
CHIESA MADONNA DEL CARMINE
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XX SECOLO
– Fondazione della chiesa Madonna del Carmine

Chiesa della Madonna del Carmine. (Immagine personale)
In seguito a una brutta alluvione del fiume Giovenco che aveva allagato l’intero paese nel 1899, ma che a quanto pare era poi tutto tornato alla normalità senza troppi danni, la comunità di Pescina decide di erigere una piccola chiesa in onore alla Madonna del Carmine, per l’aiuto dato al paese in questa circostanza e per chiedere il suo aiuto in futuro. La nuova chiesa viene eretta nel 1903 e per quel poco che sappiamo la piccola chiesa è diventata santuario molto presto.
– Pescina all’inizio del secolo

Casa Natale di Giulio Mazarino a inizio ‘900
Il paese di Pescina a inizio secolo si presenta come un paese dinamico con una propria piccola, ma operosa classe imprenditoriale, che opera sul territorio con varie attività. Certo parliamo di piccole realtà che non possono certo soddisfare tutta la popolazione sul piano lavorativo, anzi buona parte di questa tende a impiegarsi nell’agricoltura in parte lavorando anche nella realtà fucense.

Foto panoramica di Pescina ai primi del ‘900
Certo è che il paese ad inizio secolo si presenta in forte crescita demografica arrivando a 5966 unità nel 1901 e questa forte espansione demografica si mantiene viva per tutto il primo decennio del ‘900, arrivando a 6074 unità.

Pescina ai primi del ‘900
Purtroppo però nonostante gli iniziali sforzi, i tempi sono quello che sono e molte persone per soffrire la fame decidono di partire per l’estero, andando così ad infoltire le schiere di migranti che giorno per giorno parte per gli USA o altri paesi americani.
–Terremoto di Gioia dei Marsi



Le macerie di Palazzo Torlonia ad Avezzano

Avezzano distrutta dal sisma
Nel 1915 un tremendo terremoto colpisce la Marsica con una forza spaventosa. Il sisma si manifesta nel a Gioia dei Marsi con una forza pari a 7Mw e si propaga in pochi secondi dapprima nel territorio marsicano e poi in modo via via più sfumato al resto del centro Italia.

Cerchio dopo il sisma del 1915

Resti di Celano dopo il sisma del 1915

Resti di Balsorano dopo il sisma del 1915
In pochi secondi la Marsica conosciuta con le sue strutture antiche, i suoi borghi fortificati sparisce in pochi secondi. L’intero territorio viene sepolto sotto una lunga coltre di macerie, della zona sono soprattutto il Fucino, la Valle del Giovenco, la Valle Roveto e la Vallelonga a essere le maggiormente interessate al sisma. Il sisma in una manciata di secondi uccide più di 30.000 persone.
– Effetti del terremoto su Pescina

Effetti del terremoto di Gioia dei Marsi a Pescina

Effetti del terremoto di Gioia dei Marsi a Pescina

Resti della Casa Natale del cardinale Mazarino.
Pescina è uno dei centri più colpiti con la distruzione completa del paese e la morte di circa 5000 persone. Sono pochi i monumenti del borgo che si salvano e ci vorranno decenni per superare sia i danni fisici che quelli psicologici per questo atroce sisma.
– La chiesa della Madonna del Carmine dopo il terremoto del 1915

Il Santuario della Madonna del Carmine oggi. (Immagine personale)
Per quel poco che abbiamo potuto sapere l’edificio religioso della Madonna del Carmine riporta danni importanti dopo il sisma del 1915, ma a differenza di altre situazioni simili i danni non sono irreparabili.
– Pescina nel periodo successivo al sisma (1915)

Tende e accampamenti iniziali nelle settimane dopo il sisma.
Nel periodo successivo al sisma, quindi parliamo delle settimane dopo il sisma, la popolazione si ritrova a vivere prima in baracche e tende di fortuna e poi piano piano nei mesi e anni successivi vengono costruite in connessione con la guerra le varie baracche di legno dove la popolazione vivrà più o meno fino ai primi anni ’20.
– Gli anni della guerra
Poco tempo dopo il sopraggiungere della prima guerra mondiale comporta l’accantonamento dei problemi derivanti dal terremoto. Tutto l’esercito italiano parte per il fronte, tra questi anche molti giovani scampati alla tragedia del sisma.
Passano così gli anni con la popolazione della Marsica sopravvissuta al sisma, che si dibatte per sopravvivere a questo catastrofico periodo. La guerra finisce nel 1918 e con la sua fine si contano i tanti morti di questa assurda e lunga guerra. Tra questi figurano molti giovani marsicani, il cui numero si va ad aggiungere a quelli morti nel sisma. Per la Marsica è un’ecatombe.
– La chiesa della Madonna del Carmine durante la prima guerra mondiale

