
SFRATATI
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Introduzione
Sfratati è una piccola frazione del comune di Tagliacozzo, che sorge su una collina a 800 m s.l.m. a circa 3 km dal comune centrale.

Scorcio di Sfratati. (Immagine personale)
L’area dove sorge l’abitato è immersa in un ambiente naturale da sogno circondato da boschi, colline e dalle piccole e grandi montagne della catena dei Monti Carseolani, che gli fanno da contorno.

La campagna attorno a Sfratati. (Immagine personale)
Sfratati è una frazione relativamente giovane, che ruota intorno alla frazione più grande e vicina di Santa Maria d’Oriente, che ha il suo cuore pulsante nel grande e meraviglioso santuario della Madonna dell’Oriente, che è uno dei principali luoghi di culto della Marsica e dell’Abruzzo.
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Storia
Sfratati è un piccolo centro abitato, relativamente giovane, formatosi principalmente dopo la seconda guerra mondiale, ma l’area dove sorge la piccola frazione è frequentata dall’epoca medievale. Per capire quanto detto facciamo un passo indietro.
Santuario della Madonna dell’Oriente. (Immagine personale)
Sfratati sorge vicinissima al Santuario della Madonna dell’Oriente, che è un luogo di culto molto antico e molto importante risalente al XIII secolo, che ha al suo interno un’icona sacra bizantina di età molto più antica risalente pare all’VIII secolo.

Icona della Madonna dell’Oriente di Tagliacozzo
(Immagine da https://ilfaro24.it/la-madonna-delloriente-torna-a-tagliacozzo-dopo-25-anni)
Il santuario dalla sua fondazione ad oggi è stato sempre gestito e vissuto da vari ordini sacri, che si sono succeduti nel tempo. Qui i monaci hanno eretto a fianco al santuario un grande convento che ha ospitato e continua ad ospitare i monaci dei vari ordini, che si sono via via presi cura di questo luogo di culto.

Scorcio di Sfratati. (Immagine personale)
Secondo la leggenda ad un certo momento un gruppo di monaci presenti nel santuario, vengono espulsi da questo e privati dell’abito monacale. Successivamente questo gruppo di monaci si sarebbero trasferiti nelle vicinanze del santuario dell’Oriente, erigendo qui alcune case che li avrebbero poi ospitati nel corso degli anni. Da qui il nome della zona che avendo dato rifugio a questi monaci spogliati del loro abito monacale, avrebbe poi assunto il nome di sfra(tati) ovvero “senza frati”.

Scorcio di Sfratati. (Immagine personale)
Su Sfratati non ci sono fonti storiche che siamo riusciti a trovare, per cui considerando l’importanza della zona per il vicino santuario, da sempre molto importante, ma fatta eccezione per l’ultimo secolo e mezzo quasi sempre l’area è stata disabitata, per cui anche la vicina area di Sfratati ne segue che ha avuto la stessa sorte.
In pratica nell’arco dei secoli la zona di Sfratati non è stata mai abitata veramente, fatta eccezione per qualche casa rurale, che ogni tanto è stata eretta da povere persone, attratte dalla presenza del santuario e dalla vicinanza alla Tiburtina – Valeria, che a lungo è stata la principale via di comunicazione della zona.
Quindi l’area è stata praticamente disabitata per secoli, venendo frequentata solo da viandanti che venivano per andare al santuario della Madonna dell’Oriente, da briganti di passaggio, o da viandanti, che passavano per muoversi lungo la via Tiburtina.
Non dimentichiamo che ci troviamo a ridosso del confine statuale fra regno di Napoli e stato pontificio, che è rimasto stabile per secoli fino al 1870, allorquando Roma e il Lazio sono state annesse all’Italia.

Il nuovo regno d’Italia nel 1861.
Nel 1861 intanto abbiamo la formazione del regno d’Italia, ottenuto con tanti sacrifici e una piccola dose di fortuna. All’inizio il nuovo stato viene fortemente ostacolato specie nel sud Italia legato ancora alla vecchia monarchia borbonica e gestito in diverse aree dal brigantaggio vera epidemia sociale, che nelle zone montane tra cui la Marsica risulta ben presente.
Tra il 1860 e il 1870 il nuovo stato Italiano s’impegna nell’eradicazione del fenomeno, trasferendo nel sud molta polizia, che nell’arco di 10 anni a prezzo di grandi sforzi e costi umani molto alti, riesce a liberare il sud Italia dal fenomeno.
Nella Marsica inizialmente molti borghi erano a favore o comunque accettavano il fenomeno, ma poi a causa delle gravi atrocità compiute dai briganti, la popolazione è passata dalla parte dei Savoia, che anche grazie al sostegno della popolazione ha sconfitto i briganti.

