TORRE DI TRASACCO

 


 

STORIA DELLA TORRE DI TRASACCO

 

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X-XI secolo

 

Agli inizi del X secolo il paese di Trasacco esiste da tempo immemore, poichè fondato in epoca romana.

All’inizio del X secolo abbiamo la basilica di San Cesidio e S. Rufino, che svolge un importante ruolo sociale all’interno della Diocesi dei Marsi.

Nel 926 ascende al comando della Marsica, organizzata in contado, Berardo il Francioso, capitano di ventura al servizio di Ugo di Arles e discendente di Carlo Magno.

Berardo ha tutte le intenzioni di rimanere in questo territorio e di renderlo sicuro e controllabile. Per ottenere ciò lo riforma costituendo sulle alture intorno al lago, paesi-rocche in comunicazione visiva fra loro.

Dopo pochi anni dalla sua ascesa nel 937, l’esercito ungaro invade l’Italia, in particolar modo il centro Italia.

In Abruzzo questo esercito compie grandi razzie e distruzioni di paesi. Gli Ungari giunti nella Marsica prima passano per la Piana del Cavaliere, dove distruggono tutto quello che incontrano, quindi penetrano nell’interno raggiungendo Trasacco.

Trasacco priva di difese viene saccheggiata e distrutta; la basilica di San Cesidio è rasa al suolo. Gli Ungari poco dopo giungono a Forca Caruso e qui trovano l’esercito creato dal nulla da Berardo il Francioso, che affronta con indomito valore l’esercito ungaro superiore per crudeltà.

L’esercito di Berardo, composto da Marsi e Peligni, trucida tutto l’esercito invasore. La portata della battaglia di Forca Caruso, ha una risonanza incredibile presso il popolo della contea marsa e presso i signori e feudatari sia delle zone vicine che di quelle più lontane.

Con  questa vittoria, Berardo dimostra di essere capace di difendere il proprio territorio e divenire esso stesso esempio per altri. Da questa data inizia l’indipendenza marsa che si protrae fino al 1143.

Berardo e si suoi successori ricostruiscono Trasacco e la basilica, secondo un’architettura urbana a castello, con al centro una grande torre mastio e attorno al paese grandi mura perimetrali, che scoraggino altre orde barbare.

La struttura del nuovo paese viene identificata in questo momento come un vero e proprio castello, dove vi sono gli spazi per la vita di tutti i giorni e per strutture più propriamente militari come la torre centrale.

Ad oggi la Torre di Trasacco, definita anche Torre dei Feboni, è l’unica struttura sopravvissuta del vecchio castello di Trasacco.

Oltre a questa struttura di paese-castello, si ha nelle vicinanze di Trasacco un piccolo castello cintato al di sopra di un’altura.

Quel castello, il primo nella zona, prende il nome di Castelluccio. Di questo maniero non ne parleremo, perchè la sua vita come struttura militare è di breve durata e non è importante come la torre di Trasacco

 

 

– CASTELLO URBANO DI TRASACCO

I Berardi conti dei Marsi, nel X secolo, ma anche nell’XI, guardano a Trasacco, come a un paese importante per il controllo della Vallelonga ed è per questo motivo, che l’architettura urbana del paese è pensata come a un grande castello urbano.

La struttura di castello urbano per il paese di Trasacco è immaginata in questo modo, anche per la sua posizione geografica, essendo essa in zona pianeggiante.

La sua edificazione in pianura impedisce ai conti Berardi di costituire un castello su di una rupe, attorno al quale creare un paese, e poi proteggerlo in modo adeguato. Quindi l’unico modo per difendere il borgo è trasformarlo in castello.

 

Torre di Trasacco. (Immagine personale)

 

Ciò lo si ottiene costruendo intorno al paese, grandi mura perimetrali con torrette rompitratta.

Invece il centro politico e militare di questo castello urbano si concentra nella grande e alta torre, posta al centro del paese, che agisce da torre mastio.

C’è da ricordare che la struttura della torre così come la vediamo oggi, è frutto di un processo edilizio più lungo, rispetto a quanto viene costruito nel X-XI secolo. Nel proseguo infatti saranno notevoli i cambiamenti o gli aggiustamenti, che avverranno nei secoli successivi.

Questo schema militare accompagnerà molto a lungo la struttura del borgo, e quando più avanti il paese viene a crescere di popolazione, gli viene ricostruita attorno una nuova cinta muraria.

