
STORIA DI ROCCACERRO
________________________________________________________-
XV SECOLO
– Roccacerro nella prima metà del XV secolo

Tagliacozzo oggi. (Immagine da Wikipedia)
All’inizio del XV secolo Roccacerro è in una fase di leggero recupero dopo il brutale secolo XIV. Allo stesso modo il resto della Marsica con i vari paesi che cercano faticosamente di rialzarsi attraverso una ripresa economica e sociale, con molti di questi che hanno a che fare con una crisi demografica importante.
Sul piano politico all’inizio del secolo la contea di Tagliacozzo retta dagli Orsini si consolida ulteriormente con l’aquisizione di nuovi paesi, ma soprattutto Giacomo Orsini ottiene il riconoscimento di nuovo conte d’Alba nel 1404. Nel 1404 la famiglia reale dei d’Angiò, come segno di riconoscimento verso Giacomo Orsini per il grande contributo dato al re nei suoi piani di governo, cede lui la contea d’Alba.

Stemma della famiglia Orsini. (Immagine da Wikipedia)
A questo punto Giacomo Orsini controlla entrambe le contee, che però formalmente rimangono separate sul piano amministrativo.
La contea d’Alba da tempo era entrata nell’orbita degli Orsini, che per non erano ancora riusciti ad acquisirla, ma ora con questo atto realizzano l’unione dei domini abruzzesi che la famiglia romana si era posta come obiettivo. L’acquisizione di questi territori si collegano fisicamente agli altri feudi laziali posseduti dagli Orsini e rendono la famiglia romana la più potente del centro Italia.
Questo genera invidia e gelosia soprattutto presso i Colonna veri antagonisti degli Orsini e ciò apre a nuovi scontri di potere successivi. D’altra parte il XV secolo è appena iniziato ed è ancora un secolo ballerino dove i grandi feudatari dell’Italia sono in piena fase di scontro per il controllo di questo o quel territorio.

Scorcio di Roccacerro oggi. (Immagine personale)
In questo quadro di scontri e consolidamenti di potere troviamo Roccacerro che rappresenta un piccolo feudo di confine tra la nascente contea di Tagliacozzo appartenente al regno di Napoli e lo Stato della Chiesa. Il ruolo di Roccacerro in questa situazione rimane l’essere un castello di vedetta sulla Tiburtina – Valeria all’epoca la via più importante della zona.

Scorcio di Roccacerro oggi. (Immagine personale)
Sul piano sociale gli abitanti del piccolo paese rimangono impiegati nella terra come agricoltori e come allevatori di bestiame, soprattutto di pecore. L’allevamento delle pecore rappresenta la seconda attività per importanza del piccolo centro e ciò è comune a molti paesi locali. Tuttavia all’inizio del ‘400 abbiamo un vuoto di persone a causa del grave numero di morti avuti durante la pestilenza del 1348. Ancora dopo 50 anni i piccoli centri della Marsica non sono ancora riusciti a recuperare sul piano demografico e solo verso nella seconda parte del secolo le cose miglioreranno definitivamente.

Stemma della famiglia Orsini. (Immagine da Wikipedia)
Nella Marsica come detto a mettere i bastoni fra le ruote agli Orsini intervengono i Colonna che dopo una fase di decadimento politico, tornano protagonisti del loro tempo grazie all’elezione papale di un loro rappresentante ovvero Martino V.

Papa Martino V (1417-31). (Immagine da Wikipedia)
Papa Martino V viene eletto nel 1417 e oltre a restaurare il potere temporale dei papi con il ritorno della sede papale a Roma e la restaurazione fisica di Roma ridotta ad un piccolo villaggio di 20000 persone, procede a rilanciare il potere familiare. Guardandosi attorno individua nella Marsica il territorio naturale dove mettere radici, ma deve stoppare il potere degli Orsini ormai stabilmente insediati nel territorio.

