
TREMONTI
___________________________________
Posizione
Tremonti è un paese della Marsica occidentale frazione del comune di Tagliacozzo dalla struttura tipicamente medievale. Oggi Tremonti conta circa 50 residenti, che divengono molti di più nel periodo estivo e durante le festività, allorquando molti emigranti tornano nell’antico paese per rivivere tutta la magia di questo antico borgo.
Il paese sorge su una rupe a 1060 m s.l.m. incastonato tra i monti Pietra Pizzuta, monte Bove e monte Palombara che fanno parte del gruppo montuoso dei Monti Carseolani.

Tremonti incastonato tra i Monti Pietra Pizzuta,
Monte Palombara e Monte Bove. (Immagine personale)
La sua posizione offre una panoramica spettacolare su buona parte della Marsica. D’altra parte non è un caso che si trovi qui, poichè in passato era un punto di vedetta per controllare la zona dall’alto.

Scorcio del paese di Tremonti. (Immagine da Wikipedia)
___________________________________
Storia
XI – XIII secolo
Tremonti è un borgo antico, che nasce in epoca medievale tra la seconda metà dell’XI e la prima parte del XII secolo, che si forma intorno alla piccola rocca posta sulla cima del monte.
La prima rocca di Tremonti risalirebbe a un periodo un po’ antecedente ma piuù o meno contemporaneo al paese, pensiamo più o meno all’inizio alla seconda metà dell’XI secolo, ma non come castello, ma come torre di avvistamento, che serve nel corso dei secoli per il controllo della via Tiburtina-Valeria, all’epoca la via di comunicazione più importante e come vedetta per il pericolo da invasioni esterne nella Marsica ovest.

Il castello medievale di Tremonti. (Immagine personale)
In questa prima fase la torre è posta in questo punto agendo come detto da sentinella, ma in comunicazione visiva con le altre torri e rocche del tempo. La rocca di Tremonti subirebbe un primo cambiamento strutturale più o meno nella prima parte del XII secolo, divenendo un piccolo castello con tanto di mura perimetrali, continuando a fungere da avamposto difensivo in stretto contatto visivo con le altre rocche e torri vicine, agendo con avvertimenti vari in caso di pericolo esterno.

Scorcio del paese di Tremonti oggi. (Immagine personale)
Successivamente più o meno tra il XII e XIII secolo, come accaduto ad altri borghi, il borgo e il castello si vengono a consolidare attraverso la costruzione di mura esterne spesse, in quanto in epoca medievale più di una volta questi borghi vengono assaliti da popolazioni esterne e quindi le mura hanno una funzione di difesa, che si somma al fatto di trovarsi sulla cima di un monte, che da solo garantisce una forte protezione.

Scorcio del paese di Tremonti oggi. (Immagine personale)
In questo periodo tra il XII e XIII secolo sul piano politico militare è la famiglia De Ponte a imporsi come prima grande famiglia feudale della zona, riuscendo a creare più o meno intorno a Tagliacozzo un quadro di iniziale grande contea pur tra tanti alti e bassi.
A metà XIII secolo compare poi nella Marsica la famiglia Orsini, antica e potente famiglia romana che ha messo ora gli occhi sul territorio marsicano. Nell’arco di 60 anni gli Orsini riescono a sostituire i De Ponte come principale famiglia feudale della Marsica occidentale.
XIV – XVI secolo
All’inizio del XIV secolo gli Orsini divengono stabilmente i più grandi feudatari della Marsica occidentale e poi nel corso del medesimo secolo proseguono nella politica dei De Ponte nella costruzione della contea di Tagliacozzo, attraverso l’annessione della maggior parte dei borghi ancora indipendenti della zona.

Scorcio di Tremonti. (Immagine personale)
Alla fine del secolo precisamente nel 1380, gli Orsini riescono ad ottenere il titolo di conti di Tagliacozzo da parte della regina Giovanna I, dopo averla appoggiata incessantemente negli scontri di potere del regno napoletano. Una volta formata la contea di Tagliacozzo essi proseguono nella politica di ingrandimento territoriale finendo per annettersi tutti i restanti borghi indipendenti, tra cui anche Tremonti.

