale del paese di Venere le cose non cambiano, pur trovandosi in un quadro politico molto diverso. Pescina dopo l’abolizione del feudalesimo rimane comune a se assorbendo alcune piccole realtà fino al 1806 rimaste indipendenti.

Tra queste vi è anche Venere dei Marsi, che diventa ora frazione di Pescina, a cui rimarrà legata per sempre. Sul piano economico e sociale invece nulla cambia per la piccola comunità di Venere. Nel 1815 Napoleone perde a Waterloo e tutti i governi filo napoleonici cadono come birilli uno di seguito all’altro. Lo stesso accade a Napoli dove il governo di Murat cade, venendo sostituito da Ferdinando di Borbone che torna sul trono napoletano nella nuova dicitura di “Re delle Due Sicilie”.

 

Ferdinando I re delle Due Sicilie nel 1815. (Immagine da Wikipedia)

 

Nel 1815 nel frattempo il clima freddo avviatosi a fine ‘700 raggiunge l’apice nel 1815-16, allorquando un freddo piovoso intenso provoca grandi allagamenti e sconvolgimenti climatii al livello mondiale. Il 1816 viene ricordato come l’anno senza estate e sul piano locale troviamo il grande Lago Fucino straripare pesantemente per il rialzo in grande del suo livello. Questo inonda tutti i centri rivieraschi compresa Benedetto dei Marsi, che viene quasi sommersa. Ebbene la popolazione trova rifugio proprio a Venere che vede crescere in modo importante la sua popolazione. Nel corso del periodo borbonico Venere così cresciuta di numero diventa un discreto centro marsicano.

Anzi quando dopo lunghi anni di studio si passa alla fase operativa del progetto di prosciugamento del Lago Fucino, come richiesto dalla cittadinanza, giungono molte maestranze da fuori Marsica, che si stabiliscono dapprima da soli e poi con le proprie famiglie. Ebbene tra i borghi interessati vi è anche Venere che accoglie nuove famiglie diventando un paese ancora più numeroso.

Nel frattempo sul piano politico il regno delle Due Sicilie viene perdendo linfa e la dinastia borbonica non sa ben governare un territorio che chiede con insistenza novità politiche significative. I Borbone finiscono per chiudersi in un rigido conservatorismo che alla fine li porta a perdere il regno non appena Garibaldi mette piede in Sicilia. Egli con grande abilità politica e grande fortuna riesce a convincere popolazione e parte della nobiltà a passare con lui contro il vecchio governo promettendo in cambio grandi cambiamenti una volta defenestrati i Borbone. Ebbene nel volgere di poco tempo i Borbone cadono, Garibaldi diventa temporaneamente governatore del regno, che viene infine ceduto al re di Sardegna Vittorio Emanuele II.

 

Incontro di Teano il 26 ottobre. (Immagine da Wikipedia)

 

Con l’entrata del meridione nel nuovo regno d’Italia, formatosi tra il 1859 e il 1861, le cose non cambiano e la popolazione di Venere fra alti e bassi continua a crescere demograficamente continuando a lavorare nei campi.

Anzi ora che il prosciugamento del vecchio lago Fucino va avanti e mano a mano emerge questa nuova grande terra fertile, i contadini di Venere s’inseriscono nelle coltivazioni della nuova Piana del Fucino. Purtroppo la semplice agricoltura nel Fucino non apporta nulla di significativo sul piano economico e diverse persone preferiscono per campare entrare nell’illegalità delle bande di briganti.

 

Vittorio Emanuele II re d’Italia. (Immagine da Wikipedia)

 

Ma siamo nel 1861 e anche il fenomeno dei briganti volge al termine. Con la formazione del nuovo regno d’Italia la nuova polizia interviene massicciamente per debellare il fenomeno molto radicato nelle zone della Marsica, specie quelle marsicane che si trovano al confine fra regno borbonico e Papato.

 

Briganti all’opera nelle campagne del Fucino.

 

Poi luoghi isolati come Venere e la zona del Santuario della Madonna del Buon Consiglio, a volte vengono trattati come rifugi dai briganti, che nell’area montuosa della Marsica si muovono con grande velocità e rapacità, soprattutto nel decennio 1861-71. Alla fine del decennio 1861-71 però la nuova polizia italiana riesce ad avere la meglio e debella tutte le bande di briganti.

