PERO DEI SANTI – DESCRIZIONE


PERO DEI SANTI


 

 

Pero dei Santi è un’amena frazione del comune di Civita d’Antino, posta nella Valle Roveto, lungo la strada statale 182. La frazione conta circa 500 abitanti e si trova lungo la linea ferroviaria Sora – Avezzano.

 

La Valle Roveto vista da Balsorano. (Immagine personale)

 

Il contesto naturalistico in cui è immersa Pero dei Santi è quello  della Valle Roveto, quindi parliamo di un territorio di gran pregio, posto dalla parte della catena della Serra Lunga. Pero dei Santi in realtà non sorge in montagna, ma bensì in pianura a ridosso del fiume Liri. Da Pero dei Santi si può facilmente andare sia alla scoperta della catena della Serra Lunga che verso i monti Ernici.

 

 

Come potrebbe essere nata Pero dei Santi?

 

Scorcio di Pero dei Santi. (Immagine personale)

 

Sul piano storico Pero dei Santi è stata nell’arco dei secoli sempre una piccola contrada di Civita d’Antino. Informazioni dirette sulla nascita del paese non ne abbiamo tranne pochissime citazioni, che però non permettono di dare una descrizione precisa, per cui proviamo ad azzardare una piccola linea storica. San Lidano patrono del paese nonchè nativo di Civita d’Antino è stato fatto santo nel 1606 da papa Paolo V. San Lidano come santo è stato considerato tale già appena dopo la sua morte avvenuta nel 1118. Quindi il popolo lo aveva eletto santo per acclamazione.

 

San Lidano d’Atena.

 

Da qui crediamo che dopo la proclamazione a santo di Lidano nel 1606 da parte della chiesa, il comune di Civita e la popolazione abbiano creduto giusto costruire una nuova chiesa in onore a San Lidano, erigendola ai piedi del Colle dove sorge Civita d’Antino.

Immaginando che le cose siano andate così e che la chiesa è stata costruita nella prima parte del XVII secolo è possibile che questa sia stata eretta all’interno di un gruppo di case già esistenti, come completamento di un’area di sosta per i numerosi viandanti della Valle Roveto che oltre a trovare qui riparo abbiano trovato anche un luogo come conforto religioso.

 

Scorcio di Pero dei Santi negli anni 2000. (Immagine da Googlemap)

 

Chiaramente questa è solo un ipotesi, che per quanto suggestiva non è assolutamente detto che le cose siano andate così. Se però fosse questa la linea storica immaginiamo comunque che il minuscolo borgo, o area di sosta che si pensi, non sia più antico della fine del XVI secolo.

Per cui l’idea di costruire qui una chiesa sia una conseguenza dello sviluppo di questa area di sosta, ma a ciò va aggiunto che la popolazione residente era molto devota al santo prima ancora che questo fosse riconosciuto dalla chiesa. Ma una volta che anche questa riconoscesse lui come santo, si è posta la necessità di dedicargli un luogo di culto locale e le autorità e i cittadini di Civita hanno riconosciuto qui il posto dove costruire la nuova chiesa.

 

 


 

 

 

– Possibile storia di Pero dei Santi tra il XVII e XIX secolo

In ogni caso al di la di quando sia nato il borgo e la sua chiesa, pensiamo che questo sia già presente nel 1650. Da ciò proviamo a tracciare un possibile percorso storico del piccolo borgo. Ebbene continuando ad immaginare che Pero dei Santi sia nel 1650 un minuscolo borgo usato come area di sosta per viandanti pensiamo che non ha avuto un grande sviluppo per tutto il XVII e XVIII secolo. Questo lo diciamo in primis per la configurazione storica del luogo.

Bisogna immaginare che la Valle Roveto era molto diversa da oggi sul piano dello sviluppo e che allora le sue montagne costituivano un impedimento grosso per connettersi con il resto del centro Italia, per cui avendo un passaggio obbligato andava controllato e tutelato anche con questi piccoli borghi.

 

Dipinto di Balsorano del 1791

 

 

In ogni caso il XVII secolo si pone come uno dei secoli più tormentati sia sul piano climatico che politico vista la grande povertà presente all’epoca. Per cui il paese di Pero dei Santi nel XVII secolo non ha avuto sviluppo.

Crediamo che anche nel successivo XVIII secolo Pero dei Santi non abbia avuto sviluppo pur trovandosi in condizioni politiche e climatiche nettamente migliori per la creazione del nuovo regno di Napoli sotto i Borbone e un clima decisamente migliore rispetto al secolo precedente. Ma pur con queste condizioni la zona rimane solo un’area di sosta come crediamo noi, oppure una porta aperta per dirigersi verso Civita d’Antino.