In questa fase, diciamo a partire dal 970 circa, la torre assume il ruolo di centro politico del paese, diventando il luogo, dove viene amministrata la giustizia dai conti berardi o dai loro sottoposti.

Il castello urbano di Trasacco rimane importante come posizione durante tutto il periodo d’indipendenza della Marsica.

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XII secolo

 

A questo proposito è significativo trovare Crescenzo Berardi, penultimo conte titolare dei Marsi, risiedere a Trasacco nel 1120, praticamente ponendo Trasacco come sua residenza ufficiale.

In pratica l’attuale Torre dei Feboni costituisce, in questa fase, la sede comitale dei Marsi, rappresentando in ciò un vero unicum nella regione, soprattutto in chiave edilizia.

Oltre a quanto detto sulla torre, aggiungiamo che questa oltre ad essere usata come sede di tribunale di giustizia e torre mastio di sede di conti, è stata per lungo tempo per scopo militare un ottimo punto di osservazione sul Lago Fucino. In pratica, ponendosi di vedetta verso il lago dalla torre, si poteva prevenire attacchi esterni ed eventualmente avere il tempo di organizzare le difese.
 

Nel 1143 i conti marsi dopo circa 70 anni di scontri di confine con i potenti normanni, decidono di assoggettarsi a questi, in cambio del permanere di un loro ruolo politico all’interno della Marsica.

I Normanni si prendono così la Marsica, che diventa il confine nord del regno di Sicilia. Essi dividono poi la Marsica in tre tronconi, ovvero in tre contee, la contea d’Albe, la contea di Celano e la contea di Carsoli. Tutte e tre le contee sono affidate a membri della famiglia Berardi.

Sotto il profilo amministrativo, nella fase successiva alla fine della contea della Marsica, Trasacco viene ad appartenere alla contea d’Albe.

Nel 1167-68 il nome di Trasacco compare nel catalogo dei Baroni, come feudo della contea d’Albe e nel 1188 compare il nome della Basilica di San Cesidio nella bolla papale di Clemente III. Da ciò si evince l’importanza di Trasacco all’interno del territorio della Marsica.

Nel periodo successivo assistiamo a un nuovo consolidamento dei conti della Marsica. In pratica Pietro d’Albe succede alla guida di Celano, dopo la morte senza eredi diretti del cugino Annibale. Egli che è un abile politico, manifesta in segreto la volontà di riaffermare il vecchio potere comitale. Questo sogno viene coltivato grazie all’abilità politica di Pietro Berardi.

 

– LA TORRE MASTIO

Sotto il profilo strutturale la torre di Trasacco si viene a caratterizzare nella parte più bassa con una struttura da opera incerta grossolana, con la costituzione di un ingresso sopraelevato sul lato nord e con feritoie semplici architravate (“arciere”)

 

 

Trasacco, più o meno nel 1198, passa dalla contea d’Albe a quella di Celano. Trasacco sarà per lungo tempo sotto la giurisdizione di Celano.

 

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XIII secolo

 

Tornando a Pietro Berardi vediamo come egli riesce a intrecciare rapporti politici con tutti i protagonisti del tempo e ad affermare la sua autorità civile anche tra i suoi oppositori.

Egli  riesce anche a catturare il rispetto del Papa Innocenzo III, che in quanto tutore del giovanissimo erede di Casa Sveva Federico a tutto l’interesse a mantenere inalterato l’equilibrio nel meridione. Papa Innocenzo III cercando di mantenere pacifica la zona, nomina Pietro Berardi a incarichi importanti.

Pietro tuttavia ad un certo punto si smarca dalla politica papale, e inizia una sua politica di avvicinamento al contendente di Casa Sveva, Ottone di Brunswick. Questi nel 1209 dopo la morte di Filippo di Svevia, zio di Federico II e suo contendente al trono imperiale, diventa imperatore del Sacro Romano Impero.

Ottone IV, poco dopo essere diventato imperatore, vuole il trono siciliano, e ciò scatena l’ira del papa, ma soprattutto egli cerca un accordo con Pietro Berardi, in quanto grande feudatario del regno. Ottone e Pietro giungono ad un accordo. Ottone concederà molto potere a Pietro, in cambio del suo aiuto per l’ascesa al trono di Sicilia.