Dipinto del 1860-70 che raffigura la zona nei pressi di Ortucchio,
dove via via si vedono emergere i terreni del Fucino. (Immagine personale)
Con il nuovo corso storico e l’opera idraulica di Torlonia, compiuta negli stessi anni del risorgimento, la popolazione marsicana aumenta venendo interessata dalla grande trasformazione idraulica – ambientale in corso con il prosciugamento del lago Fucino.
Lo sviluppo seguito alla grande opera di Torlonia è irto di ostacoli e non è facile per nessuno adattarsi alla profonda trasformazione ambientale e sociale in corso. Ciò ha riguardato tutti i borghi della Marsica sia quelli che avevano un contatto diretto con il lago, che i centri limitrofi.

Scorcio di Sfratati. (Immagine personale)
Nel 1880 Sfratati ancora non esiste, fatta eccezione per qualche casa e la zona è sia area boschiva che area di coltivazione. Il contesto socio economico di fine ‘800 non è ancora quello attuale, ma si va formando. Nello stesso periodo si assiste alla costruzione della ferrovia Roma – Pescara che verrà completata a inizio ‘900, portando con essa un grande slancio economico e sociale.

Tagliacozzo in una foto del 1898
La zona di Sfratati sarà solo a partire dall’inizio del XX secolo che inizierà a vedere la creazione di qualche casa in più, che però non consente ancora alla zona di essere definita borgo.

Terremoto di Gioia dei Marsi del 1915.
Poi nel 1915 abbiamo il grande sisma di Gioia dei Marsi, che rade al suolo l’intera Marsica, producendo migliaia di morti e danni immensi in tutte le zone del territorio marsicano.

Avezzano dopo il sisma del 1915.
Ebbene questo sisma per la sua origine locale e per la sua immensa forza ha rappresentato per la zona una vera cesura storica, che l’ha poi portata ad essere ripensata al livello urbanistico, venendo ricostruita secondo nuovi criteri.

Scurcola Marsicana nel 1938 con la scritta
“DUCE” sul monte San Nicola.
E’ in quest’ottica che dobbiamo vedere l’inizio della storia di Sfratati come borgo, perlomeno è l’idea che ci siamo fatti fino a questo momento. Seguendo questo filone storico le prime case vengono costruite negli anni ’20 e ’30, ma ancora la zona risulta poco sfruttata.

Il Corriere della Sera
riporta la notizia della discesa in guerra dell’Italia a fianco alla Germania
Poi nel 1940-45 abbiamo la seconda guerra mondiale, che raggiunge con le sue atrocità anche la Marsica nel 1943 con l’invasione tedesca. Questa porta anche la zona marsicana ad essere sottoposta al rigoroso e odioso controllo nazista. Ma come si è arrivati a ciò?
Nel 1943 dopo che l’Italia ha perso tutte le colonie, il paese è affamato ed isolato, grazie alla famosa guerra lampo di Mussolini. Tuttavia nonostante le tante e gravi difficoltà molti Italiani vogliono reagire e ciò è vero da nord a sud, per cui troviamo un paese per niente rassegnato allo sfacelo, che si riorganizza in segreto con gli antifascisti. Allo stesso modo però anche il governo in uno scatto di orgoglio fa arrestare Mussolini.
I Tedeschi non rimangono inerti ai giochi Italiani e dopo che il governo italiano ha scaricato e fatto arrestare Mussolini, capiscono che gli Italiani stanno per tradirli passando dalla parte alleata, per cui decidono d’intervenire con forza.
I Tedeschi dapprima liberano con un’azione segreta Mussolini e poi procedono all’invasione dell’Italia. L’invasione scatta a settembre e nel breve volgere di pochissimo tempo, i Tedeschi arrivano a controllare buona parte del paese, arrivando fino all’altezza di Frosinone e Cassino, dove instaurano il confine fra l’Italia tedesca e l’Italia alleata, la famosa linea Gustav.

