
ROCCAVIVI
Il paese di Roccavivi è la frazione più grande del comune di San Vincenzo Valle Roveto, con una popolazione residente di 1050 persone.

Il monte Pizzo Deta. (Immagine personale)
Roccavivi è un paese posto nella zona sud della Valle Roveto a 470 m s.l.v. precisamente alle pendici del monte Pizzo Deta, che fa parte della catena dei Monti Ernici. Il borgo dista 2,5 km dalla sede municipale di San Vincenzo Valle Roveto.

La catena dei Monti Ernici. (Immagine personale)
Il paese di Roccavivi è sicuramente fra i più dinamici al livello culturale della Valle Roveto e ciò è merito sia dei cittadini del piccolo paese che della locale proloco che si adopera con successo per rendere felice e ospitale questo piccolo paese. Sicuramente l’energia di questo borgo, abituato alle avversità, nasce dal carattere tenace e laborioso della popolazione, che si è forgiata nel corso dei secoli.

La catena dei Monti Ernici. (Immagine personale)
Roccavivi è un paese da scoprire in quanto diversamente da quanto si crede è un paese con una struttura urbanistica moderna e regolare, ma allo stesso tempo antico e questa sua caratteristica urbana è insita nella sua storia fatta come detto da catastrofi e rinascite.

Scorcio di Roccavivi sul corso principale. (Immagine personale)
Il paese si trova in una delle zone più sismiche d’Abruzzo e proprio per questo è soggetto a situazioni particolari che spesso si sono riuscite a gestire, ma qualche volta no ed è in queste circostanze dure come dura è la vita che si vede il carattere delle persone capaci di reagire e rinascere con il tempo.
E Roccavivi è proprio questo un paese bello, che si è saputo reinventare dopo una grave tragedia, diventando uno dei borghi più dinamici della Valle Roveto. Roccavivi è posto all’interno di uno scenario naturalistico splendido, come sono i Monti Ernici, ma delicato come ambiente, che solo rispettandolo e interpretandolo è possibile scorgerne i cambiamenti vivendo in totale tranquillità in esso.
Ma come nasce e si sviluppa Roccavivi?
Come tutte le descrizioni che si rispettano, anche qui cerchiamo di dare una breve ma precisa sintesi storica di Roccavivi. Il paese nasce più in alto rispetto al nuovo abitato, tra l’XI e il XII secolo all’interno della contea dei Marsi intorno alla torre fatta costruire dai conti Berardi alla fine dell’XI secolo.

La torre di Roccavivi.
La torre aveva il compito di vedetta sulla Valle Roveto e faceva da raccordo fra il castello di Balsorano a sud e il castello di Morrea a nord. Ebbene intorno alla torre con il tempo nasce il paese di Roccavivi (all’epoca chiamato in modo diverso e che noi qui per semplicità chiameremo solo Roccavivi), che si struttura nel corso del XII secolo.

Il regno normanno di Sicilia nel 1150.
Nel 1143 la contea indipendente dei Marsi viene assorbita dal nuovo regno normanno dopo un accordo con gli ultimi conti dei Marsi. Successivamente con la divisione operata dai Normanni sul territorio della contea dei Marsi, Roccavivi viene a far parte della nuova contea di Alba Fucens, a cui apparterrà fino al 1218 allorquando il territorio di Roccavivi, passa alla contea di Sora, sotto cui rimane fino all’inizio del XIV secolo, quando poi ritorna alla contea di Alba Fucens.
La contea di Alba Fucens nel corso del XIV secolo dopo la morte della contessa Filippa di Celano, ultima dei Berardi a possedere questa contea, passa alla famiglia reale dei D’Angiò insediatasi nel regno di Sicilia nel 1268 dopo la battaglia dei Piani Palentini, che ha sancito la fine degli Svevi.
Ebbene sotto i D’Angiò la contea di Alba Fucens vive una fase turbolenta dove cioè la gestione di questo territorio è lasciata un po’ al caso. I D’Angiò si trasmettono la contea di Alba Fucens per via femminile e nonostante alcune decisioni politiche del governo centrale che cerca di gestire il territorio comitale, in realtà la situazione è molto difficile. A questo si aggiungono dei periodi intermedi in cui nel corso del secolo XIV la contea di Alba diventa demanio statale. A ciò bisogna aggiungere tutte le varie vicissitudini, che vive la Marsica in questa fase con la Peste nera del 1348 che anche qui nella Marsica fa morti, con il terremoto del Gran Sasso del 1349 altamente distruttivo anche nella Marsica ecc. Insomma un periodo difficile.

Terremoto del Gran Sasso del 1349
In questa cornice di difficoltà abbiamo Roccavivi che nel frattempo si è consolidato come feudo interno alla contea di Alba, diventando anche sede di dogana e quindi accrescendo la sua importanza locale. Alla fine del secolo XIV la contea di Alba finisce sotto l’influenza degli Orsini, che dominano da tempo la vicina contea di Tagliacozzo e mirano ad assorbire anche il territorio di Alba.
Nel XV secolo si affacciano nella Marsica i Colonna, da sempre rivali degli Orsini, che diventano per qualche tempo conti di Alba. Ebbene da questo momento i Colonna e gli Orsini inizieranno a guerreggiare per il controllo della Marsica e la guerra fra essi andrà avanti senza esclusioni di colpi per tutto il secolo XV.

Tra gli Orsini e i Colonna si scatena una guerra per
il controllo della Marsica che dura tutto il XV secolo. (Immagine personale).
Tra gli orsini e i 0L’Italia nel 1454 dopo la pace di Lodi.
Per tutto il secolo XV gli Orsini riescono comunque a mantenere il controllo su Tagliacozzo e ad assorbire nel 1441 anche Alba e pur faticando a tenere il controllo di tutto a causa della guerra con i Colonna, vanno avanti fino alla fine del secolo. Un secolo quello del ‘400 contrassegnato a livello regionale dalla contrapposizione delle grandi famiglie italiane che controllano stati indipendenti più o meno grandi.
In questo gioco troviamo anche il regno di Napoli gestito da un ramo della famiglia dei Trastamara di Spagna, che tra alterne fortune riusciranno a dominare la scena fino all’inizio del ‘500.

L’Italia nel 1454 dopo la pace di Lodi.
Ed è in questa cornice che va in scena la guerra fra Colonna e Orsini, le due più potenti famiglie romane che si letteralmente scannano a vicenda tra maldestri giochi di potere per farsi fuori a vicenda e controllare il territorio marsicano, giudicato fondamentale da entrambe per le loro fortune. Come detto la guerra fra i due clan si conclude alla fine del XV secolo, precisamente nel 1497, allorquando a causa di un terremoto politico che coinvolge l’intero regno di Napoli, gli Orsini perdono la lunga guerra con i Colonna, a cui sono costretti a cedere il controllo del territorio marsicano.

