ROCCACERRO – EX CASTELLO DI ROCCACERRO


ROCCACERRO


 

 

 

– PRESENTAZIONE STORICA DEL CASTELLO DI ROCCACERRO

 

Panoramica su Roccacerro oggi. (Immagine personale)

 

Dalla ricostruzione storica che abbiamo provato a tracciare, emergerebbe che l’antico castello di Roccacerro sia sorto all’interno dell’attuale borgo, posizionandosi nel luogo più alto del paese, dove vi è ora la chiesa di Santa Maria degli Angeli.

In pratica l’attuale chiesa del paese viene realizzata al posto del vecchio castello medievale. Per cui la struttura imponente di questa chiesa, che ammiriamo lateralmente, altro non sarebbe che il vecchio castello.

 

 

– DESCRIZIONE STORICA DEL CASTELLO DI ROCCACERRO

 

L’antico castello di Roccacerro, oggi chiesa del paese. (Immagine personale)

 

Ma quando è stato costruito il vecchio castello medievale?

L’antico castello medievale risalirebbe all’XI secolo, eretto secondo noi non come castello in se, ma come torretta di guardia a controllo dell’antica via Valeria, all’epoca l’arteria di transito più importante della zona. D’altra parte molte delle strutture nate in quest’epoca che poi sono divenuti veri e propri manieri, sono sorte in questo modo. All’epoca vi era ancora l’antica contea dei Marsi, pienamente in funzione retta dai conti Berardi.

 

Stemma della famiglia Berardi nel X secolo. (Immagine da Wikipedia)

 

Ebbene i conti Berardi hanno l’abitudine di fortificare l’intero territorio marsicano edificando torrette di guardia o piccoli castelli su ogni collinetta o cima territoriale ritenuta strategica nel territorio marsicano.

 

 


 

 

 

Nella costituzione di queste piccole torrette vanno rispettati alcuni criteri importanti, il primo criterio dice che la torretta o il piccolo castello, devono essere in una posizione strategica a difesa e controllo delle principali vie di comunicazioni e quindi di transito dell’area marsicana. E sicuramente la via Tiburtina Valeria lo è.

Secondo criterio le varie torrette devono poter ospitare piccoli nuclei di soldati che devono poter non diciamo vivere, ma comunque sostare comodamente, quindi devono essere costruite abbastanza ampie di modo che queste persone possano stare al loro interno.

 

L’antico maniero di Tremonti. (Immagine personale)

 

Terzo criterio le varie torrette e piccoli castelli devono trovarsi a breve distanza l’uno con l’altro per poter comunicare fra loro in caso di pericolo.

Per cui i conti dei Marsi nella costruzione di queste torrette e castelli ne promuovono la costruzione con una rete territoriale estremamente ampia e ciò lo rivediamo anche oggi, quando osserviamo il territorio e i vari paesi presenti. In molti di questi paesi della Marsica, anche d’importanza secondaria, troviamo spesso o un piccolo castello o una torre.

 

Roccacerro oggi. (Imamgine personale)

 

Se troviamo questo di solito la costruzione di questi borghi risale a un periodo compreso tra il X e XII secolo, ovvero il periodo della contea dei Marsi. Ciò non vuol dire che non esistano in zona castelli e borghi medievali successivi o precedenti a questo periodo, ma tendenzialmente la maggior parte è costruita in quest’epoca dagli accorti Berardi, conti dei Marsi.

Tornando al castello di Roccacerro questo probabilmente è stato eretto come torretta all’inizio più o meno nella prima metà dell’XI secolo, per poi divenire rapidamente più importante, vista la sua collocazione, portandolo a trasformarsi in un piccolo maniero.

 

 


 

 

 

Ma perchè pensiamo questo?

Secondo noi l’evoluzione rapida della torretta in castello sarebbe dovuta alla posizione strategica di questa, posta al confine con lo stato pontificio, ma soprattutto per la rapidità con cui si viene a costituire il regno normanno che punta dal 1160-70 a conquistare il territorio marsicano e l’Abruzzo in generale.

I conti Berardi non vogliono essere annessi, ma vogliono rimanere indipendenti e per fare ciò costituiscono nuovi fortilizi o semplicemente evolvono al livello stutturale vecchie torrette in piccoli castelli.

