STORIA DI CAPISTRELLO – XXI SECOLO


STORIA DI CAPISTRELLO


 

 

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XXI secolo

 

 

 

– Capistrello negli anni 2000-2009

Capistrello nel 2009. (Immagine da Googlemap)

 

Nel 2001 Capistrello pur registrando una piccol discesa, si mantiene piuttosto stabile al livello demografico registrando una popolazione residente di 5429 unità. All’interno di questo quadro vediamo come con l’inizio del nuovo secolo a Capistrello si prosegue nel miglioramento urbanistico, con il lento recupero del vecchio centro storico e di porzioni sempre più estese dell’abitato.

Le varie amministrazioni comunali proseguono il lavoro proficuo di messa in sicurezza delle zone a potenziale rischio idrogeologico e di contemporaneo miglioramento dell’urbanistica cittadina.

Nel 2004 il presidente della repubblica Ciampi in ricordo del gravissimo eccidio di Capistrello perpetrato dai Nazisti nel 1944, ha insignito il comune di Capistrello della Medaglia d’oro al Merito civile.

Certo il decennio 2000-2009 per Capistrello non è stato facile dovendo far fronte a molte spese che hanno messo in difficoltà l’amministrazione comunale, ma nel complesso il paese ha tenuto mostrando resilienza e capacità di adattamento alle difficoltà del comune.

 

 

– Terremoto dell’Aquila (2009)

Terremoto dell’Aquila del 6 aprile 2009. (Immagine da Wikipedia)

 

Il 6 aprile 2009 una forte scossa sismica di 6,3 Mw colpisce la città dell’Aquila distruggendola e provocando la morte di 300 persone.

 

Terremoto dell’Aquila del 6 aprile 2009. (Immagine da Wikipedia)

 

Il terremoto colpisce tutto il centro Italia, ma è soprattutto nell’aquilano che fa sentire i suoi effetti maggiori. Il terremoto nella Marsica pur sentendosi distintamente produce in linea generale meno danni, la maggior parte dei quali concentrati nelle chiese e monumenti.

Nonostante ciò ci sono comunque alcuni borghi della Marsica che risentono maggiormente del sisma in quanto più vicini all’area sismica principale, riportando danni importanti, come i paesi dell’Altopiano delle Rocche come Rocca di Cambio, Rocca di Mezzo e Ovindoli.

 

 

– Effetti del sisma dell’Aquila su Capistrello (2009)

Il sisma dell’Aquila a Capistrello si è sentito distintamente, ma non sembra aver creato danni particolari al comune. Se vi sono stati danni eventualmente si sarebbero concentrati sulle chiese più antiche o su qualche manufatto malandato, ma nulla di più. A Capistrello dopo il sisma la situazione sociale ha ripreso in fretta il suo percorso senza stop prolungati come invece accaduto in altri comuni della zona marsicana.

 

 


 

 

 

– La Marsica negli anni 2010-15 

Il centro fucense di Telespazio.

(Immagine da https://www.telespazio.com/it/azienda/centri-spaziali-teleporti/centro-spaziale-fucino)

 

Con il terremoto dell’Aquila del 2009 e la crisi finanziaria mondiale del 2008 s’interrompe nella Marsica il lungo periodo di crescita seguito al boom economico della metà degli anni ’80; questo comporta al livello locale crisi diffusa in diversi settori dell’economia marsicana.

Chiaramente tutto ciò è una botta per l’economia e il sociale, ma a differenza del passato pur registrando come detto un calo in diversi settori, sulla scia di quanto accade in Italia, nella Marsica si prosegue a puntare sul turismo, giudicata da molti la chiave di volta locale. Ciò si cerca di farlo migliorando la propria offerta turistica e proseguendo nel lavoro di recupero dei vecchi centri storici.

A questo bisogna anche aggiungere che ci sono stati diversi borghi marsicani maggiormente esposti al terremoto dell’Aquila rispetto ad altri che purtroppo hanno uno stop forzato più lungo  avendo molte abitazioni danneggiate, come Ovindoli, Rocca di Mezzo e Rocca di Cambio, ma gli altri dopo un periodo di stop meno lungo ripartono con più slancio avendo a disposizione fondi che consentono un restauro di molti manufatti a cominciare dalle chiese, che nella Marsica sono luoghi molto sentiti e molto importanti sul piano sociale.

In questa fase inoltre si nota che dopo una lunga fase di stabilizzazione demografica (gli anni 2000) e in diversi casi anche di lieve crescita ora invece si registra una decrescita e ciò è comune in quasi tutti i borghi.