L’abbazia di Montecassino prima del bombardamento
alleato del 15 febbraio 1944
I Tedeschi giunti nella Marsica nel settembre 1943 si organizzano con la loro presenza in tutti i borghi della zona, compresa Avezzano, che diventa insieme a Massa d’Albe la sede delle operazioni presso la Linea Gustav. Il territorio è sottoposto a un duro stato di polizia che stressa la popolazione e se non bastasse ad Avezzano i Tedeschi riaprono il vecchio campo di prigionia, creato negli anni della prima guerra mondiale per tenere prigionieri ufficiali e soldati austriaci, che mano a mano venivano catturati al fronte.
Purtroppo la Marsica e Sfratati ricadono nell’area tedesca. L’invasione tedesca dura solo pochi mesi dal settembre 1943 al giugno 1944, ma come tempistica è abbastanza per creare uno grave stato di terrore. I mesi passano, ma i Tedeschi si rivelano brutali e odiosi con ogni persona del territorio vecchia, grande o piccola che fosse. A ciò poco dopo si aggiungono i tremendi bombardamenti alleati, che provocano tanti morti e tanto terrore.
Nei primi mesi d’occupazione fra settembre e novembre fra Alleati e Tedeschi ci si studia, ma poi a partire dalla fine di dicembre 1943 iniziano i primi bombardamenti alleati sulla Marsica, volti ad indebolire la struttura militare tedesca, che qui ha il suo quartier generale diviso tra Massa d’Albe e Avezzano.

L’abbazia di Montecassino distrutta dal
bombardamento alleato del 15 febbraio 1944
Il risultato peggiore è la morte di tanti innocenti per questi bombardamenti e il grave stato di terrore che s’instaura tra la popolazione. Ciò porta dopo mesi di tensione continua e l’impossibilità di resistere ancora ai bombardamenti alleati, alla fuga di una parte della popolazione che si rifugia chi verso le montagne andando a nascondersi nelle tante grotte presenti e chi torna a riabitare gli antichi borghi montani distrutti dal sisma e successivamente abbandonati per i nuovi borghi costruiti piu a valle.

Crateri dei bombardamenti ad Avezzano (1944)

Carsoli 1944: resti di strutture bombardate.
Nel corso dei mesi fra il gennaio e il maggio 1944 i bombardamenti divengono sempre più frequenti, andando a colpire l’intera area marsicana, fra cui anche la zona di Sfratati, che si ritrova colpita da diverse bombe che vengono sganciate dagli Alleati, per colpire la vicina via Tiburtina Valeria, all’epoca ancora la principale arteria di comunicazione stradale.

Liberazione di Roma il 4 giugno 1944.
Finalmente tra fine maggio e inizio giugno 1944 gli Alleati sfondano la linea Gustav procedendo a liberare tutto il centro Italia dai Nazisti, che ora sono in fuga.

Il generale neozelandese Fryberg sul proprio
autoblindo nella Valle Roveto nei giorni tra il 7 e 12 giugno 1944 durante le
operazioni di liberazione della Marsica dai nazifascisti
La Marsica viene liberata tra il 7 e il 12 giugno, Roma è liberata il 4 giugno. Ancora un anno di sofferenze e l’Italia viene totalmente liberata il 25 aprile 1945. Pochi mesi dopo gli Alleati battono i Nazisti giapponesi che sono sconfitti nell’agosto del 1945. La guerra finisce e si ricomincia.
Nella Marsica si procede a ricostruire tutte le vie di comunicazione compresa l’importantissima ferrovia. Successivamente si procede a ricostruire i borghi danneggiati o distrutti dai bombardamenti, iniziando innanzitutto con la ricostruzione delle strutture a uso pubblico come le scuole.

Scuola improvvisata in uno dei paesi della Marsica
nella seconda metà degli anni 1940
La ricostruzione procede tra alterne fortune fino alla metà degli anni ’50. In tutti i borghi piccoli o grandi che siano vengono erette nuove costruzioni, che danno nuova immagine e nuovo futuro ai borghi della Marsica, che in questa fase sono pieni di gente.
La popolazione della Marsica già in crescita prima della guerra riprende a crescere dopo la seconda guerra mondiale, raggiungendo il culmine nel 1951. Con il censimento della popolazione del 1951 si osserva il picco della crescita della popolazione.
Ogni borgo della Marsica conta molti abitanti ed è proprio questo il periodo dove pensando in grande si procede a costruire nuovi fabbricati che possano accogliere una popolazione in crescita.

Tagliacozzo nel 1954.
Ciò vale anche per Sfratati, che da un gruppetto di case che si osservava prima della guerra, ora più o meno tra il 1945 e il 1955 il paese inizia a crescere con la costruzione di nuove case. Si vedono così sorgere le prime case a Sfratati, dapprima in ordine sparso e poi piano piano sempre più a carattere di borgo.