 

Scorcio di Roccacerro oggi. (Immagine personale)

 

Ma questa è un’opinione personale, basata sull’esplorazione del borgo e sul contesto già esistente di alcuni fortilizi locali, come il castello di San Donato.

Seguendo questa traccia evolutiva immaginiamo che la torretta inizia a divenire un piccolo castello nella seconda metà dell’XI secolo e contemporaneamente si venga costituendo un vero e proprio fortilizio difensivo, creando così non un castello isolato, ma un vero e proprio borgo fortificato come avvenuto per il castello di Tremonti, confinante con il castello di Roccacerro.

 

Scorcio di Roccacerro oggi.

 

Nel corso del XII secolo il centro fortificato di Roccacerro si sarebbe ulteriormente consolidato divenendo un vero e proprio piccolo ma stabile centro abitato. Con il successivo venir meno della contea dei Marsi, assorbita nel 1143 nel regno normanno e l’istituzione della nuova contea di Carsioli, il castello di Roccacerro sarebbe finito sotto la famiglia De Ponte la nuova famiglia guida della Marsica ovest emersa nel corso del XII secolo trasformando la contea di Carsioli nella nuova contea di Tagliacozzo.

 

L’ex castello di Roccacerro. (Immagine personale)

 

Questa famiglia a sua volta avrebbe tenuto il borgo e quindi il castello per i successivi XIII e XIV secolo, allorquando la potente famiglia Orsini, proveniente da Roma si sarebbe insediata nella zona soppiantando i decaduti De Ponte.

 

Stemma dei DePonte. (Immagine personale)

 

 


 

 

 

 

A questo punto gli Orsini consolidano il loro ruolo guida nella zona assorbendo via via nel corso del XIV secolo tutti i borghi locali indipendenti fino a strutturarsi anche sul piano legale come contea di Tagliacozzo, riconoscimento avuto nel 1380.

 

Stemma della famiglia Orsini. (Immagine da Wikipedia)

 

 

Gli Orsini ormai stabilmente feudatari della zona allargano il loro raggio di azione alla contea d’Albe che assorbono all’inizio del XV secolo ed è a questo punto che arriva nella Marsica la potente famiglia Colonna che è diretta concorrente degli Orsini nella direzione dello stato pontificio. I Colonna ottengono la contea d’Albe nel 1423 dopo una serie dissapori intercorsi fra la corona angioina e la famiglia Orsini.

 

Stemma della famiglia Colonna. (Immagine da Wikipedia)

 

Con la defenestrazione degli Orsini da Albe e la successiva investitura del feudo ai loro acerrimi nemici Colonna ne nasce un gravissimo conflitto per il possesso della Marsica fra le due potenti famiglie romane.

 

Conflitto tra le famiglie Orsini e Colonna per il controllo della Marsica. (Immagine personale)

 

Il grave conflitto tra Orsini e Colonna, inserito nella più ampia dinamica guerra di successione alla morente famiglia reale dei D’Angiò fa del territorio marsicano uno degli epicentri del conflitto in corso e in questo contesto tutti i castelli piccoli e grandi della zona subiscono importanti ristrutturazioni che si sommano a quelle avute in precedenza.

 

Scorcio di Roccacerro oggi. (Immagine personale)

 

 


 

 

 

 

Il castello di Roccacerro come per il resto del borgo con le sue mura e torrette rompitratta verrebbe ristrutturato una prima volta negli anni 1230-50 sulla scia delle ristrutturazioni condotte da Federico II su tutti i castelli di confine del regno siciliano.

Dopo la fine della dinastia sveva nel 1268 e l’ascesa degli Angioini il borgo fortificato di Roccacerro diventa ancora più importante divenendo comune a se, per cui la struttura del paese molto probabilmente dovrebbe essere stata nuovamente ristrutturata a inizio ‘300.

 

Terremoti di Venafro e del Gran Sasso del 1349

 

Una nuova e probabile ristrutturazione del maniero e del borgo dovrebbe essere avvenuto tra la fine del ‘300 e l’inizio del ‘400 per riparare i gravi danni arrecati al borgo, dai potenti terremoti del 1349 del Gran Sasso e di Venafro avvenuti contemporaneamente.

