VERRECCHIE – CASTELLO DI VERRECCHIE


VERRECCHIE

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TORRI E CASTELLI DELLA MARSICA


 

Posizione

 

I resti dell’antica rocca di Verrecchie si trovano su un promontorio sopra l’abitato di Verrecchie, chiamato Monte a corte a circa 1100 m di altezza.

 


 

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Storia

 

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X-XI secolo

 

Tra X e XI secolo l’area di Verrecchie e della Valle di Nerfa sono inserite all’interno della contea dei Marsi, dominata dalla famiglia Berardi, che si tramanda di generazione in generazione la Marsica. La Marsica si è andata via via fortificandosi per volontà dei conti Marsi, per meglio controllare il territorio all’interno, ma soprattutto evitare che genti di fuori potessero invadere il territorio e distruggerlo come è avvenuto in passato al tempo dei Saraceni. Ora il territorio marsicano si compone e si va componendo di tanti paesi fortificati in altura a poca distanza l’uno dall’altro.

Ogni paese si caratterizza per avere in cima torrette di avvistamento o veri e propri castelli. Ebbene Verrecchie pur avendo molta storia alle sue spalle, si sarebbe costituito come paese medievale in questi secoli, per poi consolidarsi nei secoli successivi.

Verrecchie sarebbe nato grazie all’importante partecipazione dei monaci che qui avrebbero costituito un importante monastero tramite cui hanno aiutato la popolazione a riprendersi dopo i secoli passati, ma i conti Berardi dalla loro avrebbero costituito una prima torretta di avvistamento in cima al paese per difendere il territorio da attacchi esterni e contribuire in modo fondamentale al controllo e alla sicurezza della Valle di Nerfa e della contea dei Marsi. Non dimentichiamo che Verrecchie si è sempre trovato al confine con lo stato
pontificio.

 

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XII secolo

 

Nel 1143 dopo due secoli di totale indipendenza la contea dei Marsi si sottomette al regno normanno di cui viene a far parte. I Normanni dividono l’area in tre contee e l’area di Verrecchie e di parte della Valle di Nerfa vengono a ricadere nella contea di Carsioli,  che dal 1170 circa diventa contea di Tagliacozzo. Nella contea di Carsioli emerge su tutti i vari gruppi di potere locale, la famiglia Di Ponte che in breve viene a dominare tutti i borghi della Marsica occidentale a cominciare da Tagliacozzo. Verrecchie ricade nella sfera di pertinenza della famiglia De Ponte.

Dal catalogo dei baroni del 1150 e del 1188 emerge che Verrecchie è già un paese fortificato, quindi con una prima torre cintata. Sembrerebbe che Oderisio di Verrecchie il primo signore del posto, non si altro che Oderisio De Ponte figlio di Bartolomeo De Ponte, signore di una parte di Tagliacozzo e di vari borghi della Marsica occidentale. In questa fase la torretta mantiene più o meno le condizioni strutturali precedenti.

 

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XIII secolo

 

Nel XIII secolo i De Ponte consolidano la loro signoria con Bartolomeo II su tutta la Marsica occidentale e la contea di Tagliacozzo assume una certa unità politica. All’inizio del secolo però al livello politico la Marsica pur facendo parte del regno di Sicilia, non è più un regno normanno, in quanto si è estinta la dinastia originaria, ora è dominata, dagli Svevi di Germania, di cui Federico II è il loro massimo esponente.

Federico II domina la scena politica tra il 1215 e il 1250 e in questo lungo periodo i De Ponte rimangono fedeli a lui e per questo si guadagnano una fiducia indiscussa. Nel 1239 in un contesto di rafforzamento dei confini del regno di Sicilia con lo stato pontificio, vengono restaurate in profondità tutte le rocche di confine e tra queste figura anche la rocca di Verrecchie.

La rocca di Verrecchie situata a Monte a corte, smette di essere solo una torretta di avvistamento e diventa un vero e proprio piccolo maniero. In pratica viene demolita e ricostruita per continuare ad essere sicuramete una torre di avvistamento, ma anche una rocca di difesa nel caso di attacco nemico, non certo una rocca normale come altri manieri vicini, predisposti per accogliere gli abitanti del borgo, ma comunque di difesa. In questo quadro abbiamo quindi la rocca posta a 1100 m di altezza, che si erge direttamente sulle rocce. Quindi ai piedi del castello troviamo l’antico borgo di Verrecchie.

