ROCCACERRO – STORIA DI ROCCACERRO – XIX secolo


STORIA DI ROCCACERRO


 

 

 

 

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XIX SECOLO

 

 

– Roccacerro nella prima parte del del XIX secolo

L’Italia sotto il controllo francese nel 1809

 

Nel 1806 i Francesi tornano nel regno di Napoli, sconfiggono l’esercito napoletano e riprendono il controllo dell’intero territorio. I Borbone fuggono nuovamente in Sicilia, scortati dagli Inglesi, mentre il territorio continentale viene ora gestito dai Francesi, che stavolta però non cambiano sistema di governo, mantenendo la monarchia, ma sostituendola con i Bonaparte nella persona di Giuseppe Bonaparte, fratello di Napoleone che diventa così nuovo re di Napoli.

 

 re Giuseppe Bonaparte come re di Napoli. (Immagine da Wikipedia)

 

A differenza della volta precedente quando la popolazione si era rivoltata loro per mandarli via e rimettere sul trono il vecchio re Ferdinando, ora il popolo non si rivolta o comunque le rivolte popolari contro il nuovo governo sono molte di meno. In generale la popolazione ora si mostra in attesa, in quanto la delusione per la reazione del vecchio re nel 1800, spinge molti a voler capire  cosa i Francesi possono fare di buono per il territorio. Come a dire vediamo cosa fanno, una sorta di apertura di credito.

 

Masse d’insorgenti ad Avezzano nel 1806 ricostruite con IA.

(Immagine da https://www.terremarsicane.it/linsorgenza-antifrancese-si-diffonde-nella-marsica-marzo-1806-di-fulvio-damore/)

 

Come detto comunque di rivolte contro i Francesi seppure in numero molto inferiore che nel 1800 ci sono comunque e ci sono anche nella Marsica, ma ora a guidarle sono soprattutto i Briganti che manifestano con azioni criminali il loro  dissenso al nuovo corso.

Purtroppo a inizio ‘800 la situazione economica in Abruzzo e nella Marsica è assai grave e molta gente non ce la fa più andare avanti in modo onesto, per cui sono in molti che preferiscono divenire briganti. D’altra parte divenire briganti a inizio ‘800 significava spesso rimanere impuniti e ciò nonostante i grandi sforzi dell’esercito francese nel controllare il fenomeno. Nella Marsica poi dato il passaggio di confine con il vicino stato pontificio è ancora più facile riuscire a nascondersi e sfuggire ai controlli. Data questa situazione nel 1806 i Briganti incitati anche dai Borbonici insorgono spesso con azioni criminali, ma a differenza di qualche anno prima la popolazione è molto silente, segno della volontà di capire se il nuovo corso francese può riuscire a cambiare le cose in meglio.

 

Briganti marsi.

(Immagine da https://www.terremarsicane.it/il-dramma-di-un-giudice-giacobino-nella-marsica-1806/)

 

Nella Marsica e valli adiacenti il flusso di briganti è in costante aumento o comunque non accenna a diminuire, sembra quasi un boom. E se c’è questo, vuol dire che il malessere generale è più forte di quanto si ritenesse. E tutto questo i Francesi lo hanno inteso benissimo, tanto è vero che memori della precedente esperienza non abbattono la monarchia, ma la sostituiscono con Giuseppe Bonaparte, fratello dell’imperatore.

 

Gioacchino Murat re di Napoli (1808-15). (Immagine da Wikipedia)

 

Giuseppe regna per 2 anni fino al 1808, quando promosso re di Spagna, viene sostituito da Gioacchino Murat, cognato dell’imperatore francese e abile sia in campo militare che nel governo del regno. La riforma base che viene fatta da subito e contrassegna tutto il periodo successivo della dominazione francese è l’abolizione della feudalità nel 1806. Questa riforma cambia di colpo l’intera architettura amministrativa del regno di Napoli, ma più in generale cambia il modo di vedere la realtà.