Come accennato sopra a differenza del passato la reazione dei Marsi, alle condizioni attuali più difficili, è molto forte cercando di fare necessità virtù. In pratica il territorio sfrutta questa situazione di crisi per reinventarsi, quindi si hanno persone che cambiano mestiere o  semplicemente puntando ad un rinnovamento delle attività esistenti e in questo contesto si avviano sinergie fra più comuni o facendo leva sui grandi contesti industriali del territorio che offrono un volano di crescita anche per le aziende più piccole.

Ma soprattutto si fa più forte la riscoperta del passato e delle tradizioni marsicane, avviando attività che guardano al settore turistico.

 

 

 

– La riscoperta del passato e le celebrazioni del centenario del sisma del 1915

 

Iniziative ad Avezzano in ricordo del terremoto del 1915 nel 2015.

 

Lo sviluppo dell’attività turistica nella Marsica si esplica in diverse forme, ma ciò che conta di più, secondo me, è la possibilità che si offre alla Marsica di riscoprire il proprio passato in modo più consapevole, superando così definitivamente quella lunga stagione di lutto seguita al sisma del 1915.

Ma come avviene tutto questo?

In pratica la sfida turistica e la riscoperta del proprio passato s’intrecciano diventando ognuno la somma dell’altro e ogni paese persegue ciò a modo suo. Chi prosegue con decisione la ristrutturazione dei vecchi centri storici, migliorando nella recettività turistica, chi lancia nuove manifestazioni culturali che richiamano il passato, come il lancio di tante nuove compagnie teatrali, chi punta sull’enogastronomia trasformando questa in bandiera identitaria della zona.

 

Celebrazioni nel centro Italia a ricordo del terremoto di Gioia dei Marsi nel 1915.

 

Insomma la Marsica reagisce alla crisi riscoprendo le proprie radici e come detto ciò porta alla conclusione di un lungo percorso introspettivo, iniziato nella seconda metà degli anni ’80, che trova ora la sua conclusione naturale con le celebrazioni del centenario del sisma nel 2015.

Queste celebrazioni segnano in qualche modo uno spartiacque culturale nella Marsica, in quanto permettono alla zona di affrancarsi dal profondo lutto seguito al 1915 e iniziare una fase socio-culturale nuova e più matura, mostrando con orgoglio i propri punti di forza culturali. Certo nel 2015 il lavoro da fare per rendere la zona più attrattiva è ancora lungo, ma ora il tutto avviene in modo più leggero.

 

 

– Capistrello nel 2010-15

Scorcio di Capistrello nel 2010. (Immagine da Googlemap)

 

Scendendo sul caso di Capistrello nel periodo 2010-15 si osserva una certa decrescita della popolazione che nel 2011 si attesta sulle 5341 unità. Il periodo 2010-15 per Capistrello è un periodo di decrescita economica dovuto alla crisi generale, che tutti i paesi della Marsica stanno vivendo

Ma la popolazione di Capistrello è tosta e sa affrontare le difficoltà, e affronta il tutto continuando a puntare sul turismo attraverso il recupero della parte antica di Capistrello e sulla valorizzazione della propria storia come avvenuto nel 2015

Nel 2015 il paese ricorda con cerimonie e approfondimenti il grande sisma del 1915 che tanto disastro ha portato a Capistrello e tutta la Marsica. Capistrello nel rileggere la propria storia come altri borghi nella Marsica trova la forza di superare il grande cataclisma del 1915, che ha fatto piombare la Marsica in un lutto lungo un secolo.

Ebbene anche in questo senso bisogna inquadrare la rilettura della propria storia recente, magari è una coincidenza, a cui non credo, direi piuttosto una maturazione di pensiero che porta ad azioni lineari.

Intendo dire il superamento del lutto della Marsica verso il sisma del 1915 avvenuto in questo 2015 attraverso le tante manifestazioni di ricordo avvenute in ogni paese del territorio, spinge in automatico ad affrontare con più distacco anche gli altri eventi tragici avvenuti nel ‘900 e tra questi vi è sicuramente anche l’eccidio di Capistrello.

Questo episodio ha creato molto malessere in quel momento e negli anni e decenni successivi, ma ora forse con una maggiore consapevolezza, si riesce meglio a gestire il ricordo e ciò viene fatto con l’inaugurazione di un monumento ai 33 morti per questo assurdo episodio. L’inaugurazione dello splendido monumento del Sacrario dei 33 martiri avviene nel 2015.

 

Il Sacrario dei 33 martiri di Capistrello inaugurato mnel 2015. (Immagine personale)

 

L’importanza di questo bellissimo monumento a mio modo di vedere è duplice, perchè da una parte si ricorda un fatto di una tragedia e crudeltà inaudita avvenuto durante l’occupazione nazista e dall’altro si dimostra anche la capacità di riuscire a chiudere una ferita o almeno cicratrizzarla  con questo monumento.