 

Il Santuario della Madonna del Buon Consiglio oggi. (Immagine personale)

 

Successivamente con il venir meno del fenomeno del brigantaggio e l’assestamento del contesto nazionale, il santuario torna ad essere trattato come semplice e sicuro luogo di culto mariano.

 

Il banchiere Alessandro Torlonia. (Immagine da Wikipedia)

 

Sul piano politico locale l’evento più importante del periodo è il completo prosciugamento del Lago Fucino da parte del banchiere Torlonia, divenuto principe del Fucino nel 1878 su nomina di Umberto I da poco nuovo re d’ITALIA. Il prosciugamento del lago e l’emergere di un terreno fertilissimo, fanno della terra fucense uno dei maggiori polmoni agricoli d’Italia.

 

Venere dei Marsi e la grande Piana del Fucino oggi. (Immagine personale)

 

Ciò porta la popolazione del Fucino a passare da pescatori a grandi agricoltori e i paesi che si affacciano su questo a trasformarsi dei centri abitati di porti lacustri a centri agricoli come accade a Venere dei Marsi. Purtroppo come detto il lavoro nei campi non apporta miglioramenti alla popolazione di Venere e una parte di questa stanca di ciò, abbandona alla fine del secolo l’Italia e va all’estero in cerca di fortuna.

 

 

 


 

 

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XX secolo

 

 

– Terremoto del 1915

Terremoto di Gioia dei Marsi nel 1915

 

Nel 1915 abbiamo un tremendo terremoto che si manifesta con grado 7 Mw con epicentro a Gioia dei Marsi nell’area fucense. Questo sisma colpisce duramente tutti i paesi e città della Marsica, distruggendo l’intera zona e soprattutto uccidendone la popolazione.

 

Terremoto di Gioia dei Marsi nel 1915

 

Alla fine dei conti il numero delle vittime sarà qualcosa di inimmaginabile, pari a più di 30.000 morti deceduti in pochi secondi. L’epicentro del sisma abbiamo detto è nel Fucino, ma le zone colpite in modo distruttivo  sono anche le valli attigue ovvero la Vallelonga, la Valle Roveto, la Valle del Giovenco, i Piani Palentini e la Valle del Salto. Ma in generale salvo alcune eccezioni è l’intera Marsica a ritrovarsi chi più chi meno in cumolo di
macerie.

 

 

– Effetto del sisma a Pescina e Venere dei Marsi

 

Effetti del terremoto di Gioia dei Marsi a Pescina

 

L’effetto del sisma a Pescina e Venere è qualcosa di enorme e disastroso. Entrambe le località sono rase al suolo con un numero di morti quasi totale. Ci vorranno anni perchè sia Pescina che Venere si riprendano al livello demografico.

 

 

– Ricostruzione dell’abitato di Venere dei Marsi

Venere dei Marsi oggi. (Immagine personale)

 

Il nuovo centro abitato di Venere dei Marsi viene ricostruito nel corso degli anni ’20 per proseguire come come lavori fino ai primi anni ’50, anche in conseguenza dei danni di guerra relativa sia all’occupazione nazista che ai bombardamenti alleati. 

La zona prescelta per il nuovo centro abitato riguarda la località di “Acqua Fredda” che si trova tra la strada provinciale Via Sarentina e l’ex zona dove scorreva fino alla prima metà del ‘900 un ramo del fiume Giovenco, che alimentava un mulino.

 

Il fiume Giovenco presso Pescina. (Immagine personale)

 

Con il nuovo centro abitato la popolazione rimasta di Venere viene ad occupare questa nuova area, che ritrova slancio e vitalità durante il periodo fascista. Con il periodo fascista tutti i centri abitati della Marsica vengono ricostruiti. Allo stesso tempo però tutti i paesi marsicani sono coinvolti dalla politica fascista che con le sue feste e adunate cerca di trasformare il popolo italiano, fondamentalmente pacifico e agricolo, in un popolo combattivo e belligerante.

Manifestazione fascista a Pescina negli anni ’30

 

Manifestazione fascista a Pescina negli anni ’30

 

Nel 1940 Mussolini fa la frittata che tutti temevano facendo entrare l’Italia nella seconda guerra mondiale a fianco della Germania nazista. Da qui inizia un periodo nero per l’Italia fatto solo di sconfitte, umiliazioni e lutti che dura ben 5 anni. L’Italia lotta all’inizio per ingrandire il proprio impero e ad un certo punto a partire dal 1943 lotta per sopravvivere come Stato.