 

Avezzano e il Lago Fucino in un dipinto del primo ‘800 (1812 circa)

 

Per la Marsica questo significa la fine dei grandi feudi della contea di Celano e del ducato di Tagliacozzo e con questi si ha fin da subito una profonda riforma amministrativa che pone nel giro di pochi anni Avezzano come nuovo centro di zona di tutta la Marsica, ponendo gli altri centri importanti come Tagliacozzo e Celano definitivamente in seconda posizione.

Ma al di la di questo ciò che incide di più al livello territoriale è la riorganizzazione amministrativa dei comuni. In pratica i comuni più piccoli sono assorbiti dai comuni più grandi, divenendo frazioni e questo per molti paesi significa una perdita d’indipendenza inaccettabile.

 

Scorcio di Roccacerro oggi. (Immagine personale)

 

Fatto è che tra i paesi che perdono l’indipendenza vi è anche Roccacerro che dopo tre secoli d’indipendenza amministrativa diventa frazione di Tagliacozzo, il comune di zona. Tagliacozzo per mantenere un livello alto e accettabile d’importanza amministrativa assorbe ben 10 comuni più piccoli che diventano sue frazioni, fra cui Roccacerro.

 

Scorcio di Roccacerro oggi. (Immagine personale)

 

Per Roccacerro il periodo francese (1806-15) non cambia nulla dal punto di vista sociale, la povertà nonostante alcune importanti riforme continua a permanere inalterata e la popolazione si ritrova in condizioni socio sanitarie spesso al limite dell’accettabile. Ciò è anche dovuto al clima che nel periodo francese porta a raccolti magri e di bassissima qualità. In questo periodo fa freddo e piove molto portando il livello del Fucino a salire in modo importante e provocare spesso straripamenti che distruggono colture e villaggi circostanti.

 

 


 

 

 

 

Nel 1815 finisce il periodo francese in Europa con la caduta di Napoleone, a cui fanno seguito tutti i governi filofrancesi compreso quello di Napoli, con la caduta di Gioacchino Murat.

 

L’Italia nel 1815 nel nuovo assetto dopo il congresso di Vienna.

 

Re Ferdinando I delle DUE Sicilie. (Immagine da Wikipedia)

 

Caduto Murat torna nel 1815 il vecchio re Ferdinando di Borbone con la nuova dicitura di re delle Due Sicilie. Con il ritorno dei Borbone le riforme francesi non vengono abolite, ma anzi consolidate, non solo perchè ormai hanno preso nella società civile, ma soprattutto perchè hanno ammodernato il sistema del sud Italia vecchio di secoli. Le nuove riforme amministrative per Roccacerro confermano il paese come frazione di Tagliacozzo.

 

Il lago Fucino alla fine del ‘700 in un dipiento dell’epoca

 

Tra il 1815 e il 1820 si ha il picco di freddo e di pioggia che al livello locale porta alla salita massima storica del Lago Fucino che invade tutti i centri rivieraschi distruggendoli. La popolazione dopo queste immani tragedie chiede a gran voce al re d’intervenire per porre rimedio al grave problema. Problema difficilissimo da risolvere al livello ingegneristico, ma comunque ci si prova provando a ripulire gli argini del lago.

Dal 1817 il clima si fa meno cupo e più gradevole, portando ad un lento ma costante abbassamento del livello lacustre. Tra il 1820 e il 1830 il clima migliora e il lago si abbassa notevolmente e i lavori degli ingegneri del re favoriscono ulteriormente l’abbassamento del livello.

 

Scorcio di Roccacerro oggi. (Immagine personale)

 

Roccacerro negli anni fra il 1815 e il 1830 riprende vigore grazie al lento miglioramento climatico che consente raccolti buoni. Grazie anche a questo torna a crescere la popolazione che aveva avuto pare una contrazione nel periodo francese.

La popolazione del piccolo borgo continua ad essere isolata, con strade di collegamento fra i vari centri dello stesso comune al livello disastroso. La popolazione è ancora ignorante, ma profondamente religiosa.