 

L’ex castello di Roccacerro. (Immagine personale)

 

Quindi  ne consegue che il castello di Roccacerro all’inizio del XV secolo, dopo circa 300 anni dalla sua fondazione è ancora pienamente attivo. Tornando ai fatti politici del XV secolo troviamo continui conflitti locali tra Colonna e Orsini per il possesso della Marsica, seppure alternati da periodi più tranquilli e fasi di entrata di altri attori politici al livello locale.

Ciò accade nel 1436 quando il capitano di ventura Giacomo Caldora conquista per se i feudi di Albe e Tagliacozzo togliendoli in un colpo solo sia agli Orsini, che ai Colonna. Ma in contesto estremamente instabile capita che il nuovo equilibrio venga meno, creandone un altro completamente diverso, ma che riporta le lancette dell’orologio indietro.

 

 


 

 

 

Successivamente nel 1441-42 i feudi di Albe e Tagliacozzo, con dentro Roccacerro tornano agli  Orsini per rimanerci tra alti e bassi fino al 1480, allorquando tornano i Colonna.

 

Stemma della famiglia Orsini. (Immagine da Wikipedia) 

 

 

Il ritorno dei Colonna nel 1480 porta all’esasperazione gli Orsini, in quanto poco dopo perdono a loro favore anche la contea di Tagliacozzo. Ciò scatena una guerra senza precedenti fra Orsini e Colonna che porta la contesa non solo sul territorio marsicano, ma anche nel Lazio e dentro Roma stessa. 

 

Conflitto tra le famiglie Orsini e Colonna per il
controllo della Marsica. (Immagine personale)

 

Tra  il 1480 e il 1485 si scatenano delitti e saccheggi tra le due famiglie in un modo mai avvenuto e sia il Lazio e che la Marsica divengono terreni di scontro importanti. La guerra raggiunge un tale odio e numero di morti che lo stesso papa è costretto ad intervenire per frenare questo bagno di sangue fra le due famiglie. A maggior ragione in quanto la contesa militare rischia di far degenerare Roma e il papato in una guerra civile, a cui si aggiunge il fatto che la guerra fra le due famiglie si muove anche in un contesto più ampio di quello locale, di cui però qui non parliamo.

 

L’ex castello di Roccacerro ora chiesa di Santa Maria degli Angeli. (Immagine personale)

 

Detto ciò alla fine nel 1485 sono ancora gli Orsini a prevalere, mantenendo il dominio sulle due contee fino al 1494, allorquando una nuova fase di conflitto riesplode prepotentemente con i Colonna.

 

Stemma della famiglia Orsini. (Immagine da Wikipedia)

 

Nel periodo tra il 1485 e il 1494 gli Orsini ristrutturano diverse rocche del territorio marsicano, tralasciando però quelle giudicate secondarie e probabilmente tra queste vi dovrebbe essere anche il castello di Roccacerro.

 

Scorcio del castello di Scurcola Marsicana, una delle rocche restaurate dagli Orsini nel1485-94. (Immagine personale)

 

Nel 1494 il conflitto tra le due famiglie riprende più forte che mai e si va ad imperniare all’interno di una guerra molto più grande che vede Francia e Spagna contendersi il regno del sud. Qui le due famiglie con continui cambi di fronte se le danno di santa ragione e solo dopo 3 anni il conflitto termina con la definitiva vittoria dei Colonna e la definitiva sconfitta degli Orsini.

 

 


 

 

 

Durante questo secolo di lotte il castello di Roccacerro, per come abbiamo interpretato noi verrebbe restaurato almeno una seconda volta dopo la prima dei primi anni del secolo. Ma perchè questo?

L’ex castello di Roccacerro ancora pienamente attivo
alla fine del XV secolo. (Immagine personale)

 

Lo pensiamo per varie ragioni. Innanzitutto diciamo che fino al 1450 Roccacerro pur vivendo un periodo burrascoso non dovrebbe essere stata coinvolta direttamente negli scontri, quindi non dovrebbe aver subito devastazioni. Poi nel 1456 avviene un tremendo terremoto in Irpinia che fa sentire pesanti effetti anche nella Marsica e nella Piana del Cavaliere, gli effetti sono i peggiori.

 

Terremoti dell’Irpinia del 1456 e dell’Aquila del 1461

 

Per cui logica vuole che anche Roccacerro debba aver subito in modo diretto il terremoto, che l’avrebbe bene che è andata danneggiata in modo non grave.