Scorcio di Tagliacozzzo nel 1966
E questa condizione di borgo si acquisirà negli anni ’60 e ’70, allorquando si avrà la costruzione di di nuove case, seppure sempre un po’ in ordine sparso. Nel frattempo nella Marsica tra gli anni ’50 e ’70 a causa della mancanza di lavoro e di prospettiva, molti giovani vanno via dai paesi in cerca di lavoro dapprima espatriando in Europa occidentale e nel mondo e poi nell’Italia settentrionale con il boom economico degli anni 1958-64.

Scorcio di Sfratati oggi. (Immagine personale)
Il fenomeno dell’emigrazione nella Marsica colpisce tutti i borghi e anche Sfratati non fa eccezione. Da qui infatti nel corso degli anni ’60 e ’70 alcune persone giovani vanno via in cerca di fortuna.
Ad un certo punto però parte di questi non si trasferisce più nelle città del nord, ma a Roma, che sta vivendo anch’essa un proprio boom economico. Ciò comporta che la relativa vicinanza con la capitale offre agli emigranti di mantenere un più forte legame con i propri paesi.

Tagliacozzo negli anni ’80. (Immagine personale)
Arriviamo quindi agli anni ’80, gli anni del boom economico della Marsica e vediamo il sorgere del fenomeno delle seconde case, costruite dagli emigranti andati via dal territorio negli anni precedenti e ora di ritorno nel costruirsi proprie case, riaffermando così un forte legame con i vecchi paesi.

Scorcio di Sfratati oggi. (Immagine personale)
Arriviamo quindi agli anni ’90 e Sfratati (frazione di Tagliacozzo) è ormai divenuta pienamente un borgo, seppure molto piccolo e questo borgo si rivela magico per chi ci vive o lo frequenta e ciò proprio per la pace che emana.

Scorcio di Sfratati oggi. (Immagine personale)
Con il nuovo secolo il borgo di Sfratati continua ad essere vissuto dalla popolazione precedente, attestandosi sulle 70 – 80 persone residenti, che divengono poco più di un centinaio nei mesi estivi.

La campagna attorno a Sfratati. (Immagine personale)
Il borgo è immerso in una natura da sogno, che porta pace e serenità a chi vi vive. La chiesa principale del borgo è stata e rimane il vicino santuario di Santa Maria d’Oriente, con cui gli abitanti mantengono un forte legame.
Cosa fare a Sfratati

La campagna e le montagne attorno a Sfratati. (Immagine personale)
Sfratati si trova in un ambiente naturale di alta qualità, che si posiziona ottimamente per essere visitato in totale sicurezza.

La campagna e le montagne attorno a Sfratati. (Immagine personale)
L’ambiente che circonda Sfratati è ideale per il trekking, le camminate per la campagna marsicana, o le gite in bicicletta, ma la sua posizione è ottima anche per procedere ad escursioni nei paesi vicini, molti dei quali sono ricchi di storia e cultura, come Tagliacozzo, Poggio Filippo, Scurcola Marsicana ecc.

Scurcola Marsicana oggi. (Immagine personale)
Se poi siete molto religiosi si hanno molti santuari in zona, di cui il più vicino è sicuramentre il bellissimo Santuario della Madonna dell’Oriente, splendido esempio di arte medievale e barocca, che contiene un icona bizantina della Madonna risalente all’VIII secolo.

Il Santuario della Madonna dell’Oriente. (Immagine personale)
Sfratati si trova in una posizione ideale, in quanto pur apparendo fuori dai principali centri della zona, è in realtà perfetta per raggiungerli tutti, essendo posizionata a ridosso della Tiburtina – Valeria, che consente un risparmio di tempi importante, non dovendo compiere tornanti particolari per raggiungere la propria abitazione.

Scorcio di Sfratati. (Immagine personale)
La posizione di Sfratati, con la sua campagna così calma e rigenerante, offre a qualsiasi persona uno stacco completo dalla vita frenetica in cui siamo immersi oggi. E oggi come ieri questa particolarità non è passata inosservata, difatti a poca distanza da qui troviamo l’immenso e bellissimo Santuario della Madonna dell’Oriente.

Il Santuario della Madonna dell’Oriente oggi. (Immagine personale)
L’immensa costruzione del santuario, che si scorge da qui non è un caso se sia stato costruito qui, poichè, a mio dire, il luogo offre pace e serenità. Per chiunque abbia voglia di staccare qualche giorno, per rigenerarsi e tornare più attivo che mai, Sfratati è sicuramente il luogo giusto.

Scorcio di Sfratati. (Immagine personale)
Vicino al paese ci sono poi tanti ottimi ristorantini che sapranno sicuramente accontentare tutti i palati con ottimi primi e secondi, completando il tutto con ottimi dolci.
Quindi che aspettate venite a Sfratati!!!
