ROCCACERRO – STORIA DI ROCCACERRO – XVII secolo


STORIA DI ROCCACERRO


 

 

 

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XVII SECOLO

 

 

– Roccacerro nella prima metà del XVII secolo

Il simbolo dei Colonna. (Immagine da Wikipedia)

 

 

All’inizio del XVII secolo la situazione socio economica della Marsica e quindi anche del ducato di Tagliacozzo retto dai Colonna, è abbastanza grave, a causa del duro clima presente sull’Europa ormai da circa di 40 anni e delle alte tasse spagnole.

 

Tagliacozzo nel XVI – XVII secolo

 

Per quanto riguarda il clima nella Marsica la situazione è molto pesante con l’inverno che tende ad estendersi per diversi mesi, iniziando più o meno alla fine di ottobre e finendo più o meno all’inizio di maggio.

Questo porta a forti nevicate presenti sulle montagne che si ritrovano coperte di nevi per larga parte dell’anno e spesso capitano annate dove il lago Fucino si ritrova ghiacciato per diversi mesi che consentono di poterlo attraversare senza problemi.

Ma la conseguenza principale sono i raccolti, che in alcuni anni sono praticamente inesistenti e molte volte pur avendoli sono molto scarsi o di cattiva qualità.

 

Scurcola nel XVI secolo

 

L’altro fattore di disagio sono le alte tasse spagnole che continuano a crescere e ad incidere in modo pesante sull’economia feudale della Marsica e più in generale di tutto il sud Italia, trattato ormai da 100 anni come una colonia. Ciò porta sul lastrico non solo moltissime famiglie contadine, ma anche molte famiglie feudali, che falliscono facilmente.

 

Briganti marsi.

(Immagine da https://www.terremarsicane.it/il-dramma-di-un-giudice-giacobino-nella-marsica-1806/)

 

Conseguenze principali  di questa situazione è un forte calo delle produzioni ortofrutticole, un forte calo della popolazione animale, che muore per freddo e fame e in ultimo cosa più importante un forte calo della popolazione marsicana.

L’unico incremento che si registra nella Marsica e in tutto il sud Italia è un grande incremento del brigantaggio, che in questo momento non va visto solo come incremento di gente di malanimo, ma soprattutto di gente disperata che non riesce a trovare modo per sopravvivere.

Nonostante ciò per la Marsica almeno nei primi decenni del secolo, il governo ducale riesce in parte ad attutire gli effetti peggiori della situazione, attraverso una politica espansiva che beneficia anche del confine con lo Stato della Chiesa.

Ma ciò è purtroppo una condizione che andrà a sparire con l’evolversi della situazione, che vedrà un peggioramento climatico nel corso del secolo, ma soprattutto un notevole peggioramento della situazione sociale generale.

 

 


 

 

 

 

E Roccacerro?

Scorcio di Roccacerro. (Immagine personale)

 

Roccacerro nei primi 40 anni del XVII secolo appare come tutti i borghi della Marsica del tempo, con un’economia a pezzi per mancanza di raccolti e la sua popolazione in discesa. In questa fase a soffrire la fame e il freddo non solo gli uomini, ma anche gli animali e molti di quelli allevati a causa del forte freddo muoiono spesso, producendo un grave impoverimento per quelle famiglie contadine che possiedono pochi animali e fanno affidamento su di loro per molte cose. Sul lato amministrativo Roccacerro continua ad essere un comune a se e lo sarà ancora per molto tempo.

 

Scorcio di Roccacerro. (Immagine personale)

 

Nel frattempo il castello di Roccacerro è ormai in completo stato di abbandono più o meno dalla fine del XVI secolo e rimane così per tutto il secolo successivo.

Il suo abbandono è il simbolo di ciò che accade alle piccole rocche medievali, che venute meno per importanza strategica vengono via via abbandonate dalle grande famiglie feudali, che tengono in attivo solo le rocche principali, trasformando queste in grandi palazzi residenziali come accade al palazzo ducale di Tagliacozzo, al castello di Avezzano o al castello di Balsorano.

