PESCOCANALE – DESCRIZIONE


PESCOCANALE


 

 

Pescocanale è un piccolo paese immerso in un ambiente da sogno, costruito su una rupe, che si presenta come una sorta di nido d’aquila, un vero e proprio gioiello architettonico medievale.

Il piccolo paese ne ha viste tante nei suoi 1000 anni di storia e se le rocce e le case potessero parlare ci racconterebbero tante storie di gente forte, laboriosa e umile, che prende la vita con un sorriso e lo ricambia verso coloro che incontra lungo il proprio cammino.

 

La Gola di Capistrello con sullo sfondo Pescocanale. (Immagine personale)

 

Il piccolo paese arroccatto su questa rupe, che si trova all’interno di una gola attraverso cui scorre il fiume Liri, rappresenta il confine fra la Valle Roveto e la Valle di Nerfa. Pescocanale per la sua posizione è da sempre molto frequentato in quanto via di passaggio obbligata per entrare nella Marsica da sud.

Allo stesso tempo però è stato a lungo un borgo isolato, che solo dalla fine dell’800 si è riusciti ad aprire al mondo tramite la costruzione della ferrovia, a cui si è aggiunta nel 1965 la strada carrozzabile che unisce il paese con il proprio comune di Capistrello.

 

Strada di collegamento fra Pescocanale e Capistrello. (Immagine personale)

 

Pescocanale ha tanta storia e tanti ricordi, e chi arriva qui la prima volta passando per la strada Nazionale 82 si domanda con meraviglia perchè costruire lassù?

la risposta è semplice, il motivo era per difendersi dai nemici. In passato durante il Medioevo tutte le popolazioni della zona della Marsica per paura di attacchi esterni sceglievano luoghi impervi, dove costruire le proprie case e ripararsi dentro solide mura con castelli e torri che facevano da vedetta.

 

Pescocanale oggi. (Immagine personale)

 

Eppure anche qui la storia da orrida diventa magnifica, con Pescocanale che oggi rappresenta un luogo calmo e tranquillo, dove vive la vita assume un ritmo lento circondata da un panorama da sogno tanto bello quanto vario. Il paese è circondato dai monti a nord, a est e a ovest e nel fondo valle c’è tantissimo verde e ugualmente lungo la stessa collina del paese.

 

La catena dei Monti Simbruini visti da Pescocanale. (Immagine personale)

 

 


 

 

Questo paese cade quasi a strapiombo sul fondo valle dove il paesaggio diventa pittoresco e spettacolare, con una natura che qui ha non ha badato a spese per bellezza e grandiosità.

 

La catena dei Monti Simbruini visti da Pescocanale. (Immagine personale)

 

A completare il quadro fiabesco troviamo nel paese una piccola stazioncina della ferrovia Avezzano – Sora, che rappresenta un vero gioiello d’ingegneria ferroviaria ottocentesca, che compare e scompare nelle gallerie del posto che sono state costruite a regola d’arte da molti abitanti di questo piccolo paese.

 

La galleria ferroviaria sotto l’abitato di
Capistrello sul Monte Cotento. (Immagine personale)

 

Durante la costruzione della ferrovia Avezzano – Sora alla fine dell’800 ci si è trovati ad un certo momento in una situazione complicata su come far passare i treni all’interno di questa piccola gola. Ebbene la soluzione trovata è stata tanto semplice quanto geniale e seppure non è stato facile costruirla, il risultato finale ha meritato e merita tuttora un grande elogio, che è ancora oggi da esempio per le nuove costruzioni sia in ambito ferroviario che non.

Ciò che emerge è un territorio quello marsicano che tra la realizzazione del prosciugamento del Lago Fucino avvenuto pochi anni prima e la nuova ferrovia  Avezzano – Sora si è difatto rivoluzionato l’intera zona, ponendola al centro di un complesso rilancio industriale, ma soprattutto sociale.

 

La galleria ferroviaria sotto l’abitato di
Capistrello sul Monte Cotento. (Immagine personale)

 

 


 

 

 

 

Da notare inoltre come la cittadinanza locale, compresa quella di Pescocanale, abbia partecipato attivamente e senza paura alla realizzazione dell’opera, riuscendo così non solo a guadagnarsi da vivere, ma anche imparando un mestiere assai complicato, ma molto richiesto all’epoca, che gli abitanti di Pescocanale hanno saputo riprodurre altrove, in quanto fortemente richiesti come maestranze specializzate.