Purtroppo nel 1212 muore Pietro Berardi e poco tempo dopo Ottone a causa di alcuni problemi lascia l’Italia e si dimette da imperatore.

Con l’uscita di scena di Ottone (1215), Tommaso Berardi, nuovo conte di Albe e Celano e figlio di Pietro, prova ad andare avanti da solo.

Tommaso nel 1220 non riconosce Federico II e tenta di rendersi indipendente da solo.

Nel 1221 inizia un durissimo scontro fra Federico II e Tommaso Berardi che si protrae per due anni, che coinvolge tutta la Marsica, compresa Trasacco. Una serie di colpi scena portano l’imperatore e dover intervenire con molte forze al seguito per spingere Tommaso alla resa.

Tommaso in questi due anni dimostra di essere un abile capo militare, un fine politico, e un uomo coraggioso che sfidando la sorte e un numero inferiore contro l’imperatore, riesce a metterlo in seria difficoltà e imbarazzo. Alla fine Tommaso Berardi sia per convenienza politica, che per l’alto numero di forze messe in campo da Federico,  accetta una sua ritirata in Molise (1223). Federico toglie i territori di Celano e Albe a Tommaso, lasciandogli solo la contea del Molise.

Successivamente Federico cerca di spezzare l’orgoglio del territorio marsicano, nell’aver sostenuto Tommaso, riuscendo quasi a batterlo. Ciò avviene attraverso la distruzione di Celano e l’esilio dei suoi abitanti.

In questo quadro tutto il territorio riferente a Celano, compresa Trasacco, subisce sorti non meno gravi. Trasacco come gli altri paesi della contea di Celano viene data in gestione a persone estranee dalla famiglia Berardi. Oltre a ciò diversi castelli del territorio marsicano riportano gravi danni dalla guerra tra i due. Castelli e paesi che vengono riparati molto tempo dopo.

Nel 1227 per intercessione papale i celanesi esiliati riescono a far ritorno nella Marsica, dove avviene la ricostruzione di un nuovo paese, posto nelle vicinanze della vecchia Celano, chiamato Cesarea.

Nel 1229 un grave contrasto fra Federico e il Papa, che porta alla guerra fra i due, è l’occasione per Tommaso di rientrare sulla scena politica. Tommaso viene nominato dal papa comandante dell’esercito papale e procede alla guerra contro Federico.

Federico nel vedersi ritornare Tommaso sulla scena politica come avversario, capisce quanto dura sia il suo astio e voglia di giungere al vecchio obbiettivo.

Nel 1229-30 l’esercito di Federico e Tommaso si scontrano di nuovo nel Centro Italia, sia nella Marsica che in altri luoghi vicini. Tutti i territori interessati dal conflitto riportano danni materiali anche consistenti. La guerra finisce nel 1230 con la vittoria di Federico su Tommaso e il definitivo ritiro di quest’ultimo in Molise.

Tra il 1231 e 1232 tutti castelli della Marsica sono riparati su ordine di Federico II. Quindi immaginiamo che anche a Trasacco se vi sono stati danni, siano stati riparati in questo periodo.

Trasacco ha continuato a far parte del territorio di Celano fino al 1268.

Successivamente con la morte di Federico II e la successiva del figlio Corrado IV, assistiamo all’ascesa di Manfredi di Svevia, figlio di Federico II e tutore degli interessi del nipote Corradino nel regno di Sicilia.

Manfredi sa che il suo potere è vacillante e cerca di consolidarlo appoggiando la grande nobiltà. In questo senso vediamo i Berardi, nella persona di Ruggero I conte del Molise, riprendere il controllo delle contee di Celano e Albe nel 1254.

Da qui in avanti i Berardi vengono ad appoggiare gli Svevi a cui rimarranno fedeli anche nella successiva contesa fra Corradino e Carlo I d’Angiò.

I Berardi pur appoggiando sia Manfredi che Corradino, non possono fermare la grande potenza di Carlo d’Angiò, che munito di un forte esercito sconfigge entrambi, prima Manfredi nel 1266 e poi Corradino nel 1268.

Carlo d’Angiò diventa Carlo I re di Sicilia. Egli, che ha sconfitto Corradino nella Marsica, nella battaglia dei Piani Palentini (agosto 1268), sa che queste terre sono soggette ai Berardi, che rappresentano nonostante gli alti e bassi, ancora un potere molto importante nel centro Italia e decide di affrontarli.