A livello locale l’intera area marsicana è dapprima interessata di striscio dalla guerra in quanto partecipe con gli uomini che partono per il fronte e poi dal 1943 in modo diretto con l’occupazione nazista e i bombardamenti alleati dalla fine del 1943.

Il periodo più duro per la Marsica sono certamente i mesi dell’occupazione nazista che diventa un vero incubo per la popolazione. I Nazisti pongono la loro base dell’Italia centrale presso il paese di Massa d’Albe e in parte ad Avezzano e da qui guidano le operazioni belliche presso la Linea Gustav, frontiera fra l’Italia nazista e quella alleata. I Nazisti impongono nella Marsica un vero e proprio stato di polizia, terrorizzando senza senso la popolazione locale.

Alla fine del 1943 gli Alleati iniziano a bombardare la Marsica nella speranza d’indebolire i Nazisti spingendoli a ritirarsi o comunque ad indebolirli. I bombardamenti alleati ricadono nei vari paesi della Marsica portando la popolazione a un grave stato di malessere psicofisico. Dopo un po’ di tempo la popolazione marsicana che cercava di resistere ai Nazisti cedono e iniziano a trasferirsi o sulle montagne o rifugiandosi nei vecchi borghi distrutti dal terremoto del 1915.

Allo stesso modo la popolazione protegge tutti i fuoriusciti dal campo di concentramento di Avezzano anche a rischio della propria vita e questo anche in ricordo del valido aiuto dato dai prigionieri di guerra presenti nel campo di Avezzano durante la prima guerra mondiale.

Tra Nazisti e Alleati presso la linea Gustav si viene a creare nei primi mesi del 1944 un vero e proprio fronte di guerra che oppone le due linee in scontri duri e sanguinari che hanno il loro epicentro presso la cittadina di Cassino.

 

L’abbazia di Montecassino prima del bombardamento alleato del 15 febbraio 1944

 

L’abbazia di Montecassino distrutta dal bombardamento alleato del 15 febbraio 1944

 

L’abbazia di Montecassino dopo il bombardamento alleato

 

Bombardamento alleato sulla città di Avezzano il 15 marzo 1944

 

In tutto questo gli abitanti di Venere cercano di resistere alla meglio come avviene in altri borghi del territorio marsicano e spesso vanno al Santuario della Madonna del Buon Consiglio per trovare conforto nella preghiera, chiedendo incessantemente a lei di portare la pace e la serenità nei loro luoghi.

 

Bombardamento alleato su Avezzano tra gennaio e maggio 1944

 

Crateri dei bombardamenti ad Avezzano (1944)

 

Carsoli 1944: resti di strutture bombardate.

 

I mesi nel frattempo passano e fra privazioni, gravi atti dei Nazisti e bombardamenti alleati la popolazione resiste arrivando al giugno 1944 allorquando gli Alleati sfondano la linea Gustav e liberano nell’arco di 15 giorni l’intero centro Italia compresa la Marsica. I Nazisti messi in fuga dagli Alleati distruggono tutte le vie di comunicazioni locali, ma poco importa l’importante è che se ne sono andati!

Finita la guerra e archiviato il Fascismo l’Italia diventa Repubblica nel 1946 e l’area marsicana e quella della Valle del Giovenco ritrovano pace e tranquillità, che consentono alla popolazione di riprendere le proprie abitudini, in un contesto di speranza. In questo modo vengono riparati i danni di guerra e terminata la ricostruzione post sismica del 1915.

 

Pescina negli anni ’50

 

Venere e Pescina già alla fine degli anni ’40 sono completamente ricostruiti e ciò che rimane da riparare e ricostruire viene poi completato nel corso degli anni ’50. La popolazione in entrambi i borghi aumenta raggiungendo complessivamente nel 1951 come comune la cifra di residenti di 6013 unità.

 

 


 

 

– Ricostruzione del Santuario della Madonna del Buon Consiglio nel 1949

Santuario della Madonna del Buon Consiglio oggi. (Immagine personale)

 

Come detto finita la guerra si procede a riprendersi la vita antecedente, a  cominciare dal completamento dalla ricostruzione post sismica del 1915. Tra le opere ricostruite in questo periodo compare anche il nuovo Santuario della Madonna del Buon Consiglio. 