Il problema però è che una manciata di anni dopo nel 1461 un nuovo forte sisma, con epicentro all’Aquila avrebbe fatto sentire i suoi effetti sulla Marsica provocando in tutti i centri della zona ancora danni. Sicuramente anche Roccacerro sarà stata investita dalla scossa che avrebbe provocato danni.

 

Scorcio di Roccacerro oggi. (Immagine personale)

 

Per cui è più che probabile che tra il 1465 e il 1480 il paese sia stato oggetto se non di una ricostruzione, perlomeno di un restauro e ci varrebbe sia per il castello che per il borgo e le mura.

A ciò bisogna aggiungere che nonostante terremoti, saccheggi e guerre varie, il paese pur essendo povero a causa di queste situazioni è comunque immerso in una natura fantastica che gli da acqua e ottima terra coltivabile e allevamento di bestiame in buona forma, grazie anche a un clima buono.

Quindi la popolazione cresce e si rende necessario allargare il paese, per cui è probabile che il restauro del borgo abbia portato anche ad un leggero ingrandimento dello stesso.

D’altronde la successiva fase di conflitto 1480-85 comporta che ancora per il momento il castello debba continuare ad essere efficiente e un borgo malandato non è di aiuto a nessuno. Per cui il restauro nella fase 1465-80 potrebbe essere valida.

 

L’ex castello di Roccacerro oggi chiesa di Santa
Maria degli Angeli. (Immagine personale)

 

Nella fase di dominio orsino successiva (1485-94) gli Orsini ristrutturano diverse rocche differenziando tra quelle più importanti e quelle meno e ora tra queste ultime vi sarebbe anche il castello di Roccacerro.

Come abbiamo detto il castello di Roccacerro è ancora importante alla fine del XV secolo e come mai non viene aggiornato come avvenuto ad altre rocche del periodo?

Probabilmente gli Orsini nel 1485, tenendo conto degli ultimi accadimenti, preferiscono concentrarsi solo su quelle rocche della Marsica giudicate più importanti, le altre pur rimanendo ancora attive non vengono aggiornate sul piano militare. Ne consegue che il castello di Roccacerro pur essendo ancora valido non risulterebbe più così strategico come prima.

 

 

Conflitto tra le famiglie Orsini e Colonna per il
controllo della Marsica. (Immagine personale)

 

Arriviamo così al 1494, l’anno della definitiva ripresa delle ostilità tra Orsini e Colonna. La nuova contesa armata dura tre anni fino al 1497 e alla fine dei giochi sono i Colonna ad avere la meglio, portando con ciò ad un nuovo equilibrio di potere che comporta un nuovo equilibrio di pace.

 

 


 

 

 

 

Questo nuovo equilibrio di potere si consolida ulteriormente con la vittoria della Spagna che conquista il sud Italia nel 1504. Dopo questo il nuovo re Ferdinando Trastamara riconosce ai Colonna il merito del loro supporto militare, premiandoli tra le varie cose, elevandoli a duchi di Tagliacozzo nel 1504. Questo comporta al livello locale la fusione dei vecchi feudi comitali di Alba e Tagliacozzo riuniti all’interno del ducato di Tagliacozzo.

 

Fabrizio Colonna I duca di Tagliacozzo. (Immagine da  Wikipedia)

 

Ebbene di questo ducato i Colonna continueranno ad esserne responsabili per i successivi tre secoli alternandosi alla sua guida per generazioni. Questa lunga stabilità amministrativa comporta la nascita di una burocrazia interna al ducato, alla cui cima vi sono i Colonna.

 

Palazzo ducale di Tagliacozzo oggi. (Immagine personale)

 

Questa nuova burocrazia crea una nuova classe dirigente semifeudale, che crescerà d’importanza nel corso dei secoli. Per Roccacerro invece questa lunga stabilità significa perdita d’importanza del proprio castello, che essendo piccolo diventa poco importante, anche se ancora per tutto il ‘500 rimane in qualche modo ancora funzionante. Il castello sarà però completamente abbandonato alla fine del ‘500 e tale rimane per tutto il secolo successivo il ‘600.