Chiesa della Madonna del Carmine oggi. (Immagine personale)
La piccola comunità di Pescina già duramente colpita dal sisma di qualche anno prima deve fare ora i conti con la guerra mondiale. Ebbene nel periodo di questa lunga guerra sono molte le persone sopravvissute al sisma che frequentano questo luogo mariano per chiedere suppliche alla Madonna per far finire questo atroce conflitto e far tornare i propri cari incolumi dalla guerra.
– La ricostruzione
A partire dal 1919 inizia una lenta e costante ricostruzione a cominciare dagli edifici pubblici. Tutti i paesi della Marsica chi di più e chi di meno vengono ricostruiti. Molti di questi sono riedificati in luoghi diversi da prima, che si trovano più vicino alle principali vie di comunicazione. Questo è vero anche per Pescina, dove una parte del paese viene edificata completamente nuova in una zona completamente diversa dal vecchio centro storico
L’edificazione di questa zona va avanti per tutti gli anni 20′ e 30′. Del vecchio centro si recuperano alcune strutture come la chiesa di S. Antonio e la chiesa di Santa Maria delle Grazie. Il paese orfano della diocesi dei Marsi deve ricominciare da capo e nel nuovo quartiere si pone la necessità di edificare una nuova struttura religiosa, che nascerà negli anni avvenire diventando la nuova chiesa di San Giuseppe.
– Il trasferimento della Diocesi dei Marsi ad Avezzano e la rabbia dei pescinesi
Già da qualche anno Avezzano viene ad assumere il ruolo di principale centro amministrativo della Marsica, soprattutto dopo il trasferimento qui dell’amministrazione Torlonia a metà 800′.
Da questo parte la riflessione fra le autorità ecclesiastiche locali di trasferirsi ad Avezzano. O meglio di trasferire la sede della diocesi dei Marsi da Pescina ad Avezzano.
L’irrompere poi del terremoto cambia i piani, e pone la necessità di trasferire la sede della diocesi in una zona meno colpita dal sisma. La decisione ricade su Tagliacozzo, miracolosamente sopravvissuta al sisma.
Dopo la guerra la possibilità di trasferire la diocesi viene considerata dai pescinesi quasi un atto sacrilego e iniziano a protestare in modo acceso contro il vescovo per questa decisione pregandolo di tornare sui suoi passi.
Il vescovo dei Marsi Bagnoli un vero ed instacabile riformatore, decide di andare avanti nella sua decisione, nonostante le forti proteste e pressioni dei pescinesi.
Così nel 1924 il vescovo Bagnoli procede nella sua decisione e trasferisce inizialmente la sede della cattedrale dei Marsi nella chiesa appena costruita di San Giuseppe di Avezzano, in attesa che la nuova cattedrale di San Bartolomeo venga costruita.
A Pescina il danno del trasferimento della diocesi non riguarda solo il sentimento di privazione dell’istituzione, ma ha anche un risvolto economico, visto tutto l’indotto che gravitava intorno alla diocesi dei Marsi.
– La probabile prima restaurazione della piccola chiesa del Carmine (anni ’30)

Il Santuario della Madonna del Carmine oggi. (Immagine personale)
Al momento non abbiamo trovato fonti dirette in proposito, ma siamo portati a credere vista la particolare devozione dei pescinesi verso la Madonna, che la suddetta chiesa della Madonna del Carmine sia stata riparata nel corso degli anni ’30. Sicuramente la ristrutturazione se c’è stata sarà stata fatta di fretta e senza troppa attenzione ai dettagli.
– Pescina negli anni del Fascismo

Pescina negli anni ’30
Negli anni del Fascismo Pescina viene via via ricostruita nella parte nuova con nuovi fabbricati e nuove piazze, ma anche al livello demografico il paese si riprende quasi completamente dall’immane tragedia del sisma del 1915. Nel 1915 Pescina conta poco più di 1000 persone, dopo che questo se ne era portate via circa 5000.
Nel corso degli anni dal 1915 al 1921 Pescina vede una nuova folta popolazione, che viene a riabitare la cittadina dopo l’immane catastrofe. Infatti già nel 1921 si stima una popolazione residente discretamente alta pari a 4914 residenti.

Manifestazione fascista a Pescina negli anni ’30
Come detto nel corso del periodo fascista questo dato si rafforza con una popolazione in forte crescita, che raggiunge nel 1931 la cifra di 5671 unità, che diviene ancora più consistente nel 1936 con 5943 unità. Sul piano lavorativo Pescina è in questo periodo un paese a prevalente lavoro agricolo, seppure sono presenti in paese anche diverse attività artigianali.

