STORIA DI CAPISTRELLO – XIII SECOLO (2 PARTE)


STORIA DI CAPISTRELLO


 

 

 

 – La nuova Marsica politica e il nuovo feudo monacale di Santa Maria della Vittoria (1270-80)

Il lago Fucino in un dipinto di fine ‘700

 

Dopo la vendetta arriva la ricostruzione della Marsica. La ricostruzione della zona marsicana immaginata da Carlo parte dal nuovo progetto di una grande abbazia monacale presente vicino Scurcola, intorno alla quale si costituisce un grande feudo. Diversi paesi della zona marsicana, vengono espropriati a diversi baroni locali, come i De Ponte con Scurcola, per essere poi dati in gestione alla nuova abbazia, trasformando l’abate del nuovo complesso monacale in un grande feudatario di zona.

Il nuovo complesso monacale, che viene costruito tra il 1270 e il 1280, prende il nome di Abbazia di Santa Maria della Vittoria presso Scurcola, che viene affidata ai monaci Cistercensi. Ne viene che Scurcola diventa capoluogo del nuovo feudo e per questo viene espropriata alla famiglia De Ponte, che la possedeva da molto tempo.

 

Abbazia cistercense di Fossanova, modello di riferimento

dell’abbazia di Santa Maria della Vittoria di Scurcola Marsicana (Immagine da Wikipedia)

 

Fatto ciò viene ridisegnato il potere politico della zona con il ritorno dei Berardi. Ruggero Berardi vecchio feudatario di Albe e Celano viene riconosciuto da Carlo quale nuovo feudatario della ricostituita contea di Celano, ma viene privato della contea d’Albe, che viene data alla figlia Filippa, con lo scopo di farla sposare a uno dei suoi capitani, per trasmettere a questi e agli eventuali figli il bene della contea albense.

Filippa Berardi divenuta contessa d’Albe, sarà più avanti una delle grandi spine nel fianco di Carlo e dei suoi successori nella zona marsicana dimostrando un forte attaccamento alla contea albense e una forte capacità di gestione territoriale. Territorio che verrà totalmente gestito in proprio visto che ella pur contraendo due matrimoni rimarrà vedova e senza figli.

Ruggero Berardi invece viene insignito nuovamente della contea di Celano che torna a lui dopo aver estinto un vecchio debito che Ruggero aveva con la corona siciliana. Allo stesso tempo riesce ad ottenere il feudo di Rocca di Mezzo, forse come contropartita della perdita di Albe, fatto è comunque che con la presa di questo paese i territori della contea di Celano si allargano notevolmente e sempre più diventerà grande con il trascorrere del tempo, grazie ad una serie di annessioni successive.

 

Tagliacozzo oggi. (Immagine da Wikipedia)

 

A Tagliacozzo invece i De Ponte vengono confermati a capo della cittadina e del relativo contado che si viene formando intorno ad essa. Ma questi pur avendo riconfermato il proprio possesso su molti feudi di zona, sono in fase discendente, mentre in ascesa troviamo gli Orsini di Roma, che dopo essersi imparentati con i De Ponte, li vengono pian piano sostituendo come famiglia più importante. Ad essi viene confermata metà della cittadina di Tagliacozzo e diversi altri paesi.

 

 

– Capistrello nel nuovo feudo monacale di Santa Maria della Vittoria (1270-1300)

Immagine di fine ‘800 di Capistrello con uno zoom sul borgo.

 

Il feudo di Santa Maria della Vittoria viene realizzato da Carlo I all’incirca il 1270 e il 1290 sia creando dal nulla la nuova abbazia sia creando attorno ad esso un feudo monacale di grossa ampiezza.

Il feudo e l’abbazia impiegheranno diverso tempo per entrare a regime e divenire pienamente funzionante sia sul piano pratico che politico. Di esso vengono a far parte diversi centri abitati, tra cui Capistrello. 

All’interno di questo nuovo quadro amministrativo Capistrello verrebbe potenziata facendola divenire, alla fine del XIII secolo, sede dell’esattore della gabella del passo. Questo viene fatto per meglio valorizzare la sua posizione strategica a controllo della Valle Roveto.

 

Scorcio di Capistrello. (Immagine personale)

 

Se scendiamo nel particolare vediamo che Capistrello oltre a divenire sede di dogana per l’esenzione del dazio, viene rafforzata anche in altro modo con un miglioramento nel transito del bestiamo, con il miglioramento nella custodia dei passi, con l’istituzione di una guarnigione permanente di frontiera e infine con la realizzazione di un catasto onciario. Per il resto l’economia del paese rimane stabile nelle sue attività tradizionali.

 

 


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