 

La ferrovia Avezzano – Sora presso Pescocanale. (Immagine personale)

 

Alla luce di questa grande opera ingegneristica c’è bisogno di valorizzarla ulteriormente in quanto poco conosciuta allo stato attuale, al contrario della grande opera d’ingegneria idraulica del Lago Fucino di Torlonia. Per cui rivolgendoci direttamente al comune di Capistrello poniamo a questi la questione, se non sia giusto creare al riguardo un piccolo museo, per sottolineare quanto importante sia stata la costruzione di questa ferrovia, quanto benessere ne sia disceso per la zona, ricavandone da subito una forte partecipazione popolare locale nell’accogliere questa impresa.

 

La ferrovia Avezzano – Sora presso Pescocanale. (Immagine personale)

 

La popolazione di Pescocanale, pur nel dubbio iniziale, ha partecipato attivamente alla costruzione di questo tratto ferroviario ricavandone come detto, grandi benefici sia immediati con il lavoro da svolgere, pur con tutti i rischi connessi alla realizzazione di un’opera tanto faticosa e imponente, ma anche benefici futuri con l’imparare il mestiere di minatore e altro nell’ambito costruttivo, che è stato per diverse persone la base della propria fortuna per lavori successivi. Quindi considerando la storia di Pescocanale non si può non citare la grande operosità di questa gente così forte e capace nel lavorare per migliorare il proprio territorio e se stessi. Tornando 

 

a Pescocanale, il paese come accennato prima, può apparire un borgo strano per la sua posizione, posto su di una rupe come un nido su una roccia, ma sicuramente fatato per il contesto in cui si trova.

 

Scorcio di Pescocanale oggi. (Immagine personale)

 

 

 


 

 

 

In questa condizione ambientale così particolare Pescocanale è un paese dalla chiara impronta medievale, che si è formato in un contesto storico completamente diverso dall’attuale, che però terminata quella fase pur in un contesto di montagna e quindi d’isolamento, ha saputo cavalcare i secoli da protagonista. Difatti Pescocanale ha dimostrato di essere, pur nella sua piccolezza, un paese d’importanza rilevante per la sua area e capace di adattarsi ai tempi, come hanno dimostrato gli abitanti del paese in occasione della costruzione della ferrovia Avezzano – Roccasecca, partecipando attivamente all’opera.

 

La gola di Capistrello con Pescocanale sullo sfondo. (Immagine personale)

 

La nascita della ferrovia e prima ancora il prosciugamento del Lago Fucino hanno aperto la Marsica e Pescocanale al mondo, iniziando a farsi vedere e a far valere il proprio temperamento nel contesto internazionale, dimostrando una risolutezza nell’affrontare le avversità come pochi, basti guardare il modo deciso con cui gli abitanti superstiti del sisma del 1915 si sono opposti allo spostamento del borgo in altro luogo, mantenendo così un identità precisa di una storia millenaria. Quindi se è vero che il borgo appare in questo modo, è vero soprattutto per il modo in cui è stato eretto e gestito nel tempo.

Oggi questo Pescocanale, frazione di Capistrello dal lontano 1829, è invidiato da tutti per la tranquillità e l’aria che si respira. Certo questo è un paese che va valorizzato e fatto conoscere meglio, ma vi è anche da dire che negli ultimi anni la proloco e il comune hanno lavorato e stanno lavorando sodo per il rilancio del piccolo borgo come meta turistica, cercando di valorizzare nel miglior modo possibile il carico di storia e sacrificio di questo piccolo centro abitato.

 

Pescocanale oggi. (Immagine personale)

 

Pescocanale sta quindi cercando di lanciarsi come meta turistica sviluppando tutte le sue virtù a partire dal proprio contesto ambientale e culturale. In questo senso ricordiamo come il paese rappresenti da sempre il confine culturale fra la diocesi di Sora a cui appartiene e la diocesi dei Marsi a cui appartiene Capistrello e il confine ambientale fra la Valle Roveto e la Valle di Nerfa. In prossimità di Pescocanale troviamo un canale (da cui il paese prende il nome) o come anche è chiamata la gola di Capistrello, che segna il passaggio fra la Valle di Nerfa che inizia presso Cappadocia, e la Valle Roveto.