Virginio Orsini ultimo conte di Tagliacozzo della famiglia Orsini
In questo secolo di lotte vediamo come il territorio della Valle Roveto e di Roccavivi si trova coinvolto in queste guerre di potere, con gli eserciti delle varie parti che attraversano spesso la zona compiendo razzie.

Fabrizio Colonna 1 duca di Tagliacozzo (1504-20)
Successivamente all’inizio del XVI secolo il territorio di Roccavivi diventa parte del nuovo ducato di Tagliacozzo, retto dai Colonna e riconosciuto dai re spagnoli, che nel frattempo hanno conquistato il sud Italia trasformandolo in una loro colonia. Pur con alterne situazioni il territorio di Roccavivi vivrà in una situazione di relativa calma per tutto il secolo XVI…..

L’impero coloniale spagnolo nel 1598. L’Italia
è colonia spagnola dal 1504. (Immagine da Wikipedia)
Con il nuovo secolo XVII per Roccavivi arriverà una cesura storica importante che porterà ad una nuova fase. Ma andiamo con ordine all’inizio del secolo XVII l’intera Marsica vive una fase di stagnazione economica dovuta a vari fattori sia climatici che politici. Ciò determina un crollo sociale, che si manifesta come crollo demografico e sanitario. Nello specifico la Valle Roveto vive una fase pesante con i vari borghi in crisi, dopo una fase di crescita avuta nel secolo precedente.

Frana di Piuro in Valchiavenna avvenuta nel 1618. Piuro prima della frana
In questo cupo quadro si verifica nel 1616 un grave episodio che riguarda proprio Roccavivi, che cambia in maniera irreversibile la storia del piccolo borgo. L’episodio in questione riguarda una catastrofica frana che si abbatte sul paese l’8 febbraio 1616.

Frana di Piuro in Valchiavenna avvenuta nel 1618. Piuro dopo la frana
Nella notte tra il 7-8 febbraio 1616 si verificano lunghi acquazzoni, al termine dei quali si ha lo sgretolamento della montagna e una conseguente grande frana, che investe in pieno il centro di Roccavivi, distruggendolo e producendo molti morti. In pratica nel giro di qualche minuto l’abitato di Roccavivi viene investito da una valanga costituita da massi blocchi e terriccio che distrugge e seppellisce il centro di Roccavivi e consideriamo che all’epoca il paese era costruito molto più in alto dell’attuale caseggiato.
Le frane come sappiamo bene sono fenomeni naturali avvenuti in passato come nel caso di Roccavivi e che avvengono tutt’oggi producendo immani disastri nel giro di pochi minuti e soprattutto molti morti. Pescando su internet ci siamo imbattuti nel caso di una frana simile a quanto successo a Roccavivi e avvenuta nel medesimo periodo. Parliamo della frana di Piuro di grandi dimensioni avvenuta nel primo ‘600, in nord Italia per essere precisi in Valchiavenna in provincia di Sondrio.
La frana di Piuro è avvenuta nel 1618, quindi appena due anni dopo il caso della frana di Roccavivi e come qui anche a Piuro abbiamo avuto il seppellimento dell’intero paese con molti morti che non si sono resi nemmeno conto di quanto stava avvenendo. Qui sopra abbiamo riportato un paio d’immagini di ricostruzione del borgo di Piuro sia prima che dopo la frana del 1618.

Piuro prima del disastro.
(Immagine da https://www.piuroitalosvizzera.net/htm/frana-ricostruzione-associazione-italo-svizzera-scavi-di-piuro.html)
Piuro prima della frana era un centro ricco e importante della zona e i suoi abitanti in questo luogo nonostante le ristrettezze del periodo, vivevano felicì, poi la frana ha cancellato tutto in un attimo. Piuro dopo l’immane tragedia si è ripresa e ricostruita, ma ci vorranno decenni per tornare ad una situazione simile alla precedente.

Frana di Piuro in Valchiavenna avvenuta nel 1618. Piuro dopo la frana.
(Immagine da https://www.piuroitalosvizzera.net/htm/frana-ricostruzione-associazione-italo-svizzera-scavi-di-piuro.html)
Le frane in generale sono un elemento assolutamente naturale e sono il principale modo di trasformazione di un ambiente di montagna come attestano i casi di Roccavivi e di Piuro. Tuttavia le frane per i geologi sono tutto quello che si muove o che potrebbe muoversi e quindi franare a valle.
Da sempre l’uomo convive con questi elementi naturali, per cui capire la struttura di un territorio è importante per adottare tutte le misure precauzionali possibili e ciò è sicuramente segno di forza mai di debolezza e imparare da questi casi di storia è fondamentale per prevenire. Sulle frane tratteremo in altra sede, però qui voglio far notare come fenomeni naturali del tutto slegati di luogo abbiano infine cambiato per sempre la storia di un paese sia che questo si chiami Roccavivi o Piuro.
Ma come reagiscono le autorità dell’epoca alla frana di Roccavivi?
Ebbene poco dopo a questa catastrofe le autorità dell’epoca, a cominciare dal duca di Tagliacozzo Filippo I Colonna, si adoperano per soccorrere i superstiti e ricostruire il paese. E’ il duca stesso che ordina di ricostruire il paese in un altro luogo, più vicino al fondovalle e con un nuovo impianto urbanistico che perdura ancora oggi ed è alla base dell’attuale Roccavivi.

Il corso principale di Roccavivi. (Immagine personale)
Il nuovo impianto urbanistico voluto dal duca Filippo prevede una struttura urbana piuttosto regolare con un corso principale, intersecato trasversalmente da vicoli diritti e in leggero pendio. La ricostruzione della nuova Roccavivi è stata immediata seppure non velocissima.

Vicolo di Roccavivi in leggero pendio. (Immagine personale)
Crediamo infatti che la ricostruzione ci abbia impiegato almeno 10 anni, quindi diciamo che Roccavivi ha preso l’attuale aspetto intorno al 1630.
E’ probabile poi che il successivo terremoto di Sora del 1654, abbia creato nuovi problemi all’abitato in quanto in questa zona il sisma si è sentito fortemente provocando sicuramente qualche danno. Comunque sia la nuova Roccavivi prende forma nella prima metà del XVII secolo.