 

La chiesa di Santa Maria degli Angeli oggi. (Immagine personale)

 

La chiesa del paese di Santa Maria degli Angeli è sempre piena e i religiosi locali sono sempre tenuti in gran considerazione. Ma in generale la vita nel piccolo paese è veramente molto complicata e questo è per la popolazione locale l’intero universo.

 

 

Immagine di briganti che assalgono una diligenza 1817

 

Con queste condizioni così difficili molta gente preferisce darsi alla macchia e divenire brigante andando ad ingrandire il numero di banditi di zona. In questo periodo le azioni criminali nell’area dei comuni di Tagliacozzo e Sante Marie è in crescita, molte diligenze vengono assalite e si commettono crimini a piccoli possidenti locali. Molti piccoli paesi vengono spesso presi di mira con il risultato di terrorizzare le persone.

Dal 1835 il clima cambia nuovamente tornando ad essere piovoso e complicato seppure in modo molto più sfumato rispetto al periodo precedente il 1817. In generale sul piano sociale la situazione di Roccacerro si mantiene stabile, ma cresce paurosamente il brigantaggio in zona che pone alle forze di polizia  borbonica una vera sfida nel controllo territoriale.

 

Ferdinando II re delle Due Sicilie dal 1830. (Immagine da Wikipedia)

 

Nel frattempo dal 1830 è re delle Due Sicilie il giovane Ferdinando II che si mostra molto sensibile alle richieste della popolazione per una risoluzione dell’eterno problema del Fucino. Ferdinando II nel 1832 intraprende un importante viaggio nella Marsica per comprendere meglio i problemi del posto. Il viaggio viene molto apprezzato dalla popolazione locale che favorisce una forte vicinanza fra re e popolo.

 

Tagliacozzo in un incisione di Eduard Lear del 1843.

 

Il re da subito prova a cercare una soluzione al problema del lago incaricando i migliori tecnici del tempo affinchè trovino una soluzione tecnica adeguata. Allo stesso tempo nel corso dei successivi anni viene messa mano alla zona per la creazione di nuove strade interne che colleghino meglio le località della zona.

 

Il lago Fucino da un immagine di Eduard Lear negli anni 1840

 

 


 

 

 

Arriviamo agli anni 1840 e il lago Fucino per molte località torna ad essere pericoloso, manifestando nuove escrescenze, che portano la popolazione a chiedere nuovamente al re la risoluzione del problema.

Nei primi anni 1840 gli ingegneri del re stendono un progetto di recupero del vecchio condotto romano posto sotto il monte Salviano per la risoluzione del problema tramite il suo prosciugamento. Negli stessi anni un giovane ricco inglese di nome Eduard Lear intraprende un viaggio in Italia passando anche per la Marsica e lasciando molti disegni che raccontano la dura vita della Marsica di questo periodo.

 

Scorcio di Roccacerro oggi. (Immagine personale)

 

Roccacerro negli anni 1840 continua a salire di popolazione, ma la situazione del paese rimane difficile a causa dell’isolamento del paese che rende difficile muoversi. Anche solo per andare da Roccacerro a Tagliacozzo il percorso non è per niente facile, mettendoci anche diverse ore per giungere qui. La popolazione continua ad essere ignorante e a vivere seguendo i tempi delle stagioni e della religione. Il problema principale di questi anni continua ad essere il brigantaggio divenuto una vera piaga sociale.

 

Magliano dei Marsi in un immagine di Eduard Lear negli anni 1840

 

I briganti dell’epoca sono forti e bene organizzati e poi cosa più importante conoscono bene il territorio, tutte le grotte, gli anfratti e nascondigli vari e cosa ancora più importante è il fatto che la Marsica  per il suo essere territorio di confine con il papato permette loro di muoversi agevolmente riuscendo a passsre indisturbati il confine.

 

Celano in un incisione di Eduard Lear degli anni 1840.