Manifestazione fascista a Pescina negli anni ’30
A tutto questo all’interno del paese e dei paesi limitrofi il Fascismo prende piede con le sue strutture sociali, le sue feste e le sue usanze, inquadrando i agazzi nelle sue strutture.
– Il regime fascista in Italia

L’Italia nel 1937.
(Creazione artistica dell’impero italiano prodotta nel 1937 insieme ad altre opere presenti ad Aielli Stazione)
Mussolini preso il potere nel 1922 attanaglia l’Italia con la sua dittatura cercando di forgiare il paese nel diventare una grande potenza militare e coloniale. Egli favorisce l’autarchia dell’Italia sia in ambito economico che militare. Questa sua politica crea come normale che sia una grande opposizione che lui zittisce mandando al confino tutti i suoi oppositori.
Sul piano coloniale dopo aver rafforzato l’esercito con nuove armi procede all’allargamento della Libia (1929-31) quasi persa dopo la prima guerra mondiale e alla successiva conquista dell’Etiopia (1936). Purtroppo poi la politica miope di Mussolini di asservimento alla Germania porta al crollo di tutto con enorme spargimento di sangue innocente italiano.
– La seconda guerra mondiale
Nel 1940 l’Italia entra nel secondo conflitto mondiale a fianco della Germania. Nel giro di tre anni il paese perde su tutti i fronti di battaglia. Questo porta alla fine del regime fascista che viene defenestrato il 25 luglio 1943. Tuttavia il paese è ormai in balia degli eventi. Gli Alleati hanno già iniziato l’invasione italiana da sud e i tedeschi procedono invece da nord ad invadere il paese da settembre.
Questa situazione porta al collasso dello stato monarchico e alla sua fine futura. Nel frattempo i tedeschi invadono l’Italia fino a Frosinone e di qui istituiscono la linea Gustav che divide il paese in due. Con la parte nord in mano tedesca e la parte sud in mano alleata.
Nella Marsica a Massa d’Albe i tedeschi pongono il loro comando con il compito di controllare il confine della linea Gustav. Tutta la Marsica è occupata dai Tedeschi che instaurano un vero regime di polizia che costringe i poveri marsicani a convivere e sottostare a loro a partire dall’ottobre 1943.
Nei primi mesi del 1944 gli Alleati cercano d’indebolire i tedeschi sganciando bombe lungo la linea Gustav e nella parte interna della Marsica. Nella Marsica gli sganci di bombe sono continui, specie nei mesi di aprile e maggio del 44′, soprattutto su Avezzano e Massa d’Albe. Tuttavia anche gli altri principali centri vengono colpiti.
– I bombardamenti su Pescina
Pescina durante i primi mesi del 1944 come altri paesi della Marsica viene soggetta a diversi bombardamenti alleati, aventi lo scopo d’indebolire i tedeschi. I bombardamenti provocano diversi danni al tessuto cittadino da poco ricostruito, tra le strutture coinvolte figura anche la chiesa parrocchiale di Santa Maria delle Grazie che riporta danni seri.
– La liberazione
Nel giugno 44 tuttavia dopo forti combattimenti gli Alleati annientano le difese naziste sulla linea Gustav e riescono a liberare la Marsica con tutto quello che ne consegue. Purtroppo i tedeschi in ritirata distruggono tutte le linee di comunicazione, provocando altri danni.
Comunque sia nell’aprile successivo del 1945 l’Italia viene completamente liberata dai Tedeschi. Poco tempo dopo anche la guerra finisce e inizia la ricostruzione.
– La chiesa della Madonna del Carmine durante la seconda guerra mondiale

Chiesa della Madonna del Carmine. (Immagine personale)
Come per il periodo della prima guerra mondiale anche per questo lungo periodo bellico la popolazione di Pescina, tenuta a lungo sotto scacco dai Tedeschi, avrà sicuramente frequentato la piccola chiesa per chiedere alla Madonna la sua intercessione per la fine di questa assurda occupazione e soprattutto per la fine della seconda guerra mondiale in generale
– La seconda ricostruzione e le lotte per la terra del Fucino
Nella Marsica a partire dal 1945 si pensa solo a ricostruire i paesi danneggiati dai bombardamenti e dal terremoto del 1915. A Pescina la ricostruzione partita lentamente diventa più veloce nel corso degli anni 40′.
Contemporaneamente riprendono le lotte contadine contro Torlonia per l’assegnazione delle terre. La lotta contro Torlonia già in atto all’inizio del secolo si era interrotta per tutte le vicende successive compreso l’arrivo del Fascismo, che aveva collaborato con il principe del Fucino per mantenere la calma nella Marsica.
Comunque sia negli anni 40′ le lotte contadine riprendono e nel 1950 si arriva all’espropriazione delle terre a Torlonia, che vengono poi assegnate agli agricoltori marsicani grazie anche alla nuova riforma agraria varata dal governo De Gasperi.
– La chiesa Madonna del Carmine a metà secolo