 

Scorcio di Roccacerro oggi. (Immagine personale)

 

La Marsica dalla fine del ‘500 subisce una grave crisi climatica, come tutta l’Europa, a causa di un grande cambiamento climatico che comporta inverni molto lunghi e rigidi con estati breve e fredde. Ciò porta ad una crisi demografica che si manifesta verso la fine del ‘500 per divenire molto forte all’inizio del XVII secolo.

La sofferenza della zona si manifesta soprattutto nell’alimentazione che diventa scarsa o seminulla. Ciò porta ad una drammatica situazione sociale, che esaspera la popolazione, anche a causa delle alte tasse spagnole, portando infine allo scoppio di una grande rivolta popolare nel 1647.

 

Dipinto sull Rivolta di Masaniello nel 1647.

 

La Marsica partecipa attivamente a questa grande rivolta e più o meno tutti i paesi ne sono coinvolti. Purtroppo però gli Spagnoli riprendono il sopravvento soffocando la rivolta nel sangue.

 

 


 

 

 

 

Ma è a questo punto che la crisi sociale diventa anche crisi sanitaria con lo scoppio della peste del 1656. Il territorio della Marsica già fragile del suo a causa di quanto detto, diventa poi un territorio adatto alla peste, che qui falcidia 4000 persone in un anno.

 

La Peste del 1656. (Immagine da Wikipedia)

 

Ebbene Roccacerro per questa pandemia ha avuto molti morti e ci ha messo moltissimo tempo per riprendersi un minimo. Ora anche a causa di questa grande fragilità sociale, ci troviamo con un borgo in piena fase di discesa demografica e crisi alimentare, che certo non pensa a restaurare il proprio castello che rimane disabitato e decadente per tutto il secolo XVII.

 

L’ex castello di Roccacerro, attualmente chiesa del paese. (Immagine personale)

 

 

Dopo le grandi tragedie di questo secolo la popolazione sprofonda in un grave stato di depressione, andando avanti semplicemente per forza d’inerzia. Una parte delle persone nate dopo il 1656 vivendo in un periodo così cupo e difficile rinuncia a lottare e si da alla macchia ovvero diventa brigante andando ad aumentare le fila di questo grave fenomeno.

Ebbene in questa condizione non mi meraviglierei se questi antichi castelli abbandonati diventassero in questo momento rifugio per briganti. Il secolo XVII si conclude con il terremoto di Bolsena che si fa sentire anche nella Marsica producendo diversi danni.

 

 


 

 

 

Arriviamo così all’inizio del ‘700 quando due nuovi importanti sismi si verificano. Vale a dire il sisma dell’Aquila del 1703 e quello di Sulmona del 1706. Entrambi i sismi si manifestano in modo violento colpendo duramente le aree epicentrali, ma anche le zone attorno all’epicentro registrano importanti danni.

 

Terremoti dell’Aquila del 1703 e della Maiella del 1706

 

La Marsica è fra queste ultime, registrando molti danni e crolli in tutti i borghi di zona, tra cui anche Roccacerro. Nella Marsica anche se non abbiamo una lista aggiornata dei danni, questi sono comunque menzionati da varie fonti, specialmente per il terremoto dell’Aquila, quindi i danni ci sono e sono molti dislocati per tutta l’area marsicana.

Roccacerro è tra i borghi che risente di questi due terremoti e ci mette tempo per riprendersi, ma se il borgo se la caverebbe con pochi danni, non si può dire lo stesso del vecchio castello che riporta danni in molti punti.

 

La chiesa di Santa Maria degli Angeli di Roccacerro oggi. (Immagine personale)

 

Ebbene è dopo questi terremoti che viene decisa la morte del vecchio castello e la sua rinascita riadattandola come chiesa del paese. Il castello ormai abbandonato da più di 100 anni crolla in più punti sotto anche il peso della sua vecchiaia e a questo punto la struttura rinasce come chiesa di Santa Maria degli Angeli, presente ancora oggi. 

 

Ma del vecchio castello cosa rimane?

 

L’ex castello di Roccacerro. (Immagine personale)

 

Rimane la vecchia struttura esterna che si può ammirare di lato, risultando imponente a chi la guarda per la prima volta. Struttura che nonostante i successivi terremoti e bombardamenti avuti nella prima metà del XX secolo, è ancora oggi al suo posto e a cui auguriamo ancora lunga vita seppure sottoforma di chiesa.

 

 


ROCCACERRO