ROCCACERRO – CHIESA DI SANTA MARIA DEGLI ANGELI


ROCCACERRO

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LE CHIESE DELLA MARSICA


 

 

 

 

POSIZIONE CHIESA SANTA MARIA DEGLI ANGELI


STRUTTURA CHIESA SANTA MARIA DEGLI ANGELI.


DESCRIZIONE CHIESA SANTA MARIA DEGLI ANGELI.

 

 

 

L’antico castello di Roccacerro, oggi la chiesa di
Santa Maria degli Angeli. (Immagine personale)

 

La chiesa di Santa Maria degli Angeli è la chiesa parrocchiale del paese di Roccacerro e ha poco più di 300 anni essendo stata eretta all’inizio del 1700. La struttura, che ospita la chiesa, era l’antico castello ormai diroccato e abbandonato da tempo, che dopo essere stato ulteriormente danneggiato dai terremoti d’inizio ‘700 (il sisma dell’Aquila del 1703 e il sisma della Majella del 1706), viene ristrutturato e riconvertito in chiesa.

 

La chiesa di Santa Maria degli Angeli oggi. (Immagine personali)

 

Da allora e per i successivi 300 anni la chiesa di Santa Maria degli Angeli ha accompagnato il paese di Roccacerro superando molte vicissitudini, che l’hanno portata a divenire oltre che il centro spirituale del paese, anche ad essere il centro sociale del borgo.

 

Il lago Fucino alla fine del ‘700 in un dipiento dell’epoca

 

Come tutti i borghi della Marsica del ‘700, anche Roccacerro sviluppa l’essere paese e comunità intorno al suo centro religioso.

 

Scorcio di Roccacerro oggi. (Immagine personale)

 

 


 

 

 

 

Per paesi piccoli e isolati come questo anche fare pochi km nel ‘700 può risultare una sfida, viste le difficoltà dei viaggi come l’incontrare i briganti dell’epoca. Per cui la sfida di trovare una propria compagna o compagno di vita passa necessariamente per la propria piccola comunità e la chiesa in questo si rivela il luogo d’incontro perfetto. 

 

La chiesa di Santa Maria degli Angeli oggi. (Immagine personale) 

 

La chiesa di Roccacerro pur con tutti i suoi limiti adempie al suo essere punto d’incontro e in alcuni casi anche guida politica nei momenti di maggiore difficoltà sia di carattere medico come poteva un’epidemia, ma soprattutto politico quando all’esterno si perdevano i propri punti di riferimento come poteva essere stato in occasione dell’occupazione francese nel 1806, allorquando oltre alla cacciata dei Borbone abbiamo importanti riforme che aboliscono la vecchia società che con le sue regole ha guidato la popolazione fino ad allora. Un cambiamento così grosso da una parte affascina, ma dall’altro si teme il salto nel vuoto.

 

Gioacchino Murat re di Napoli (1808-15). (Immagine da Wikipedia)

 

Per paesi piccoli come Roccacerro la guida spirituale di un prete è sacra, in quanto si demanda a lui la virtù della saggezza non solo in quanto prete, ma anche perchè ha studiato e quindi di solito è la persona più colta dell’intera comunità. In paesi piccoli come Roccacerro l’ignoranza domina sovrana e sarà solo con l’inizio del ‘900 che le cose inizieranno a cambiare in meglio, quindi per altri 100 anni la figura del prete continuerà ad essere il punto di riferimento dell’intero borgo. 

 

Re Ferdinando I delle DUE Sicilie. (Immagine da Wikipedia)

 

Con l’evolversi della situazione politica si ha nel 1815 il ritorno dei Borbone, che dominano la scena fino al 1860. In questo periodo la situazione politica e sociale non compie grandi salti di qualità, pur osservando la società che si ristruttura dopo i cambiamenti del 1806-11 avvenuti sotto i Francesi e ciò è vero sia per la Marsica che per il resto del regno delle Due Sicilie. 