Chiesa di Santa Maria Assunta di Roccavivi. (Immagine personale)
Riguardo alla ricostruzione della nuova Roccavivi citiamo anche la ricostruzione della nuova chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta, che possiamo ammirare ancora oggi, che è posta al centro del paese e riedificata più o meno tra il 1617 e il 1625. La chiesa attuale risulta più piccola della precedente che era edificata più in alto nella zona della vecchia Roccavivi.
Purtroppo il periodo in cui si ricostruisce Roccavivi è una fase di crisi profonda che vive la Marsica e tutto il meridione italiano, con un economia a pezzi dovuta ai raccolti andati a male, a causa del perdurante clima rigido, che non permette alle piante di svilupparsi e alle esose tasse spagnole.

La rivolta di Masaniello del 1647. (Immagine da Wikipedia)

L’Europa nel 1648 (Immagine da Wikipedia)
Contro questa situazione generale la popolazione del meridione si solleva contro lo Stato spagnolo nel 1647, nella famosa rivolta di Masaniello. Ma la rivolta seppure all’inizio aveva fatto ben sperare prende dopo un po’ una brutta piega, con le truppe spagnole che meglio organizzate riprendono il controllo di tutto il meridione italiano, riportando la situazione alla fase precedente.

La Peste del 1656. (Immagine da https://www.darapri.it/immagini/nuove_mie/apprsecoli/peste1656.htm)
A causa di ciò la popolazione cade in depressione e poco dopo arriva nel 1656 la Peste che semina morte e distruzione in tutto il meridione italiano, compresa la Marsica dove muoiono 4000 persone. Il virus passa ma il territorio marsicano risulta colpito a morte da tutte queste situazioni e fatica a riprendersi. Ci vorranno almeno 50 anni per iniziare a vedere una piccola ripresa economica e demografica.

Scorcio di Roccavivi. (Immagine personale)
Roccavivi, forse complice una nuova ricostruzione come paese, vive una fase di ripresa demografica. Inizialmente dopo la distruzione del 1616 la popolazione del paese cala in modo forte a 150 unità, ma risale presto e vigorosamente, arrivando a contare nel 1669 350 unità. Quindi in decisa controtendenza ad altri paesi, che subiscono ulteriori cali, se non addirittura spariscono per il terremoto di Sora del 1654, ma soprattutto per la Peste del 1656 che semina lutti ovunque.
Sisma dell’Aquila in una litografia.
(Immagine da https://www.ilcapoluogo.it/2021/02/02/laquila-2-febbraio-1703-il-grande-sisma-della-candelora-che-distrusse-la-citta/)
Passato il ‘600 inizia il ‘700 e per la Marsica si apre con due forti terremoti con epicentro in Abruzzo, il primo è quello dell’Aquila del 1703 e il secondo quello della Maiella del 1706. Entrambi i sismi si dimostrano molto violenti provocando grandi danni nelle zone epicentrali, invece nelle zone limitrofe come la Marsica i danni sono più contenuti, ma altrettanto importanti. Sono molti i centri marsicani che risentono dei sismi a cominciare da Celano e Avezzano, ma anche molti centri secondari come Ovindoli, Rocca di Mezzo, Magliano, ecc.

Scorcio di Roccavivi. (Immagine personale)
Nella zona della Valle Roveto i danni sono molto più contenuti e verranno riparati nel corso del secolo. Ricordiamo a questo proposito che l’intero territorio marsicano a inizio ‘700 non si è ancora ripreso dalle tragedie del secolo precedente e infatti molte zone sono ancora in una fase depressionale sul piano economico e sociale.
Con il nuovo secolo Roccavivi che fa ancora parte del ducato di Tagliacozzo continua a rappresentare nella desolazione della Valle Roveto un centro tutto sommato abbastanza attivo, dato dalla presenza della dogana che si rivela una mano santa sul piano economico, garantendo traffico commerciale.
Sul piano sociale la grande depressione economica del ‘600 ha prodotto un forte aumento del brigantaggio che si è ulteriormente rafforzato sui monti Ernici e lungo tutto il confine marsicano con lo Stato della Chiesa. I briganti seminano il panico sia fra le persone abbienti che fra i poveracci. Spesso le truppe spagnole non riuscendo a sradicare il fenomeno diventano esse stesse complici di questi malfattori, portando ad una struttura della società molto distorta al livello locale.

Scorcio di Roccavivi oggi. (Immagine personale)
Roccavivi a inizio ‘700 è un piccolo centro commerciale di tutto rispetto, seppure inquadrato in una delle zone più povere del meridione come la Valle Roveto dove continua il perdurare del passaggio continuo di eserciti e gruppi di uomini di ogni specie. Nonostante tutto però la popolazione si è radicata nel nuovo centro abitato, riuscendo a risollevare la sorte di una zona gravemente compromessa dopo il disastro del 1616. Nell’area si coltivano varie specialità di frutta, tra cui la vite e soprattutto l’olivo che garantisce un ottimo olio pregiato.

L’Europa nel 1714 dopo la fine della guerra di successione spagnola.
Con il nuovo secolo tramonta nel 1714 la dominazione spagnola con la guerra di successione spagnola ed inizia quella austriaca che dura però solo 20 anni concludendosi nel 1734. In questi 20 anni termina la lunga fase di clima rigido che ha interessato l’Europa nel ‘600 e si apre un lungo periodo di riassestamento climatico che consente ottimi raccolti e una successiva crescita demografica.
Nel 1734 al governo austriaco succede la nuova nuova dinastia borbonica che reinsediandosi a Napoli restaura il regno napoletano e l’indipendenza del meridione italiano dopo 2 secoli di colonizzazione spagnola e poi austriaca.

Europa nel 1748 dopo la pace di Aquisgrana. (Immagine da Wikipedia)
Il ritorno all’indipendenza del meridione italiano viene poi confermato nella pace di Aquisgrana del 1748 e oltre a ciò si ha nel giro di qualche anno un miglioramento significativo delle condizioni economiche generali.

Ferdinando IV di Napoli nel 1759. (Immagine da Wikipedia)
Roccavivi è dal XV secolo un comune indipendente e grazie alla nuova situazione politica e al nuovo clima vede un miglioramento economico – sociale dato da migliori raccolti. Certo si parla sempre di un miglioramento locale di medie dimensioni, che però contribuisce a tenere stabile il livello della popolazione rispetto al secolo precedente, rimanendo a 353 abitanti residenti nel paese, registrati nel 1779.