Scorcio del paese di Tremonti oggi. (Immagine personale)
Tremonti divenuto parte della contea di Tagliacozzo alla fine del XIV secolo diventa ancor più di prima importante, come postazione di controllo del territorio sottostante. Tremonti con la sua posizione di vedetta controlla i traffici presenti lungo la Tiburtina – Valeria, divenendo come una delle rocche più importanti del confine occidentale del regno di Napoli, ma anche e soprattutto del nascente progetto di stato nello stato degli Orsini.
Essi infatti già padroni di un ampio territorio nel Lazio, conquistando anche Tagliacozzo, vengono a costituire uno stato nello stato a cavallo fra regno di Napoli e stato pontificio.

Scorcio di Tremonti. (Immagine personale)
In questa cornice Tremonti, nonostante i tanti alti e bassi del periodo, conosce il suo massimo sviluppo compreso tra la fine del XIV fino alla prima metà del XVI secolo, fino a quando cioè sotto la nuova dinastia dei Colonna il castello di Tremonti perde d’importanza nel corso del XVI secolo all’interno della nuova struttura feudale del ducato di Tagliacozzo.
XVI – XVIII secolo
I Colonna, potente famiglia romana e avversaria degli Orsini, ascendono al controllo della contea di Tagliacozzo e della contigua contea d’Albe nel 1497 dopo un incessante guerra con gli Orsini, che è andata avanti per tutto il XV secolo con colpi bassi da ambo le parti.

Scorcio di Tremonti oggi. (Immagine personale)
I Colonna divenuti ora conti di Tagliacozzo e Albe, danno poi vita al ducato di Tagliacozzo nel 1504, che riunisce i due vecchi contadi. Con questo nuovo soggetto feudale i Colonna acquistano una forza politica enorme all’interno del nuovo vicereame di Napoli.
Lo scontro sanguinoso per il controllo della Marsica fra gli Orsini e i Colonna che avviene per tutto il XV secolo, s’inserisce nel più ampio scontro di potere per la conquista del regno di Napoli fra Spagna e Francia, verificatosi tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo, finito con la conquista di Napoli da parte della Spagna, che trasforma il regno napoletano nella colonia spagnola del vicereame di Napoli.

Scorcio di Tremonti oggi. (Immagine personale)
All’interno di questa nuova cornice politica, i Colonna, avendo sostenuto con forza gli Spagnoli, divengono ora tra la famiglie baronali più importanti del viceregno napoletano, disponendo sia di un esercito valido sia di territori importanti che si muovono con contiguità tra il confine di Napoli (Spagna) e lo Stato pontificio.
Con la costituzione del ducato di Tagliacozzo nel 1504 si viene a creare un nuovo equilibrio di potere all’interno della Marsica che si rivelerà assai stabile garantendo una continuità di potere lunga tre secoli. I Colonna costruiscono questo nuovo grande soggetto feudale costituendo un amministrazione centrale capace non solo di riscuotere con solerzia le imposte, ma anche di riuscire ad annullare tutte le differenze presenti nel territorio marsicano.
Tremonti diventa così un piccolo borgo medievale arroccato su una rupe del tutto privo d’importanza politica con la sua rocca che viene via via abbandonata nel corso del XVI secolo. In questa cornice troviamo la popolazione locale che continua ad essere occupata in parte nel piccolo artigianato e in parte nell’allevamento degli animale, in special modo delle pecore, dove troviamo una grossa parte della popolazione maschile impiegata nella transumanza delle pecore tra la Marsica e la campagna laziale, territorio dei Colonna.