Per cui per tutti i paesi, ognuno a modo suo, il 2015 rappresenta un anno di svolta per tutta la Marsica in quanto forse senza neanche rendersene conto, la zona fa un salto di qualità importante sul piano socio-culturale, tornando a osservare la propria storia in modo più consapevole rispetto al passato, riuscendo finalmente a uscire da un lungo lutto che ha condizionato la Marsica per un intero secolo.

La tipologia e profondità delle varie manifestazioni che si tengono in ogni paese compresa Capistrello, indicano secondo me una maggiore capacità di veduta e un maggiore distacco della  tragedia del terremoto rispetto ad altre ricorrenze che non si era percepito prima.

 

 

– Terremoto di Amatrice (2016-17)

 

Terremoti di Amatrice del 2016-17. (Immagine da Wikipedia)

 

Tra l’agosto 2016 e il gennaio 2017 una serie d’importanti scosse sismiche si succedono nel territorio del comune di Amatrice (AQ). Le scosse avvengono in una zona geologicamente distinta dall’area dell’Aquila interessata dal precedente sisma del 2009. La sequenza sismica non avviene in un unica ondata, in quanto dura diversi mesi interessando un settore ampio tra Abruzzo, Umbria, e Marche che viene colpito in più punti.

 

il centro di Amatrice distrutto dal sisma del 24-8-2016. (Immagine da Wikipedia)

 

Ma andiamo con ordine le prima sequenza con le prime scosse avviene il 24 agosto 2016 con un primo terremoto che si manifesta ad Amatrice con magnitudo 6 Mw che distrugge il paese. La seconda segue alcune ore dopo manifestandosi a Norcia con 5,3 Mw, che semidistrugge il paese.

 

Resti della basilica di San Benedetto di Norcia dopo il sisma del 30-10-2016.

(Immagine da https://www.repubblica.it/topics/news/terremoto_norcia_30_ottobre_2016_-151107559/)

 

La seconda ondata di scosse avvengono a ottobre 2016 manifestandosi le prime due nella provincia di Macerata il 26 ottobre con la prima di magnitudo 5,4 Mw a cui segue la seconda poche ore dopo con 5,9 Mw. La terza e ultima scossa di quest’ondata è la più forte in assoluto manifestandosi con 6,5 Mw nuovamente nella zona di Norcia.

 

Resti dell’hotel di Rigopiano presso Farindola
(Pescara) dopo la valanga azionata dai sismi del 18 gennaio 2017.

(Immagine da https://www.adnkronos.com/rigopiano-5-anni-fa-la-tragedia_4CPr4ZB31zttPPnJijQcxi)

 

La terza e ultima ondata di scosse avvengono il 18 gennaio 2017 manifestandosi con ben 4 scosse susseguenti con ciclicità di una ogni 2-3 ore circa comprese tra 5 e 5,5 Mw interessando l’area di Montereale, Capitignano e Cagnano Amiterno. Tra tutte le tragedie avvenute in seguito a questa terza ondata ricordiamo la tragedia dell’hotel di Rigopiano presso Farindola (Pescara) dove un intero hotel in montagna viene travolto nel pomeriggio del 18 gennaio da una megavalanga azionatasi a distanza di qualche ora per i sismi della mattina del 18 gennaio. Per questa tragedia muoiono 29 persone e 11 sono miracolosamente uscite vive.

 

 

– Effetti del terremoto di Amatrice su Capistrello (2016)

Al  momento non abbiamo riscontrato nessuna notizia su effetti dei terremoti di Amatrice del 2016-17 su Capistrello, quindi considerando tutto a parte la paura delle scosse non si segnalano danni a persone e a manufatti.

 

 


 

 

 

 

 – Capistrello nel 2015-19

Scorcio di Capistrello nel 2016. (Immagine da Googlemap)

 

Su Capistrello quindi non si sono avuti effetti per questo sisma, tranne forse tanta paura nel viverlo.

Purtroppo però Capistrello vive gli anni 2015-19 in modo altalenante a causa di alcuni problemi economici e di altra natura che investono il comune, che lo portano a cadere nel 2018 e a mettere al suo posto  un commissario prefettizio. Questo entrato in carica nel 2018, vi rimane fino al 2019, cercando di avviare una forte azione di risanamento dei conti del comune di Capistrello.

Al contempo questi sono anche anni in cui si prosegue l’azione risanatrice del vecchio centro abitato, attraverso un rinnovamento dell’urbanistica stradale e ristrutturando le varie parti del paese, con particolare attenzione al centro storico che viene via via recuperato tutto.