Così strutturato il borgo mostra la sua singolarità di borgo fortificato, con il castello inadatto ad ospitare persone in caso di attacco. Ciò viene detto basandosi sulla sua struttura con una superficie abitabile decisamente piccola, e quindi inadatta ad accogliere una popolazione in fuga, se ne deduce quindi che il piccolo maniero viene ristrutturato meglio per scopi di avvistamento, a cui si aggiunge un compito di difesa da attacchi esterni solo estrema ratio.

Ciò si conferma nel corso del tempo con la rocca che in pratica mantiene fino a questo momento un’esigenza prettamente di vedetta su un territorio vastissimo, ma con un unico punto di punto di passaggio per chi viene da Sora e poi anche di difesa che si aggiunge ora nel 1239, ma organizzata come estrema ratio per la situazione estrema.

Nel corso del secolo la famiglia De Ponte s’indebolisce politicamente lasciando sempre più spazio alla nuova famiglia emergente quella degli Orsini che da tempo cercano di assicurarsi la Marsica occidentale.

Essi dapprima s’imparentano con i De Ponte e solo dopo un certo periodo di coabitazione forzata riescono ad avere la meglio su una famiglia che si va esaurendo. Il passaggio di potere dai De Ponte agli Orsini avviene nel 1294 allorquando Andrea II De Ponte stanco dei continui screzi con la famiglia avversaria gli cede il controllo di vari borghi della zona tra cui Tagliacozzo e anche Verrecchie.

Nel frattempo anche il dominio degli Svevi si è andato esaurendo cedendo il posto ai rampanti D’Angiò. Tra il 1266 e il 1268 Carlo I d’Angiò, chiamato dal papa per sostituirli, si fa nominare re dal  papa e poi sconfigge dapprima Manfredi re di Sicilia nel 1266 e poi nel 1268 il nipote Corradino, vero erede del casato e punto di riferimento di quella nobiltà incline ai D’Angiò. Con la battaglia dei Piani Palentini del 1268 Carlo I diventa re di Sicilia in modo definitivo assicurando il trono anche ai suoi discendenti. Verrecchie continua a far parte della contea di Tagliacozzo, sorretta dal 1294 solamente dagli Orsini.

 

 

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XIV secolo

 

Nel corso del XIV secolo il castello di Verrecchie continua ad essere una torre di controllo del confine nord con lo stato pontificio e punto di riferimento della comunità di Verrecchie, che continua a svolgere la sua vita tranquilla scandita dai tempi religiosi. Verrecchie rimane in questo secolo come anche nei successivi un po’ isolata rispetto al resto del territorio della Marsica e ciò a causa della conformazione di questo.

Il grande sisma del 1349 sicuramente intacca anche Verrecchie facendo sentire anche qui i suoi effetti, ma con il tempo anche qui viene riparato tutto. Purtroppo negli stessi anni anche Verrecchie viene toccata dalla peste che porta lutti, ci vorranno diversi decenni per riprendersi da questa situazione. Sul piano politico la contea di Tagliacozzo sotto gli Orsini prosegue nella sua fase di consolidamento e allargamento ai vari borghi della zona non ancora facenti parte del territorio comitale.

 

 

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XV secolo

Il 19 maggio 1411 Ladislao Durazzo (1376-1414) Re di Napoli fallisce nel tentativo di estendere il suo potere in tutta Italia, rimanendo sconfitto presso Roccasecca dei Volsci nello scontro o con Luigi II d’Angiò. Battendo in ritirata per Arce, Sora, Valle di Roveto si rifugia a Tagliacozzo, presso il conte Rinaldo Orsini.

Qui, temendo l’inseguimento del nemico fortifica il castello tagliacozzano con mura di cinta, delle quali tuttora rimangono i resti, e munisce di presidio la torre di Verrecchie. In compenso dell’ospitalità e dei servigi ricevuti da Rinaldo Orsini, conte di Tagliacozzo, Ladislao Durazzo nomina questi governatore dell’Aquila.

Nel corso del secolo XV assistiamo sul piano politico al declino della potenza orsina, messa prima in discussione e poi annientata dai Colonna che alla fine del secolo divengono i nuovi padroni della Marsica occidentale con l’aggiunta della contea d’Albe. Ebbene in questo secolo sono continui gli scontri fra le due grandi famiglie romane per il controllo delle contee di Tagliacozzo e Albe. Gli scontri fra le due famiglie fanno sentire i loro effetti anche nella Valle di Nerfa, seppure sembre in modo indiretto. In questo contesto si assiste alla piena funzionalità del castello di Verrecchie che viene usato dagli Orsini per controllare i confini nord della contea e assicurarsi un forte difesa in caso di attacco.

La zona della Valle di Nerfa viene colpita come la vicina Piana di Carsoli dal terremoto dell’Irpinia del 1456. Il sisma molto violento provoca molti danni in tutta la Marsica, ma qui la situazione peggiore la si ha nella Piana del Cavaliere dove tutti i paesi sono distrutti.