Carlo I, seguendo in qualche modo quanto fatto sessant’anni prima da Federico II, toglie ai Berardi il controllo delle contee abruzzesi di Celano e Albe e anche del Molise, quindi rade al suolo Albe, capoluogo del potere dei Berardi, e Pietraquaria e danneggia gli altri paesi che hanno parteggiato per Corradino.

Tuttavia Ruggero Berardi riesce a tornare quattro anni anni dopo (1272) conte di Celano, dietro un forte riscatto in denaro versato a Carlo I. Questo consente ai Berardi di riedificare il loro potere e proseguirlo nel tempo, ma ridotto rispetto a prima. I Berardi, pur riottenendo Celano, vengono privati di Albe e della contea del Molise. Allo stesso tempo vengono apportate modifiche al territorio di Celano.

Per esempio sembra, che Trasacco passi dal controllo amministrativo di Celano a quello di Albe, per lo meno dando interpretazione al diploma del 5 ottobre 1273 di Carlo I.

In questo diploma si menziona il castello di Trasacco, inteso come paese, in riferimento al suo inserimento nel Justitiariaturs aprutii ultra flumen piscarie. Ovvero Carlo I procedendo ad una riforma amministrativa dell’Abruzzo nel 1273 traccia con il diploma il confine di due provincie, seguendo il corso del Fiume Pescara. In questo si parla delle terre poste “sopra” e “sotto” il fiume Pescara. Ebbene la Marsica passa nella provincia posta sotto il fiume Pescara e si dice che Trasacco sia di Albe:  “Alba cum Cappella. Avezzanum. La Penna. Lucis. Trasaque” (Faraglia, 75-76).

In questo periodo inoltre vediamo emergere i monaci cistercensi di Santa Maria della Vittoria di Scurcola, che si trovano a porsi come potere feudale monacale alternativo al potere feudale laicale dei Berardi di Celano e dei conti d’Albe.

Trasacco sorge a ridosso del Lago Fucino e funge da porto di lago soggetto ad Albe, ponendosi in qualche modo in contrasto con i monaci di Scurcola. In questa fase tra il 1275 e il 1310, nella contea di Albe governa Filippa di Celano.

Filippa è figlia del conte di Celano ed è posta ad Albe direttamente dal re Carlo I. Ella si rivela una contessa regnante con un forte carattere, che entra spesso in competizione e combattimento con i monaci di Scurcola, per il pescato del lago.

In questo senso vediamo, che per il controllo del pescato, una delle maggiori attività economiche fucensi, le barche della contessa salpino o approdano proprio da Trasacco, che si ritrova sia con la sua grande e importante chiesa, che per la sua posizione al centro degli eventi politici.

 

 

– RISTRUTTURAZIONE DEL XIII SECOLO DEL CASTELLO URBANO DI TRASACCO

Nella seconda metà del XIII secolo abbiamo una nuova grande ristrutturazione del castello-paese di Trasacco. Trasacco vede infatti ricostruita la sua pianta urbanistica, con la ricostruzione del nuovo recinto murario, secondo uno schema a pianta triangolare, che vede la torre di Trasacco sempre nel ruolo di torre mastio.

La cinta muraria risulta organizzata con torri rompitratta ad “U” e due porte che fungono sia da ingresso che uscita. La prima porta doveva essere presente all’incrocio fra via 25 Luglio e via della Torre. La seconda porta si posizionava all’incirca nella parte terminale superiore di via di Porta Castello. All’interno della città castello era poi presente una piccola piazza dove ora vi è uno slargo in via della Torre.

Oggi osservando l’impianto di Trasacco si è riusciti a ricostruire il tracciato di questa cinta muraria e riguarda un’area triangolare delimitata dalle attuali strade di Castel Missino, via 25 Luglio e via Bafile.

Allo stesso tempo anche la torre subisce alcunne modifiche, che riguardano la costruzione di una nuova cinta muraria più raffinata, presente intorno ad essa.

In pratica la parte mediana viene organizzata con una cortina a blocchetti squadrati, le aperture bifore, i merli rettangolari impostati a filo e senza apparato a sporgere e una garitta a sbalzo sul lato sud.