Per capire questo paese tracciamone brevemente la sua storia partendo dal suo nome che si divide in Pesco e Canale, il primo si traduce in roccia ovvero la case  del paese costruite sulla roccia viva, il quale ha la stessa radice di altri paesi abruzzesi come Pescosolido, Pescasseroli ecc, mentre il secondo “Canale” si riferisce alla piccola gola che attraversa questa zona.

Al momento non sappiamo con precisione quando sono nate le prime case medievali su questa rupe, ma si sa con certezza che la piccola chiesa del paese, ovvero la chiesa di San Michele Arcangelo è citata nella bolla del 1115 di Papa Pasquale II, ma ancor prima si ritrova il nome della piccola chiesa incisa nelle porte di bronzo del monastero di Montecassino nel 1066.

Alla luce di quanto detto il paese ha sicuramente un’età non inferiore ai 1000 anni e potrebbe essersi formato nel corso dell’XI secolo. Sul piano storico il territorio di Pescocanale è appartenuto dapprima alla contea dei Marsi fino al 1143, per poi passare sotto i Normanni.

Questi a loro volta dopo l’annessione del territorio marsicano a al regno di Sicilia, suddividono questo in tre contee, tra cui la contea d’Albe, nel cui territorio ricade anche il piccolo paese di Pescocanale.

Pescocanale diventa così parte della nuova contea d’Albe, seguendone la sorte nei secoli successivi. Dapprima la contea albense, con dentro Pescocanale, è retta dall’antica famiglia comitale dei Berardi, seppure intervallata da altre signorie, fino all’inizio del XIV secolo con la loro ultima rappresentante, la contessa Filippa Berardi.

Dopo la morte della contessa Filippa, la giurisdizione della contea passa direttamente allo Stato angioino e alla casa reale angioina. Questo stato di cose dura fino all’inizio del XV secolo, allorquando viene duramente contesa per tutto il XV secolo dalle famiglie romane degli Orsini e dei Colonna. 

 

Scontro fra le famiglie Colonna e Orsini. (Immagine personale)

 

 


 

 

 

Dapprima sono gli Orsini a dominare il territorio albense per gran parte del XV secolo, scontrandosi però ripetutamente con la famiglia Colonna. Infine dopo aspre lotte nel 1497-98 i Colonna hanno la meglio sugli Orsini, riuscendo a imporrsi e a conquistare sia il territorio albense che quello della contea di Tagliacozzo. A questo punto la famiglia Colonna riunisce l’intero territorio nel nuovo soggetto feudale del ducato di Tagliacozzo e lo domina per i successivi tre secoli fino all’eversione feudale del 1806.

Il piccolo paese di Pescocanale si è sempre presentato con una struttura urbana di carattere medievale, con al centro un’antica torre, che ha svolto nei secoli medievali la funzione di controllo dell’area. Venuta meno nel ‘500 il carattere strettamente difensivo, il paese è rimasto nel tempo un centro di passaggio obbligato per le genti provenienti dalla Valle Roveto, che dovevano poi proseguire verso la Marsica e da qui verso il centro Italia.

Questo paese è sempre stato molto vivo pur nella sua piccolezza, tanto che pare che verso la metà del XVI secolo sia  divenuto anche Universitas, ovvero comune autonomo, con una popolazione soprattutto dedita a pastorizia e agricoltura.

Al livello demografico Pescocanale ha mantenuto nel tempo una stabile popolazione di 200-250 abitanti, calando drasticamente di numero solo in occasione della grande peste del 1656 che lo ha ridotto a 77 abitanti. Dopo questa triste esperienza ci ha messo del tempo per risalire demograficamente tornando intorno ai 200 abitanti verso la metà del ‘700 per riprendere il livello antecedente del 1656 solo nel 1779 con una popolazione di 276 unità.