Per la Marsica la situazione pur mutando in superficie non cambia nulla in profondità e la società marsicana rimane nella stessa situazione di quella vissuta nella seconda parte del ‘700, con le famiglie emerse in questo periodo, che ora dominano al livello locale, litigando fra loro per le principali cariche politiche della zona.

 

Il Lago Fucino in una rara immagine del 1850-60

 

L’unica nota positiva riguarda il lago Fucino, che dopo il rialzo storico del lago nel 1816-17 e le sue conseguenti escrescenze locali,  si procede a cercare ora una soluzione definitiva, non facile da trovare visti i tanti risvolti di questa situazione. Ma dopo tanto affannarsi la soluzione arriva con il banchiere Torlonia, che dopo aver visionato il progetto, investe in questo.

In breve Torlonia diventa l’unico azionista della società che gestisce i lavori per il prosciugamento del lago e investendo in questa si prende sia gli oneri e gli onori. I lavori per il prosciugamento del lago partono nel 1854 e finiscono nel 1876. I lavori durano più di 20 anni e portano al completo prosciugamento del lago, con relativo cambio del microclima di zona.

Ma soprattutto tutto ci porta a grandi cambiamenti di abitudini consolidate nel tempo convertendo tanti pescatori in futuri agricoltori di una piana sterminata e assai fertile. Ma i cambiamenti sono tanti e questo non è l’oggetto della discussione per cui rimandiamo tale approfondimento ad altra sede.

 

 


 

 

 

 

 

Incontro di Teano il 26 ottobre. (Immagine da Wikipedia)

 

Nel 1860 con il mutare della situazione politica generale che vede l’emergere del nuovo regno d’Italia e la conseguente fine del regno borbonico, quindi si attua un nuovo grande cambiamento politico. Questo cambiamento realizzato da Garibaldi, attraverso la sua impresa dei Mille, che una volta sbarcato in Sicilia fa leva sui desideri della povera gente, riesce a creare un forte esercito che sconfigge il vecchio esercito borbonico e costringendo il re Francesco II alla fuga.

 

Scorcio di Roccacerro oggi. (Immagine personale)

 

Ma questa situazione non viene da molti, specialmente dalla popolazione locale, molto devota ai Borbone che pur tra molti sbagli politici erano ancora visti come l’unica guida possibile. A causa di ci si crea un movimento popolare che si dice contrario al nuovo corso e pronto a rivoltarsi contro i nuovi invasori.

 

Scorcio di Roccacerro oggi. (Immagine personale)

 

La popolazione dei piccoli paesi d’Abruzzo sono fra il 1860 e il 1861 l’ossatura di una grande rivolta popolare che guidati dai Briganti affrontano la nuova polizia savoiarda, mettendola all’inizio in seria difficoltà. Ebbene questi popoli sono sobillati dai preti locali, i quali seguendo un proprio credo politico influenzano con le loro prediche le popolazioni locali, istigandole a rivoltarsi. Questo potrebbe essere la situazione anche di Roccacerro, dove il prete di turno potrebbe aver indotto gli abitanti del piccolo paese a rivoltarsi contro i Savoia.

 

 


 

 

 

 

 

Scontro a fuoco tra i Briganti e la polizia italiana

 

Ciò detto questa situazione dura poco, poichè dopo pochi mesi crolla la collaborazione fra briganti e il re, portando di riflesso questi a ritornare ad essere briganti, comportandosi in modo violento contro le popolazioni locali. Il popolo visto il cambio di faccia arriva presto a girarsi verso i Savoia, sperando nella fine del brigantaggio e in una migliore politica di crescita locale.

D’altronde la politica della polizia tende a cercare il confronto con i paesi marsicani, non lo scontro, portando con ciò a far guadagnare fiducia nel nuoco corso italiano. Ciò contribuisce in modo deciso alla sconfitta delle tante bande di briganti disseminate nella Marsica e in Appennino, che intorno al 1870 possono considerarsi del tutto sconfitte.