La regina Giovanna II di Napoli.
La morte del re nel 1414 e l’ascesa al trono della sorella fornisce l’occasione del ribaltamento politico di questa situazione di potere locale. In pratica la nuova sovrana Giovanna II si ritrova in forte contrasto con Giacomo Orsini e dopo alcuni anni di sopportazione decide di togliere a lui la contea d’Albe che torna la demanio.

Palazzo Ducale di Tagliacozzo oggi. (Immagine personale)
A Giacomo rimane il controllo di Tagliacozzo, ma Giacomo si sente derubato di un bene che considera suo. A questo si aggiunge la successiva cessione nel 1423 della contea d’Albe al fratello del papa Lorenzo Colonna e ciò per ingranziarsi il papa e allo stesso tempo procedere con la sostituzione dei Colonna al posto degli Orsini divenuti troppo ingombranti.

Lorenzo Colonna conte d’Albe nel 1423. (Immagine da Wikipedia)
Il papa ottenuta la contea d’Albe per la sua famiglia riesce nel capolavoro diplomatico di riuscire a far mandare giù il boccone amaro agli Orsini intessendo relazioni con loro. A questo si aggiunge la conquista della contea di Celano ai Colonna con il matrimonio fra Jacovella Berardi erede del casato e Odoardo Colonna nel 1423. Con questo matrimonio i Colonna divengono contemporaneamente conti di Albe e Celano.

Il castello di Celano oggi. (Immagine personale)
Una cosa che per gli Orsini è inaccettabile, ma anche per Jacovella Berardi fiera battagliera della sua indipendenza e del suo territorio, ma essendo ella minorenne e senza protezione deve accettare per qualche anno la situazione.
Negli stessi anni si ha la guerra dell’Aquila sempre nell’ambito degli scontri politici per il controllo del regno napoletano, dove l’assenza di eredi diretti per Giovanna II, spinge parenti lontani e avversari politici verso il territorio del sud Italia per cercare di mangiare il boccone del regno del sud.

Battaglia dell’Aquila: Scontro fra Fortebraccio e le truppe in difesa dell’Aquila
sotto le mura della città in un dipinto di Salvatore Fiume
La battaglia dell’Aquila si conclude nel 1424 portando ad un consolidamento del comune abruzzese nel suo territorio e spostando verso di esso la centralità politica dell’Abruzzo interno. Nella battaglia politica vengono coinvolti anche i Colonna e gli Orsini che si ritrovano dentro una guerra che a loro serve per consolidare le posizioni acquisite.
Quando poi nel 1431 papa Martino V muore si rimette tutto in discussione e la Marsica diventa un campo di battaglia per tutti gli anni 1430. Dalla nebbia della politica emerge in questi anni il capitano di Ventura Jacopo Caldora, esponente di una nobile famiglia abruzzese con feudi nell’Abruzzo costiero. Questi grazie alla sua grande capacità militare è il vero vincitore della battaglia dell’Aquila e dopo alcuni anni passati a servire questo o quel signore viene coinvolto nello scontro di potere per il trono napoletano.

Giacomo Caldora conte d’Albe 1436-39. (Immagine da Wikipedia)
Approfittando di ciò Jacopo, da quel genio militare e politico che è riesce ad imporsi anche nella Marsica conquistando tra il 1434 e il 1436 i feudi di Albe e Tagliacozzo togliendoli alle famiglie Colonna e Orsini.
Nel frattempo dopo la morte del papa Jacovella Berardi rompe il matrimonio con Odoardo Colonna di cui non è mai stata innamorata e ritorna dopo una rocambolesca fuga a Celano riacquisendo il controllo dei suoi antichi domini. Qualche anno dopo aver formalizzato la fine del matrimonio con Odoardo Colonna sposa Jacopo Caldora, molto più anziano di lei, riunendo così ancora una volta la Marsica sotto un unico padrone nelle persone di Jacopo Caldora e Jacovella Berardi. Jacopo Caldora si ritrova così per qualche tempo conte di Albe, Tagliacozzo e Celano.