Chiesa della Madonna del Carmine oggi. (Immagine personale)
Dopo il conflitto troviamo un paese, Pescina rovinato dalla guerra sia sul piano edilizio che economico che sociale. La popolazione dopo una parziale ripresa negli anni ’30 pur tra tante difficoltà erano riusciti a riprendere, ora con la nuova guerra bisogna ricominciare da capo un’altra volta. Anche questa volta i pescinesi non si perdono d’animo e iniziano a ricostruire.
Riguardo la chiesa della Madonna del Carmine pensiamo che sia uscita indenne dal conflitto e abbia ripreso seppure malconcia, per la possibile superficiale restaurazione, il suo ruolo di centro mariano.
– Pescina nel 1945-60

Pescina nel 1950
Usciti dal 2 conflitto mondiale la Marsica è a pezzi, la grave occupazione nazista ha lasciato profondi segni nelle menti e nelle coscienze dei Marsi. Ma la forza della gente nonostante tutto non è venuta meno e ognuno si rimbocca le maniche per ricostruire un proprio futuro e il futuro dell’area marsicana.
Sul piano politico nel 1945 finisce sia l’occupazione nazista in Italia che la seconda guerra mondiale con la sconfitta del Giappone in Agosto. Dopo in Italia viene indetto il referendum per decidere la forma di governo in Italia fra Monarchia e Repubblica. Nel 1946 infine il 2 giugno si tiene il referendum che sancisce l’inizio della Repubblica in Italia.
Come tutta l’Italia anche la Marsica si rimbocca le maniche nella ricostruzione e ciò viene fatto ricostruendo l’intera rete di comunicazione stradale e ferroviaria distrutta dai Tedeschi in fuga. Nei vari paesi sono ricostruiti nuovi quartieri per ovviare a quelli distrutti o danneggiati dal conflitto. Soprattutto però i Marsi tornano a combattere i Torlonia per il possesso delle terre del Fucino.
Il conflitto fra Torlonia e i contadini fucensi va avanti per alcuni anni con numerosi momenti cruenti fino a giungere al culmine nel 1950 con l’eccidio di Celano. Poi successivamente Torlonia è costretto a cedere e i contadini finiscono per vincere prendendosi le terre del Fucino che sono espropriate a Torlonia. La successiva riforma agraria sancisce legittima la nuova situazione nel Fucino.

Pescina negli anni ’50
Pescina come molti altri centri della Marsica si trova impegnata sia nella ricostruzione di se stessa, che del territorio circostante specie della rete stradale. Allo stesso tempo i pescinesi s’impegnano anche nelle lotte contro Torlonia.
Infine nel 1950 le lotte contadine contro Torlonia finiscono con la loro vittoria e anche la fase di ricostruzione materiale può dirsi quasi completata. Pescina come tutta la Marsica non ha ancora superato la sua tragedia più grossa ovvero il terremoto del 1915, ma va avanti.
La popolazione di Pescina è ormai tornata completamente ai livelli d’inizio secolo, con una popolazione residente stimata nel 1951 di 6013 persone. Questo è il dato più alto dal 1911, tuttavia la gente non è felice in quanto pur avendo vinto la lotta contro Torlonia per le terre fucensi, l’economia è distrutta. Sia l’industria che l’agricoltura sono a terra e non danno lavoro. La popolazione giovane stanca di questa situazione inizia ad emigrare all’estero. E’ l’inizio della seconda grande emigrazione di massa.

Il municipio di Pescina negli anni ’50
L’emigrazione giovanile chiaramente non interessa solo Pescina, ma tutto il territorio marsicano e abruzzese. Inizialmente negli anni ’50 i giovani si recano all’estero nel nord Europa (Francia, Belgio, Olanda, Germania ovest o Scandinavia) o in USA e Canada, ma poi alla fine del decennio con l’esplosione del boom economico in nord Italia le destinazioni cambiano dirigendosi verso le città del nord del paese.
I giovani marsi infatti se ne vanno a Milano, Torino ecc. Con il tempo anche altre regioni vedono migliorare la propria economia comprese quelle del centro come il Lazio con Roma, che diventa la meta privilegiata.
– La nevicata del 1956