 

Immagine di un dipinto degli anni 1860-70 che ritrae il Lago Fucino in fase di prosciugamento

 

 

Con il nuovo corso politico unitario, la Marsica vive un profondo cambiamento strutturale e sociale per tante ragioni, ma sicuramente la ragione principale è il prosciugamento totale dell’immenso lago Fucino avuto nel 1876, dopo più di 20 anni di lavori. L’immenso lago lascia il posto ad una grande piana coltivabile, la piana fucense. Ebbene il cambiamento che ne viene fuori per coloro che abitano all’epoca queste zone, è una vera rivoluzione sociale, ma prima ancora culturale, trasformando molte persone dall’essere pescatori in agricoltori.

Ciò chiaramente vale soprattutto per le persone che vivono i paesi della zona fucense, per gli altri come a Roccacerro l’influenza del lago Fucino significa avere un microclima particolare che addolcisce i venti freddi che giungono dalle montagne, che influenzano le coltivazioni locali.

 

Scorcio di Roccacerro oggi. (Immagine personale)

 

Non averlo comporta cambiamenti profondi che portano nell’immediato disagi rilevanti, che spingono molti giovani a lasciare i paesi per andare all’estero in cerca di fortuna.

 

Giovani che vanno via dai propri paesi per andare all’estero in un dipinto di fine ‘800

 

Ebbene le chiese locali, come quella di Roccacerro, rappresentano per le persone che si distaccano dai paesi un punto di riferimento fondamentale a cui chiedere aiuto per l’immensa decisione che stanno prendendo.

 

La chiesa di Santa Maria degli Angeli oggi  (Immagine personale)

 

Quindi la chiesa di Santa Maria degli Angeli il suo clero hanno rappresentato sempre, come avvenuto in altri centri della Marsica, il punto di riferimento principale a cui rivolgersi o confrontarsi quando la situazione lo richiedeva.

 

 


 

 

 

 

Ma è con il nuovo secolo XX che la chiesa di Santa Maria degli Angeli e la piccola comunità di Roccacerro devono affrontare la prova più impegnativa ovver il terremoto di Gioia dei Marsi del 13-1-1915 e tutte le sue conseguenze.

 

 

Terremoto di Gioia dei Marsi del 1915

 

 

Il terremoto di Gioia dei Marsi, che si esplica la mattina del 13 gennaio 1915, si rivela il più distruttivo che la Marsica ricordi, colpendo la zona in modo tremendo.

 

 

Il Corriere della Sera del 14 gennaio 1915

 

Il sisma si manifesta con una potenza di 7 Mw, un valore molto alto, che produce la distruzione completa o semicompleta di tutti i borghi che circondano la Piana del Fucino, con il maggiore danno che viene inflitto proprio ad Avezzano.

 

Palazzo Torlonia ad Avezzano distrutto dal sisma del 1915

 

La città è rasa al suolo e le vittime sono tantissime, parliamo di 10.000 morti, mentre più di 30.000 sono in tutta la Marsica. Tutti i centri grandi e piccoli sono intaccati duramente dal sisma sia che ci si spinga verso la Valle Roveto o verso la Piana del Cavaliere o verso l’Altopiano delle Rocche, la situazione non cambia il sisma ha effetti distruttivi.

 

Distruzione di Pescina dopo il sisma del 13 gennaio 1915

 

A Roccacerro si contano diversi morti con il paese che viene duramente colpito dal sisma. La chiesa di Santa Maria degli Angeli viene danneggiata.

 

 


 

 

 

 

Dopo il sisma ci sono gli anni della 1 guerra mondiale che ritardano la risistemazione del paese, che pur tra tanti problemi strutturali per questo sisma non subisce i danni che hanno invece molti altri borghi della Marsica.

 

L’Europa nel 1919 dopo la prima guerra mondiale.

 

Nel frattempo gli anni della prima guerra mondiale passano, tra tante sofferenze e privazioni, con la popolazione anche di Roccacerro costretta a vivere in baracche.