Il nuovo santuario dedicato alla Madonna del Buon Consiglio viene ricostruito nel 1949 nello stesso luogo della precedente struttura. Il nuovo santuario della Madonna del Buon Consiglio viene costruito come una piccola chiesa ad andamento longitudinale, che disegna una navata unica con abside semicircolare.

 

 

– Venere dei Marsi negli anni 1950-80

 

Venere dei Marsi oggi. (Immagine personale)

Venere dei Marsi come tutti i paesi della Marsica registra un forte aumento di popolazione fino al 1951, per poi declinare nel corso dei decenni. Il piccolo paese di Venere da inizio anni ’50 risulta sempre più inospitale per la sua giovane popolazione, a causa delle pessime condizioni economiche. Per cui gran parte dei giovani del posto decide di emigrare, dapprima all’estero soprattutto in Nord Europa e poi in Italia nelle città del nord. A partire dai primi anni ’60 anche diventa meta di emigrazione e ciò perchè anche Roma nel frattempo sta conoscendo un vero e proprio boom economico.

Nel corso degli anni ’60  prosegue la spinta dell’emigrazione dai borghi alle città, producendo con ciò un impoverimento sempre maggiore dei paesi di origine e la Marsica da questo punto di vista è tra i territori che maggiormente perde un enorme quantità di forza lavoro. Gli anni ’60 sono però anche gli anni in cui lo lo Stato interviene massicciamente per incoraggiare la crescita di questi territori e ciò viene fatto anche con la costruzione delle nuove autostrade abruzzesi A24 e A25.

Nel 1969 abbiamo la fine dei lavori delle nuove autostrade, che aprono da subito nuove opportunità economiche per il territorio marsicano, specie per zone più interne come Pescina o Venere. Ciò si ha per la velocizzazione dei prodotti del territorio specie quelli ortofrutticoli del Fucino, che possono arrivare nei mercati dell’Abruzzo e del Lazio nel giro di poco tempo. Ma soprattutto le nuove autostrade consentono un contatto più veloce fra coloro che sono andati a vivere a Roma e le persone rimaste nei paesi e questo a causa dell’accorciamento notevole dei tempi di percorrenza.

 

A25 presso Pescina in un immagine del 1969-70

(Immagine da https://abruzzolive.it/a24-50-anni-di-autostrada-era-il-10-luglio-del-69-quando-venne-inaugurato-il-primo-tratto-della-roma-laquila/)

 

La nuova realtà autostradale, però seppure migliora in modo importante la qualità di vita delle persone della Marsica, non riesce almeno per ora a far fare quel salto di qualità di vita, che occorre alla zona per uscire dalla sua crisi economica continua. Diciamo però che contribuisce in modo importante a porre le basi per un grosso sviluppo del territorio nei prossimi decenni.

In questo senso gli anni ’70 si rivelano un decennio di passaggio tra una vecchia situazione che viene ridimensionandosi e una nuova composta da nuove aziende e nuove opportunità, che però faticano a crescere in quanto le persone non si fidano per ora di tornare nei borghi d’origine, che anzi per tutti gli anni ’70 vedono un incremento dell’emigrazione.

– Il santuario della Madonna del Buon Consiglio negli anni ’60 e ’70

Dopo la ricostruzione del santuario della Madonna del Buon Consiglio, la popolazione riprende in modo importante a frequentare il santuario mariano, che anzi nel corso degli anni ’60 e ’70 cresce come meta religiosa, grazie al passaparola che pone il luogo tra i maggiori siti mariani dell’Abruzzo.

 

 

– Venere dei Marsi negli anni 1980-2000

 

Venere dei Marsi oggi. (Immagine personale)

 

Nel 1980 inizia per la Marsica uno sviluppo economico più robusto rispetto agli anni precedenti e questo sia grazie alle nuove autostrade che alla crescita di tante nuove aziende, che riempiono il territorio di tante fabbriche e industrie.