 

Capistrello oggi. (Immagine personale)

 

Con l’inizio del secolo XIX dopo l’eversione feudale nel 1806 Pescocaneale perde la sua indipendenza amministrativa per divenire dapprima frazione di Civitella Roveto e poi dal 1829 frazione di Capistrello. Pescocanale nella prima metà del XIX secolo ha conosciuto, come tutti i paesi di montagna e di confine della Marsica, la recrudescenza del fenomeno del brigantaggio.

Il Brigantaggio nella Marsica è più o meno nato come fenomeno importante alla fine del XVI secolo, spadroneggiando e crescendo nel tempo in questi territori di confine del regno spagnolo prima e come regno napoletano poi dal XVIII secolo. Dall’inizio dell’800 il fenomeno è cresciuto ulteriormente interessando anche la zona di Pescocanale, creando qui e nella Marsica molti problemi alle povere popolazioni di questi borghi.

 

Assalto dei briganti ad una diligenza nel 1817

 

Con la nascita del regno d’Italia nel 1861 il fenomeno è stato affrontato in modo netto dal nuovo governo nazionale, che lo ha infine debellato intorno al 1870.

Negli stessi anni avviene il prosciugamento del lago Fucino da parte del banchiere Torlonia e questo porta la Marsica ad un cambiamento radicale. Un territorio dapprima selvaggio e inospitale inizia a trasformarsi morfologicamente e a crescere socialmente divenendo piano piano un territorio importante. Dapprima sono i centri più grandi a crescere e poi piano anche le frazioni, che evolvono positivamente, soprattutto quelle interessate dalla nascita della ferrovia.

Pescocanale, come già detto, si trova alla fine dell’800 proprio al centro d’importanti lavori per la costruzione della nuova e geniale opera ferroviaria che collega Avezzano con Sora. L’opera ferroviaria viene costruita in modo assai ingegnoso sia per l’epoca che per il territorio inospitale.

La geniale costruzione fa successivamente scuola nel mondo ingegneristico ferroviario per la sua particolarità, che rendono quest’opera ancora oggi orgoglio del territorio marsicano.

 

 


 

 

 

Pescocanale si ritrova alla fine di questi lavori con una propria stazione ferroviaria che portano il borgo ad uscire dall’isolamento in cui si è sempre trovato. Tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900 anche grazie a tutte queste novità cresce demograficamente salendo dai 200 abitanti d’inizio secolo ai 400 della fine.

Purtroppo però la dura vita del posto spinge molti giovani ad emigrare nelle Americhe, cercando qui la loro fortuna. Molti di questi, avendo acquisito una notevole esperienza nelle miniere, avendo lavorato nella costruzione della ferrovia locale, trovano facile impiego in questo lavoro durissimo.

Poi abbiamo il terribile terremoto di Gioia dei Marsi nel 1915, che distrugge buona parte dei paesi della Marsica provocando 30.000 vittime in pochi secondi. Un vera ecatombe!!!

 

Terremoto di Gioia dei Marsi nel 1915

 

Giornale del 1915 che racconta l’immane tragedia del momento.

 

Avezzano completaamente distrutta dal sisma di Gioia dei Marsi

 

A Pescocanale il sisma semidistrugge il paese provocando però la morte di appena 5 persone, risultando uno dei numeri più bassi di morti di tutta l’area terremotata.

Poco dopo il terremoto esplode la prima guerra mondiale che porta altri morti, come per il piccolo paese di Pescocanale, che vede morire ben 10 giovani uomini. Dopo queste terribili esperienze la popolazione locale riesce a ricostruire il paese nel corso degli anni ’20 e ’30, nello stesso sito precedente il sisma, in controtendenza a molti altri paesi della Marsica che sono spostati in luoghi più vicini alle vie di comunicazione.

Allo stesso tempo mano a mano che il paese viene ricostruito, la popolazione riprende a crescere raggiungendo nel 1931 il numero storico massimo di 508 residenti in piena epoca fascista.

 

L’impero coloniale italiano nel 1936 riprodotto su un muro di Aielli Stazione.

 

Con la fine degli anni’ 30 entriamo nella la seconda guerra mondiale, che ad un certo punto nel 1943 porta ad un invasione straniera dell’Italia che  porta il paese a spaccarsi, con al sud gli Alleati e al nord i Tedeschi, il primo tempo che si conclude nel 1943, nel quale abbiamo l’entrata in guerra dell’Italia e le successive sconfitte dell’Italia da parte alleata con la conseguente perdita di tutte le colonie tra il 1941 e il 1942 e la successiva invasione dell’Italia stessa nel 1943, che portano prima alla caduta del regime fascista nel luglio 1943 e poi dello stato monarchico nel settembre dello stesso anno con la fuga del re.