L’ex castello di Roccacerro e dal 1700 chiesa di
Santa Maria degli Angeli. (Immagine personale)
Negli anni 1430 mentre assistiamo a continui scontri e cambiamenti nello scenario politico locale, i paesi come Roccacerro devono comunque andare avanti in qualche modo e visto il perdurare di questa incertezza politica, anche la vita locale non è agevole.
E’ vero che i piccoli centri come Roccacerro se non coinvolti direttamente in qualche scontro militare non subiscono in pieno le difficoltà politiche, ma la vita è comunque molto pesante e ciò a causa delle difficoltà del tempo.
Roccerro nel 1430 è un borgo fortificato di montagna e questo fa si che deve essere autonomo sul piano economico non potendo fare affidamento sugli altri paesi che comunque rimangono solidali fra loro.

Scorcio di Roccacerro oggi. (Immagine personale)
A livello commerciale esiste la fiera di Tagliacozzo che è il mercato locale più importante della zona quello dove si vendono le varie merci che si riescono a produrre.
Per raggiungere questo gli abitanti di Roccacerro, nonostante la relativa vicinanza fanno fatica non avendo strade adeguate. All’epoca la Marsica soffriva molto della mancanza di buone vie di comunicazioni. Ciò rendeva gli spostamenti difficili anche tra centri vicini e poi c’era il problema del brigantaggio, che anche se non era ancora forte come lo sarà nei secoli successivi è comunque un problema.

Scorcio di Roccacerro oggi. (Immagine personale)
Al livello sociale gli abitanti di Roccacerro si ritrovano presso le chiese del paese che rappresentano il punto di riferimento del paese. La religione in generale è da sempre, specie per questi piccoli centri, il fulcro della vita sociale e religiosa. Intorno al prete di turno si costituisce la comunità che fa riferimento a lui per dirimere controversie varie e ciò perchè la persona del prete è da sempre vista come figura saggia e terza nei giudizi e poi è sempre la persona più
colta del paese.
Ma l’unione dura poco per la morte di Jacopo Caldora dopo soli 3 mesi di matrimonio nel 1439. Nei domini di Tagliacozzo e Albe arriva Antonio Caldora che succede al padre, mentre Celano torna nelle mani di Jacovella.
In tutto questo continuo rovesciamento di situazioni la Marsica soffre al livello economico in quanto si ritrova spesso terreno di battaglia fra questo e quel feudatario, soprattutto si ritrova spesso teatro di turbolenze fra i Colonna e gli Orsini, seppure ancora sotto traccia vista la situazione venutasi a creare con Caldora.
All’interno di questa cornice Roccacerro appare come un paese fortificato che tende a difendere se stesso e la popolazione al suo interno, soggetta spesso a dover assistere a transiti di eserciti scalmanati desiderosi solo di guerre e saccheggi. Con questa situazione diventa complicato vivere ma nonostante tutto gli abitanti di Roccacerro resistono e vanno avanti.

L’ex castello di Roccacerro e dal 1700 chiesa di
Santa Maria degli Angeli. (Immagine personale)
Roccacerro sul piano strutturale si compone di un piccolo castello posizionato nel punto più alto, circondato da mura che proteggono il piccolo borgo al suo interno. Lo schema medievale del borgo ancora oggi è leggibile nel suo assetto architettonico nonostante i cambiamenti e il passare dei secoli.

Alfonso I re di Napoli (1442-58). (Immagine da Wikipedia)
Nel 1441 Antonio Caldora muore in un incidente e le due contee vengono prese in carico dal Demanio. Nel frattempo a Napoli è in corso una feroce guerra di successione al trono dopo la morte nel 1435 della regina Giovanna II che morendo senza eredi diretti scatena le cupidigia di molti. Nello scontro fra Angioini e Aragonesi sono questi ultimi ad avere la meglio e nel 1442 diventa nuovo re di Napoli Alfonso d’Aragona. Alfonso si ritrova così ad essere sia re d’Aragona che di Napoli e in quest’ultima veste riconoscendo il grande contributo dato alla causa reale da parte degli Orsini, riconosce loro quanto loro chiedono ovvero la restituzione a loro delle contee di Albe e Tagliacozzo.