Scorcio del paese di Tremonti oggi. (Immagine personale)
Ciò ha prodotto tra XVI e XVIII secolo un lento e costante abbandono del borgo poichè la sua posizione rende difficile la vita per i suoi abitanti. La fase più dura è sicuramente il secolo XVII con il suo clima rigido che rende i raccolti scarsi e alta la mortalità tra gli animali e di riflesso tra gli uomini. Il momento peggiore è sicuramente la pestilenza del 1656 che produce nella sola Marsica 4000 morti.
Tremonti come tutti i borghi della zona fatica a riprendersi e poi con i terremoti d’inizio ‘700 la situazione non migliora, ma nel corso del XVIII secolo il clima migliora e di conseguenza i raccolti a cui fa seguito una nuova crescita della popolazione che dopo 100 anni dalla grande pandemia del 1656 si riprende.

Scorcio del paese di Tremonti oggi. (Immagine personale)
Tremonti e gli altri paesi della Marsica tornano così a crescere in un generale clima di relativo ottimismo, soprattutto dopo il ritorno all’indipendenza del sud Italia nel 1734 con la nuova dinastia dei Borbone che fanno rinascere il regno di Napoli.
Alla fine del XVIII secolo tuttavia una nuova crisi climatica riporta la situazione in negativo a cui segue il crollo del regno borbonico sotto i colpi dell’invasione francese nel 1798.
XIX secolo
La prima invasione francese dura poco più di un anno e mezzo a causa della rivolta generale della popolazione e dalla disorganizzazione francese. Risultato i Francesi se ne vanno e ritornano i Borbone con il vecchio re Ferdinando (1800). Ma la sua condotta non piace a molti e nei paesini della Marsica compresa Tremonti lo stato delle cose non cambia, continuando a vivere e morire come nei secoli precedenti. Poi nel 1806 una nuova invasione francese porta nuovamente al crollo del regime borbonico, ma questa volta i Francesi meglio organizzati e complice una generale benevolenza di una buona fetta di popolazione, porta questi a rimanere al potere fino al 1815.

Scorcio di Tremonti. (Immagine personale)
In questo periodo vengono fatte molte riforme tra cui l’abolizione del feudalesimo, che nella Marsica vuol dire la fine del ducato di Tagliacozzo e della contea di Celano. Si crea insomma una rivoluzione amministrativa senza precedenti. Il vuoto di potere viene riempito con una riforma amministrativa che incoraggia un’indipendenza della Marsica sempre più oscillante verso il nuovo centro di Avezzano. All’interno di questa situazione emergono nuove famiglie che prendono il posto delle vecchie famiglie baronali decadute con l’abolizione del feudalesimo.

Scorcio di Tremonti. (Immagine personale)
Queste famiglie sono coloro che guideranno i vari centri della Marsica nel corso di questo secolo, specialmente sotto il regime borbonico, che nel frattempo è tornato al potere nel 1815 dopo il crollo del governo francese di Murat. Con il ritorno ai vecchi governi europei rimessi sui loro troni dal congresso di Vienna nel 1815, troviamo la Marsica di nuovo inserita nel contesto di potere dei Borbone tornati al governo di Napoli con la nuova dicitura di sovrani delle Due Sicilie, sempre sotto lo scettro del vecchio re Ferdinando.

Scorcio di Tremonti. (Immagine personale)
Tremonti in questo contesto perde la sua autonomia amministrativa per divenire frazione di Tagliacozzo sotto cui rimane in modo definitivo. Nel corso degli anni tra il 1815 e il 1860 il paese di Tremonti continua a vivere come ha vissuto nei secoli precedenti, seguendo cioè il ciclo delle stagioni per il settore agricolo in cui è in parte impegnata la popolazione e il ciclo delle funzioni religiose, che scandisce i mesi dell’anno con tutte le sue feste e condizioni varie.