Pescina e quindi anche Venere rispetto al resto del territorio marsicano non hanno da subito uno sviluppo economico veloce. Qui non si crea un polo industriale come invece capita ad Avezzano, Magliano, Tagliacozzo, ci vuole più tempo. Però anche qui giunge alla fine un certo sviluppo che si esprime con la nascita di tante nuove realtà commerciali. Anche quando tra il 1983 e il 1985 esplode il boom economico della Marsica, qui si è un po’ più indietro, ma comunque il territorio cresce raggiungendo alla fine gli standard di vita del resto del territorio marsicano.

Grazie a ciò a Pescina e Venere abbiamo un incremento di popolazione che non si registrava da decenni e ciò proprio grazie al nuovo contesto sociale che si viene a creare qui. Grazie a ciò Pescina e Venere iniziano seppure timidamente nel corso degli anni ’90 un percorso di recupero storico dei propri centri abitati e ciò per meglio esprimersi sul piano turistico. Questo lungo e faticoso recupero della memoria in chiave turistica, porta anche ad un altro vantaggio ovvero riuscire finalmente a chiudere una grave ferita di memoria e sentimenti apertasi con il terremoto del 1915.

 

 

– Il santuario della Madonna del Buon Consiglio negli anni 1980-2000

Santuario della Madonna del Buon Consiglio oggi. (Immagine personale)

 

Nel corso degli anni ’80 il santuario della Madonna del Buon Consiglio continua ad essere ben frequentato dalla popolazione non solo durante le feste tradizionali, ma anche durante l’anno.

Invece tra la fine degli anni ’80 e inizio ’90 nel nuovo contesto di recupero del proprio centro storico ogni paese si organizza come meglio può. Ciò avviene anche a Venere dove si progetta il restauro di diverse strutture tra cui anche il santuario della Madonna del Buon Consiglio

Il restauro del santuario è realizzato nel 1994 ed è il primo dalla sua costruzione. Il restauro viene fatto in modo completo ristrutturando diverse parti della struttura religiosa.

 

 

 


 

 

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XXI secolo

 

 

– Venere dei Marsi ad inizio secolo

Venere dei Marsi oggi. (Immagine personale)

Ad inizio anni 2000 prosegue a Venere il restauro del centro storico e seppure il paese vede diminuire la sua popolazione dopo circa 10 anni di crescita demografica, abbiamo un paese più consapevole delle proprie capacità e desideroso di crescere sotto tutti i punti di vista sia economico che sociale

 

 

– Il santuario della Madonna del Buon Consiglio a inizio XXI secolo

Santuario della Madonna del Buon Consiglio oggi. (Immagine personale)

 

Il santuario dopo il restauro del 1994 prosegue felicemente la sua missione di luogo mariano, accogliendo i tantissimi visitatori che vengono qui sia per  spirito religioso che turistico. Il santuario infatti oltre ad essere luogo mariano si trova in una felicissima posizione che lo rende un punto di osservazione perfetto sul Fucino.

 

 

Il terremoto dell’Aquila (2009)

Terremoto dell’Aquila

 

Una forte scossa sismica di 6,3 gradi Mw colpisce la città dell’Aquila nell’aprile 2009. La città viene distrutta del sisma che produce anche più di 300 morti.

Nella Marsica il terremoto pur sentendosi distintamente produce in linea generale meno danni rispetto ad altre zone circostanti e la maggior parte dei danni si concentrano nelle chiese e monumenti. Nonostante ciò ci sono comunque alcuni borghi della Marsica che risentono maggiormente del sisma e che riportano molti più danni presenti anche nel tessuto urbanistico, come accade ai paesi dell’Altopiano delle Rocche come Rocca di Cambio, Rocca di Mezzo e Ovindoli.

 

 

– Effetti del terremoto sul santuario della Madonna del Buon Consiglio

 

Santuario della Madonna del Buon Consiglio oggi. (Immagine personale)

 

Su Venere gli effetti del sisma non sono stati significativi, le lesioni registrate sulle abitazioni non sono state importanti e tranne qualche eccezione la situazione appare tranquilla. Però come successo a molti altri borghi del territorio i danni maggiori si sono avuti sulle strutture religiose. Tra le strutture che hanno riportato danni vi è anche il santuario della Madonna del Buon Consiglio.