Il castello di Alba Fucens. (Immagine personale)
Giovanni Antonio Orsini torna finalmente a Tagliacozzo come nuovo conte di Albe e Tagliacozzo e vi rimane fino alla sua morte avvenuta nel 1456. I Colonna per ora devono mandare giù il boccone, ma meditano vendetta. Inizia così alla fine degli anni 1440 la guerra secolare fra Orsini e Colonna, per ora manifestatasi con piccole scaramucce.
– Roccacerro nella seconda metà del XV secolo

L’ex castello di Roccacerro ora chiesa di Santa
Maria degli Angeli. (Immagine personale)
Con la metà del secolo Roccacerro continua ad essere un piccolo borgo fortificato a controllo della sottostante Via Tiburtina Valeria. Il castello di Roccacerro viene costruito per la sua posizione che lo rendono un ottimo strumento per il controllo territoriale della Marsica occidentale, trovandosi subito dopo il valico di monte Bove lungo l’antica tracciato della Via Tiburtina.

L’antico castello di Poggio Filippo. (Immagine personale)
Per poter essere utile a se stesso e agli altri, i castelli devono poter comunicare fra loro e Roccacerro come rocca lo può fare trovandosi visivamente collegato con le altre torri e castelli vicini. I principali castelli sono il castello di Tagliacozzo, il castello di Tremonti, il castello di San Donato, il castello di Poggio Filippo e il castello di San Berardo di Colli di Monte Bove.

Il castello di Tremonti. (Immagine personale)
La popolazione nel 1450 sembrerebbe tornare a crescere leggermente che pur in una situazione politico sociale complessa ci sarebbe qualche elemento di novità positiva. La Marsica del 1450 è controllata a ovest dalla famiglia Orsini che tra alti e bassi la controllerà per i successivi 50 anni.

Stemma della famiglia Orsini. (Immagine da Wikipedia)
Ma facciamo un passo indietro nel 1450 Giovanni Antonio Orsini controlla ormai saldamente sia Albe che Tagliacozzo che come contee sono doppiamente importanti. In primis per il fatto di essere territori di confine fra due stati e che proprio per questo rappresentano per gli Orsini un modo di possedere uno stato nello stato a cavallo fra due stati confinanti e ci con il beneplacito sia del regno napoletano che dello stato pontificio.

Stemma della famiglia Colonna. (Immagine da Wikipedia)
Ma i loro nemici i Colonna non rimangono a guardare e mano a mano che passa il tempo elevano il grado di scontro contro i potenti rivali. La posta in gioco è sempre la stessa, la Marsica. Le due famiglie se le danno di santa ragione ora ponendo il conflitto nel Lazio e ora in Abruzzo e questo porta di riflesso i territori coinvolti a soffrire direttamente dello stato di cose.

Conflitto tra le famiglie Orsini e Colonna per il
controllo della Marsica. (Immagine personale)
Le due famiglie che di fatto controllano Roma danno il loro appoggio ai papi o ai re di Napoli in funzione del loro vantaggio nel controllo territoriale della Marsica. Ci sono momenti durante il XV secolo tali come conflitto fra le due famiglie, che persino il papa di turno o il re di turno devono intervenire per placare la guerra fra i due gruppi familiari. Ma fino ad un certo punto la guerra fra le due famiglie pur salendo di conflitto non supera mai certi limiti.