Scorcio di Tremonti. (Immagine personale)
La vita a Tremonti è difficile in quanto la popolazione continua a vivere in un paese, che si trova arroccato sulla cima di un monte, ma la popolazione nel corso dell’800 nonostante le difficoltà viene aumentando. Poi nel 1860 si ha la caduta del regno di Napoli e la nascita del regno d’Italia nel 1861, che porta l’Abruzzo e la Marsica ad entrare seppure malvolentieri nel nuovo contesto statale.
Il nuovo governo piemontese dopo la formazione del regno d’Italia dichiara guerra al brigantaggio perlopiù concentrato nel sud Italia e ben presente anche nella Marsica. La popolazione marsicana per secoli ha dovuto convivere con questo fenomeno che ha provocato sempre grandi sofferenze alle popolazioni dei vari paesini della zona, compresa Tremonti.

Il castello di Tremonti. (Immagine personale)
Fatto sta che il governo nazionale sconfigge il brigantaggio nel giro di alcuni anni, tra il 1860 e il 1870, riuscendo a consolidare se stesso e l’Italia stessa. Nei 20 anni successivi alla formazione del regno d’Italia nella Marsica giungono molte genti straniere, attratte dal grande lavoro che si ha in zona con l’enorme opera idraulica portata avanti dal banchiere Torlonia. Questi dal 1854 è impegnato nel prosciugamento del lago Fucino e riversa su quest’opera enormi capitali che portano molta manovalanza e crescita della popolazione locale, una crescita di genti mai vista prima in zona e molti di questi finita questa fase lavorativa rimarranno qui con le famiglie, introducendo in zona nuovi contesti famigliari.

Scorcio di Tremonti tra i suoi monti. (Immagine personale)
In questo contesto anche i paesi della Marsica non direttamente coinvolti in quest’opera registrano una costante crescita della popolazione compresa Tremonti. Il villaggio di Tremonti negli anni 1860-1880 continua a vivere di agricoltura e pastorizia non cambiando di molto il suo assetto socio economico, ma la successiva crisi economica presente negli anni 1880, convince anche qui molti giovani a emigrare all’estero come avviene in molti paesi della Marsica.

Scorcio di Tremonti. (Immagine personale)
Ciò alimenta il flusso di genti che emigra alla fine del secolo e che viene a formare la prima grande emigrazione della storia italiana. Nel 1881 a Tremonti si contano 540 persone residenti, anche se una parte di essi lavorando come pastore di pecore è costretto a spostarsi nei mesi invernali.
Nonostante questo però il paese dimostra una grande resistenza e pur vivendo in condizioni non facili, dimostra forte attaccamento al proprio borgo e alla propria terra. Alla fine del secolo la popolazione è ancora del tutto ignorante e coloro che rimangono in paese sono perlopiù occupate nell’agricoltura, nella pastorizia e nel piccolo artigianato.
XX secolo
La povertà e la mancanza di lavoro purtroppo all’inizio del ‘900 continuano a mordere e ciò spinge ancor più molti giovani marsicani e quindi anche di Tremonti a spostarsi all’estero continuando ad alimentare la prima grande emigrazione di massa d’inizio 900.

Scorcio di Tremonti oggi. (Immagine personale)
Allo stesso tempo parte della popolazione di Tremonti continua ad impiegarsi come pastore di pecore finendo per spostarsi dal borgo durante gli inverni, portando in diversi casi con se anche la famiglia. Gli inverni d’inizio 900 nella Marsica sono piuttosto rigidi e il distacco nelle famiglie non sempre è sopportabile per cui molti decidono di partire insieme andando a trasferirsi nei mesi invernali nel Lazio, seguendo in ciò le proprie pecore.

Scorcio di Tremonti oggi. (Immagine personale)
Quindi con il lavoro di pastori ci si trasferisce nel Lazio per tutto l’inverno per poi far poi ritornare al paese nei mesi estivi. Quindi il paese risulta pienamente abitato solo d’estate e in primavera. Poi a causa del cambiamento d’abitudini molte persone hanno cominciato a non far più ritorno nel piccolo borgo, che ha cominciato a svuotarsi maggiormente da metà XX secolo.