 

 

– Restauro del 2010

Tra il 2009 e il 2010 abbiamo il nuovo restauro della struttura del Santuario della Madonna del Buon Consiglio. I lavori di restauro partono con un po’ di ritardo, ma poi partono e terminano rapidamente nel giro di una anno, permettendo alla chiesa di essere riaperta al pubblico per le cerimonie religiose o semplicemente per venire a venerare la Madonna del Buon Consiglio.

 

 

– La Marsica 2008-2015: Fine della crescita economica e recupero della propria memoria storica

 

Il centro fucense di Telespazio. (Immagine da https://www.telespazio.com/it/azienda/centri-spaziali-teleporti/centro-spaziale-fucino)

 

La Marsica tra alti e bassi ha beneficiato per lungo tempo di una crescita economica mai avuta prima nella sua storia, iniziata nel 1985 con il boom economico marsicano è proseguita fino al 2008 anno della crisi economica mondiale.

In questo lungo arco temporale molti paesi della Marsica hanno iniziato un coraggioso lavoro di restauro dei propri borghi con l’intento di lanciarsi nell’ambito turistico. Questo percorso ha consentito soprattutto un recupero benefico della propria memoria storica antecedente il terremoto del 1915, che in qualche modo aveva creato una tale e profonda ferita da determinare un certo vuoto storico, che si è venuto recuperando solo negli ultimi decenni.

 

Avezzano capoluogo della Marsica. (Immagine personale)

 

La crescita economica ha sicuramente favorito e determinato questo percorso storico, ma ora con la fine di ciò, si è temuto che questo grandioso lavoro potesse interrompersi. Invece per fortuna questo non è avvenuto e anzi proprio per cercare di contrastare la crisi economica ci si è maggiormente spesi per completare questo recupero e lanciare meglio al livello turistico il territorio marsicano caratterizzandolo con nuove iniziative culturali che sono iniziate negli anni 2000 e migliorate negli anni 2010.

 

Iniziative ad Avezzano in ricordo del terremoto del 1915 nel 2015.

 

La Marsica quindi pur subendo in pieno la crisi del 2008 a cui si è aggiunta la crisi locale seguita al terremoto dell’Aquila, è comunque riuscita con le proprie forze a cominciare ad emergere facendosi finalmente conoscere all’Abruzzo, che non conosceva granchè questo territorio regionale, di cui qualcuno addirittura ignorava l’esistenza.

 

Celebrazioni nel centro Italia a ricordo del terremoto di Gioia dei Marsi nel 1915.

 

Con le celebrazioni del 2015 relative al centenario del terremoto di Gioia dei Marsi, finalmente questo lungo recupero della storia di questa zona d’Abruzzo si è completato donando nuova linfa nella popolazione locale non avente più quel senso di angoscia seguito al terremoto del 1915, ma al contrario determinazione nell’accrescere le proprie conoscenze sulla zona e cercare nuovi percorsi culturali con cui caratterizzarsi iniziati da alcuni borghi.

 

 

– Venere dei Marsi nel 2015-20

 

Venere dei Marsi oggi. (Immagine personale)

 

Nel quiquennio 2015-20 Venere ha continuato ad essere e rappresentare un borgo accogliente e pieno d’iniziativa per feste sia religiose che ludiche, rappresentando un esempio di convivialità importante.

Il borgo di Venere dei Marsi negli ultimi anni ha fatto importanti passi avanti nell’accoglienza verso i visitatori. Certo parliamo di un borgo piccolino, per cui il tutto va ricollegato alla situazione di piccolezza di questo, ma sicuramente il paese di Venere è decisamente bello, meritando seppure velocemente una visita.

 

 

– La nuova Madonna del Buon Consiglio (2021)

 

La nuova splendida scultura della Madonna del Buon Consiglio di Venere dei Marsi.

(Immagine da https://www.terremarsicane.it/madonna-del-buon-consiglio-svelata-e-benedetta-a-venere-la-nuova-sacra-immagine/)

 

A Venere dei Marsi nel 2021 viene realizzata dagli artisti di San Gregorio Armeno la nuova versione della Madonna del Buon Consiglio su richiesta del comitato festeggiamenti di Venere dei Marsi. La nuova scultura fa la sua apparizione in paese nel 2022 in occasione delle feste patronali del paese. Qui viene rivelata e benedetta dal parroco del paese Padre Tonino Spanalatte.

 

 


SANTUARIO DELLA MADONNA DEL BUON CONSIGLIO