VILLA CIDONIO – STORIA DI VILLA CIDONIO


VILLA CIDONIO


 

 

 

Villa Cidonio viene costruita tra il 1924 e il 1925 dal costruttore Pietro Cidonio per la propria famiglia. Pietro Cidonio è un costruttore molto noto nell’Italia degli anni ’20 in quanto la sua impresa, fondata nel 1918, è cresciuta in un breve arco di tempo ottenendo importanti commesse un po’ in tutta Italia.

Alla fine degli anni ’20 l’impresa di Cidonio è ormai una delle più grandi d’Italia e ciò lo porta ad ottenere nel 1931 la nomina a cavaliere del lavoro. Nell’impresa di Cidonio lavorano molti rocchigiani, ottenendo così un lavoro e uno stipendio sicuri.

 

Villa Cidonio nel 1935.

 

Con il passare del tempo e la crescita lavorativa di Cidonio, anche la sua casa a Rocca di Mezzo acquista molta importanza, diventando un punto di riferimento per molti sia Rocchigiani che di altre zone.

Villa Cidonio quindi diventa il teatro di molte vicende personali e lavorative di Pietro Cidonio, che prosegue con successo per tutti gli anni ’30 nella sua impresa edile e quando muore pare nel 1937 gli eredi continuano con successo nell’attività paterna.

 

Villa Cidonio nel 1939.

 

Gli anni ’30 sono anche gli anni d’oro del Fascismo e in Abruzzo questo si afferma come punto di riferimento sociale, ma a questi purtroppo seguono i duri anni della seconda guerra mondiale, che per l’Italia inizia nel 1940 con l’entrata in guerra a fianco della Germania nazista.

 

Rocca di Mezzo nel 1941.

 

 


 

 

Fino a quando il regime regge per l’Italia la situazione si mantiene stabile, ma quando questo cade nel 1943 sotto gli urti delle continue sconfitte in guerra, tutto si rivoluziona.

A  distanza di pochi mesi dal crollo del Fascismo anche la monarchia decade con la fuga del re e dello stato monarchico (sett. 1943). Al suo posto arrivano gli invasori, da sud abbiamo gli Alleati che liberano via via l’Italia dai Nazifascisti che nel frattempo invadono l’Italia da nord fermandosi presso Frosinone, dove segnano il confine con l’Italia alleata nella frontiera della Linea Gustav.

I Nazisti pongono il comando della linea Gustav presso i comuni marsicani di Massa d’Albe e Avezzano. In questo modo la Marsica si ritrova invasa dai Nazisti e ciò è vero per tutti i comuni dell’area compresi quelli dell’Altopiano delle Rocche.

 

Villa Cidonio oggi. (Immagine personale)

 

A Rocca di Mezzo varie abitazioni signorili vengono occupate dai Nazisti e fatte divenire piccoli centri di comando. Tra queste vi è anche Villa Cidonio, che viene confiscata alla famiglia Cidonio e fatta divenire la sede del comando dell’intendenza agli ordini dell’aristocratico generale Von Zanthier, un signore alto e solitario, che appare ogni tanto per le strade del paese marsicano.

La dura recrudescenza della guerra nel centro Italia porta a una dura e spaventosa vita per gli abitanti di tutti i borghi della Marsica compresa anche Rocca di Mezzo. La polizia tedesca sorveglia in modo attento e criminale tutti i borghi della Marsica sia nella ricerca di manovalanza necessaria per i lavori pubblici locali, che per ricercare i fuggiaschi dal vicino campo di concentramento di Avezzano, che una volta trovati vengono seviziati e con loro anche le famiglie contadine che li hanno protetti.

Facciamo ora un breve passo indietro per capire i rapporti fra le famiglie contadine locali e i vari giovani che fuggiti dal campo di concentramento di Avezzano vengono ora strettamente protetti da questi dai malvagi Tedeschi nel periodo 1943-44.

Torniamo a 30 anni prima al tempo del terremoto del 1915. Nella Marsica il sisma del 1915 aveva ucciso un numero spaventoso di persone e coloro che erano sopravvissuti tra gli uomini giovani si sono trovati a dover partire e in molti casi morire sul fronte della prima guerra mondiale, che da li a poco avrebbe coinvolto direttamente anche l’Italia.

Nella zona della Marsica trovandosi così sprovvista di manovalanza per la ricostruzione, le autorità nazionali e locali avevano allestito un campo di concentramento per prigionieri di guerra. Ebbene questi giunti via via ad Avezzano diventano non dei prigionieri, ma bensì dei validi sostegni alla popolazione locale. che impara a conoscerli e ad apprezzarli.

In pratica questi vengono a sostituire il vuoto generazionale in cui si era trovata la Marsica in questo periodo. Essi agiscono nella prima ricostruzione di Avezzano e dei borghi limitrofi tra il 1915 e il 1918. Quando questi poi vanno via dalla Marsica per far ritorno nei propri paesi d’origine il legame che si è nel frattempo instaurato fra essi e la popolazione marsicana è ormai talmente forte che sono in molti a non voler più partire.