Nel 1918 la guerra finisce e dopo un inizio stentato, dovuto anche alla Pandemia della Spagnola, che semina la morte in tutto il mondo tra il 1918 e il 1919, la vita infine riprende i suoi ritmi.

Anche a Roccacero nel 1919 come tutti i borghi marsicani, si procede con la riparazione dei danni a cominciare dagli edifici pubblici e dalle strade. Nel caso specifico a Roccacerro il paese viene riparato dai danni del sisma e anche se la vita è molto dura in questa fase il paese si avvia verso una lenta normalità.

 

La chiesa di Santa Maria degli Angeli oggi. (Immagine personale)

 

A scandire questo ritorno alla normalità vi è anche la riapertura della chiesa di Santa Maria degli Angeli, che viene riparata dai danni principali e riaperta al pubblico nel 1923. Nei successivi 20 anni il piccolo borgo procede alla riparazione delle case e delle vie di comunicazione principali. Nel frattempo dal 1922 il potere in Italia è passato al partito Fascista che trasforma l’Italia in una dittatura.

 

Scorcio di Roccacerro oggi. (Immagine personale)

 

La chiesa di Santa Maria degli Angeli accompagna il paese attraverso questa fase non sempre buona, per via della dittatura, ma il Fascismo nonostante le restrizioni alle libertà, favorisce la ricostruzione di tutti i borghi, quindi anche di Roccacerro.

 

Scorcio di Roccacerro oggi. (Immagine personale)

 

La dittatura fascista pur operando in alcune buone direzioni compresa la ripresa economica, favorita in ciò da un idea di autarchia, già vecchia all’epoca, ma comunque efficace in questo momento, rimane pur sempre una dittatura che l’Italia e gli Italiani nolenti o volenti devono accettare.

 

Il nuovo palazzo Torlonia di Avezzano nel 1937,
eretto dalla famiglia principesca negli anni ’20.

 

Nella Marsica la dittatura fascista è complice con i Torlonia favorendo la messa a tacere delle richieste dei contadini riguardo alle terre del Fucino. In questo momento per i Marsi combattere i Torlonia è praticamente impossibile, quindi pur a malincuore bisogna accettare la situazione rimandando richieste e proteste a tempi futuri.

 

L’Italia e le sue colonie nel 1936.

 

Mentre gli anni ’30 si avviano alla conclusione il Fascismo raggiunge l’apice del consenso interno specie dopo la conquista dell’Etiopia. Ciò è vero anche nella Marsica dove il consenso intorno al Fascismo è massimo e si esprime con la grandiosa accoglienza al duce nel 1938, in occasione della sua visita nella Marsica.

 

Mussolini ad Avezzano nel 1938

 

 


 

 

 

 

Arriviamo così al 1940 allorquando l’Italia sotto la spinta fascista dichiara guerra alle democrazie liberali di Gran Bretagna e Francia.

 

L’Italia entra nella 2 guerra mondiale nel 1940

 

Questo atto non è solo l’inizio della guerra, ma anche la fine dell’Italia per come è stata strutturata dopo l’unione nel 1861. Per farla breve nel 1943 l’Italia si ritrova sconfitta con tutte le colonie perse e il suo suolo nazionale invaso dalle truppe alleate in Sicilia.

 

I vertici militari e il re nella speranza di salvare l’Italia approfittando di una defenstrazione

del gran consiglio arrestano Mussolini e continuano la guerra

 

Il re dopo aver licenziato Mussolini cerca di riprendere in mano la situazione, ma ha poco margine e dopo due mesi circa di tirare a campare, molla l’Italia al suo destino e fugge. Il re e il governo si rifugiano in Puglia, sotto la protezione alleata.