Terremoto di Gioia dei Marsi (13-1-1915)

Avezzano dopo la scossa del 13 gennaio 1915: un cumolo di macerie e morti
Nel 1915 avviene inoltre il sisma di Gioia dei Marsi, che produce una delle più catastrofiche tragedie italiane legate ad accadimenti sismici. Nella Marsica muoiono per questo terremoto più di 30.000 persone. A Tremonti i danni per questo sisma sono stati diversi, ma comunque più limitati grazie alla roccia su cui si erge il paese, che ha attutito in qualche modo la scossa.

Scorcio di Tremonti oggi. (Immagine personale)
Resta il fatto che dopo questo sisma seppure lentamente le persone cominciano ad abbandonare sempre più il paese. Lo svuotamento del borgo diventa un fenomeno costante, ma limitato fino alla fine della seconda guerra mondiale. Gli anni ’20 nel frattempo vedono la salita al governo dei fascista di Benito Mussolini che rimane al governo in Italia per 20 anni fino al 1943.

Tremonti oggi. (Immagine personale)
Il governo fascista trasforma l’Italia in una dittatura, ma fino al 1935 favorisce anche una certa ripresa economica attraverso provvedimenti volti a mantenere l’Italia in una fase di crescita. Mussolini preme affinchè le campagne non si svuotino e l’agricoltura continui ad essere uno dei perni economici dell’economia reale.

Scorcio di Tremonti. (Immagine personale)
Nella Marsica che di campagna ne ha tanta tutto ciò si traduce nella ricostruzione dei borghi che fin dai primi anni 20′ vengono via via ricostruiti, seppure dislocando una parte dei precedenti paesi in aree a maggior contatto con le principali arterie stradali e ferroviarie. Tra le città dove si ricostruisce di più vi è chiaramente Avezzano, in quanto capoluogo di zona, ma anche tutti gli altri centri sono ricostruiti. Inoltre il governo fascista per impedire lo svuotamento delle campagne produce delle leggi che vietino il trasferimento delle persone residenti nei paesi. Questo provvedimento pur frenando il flusso di genti che dal paese si trasferiscono in città, non riesce ad arrestare il fenomeno.

Immagine della visita di Benito Mussolini a Scurcola Marsicana nel 1938.
(Immagine da https://scurcolamarsicanablog.blogspot.com/2020/03/quando-mussolini-passo-scurcola-e-volle.html)
Questo provvedimento è valido anche per Tremonti dove una parte della popolazione potrebbe essere tentata dall’andarsene, ma considerando che molti comunque vengono a vivere vicino a Roma per diversi mesi per la transumanza delle pecore non si registra un per ora nessun calo di popolazione.
Nel 1940 l’Italia entra in guerra e per il paese si aprono 5 anni d’interminabili supplizi e sacrifici che raggiungono il culmine durante l’occupazione tedesca del 1943-44. Lo stesso chiaramente lo vivono anche le persone della Marsica e di Tremonti, specialmente durante l’inverno 1943-44 con l’occupazione tedesca. Durante questo periodo i Tedeschi mantengono un controllo ferreo sulla popolazione civile causando tanti sorprusi e umiliazioni.

Crateri dei bombardamenti ad Avezzano (1944)
A ciò si aggiungono i bombardamenti alleati che producono il resto dei danni e tra i tanti bombardamenti, che la Marsica ha subito ricordiamo quello del 23 gennaio 1944, che ha centrato la nuova via Tiburtina – Valeria che subisce gravi danni per questo attacco.
Per fortuna più avanti all’inizio di giugno i Tedeschi sono sconfitti e il centro Italia liberato dagli Alleati. Roma viene liberata il 4 giugno 1944,

Liberazione di Roma il 4 giugno 1944.
mentre la Marsica è liberata tra il 7 e 12 giugno 1944. Dopo pochi mesi anche il resto d’Italia viene liberato e la guerra cessa definitivamente. La ricostruzione successiva passa per molte prove tra cui il referendum del 2 giugno 1946.