 

Il castello di Avezzano nel ‘600.

 

Nel 1640 la situazione generale è notevolmente peggiorata e a nulla valgono, i tentativi intrapresi dai Colonna e dai loro rappresentanti per far funzionare l’economia locale. E’ un macello. Questa situazione comune a tutto il sud Italia, soprattutto per la cattiva gestione degli Spagnoli porta nel 1647 all’esplosione della grande rivolta popolare di Masaniello.

Ovunque nel sud compresa la Marsica esplodono forti proteste contro il regime spagnolo portando ad arretrare in molti territori del sud. Poi però gli Spagnoli si riorganizzano e nel 1648 soffocano dopo un anno la grande rivolta riportando il territorio del sud alla situazione precedente.

 

 


 

 

 

 

– Roccacerro nella seconda metà del XVII secolo

Dopo la sconfitta nella rivolta di Masaniello la popolazione è sfiduciata e depressa e ciò è vero anche nella Marsica. Ora molte persone non nutrono più speranza di cambiamento e sono rassegnate al peggio anche considerando le condizioni climatiche. Ma questo non è niente in considerazione a quello che sta per accadere. Infatti pochi anni dopo nel 1654 un brutto terremoto colpisce l’Abruzzo e il centro Italia.

 

Terremoto di Sora del 1654

 

Il terremoto in questione è il sisma di Sora avvenuto la notte del 24 luglio 1654 che ha colpito la zona di Sora e tutto il centro Italia con una magnitudo di 6,3 Mw. Il sisma si sente distintamente in tutto l’Abruzzo e soprattutto la Marsica e in special modo nella Valle Roveto e nella Vallelonga dove provoca diversi danni.

 

La Peste del 1656. (Immagine da Wikipedia)

 

Ma l’autentico dramma avviene 2 anni dopo nel 1656 con l’arrivo della Peste. Questa compare in Italia nel 1656 e fa morti in tutta Italia e poi come venuta se ne va nel 1657. Ma in un anno fa una strage, nella sola Marsica fa 4000 morti con centri abitati che praticamente scompaiono in quanto in questi muoiono in pochi mesi l’80 – 90% della popolazione. Ci sono intere famiglie che si estinguono. A Roccacerro per Peste sembra siano morte diverse persone, ma sembrerebbe che il loro numero pur essendo importante non è altissimo.

 

Avezzano in un immagine di fine XVI – XVII secolo

 

La batosta della Peste è per la Marsica sicuramente una vera jattura, che compromette per molti anni la crescita della zona. La popolazione sopravissuta ci metterà molto tempo per riprendersi e ne frattempo sola e triste dovrà fare i conti ancora con le alte tasse spagnole, ma soprattutto con il clima rigido che ancora per tutto il ‘600 porterà grandi disagi ai paesi della Marsica.

 

Scorcio panoramico di Roccacerro. (Immagine personale)

 

Roccacerro dopo la jattura della Peste dovrà attendere molti anni prima di riprendersi e nel frattempo come tutti i borghi della Marsica sopravvive. Alla fine del secolo troviamo il paese che non va bene, risulta praticamente bloccato e a simboleggiare questa crisi vi è l’antico castello ormai decadente da un secolo.

 

Scorcio di Roccacerro. (Immagine personale)

 

Il castello ormai abbandonato a se stesso, rappresenta bene questa crisi. Il maniero si presenterebbe come una struttura bisognosa di cure, con diversi punti della struttura a rischio crollo. Ma il paese in questo momento è gravemente segnato dalla crisi generale sia economica che sociale e non ha per il momento la forza di reagire e quindi qualsiasi intervento viene rimandato.

 

Terremoto di Bolsena del 1695

 

Il secolo XVII nella Marsica si conclude nel 1695 con il terremoto di Bolsena che fa molti morti e feriti anche nella Marsica in special modo a Celano dove si hanno molti crolli.

 

 


STORIA DI ROCCACERRO