A questo punto si entra nella seconda e più triste fase con l’invasione tedesca dell’Italia fino a Frosinone e l’instaurarsi della linea Gustav che separa l’Italia tedesca da quella alleata nel sud Italia. I due blocchi si confrontano e si combattono tra l’ottobre 1943 e il giugno 1944. La Marsica rappresenta per i Tedeschi la base di controllo della Linea Gustav con i centri di Avezzano e Massa d’Albe. I Tedeschi tengono in questo periodo in ostaggio la popolazione civile, che per tenerla buona viene terrorizzata con azioni violente.

I Marsi di ogni paese compreso Pescocanale sono così costretti a sottomettersi a questi barbari, riuscendo però a mantenere fermi i propri valori di gentilezza e forza, espressi nel nascondere e mantenere i ragazzi in fuga dal Campo di Concentramento di Avezzano. Purtroppo i gravi bombardamenti alleati prodotti per indebolire i Tedeschi su tutta la Marsica, portano ad un ulteriore stato di grave stress per le popolazioni marse, tanto che molti ad un certo punto preferiscono fuggire e nascondersi nelle grotte delle montagne o ritornare ad abitare negli antichi centri venuti giù con il terremoto del 1915.

 

Bombardamento alleato di Avezzano nel 1944

 

La zona di Capistrello è tra le più bombardate della Marsica, e di riflesso anche Pescocanale viene colpito duramente, tanto che muoiono sotto i bombardamenti ben 4 persone del paese. Per fortuna la guerra finisce e la vita rinasce. La liberazione del centro Italia avviene  nel giugno 1944 attraverso lo sfondamento alleato della linea Gustav e la messa in fuga dei Tedeschi dalle zone occupate. La Marsica viene liberata tra il 7 e il 12 giugno 1944. A questo punto le popolazioni di Pescocanale e dell’intera Marsica riprendono il proprio cammino interrotto dalla guerra.

Nello stesso tempo abbiamo nell’arco di un anno la fine della guerra e con ciò tutti ricominciano. Si pensa prima di tutto a ricostruire le opere distrutte o danneggiate dalla guerra, ma ancor di più si ricompongono le famiglie spezzate dalla guerra e poco tempo dopo nel giugno del 1946 si arriva al referendum istituzionale, che sancisce l’inizio di una nuova Italia con l’inizio della repubblica e da qui una nuova fase politica di libertà inizia.

 

Nascita della repubblica in Italia

 

Nell’Italia che ricomincia troviamo anche la Marsica dove si pensa prima di tutto a riparare case e vie di comunicazioni danneggiate dalla guerra. Nell’ambito di Pescocanale abbiamo la ricostruzione di molte abitazioni e il rifacimento della ferrovia Avezzano – Roccasecca.

Nel dopoguerra la popolazione locale riprende le proprie attività tradizionali di agricoltori e pastori, ma questo non da sostentamento e molti decidono a malincuore di riprendere la strada dell’emigrazione.

Dapprima verso i paesi del nord Europa e delle Americhe e poi dalla fine degli anni 50′ con il boom economico, anche in Italia presso le città del nord come Milano e Torino. Ma anche Roma vede un grosso salto di qualità in termini economici tanto che in breve molti abitanti di Pescocanale, trovano un nuova vita proprio a Roma consentendo così maggiori e migliori legami con il vecchio paese.

 

Pescocanale negli anni ’60. ( Immagine da https://www.facebook.com/people/Pescocanale/100064803185909/?sk=photos)

 

Tutto ciò porta necessariamente ad un calo importante della popolazione residente che passa dai 508 abitanti del 1931 ai 483 del 1961. Nei decessi successivi il calo dei residenti prosegue arrivando all’incirca a 350 negli anni ’90 per scendere e stabilizzarsi a quota 300 negli anni 2020.