Il Lago Fucino nel 1795 in un dipinto dell’epoca
Con la fine del secolo assistiamo a un nuovo cambiamento climatico con un nuovo irrigidimento del clima e la conseguente crisi di diversi raccolti. Alla fine del secolo inoltre si assiste allo scoppio della rivoluzione francese che porta la Francia ad un regime repubblicano. In breve le idee francesi si allargano a tutta Europa anche nelle zone più arretrate come la Marsica.

L’arrivo dei Francesi a Napoli. (Immagine da Wkipedia)
Presto le idee si trasformano in sommosse popolari, ma soprattutto si assiste ad un allargamento del territorio francese con questi che vengono ad invadere gli stati limitrofi compreso il regno di Napoli nel 1798. Per ora la forte reazione popolare spinge dopo poco i Francesi a ritirarsi nel 1800, consentendo al re di tornare, ma è solo una prima fase.
Infatti con il nuovo secolo dopo un breve ritorno dei Borbone con Ferdinando durato qualche anno, tornano i Francesi nel 1806, che invadono nuovamente il regno napoletano dove però si limitano a cacciare i Borbone.

L’Europa napoleonica nel 1810.
I Francesi questa volta non abbattono il regime monarchico, ma semplicemente sostituiscono i vecchi regnanti con dei nuovi. Diventano infatti re di Napoli dapprima Giuseppe Bonaparte, fratello di Napoleone fino al 1808 e poi Gioacchino Murat, cognato di Napoleone, fino al 1815.

Gioacchino Murata re di Napoli (1808-15). (Immagine da Wikipedia)
Il nuovo governo francese fin dal suo esordio nel 1806 vara una serie di riforme che cambiano profondamente usi e costumi lunghi secoli, a cominciare dall’abolizione dei diritti feudali, che nella Marsica significa la fine del ducato di Tagliacozzo e della contea di Celano. Da questa riforma si passa ad altre che cambiano la struttura amministrativa del sud Italia.

Scorcio di Roccavivi. (Immagine personale)
Al livello locale abbiamo che Roccavivi perde la sua indipendenza amministrativa diventando frazione di Civitella Roveto dal 1807, quindi nel 1811 di Balsorano e infine dal 1816 del nuovo comune di San Vincenzo Valle Roveto.
Roccavivi durante il periodo francese (1806-15) rimane un piccolo borgo che però dimostra una certa vivacità commerciale, che contribuisce, nonostante tutto, a un certo ad un incremento demografico con il paese che si attesta nel 1806 a 510 unità.
Nel 1815 cade dal potere Napoleone sotto i colpi dei grandi stati europei e a causa di ciò tutti i vari regimi napoleonici insediatisi in Europa in questi anni, cadono uno dopo l’altro, compreso il regime di Murat. Qui addirittura le armate europee intervengono scacciando dal potere Gioacchino Murat, che poi a causa della sua resistenza viene preso e fucilato.

L’Europa dopo Napoleone (1815). Immagine da Wikipedia

Ferdinando I re delle Due Sicilie 1830). (Immagine da Wikipedia)
Dopo la fase napoleonica ritornano i Borbone con il vecchio re Ferdinando nella nuova dicitura di re delle Due Sicilie. Il periodo borbonico dura fino al 1860 e in questo periodo Roccavivi pur come frazione di San Vincenzo Valle Roveto continua ad essere un borgo molto vivo e piuttosto dinamico.

Immagine del primo 800 di briganti in azione contro una carroza.
Purtroppo ci sono anche note negative e fra queste emerge il brigantaggio, che durante il periodo borbonico ha una vera e propria crescita e la zona di Roccavivi si distingue per essere una delle maggiori basi del brigantaggio, essendo zona di confine con il vicino Stato della Chiesa e soprattutto zona di montagna.
Il regno borbonico cerca essere propulsore di uno sviluppo della Marsica sia sul piano economico che sociale. In passato la Marsica è stata molto sviluppata grazie al fiorente mercato della lana da pecora, ma ora i tempi sono cambiati e sono intervenuti nuovi problemi che sembrano non avere soluzione. Tra i problemi principali del periodo causati del peggioramento climatico abbiamo un forte innalzamento locale delle acque del Lago Fucino che al livello storico raggiungono altezze importanti.

Il Lago Fucino all’inizio dell’800 visto da Celano in una litografia
Il risultato è una tracimazione delle acque che sommergono i centri rivieraschi. Interi caseggiati spariscono. Il paese più danneggiato risulta Luco dei Marsi. Su questo fronte nonostante vari problemi la monarchia borbonica cerca di reagire dapprima ripulendo gli argini lacustri e poi negli anni 1840 cercando di trovare una soluzione tecnica al problema riunendo i principali ingegneri idraulici dell’epoca. La soluzione al riguardo viene trovata, ma poi bisogna finanziare l’immane opera e lo Stato borbonico non ha soldi e quindi si affida ai privati.

Il banchiere Alessandro Torlonia da giovane
Inizialmente sono trovati dei finanziatori, ma poi accortisi delle enormi spese iniziano a ritirarsi, ed è a questo punto che salta fuori il banchiere Torlonia, uno degli uomini più ricchi del suo tempo, giovane e con una gran voglia di emergere socialmente.
Il giovane Torlonia capita la grandiosità dell’opera e l’enorme ricchezza che ne sarebbe derivata a lui e alla sua famiglia una volta terminata l’opera, si butta a capofitto in questa opera accollandosi oneri e onori. In breve Torlonia riunisce attorno a se i migliori ingegneri d’Europa e con una enorme forza lavoro chiamata e affluita da tutto il centro Italia tra il 1850 e 1854 viene avviata nel 1854 la più grande opera ingegneristica idraulica del tempo.

Il Lago Fucino nel 1860
Obbiettivo prosciugare il lago Fucino e ricavarne una terra fertile. I lavori per il prosciugamento del lago vanno avanti ininterrottamente dal 1854 al 1878 e nulla turba i lavori nemmeno i cambiamenti politici o i disordini provocati dai briganti.
Nelle montagne della Valle Roveto soprattutto il problema dei briganti è molto sentito e negli anni 1850 si ha una forte recrudescenza del fenomeno, ogni paese o borgo viene saccheggiato da questi banditi e la popolazione terrorizzata.

