STORIA DI CAPISTRELLO – XX SECOLO – PARTE 1


STORIA DI CAPISTRELLO


 

 

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XX secolo

 

 

– Muore ucciso Umberto I. Arriva Vittorio Emanuele III (1900)

Re Vittorio Emanuele III. (Immagine da Wikipedia)

 

Il secolo XX inizia per l’Italia con l’uccisione di re Umberto e la successione del figlio Vittorio Emanuele III.

 

 

– La Marsica del primo ‘900

 

Scena di mietitura nelle campagne intorno ad Avezzano nell’agosto 1903

Dipinto di Attilio Stefanori del 1903 (Immagine da https://www.piccolabibiotecamarsicana.it)

 

La Marsica nel primo quindicennio del nuovo secolo è ancora una terra sostanzialmente agropastorale, che però a differenza del passato si è finalmente aperta al nuovo grazie alla costruzione della Ferrovia e al modello di sviluppo portato avanti dai Torlonia.

 

Dipinto del 1904 relativo ad una via di percorrenza vicino Celano.

E’ possibile che la via di percorrenza del quadro faccia riferimento alla via di collegamento tra Paterno e Celano

Dipinto del 1904 di Attiliio Stefanori (Immagine da https://www.piccolabibiotecamarsicana.it)

 

Il lavoro dei Torlonia pur con tutti i difetti della situazione, è riuscito a portare nella Marsica una ventata di novità positiva sul piano dello sviluppo industriale, che ora a distanza di tempo inizia a farsi sentire anche sul piano sociale, seppure ancora concentrato solo nei centri più grandi, dove vi è una dinamica maggiore, come ad Avezzano che raggiunge una certa importanza tra i centri medio grandi del centro Italia.

 

Lo Zuccherificio di Avezzano nel primo ‘900. Questo
è il primo grande polo industriale della Marsica.

 

C’è in pratica nella Marsica del tempo una convivenza forte tra un mondo agropastorale e un nuovo mondo industriale, che inizia a farsi largo nei centri più importanti della Marsica in primis Avezzano.

 

 

Lo Zuccherificio di Avezzano all’inizio del secolo XX.

 

Avezzano impostasi ormai come capoluogo della Marsica, è il centro cittadino che più beneficia dello sviluppo impresso da Torlonia e dallo Stato italiano. Il volto della città tra fine ‘800 e inizio ‘900 cambia completamente attraverso una serie di nuove strutture cittadine, come enti e scuole che arricchiscono Avezzano in modo importante.

 

Avezzano all’inizio del secolo XX.

 

Oltre ad Avezzano anche altri centri vengono migliorando sul piano urbanistico e questi sono i casi di Tagliacozzo, Carsoli, Civitello Roveto, Rocca di Mezzo  che seppure secondari rispetto ad Avezzano vengono crescendo sul piano dell’importanza locale.

 

Piazza Obelisco di Tagliacozzo a inizio ‘900, che
è ormai da tempo il centro cittadino

 

Tagliacozzo nei primi anni del ‘900 viene interessata dal nuovo fenomeno del turismo da Roma, che è ancora in una fase iniziale, ma promette bene e allo stesso tempo viene crescendo sul piano urbanistico con la costruzione di un nuovo quartiere intorno alla nuova stazione ferroviaria che fa da polo attrattore.

 

 

– La nuova ferrovia Avezzano – Roccasecca (1902)

Zoom sulla nuova ferrovia Avezzano – Roccasecca nel
1914  nel tratto sotto Capistrello il più complicato, ma più ingegnoso.

 

Nel 1902 dopo 20 anni di lavori viene inaugurata la nuova ferrovia Avezzano – Roccaseca, passante anche per la zona di Capistrello.

 

 

–  Capistrello a inizio secolo

Capistrello nel 1914

 

A inizio secolo Capistrello, pur nella ristrettezza di una condizione non facile, mostra un certo dinamismo con un tessuto cittadino molto vivo, con molti uomini del paese, che dopo aver partecipato alla realizzazione della mega ferrovia di Avezzano – Roccasecca, sono ora divenuti operai specializzati che vengono contesi e chiamati a lavorare su molti importanti cantieri in Italia ed Europa

Sul piano demografico Capistrello continua a crescere di popolazione residente raggiungendo nel 1901 la cifra record di 4393 unità, che sale ulteriormente nel corso del primo decennio del secolo raggiungendo nel 1911 le 5644 unità residenti.

In generale la dinamicità del paese è in linea con la crescita degli altri paesi della Marsica e l’economia seppure in miglioramento rispetto a decenni fa è ancora molto povera, con la popolazione ancora perlopiù dedita all’agricoltura e al piccolo artigianato. A questo si aggiunge l’alta ignoranza ancora ben presente, ma l’esperienza della costruzione della ferrovia è stata molto importante e chi può se ne è andato riuscendo a trovare lavoro all’estero, migliorando seppure di poco la propria condizione.

Non bisogna dimenticare che specialmente all’inizio dell’avventura da emigrante della popolazione marsicana, il rapporto fra coloro che andavano via e rimanevano è stato per molto tempo molto forte, consentendo anche un certo ritorno economico con i soldi degli emigranti che tornavano alle proprie  famiglie in Italia in valuta pregiata, che all’epoca era il dollaro.

