ROCCACERRO – STORIA DI ROCCACERRO – XVI secolo


STORIA DI ROCCACERRO


 

 

 

 

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XVI SECOLO

 

 

– Roccacerro nella prima metà del XVI secolo

Stemma della famiglia Colonna

 

All’inizio del XVI secolo i Colonna, usciti vincitori dalla lunga sfida con gli Orsini, sono ormai la nuova famiglia feudataria delle contee di Albe e Tagliacozzo, con Fabrizio Colonna primo conte di Tagliacozzo dei Colonna.

 

Fabrizio Colonna I duca di Tagliacozzo. (Immagine da Wikipedia) 

 

Nel 1504 i reali spagnoli, che sono i nuovi padroni del reame napoletano dopo la vittoria sulla Francia, elevano a duca Fabrizio Colonna, riunendo così in un unico grande feudo le contee di Albe e Tagliacozzo.

 

Piazza Obelisco oggi a Tagliacozzo. (Immagine personale)

 

Tagliacozzo è il nuovo centro amministrativo del ducato. I Colonna rimarranno duchi di Tagliacozzo per i successivi tre secoli, assicurando con la propria discendenza stabilità amministrativa ai territori marsicani. Questo è importante  e non scontato dato che molte famiglie nobili tra XVI e XVII secolo con le loro spese eccentriche s’indebitano finendo sul lastrico o si estinguono imparentandosi fra di loro.

Fatto è che i Colonna pur muovendosi in un contesto completamente diverso da quello in cui si sono mossi gli Orsini, realizzano lo stesso schema di potere della precedente famiglia ovvero creare uno stato nello stato a cavallo fra i due ovvero fra lo Stato della Chiesa e la Spagna che ha reso il regno di Napoli una sua colonia abbassando il titolo reale con un quello di viceregno. Comunque vadano le cose abbiamo che i Colonna riescono nell’arduo compito di riuscire a creare uno po’ di sviluppo per la zona marsicana. 

Ciò viene fatto sviluppando l’industria armentizia attraverso un nuovo percorso transumante, che vede le greggi scendere dalle montagne abruzzesi per svernare in inverno nella campagna laziale soggetta ai Colonna e di contro nei mesi estivi le greggi svernano nelle montagne marsicane.

 

Scorcio di Roccacerro oggi. (Immagine personale)

 

Più o meno all’inizio del XVI secolo, all’interno di un quadro di maggiore tranquillità sociale, Roccacerro vede la formazione del proprio comune, che sarà attivo fino al 1806. Come detto l’inizio del XVI vede finalmente una situazione sociale più tranquilla e con clima abbastanza buono i raccolti sono discreti e questo contribuisce ad una crescita della popolazione anche a Roccacerro. La popolazione continua a dedicarsi soprattutto all’agricoltura, ma viene prendendo piede anche un’altra attività ovvero quella dei CAVALLARI. 

 

Scorcio di Roccacerro oggi. (Immagine personale)

 

I Cavallari sono un’attività che consiste nella conduzione di un animale (di solito il cavallo) e del carro lungo percorsi prestabiliti, spesso anche per lunghe distanze (collegando campagne con città, mercati e porti). Il Cavallaro è responsabile della movimentazione delle merci, sollevandole e ponendole sul mezzo di trasporto. Deve assicurarsi che il carico sia ben bilanciato e fissato per evitare movimenti o incidenti durante il tragitto.

 

Scorcio di Roccacerro oggi. (Immagine personale)

 

Il cavallaro cura l’animale o gli animali e il mezzo, il carro. In pratica si occupa della manutenzione quotidiana del cavallo e del carro (riparazioni leggere, controllo delle ruote e dei finimenti). Inoltre deve pianificare l’itinerario in base alle condizioni stradali, spesso affrontando condizioni atmosferiche avverse. Deve garantire la protezione delle merci anche usando coperture per proteggere le merci da umidità o sole.

 

Scorcio di Roccacerro oggi. (Immagine personale)

 

La popolazione di Roccacerro come tutti i paesi della Marsica sono molto devoti e seguono i tempi religiosi. Rovescio della medaglia in questo contesto sociale più tranquillo è la progressiva perdita d’importanza dei vecchi manieri medievali come quello di Roccacerro. Ancora per buona parte del XVI secolo abbiamo addetti alla vecchia rocca per conto dei duchi di Tagliacozzo, a questo viene sempre meno per i costi di manutenzione.

 

Ascanio Colonna 2 duca di Tagliacozzo

 

Tra  il 1520 e il 1540 i Colonna sono ormai al totale servizio dei re di Spagna e in questo caso sono al servizio dal 1516 del nuovo re Carlo I che diventa imperatore nel 1519. In questa veste egli diventa il sovrano più potente d’Europa e visto il declassamento del sud Italia a vicereame alcune famiglie particolarmente importanti come i Colonna divengono anche vicerè.

 

Roma massacrata durante il saccheggio dei Lanzachinecchi nel 1527

 

Nel 1527 al servizio di Carlo I i Colonna fanno una cosa riprovevole ovvero favoriscono l’entrata dei Lanzichinecchi dentro Roma. Questi entrati nella città eterna la saccheggiano orrendamente incendiando la città, stuprando le donne presenti nella città e soprattutto uccidendo una moltitudine di gente non distinguendo se queste persone sono donne, uomini o bambini. Il sacco di Roma è forse il fatto più orribile che avviene nel ‘500 in Italia.

Fatto è che i duchi di Tagliacozzo in seguito a questo grave atto, vengono duramente puniti da papa Clemente VII (scampato a fatica all’orrendo saccheggio) e dai suoi successori che a lungo non perdoneranno la famiglia romana.