 

Nel 1848 dopo una lunga fase di preparazione esplode anche nel regno delle Due Sicilie una forte rivolta popolare, che mira a creare una nuova costituzione per il regno. Inizialmente il re accetta le richieste, ma poi con l’aiuto delle forze austriache riprende il controllo della situazione, riuscendo a reprimere la rivolta. Questo sconforta le popolazioni che speravano in un cambiamento. Poco tempo dopo il re avvia una dura politica conservatrice e repressiva che impedisce al popolo qualsiasi azione.

 

 


 

 

 

– Roccacerro nella seconda parte del del XIX secolo

 

Nel 1850 il regno di Napoli è indebolito dalla politica repressiva di re Ferdinando II, che però nonostante tutto tenta di ammodernare il proprio  stato seppure in modo meno forte e forse in modo meno incisivo rispetto ai suoi primi anni di governo e ciò è quanto avviene alla Marsica.

Nella Marsica il problema del Fucino ha trovato risoluzione per il problema tecnico attraverso la stesura di un progetto di prosciugamento del lago, ma il problema rimane la parte finanziaria troppo spesosa per lo stato.

 

Il banchiere Alessandro Torlonia in un ritratto da giovane

 

I privati che inizialmente avevano aderito al progetto ora si tirano indietro a causa della mole di spesa e pericolo che vi è dietro. Allo stesso tempo il governo del re procede nella realizzazione di varie strade locali nella Marsica per favorire i collegamenti inesistenti fra i principali centri della zona.

 

Scorcio di Roccacerro oggi. (Immagine personale)

 

Roccacerro nel 1850 è un paese povero, con una popolazione in crescita. La chiesa di Santa Maria degli Angeli continua ad essere il centro del paese sia sul piano religioso che soprattutto sociale. La principale occupazione della popolazione è l’agricoltura e poi vengono altri lavori come quello dei Cavallari.

 

Il Lago Fucino in un’immagine del 1850-60

 

Gli anni 1850 concludono la storia del regno borbonico con il governo napoletano sempre più chiuso nelle sue convinzioni e per nulla aperto alle idee democratiche, ma nonostante ciò Ferdinando II appoggia il banchiere Torlonia nella risoluzione del problema del Lago Fucino.

 

Ferdinando II in un immagine del 1850-60. (Immagine da Wikipedia)

 

Ciò ci porta a concludere che Ferdinando nonostante la sua visione politica aveva un grande senso civico nel sostenere opere di pubblica utilità che potevano essere utili alla cittadinanza. Per questo suo essere così la popolazione del sud Italia sosteneva il re, ma aveva scarsa fiducia nel suo governo.

Nel 1854 dopo aver sbrigato tutte le faccende burocratiche il banchiere Torlonia diventa proprietario della società che sostiene il prosciugamento del Lago Fucino. Torlonia sa bene che se riesce nell’impresa, avrà fatto qualcosa di storico e insieme avrà il controllo totale sulle terre emerse potendone disporre a suo piacimento. Nel 1854 iniziano i lavori di prosciugamento del Lago Fucino.

 

Re Francesco II re delle Due Sicilie. (Immagine da Wikipedia)

 

Nel 1859 muore Ferdinando II e gli succede il figlio Francesco II che non ha la forza e il carisma del padre. Nello stesso anno inizia la seconda guerra d’Indipendenza tra il Piemonte e L’Austria con l’appoggio della Francia. La guerra finisce dopo alcune settimane di combattimento a favore dei Sardo Francesi. Il regno di Sardegna accorpa prima Milano e poi i ducati di Parma e Modena, il granducato di Toscana, insieme alle provincie della Romagna che si sono ribellate al Papa e si sono poi unite al regno sardo dei Savoia.

 

La situazione della formazione dell’Italia 18 luglio 1860.

 

In breve si forma il regno dell’Alta Italia. Nel 1860 per completare l’opera unitaria Garibaldi con un gruppo di uomini s’imbarca per la Sicilia e riuscendo a passare miracolosamente indenne agli occhi degli Inglesi. Da subito riunisce con sagacia un esercito locale formato da varie povere genti locali e da un gruppo di nobili.