 

I vari confini fra l’Italia alleata e l’Italia
nazista che sono cambiati via via durante la guerra. (Immagine da Wikipedia)

 

Nel frattempo i Tedeschi invadono l’Italia fino a Frosinone, invadendo così anche la Marsica e per questa comincia un durissimo periodo di occupazione. All’inizio le cose sono ancora sopportabili nonostante diversi episodi di criminalità da parte tedesca, ma da fine dicembre del 1943 la situazione diventa insostenibile per i Marsi.

A questa data infatti iniziano i bombardamenti alleati volti ad indebolire la presenza tedesca in zona, ma così facendo portano a tanti danni e spaventi per la popolazione, che ad un certo punto non riuscendo più a sopportare il tutto fugge sulle montagne.

 

Scorcio di Roccacerro oggi. (Immagine personale)

 

Roccacerro come tanti altri paesi della Marsica, è succube di una situazione più grande. Il paese è visto dagli alleati come una vedetta sulla   Tiburtina Valeria a favore dei Nazisti. Per questo motivo Roccacerro viene bombardato duramente. Roccacerro viene duramente bombardata il 23 gennaio 1944 da un aereo anglo-americano.

 

bombardamento alleato della città di Cassino il 15 marzo 1944

 

Il bombardamento colpisce il centro cittadino provocando dieci morti e diciassette feriti e insieme a questo si hanno danni importanti al patrimonio architettonico del paese.

 

Le targhe affisse a Roccacerro a ricordo del grave bombardamento alleato avvenuto il 23 gennaio 1944.

Nella seconda targa sono incisi i nomi delle persone di Roccacerro morte nel bombardamento. (Immagine personale)

 

Di questo vile atto non sappiamo se è rimasta vittima anche la chiesa e se si con quali danni. Sicuramente però la chiesa risente del periodo, per cui se anche non dovesse essere rimasta vittima dei bombardamenti, risulterebbe sicuramente danneggiata da altri atti.

 

Il generale neozelandese Fryberg sul proprio
autoblindo nella Valle Roveto nei giorni tra il 7 e 12 giugno 1944

 durante le operazioni di liberazione della
Marsica dai nazifascisti

 

 

Nel giugno 1944 dopo mesi di grande paura sia nei confronti dei barbari tedeschi che dei bombardamenti alleati, la Marsica viene liberata dalle truppe alleate e tutto ricomincia.

 

 


 

 

 

Pochi mesi dopo anche il resto dell’Italia viene liberata dalla morsa nazifascista e il paese si avvia a un nuovo inizio, sancito nel 1946 con il referendum istituzionale che porta l’Italia a diventare una Repubblica.

 

L’Italia diventa repubblica (Immagine da Wikipedia)

 

A Roccacerro come nel resto della Marsica si procede a riparare le vie di comunicazione e le abitazioni colpite dalla guerra sia riparandole che ricostruendole. La ricostruzione del paese procede per circa 10 anni tra il 1945 e il 1955. In questo arco di tempo anche la chiesa di Santa Maria degli Angeli danneggiata durante la guerra, viene nuovamente restaurata e riaperta al pubblico nei primi anni ’50.

 

La chiesa di Santa Maria degli Angeli oggi. (Immagine personale)

 

Una volta riaperta la chiesa ha continuato a servire il paese come sempre, rimanendo il centro del borgo sia come chiesa che come monumento simbolo. A partire dagli anni ’60 il piccolo paese ha subito un decremento demografico a causa dello spopolamento dei giovani. Questi non trovando futuro in zona sul piano lavorativo, tra la fine degli anni ’50 e inizio ’60 preferiscono lasciare il paese per emigrare nei grandi centri limitrofi come Avezzano e soprattutto Roma.

 

Tagliacozzo nel 1961

 

Paesi come Roccacerro, ma anche più grandi come Tagliacozzo subiscono un calo costante dei residenti, ciò impoverisce chiaramente la zona, ma la Marsica ne a viste tante nel corso della sua storia, è una terra abituata a convivere con gli alti e bassi e anche nei momenti più bui o che sembrano più disperati alla fine si riprende, specialmente nell’ultimo secolo da quando vi è stato il terremoto del 1915, che è stata di tutte le prove vissute la peggiore ancora oggi nel 1960 a distanza di quasi 50 anni.