Monte Velino imbiancato nel 1956.
Nel febbraio 1956 un tremenda bufera di neve si abbatte sull’Italia portando tanto freddo e moltissimi disagi. Sulla Marsica disagi e freddo si moltiplicano rispetto ad altre zone, vista la geografia montuosa del territorio. Ci sono paesi completamente isolati a causa dell’enorme quantità di neve fatta, che impedisce qualsiasi valido collegamento. A volte all’interno degli stessi paesi non si riesce a comunicare
A Pescina la grande nevicata si abbatte come su tutti i paesi della Marsica in modo copioso e problematico. Addirittura per la grande nevicata vi è un treno che rimane bloccato alla stazione di Pescina. Per riuscire a consentire a questo di ripartire si rende necessario un grosso lavoro manuale di circa 200 persone per rimuovere la neve che lo ostacolava sui binari e nel fare ciò uno dei lavoratori per poco non finisce sotto il treno in ripartenza. Ma per fortuna la vicenda si conclude bene e nessuno si fa male.
– Pescina negli anni ’60 e ’70
Arriviamo agli anni ’60 e continuiamo a vedere una notevole emigrazione dai paesi verso le grandi città italiane a cominciare da Roma, che rimane la meta preferita dei Marsi vista la vicinanza.

Pescina negli anni ’60
Nella Marsica degli anni ’60 le amministrazioni comunali cercano di stimolare l’economia con vari modi, ma nella Valle del Giovenco contrariamente al resto del territorio marsicano è tutto difficile. Qui l’economia non decolla e la crisi economica morde ancora in modo forte per tutti gli anni ’60, che si rivelano ancora difficili, seppure migliori rispetto al periodo del dopoguerra.

Pescina nel 1963
In tutto questo però lo Stato non è assente, ma lavora come può e come capisce per sviluppare al meglio il territorio marsicano sia impiantando nuovi stabilimenti di ricerca e innovazione come Telespazio, sia costruendo nuove vie di comunicazione come le nuove autostrade A24 e A25.

Inaugurazione del tratto autostradale A24 uscita Carsoli nel 1970
Queste entrano in funzione nel 1970 rendendosi subito utili e indispensabili alla Marsica per uscire dalla sua endemica condizione d’isolamento. Grazie a queste la Marsica velocizza in modo impressionante i suoi rapporti con le altre città dell’Abruzzo in primis L’Aquila e Pescara, ma soprattutto gli scambi si rafforzano con Roma che diventa il principale mercato della zona. Grazie a ciò l’economia inizia a decollare con nuove imprese che nascono e vari settori che si rafforzano come quello agricolo nel Fucino, che beneficia delle nuove tecniche e macchinari agricoli.

A25 presso Pescina in un immagine del 1969-70
Pescina grazie alla nuova realtà autostradale riesce piano piano ad agganciarsi sul piano economico alla dinamicità del territorio marsicano, che cresce in modo costante per tutti gli anni ’70. Pescina infatti è da questo momento che inizia a divenire il centro più importante dell’area est della Marsica, proprio con l’apertura dello nuovo svincolo autostradale.
Nonostante ciò però la popolazione ancora per tutti gli anni ’70 continua a diminuire. Nel 1971 si registra infatti un nuovo calo di residenti che arriva a 4430 unità. Certo l’economia di Pescina continua ad essere povera, ma pur poco alla volta questa cresce e si sviluppa sia nei settori agricolo che industriale con la nascita di nuove microimprese.
– Il Santuario della Madonna del Carmine nel 1980

Il Santuario della Madonna del Carmine oggi. (Immagine personale)
Siamo quindi nel 1980 e abbiamo un paese Pescina in ripresa sul piano economico, ma non ancora sul piano sociale, dove continua ad esserci una discesa demografica che tocca nel 1981 quota.
La popolazione infatti vista la scarsa occupazione in zona emigra. Principalmente le persone del posto rimangono in Italia, o andando a Roma o nelle città del Nord Italia, tuttavia una piccola parte di questi si trasferisce anche all’estero.
Il Santuario della Madonna del Carmine continua ad essere molto frequentato dalla popolazione durante questi lunghi anni di emigrazione. La popolazione infatti venendo qui rivolge suppliche alla Madonna affinchè li guidi in questo nuovo percorso di vita.
– Il boom economico della Marsica e il recupero della propria identità