 

 


 

 

 

 

Il nuovo esercito di Garibaldi affronta a viso aperto le forze borboniche sconfiggendole più volte. Francesco II sentendosi perduto fugge a Gaeta dal papa. A questo punto Garibaldi prende temporaneamente le redini del potere. Poco tempo dopo vede Vittorio Emanuele II e gli consegna il governo del sud. Vittorio Emanuele scendendo verso Garibaldi invade lo stato pontificio e strappa al papa  la Romagna, le Marche e l’Umbria.

 

Proclamazione del regno d’Italia (17-3-1861).(Immagine da Wikipedia)

 

Vittorio Emanuele II 1 re d’Italia. (Immagine da Wikipedia)

 

Pochi mesi dopo Vittorio Emenuele II è proclamato nuovo re d’Italia per se e i suoi discendenti. Nel mentre lo Stato Pontificio non riesce a far nulla per contenere il brigantaggio. La Marsica nel periodo 1859-60 è piena di briganti che spadroneggiano ovunque tra le montagne e colline. Ormai è una vera piaga sociale. Tuttavia Francesco II attraverso suoi uomini cerca di venire ad un accordo con alcune grosse bande criminali.

All’inizio la strana alleanza banditi-chiesa-re regge mettendo in forte difficoltà e imbarazzo l’esercito piemontese. Ma l’alleanza durata più o meno tra il 1860 e il 1861, già a metà del 1861 questa viene meno e i briganti tornano a fare i briganti nel modo peggiore del termine.

 

Scontro a fuoco tra i Briganti e la polizia italiana

 

Tra il 1861 e il 1862 si contano numerosi casi di assalti ai paesi, rapimenti, omicidi e assalti alle dilegenze. Ma questa situazione si viene via via spegnendo grazie alla forza dell’esercito piemontese deciso sia a distruggere i briganti sia a farsi accettare dalla popolazione e quella abruzzese è tra le più diffidenti di tutte. Ma la grave condotta delle bande di briganti spinge per forza di cose a togliere il sostegno popolare alle bande e dirigerlo verso la nuova polizia con la speranza che la situazione migliori.

Le forze piemontesi ora italiane con una notevole spesa di uomini e mezzi alla fine riescono ad avere la meglio sulle bande appenniniche distruggendole del tutto intorno al 1870. Ma per circa 10 anni tra il 1861 e il 1870 la lotta è veramente dura considerando anche le difficoltà del territorio montano. E Roccacerro?

 

Scorcio di Roccacerro oggi. (Immagine personale)

 

Roccacerro negli anni 1850 continua a vivere in una condizione di forte povertà con l’agricoltura quale occupazione principale della piccola comunità. A ciò si aggiunge una situazione generale assai tesa proprio per la presenza in zona di diverse bande di briganti che non fanno stare tranquilla la popolazione locale.

 

Scorcio di Roccacerro oggi. (Immagine personale)

 

Nel 1861 Roccaccerro, rimanendo frazione di Tagliacozzo, entra a far parte del nuovo regno d’Italia con la popolazione diffidente verso il nuovo corso politico, ma essendo questi molto poveri non partecipano granchè al corso degli eventi locali.

La successiva lotta al brigantaggio investe anche il terrritorio di Roccacerro in presenti in zona diverse caverne usate dai briganti quali nascondigli e poi essendo Roccacerro vicino al confine con lo stato pontificio, è spesso luogo di passaggio sia dei briganti che delle truppe italiane. Infine nel 1870 la sconfitta definitiva dei briganti rasserena per un po’ il clima sociale, ma la grave crisi economica in atto ormai da tempo comporta un grave stato sociale.

 

Immagine di un dipinto degli anni 1860-70 che ritrae
il Lago Fucino in fase di prosciugamento

 

Negli anni 1870 viene completata nella Marsica l’opera idraulica di Torlonia riguardante il prosciugamento del grande Lago Fucino che ora diventa una piana agricola con un terreno estremamente fertile e produttivo. Nel corso degli ultimi 20 anni tra il 1854 e il 1878 la Marsica viene investita da un notevole nuovo flusso di genti che vengono a trasferirsi qui andando a risiedere nei vari centri limitrofi del lago ora piana del Fucino.