 

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XIV secolo

 

All’inizio del trecento muore la contessa Filippa e per i successivi cento anni la contea d’Albe non ha più un vero e proprio signore, ma appartiene o a membri della famiglia reale, che qualche volta intervengono nelle diatribe locali, oppure al demanio statale.

Nel 1349 abbiamo il grande terremoto del Centro Italia, che colpisce anche Trasacco, producendo danni alla basilica di San Cesidio, che viene riparata qualche decennio  dopo. Dalle cronache locali sappiamo che la Basilica di San Cesidio, viene restaurata nel 1390 circa e  i restauri riguardano diverse parti della basilica, come la cappella di S. Caterina. La torre mastio invece non sembra aver riportato danni dal sisma.

Sempre a fine trecento sappiamo che Trasacco si trova di nuovo inserita nella contea di Celano, sempre gestita dai Berardi, in questo frangente da Pietro II Berardi.

 

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XV secolo

 

Nel XV secolo la situazione politica di Trasacco si fa complicata, in quanto la dinastia Berardi si estingue nella linea maschile e viene ereditata da Jacovella, sorella dell’ultimo conte Pietro III (1423). Questa sposando Edoardo Colonna, trasmette la contea di Celano a i Colonna. Successivamente però il matrimonio fra i due finisce (1431) e la contea di Celano torna in mano a Jacovella. Tuttavia sembra che Trasacco sia ancora soggetta ai Colonna.

In questo quadro di confusione gli Orsini di Tagliacozzo, provano a prendersi Trasacco e la contea di Albe, ancora appartiene ai Colonna.

Siamo quindi al 1440 e in questo frangente abbiamo i Caldora riunire il controllo delle contee di Albe e Celano. Nel 1441 muore Antonio Caldora e gli Orsini tornano per volontà dei reali in possesso di Tagliacozzo con l’aggiunta anche di Albe, e quindi Trasacco.

Gli Orsini cercano di eleminare l’ostacolo dei Colonna, che reclamano la contea albense, distruggendo e saccheggiando Trasacco nel 1441.

A questo punto gli Orsini rimangono per tutto il XV secolo padroni della Marsica, iniziando da subito una forte restaurazione dei paesi marsicani ad essi soggetti, a cominciare da Trasacco.

In questo quadro dobbiamo tuttavia registrare un nuovo forte terremoto avvenuto nel 1456. Questo terremoto con epicentro in Irpinia, porta morte e distruzione in tutto il centro Italia, compresa la Marsica.

La Marsica colpita da questo terremoto riporta molti danni in diversi centri abitati e probabilmente anche Trasacco subisce ulteriori crolli.

Fatto è comunque che nella seconda metà del 400′ abbiamo l’inizio di una nuova fase di ristrutturazione dell’abitato di Trasacco, che si protrae per diverso tempo.

 

– RISTRUTTURAZIONE DEL XV SECOLO DEL CASTELLO URBANO DI TRASACCO

Trasacco nel corso del primo quattrocento si è andata espandendo verso il declivio a nord della chiesa di San Cesidio. Ora nella fase di ricostruzione si tiene conto di questo sviluppo urbanistico costruendo una nuova cinta muraria del paese che viene ad inglobare sia la precedente cinta di mura e che il nuovo abitato.

Le nuove mura sono a base di scarpata con un apparato a sporgere, dotato di torri rompitratta circolari. Le mura sono in opera incerta composta da grossi e medi blocchi in calcare locale parzialmente rifiniti.

Questi blocchi mostrano una larga base scarpata verso l’esterno, terrapieno alle spalle e spessori che oscillano dai 1,25 m alla base ai 0,70 m nella parte più alta. In passato le mura trovate erano state immaginate come relative a qualche grande Palazzo di età romana.

 

Ricostruzione ipotetica della cinta muraria di Trasacco nel XV sec. (Immagine da Googlemap rielaborata e prodotta )

 

Queste nuove mura difensive sono rimaste intatte fino alla prima metà dell’ottocento ed erano circondate da un fossato esterno presente all’epoca dove ora è presente via Muzio Febonio.

I limiti di queste mura, riconfigurandole con l’urbanistica attuale, comprendono sul lato sud via Muzio Febonio e via Castel Missino, sul lato ovest via C. De Blasis e via Bafile sul lato lacustre.

Le nuove mura essendo più grandi delle precedenti comprendevano tre porte anzichè due.