L’Italia diventa repubblica. (Immagine da Wikipedia)
Il referendum sancisce la sconfitta della monarchia e l’inizio della repubblica, mentre nella Marsica si procede fin da subito nella ricostruzione di strade e ponti danneggiati così come la ferrovia che viene riparata presto. Allo stesso tempo anche nei vari paesi si procede alla ricostruzione prima di tutto delle scuole e dei municipi e poi delle case. Insomma si ricomincia…

Scuola improvvisata in uno dei paesi della Marsica
nella seconda metà degli anni 1940
I primi anni dopo la guerra sono duri e nonostante la grande voglia di fare la fame e la mancanza di lavoro mordono. Così tra il 1945 e 1955 molte persone si vedono costrette a trasferirsi altrove, producendo uno svuotamento dei borghi della Marsica. Lo stesso accade a Tremonti che si viene svuotando in modo sempre più marcato.

Scorcio di Tremonti oggi. (Immagine personale)
Superata la fase del 2 dopoguerra e dell’emigrazione degli anni 1950-80, le cose iniziano a migliorare e ciò grazie ad una serie di provvedimenti e di opere che permettono alla Marsica di lasciarsi alle spalle un periodo di ricostruzione fisica ed economica molto duro fatto di tanti sacrifici, che però servono a preparare il terreno su cui esplode il boom economico della Marsica nella prima metà degli anni ’80. A ricordo delle tante opere fatte dallo Stato per l’Abruzzo ricordiamo l’apertura nel 1970 delle nuove autostrade A24 e A25.

Inaugurazione nel 1970 del tratto di uscita dell’autostrada A24 a Carsoli.
Come detto negli anni ’80 e per essere più preciso nella prima metà degli anni ’80, abbiamo il boom economico della Marsica, che si esprime in varie forme e una su tutte è il fenomeno delle seconde case, che vengono costruite dagli emigranti, che andati via negli anni precedenti, ma ora in una condizione economica migliore, tendono a riallacciare maggiori legami con i propri paesi di origine erigendo nuove abitazioni.

Scorcio di Tremonti oggi. (Immagine personale)
La Marsica nel corso degli anni ’90 cerca di avviarsi meglio verso il turismo, migliorando i propri servizi e la propria ricettività e ciò viene compiuto in vari modi, dove ogni paese interpreta ciò a proprio modo.

Tremonti oggi. (Immagine personale)
XXI secolo
Con l’inizio del XXI secolo a Tremonti si osserva un costante calo di popolazione durante i mesi invernali, per tornare poi a riempirsi durante i mesi estivi dai migranti che tornano qui rioccupando le seconde case.

Tremonti oggi. (Immagine personale)
La fortuna di Tremonti è di essere un paese costruito sulla roccia e questo oltre a dargli un particolare e magnifico effetto architettonico, tende a difenderlo dai maggiori danni di qualche grosso sisma. Ciò per esempio è quanto accaduto nel 2009 con il terremoto dell’Aquila, dove il paese ha subito danni trascurabili e subito dopo è ripartito di slancio.

Terremoto dell’Aquila del 2009. (Immagine personale)
La struttura geologica della roccia su cui è eretto il paese ha salvato questo dagli effetti di questo terremoto, consentendo a Tremonti di preservarsi, come poi è avvenuto anche in passato con altri sismi.
Oltre alla struttura geologica, ci sono poi le persone, che ancora ci abitano o che tornano d’estate, che hanno lavorato dopo la scossa del 2009 e continuano a lavorare in modo continuo per preservare il paese mantenendolo vivo. Ciò si realizza sia organizzando manifestazioni culturali, che procedendo al restauro di case o strade bisognose d’interventi.