 

Scorcio di Roccacerro oggi. (Immagine personale)

 

Queste genti quasi tutti uomini trasferitisi qui per la grande offerta di lavoro, si sono trasferiti in modo definitivo con le proprie famiglie, risiedendo nei paesi più grandi e piccoli dell’area fucense con Luco, Avezzano, Trasacco, San Benedetto dei Marsi, Venere, Lecce nei Marsi, Villa San Sebastiano, Scurcola  e altri centri minori. Questa nuova gente viene ad arricchire la popolazione marsicana rendendo la zona di colpo estremamente famosa nel centro Italia e consentendo a questa di trasformarsi in modo radicale sia sul piano morfologico che sociale e demografico. Insomma la Marsica vive una vera rivoluzione di cui più o memo tutti i borghi ne sono investiti sia direttamente che indirettamente.

Anche Roccacerro seppure in modo indiretto e sfumato viene investito da questo grande cambiamento, che però per ora almeno non si trasforma in qualcosa di positivo, anzi si nota un peggioramento dell’economia generale all’inizio degli anni 1880.

 

Alessandro Torlonia 1 principe del Fucino. (Immagine da Wikipedia)

 

I Torlonia dal canto loro non appena avuta la terra fucense procedono con grande rapidità a organizzare il sistema produttivo, ma per vedere dei miglioramenti se ci saranno bisognerà attendere ancora diversi anni.

 

 


 

 

 

 

Nel frattempo le popolazioni locali come quella di Roccacerro, di Tagliacozzo, di Scurcola, di Carsoli ecc, devono andare avanti alla bene in meglio e questo è veramente complicato, in quanto parliamo di territori gravemente deficitari per molti aspetti pratici.

 

Scorcio di Roccacerro oggi. (Immagine personale)

 

Sul piano urbanistico Roccacerro nel 1885 si presenta come era nel XVI secolo, da allora poco è cambiato, rimanendo un paese con un urbanistica di stampo medievale, fatto di piccole case un addossata all’altra in un continuo sali e scendi e con al centro del borgo sul colle più alto, la chiesa di Santa Maria degli Angeli, che ha preso il posto dell’antico castello alla fine del XVII secolo.

 

La chiesa di Santa Maria degli Angeli oggi. (Immagine personale)

 

La chiesa rimane anche alla fine del XIX secolo il fulcro sociale e religioso del piccolo borgo. Borgo composto da  una popolazione di circa 1000 persone in fase di crescita. La popolazione in questa fase è occupata nell’agricoltura e nel piccolo artigianato, rimanendo ignorante e profondamente religiosa.

 

Giovani che vanno via dai propri paesi per andare
all’estero in un dipinto di fine ‘800

 

Tra il 1880 e 1890 tutta la Marsica cresce di popolazione, ogni piccolo o grande centro a cominciare da Avezzano e Tagliacozzo crescono demograficamente, ma la grave crisi economica in atto spinge molte persone a lasciare il proprio borgo per spostarsi all’estero in cerca di fortuna. Questa iniziale fase di emigrazione si consolida nel decennio successivo per il perdurare della crisi economica arrivando a numeri importanti, che però per ora non creano grandi vuoti nei paesi a causa dell’alto numero di nascite. Roccacerro da questo punto di vista non sembra fare eccezione, con diverse persone che si trasferiscono all’estero in cerca di fortuna.

 

Treno di fine ‘800. (Immagine da https://www.facebook.com/groups/359350944951375/posts/1065335267686269/)

 

Ciò sembra aumentare nel corso del tempo soprattutto dopo la costruzione della nuova ferrovia Roma – Pescara, che però nel 1890 è ancora in fase di costruzione in alcune parti del tracciato.

Un altra forma di emigrazione che riguarda Roccacerro, è quella stagionale che riguarda diverse famiglie del borgo che dal paese si trasferiscono d’inverno nella campagna laziale, al seguito delle greggi nel lavoro di pastorizia stagionale.

 

 


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