L’anno successivo al sacco di Roma (1528) Clemente VII furente con i Colonna per il loro tradimento alla città, reintegra completamente gli Orsini nei loro  incarichi papali e ordina loro di devastare i domini dei Colonna nello stato pontificio. I Colonna per sfuggire alle ire del papa si rifugiano a Tagliacozzo, dove trasferiscono il loro quartier generale, ma qui nel 1528 giungono gli Orsini a capo di un esercito per vendicare direttamente Roma presso i Colonna.

Gli Orsini sono ben felici di poter vendicare il papa, in quanto questo significa vendicare anche loro per essere stati defraudati delle contee di Albe e Tagliacozzo anni addietro. Fatto è che l’esercito papale giunge in Abruzzo e dopo alcuni saccheggi e massacri vari affronta l’esercito colonnese presso i Piani Palentini nella battaglia di Magliano dei Marsi (1528). Qui l’esercito papale massacra l’esercito dei Colonna. Purtroppo però anche i centri limitrofi alla battaglia sono coinvolti.

Al momento non sappiamo se Roccacerro sia stata in qualche modo scossa dalla battaglia o da episodi vicini. Dopo questo atto i Colonna per quasi tutto il XVI secolo eleggono la Marsica come loro luogo di sede famigliare e palazzo ducale a Tagliacozzo come il loro domicilio principale.

 

L’impero di Carlo V in Europa nel 1540

 

Per la Marsica come per tutto il sud Italia la dominazione spagnola si rivela dura, per le alte tasse che gli Spagnoli impongono, portando così molti territori e feudi alla povertà assoluta. La Marsica almeno per il momento evita lo sfacelo grazie all’accorta guida di diversi duchi e ai loro amministratori che grazie ad un territorio ricco di risorse naturali e confinante con il vicino stato della Chiesa è per il momento in una condizione economica buona, nonostante gli alti e bassi del periodo.

 

 


 

 

 

 

– Roccacerro nella seconda metà del XVI secolo

Nella seconda metà del XVI secolo la Marsica vive ancora un periodo abbastanza buono sul piano economico, nonostante le alte tasse spagnole e il clima d’incertezza politica che si respira.

 

Stemma della famiglia Colonna

 

Certo per i vari borghi della Marsica le condizioni socio economiche non sono  ottimali, ma la situazione per il momento appare tranquilla. I Colonna tra il 1550 e il 1570 continuano a scontrarsi con i papi di turno, che pur riaccettando la famiglia romana di nuovo nel territorio papale continuano a fargli opposizione non riuscendo a perdonare loro il grave ruolo avuto nel sacco di Roma del 1527.

 

Marcantonio II duca di Tagliacozzo e vincitore della

battaglia di Lepanto nel 1571. (Immagine da Wikipedia)

 

Ma le cose cambiano completamente nel 1571 a causa della storica vittoria di Lepanto delle forze cristiane contro l’impero turco riporta in auge i Colonna presso il Papato e tutta la cristianità. Marco Antonio Colonna, duca di Tagliacozzo è il comandante delle forze navali che sconfiggono la flotta turca. Ciò fa dimenticare al papa e a tutti il loro coinvolgimento nel sacco di Roma, anzi consente ai Colonna di riconsolidare il loro potere presso il papato e i loro feudi nel Lazio sono nuovamente in una condizione di tranquillità.

 

Il castello di Avezzano nel ‘600.

 

Marco Antonio Colonna dopo la vittoria di Lepanto torna a Tagliacozzo, ma soprattutto torna ad Avezzano dove i Colonna hanno ristrutturato e ingrandito il vecchio castello del paese per renderlo una degna residenza da vicere. Grazie a questa vittoria la Marsica gode ancora per qualche tempo del favore delle circostanze riuscendo ancora a continuare ad avere una discreta solidità economica.

 

Il paese di Roccacerro oggi. (Immagine personale)

 

In tutto questo vediamo come Roccacerro tenda a divenire sempre meno importante sul piano politico e militare portando il paese a divenire un semplice borgo di montagna. La persone continuano a lavorare come agricoltori e Cavallari, ma ci sono anche pastori e piccoli artigiani.

 

Scorcio di Roccacerro oggi. (Immagine personale)

 

Il paese per il momento è in una condizione accettabile come tanti della Marsica. Purtroppo per la popolazione di Roccacerro essendo questo un paese di montagna, ha difficoltà a spostarsi e la vita generale per questi si concentra perlopiù intorno al borgo.

 

Scorcio di Roccacerro oggi. (Immagine personale)

 

Il passaggio del tempo per il piccolo borgo è ancora contrassegnato dai tempi della religione con le sue funzioni religiose e dai tempi delle stagioni che contraddistinguono i tempi dell’agricoltura.

Ma a sconvolgere questa piccola condizione di tranquillità interviene un nuovo protagonista, ovvero il clima. Tra il 1570 e il 1580 più o meno, il clima cambia divenendo freddo e piovoso. In alcune annate il freddo è talmente intenso che il lago Fucino arriva a congelarsi in modo importante, consentendo alle slitte e alle persone di poterlo attraversare senza rischio che possa rompersi il ghiaccio. In breve i raccolti vanno alla malora e le alte tasse spagnole fanno il resto riuscendo a piegare anche la Marsica e tutti i paesi che vivono nel territorio compresa Roccacerro.

 

L’impero spagnolo alla fine del XVI secolo

 

Sul piano politico generale la Marsica e il sud Italia rimangono sotto lo stretto controllo della Spagna, che ormai da un secolo tratta questo territorio come una colonia da spremere con le tasse, tasse che sono una vera spina nel fianco dell’economia locale che non riesce a riprendersi anche per queste tasse.

 

 


STORIA DI ROCCACERRO