Il corso principale di Roccavivi oggi. (Immagine personale)
Roccavivi nel periodo borbonico appare come un paese tranquillo e in crescita e su questo possiamo azzardare a dire che tra le frazioni, ma anche i borghi della Valle Roveto è sicuramente uno dei più dinamici e se non fosse per il problema del brigantaggio avrebbe sicuramente una crescita maggiore. Segno di questa dinamicità è anche la costante crescita della popolazione che passa dalle 510 unità del 1806 ai 797 del 1838. Certo parliamo di un paese di collina incastonato nella catena dei Monti Ernici e quindi un paesino in confronto ad altri centri più grandi, però grazie alla presenza della dogana risulta un paese di frontiera, quindi con una discreta presenza di commercio che contribuisce alla vita della popolazione locale.
Purtroppo però la polizia locale ha grandi difficoltà a far rispettare la legge per la fronte presenza dei briganti, in special modo questa zona è soggetta alle violenze della banda di Luigi Alonzi, detto Chiavone, uno dei fuorilegge più famosi e sanguinari dell’epoca. Purtroppo anche Roccavivi è soggetta alle sue violenze.

Proclamazione del regno d’Italia (17-3-1861). (Immagine da Wikipedia)

Vittorio Emanuele II re d’Italia. (Immagine da Wikipedia)
Nel 1861 dopo la seconda guerra d’Indipendenza e l’impresa dei Mille si forma il tanto agognato Regno D’Italia sotto la dinastia Savoia. Il regno nasce ufficialmente il 17-3-1861 sotto la guida del primo re d’Italia Vittorio Emanuele II di Savoia.
Il nuovo stato cerca di unificare tutto il regno, ma per riuscirci deve sconfiggere il brigantaggio vera piaga sociale. A ciò bisogna aggiungere che tutte le popolazioni del sud Italia non si sentivano italiane appena nasce il nuovo stato e decidono di allearsi con la Chiesa, i briganti e le truppe borboniche rimaste fedeli ai Borbone. In pratica sotto la pervicace tenacia di Francesco II di Borbone si forma una strana alleanza pronta a rovesciare il nuovo stato e far tornare il re borbonico sul trono di Napoli.
La strana alleanza si scontra con le truppe di soldati mandati dal nuovo governo di Torino in più occasioni e ciò sfruttando le montagne appenniniche e le conoscenze dei briganti. In tutto questo l’Abruzzo e la Marsica appaiono in prima linea nel combattere i Savoia. Nella Valle Roveto come nel resto del territorio marsicano è la chiesa locale con i suoi parroci a guidare le rivolte sobillando la popolazione ignorante e orgogliosa. Tra il 1860 e il 1862 ci sono forti scontri in tutta la Marsica fra banditi, popolani e truppe savoiarde che all’inizio faticano non poco contro la popolazione locale.
La svolta arriva però inaspettata nel 1861 allorquando diverse bande di briganti abbandonano l’alleanza con il re Francesco e tornano a tormentare le popolazioni locali. Queste genti infastidite e stufe di questi criminali finiscono per accettare il nuovo corso italiano, pur di veder eliminati questi banditi che tormentano i vari paesi.

Immagine di briganti mentre assaltano una diligenza nel 1865.
Roccavivi per esempio, che è un luogo di transito tra la valle Roveto e i passi montani della Serra Lunga, viene saccheggiata dai briganti in più occasioni tra il 1861 e il 1862 e non contenti di ciò compiono gravi atti di violenza contro la popolazione inerme. La banda che procede in questo modo è sempre la stessa ovvero quella guidata da Luigi Alonzi, detto Chiavone.

Scontro a fuoco tra i Briganti e la polizia italiana
Questi atti di violenza tuttavia vanno a totale danno della banda che li compie in quanto nega loro il sostegno della popolazione che fino ad un certo momento li aveva sopportati. Ora non più e ciò porta la popolazione ad appoggiare completamente la nuova polizia italiana, che anche grazie al sostegno popolare riesce a catturare e sterminare i briganti. Questi spariscono dalla Marsica e dal meridione italiano entro il 1869.

Immagine della breccia di Porta Pia a Roma nel 1870
Nel 1870 Roma viene presa dai Bersaglieri e successivamente diventa capitale d’Italia. L’episodio in se è una notizia forte in quanto non solo si unifica così l’intera penisola, ma soprattutto viene meno per la prima volta da più di 1000 anni a questa parte, lo stato pontificio ridotto ora al solo Vaticano.

Scorcio di Roccavivi. (Immagine personale)
Ma di riflesso anche altre situazioni ne seguono e tra queste vi è il venir meno di Roccavivi come ufficio di dogana ovvero zona di confine fra uno stato quello borbonico prima e quello italiano poi con lo Stato del Papa. Nonostante questa perdita di ruolo, il paese, seppure ormai solo frazione del comune di San Vincenzo Valle Roveto, va avanti cercando di adattarsi al nuovo corso.

La Valle Roveto oggi. (Immagine personale)
S’intensifica per quel che si può le varie coltivazioni della zona che sono da sempre un punto d’orgoglio della zona a cominciare dall’olivo da cui si ricava un ottimo olio, oppure la coltivazione delle mela, dei ciliegi, delle pera. Insomma il paese pur nella sua piccolezza cerca una sua autonomia.
Nel 1878 terminano i lavori di prosciugamento del Lago Fucino e ne viene fuori una terra fertilissima e grande a totale beneficio di Torlonia che ne ricava una ricchezza immensa. Allo stesso tempo per riuscire ad ottenere ciò egli ha spostato tutta la sua amministrazione ad Avezzano, eleggendo così la cittadina a capoluogo di zona e di riflesso confermandosi capoluogo della Marsica.
Ciò determina una maggiore unificazione e riconoscimento territoriale. La popolazione della Marsica a causa delle alte montagne è rimasta a lungo isolata dal resto d’Abruzzo e dal Lazio creando con il tempo una propria identità culturale molto precisa che ai più non emerge, ma per la popolazione che vi abita ciò è un fattore scontato e incontrovertibile.

La ferrovia Avezzano-Roccasecca passante per la gola di Capistrello. (Immagine personale)
Negli anni 1884 – 1902 nasce la ferrovia Avezzano – Roccasecca che in qualche modo spezza l’eterno isolamento di questa parte d’Italia. Ma purtroppo ciò non comporta miglioramenti economici e molte persone preferiscono andare via in cerca di fortuna viaggiando verso altri continenti, principalmente verso il Nord America, quindi USA e Canada. Tra i tanti che si trasferiscono ci sono anche persone di Roccavivi che nel frattempo vede crescere la propria popolazione a circa 1000 unità.
Con l’inizio del XX secolo la situazione non cambia, nonostante che in alcune zone della Marsica il progredire dei traffici di Torlonia porti di riflesso miglioramenti economici-sociali visibili soprattutto nei nei più grandi paesi della zona Avezzano e Tagliacozzo. Certo è che per i paesi della Valle Roveto come Roccavivi questi miglioramenti per ora sono inconsistenti e si va avanti in modo molto faticoso.