 

 

– La nuova centrale idroelettrica di Capistrello (1906)

Costruzione della nuova centrale idroelettrica dei Torlonia.

(Immagine da https://www.amicidellemissario.it/web/index.php/it/luoghi/centrale-torlonia/25-centrale-idroelettrica-torlonia)

 

I Torlonia dopo il prosciugamento del lago e la nascita della magnifica piana fucense sono passati ad organizzare questo grande spazio come un immenso orto da cui traggono magnifici prodotti tramite i quali ricavano molto denaro, permettendo loro di ritornare delle spese sostenute negli anni passati. Ciò viene fatto in vari modi in primis attraverso un efficiente rete di vendita dei prodotti agricoli, ma anche in altro modo. I Torlonia dopo una prima organizzazione di avvio, procedono a rendere l’intera struttura produttiva sempre più efficiente attraverso un vero e proprio progetto industriale.

Ciò chiaramente sul lungo termine ha avuto un grande impatto positivo anche sul territorio marsicano rendendolo più vivo e sempre più competitivo, tanto che nei più grossi centri della zona a inizio ‘900 s’iniziano a vedere chiaramente segni di sviluppo importante a cominciare da Tagliacozzo, Avezzano e Celano.

Ma come accennato anche Capistrello è, seppure in forma minore, interessata da questo sviluppo, grazie alla ferrovia appena costruita, ma non solo. L’amministrazione Torlonia cerca di sfruttare al massimo le potenzialità del territorio e qui a Capistrello ha trovato una grande risorsa, l’acqua.

Nel corso degli ultimi 20 anni dell’800 i Torlonia hanno partecipato alla costruzione dello zuccherificio di Avezzano, che diventerà loro fra qualche anno e alla cartiera di Avezzano, ovvero alle prime industrie della zona, collegate strettamente alle produzioni agricole nel Fucino e tutto questo a bisogno di energia per essere sostenuto.

Quindi ci vuole energia e questo significa acqua, ovvero energia idroelettrica, che è trovata a Capistrello, dove vi è una concentrazione importante delle acque del Fiume Liri, sia per un restringimento naturale dovuto alla presenza della gola, che soprattutto perchè qui si convogliano le acque del Fucino tramite il condotto Torlonia.

Per cui alla fine dell’800 è avviata la costruzione di una media centrale idroelettrica a Capistrello che viene terminata e inaugurata nel 1906.

  

 


 

 

 

– Il terremoto di Gioia dei Marsi (1915)

 

La mattina del 13 gennaio 1915 dal Fucino esplodeva con una forza mostruosa un tremendo sisma di grado 7 Mw. Il gravissimo sisma distrugge in pochi secondi tutti i paesi del circondario dell’ex lago, tutti i paesi delle valli del Giovenco, Vallelonga, Valle Roveto, colpisce duramente ma in modo meno forte, i paesi dei Piani Palentini e quelli della Piana del Cavaliere e quelli dell’Altpopiano delle Rocche. Invece risultano distrutti tutti i paesi intorno a Monte Velino, quindi Alba Fucens, Massa, Corona, Forme, Castelnuovo, S. Jona, San Potito ecc.

 

 

In pochi secondi per il primo scossone muoiono 30.000 persone e molte altre ne muoiono nei giorni successivi. Interi borghi vengono cancellati e purtroppo tra i paesi più colpiti abbiamo Avezzano, il capoluogo di zona che viene massacrata dal sisma con 10.000 morti e la distruzione completa della città, all’epoca in piena fase di sviluppo.

 

Resti della collegiata di San Bartolomeo dopo il sisma di Gioia dei Marsi.

 

Resti di Avezzano dopo il sisma di Gioia dei Marsi

 

Come detto tutti i paesi vengono gravemente colpiti dal sisma come Pescina, Cerchio, Magliano dei Marsi, ecc. Alcuni hanno la fortuna di riportare danni minori e di essere recuperabili, ma altri sono completamente inservibili e vengono poi del tutto abbandonati.

 

 

– Effetti del sisma su Capistrello (1915)

Anche Capistrello, come gli altri paesi di zona, viene colpita duramente dal sisma del 1915, vedendo morire in pochi secondi diverse decine di persone nella sola Capistrello e allargandosi con le frazioni si contano 93 morti.

Sul piano urbano il paese subisce ingenti danni, con case danneggiate e strutture pubbliche gravemente compromesse.

 

 

– Gli anni della prima guerra mondiale (1915-18)

I due blocchi prima della 1 guerra mondiale.

 

Gli anni che seguono al sisma di Gioia dei Marsi sono anni duri a causa dello scoppio della 1 guerra mondiale che porta molti lutti tra la popolazione rimasta. Difatti molti ragazzi della Marsica e quindi anche di Capistrello sono chiamati a partire per il fronte e nonostante i forti danni subiti a causa del sisma devono partire. Molti di loro non tornano poichè morti al fronte.

Arriviamo quindi al 1918 anno della fine delle ostilità, i superstiti tornano nei loro luoghi natii e senza avere il tempo di riprendersi dalle immani atrocità della guerra dopo essersi riuniti a ciò che rimane delle loro famiglie, partecipano alla ricostruzione dei paesi della Marsica.

 

 


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