La prima porta era all’incrocio fra Via M Febonio e l’ingresso a Piazza Umberto I. La seconda porta era in via dei Portici vicino Largo della Caserma. La terza si trovava nella parte terminale di via Porta Castello.

 

La torre di Trasacco, in questo nuovo piano urbanistico, rimane torre mastio e si pone nella nuova configurazione urbanistica nella zona ovest, sulle ripide balze rocciose della grande dolina carsica di Trasacco (“Fossa Lapidaria”), che riempiendosi delle acque fucensi, forma un piccolo lago interno.

La ristrutturazione cittadina del XV secolo riguarda anche la torre, a cui viene aggiunta la sopraelevazione cilindrica, con apparato a sporgere dotato di beccatelli e mensoloni ad archetti archiacuti del tipo delle architetture difensive rinascimentali delle rocche degli Orsini, Colonna e Piccolomini presenti nella Marsica.

 

– RISTRUTTURAZIONE DEL XV SECOLO DELLA BASILICA DI SAN CESIDIO

Sulla scia delle grandi ristrutturazioni presenti nella seconda metà del 400′ aggiungiamo una nota riguardante la basilica di San Cesidio, che viene restaurata anch’essa. La ristrutturazione della basilica riguarda la realizzazione dell’Oratorio sulla fronte principale, la realizzazione di rinascimentali altari interni. Viene aperto un nuovo portone d’ingresso sulla parte laterale destra solo per gli uomini, di modo da permettere la divisione nell’entrata basilicare ai due sessi. A questo proposito ricordiamo che la suddetta divisione è riuscita ad avvenire anche grazie alla creazione di due cortili interni con “Atrio degli Uomini” e “Atrio delle donne”. In pratica si ha una recinzione ad est e nord della chiesa che viene a delimitare la cosidetta “Piazza Pubblica” del borgo rinascimentale.

 

– Tornando al contesto politico i Colonna riescono ad avere la meglio sugli Orsini, dopo decenni di lotta per il controllo della Marsica. Gli Orsini vengono cacciati dalla Marsica e i Colonna s’insediano come nuovi conti di Tagliacozzo nel 1497. Nel 1504 essi vengono elevati dal re di Spagna a duchi di Tagliacozzo. Trasacco è in questo momento territorio del ducato di Tagliacozzo.

Nello stesso periodo a Trasacco è aggregato il territorio di San Ruffino.

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XVI secolo

 

All’inizio del XVI secolo, nel 1529 Trasacco, è venduta dal duca di Tagliacozzo ai conti Piccolomini di Celano. A questo punto Trasacco seguirà le sorti della contea di Celano fino alla fine di questa nel 1806.

In questa fase Trasacco si mantiene economicamente sulla pesca del lago e sulla transumanza delle pecore. A questo proposito nel corso del secolo sono create  due nuove vie pastorali del Tratturo Regio aragonese di Pescasseroli-Candela  e del Tratturo Orsini-Colonna diretto verso il Lazio. A queste vie si collegano la via partente da Collelongo, definita “Via Pecorale” e quella di Luco detta “Via della Petraritta”.

Trasacco e la famosa torre vivono un periodo abbastanza tranquillo, dove i grigiori di tante rovine devono ancora arrivare.

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XVII secolo

 

Il XVII secolo vedono un’economia stagnante presente in tutta la Marsica, e un paese Trasacco, che si trova in fase di crisi come tutti gli altri paesi della regione. Il paese conta 600 persone a metà secolo. Tuttavia la crisi economica diventa tragedia quando entra in scena la Peste, che nella sola Trasacco uccide nel giro di pochissimo tempo 358 persone, vale a dire la metà degli abitanti.

Dopo la fine della Peste in Trasacco rimangono solo 395 persone.

 

– LA TORRE

In questo contesto la torre smette di essere la torre mastio di un paese-castello e diventa il faro del Fucino. Ovvero il punto di riferimento dei navigatori del lago

 

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XVIII secolo

 

Il XVIII secolo vede la presenza di una serie di terremoti sia in Abruzzo che nel centro Italia. Questi sismi seppure gravi, non riescono a produrre disastri gravi, seppure si riportano molti danni.

A questo proposito non abbiamo, almeno in questo momento, notizie riguardanti danni alla Torre di Trasacco, per cui immaginiamo, che la torre pur risentendo di oscillazioni forti, non abbia avuto danni gravi.

