PIANI PALENTINI – INQUADRAMENTO GEOMORFOLOGICO GENERALE


GEOMORFOLOGIA DEI PIANI PALENTINI


 

 

I Piani Palentini, come detto nella parte geografica, sono una conca intramontana con un ampia area pianeggiante compresa fra 690 e 720 m s.l.m., circondata da diverse dorsali montuose. Sul lato nord-est vi è la dorsale del M. San Nicola – M. Faito, formata da calcari cretacici, mentre a sud est dopo aver percorso un breve tratto pianeggiante troviamo la dorsale carbonatica del Monte Salviano – M. Cimarani.

 

I Piani Palentini con sullo sfondo la Dorsale del Monte Salviano. (Immagine personale)

 

Sul lato opposto a ovest troviamo invece la dorsale carbonatica del M. Arunzo – M. Girifalco, che rispetto alle altre due borda per intero la piana palentina.

 

I Piani Palentini e la Dorsale del Monte Arunzo – M. Girifalco. (Immagine personale)

 

 

Il Monte Arunzo (1455 m). (Immagine personale)

 

Questa dorsale risulta rappresentata dal Monte Arunzo, il più alto della dorsale con i suoi 1455 m s.l.m., dal Monte Girofalco e infine il Monte Arezzo, dove termina e sulle cui pendici sorge il paese di Capistrello.

 

Capistrello ai piedi del Monte Arezzo. (Immagine personale)

 

Monte Arezzo visto da Capistrello. (Immagine personale)

 

Monte Arezzo visto da Capistrello. (Immagine personale)

 

Come si è accennato tra il Monte Salviano e il Monte San Nicola esiste una breve zona pianeggiante, la cosidetta soglia di Cappelle, che in passato ha fatto da raccordo tra il Lago Fucino e i Piani Palentini.

 

La Soglia di Cappelle. (Immagine personale)

 

Anticamente questa apertura è stata la porta tramite cui il Lago Fucino nel momento della sua massima altezza ed espansione è riuscito a penetrare nei Piani Palentini, allagandoli e allargando così di molto la sua area di base. In questo modo il Lago Fucino, con l’occupazione dei Piani Palentini, appare in epoca glaciale, come un piccolo mare interno contornato dagli alti monti appenninici.

Proseguendo infine lungo la direttrice della dorsale del M. Salviano troviamo l’inizio della dorsale del Monte San Nicola – Monte Faito che occupa la parte nord est dei Piani Palentini.

 

Immagine personale del Monte San Nicola con alla base il paese di Scurcola Marsicana

 

Come detto nella parte geografica sicuramente il fiume Imele è l’elemento caratterizzante dell’intera piana, che ha contribuito a rendere la piana così come la vediamo.

 

Considerando infine i Piani Palentini insieme alle dorsali che la circondano, troviamo numerosi elementi morfologici che caratterizzano il territorio, rendendolo particolare e ciò sarà oggetto di approfondimento attraverso la caratterizzazione di ognuno di questi elementi morfologici, sia che essi si trovino sull’altopiano sia che siano presenti sulle dorsali.

Il coinvolgimento delle dorsali bordanti i Piani Palentini si rende necessario perchè queste pur rappresentando blocchi morfologici indipendenti, sono pur sempre coinvolte direttamente nelle dinamiche della piana sottostante. 

Da ciò segue che l’analisi geomorfologica di approfondimento dell’area palentina verterà sui depositi fluviali dell’Imele, i depositi lacustri quaternari, le frane e il carsismo nei suoi aspetti epigei e ipogei.

 


GEOMORFOLOGIA DEI PIANI PALENTINI