Tremonti oggi. (Immagine personale)
Questo consente a noi di poter dire con molta tranquillità che Tremonti oggi è una vera perla nella Marsica, in quanto grazie sia alla condizione naturale in cui è immerso, che per il lavoro costante delle persone, risulta tra i paesi marsicani meglio conservati nell’aspetto medievale, pieno di viuzze strette o case in pietra, arroccato com’è sulla cima di una montagna con il castello a fargli da corona. Un posto da sogno da visitare assolutamente.
Ma cosa andiamo a vedere a Tremonti? e soprattutto cosa andiamo a fare qui?
– Cosa vedere a Tremonti oggi?
Rispondendo su che cosa vedere a Tremonti mi viene in mente che il paese offre molti spunti di riflessione. Tremonti nonostante il forte calo demografico, risulta un borgo ancora ben vivo, ma soprattutto bellissimo, in primis per la posizione che offre una panoramica eccezionale su paesaggi stupendi e poi per i suoi magnifici monumenti a cominciare dal castello e riguardo a questo consiglio a tutti di salire fino all’antico maniero, poichè da qui la visuale è mozzafiato e il panorama è a perdita d’occhio.

Panorama che si scorge da Tremonti. (Immagine personale)
Tutto ciò offre a chi lo visita un’esperienza formativa unica per il suo contatto con la storia e la natura che lo circonda.

Panorama che si scorge da Tremonti. (Immagine personale)
Quindi se ci si chiede cosa vedere in primis bisogna raggiungere i suoi punti panoramici per osservare la magnifica veduta che si scorge da qui sui sottostanti Piani Palentini, Valle di Pratolungo, Val Macina ecc. Volendo fare un parallelo si potrebbe tranquillamente accostare Tremonti a Rocca Calascio per la sua struttura e il suo panorama.

Il castello di Tremonti oggi. (Immagine personale)
Qui come a Rocca Calascio abbiamo i ruderi di un antico castello posto in cima al paese e una stupenda chiesa medievale come la chiesa di Sant. Antonio di Padova. Per non parlare del paese con le sue viuzze strette e le case in pietra.

La chiesa di S.Antonio da Padova di Tremonti. (Immagine personale)
Qui è un continuo sali e scendi ti perdi e ti riorienti senza problemi. Ragazzi non potete non venire qui!


Scorci di Tremonti in un continuo sali e scendi nel paese che ricorda Rocca Calascio. (Immagine personale)
Borghi come Tremonti abbarbicati sulla cima della montagna ve ne sono diversi in Italia, ma sono pochi quelli che ti lasciano quella sensazione di benessere psicofisico, un po’ come avviene a chi visita Rocca Calascio. Tremonti è capace di ciò.
– Ma cosa possiamo fare a Tremonti?

Borgo di Tremonti oggi. (Immagine personale)
Tremonti come abbiamo modo di vedere è un borgo medievale bellissimo, quindi come prima cosa da fare è esplorare il borgo lungo le sue viuzze strette e le case in pietra. Quindi vedere la chiesa medievale di Sant. Antonio da Padova.

Il castello di Tremonti. (Immagine personale)
Fatto ciò organizzandoci con i tempi e andiamo nell’esplorazione del castello, che si trova in cima al paese. La camminata è un po’ faticosa, ma ne vale la pena sia per osservare i ruderi del castello ancora in un ottimo stato di conservazione, sia soprattutto per ammirare i fantastici panorami dal castello.

Paesaggio intorno a Tremonti. (Immagine personale)
Scendendo poi nuovamente in paese fermiamoci ad osservare anche i panorami che si vedono da Tremonti stesso che sono mozzafiato. Se poi non siamo stufi di tutto ciò consiglio di organizzarsi per fare dei piccoli trekking intorno al borgo seguendo i sentieri che da Tremonti vanno verso Prato Longo, Monte Civita, Monte Bove e Marsia.
Per chi poi è amante degli sport all’aria aperta consiglio di andare in bike o in e-bike attraverso i tracciati e le mulattiere presenti intorno al paese, ideali per escursionisti e bikers esperti.
Un’altra attività da non sottovalutare è andare a cavallo. Esistono diversi ottimi maneggi a Tagliacozzo e dintorni dove è possibile compiere escursioni a cavallo sia nelle campagne di Tremonti che di Tagliacozzo.