Dipinto di Giovanni Paolo II a ricordo della sua visita nella Marsica nel 1985. (Immagine personale)
A metà degli anni 80′ si ha il boom economico della Marsica che dopo anni di lavoro faticoso fatto di ricostruzione fisica con nuovi collegamenti stradali ed economica con l’avvio di nuove imprese si ha un forte decollo industriale della zona che sancisce il definitivo affrancamento del territorio marsicano dalla povertà che lo ha attanagliato nei secoli. La visita di Papa Giovanni Paolo II nel 1985 si rivela l’occasione per esprimere al mondo l’avvenuto miglioramento economico di questa parte d’Italia.
Con la fine dei problemi economici, la Marsica si rilancia sul piano sociale reinventando se stessa, anche e soprattutto iniziando un lungo lavoro di recupero della propria storia passata, venuta in qualche modo meno dopo il tremendo terremoto di Gioia dei Marsi, che aveva azzerato l’intero patrimonio culturale della zona.
Da qui vengono fuori nuove iniziative sociali di nuovi eventi che rimandandosi alla vecchia tradizione culinaria, recupera parte del proprio patrimonio enograstronomico. Allo stesso tempo si creano le prime compagnie teatrali che mettono in scena a partire dagli anni 90′ il racconto della tragedia del terremoto, in qualche modo liberandosi da un blocco mentale seguito al sisma, ma anche attraverso un lento e faticoso restauro dei propri borghi storici.
Ogni borgo della Marsica articola questo recupero a proprio modo e lo stesso accade a Pescina terra del grande letterato Ignazio Silone e del cardinale Mazarino.
– Pescina negli anni ’80 e ’90

Pescina negli anni ’80
Il boom economico della Marsica si propaga in breve a tutto il territorio compresa Pescina, che nonostante sia il centro della zona più depressa della zona, viene comunque interessata dalla situazione favorevole.
Uno degli effetti di questo nuovo sviluppo è l’edificazione di seconde case qui a Pescina, da parte di coloro che se ne erano andati per lavoro e tra questi ce ne sono una parte che tornano, incrementando di nuovo la popolazione che nel corso degli anni ’80 torna nuovamente a crescere.
Già all’inizio degli anni ’80 si era vista una certa stabilità nella discesa della popolazione e ora nel corso dello stesso decennio la popolazione residente torna a crescere di nuovo, attestandosi incredibilmente a 4700 unità nel 1991.

La chiesa di San Giuseppe negli anni ’80
Con gli anni ’90 Pescina continua a vedere risalire ancora la popolazione, ma ad un certo punto questo dato inizia ad invertirsi per incrementare nel corso del tempo. Pescina come altri borghi della Marsica avvia per conto proprio un lento recupero della propria storia passata attraverso il lancio di nuove iniziative sociali che vadano a ripercorrere la storia recente e passata del borgo.
Per esempio nel corso degli anni viene evidenziata dal comune la figura di Ignazio Silone, grande letterato del ‘900 che ha saputo interpretare in modo energico ed indipendente sia gli anni del Fascismo, andando sempre a testa alta come antifascista, sia gli anni del dopoguerra evidenziandosi come figura indipendente nel mondo letterato italiano.
Ma si creano anche nuove iniziative sociali con il lancio di nuove tradizioni, che si richiamano all’antica tradizione contadina soprattutto in chiave culinaria, ma anche tramite il recupero del vecchio borgo e dei principali monumenti che lo caratterizzano.
A Pescina il restauro del vecchio borgo parte più o meno all’inizio degli anni 90′, all’inizio restaurando alcuni monumenti importanti del borgo e poi via via allargando il raggio d’azione a parti consistenti di questo che erano sprofondate nel dimenticatoio. Ci sono stati molti manufatti che ancora negli anni ’90 hanno le macerie del terremoto del 1915.
– Restauro della chiesa Madonna del Carmine (1992)

La chiesa della Madonna del Carmine oggi. (Immagine personale)
Nel 1992 viene restaurata in modo completo la piccola chiesa della Madonna del Carmine. L’intera struttura viene rivista rinforzata e riammodernata in alcuni elementi.
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XXI SECOLO
– Pescina all’inizio del XXI secolo

Pescina negli anni 2000. (Immagine da Googlemap)
Nel complesso la situazione economica presente nella Marsica gode ancora della coda lunga del boom economico degli anni ’80. Partendo da questo contesto Pescina prosegue spedita all’inizio del nuovo secolo, negli anni 2000, il suo percorso di restauro urbanistico e di riscoperta del proprio passato per lanciarsi in modo adeguato come meta turistica abruzzese.

Pescina negli anni 2000. (Immagine da Googlemap)
Grazie a questa politica Pescina raggiunge un primo grosso risultato nel 2001, ottenendo l’elevazione al grado di città. Questo risultato le permette di consolidare il suo ruolo di capoluogo della Marsica orientale, diventando ancora di più il centro di riferimento dell’intero territorio della Valle del Giovenco.

