
SANTA RESTITUTA
Santa Restituta è una piccola frazione del comune di San Vincenzo Valle Roveto in provincia dell’Aquila, dove vivono poco più di un centinaio di persone. Il borgo di Santa Restituta si trova nella Valle Roveto un luogo magico e incantato che in passato ha fatto da scenario a numerosi passaggi di eserciti. In questo luogo si sono affacciati tanti protagonisti della storia sia di carattere positivo che negativo, con la popolazione civile spettatrice passiva di situazioni assai complicate da gestire.

La Valle Roveto oggi. (Immagine personale)
Santa Restituta rispetto ad altri borghi si trova in pianura, per cui è più facile da raggiungere, è un luogo silenzioso e antico con tanta storia alle spalle, un posto dove rilassarsi e passare del tempo in relax con le montagne della valle a fare da sfondo. Ma Santa Restituta si presta bene anche come base per escursioni nella zona, escursioni che possono essere di vari tipi sia alla scoperta della natura della zona che escursioni di carattere culturale.
Il comune di San Vincenzo Valle Roveto si presta bene per escursioni di carattere religioso visto le diverse perle presenti al suo interno e una di queste è sicuramente la chiesa di Santa Restituta, una delle più antiche di tutta la Valle Roveto.

Immagine della chiesa di Santa Restituta oggi. (Immagine da Googlemap)
A questo punto cerchiamo di delineare brevemente la storia del piccolo borgo e della sua meravigliosa chiesa. Il piccolo borgo secondo diverse fonti risulta molto antico, in quanto costituitosi come casale intorno alla chiesa di Santa Restituta, da cui ha preso il nome. La chiesa è menzionanta in un documento del X secolo, ma verosimilmente rislae al IX secolo. Quindi immaginando che la chiesa di Santa Restituta sia più o meno del IX – X secolo il piccolo borgo potrebbe essere del X – XI secolo.

Scorcio del borgo di Santa Restituta oggi. (Immagine da Googlemap)
Secondo noi è difficile parlare di villaggio di Santa Restituta in epoca medievale in quanto non ci sono molte prove al riguardo. Abbiamo prove della vera e propria costituzione di questo villaggio nel XX secolo, dopo il terremoto del 1915, quando una parte di popolazione appartenente ad altri borghi, si è spostata nelle zone più in basso occupando anche l’area intorno alla chiesa romita di Santa Restituta, all’epoca distrutta dal sisma. Tuttavia pur con tutte le riserve, accettando che si sia creato questo piccolo villaggio con poche famiglie intorno alla chiesa di Santa Restituta, proviamo ad immaginare una storia di questo, che ripetiamo dovrebbe essere confermata da altre fonti.
Diciamo subito che il piccolo centro di Santa Restituta ha dovuto dipendere da qualche altro centro più importante e probabilmente tale paese corrisponderebbe al paese-castello di Morrea, all’epoca il più importante centro abitato della zona dopo Civita d’Antino.

Il castello di Morrea oggi. (Immagine personale)
Accettando quanto detto il villaggio di Santa Restituta oggi avrebbe all’incirca 1100-1200 anni di storia e verosimilmente in questo lungo periodo rimane sotto la protezione e gestione del feudo di Morrea. Come sostenuto nella storia della chiesa di Santa Restituta, questa è una sorta di chiesa romita, gestita da un curato, che si sostiene con il ricavato delle proprietà della chiesa. Nel corso dei secoli la Valle Roveto è sempre stata zona di passaggio per i vari eserciti che da nord andavano a sud e viceversa. Morrea a e la Valle Roveto sono state spesso attaccate da questi eserciti che senza distinzione di colore hanno razziato a più non posso in questi borghi.