Balsorano ai primi del ‘900
Nel 1915 abbiamo poi il terribile disastro del terremoto di Gioia dei Marsi che sconvolge in modo violento la storia della Marsica. Il sisma uno tra i più forti della storia geologica recente provoca in pochi secondi la morte di decine di migliaia di persone più di 30.000 per essere precisi. Non esiste famiglia nella Marsica che non abbia avuto lutti.

Il castello Colonna crollato dopo il sisma

L’antica chiesa di San Bartolomeo venuta giù con il terremoto del 1915
Tutte le zone della Marsica sono coinvolte nel sisma di Gioia dei Marsi, anche se ci sono centri abitati come Tagliacozzo, che sono riusciti a resistere bene al grande sisma riportando solo danni superficiali. Purtroppo però la maggior parte di questi sono o rasi al suolo come Avezzano e Gioia dei Marsi o gravemente danneggiati. I morti come detto sono in numero altissimo e in alcuni casi la popolazione scompare quasi completamente come avviene ad Avezzano e altri centri.

Le rovine di Avezzano dopo il sisma di Gioia dei Marsi
Roccavivi dal grave sisma ne esce gravemente danneggiata nell’abitato, ma miracolo senza vittime, come invece accade a diversi paesi limitrofi. La ricostruzione del paese parte abbastanza presto, rallentata però dallo scoppio della prima guerra mondiale che porta con se solo lutti e crisi economica.
Successivamente verso la fine della 1 guerra mondiale che termina alla fine del 1918, scoppia una grave epidemia virale definita la Spagnola, che provoca molti morti anche qui nella Marsica. L’Europa che esce dal primo conflitto mondiale è profondamente diversa da prima e Versailles in Francia è deciso il nuovo corso mondiale.


L’Europa nel 1919
Tornando a Roccavivi vediamo come la ricostruzione parta soprattutto dal 1920 e nel volgere di alcuni anni molti dei danni derivati dal terremoto del 1915 sono riparati con molti caseggiati ricostruiti.
Il paese insomma si rimette in marcia affrontando con dignità e spirito di sacrificio gli anni tosti del Fascismo. Durante il periodo fascista comunque il paese si riprende e la popolazione continua a crescere raggiungendo nel 1931 la cifra record di 1157 persone residenti. Negli stessi anni si procede a migliorare i collegamenti del paese con le arterie principali dell’epoca attraverso la costruzione nel 1928 di una nuova e grande strada che collega Roccavivi alla strada Nazionale 82.

Manifestazione fascista a Balsorano nel 1941
Nel 1939 poi scoppia la seconda guerra mondiale e nel 1940 dopo un anno di tentennamenti anche il genio Mussolini decide di entrarvi a fianco di Hitler. Con l’inizio della seconda guerra mondiale per la Marsica si apre un periodo molto difficile che vede il territorio coinvolto dapprima in modo indiretto e poi diretto. In altre parole nel 1940 molti giovani marsicani sono chiamati a combattere per la patria in guerra e devono allontanarsi da casa per andare nei vari fronti dove sono spedite purtroppo molti di questi moriranno in guerra nel corso del conflitto. Il distacco dei giovani Marsi dalle proprie case è doloroso e in molti casi sarà definitivo.
Successivamente nel 1943 dopo 3 dolorosi anni di guerra con l’Italia che viene perdendo il conflitto ovunque, con il paese che perde prima tutte le sue colonie e alla fine nel luglio 1943 viene anche invaso dalle forze straniere. Il risultato è il crollo del Fascismo dopo 20 anni di potere nel luglio 1943 e l’invasione straniera sul suolo italiano nello stesso mese.
Ma il peggio avviene poco dopo in settembre allorquando dopo l’invasione a sud da parte degli Alleati per liberare il paese dal nemico nazifascista, l’Italia è invasa anche a nord dalla Germania che con una mossa fulminea invade l’Italia fino a Frosinone, dove struttura la Linea Gustav, che diventa la zona di confine tra le due parti del paese.
La Marsica diventa che ricade nella zona tedesca diventa la sede del comando tedesco che difende la linea Gustav. La sede ufficiale è a Massa d’Albe dove abbiamo il quartier generale della X armata tedesca. La Marsica insomma vive dal settembre 1943 al giugno 1944 sotto occupazione tedesca e tutto il territorio viene presidiato in modo asfissiante dalle truppe naziste.
La convivenza tra Tedeschi e Marsi è difficile, ma i Marsi cercano di adattarsi e sopravvivere e far sopravvivere. In pratica molte famiglie marse pur nella loro povertà nascondono a prezzo della propria vita, persone straniere che fuggite dal campo di concentramento di Avezzano si rifugiano presso le montagne o gli antichi borghi e molti di essi sono mantenuti dalle famiglie di agricoltori presenti in loco.

Carsoli 1944: resti di strutture bombardate.
La situazione è difficile ovunque compresa la Valle Roveto che trovandosi a ridosso della linea Gustav si trova al centro dei rifornimenti tedeschi al fronte sud. Ogni paese della zona è un sorvegliato speciale. Ma nonostante ciò le povere e oneste persone della Valle Roveto resiste e persiste.
I momenti peggiori sono però i bombardamenti alleati che cercando d’indebolire il nemico seminano il panico tra la popolazione inerme compresa quella di Roccavivi. Ci sono molte bombe che cadono sui centri abitati o nelle vicine campagne. E’ un vero tormento nella Marsica interi centri abitati sono quasi distrutti come accade a Carsoli o ad Avezzano.

Bombardamento alleato su Avezzano tra gennaio e maggio 1944
Quest’ultima viene sottoposta a continue raffiche di bombe. Qui la popolazione scappa dalla città e si rifugia in montagna o nei piccoli centri confinanti.

Crateri dei bombardamenti ad Avezzano (1944)
La popolazione dei vari paesi ad un certo punto non facendocela più fugge via sulle montagne o negli antichi caseggiati distrutti dal sisma del 1915. E’ il momento più duro. Infine però a prezzo di un duro scontro fra forze alleate e forze tedesche le prime riescono ad avere la meglio sui secondi, riuscendo a sfondare la linea Gustav all’inizio del giugno 1944.