Pescina negli anni 2000. (Immagine da Googlemap)

La basilica di Santa Maria delle Grazie di Pescina negli anni 2000. (Immagine da Googlemap)
Il comune di Pescina punta molto sulla valorizzazione della figura di Ignazio Silone per poter attrarre cultura nel territorio della Valle del Giovenco. Vengono create conferenze a tema, mostre didattiche ecc. Inoltre si cerca di dare spazio a nuove iniziative culturali in grado di attrarre visitatori. Insomma si cerca di animare quanto più possibile l’attrazione del luogo.

La Casa Natale di Silone negli anni 2000. (Immagine da Googlemap)
Allo stesso tempo però nonostante gli sforzi, la popolazione residente torna a diminuire dopo una fase di crescita durata più di 10 anni. Nel 2001 viene infatti registrata una popolazione residente di 4506 unità.
– La chiesa Madonna del Carmine a inizio secolo

Chiesa della Madonna del Carmine oggi. (Immagine personale)
All’inizio del nuovo secolo la piccola chiesa e santurario della Madonna del Carmine continua ad essere un valido riferimento religioso per l’intera comunità. Inoltre la sua posizione consente a molti di averla anche come riferimento geografico per escursioni naturalistiche nel territorio circostante.
– Il terremoto dell’Aquila (2009)

Terremoto dell’Aquila
Una forte scossa sismica di 6,3 gradi Mw colpisce la città dell’Aquila nell’aprile 2009. La città viene distrutta del sisma che produce anche più di 300 morti.
Nella Marsica il terremoto pur sentendosi distintamente produce in linea generale meno danni rispetto ad altre zone circostanti e la maggior parte dei danni si concentrano nelle chiese e monumenti. Nonostante ciò ci sono comunque alcuni borghi della Marsica che risentono maggiormente del sisma e che riportano molti più danni presenti anche nel tessuto urbanistico, come accade ai paesi dell’Altopiano delle Rocche come Rocca di Cambio, Rocca di Mezzo e Ovindoli.
– Effetti del terremoto dell’Aquila a Pescina
A Pescina il sisma si sente distintamente, ma pare non produrre grandi danni, che sembrano concentrarsi su edifici già gravemente lesionati in precedenza.
La Marsica 2008-2015: Fine della crescita economica e recupero della propria memoria storica

Il centro fucense di Telespazio.
(Immagine da https://www.telespazio.com/it/azienda/centri-spaziali-teleporti/centro-spaziale-fucino)
La Marsica tra alti e bassi ha beneficiato per lungo tempo di una crescita economica mai avuta prima nella sua storia, iniziata nel 1985 con il boom economico marsicano è proseguita fino al 2008 anno della crisi economica mondiale.
In questo lungo arco temporale molti paesi della Marsica hanno iniziato un coraggioso lavoro di restauro dei propri borghi con l’intento di lanciarsi nell’ambito turistico. Questo percorso ha consentito soprattutto un recupero benefico della propria memoria storica antecedente il terremoto del 1915, che in qualche modo aveva creato una tale e profonda ferita da determinare un certo vuoto storico, che si è venuto recuperando solo negli ultimi decenni.

Avezzano capoluogo della Marsica. (Immagine personale)
La crescita economica ha sicuramente favorito e determinato questo percorso storico, ma ora con la fine di ciò, si è temuto che questo grandioso lavoro potesse interrempersi. Invece per fortuna questo non è avvenuto e anzi proprio per cercare di contrastare la crisi economica ci si è maggiormente spesi per completare questo recupero e lanciare meglio al livello turistico il territorio marsicano caratterizzandolo con nuove iniziative culturali che sono iniziate negli anni 2000 e migliorate negli anni 2010.

Iniziative ad Avezzano in ricordo del terremoto del 1915 nel 2015.
La Marsica quindi pur subendo in pieno la crisi del 2008 a cui si è aggiunta la crisi locale seguita al terremoto dell’Aquila, è comunque riuscita con le proprie forze a cominciare ad emergere facendosi finalmente conoscere all’Abruzzo, che non conosceva granchè questo territorio regionale, di cui qualcuno addirittura ignorava l’esistenza.
Celebrazioni nel centro Italia a ricordo del terremoto di Gioia dei Marsi nel 1915.
Con le celebrazioni del 2015 relative al centenario del terremoto di Gioia dei Marsi, finalmente questo lungo recupero della storia di questa zona d’Abruzzo si è completato donando nuova linfa nella popolazione locale non avente più quel senso di angoscia seguito al terremoto del 1915, ma al contrario determinazione nell’accrescere le proprie conoscenze sulla zona e cercare nuovi percorsi culturali con cui caratterizzarsi iniziati da alcuni borghi.
– Terremoto di Amatrice (2016-17)