Immagine della chiesa di Santa Restituta oggi. (Immagine da Googlemap)
In tutto questo quadro la chiesa di Santa Restituta lungo i secoli ha offerto riparo a numerosi viandanti fino al 1850 circa. Sul piano amministrativo Santa Restituta è stata sempre frazione di Morrea, e seguendo questa è appartenuta dapprima alla contea d’Albe fino all’inizio del XV secolo, per poi passare sotto la contea di Celano fino alla fine del XVI secolo e infine ritrovarsi nel territorio della baronia di Balsorano sotto cui rimane fino all’eversione feudale del 1806.
Da questo momento come tutto il territorio subisce una rivoluzione amministrativa e sociale che porta il villaggio a divenire frazione di San Vincenzo Valle Roveto a cui rimane agganciato in modo definitivo. Verso la fine del secolo XIX infine il piccolo paese inizia a strutturarsi meglio.

Immagine di un assalto di briganti a una carrozza in un disegno del 1865
Nel 1861 si forma il nuovo stato nazionale italiano sotto la monarchia di Vittorio Emanuele II di Savoia. Successivamente nel decennio 1861-70 il fenomeno del brigantaggio ha termine per lo sterminio dei Briganti da parte del nuovo governo nazionale che s’impone anche nelle zone interne dell’Italia. Il brigantaggio è stato un male della zona per secoli, infestando la Valle Roveto e l’intera Marsica per tanto tempo, non permettendo all’area marsicana di crescere ed evolvere.
All’inizio tuttavia le popolazioni della Marsica così come quelle del meridione italiano, erano fortemente ostili al nuovo ordine nazionale, in quanto ancora fedeli al vecchio regno delle Due Sicilie, decaduto nel 1860 sotto i colpi di Garibaldi e poi annesso all’Italia. Ebbene queste popolazioni pur di non sottostare ai Savoia inizialmente accettano i Briganti nell’atto di ribellarsi al governo torinese, ma presto la situazione cambia per il forte malcontento popolare nei confronti dei Briganti, che tornati a saccheggiare le povere popolazioni di montagna, spingono queste ad accettare il nuovo governo nazionale con il risultato che i Briganti perdono il sostegno della gente e per essi arriva la fine con il loro sterminio da parte delle nuove autorità.

Scorcio della frazione di Santa Restituta oggi. (Immagine da Googlemap)
Dopo il 1870 non presentandosi più il pericolo dei briganti, molta gente inizia a trasferirsi più in basso, e qualche casa inizia ad aggiungersi a quelle poche esistenti qui a Santa Restituta. La zona della Valle Roveto compresi i vari borghi di montagna o di pianura come Santa Restituta, alla fine del XIX secolo a causa della povertà endemica della zona, porta molte persone ad emigrare all’estero in cerca di fortuna e i luoghi maggiormente prescelti dagli Italiani sono l’America del nord (Canada e USA) o l’America del sud (Argentina e Brasile).

Resti di Balsorano Vecchio distrutta dal sisma del 1915
Tuttavia come accennato prima è con il nuovo secolo, soprattutto dopo il terribile terremoto di Gioia dei Marsi del 1915, che si forma il vero e proprio borgo di Santa Restituta che vediamo oggi. L’antico borgo di Santa Restituta viene distrutto completamente dal sisma del 1915, come la chiesa stessa che crolla su se stessa. Dopo il terremoto nei primi anni ’20 viene ricostruito ex novo il nuovo borgo intorno alla rinata chiesa di Santa Restituta, ricostruita insieme al borgo negli anni ’20. Il borgo nel giro di 15 anni si struttura meglio crescendo di popolazione negli anni ’30 e assumendo tutte le caratteristiche tipiche di un piccolo paese.
Poi con la guerra la piccola frazione viene travolta dagli eventi prima con la partenza di alcuni uomini per la seconda guerra mondiale e poi con l’occupazione nazista che si è fatta sentire anche qui. Il momento più duro è stato però con i bombardamenti alleati del 1944, quando hanno centrata la chiesa di Santa Restituta distruggendola nuovamente insieme a diverse case del borgo. Nel 1944 finalmente la Marsica viene liberata dagli odiosi Tedeschi e qui la guerra finisce. Si procede quindi con la ricostruzione sia del borgo che della chiesa e tutto ricomincia.
La guerra finisce completamente l’anno successivo nel 1945, portando alla completa liberazione dell’Italia e alla creazione di un nuovo clima politico e amministrativo libero e democratico che si consolida con il referendum del 2 giugno 1946 allorquando l’Italia diventa repubblica.
All’inizio nella Marsica e nella Valle Roveto sono ricostruite tutte le vie di comunicazione distrutte dai Tedeschi in fuga e subito dopo i vari borghi della Marsica, compresa Santa Restituta che già all’inizio degli anni ’50 appare completamente ricostruita. La chiesa invece viene ricostruita nei primi anni ’50 più grande della precedente che ingloba l’antica struttura.