Il paese nonostante il forte calo dei residenti viene comunque densamente vissuto nel periodo estivo allorquando molti rientrano in paese per passare qui le ferie estive. In questo modo il numero di abitanti ricresce molto anche arrivando a quota 400.

 

 


 

 

 

Sicuramente per la gente di Pescocanale, che si è trasferita altrove per lavoro, il paese è fortemente sentito e questo lo si percepisce bene per il fatto che qui molti nel tempo hanno comprato o fatto seconde case, che sono vissute nei periodi festivi ed estivi.

 

Pescocanale oggi. (Immagine da Wikipedia)

 

D’altra parte se da un lato è vero che il posto non offre granchè sul piano lavorativo, è pur vero dall’altro che Pescocanale è un paese da cartolina non solo in quanto paese arroccato su di una bellissima collina, ma soprattutto perchè immerso in un ambiente meraviglioso, dove che tutti sognerebbero di abitare.

Questo desiderio se fino a poco tempo fa era solo un sogno ora può divenire in parte realtà grazie ad un netto miglioramento della tecnologia, che consente, per chi lo vuole e per chi può, di lavorare da casa e quindi di trasferire qui il proprio posto di lavoro.

 

Scorcio di Pescocanale oggi. (Immagine personale)

 

Ma così facendo in cosa ci si guadagna? La risposta è immediata, ci si guadagna in salute. Un ambiente sereno e stimolante come questo consente sicuramente  un miglioramento della qualità di vita e di riflesso del proprio stato di salute. Qui a Pescocanale l’aria è pura e si mangia molto bene e da qualche anno è attivo anche il nuovo Parco Rianza. Questo è un importante parco fluviale inaugurato nel 2015 che segna il confine tra la Valle Roveto e i Piani Palentini.

 

La Valle Roveto vista da Pescocanale. (Immagine personale)

 

 


 

 

 

Il paese oggi si presenta completamente ristrutturato in attesa dell’estate, quando con la popolazione tutta, che ritorna riaprendo le seconde case, si rida vita al paese, come una sorta di bella addormentata, ma il paese è vivo e per nulla dormiente con ben 300 residenti che lo vivono tutto l’anno.

Questi tutti insieme si sono molto impegnati negli ultimi anni per migliorare il aese, rendendo Pescocanale sempre più accogliente e funzionante, sia per chi vi abita che per coloro che visitano il piccolo borgo. L’impegno è stato svolto in varie direzioni sia nella ristrutturazione del piccolo borgo con case, strade, piazze e la stessa chiesa parrocchiale oggetto di restauro nell’ultimo periodo, che attraverso la nascita di nuove iniziative culturali tese a valorizzare e le usanze del borgo.

 

Scorcio di Pescocanale oggi. (Immagine personale)

 

In questo senso s’inserisce il felice lavoro dei murales, realizzati lungo il paese da grandi artisti del settore. Questi murales raccontano la storia di Pescocanale dall’inizio del’900 ai giorni nostri, che rappresentano uno spaccato di vita di molti altri paesi della Marsica.

 

(Immagine personale)

 

Alla luce di quanto osservato su Pescocanale emerge un borgo vivo che vuole essere protagonista del suo tempo, senza dimenticare il passato, per cui rinnovo anche qui la domanda se non sia il caso di creare proprio qui a Pescocanale quel museo sulla ferrovia Avezzano – Roccasecca che tanto ha dato come opera a questa zona.

 

Tratto dell’Avezzano – Roccasecca tra Capistrello e Pescocanale. (Immagine personale)

 

La Avezzano – Roccasecca è una ferrovia di circa 80 Km e all’epoca in cui è stata fatta ha rappresentato un’opera strategica, che magari nel corso del tempo avrà anche perso parte della sua importanza originaria, ma rimane fondamentale come opera per la popolazione locale. Per cui ci domandiamo se vista l’importanza dell’opera ingegneristica con cui si è realizzata, se non sia il caso di raccontare questa bella storia dedicandogli un museo.

 

Scorcio di Pescocanale oggi. (Immagine personale)

 

Detto ciò Pescocanale emerge come un paese bello e interessante, che merita una visita e addirittura per chi lo vuole può essere un’ottima base di partenza per escursioni nella natura circostante.

Quindi cosa aspettate venite qui a Pescocanale!!!

 

 


PESCOCANALE