Terremoti di Amatrice del 2016-17. (Immagine da Wikipedia)
Tra l’agosto 2016 e il gennaio 2017 una serie d’importanti scosse sismiche si succedono nel territorio del comune di Amatrice (AQ). Le scosse avvengono in una zona geologicamente distinta dall’area dell’Aquila interessata dal precedente sisma del 2009. La sequenza sismica non avviene in un unica ondata, in quanto dura diversi mesi interessando un settore ampio tra Abruzzo, Umbria, e Marche che viene colpito in più punti.

il centro di Amatrice distrutto dal sisma del 24-8-2016. (Immagine da Wikipedia)
Ma andiamo con ordine le prima sequenza con le prime scosse avviene il 24 agosto 2016 con un primo terremoto che si manifesta ad Amatrice con magnitudo 6 Mw che distrugge il paese. La seconda segue alcune ore dopo manifestandosi a Norcia con 5,3 Mw, che semidistrugge il paese.

Resti della basilica di San Benedetto di Norcia dopo il sisma del 30-10-2016.
(Immagine da https://www.repubblica.it/topics/news/terremoto_norcia_30_ottobre_2016_-151107559/)
La seconda ondata di scosse avvengono a ottobre 2016 manifestandosi le prime due nella provincia di Macerata il 26 ottobre con la prima di magnitudo 5,4 Mw a cui segue la seconda poche ore dopo con 5,9 Mw. La terza e ultima scossa di quest’ondata è la più forte in assoluto manifestandosi con 6,5 Mw nuovamente nella zona di Norcia.

Resti dell’hotel di Rigopiano presso Farindola (Pescara) dopo la valanga azionata dai sismi del 18 gennaio 2017.
(Immagine da https://www.adnkronos.com/rigopiano-5-anni-fa-la-tragedia_4CPr4ZB31zttPPnJijQcxi)
La terza e ultima ondata di scosse avvengono il 18 gennaio 2017 manifestandosi con ben 4 scosse susseguenti con ciclicità di una ogni 2-3 ore circa comprese tra 5 e 5,5 Mw interessando l’area di Montereale, Capitignano e Cagnano Amiterno. Tra tutte le tragedie avvenute in seguito a questa terza ondata ricordiamo la tragedia dell’hotel di Rigopiano presso Farindola (Pescara) dove un intero hotel in montagna viene travolto nel pomeriggio del 18 gennaio da una megavalanga azionatasi a distanza di qualche ora per i sismi della mattina del 18 gennaio. Per questa sola tragedia muoiono 29 persone e 11 sono miracolosamente uscite vive.
– Pescina negli anni 2010

Pescina negli anni 2010. (Immagine personale)
Nonostante la fine della coda lunga di benessere economico di cui la Marsica ha goduto per molto tempo, Pescina non smette di proseguire il suo percorso di recupero urbanistico e culturale per riuscire quanto prima a lanciarsi come importante centro turistico.

Il castello di Pescina. (Immagine personale)
Vengono valorizzate le figure di Ignazio Silone e del Cardinale Mazarino attraverso una maggiore sottolineatura del loro legame con Pescina. Questo vale soprattutto per Ignazio Silone, molto legato in vita al suo borgo natio. Per Silone viene restaurata la sua vecchia casa natale e fatta diventare un grande museo moderno.

Il municipio di Pescina negli anni 2010. (Immagine personale)
Le varie chiese presenti nel comune di Pescina sono tutte restaurate e mantenute benissimo, allo stesso modo del borgo storico che nel corso di questi anni viene finalmente approfondito come recupero. Ciò significa che molti dei palazzi ancora diroccati dopo il sisma del 1915, sono ricostruiti e riusati per la cittadinanza.

La basilica di Santa Maria delle Grazie. (Immagine personale)
Pescina nonostante si trovi nella zona forse più povera della Marsica, riesce a darsi più visibilità che negli anni precedenti, riuscendo a stringere tutta la cittadinanza nel grande progetto di rilancio del borgo e della Valle del Giovenco in se.
– La chiesa Madonna del Carmine oggi

La chiesa – santuario della Madonna del Carmine oggi. (Immagine personale)
Oggi la chiesa e santurario della Madonna del Carmine a distanza di più di 100 anni dalla sua fondazione, continua ad essere un luogo di culto ben frequentato dalla comunità pescinese. Sicuramente il luogo dove sorge questo piccolo santuario è un po’ isolato rispetto alle altre chiese di Pescina ponendosi quasi in aperta campagna, ma è in una posizione molto favorevole per partire in escursione verso la montagna di Pescina o per il sentiero che conduce al castello.