Monte Pietra Pizzuta. (Immagine personale)
Per gli amanti dell’arrampicata sul monte Pietra Pizzuta esistono pareti con vie naturali per arrampicata sportiva. Tutto ciò può essere fatto lungo tutto l’anno, ma se poi vogliamo considerare sport invernali si può praticare lo sci di fondo o ciaspolate presso Marsia.

I monti che circondano Tremonti e che sono ottimi
per passeggiate in montagna. (Immagine personale)
Rimanendo in tema di sport e trekking il territorio di Tremonti è ricchissimo di posti vicini interessanti sul piano naturalistico. Non dimentichiamo che ci troviamo in montagna e questo è un territorio tra i più ricchi di riserve e parchi naturali d’Italia.

(Immagine da Wikipedia)
Volendo rimanere strettamente nell’area di Tremonti – Tagliacozzo consiglio la Riserva naturale Grotte di Luppa che confina con Tremonti. Qui è possibile fare passeggiate tra i boschi di faggio e formazioni carsiche. Un territorio carsico come questo è poi ricco di grotte naturali e di queste ne esistono alcune che meritano una visita e tra queste la più famosa, che è l’inghiottitoio di Luppa.

Inghiottitoio di Luppa. (Immagine da Wikipedia)
L’inghiottitoio di Luppa è una grotta che si trova a 1315 m s.l.m a nord del monte Capo d’Orlando. Questa struttura carsica è attraversata da un fiume sotterraneo ed è circondata da una vegetazione intensa. Chiaramente se anche questa grotta è la parte forse più affascinante della zona, non dimentichiamo che la riserva è piena di sentieri in cui fare trekking, biking e passeggiate a cavallo. Questo è un territorio che si presta molto bene a tante attività sportive.

Trekking in montagna nella zona di Tagliacozzo.
(Immagine da https://www.c-and-a.com/it/it/shop/tipi-di-escursioni)
Altro parco che merita una visita è il vicinissimo Parco geologico delle risorgenti dell’Imele che parte dal borgo antico di Tagliacozzo e che mano a mano sale in quota dove è possibile ammirare bellissimi panorami.

Fotogramma della Risorgiva lineare dell’Imele (detta
anche Sorgente di Capacqua) presso il Monte La Difesa.
(Immagine da video YOUTUBE ” https://www.youtube.com/watch?v=vYNW4xarViM”ù“)
Il parco è di grandissimo interesse geologico e naturalistico e ciò che lo contraddistingue è il percorso del fiume Imele. In pratica il fiume ha la sua sorgente sul Monte Padiglione a nord di Verrecchie nel comune di Cappadocia.
Dopo un certo tratto in superficie il fiume scompare in quanto s’immerge nelle viscere della terra e riemerge presso la parete di Capacqua, dopo aver percorso un tratto sotterraneo di circa 2750 m, con un dislivello di 196 m. La parete in questione da dove riemerge il fiume si trova a picco al di sopra del quartiere antico di Tagliacozzo di nome Altolaterra. Il fiume una volta percorso un lungo tratto lungo i Piani Palentini confluisce nel fiume Salto.
– Conclusioni

Scorcio di Tremonti. (Immagine personale)
Come visto Tremonti è il luogo giusto dove rigenerare corpo e anima, venire qui, sostare qui, è il modo migliore per sentirsi rinati e affrontare meglio i problemi che si hanno, ma facendolo con una maggiore forza d’animo.

Scorcio di Tremonti. (Immagine personale)
Chi arriva qui lo fa magari per curiosità, per visitare uno dei tanti borghi d’Abruzzo, ma qui nel cuore della Marsica, chi viene anche solo per qualche giorno o ora, se ne va poi con qualcosa di più:

Scorcio di Tremonti. (Immagine personale)
una leggerezza nuova nel cuore, una forza silenziosa nel corpo e nella mente, come se la bellezza selvaggia e autentica di questo luogo avesse il potere di guarire dentro e fuori, lasciando il corpo ma soprattutto la testa liberi da tutto quello che prima era nocivo.
Venite quindi a Tremonti e ritroverete voi stessi e una grande voglia di vita!!!