Alla fine del secolo una serie di inondazioni da parte del Lago Fucino crea grossi problemi ai paesi rivieraschi, come Trasacco.

Sul fronte politico Trasacco segue quanto accade nella Marsica e il sud Italia. Ovvero l’invasione francese del 1798.

 

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XIX secolo

 

Nel 1800 finisce il dominio francese su Napoli. Tuttavia i Francesi ritornano alcuni anni dopo nel 1806, e senza scontrarsi con loro, ma anzi appoggiandoli benevolmente.

Durante la seconda fase dei Francesi, sono fatte importanti riforme come l’abolizione dei diritti feudali. Cio si traduce con la fine del ducato di Tagliacozzo e della contea di Celano.

Nel 1815 ritornano i Borbone, ora il re viene indicato come re delle Due Sicilie.

Nello stesso anno il Lago Fucino compie il più grande rialzo mai visto negli ultimi millenni.

Superata la grande crisi del 1815-16 dovuta alle escrescenze del lago, la situazione sembra migliorare e il paese ripredersi un poco.

 

– La torre

La torre di Trasacco in questi anni continua ad essere il faro del Fucino e a rappresentare il monumento più importante del paese.

 

Immagine di Trasacco disegnata da Edward Lear nel 1843

(Fotogramma video Youtube “Viaggio nell’Abruzzo romantico di Edward Lear)

 

 Nel 1843 l’inglese Edward Lear, durante il suo viaggio nel paese, descrive la torre come “bizzarra e pittoresca” raffigurandola nella sua opera Illustrated Excursions in Italy (1846).

 

Più o meno in questo periodo vengono abbattute le vecchie mura cittadine risalenti al XV secolo.

Nel 1845 compare nella storia della Marsica il principe Alessandro Torlonia che con la sua disponibilità finanziaria di straordinaria portata, mette in campo la più grande impresa di tutti i tempi, il prosciugamento del Lago Fucino. Nel giro di alcuni anni mette su una squadra di notevole portata, che inizia nel 1854 il prosciugamento del Lago Fucino.

 

Immagine da Wikipedia di Trasacco nei primi anni ’60 del XIX secolo

 

I lavori di prosciugamento durano fino al 1878. Alla fine di questi grandi e intensi lavori, Torlonia realizza l’impresa, il Lago Fucino scompare per fare spazio alla Piana del Fucino, di cui egli diventa proprietario e di cui è nominano 1 principe del Fucino dal re nel 1876.

Cambia l’aspetto della Marsica e con esso la sua economia e la sua ragion d’essere. Un cambiamento totale. Trasacco paese da sempre in simbiosi con il lago si trasforma in un importante centro agricolo. Allo stesso modo i suoi abitanti che passano da pescatori ad agricoltori.

 

– RISTRUTTURAZIONE DEL BORGO DI TRASACCO NEL 1880-1900

Dopo il prosciugamento del Lago Fucino, l’abitato di Trasacco si sviluppa sul pendio verso l’alveo fucense e verso il vecchio fosso di scolo delle acque della Vallelonga ad ovest, con fasi di espansioni successive, ben individuabili, mentre sul limite dell’antica circonfucense nascono organizzati e ben definiti stalle e magazzini agricoli

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XX secolo

 

A inizio 900′ la Marsica vive un momento di avvio di decollo industriale, grazie ai primi risultati che arrivano dall’agricoltura. Questo piccolo decollo industriale fa vedere i suoi effetti solamente nei grossi centri marsicani. Nel resto del territorio ciò non è percepito.

Tuttavia a partire da fine ‘800 si viene accompagnando la nascente attività agricola della Piana del Fucino introducendo via via la ferrovia che a inizio ‘900 è completata in tutti tratti.

Trasacco è ormai divenuto un centro agricolo, dopo il prosciugamento del lago, ma l’economia rimane molto debole e a causa di ciò e della mancanza di prospettiva sono in molti, soprattutto giovani, che da Trasacco partono per cercare fortuna all’estero. Le mete principali sono gli Stati Uniti e l’Australia.

 

Immagine di Trasacco a inizio XX secolo. (Fotogramma video Youtube “TRASACCO CUMMEMM”)

 

In questo quadro l’edilizia è ferma e sul piano urbanistico non abbiamo nuovi cambiamenti. Ciò in qualche modo rispecchia un paese parzialmente fermo.