 

Balsorano in un dipinto d’inizio ‘800

 

Successivamente all’inizio del XIX secolo termina l’età feudale con l’abolizione del feudalesimo nel 1806 e il minuscolo Pero dei Santi segue il suo paese, Civita d’Antino, dapprima nella sua inclusione nel distretto di Avezzano e poi nell’elevazione di Civita d’Antino come comune centrale sotto Murat. Civita d’Antino all’inizio comprende anche Morino e Rendinara poste come frazioni di Civita. Ma poi nel 1831 Morino diventa a sua volta comune portando con se anche Rendinara.

A questo punto Civita d’Antino rimane comune con paese unico. Pero dei Santi in questo periodo è ancora un minuscolo villaggio di passaggio della Valle Roveto che ricade nell’area di Civita d’Antino.

 

Civita d’Antino a fine ‘800 raffigurata in un dipinto dell’epoca.

 

A fine secolo dopo la formazione del regno d’Italia, nel 1884 iniziano i lavori della nuova ferrovia Avezzano – Roccasecca, che viene trasformando la Valle Roveto in una zona di più facile accesso. Contemporaneamente la dura vita dell’epoca porta molte persone ad abbandonare i propri borghi per trasferirsi all’estero, contribuendo ad impoverire queste aree. Allo stesso tempo però la forte crescita della popolazione locale tende a compensare la partenza di queste persone, permettendo a molti borghi di sopravvivere.

 

 


 

 

 

  • Il nuovo secolo XX a Pero dei Santi

 

Scena pittorica d’inizio ‘900 a Civita d’Antino. Il pittore

cattura molto bene sia il paese che la popolazionelocale durante un proprio autoritratto

 

Con l’inizio del nuovo secolo XX, precisamente nel 1902, terminano i lavori della ferrovia Avezzano – Roccasecca. A livello locale la fine della ferrovia nel 1902 coincide con l’inaugurazione della la nuova stazione ferroviaria di Morino – Civita d’Antino.

 

Scena pittorica di vita nei campi intorno a Civita d’Antino tra fine XIX e inizio XX secolo

 

La nascita della stazione a poca distanza dal villaggio di Pero dei Santi porta quest’ultimo ad una piccola crescita di case tra il 1903 e il 1915, ma la crescita rimane ancora scarsa. Tuttavia la posizione del borgo non passa inosservata e sarà il punto d’inizio del nuovo borgo di Pero dei Santi.

 

 

Scena di donne di Civita d’Antino che vanno verso la
fonte per raccogliere l’acqua tra fine XIX e inizio XX secolo

 

 

Gli anni del primo ‘900 sono comunque anni felici per la zona che pur continuando ad essere interessata da povertà si trova in una fase di sviluppo dove convivono le tradizioni popolari con il primo sviluppo industriale. Certo sono anche gli anni della prima grande emigrazione, ma il contesto che si respira nella zona di Civita d’Antino e anche di Pero dei Santi è comunque fatto di serenità e pace. Di paesi che vivono secondo le tradizioni religiose e l’alternarsi delle stagioni in chiave economica per l’agricoltura.

 

 


 

 

 

 

– Il terremoto del 1915

Terremoto di Gioia dei Marsi del 13–1-1915

 

La fine dello sviluppo locale e della Marsica arriva con il tremendo terremoto di Gioia dei Marsi del 1915. Il tremendo sisma sprigiona una forza devastante pari a 7 Mw, producendo un immane distruzione in tutta la Marsica compresa la Valle Roveto. Vengono rasi al suolo in pochi secondi interi paesi, seppellendo in pochi istanti più di 30.000 persone. Questo risulta uno dei terremoti peggiori dell’Italia in tutta la sua storia per numero di vittime.

 

Le rovine di Avezzano dopo il sisma

 

Al livello locale Civita d’Antino viene semidistrutta con 39 vittime totali comprese quelle delle borgate come Pero dei Santi, che viene rasa al suolo, ma questo è un numero sicuramente molto basso se confrontato con la tragedia di alcune località come Avezzano.

 

Rovine di Balsorano dopo il sisma del 1915.

 

 

– Pero dei Santi durante la prima guerra mondiale

I blocchi dei paesi nella 1 guerra mondiale.