A tutto questo bisogna poi aggiungere il problema dell’invecchiamento della popolazione, che unito alla mancanza di nascite porta ad una crisi del paese al livello demografico. In ciò basta guardare il solo dato dell’abbandono dei giovani per realtà più grandi. Al momento in questa fascia temporale la popolazione risulta perlopiù impegnata al livello locale nel piccolo artigianato, nel settore commerciale al dettaglio o nei servizi locali, mentre il resto lavora fuori dal paese nella vicina Avezzano o a Roma.

Ciò che invece tende a mostrare una piccola crescita è il comparto turistico che seppure in piccolo tende a crescere, dato dai vari eventi organizzati dal comune. Per ora questo dato è però piccola cosa in confronto alla situazione generale, che mostra un comune che si viene impoverendo di persone, con sempre meno residenti e meno persone che tornano.

Con il 2019 invece si chiude la fase prefettizia e si ritorna alla politica con l’elezione di un nuovo sindaco e di una nuova giunta che hanno il preciso compito di risanare i conti del comune e cercare di porre un freno alla crisi demografica in atto.

 

 

– Gli anni COVID (2020-22)

Immagine da https://www.ecodibergamo.it/stories/bergamo-citta/due-anni-pandemia-racconto-immagini-foto-che-non-dimenticheremo-o_1424249_11/

 

Nel 2020 un virus proveniente dalla Cina si diffonde in poco tempo in tutto il mondo, scatenando in un breve una pandemia. La pandemia del Covid raggiunge tra le aree del mondo anche l’Italia, dove a causa di una diffusione rapida di questo si ha la morte di moltissime persone. Il virus, pur combattuto con tutte le armi a disposizione in questo momento, riesce comunque a farsi strada e a resistere a tutto seminando il panico tra gli Italiani, che sono stati indotti dal governo ad isolarsi per un periodo per poter meglio fronteggiare questo male senza volto.

Il virus quando si diffonde in Italia raggiunge in breve anche la Marsica, producendo morti anche qui. E per questo anche qui nella Marsica per un periodo la popolazione marsa è costretta ad isolarsi per il rischio di contagi. Il periodo di diffusione del virus è andato avanti due anni dal 2020 al 2022 e poi grazie ai vaccini prodotti in poco tempo, si è riusciti dapprima a controllare il virus e poi a debellarlo del tutto.

Questo periodo di chiusura forzata ha prodotto però molti danni collaterali, innanzitutto molto stress negli individui, specie in quelle persone relegate in un appartamento e quando il pericolo del Covid è passato, è esplosa una voglia molto forte di muoversi tornando a viaggiare il più possibile, ma a differenza di prima si sono riscoperti borghi e territori vicini, che prima della pandemia non si conoscevano neanche.

Ebbene tra i principali territori maggiormente scoperti vi è stata proprio la Marsica e questo per varie ragioni, a cominciare dalla vicinanza con Roma. Questa sola condizione dopo il covid ha dato l’opportunità a numerosi Romani di girare per la Marsica e apprezzarne le numerose virtù che offre il territorio dalle grandi vallate, agli alti monti, alla buonissima cucina.

 

 

– Capistrello nel 2020-2025

Capistrello oggi. (Immagine personale)

 

Per Capistrello, come per tutti i paesi della Marsica, i primi anni 2020 sono anni duri dove si registrano molti decessi e l’attenzione verso questa subdola malattia rimane sempre molto alta, cercando di mitigare il rischio contagio il più possibile.

Purtroppo la situazione non è facile da gestire e sia  l’andamento economico che sociale ne risentono fortemente, portando ad una forte discesa della popolazione di Capistrello, che cala a 4875 unità, vale a dire circa 500 unità in meno rispetto al 2011.

 

Scorcio di Capistrello oggi. (Immagine personale)

 

Dopo il triste periodo del Covid tuttavia il paese reagisce e piano piano si viene risollevando sia sul piano economico che sociale e tutto questo pur in presenza di un contesto socioeconomico non  facile. Il paese, pur continuando a vivere una crisi sociale importante dovuto a fattori locali e generali, reagisce e piano piano si nota un miglioramento sul piano turistico.

 

Scorcio di Capistrello oggi. (Immagine personale)

 

Certo questo al momento è ancora poco, ma grazie al duro lavoro dell’amministrazione locale, di tutti i i cittadini e di un valido lavoro su internet, Capistrello inizia a riaccendersi e sperare in qualcosa di molto più grande, che sicuramente la porterà a grandi risultati.

 

 


STORIA DI CAPISTRELLO