Dall’altra  parte la popolazione marsicana non dimentica il gran lavoro di questa gente e nel ricordo di questo grande servizio reso, a distanza di 30 anni durante la  seconda guerra mondiale la popolazione locale ricambia in qualche modo quel grande favore proteggendo a rischio della vita i ragazzi in fuga dal campo di concentramento di Avezzano durante il periodo 1943-44.

 

Bombardamento alleato di Avezzano nel 1944

 

La guerra perdura per molti mesi e lo scontro sulla Linea Gustav si fa intenso fra Alleati da una parte e Tedeschi dall’altra. Gli Alleati impongono un duro bombardamento su tutta la Marsica distruggendo diversi borghi, come Avezzano e Carsoli che sono semidistrutte. Anche Rocca di Mezzo subisce diversi bombardamenti e tra questi ne avviene uno che coinvolge Villa Cidonio.

In pratica l’avvenuto bombardamento non c’entra per fortuna la villa che rimane incolume, anche se viene sfiorata cadendo a pochi passi dalla struttura. Nel bombardamento che non causa danni rimangono uccisi alcuni soldati tedeschi.

Tutto  questo viene fatto per riuscire a stanare i Tedeschi e indebolirli sul piano militare. Questo però per la popolazione locale è troppo e molti  fuggono terrorizzati per le montagne rifugiandosi nelle tante grotte della zona o ritornando nei vecchi centri distrutti dal terremoto come accade a Lecce nei Marsi dove i vecchi centri abitati vengono tutti rioccupati.

Ai primi di giugno del 1944 gli Alleati distruggono la Linea Gustav e irrompono nel centro Italia liberandolo, Roma è liberata il 4 giugno, mentre la Marsica è liberata fra il 7 e il 12 giugno.

A questo punto tutta la Marsica compresa Rocca di Mezzo sono di nuovo liberi. Le famiglie contadine ritornano così nelle loro case e si ritorna alla normalità iniziando un nuovo capitolo di storia.

 

 


 

 

 

A partire dal 1945 i Marsi iniziano a ricostruire e riparare i borghi danneggiati dalla guerra e tutte le vie di comunicazione. A Rocca di Mezzo tutti i vecchi edifici occupati durante la guerra dai malvagi Nazisti tedeschi sono ridati alle vecchie famiglie. 

La stessa cosa avviene per Villa Cidonio che viene riconsegnata alla famiglia Cidonio. I Cidonio nel frattempo riprendono piano piano le redini della propria attività e partecipano alla ricostruzione locale della Marsica e nazionale.

 

Rocca di Mezzo nel 1957

 

L’azienda riprende piano piano a crescere, tornando ad assicurare un certo futuro a diversi rocchigiani che sono impiegati come operai. Con la ripresa dell’attività negli anni ’40 e la successiva crescita negli anni ’50 anche la famiglia Cidonio si trova molto in vista, portando ad avere molti rapporti con numerose personalità del tempo.

 

Prime manifestazioni turistiche a Rocca di Mezzo negli anni ’50.

 

Negli anni ’50 il paese di Rocca di Mezzo si riavvia verso il turismo invernale iniziando verso la fine del decennio un nuovo periodo di crescita urbana del borgo.

 

Primi turisti a Rocca di Mezzo (1954).

 

Ebbene in ambito locale villa Cidonio sia per l’importanza della famiglia Cidonio, che per il tipo di costruzione che è, viene ad ospitare numerose personalità del tempo tra cui anche il presidente della Repubblica Giovanni Gronchi nel 1956.

 

 


 

 

 

Nel corso degli anni ’50 matura nella famiglia Cidonio l’idea di lasciare l’attività edile e nel 1963 si arriva alla vendita dell’attività famigliare alla società statale IRI – ITALSTAT. Dopo la vendita della attività edile la famiglia Cidonio mantiene la propria presenza a Rocca di Mezzo mantenendo la proprietà della villa che continua ad ospitare personalità importanti del tempo.

 

Rocca di Mezzo alla fine degli anni ’60

 

Nello stesso periodo (anni ’60) assistiamo a un nuovo grande ampliamento urbanistico di Rocca di Mezzo che cerca di migliorare nella propria ricettività turistica, affermandosi sempre più come grande centro turistico invernale. 

Negli anni ’70 i Cidonio vendono la villa di famiglia che viene ceduta ai fratelli Pompei. I Pompei mantengono la proprietà di Villa Cidonio per tutti gli anni ’80 e ’90. Infine questa viene venduta alla fine degli anni ’90 a terzi.

 

Villa Cidonio oggi. (Immagine personale)

 

Nel frattempo nel corso degli anni ’90 si viene a costituire il nuovo Parco Regionale Velino-Sirente con sede proprio a Rocca di Mezzo.

 

Rocca di Mezzo all’inizio degli anni ’80.

 

Qui nel corso degli anni s’individua in Villa Cidonio la naturale sede del nuovo ente parco. Villa Cidonio, rappresentando un grosso pezzo di storia recente di Rocca di Mezzo, appare come la sede più giusta per il nuovo ente regionale.

 

Villa Cidonio oggi. (Immagine personale)

 

Ed è così che Villa Cidonio diventa dal 2000 la sede del Parco Regionale Velino – Sirente e tale è ancora oggi a distanza di più di 20 anni.

 

 


VILLA CIDONIO