Liberazione di Roma da parte alleata il 4 giugno 1944
A questo punto nell’arco di due settimane la Marsica e tutto il centro Italia sono liberati. Circa un anno dopo anche il resto d’Italia è libera dalla morsa tedesca e la guerra finisce di li a poco nell’agosto 1945. Si ricomincia.
La ricostruzione della Valle Roveto e della Marsica parte da subito e nel volgere di alcuni anni strade, ponti e ferrovie sono completamente ricostruite. Roccavivi nel periodo tedesco per le notizie pervenuteci non ha subito danni particolari, ma la paura qui è stata tanta specialmente durante i sorvoli degli aerei alleati per bombardare il territorio marsicano della Valle Roveto.

Immagine della vittoria della Repubblica sulla monarchia nel referendum del 2 giugno 1946
Nello stesso periodo in cui si ricostruiscono i borghi e le vie di comunicazione tra il 1945 e il 1950 si procede anche a ricostruire l’Italia sul piano politico e amministrativo. Il tutto inizia con il referendum del 2 giugno 1946 sulla forma istituzionale dello stato italiano. Ebbene vince la repubblica sulla monarchia. Mandati via i Savoia l’Italia a prezzo di duri scontri politici interni diventa un grande e forte stato democratico nonostante i suoi difetti.
Siamo così al 1950 e giungiamo al momento di maggior presenza di residenti nella Marsica. Ogni paese della Marsica grazie al ripopolamento avuto dal ritorno degli uomini dal fronte e ai nuovi nati è pieno di gente. Roccavivi per esempio conta nel 1951 la cifra record di 1277 residenti.
Con il tempo tuttavia la situazione cambia a causa delle cattive condizioni economiche locali. In pratica nella Marsica nonostante la vittoria dei braccianti su Torlonia e la conquista delle terre fucensi, la situazione economica è grave e ciò spinge molti giovani ad andarsene. Le mete prescelte sono il nord Europa e ancora gli USA.
E Roccavivi?
Roccavivi uscita dalla seconda guerra mondiale è un paese ferito come molti centri della zona, ma grazie all’impegno e alla forza dei suoi abitanti riesce in qualche modo ad andare avanti. Nel corso degli anni ’50 e ’60 si cerca di sviluppare al massimo l’artigianato per la lavorazione artistica del rame e del legni. Per esempio figlio di questa attività sono i mobili abruzzesi, fatti a mano, ad incasso.

Scorcio di Roccavivi nel 1969.
Altra importante attività presente a Roccavivi è la produzione dell’olio grazie alla macinazione delle olive. A Roccavivi esistono tre frantoi elettrici e due mulini. Insieme a questo nel corso degli anni ’50 e ’60 si è lavorato per migliorare i collegamenti di Roccavivi con le principali arterie e centri della zona.

Scorcio di Roccavivi nel 1969
Nel 1959 è stata inaugurata la stazione di Roccavivi sulla tratta ferroviaria Roccasecca-Avezzano e nel 1965 è stata costruita la strada diretta tra Roccavivi e il capoluogo comunale di San Vincenzo Valleroveto.

Inaugurazione nel 1970 della nuova uscita autostradale a Carsoli.
Nel 1970 sono poi inaugurate le due autostrade A24 e A25 che pur non collegando irettamente la Valle Roveto con i principali centri del centro Italia sono comunque usate anche dalla popolazione della zona che tramite la strada di collegamento fra la Valle Roveto e Avezzano possono poi usufruire anche di queste grandi arterie stradali.
Una particolarità di Roccavivi è la notevole presenza della popolazione in questo centro che a differenza di altri della Valle Roveto, non subisce un tracollo nel tempi, ma anzi rimane sempre ben vissuto. Certo anche qui come nel resto della Marsica molti vanno a lavorare fuori, soprattutto a Roma, ma complice anche la presenza delle due nuove autostrade si tende sempre a far ritorno al proprio paese, in quanto il rapporto fra gli abitanti e Roccavivi è molto forte tendendo a recidere il meno possibile tale legame.
Questo è alla base del fatto che il paese contrariamente ad altri borghi non subisce un vero tracollo demografico come invece avviene ad altri paesi. Qui nel 1971 viene registrata la presenza di 1164 abitanti e questo basta per dire che qui il crollo demografico non c’è mai stato. Anche nel corso degli anni ’70 il paese continua ad essere ben vivo anzi alcuni tendono anche a ritornare stabili.

Roccavivi nei primi anni ’80.
Tanto è vero che nella registrazione della popolazione del 1981 si ha una risalita dei residenti che va a 1195 unità. Poi forse complice una mancata crescita economica la popolazione tende a riandare via facendo avere una descrescita demografica sancita dalla registrazione del 1991 con soli 1113 residenti. Qui non sappiamo del tutto spiegarci questo numero in quanto la notevole crescita economica della Marsica con il boom economico marsicano della prima metà degli anni ’80, sancisce un recupero totale della zona sotto il profilo economico.
Per quel che sappiamo la spinta economica data dal boom della Marsica arriva anche nella Valle Roveto producendo una certa crescita della zona, che però forse non risulta sufficiente a chi vive a Roccavivi producendo una piccola smobilitazione dal paese.
Nel corso degli anni ’90 la Valle Roveto vive un momento di agiatezza economica che si cerca di rafforzare investendo nell’accoglienza turistica, cercando dunque un nuovo canale economico su cui puntare per il futuro. Tutto questo però a quanto pare non basta visto il deflusso presente nel paese che scende come numero di abitanti da 1113 a 1083 nella registrazione del 2001.
Con il nuovo secolo l’economia del paese e della zona non cambia andando abbastanza bene, ma pur rimanendo alto l’attaccamento della popolazione verso il proprio paese rimane alta la smobilitazione da Roccavivi, che tuttavia nonostante il calo tiene un numero ragguardevole di abitanti, anzi alla fine del decennio molte persone sembrano tornare nel paese che seppure non cresce di nuovi arrivi si mantiene comunque costante come popolazione rimanendo a 1080 abitanti.

Terremoto dell’Aquila del 6 aprile 2009. (Immagine da Wikipedia)
Nel 2009 il terremoto dell’Aquila pur creando molta paura tra la popolazione non porta problemi materiali nel borgo. Borgo che comunque è presente in una zona altamente sismica e quindi deve essere guardingo nella costruzione dei propri fabbricati.

Scorcio di Roccavivi oggi. (Immagine personale)
Nel corso degli anni 2010 pur soffrendo come tutta la Marsica e la Valle Roveto di una certa crisi economica, il paese di Roccavivi reagisce mobilitandosi in iniziative culturali per meglio preservare la propria identità e allo stesso tempo migliorarsi sul piano dell’accoglienza turistica.
Nel 2016 viene ricordata con solenni cerimonie la tragedia della frana del 1616 che distrusse il paese di Roccavivi segnandone una svolta storica. Il paese comunque è più vivo che mai e desideroso di emergere.