 

Avezzano alla fine degli anni ’60

 

Questo perchè dal 1915 la Marsica porta con se un grande senso di lutto che nemmeno le tragedie della guerra sono riuscite a cancellare, quindi la prova dei giovani che partono per cercare un futuro migliore viene vissuto si duramente, ma con il senso che essi vanno verso il meglio e ogni sacrificio è giustificato e poi i Marsi non hanno mai abbandonato i Marsi dovunque essi si fossero.

 

Avezzano nel 1975

 

Nella Marsica vi è un senso di appartenenza e identità fortissimo anche maggiore di altre zone e il terremoto in questo lo ha notevolmente rafforzato. Questo senso di appartenenza non emerge subito a chi vi entra per la prima volta, ma poi si esplica in tutta la sua forza.

 

Scorcio di Roccacerro oggi. (Immagine personale)

 

In ciò il ruolo delle piccole chiese di paese come la chiesa di Santa Maria degli Angeli è fondamentale, in quanto cementano nelle coscienze delle persone che vivono in questi paesi un profondo senso di appartenenza al borgo di origine,  vissuto però da giovani come una prigione e da adulti  come una liberazione, perchè è casa.

 

Avezzano nei primi anni ’80

 

Poi a partire dagli anni ’80 il piccolo centro ha visto il ritorno di molti migranti, che pur rimanendo a vivere altrove hanno costruito nuove case da abitare nei periodi estivi, in pratica parliamo del fenomeno delle seconde case degli anni ’80 e ’90.

 

La chiesa di Santa Maria degli Angeli oggi. (Immagine personale)

 

In questa situazione la chiesa è rimasta muta testimone dei cambiamenti intercorsi. Ma il tempo passa e nell’ultimo decennio del secolo sono stati necessari alcuni lavori di adeguamento liturgico.

 

 


 

 

 

 

Roccacerro oggi

 

Con il nuovo secolo XXI la chiesa di Santa Maria degli Angeli ha continuato a servire il paese, ma il tempo passa e la chiesa ha avuto bisogno di una nuova ristrutturazione che ha proseguito l’adeguamento della struttura ai nuovi tempi. La nuova ristrutturazione, che avviene nel 2006-07, comporta il restauro degli interni della chiesa, con il rifacimento dell’intero impianto elettrico.

 

Terremoti dell’Aquila del 2009 e di Amatrice del 2016-17

 

La successiva scossa dell’Aquila del 2009 e i terremoti di Amatrice del 2016-17, non intaccano per fortuna la struttura della chiesa, se non per cose molto superficiali, comportando con ciò la prosecuzione continua dell’attività religiosa, interrotta magari solo per brevissimi periodi.

 

La chiesa di Santa Maria degli Angeli oggi.  (Immagine personale)

 

Con gli anni 2020 però l’attività religiosa si riduce di molto a causa del periodo Covid (2020-22), che porta ad una riduzione forzata delle funzioni religiose. Superato poi questo periodo così triste e duro la chiesa è tornata attiva regolarmente e oggi è perfettamente funzionante e aperta alle funzioni religiose, ma soprattutto è aperta al paese, rimanendo per questo un valido punto di riferimento non solo sociale e religioso, ma anche culturale identitario.

 

Scorcio di Roccacerro oggi. (Immagine personale)

 

La chiesa infatti è oggi il bene storico più importante di Roccacerro, rappresentante dell’intero paese con il suo carico di storia, che affonda le sue radici  nel contesto di castello, che è stato come edificio fino ai primi del ‘700, prima di divenire la chiesa di Santa Maria degli Angeli.

 

L’imponente struttura della chiesa di Santa Maria
degli Angeli oggi vista di lato.

Questo lato della struttura ricorda l’imponenza del
vecchio castello del paese.

(Immagine personale)

 

 


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