Scorcio della frazione di Santa Restituta oggi. (Immagine da Googlemap)
Poi nel corso degli anni ’50 e ’60 anche il paese di Santa Restituta subisce il fenomeno dell’emigrazione, a causa della povertà economica presente nella zona e portando inevitabilmente a un veloce spopolamento. Nel corso degli anni ’80 comunque con il boom economico marsicano prende avvio il fenomeno delle seconde case, che consente a molti di rimettere radici a Santa Restituta, pur rimanendo ad abitare in altre città. Si rinsaldano così i rapporti familiari e il piccolo paese va avanti, in modo meno inquieto.
Con il nuovo secolo il borgo di Santa Restituta si struttura nella ricezione turistica per accogliere meglio i visitatori che passano di qui. Chiaramente parliamo di un piccolo borgo niente a che vedere con altre realtà meglio organizzate, ma nonostante ciò anche questo piccolo borgo prova a competere con paesi meglio strutturati
La storia del piccolo borgo di Santa Restituta, che abbiamo cercato di raccontare qui, pur con tutte le riserve del caso, rappresenta la storia di tanti altri borghi d’Abruzzo, che con fatica e fede hanno saputo affrontare tante avversità, cercando sempre di sopravvivere nel tempo.

Il borgo di Santa Restituta oggi. (Immagine da internet)
Ora nel XXI secolo il piccolo borgo di Santa Restituta cerca di lanciarsi nel turismo costruendo un programma culturale che rappresenti bene le proprie caratteristiche e possa piacere ai visitatori, che giungono in questo luogo per visitare l’antica chiesa di Santa Restituta. La proloco locale si da molto da fare per rendere vivo il paese organizzando manifestazioni culturali di vario genere.

Fermo immagine del video Youtube della festa patronale del 2022
Santa Restituta pur nella sua piccolezza di borgo è ricco di possibilità per una visita importante nel paese e soprattutto nel territorio circostante. Santa Restituta è infatti un borgo inserito in una cornice naturalistica di grande rilievo com’è quella della Valle Roveto formata da montagne, colline e sorgenti.

La Valle Roveto oggi. (Immagine personale)
Questo piccolo borgo, come accennato sopra, si presta bene come base di partenza per diverse tipologie di escursioni nel territorio circostante, a cominciare da quelle di tipo culinario.

La castagna roscetta della Valle Roveto.
Le escursioni culinarie infatti sono uno dei modi più tipici e migliori per assaporare i gusti del luogo e allo stesso tempo capire la ricchezza del posto, non fosse altro che la maggior parte dei piatti cucinati nella Valle Roveto sono composti per la stragrande maggioranza da prodotti tipici locali.

Il magnifico olio della Valle Roveto.
Ed è anche grazie a questi prodotti che il visitatore oggi dispone di un’ampia scelta di piatti di primi e secondi che si possono mangiare da queste parti. A cui poi si aggiungono fanno da contorno i tanti dolci, frutta e liquori che sono presenti in queste zone. Tra i prodotti di maggiore pregio di queste zone ricordiamo l’olio della Valle Roveto, uno dei migliori prodotti del centro Italia.
Quindi cosa aspettate venite a visitare Santa Restituta.
