VERRECCHIE – DESCRIZIONE

Immagine di Verrecchie. (Immagine da https://www.terremarsicane.it/istituita-lisola-pedonale-estiva-a-verrecchie/)


VERRECCHIE


 

Raccontare Verrecchie è come descrivere la storia, per lo meno una grossa parte di storia. Storia che riguarda il paese di Verrecchie, ma anche la Valle di Nerfa e più in generale la Marsica.

Tralasciando qui la parte storica di cui ci occuperemo in altra sede, diciamo che Verrecchie è un paese da sogno immerso in una natura impervia e bellissima. In passato questa natura è stata un problema in quanto ha isolato il paese dal resto della Marsica.

Ora però grazie alle vie di comunicazioni sicuramente migliori che in passato e ha una forte riscoperta dei borghi, si ha una crescita importante del turismo nella Valle di Nerfa e Verrecchie è sicuramente uno dei suoi cuori pulsanti. Ma per poter gioire di questi luoghi, c’è bisogno di conoscere più a fondo questo territorio e qui di seguito cercheremo di dare una breve descrizione del territorio.

Verrecchie come detto è un paese immerso in una natura da sogno dove vallatte, montagne e colline si compenetrano l’una con l’altra. Qui a Verrecchie vi è la sorgente del fiume Imele, che nasce a 1051 m di quota ai piedi del Monte Padiglione, che sovrasta il paese e che si trova poco sopra il vecchio mulino dove scende impetuosa nei mesi di pioggia.

La discesa della sorgente qui è molto suggestiva in quanto avviene tra due grandi rocce, attraversando la galleria dell’antico mulino qui presente, dividendosi in tante cascatelle e venendo a formare il corso d’acqua che riempie una grande vasca, da dove poi prosegue il percorso incanalandosi verso valle. Il fiume Imele poi percorre un breve tratto in superficie, infilandosi sottoterra per rinascere sopra Tagliacozzo e svilupparsi per i Piani Palentini.

 

Mulino di Verrecchie attraversato dalla sorgente del fiume Imele.

 (Immagine da https://www.terremarsicane.it/giornata-ecologica-a-verrecchie-e-cappadocia-domenica-8-maggio/)

 

L’area del mulino è molto bella e ben organizzata come area di sosta, con panchine presenti e  questa grande vasca al centro che rende l’area molto romantica, ma soprattutto è un luogo dove lasciarsi andare e rigenerarsi. Per chi vuole vi è la possibilità risalendo brevemente il sentiero laterale e transitando sulle passerelle metalliche di osservare meglio l’area sorgiva, le paratie, i canali e le altre opere artificiali di captazione.

Questa è una zona bellissima piena di sorgenti e rigogliosi boschi, qui infatti oltre alla sorgente dell’Imele a poca distanza presso Petrella Liri, altra frazione di Cappadocia, abbiamo la sorgente del fiume Liri, che nasce presso il monte Camiciola vicinissimo all’abitato di Petrella. Il fiume che nasce da qui rappresenta il cuore pulsante di tutta la Valle Roveto. All’inizio qui le valli sono strette e allungate, ma poi il percorso del fiume Liri a partire da Capistrello si fa man mano più arioso.

 

La Valle di Nerfa. (Immagine personale)

 

Qui nell’alta Valle del Liri, detta da tutti Valle di Nerfa, il tempo sembra essersi fermato al periodo medievale e lo scorrere delle giornate consente a chi si trova a soggiornare o semplicemente visitare questi luoghi, di riprendere forza ed energia per lo spirito e il corpo, per meglio affrontare il proprio lavoro o la propria vita quando poi si ritorna a casa.

D’altra parte non è un caso che il poeta D’Annunzio avesse eletto questi luoghi come posti ideali per rigenerarsi. Egli stesso trovandosi per un periodo a fine 800 a soggiornare qui, si trovò talmente bene che volle ricordare la Valle di Nerfa, in una delle sue tante poesie.

Verrecchie, come il resto della valle di Nerfa, si presta bene a numerose escursioni in natura e storia. Per esempio venendo a Verrecchie è d’obbligo la visita alla chiesa medievale di S. Egidio, che costruita nel X secolo dai frati benedettini rappresenta la più antica chiesa della valle. Per gli amanti delle storie medievali vi è la possibilità salendo più in quota  di visitare gli splendidi resti del castello di Verrecchie di età medievale.

Altro luogo da visitare di Verrecchie è il vicino ponte romano, che sopravvissuto nel tempo rappresenta il simbolo della presenza romana in questa zona, che era nel periodo romano un’importante via di passaggio, che collegava Subiaco a Marruvium, oggi San Benedetto dei Marsi, ma all’epoca la più importante città della Marsica dopo Alba Fucens.

 

Grotta Beatrice Cenci.

 (Immagine da https://turismo.comune.tagliacozzo.aq.it/contenuti/332704/grotta-beatrice-cenci)

 

La zona di Verrecchie è tuttavia famosa per essere un’area di alta importanza naturalistica e geologica, grazie alle numerose grotte carsiche  qui presenti, che hanno fatto la felicità sia dei visitatori, che soprattutto degli addetti ai lavori come speleologi e archeologi.

Tra le tante grotte presenti la più importante è la grotta Beatrice Cenci, da cui prende il nome il complesso speleologico e turistico, che include tutte le cavità carsiche qui presenti, come l’inghiottitoio dell’Ovido e l’inghiottitoio dell’Otre,  presso il quale il fiume Imele s’inabissa per poi riemergere poco sopra Tagliacozzo presso la risorgenza di Capodacqua.

 

Il Monte Aurunzo con la sua falesia. (Immagine personale)

 

Per gli amanti degli sport di montagna, i luoghi come naturalistici vicino Verrecchie, consentono oltre al trekking anche di cimentarsi nelle scalate presso le bellissime falesie, come quelle del Monte Aurunzo.

 

Palio di Verrecchie. (Immagine personale)

 

Sicuramente il periodo migliore per visitare Verrecchie è in primavera, ma soprattutto in estate quando il paese si ripopola dei tanti, che tornano all’antico borgo per rivivere la vita paesana e partecipare alle numerose manifestazioni ludiche e religiose del periodo, come per esempio il Palio di Verrecchie che si tiene ogni 17 e 18 agosto. Questa è una manifestazione ludica che evoca l’antico mestiere del pastore di pecore.

Riguardo al mangiare qui la cucina è quella tipica di montagna con piatti sostanziosi ed invitanti secondo la migliore tradizione marsicana.

 

 


VERRECCHIE