 

Zoom sulla Torre di Trasacco a inizio 900′

(Fotogramma video Youtube “TRASACCO CUMMEMM”)

 

In tutto ciò la Torre di Trasacco, che continua a svettare come sempre sul paese, ponendosi a ricordo dell’antichità del borgo e delle sue tradizioni accompagnandolo verso nuovi traguardi, grazie alla grande operosità della sua gente.

 

Nel 1915 purtroppo il gravissimo sisma di Gioia dei Marsi produce morte e distruzione in tutta la Marsica, specialmente nella zona fucense.

Il numero di morti è altissimo, ad Avezzano abbiamo 10.000 vittime. Anche Trasacco ha i suoi morti e feriti seppure con un numero inferiore rispetto ad altri paesi della zona fucense.

Sul piano edilizio e storico la Marsica in molti centri è cancellata. Avezzano è rasa al suolo. A Trasacco quasi tutti gli edifici sono danneggiati gravemente.

La Torre di Febonio rimane miracolosamente in piedi, seppure danneggiata.

Superato il terremoto e successivamente la grande guerra, che altri morti produce, arriva il Fascismo. Sotto questo a Trasacco si ricomincia una timida ricostruzione, che però viene interrotta dal sopraggiungere del secondo conflitto mondiale.

Solo dopo a guerra finita nel 1945 si ricomincia a vivere e a pensare a una reale ricostruzione.

Il paese viene ricostruito interamente, le chiese sono riparate nel giro di qualche anno. Invece la Torre di Trasacco ha tempi più lunghi.

Il primo recupero per la messa in sicurezza della torre è degli anni 70′. Successivamente di pari passo con un discretto miglioramento economico si viene recuperando anche l’intero centro storico.

 

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XXI secolo

 

Con l’inizio del nuovo secolo, il recupero della Torre di Trasacco diventa più intenso tanto che nel 2003 vengono avviati i lavori di un nuovo importante restauro, che si conclude nel 2008.

Alcuni anni dopo anche l’area antistante la grande torre viene restaurata e abbellita. La torre da diverso tempo è ora pienamente agibile per le visite guidate.

 

La torre di Trasacco oggi. (Immagine personale)

 

Recentemente nel 2016 a seguito dei lavori di restauro dell’area antistante la Torre si è rinvenuta una scalinata di epoca romana. Ciò sembra sia un segno della presenza di una importante struttura romana, proprio laddove oggi è presente la torre medievale.

 


STRUTTURA DELLA TORRE DI TRASACCO

La Torre dei Feboni. (Immagine personale)

 

L’antica torre mastio del castello urbano di Trasacco, oggi definita anche “Torre Febonio” è divisibile in due parti, una inferiore e una superiore.

 

(Immagine personale)

 

La parte inferiore, la più antica ha una forma a base parallelepipeda, mentre la parte superiore, di età rinascimentale, è a forma cilindrica.

 

Corpo centrale della Torre di Trasacco (Immagine personale)

 

Approfondendo si osserva che la parte inferiore presenta stili più antichi rispetto alla parte superiore. Infatti gli stili della zona inferiore appartengono al Basso Medioevo, tuttavia nella ristrutturazione della seconda metà del 400′, quindi nel  Rinascimento, sono state inseriti vari elementi come le pietre angolari.

 

Finestre Bifore. (Immagine personale)

 

In questa zona si osservano diversi elementi di varie epoche che però tendono a dare alla struttura una forma omogenea. Gli elementi in questione sono le feritoie, gli architravi, la merlatura e le finestre bifore.

 

Parte superiore della Torre dei Febonio. (Immagine personale)

 

La parte superiore è di forma cilindrica è dotata di mensole ed archi. Questa parte della struttura è di età rinascimentale e il contatto fra il corpo parallelepipedo e quello cilindrico è ciò che ha sempre incuriosito e caratterizzato l’intera struttura

L’altezza della della torre supera i 27 metri e per molto tempo questa ha rappresentato una sorta di faro per i barcaioli dell’ex lago Fucino.

 

 

 


BIBLIOGRAFIA:

 

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30) www.mondomedievali.net

31) Testo di Ireneo Bellotta ” I CASTELLI D’ABRUZZO” – Newton Compton Editori

 

 


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