Nella Valle di Nerfa abbiamo Carcume e Morbano, due centri fortificati che si trovano al confine fra la Valle di Nerfa e la Piana del Cavaliere, che sono rasi al suolo o comunque seriamente danneggiati. Gli abitanti rimasti vivi dopo il sisma iniziano una lenta ma costante emigrazione dai due paesi per trasferirsi nei vicini paesi di Pereto e Verrecchie. L’emigrazione durerà fino ad inizio ‘500 allorquando i due centri risulteranno completamente abbandonati.

E’ probabile ma non sicuro, vista la mancanza di fonti al riguardo, che anche il piccolo maniero di Verrecchie sia danneggiato dal sisma e che a causa della sempre maggiore inconsistenza sul piano politico e militare non venga poi riparato.

Fino a quando gli Orsini sono al potere a Tagliacozzo, tutti i piccoli castelli e torri sono attivi e ciò soprattutto ij virtù del costante conflitto presente con i Colonna. Quindi anche il castello di Verrecchie per quanto malandato forse per il terremoto del 1456 continua ad essere usato.

Infine nel 1497 i Colonna riescono con uno stratagemma ad avere la meglio sugli Orsini che sono defenestrati completamente dalla contea di Tagliacozzo e Albe (Albe è stata aggiunta a Tagliacozzo nel 1441 andando a formare con questa un’unica contea. Il re di Napoli stanco degli Orsini fa arrestare il conte Virginio Orsini che poi muore a Napoli avvelenato dai Colonna. Le contee di Tagliacozzo e Albe sono date con decreto reale ai Colonna che ne mantengono la proprietà per i successivi secoli.

 

 

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XVI secolo

 

All’inizio del XVI secolo troviamo quindi i Colonna con Fabrizio Colonna come nuovi conti di Tagliacozzo e Albe. Tuttavia vista la loro importanza presso la corte  spagnola sono elevati a duchi di Tagliacozzo. Colui che li eleva a duchi è il nuovo re di Spagna Ferdinando V che ha conquistato il regno di Napoli nel 1504 e lo ha assorbito alla Spagna come colonia spagnola.

I nuovi duchi di Tagliacozzo riescono con varie manovre ad amministrare bene il loro territorio abruzzese, ma a causa del loro appoggio a Carlo V nella presa di Roma del 1527, vengono defenestrati dai papi nei loro territori laziali.

Quindi i Colonna per reazione devono spostare la sede della loro corte a Tagliacozzo da dove controllano meglio il territorio abruzzese e allo stesso tempo tentano la rivincita nei territori laziali. Per fare ciò i Colonna s’indebitano fortemente con le banche. Tuttavia con alcuni stratagemmi riescono a far fruttare meglio il feudo di Tagliacozzo consentendo a questo maggiori introiti e quindi a loro stessi che finanziano così le loro imprese e allo stesso tempo riparano i loro debiti.

I Colonna tuttavia riorganizzano il feudo abruzzese e smettono di occuparsi di alcune rocche giudicate ormai superate sia come struttura che come posizione geografica. Tra questi vi è anche il castello di Verrecchie che da fine ‘500 non viene più usato e quindi è abbandonato a se stesso distruggendosi con il tempo.

 

 

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XXI secolo

Nel XXI secolo con la riscoperta dei vecchi borghi già in atto da diverso tempo, si procede alla ristrutturazione dei centri storici e al recupero di palazzi e chiese antiche per poter rendere ogni paese più attrattivo sul piano turistico. In questo senso è anche la situazione presente a Verrecchie dove la Proloco locale con grande fatica e sacrificio sta rilanciando in modo valido questo borgo.

Su questo percorso s’inquadra l’interesse per i ruderi dell’antico e piccolo maniero di Verrecchie che attivo fino alla fine del ‘500 è stato poi dimenticato nel corso del tempo e a parte qualche rara presenza umana come poteva essere il suo uso da parte di qualche banda di briganti, è scomparso dalle cronache. Ora la sua riscoperta alla fine degli anni 2010 consente se non un suo recupero vista la quasi totale scomparsa dei suoi manufatti, comunque ancora in parte presenti, almeno il recupero della sua memoria storica.

 

 

 


BIBLIOGRAFIA

 

1) http://www.cappadocia.terremarsicane.it/index.php?module=CMpro&func=viewpage&pageid=110

2) https://www.sabinamagazine.it/storia-di-verrecchie-cappadocia-laquila-le-origini-ed-il-nome/

 

 


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TORRI E CASTELLI DELLA MARSICA