 

Ebbene L’Italia saputa l’immane tragedia si adopera mandando i soldati per dare una mano alla popolazione. Purtroppo però ci troviamo a ridosso dell’entrata dell’Italia nella prima guerra mondiale e quindi passata una prima fase di aiuto, il governo si trova costretto a richiamare tutti i soldati in servizio nella Marsica, per spostarli sul fronte e la stessa cosa avviene per i giovani marsicani scampati al sisma, che vengono mandati al fronte. Molti di questi non faranno ritorno a casa morendo in guerra al fronte.

Nel frattempo negli anni della prima guerra mondiale a Civita d’Antino i supertisti del sisma si spostano nella zona di Pero dei Santi, dove trovano riparo in baracche di legno, che per qualche anno saranno la loro casa.

Nel 1918 infine la grande guerra finisce portandosi però dietro di se una scia lunghissima di morti e feriti, e quando parlo di morti, intendo milioni di morti, 50 milioni di morti. A fine guerra nella Marsica ritornano i superstiti della guerra riunendosi con le loro famiglie. Successivamente si passa a fare i conti con il duro futuro che attende tutti.

 

 


 

 

 

– La ricostruzione di Pero dei Santi e Civita d’Antino in epoca fascista

 

Inaugurazione del Sacrario di Aielli nel 1937

 

Pero dei Santi dopo la guerra diventa un vero e proprio agglomerato urbano che viene ricostruito in modo molto diverso dal precedente e piccolo villaggio. Questo nuovo paese viene pensato da subito come futura sede comunale, dato che all’epoca i vecchi villaggi, come Civita d’Antino erano arroccati sulle montagne e quindi lontani dai collegamenti stradali e ferroviari.

La rifondazione di Pero dei Santi dura per tutti gli anni ’20 e ’30 con la costruzione di nuove abitazioni e di una nuova scuola. Come detto essendo il nuovo paese pensato per ospitare i nuovi uffici comunali, nel corso degli anni ’20 si crea un dibattito circa l’opportunità di spostare qui la sede del comune. Alla fine però la forte volontà degli abitanti impedisce il progetto e induce a una retromarcia, mantenendo così il comune a Civita d’Antino dove è ancora oggi.

 

Manifestazione fascista a Pescina negli anni ’30

 

Tuttavia nonostante questa soluzione il paese vede una forte crescita nel periodo fascista per lo spostamento di molte famiglie di Civita, verso il basso, ovvero verso Pero dei Santi. Ciò è dovuto al buon collegamento di questo con le principali arterie di comunicazione del posto come la statale 82 e la ferrovia Roccasecca – Avezzano.

C’è anche da dire che lo spostamento di parte del paese in zone meglio collegate, è comune a molti paesi della Marsica colpiti dal sisma. Allo stesso tempo c’è anche da dire che per Civita d’Antino continuare ad avere qui i propri uffici comunali, si rivela una fortuna in quanto gli evita il totale sfacelo. Grazie a questo infatti il comune è confermato su a Civita e  questo consente al paese di evitare il tracollo, anzi piano piano Civita viene interessata  da un nuovo boom demografico.

 

Festa fascista a Pescina nella seconda metà degli anni ’30

 

Le baracche nel corso degli anni ’20 e ’30 vengono sostituite da abitazioni più stabili, le cosidette casette asismiche, che saranno gioia e dolori, visto che qui ci abiteranno ben due generazioni costruite dopo il sisma sia a Pero dei Santi che a Civita d’Antino diventano per diverso tempo stabili abitazioni. Tornare a vivere come prima a Civita d’Antino è molto  complicato a causa dei tempi difficili, quindi una parte del paese rimane a lungo disabitato e in condizioni rovinose. Tuttavia il popolo di Civita attaccato al proprio paese decidono di mantenere qui la sede del comune e questo sarà importante per il futuro del borgo.

 

Palazzo Faerrante a Civita d’Antino. (Immagine personale)

 

In tutto ciò non bisogna dimenticare l’importante contributo della famiglia Ferrante, che tenendo fede alla propria storia pur in un momento così complicato, continua ad aiutare come può il paese a risollevarsi. Durante il periodo 1915-40 sul piano demografico il paese, seppure con qualche oscillazione, si mantiene stabile. Nel 1921 si contano 1469 unità, nel 1931 si scende a 1381 unità e infine nel 1936 si risale a 1483 unità.

Siamo negli anni del Fascismo e la frazione di Pero dei Santi segue il suo comune che si è nel frattempo ricostituito presso l’antico centro di Civita d’Antino. La strada statale 82 è sicuramente l’arteria stradale più importante della zona. L’economia del borgo segue l’agricoltura, che però non è molto sviluppata in quanto è piuttosto un’agricoltura di sussistenza, mentre va bene l’allevamento di animali soprattutto pecore.