L’Italia nel 1454 dopo la pace di Lodi
Nel frattempo nel resto d’Italia scoppia la pace fra i principali stati regionali italiani che sotto la supervisione della repub. fiorentina dei Medici siglano una pace duratura nel 1454, la famosa pace di Lodi. Questo però non implica la pace nella Marsica che continua ad essere teatro di continui conflitti grandi o piccoli che sono, fra i Colonna e gli Orsini.
Nel 1456 muore senza eredi Giovanni Antonio Orsini e il re di Napoli decide d’incamerare allo stato le due importanti contee, scatenando le ire della famiglia Orsini.
La nuova condizione amministrativa andrà avanti fino al 1464, ma questo periodo non sarà una fase felice a causa di due importanti sismi che danneggiano gravemente anche la Marsica.

Terremoti dell’Irpinia del 1456 e dell’Aquila del 1461
Il primo sisma è quello dell’Irpinia del 1456 che con grado 7 Mw provoca danni importanti in tutti i paesi della Marsica, in special modo nel territorio della Piana del Cavaliere. Vista la forza del sisma e i gravi danni arrecati ai territori immediatamente vicini a Roccacerro, come sono i paesi della Piana del Cavaliere, siamo convinti che anche Roccacerro sia stata investita in modo importante da questo sisma. Al momento non abbiamo dati diretti, ma pensiamo che i danni anche importanti vi sono stati.
Pochi anni dopo avviene un altro forte sisma questa volta con epicentro all’Aquila nel 1461. Il sisma distrugge l’Aquila e tutti i paesi limitrofi, ma porta ulteriori danni anche alla Marsica che non si è ancora ripresa dal precedente del 1456. In questo contesto pensiamo che Roccacerro abbia avuto danni alle mura e al castello e all’abitato presente al suo interno. I danni sicuramente vengono riparati nei decenni successivi rendendo il paese di nuovo sicuro e abitabile.

Napoleone e Roberto Orsini dipinti nella scena della
Natività nel Palazzo Ducale di Tagliacozzo
Nel 1464 abbiamo il ritorno degli Orsini nel controllo delle contee di Albe e Tagliacozzo con l’ascesa dei fratelli Napoleone e Roberto Orsini. Questa nuova gestione orsina che durerà fino al 1480, porterà fattori positivi e negativi. Sul piano negativo vi saranno le continue difficoltà date dai conflitti con i Colonna che porteranno a continui conflitti locali, a volte più piccoli e a volte più grandi.
Sul piano economico abbiamo lo sviluppo dell’industria armentizia, ovvero lo sviluppo della lavorazione e del commercio della lana da pecora. Questo non è niente di nuovo per la Marsica in quanto la pastorizia e la lavorazione della lana si praticano da tempi immemori, almeno dal periodo degli antichi Marsi.
Ma la novità è il maggiore investimento delle principali famiglie feudali nel commercio e sviluppo del prodotto attraverso il ripristino degli antichi sentieri armentizi, ma anche la creazioni di nuovi che hanno come ultima tappa Foggia, dove vi è il più grande mercato del settore. In questo contesto Roccacerro partecipa con i suoi abitanti come tutti i paesi delle contee di Tagliacozzo e Albe alla pastorizia e sviluppo della lana da pecora.

Immagine di pastore al pascolo su uno dei tratturi nel centro Italia.
(Immagine da https://www.informatoreagrario.it/filiere-produttive/labruzzo-vieta-la-transumanza-con-lalibi-covid/)
Nel corso degli anni 1460 e 1470 Roccacerro dovrebbe aver riparato i danni dai sismi del 1456 e 1461 ed essendo anni pur turbolenti, ma meno conflittuali dei periodi precedenti è possibile che si abbia una crescita della popolazione del paese meno sottoposto a problemi vari. Questi sono poi anni con un clima accettabile che consente buoni raccolti e quindi con condizioni che permettono la ripresa demografica.
Nel 1480 muore Roberto Orsini e stando alla pianificazione fatta in famiglia a succedergli dovrebbe essere il nipote Virginio, figlio di Napoleone. Ma le cose non vanno come si prevede il re Ferrante pur riconoscendo la successione di Virginio a Tagliacozzo non la riconosce ad Albe, rigirandola poi ai Colonna. Questo per Virginio è inaccettabile e inizia da subito a guerreggiare con i Colonna.
Inizia così il periodo più turbolento fra le due famiglie. Ad un certo punto vista la situazione re Ferrante anche la contea di Tagliacozzo toglie all’Orsini, dandola poi ai Colonna. A questo punto la guerra fra Orsini e Colonna diventa feroce e nel conflitto muoiono membri della famiglia Colonna.