Uno dei vicoli di Roccavivi. (Immagine personale)
Nel 2014 è stata avviata dalla Proloco del paese la manifestazione “Vicoli di Gusto”, una manifestazione enogastronomica che per 2 giorni celebra i sapori e odori di questo angolo d’Abruzzo. Negli stessi anni Roccavivi è divenuta meta di numerosi visitatori che hanno trovato nel paese un ‘ottima base di partenza per escursioni in montagna per i bellissimi Monti Ernici.
Roccavivi infatti tra le altre cose è divenuta negli ultimi anni, diciamo dal 2018, sede di numerose iniziative per escursioni in montagna o in natura da fare sia a piedi che in bicicletta. Complice il bellissimo paesaggio che caratterizza l’area attorno a Roccavivi, il paese si presta bene per questo genere d’iniziative e la sempre maggiore presenza di visitatori conferma ciò.

Santuario della Madonna delle Grazie di Roccavivi. (Immagine da Wikipedia)
Ci raccomandiamo di non trascurare escursioni anche di carattere culturale come la visita al santuario della Madonna delle Grazie e per i più arditi escursioni verso l’antica torre di Roccavivi risalente al X secolo.

Scorcio di Roccavivi oggi. (Immagine personale)
Naturalmente questo percorso di rinascita culturale non è stato facile e si è potuto realizzare solo grazie al coinvolgimento dell’intera comunità di Roccavivi, che riconoscendosi in questo progetto ci ha messo l’anima riuscendo a rivitalizzare un paese contraddistinto da sempre dal forte senso di appartenenza e orgoglio sia in chi ci vive tutto l’anno, sia in chi per lavoro ritorna in questo solo alcune volte all’anno, soprattutto nei mesi estivi.
Come visto la storia di Roccavivi è un alternarsi di tragedie e rinascite rese possibili dal grande senso di attaccamento a questo territorio in chi ci è vissuto e ci vive, che con grande tenacia e spirito di sacrificio portano avanti un borgo tra i più dinamici della Marsica, che andrebbe maggiormente valorizzato e fatto conoscere, per le tante qualità di cui dispone sul piano storico-culturale, paesaggistico e culinario.
E proprio sugli aspetti paesaggistico e culinario vorrei soffermarmi prima di concludere questa lunga descrizione di questo splendido paese.

La Valle Roveto oggi. (Immagine personale)
L’aspetto paesaggistico è sicuramente importante vista la natura incontaminata e selvaggia che circonda Roccavivi. Da qui è possibile avviarsi per i molti sentieri presenti nell’area, incamminandosi e inoltrarsi nella foresta e in montagna respirando aria e godersi panorami incredibili.

I Monti Ernici che circondano Roccavivi. (Immagine personale)
Le montagne che circondano Roccavivi sono tra le più belle di tutto l’Appennino e meritano una visita.
Sul piano culturale consigliamo escursioni al bellissimo e antico santuario della Madonna delle Grazie e per i più arditi escursioni verso l’antica torre di Roccavivi, risalente al X secolo, posta nella parte alta del vecchio caseggiato altomedievale.
L’ultimo aspetto da considerare è quello culinario, in quanto completa con un esperienza di gusto la visita in questa zona. Ebbene la cucina del posto è ricca di piatti tipici della Marsica, fatti con prodotti locali, che possono essere assaggiati magari in occasioni di eventi enogastronomici della zona, in quanto ciò consente un più veloce incontro dei visitatori con la cucina del posto, consentendo poi di approfondirla con escursioni culinarie per i vari ristoranti del paese e della zona attorno a Roccavivi.
Qui i piatti sono quelli tipici della montagna ricchi e sostanziosi, che spaziano dai primi molto variegati ai secondi con le tipiche carni da pecora cotte in vari modi, fino ai contorni con le verdure del posto condite con il tipico olio della Valle Roveto, famoso in tutta l’Italia centrale.

Il magnifico olio della Valle Roveto.
A questo si aggiunge la frutta che spazia dalle mela, alle ciliegie, ai verdoni, una prugna tipica della Marsica, fino alle castagne roscette ecc. Riguardo alla castagna roscetta aggiungiamo alcune note poichè questo prodotto è tipico della Valle Roveto e altamente rappresentativo di questa terra.
La Valle Roveto è una delle zone con maggiore presenza di castagneti di tutta la Marsica e dell’Abruzzo. Ebbene questi si trovano alla destra del fiume Liri, lungo tutta la valle, concentrandosi tra i comuni di Capistrello, Canistro, Civitella Roveto, Morino, San Vincenzo Valle Roveto, Civita d’Antino e Balsorano.

I Castagneti della Valle Roveto.
(Immagine da https://www.terremarsicane.it/a-canistro-una-camminata-inclusiva-in-uno-dei-castagneti-del-territorio/)
IL frutto di questi castagni è la Roscetta della Valle Roveto di colore bruno rossastro, liscia nella superficie e di volume rilevante, che si caratterizza per la particolare dolcezza del sapore dovuto al più alto valore dei glucidi solubili.

La castagna roscetta della Valle Roveto.
I castagneti della Valle Roveto sono nutriti da un suolo adatto a questi alberi e dalla ricca presenza di acqua data dalle numerose sorgenti, che caratterizzano questo territorio.

I Castagni, alberi da cui proviene la Roscetta.
(Immagine dahttps://www.turismo.it/cultura/articolo/art/lucca-il-castagno-protagonista-al-museo-id-18743/)
Proprio questo ambiente così puro, ha consentito a questi alberi di raggiungere età ragguardevoli con un’età media stimata di 200 anni, ma ci sono numerosi esemplari anche con datazioni di 300 o 400 anni.
Esistono documenti che parlano della presenza del castagno nella Valle Roveto già dalla metà del ‘600. Alla frutta tipica del posto fanno poi da contorno i dolci e i liquori di queste zone veri toccasana di salute.
L’aspetto culinario nella Valle Roveto è quindi assai ricco di piatti e sapori ed è per questo che consigliamo di procedere a fare escursioni culinarie per i vari ristorantini della zona di Roccavivi, in quanto qui si mangia bene e si assapora tutto con calma. Chiaramente se a questi assaggi di salute, aggiungete anche l’aspetto naturalistico e culturale ne viene fuori una vacanza da sogno.
Quindi cosa aspettate venite a visitare Roccavivi.