Virginio Orsini conte di Tagliacozzo. (Immagine da Wikipedia)
Questo conflitto si protrae fra alti e bassi fino al 1485, allorquando Virginio Orsini riprende il controllo delle due contee e il re stufo di questo conflitto che coinvolge una parte importante del suo regno, riconosce le contee di Tagliacozzo e Albe a Virginio, lasciando i Colonna a bocca asciutta.
Virginio Orsini dopo questo conflitto inizia a restaurare alcuni castelli della zona scegliendoli in base alla loro collocazione e alla loro importanza. Per cui diverse fortezze secondarie pur rimanendo attive iniziano la loro decadenza tra cui il castello di Roccacerro.

Immagine panoramica del paese di Roccacerro oggi. (Immagine personale)
Roccacerro negli anni 1480 è un paese ancora indispensabile per la sua posizione strategica. In questi anni anche a causa del lungo conflitto tra i Colonna e gli Orsini, per chi comanda poter disporre di tante piccole fortezze a controllo della zona è una ricchezza senza uguali perchè significa poter contare su una risorsa che può fare la differenza in un conflitto come questo.

Scorcio di Roccacerro oggi. (Immagine personale)
Sul piano sociale il borgo di Roccacerro vede i suoi abitanti occupati principalmente nell’agricoltura e nella pastorizia delle pecore. La popolazione in questo periodo sembrerebbe in crescita, come accade ad altri paesi della Marsica.
Quindi vediamo come la contea di Tagliacozzo venga rafforzata da Virginio sul piano militare restaurando e adattando i vecchi castelli a poter resistere alle nuove armi da combattimento presenti alla fine del XV secolo. Tra i castelli che più ricevono ristrutturazioni abbiamo il castello di Avezzano, il castello che viene piano piano sostituendo il Palazzo ducale come sede preferita dei feudatari di Tagliacozzo.

Il castello di Avezzano nel ‘600.
Dopo anni di relativa calma una crisi dinastica nella dinastia aragonese e la rottura dell’equilibrio italiano nel 1494 portano ad un nuovo conflitto nel sud Italia con l’inserimento di Spagna e Francia pronte a sfidarsi per il controllo dell’Italia meridionale.
In questo contesto sia gli Orsini che i Colonna intervengono nel conflitto mettendosi a disposizione ora dell’uno o dell’altro schieramento, incidendo e decidendo di volta in volta l’esito di battaglie campali. Ma la contesa del trono napoletano riaprono anche il conflitto fra Orsini e Colonna per il controllo della Marsica.

Conflitto tra le famiglie Orsini e Colonna per il controllo della Marsica. (Immagine personale)
Il conflitto giunge così dopo alcuni anni al suo esito finale nel 1497, allorquando i Colonna riescono a battere Virginio Orsini che sbagliando nell’appoggio allo schieramento avverso, perde la sfida con il re Federico I che dichiara Virginio decaduto da tutti i suoi feudi a cominciare da Albe e Tagliacozzo, facendolo poi arrestare.

Fabrizio Colonna I duca di Tagliacozzo. (Immagine da Wikipedia)
I feudi di Albe e Tagliacozzo in seguito vengono dati alla famiglia Colonna, nella persona di Fabrizio Colonna, riconoscendo a questo il privilegio dell’investitura dei due feudi per il grande sostegno militare dato alla causa del re. Poco dopo Virginio Orsini mentre era in prigione a Napoli, viene avvelenato morendo in carcere nel 1497.