 

L’Italia e le sue colonie nel 1936

 

Gli anni ’20 sono per l’Italia il periodo iniziale del Fascismo che porta con se gioie e dolori. Nei successivi anni ’30 il Fascismo si consolida ulteriormente portando l’Italia ad avere un vero e proprio impero coloniale.

 

Immagini della visita di Mussolini a Carsoli e nella Marsica nel 1938

 

Ciò determina lo sviluppo del Fascismo quale modello di vita, diventando un modello statalista, purtroppo imitato  in altri paesi europei. Nella Marsica il Fascismo il regime prende piede in modo stabile e viene usato da una parte della popolazione per fare carriera e salire di grado.

 

Immagine della visita di Benito Mussolini a Scurcola Marsicana nel 1938.

(Immagine da https://scurcolamarsicanablog.blogspot.com/2020/03/quando-mussolini-passo-scurcola-e-volle.html)

 

Nel frattempo nella seconda metà degli anni ’30 il borgo di Pero dei Santi continua a consolidarsi  con nuovi arrivi da Civita d’Antino e località limitrofe e ciò per la sua ottima posizione e i collegamenti con le principali arterie stradali della zona  e per la ferrovia. Qui a Pero dei Santi vi è la stazione ferroviaria che è parte della ferrovia Sora – Avezzano. Il consolidamento del borgo passa però anche per la ricostruzione delle sue principali strutture, come la nuova chiesa di San Lidano eretta pare nel corso degli anni ’30 in stile neoromanico.

 

La chiesa di San Lidano oggi. (Immagine personale)

 

La nuova struttura religiosa rappresenta la seconda versione della chiesa di San Lidano, che rimane dedicata al santo locale, in quanto in vita egli era nato e cresciuto nel borgo di Civita d’Antino durante il medioevo. Questi divenuto poi adulto si fa monaco, trasferendosi a Sezze, dove fonda il convento di Santa Cecilia (dal nome della madre) dirigendolo per molti anni fino alla morte, facendo qui un servizio in piena santità.

 

 


 

 

 

 

  • La seconda guerra mondiale

 

Il Corriere della Sera riporta la notizia della discesa in guerra dell’Italia a fianco alla Germania

 

Nel 1939 scoppia la seconda guerra mondiale e nel 1940 Mussolini decide l’entrata in guerra a fianco della Germania portando così l’Italia verso l’apocalisse.

 

Manifestazione fascista a Balsorano nel 1941

 

Nei primi tre anni di guerra l’Italia dapprima perde su tutti i fronti, perdendo tra il 1941 e il 1942 tutte le colonie per poi infine essere invasa dagli Americani nel luglio 1943. A questo punto il Fascismo sotto i colpi del destino cade e Mussolini viene arrestato e condotto sul Gran Sasso. Il paese inizialmente sembra voler continuare a combattere a fianco della Germania, ma poco dopo l’intero apparato statale collassa sotto il peso di un paese ridotto alla fame, tutto il corpo dirigenziale del paese non trova niente di meglio che fuggire da Roma, lasciando il paese allo sbando.

 

Immagine del giornale Corriere della Sera quando
Mussolini è stato licenziato e Badoglio gli è succeduto

 

A questo punto inizia la parte più dura per l’Italia e la Marsica, ovvero l’invasione tedesca che in giro di pochi giorni arriva ad occupare il paese fino a Frosinone dividendo qui l’Italia in due con la linea Gustav. Da una parte l’Italia tedesca e dall’altra l’Italia degli Alleati e il popolo italiano in mezzo in balia delle onde. Nella Marsica i Tedeschi arrivano nei primi giorni dell’ottobre 1943 e via via occupano tutti i paesi e frazioni della zona.

Gli Alleati dalla loro dapprima osservano la situazione e poi procedono a combattere lungo la linea del fronte tra il dicembre 1943 e il maggio 1944. A questo punto gli Alleati iniziano a bombardare i Tedeschi sul territorio appena fuori il fronte di Cassino e ciò in modo sempre più cruento mano a mano passa il tempo.

L’occupazione nazista per tutti i paesi della zona si mostra odiosa e piena d’insidie. Nella Marsica viene ricostituito il campo di concentramento di Avezzano. Qui molti innocenti vengono rinchiusi dagli odiosi Tedeschi. Questi nella vita di tutti i giorni in numerose occasioni compiono molte violenze ai danni della popolazione locale nel caso nostro della Marsica.

 

Bombardamento alleato su Avezzano tra gennaio e maggio 1944

 

A sua volta la popolazione locale deve vivere in qualche modo e inizia a nascondere di tutto nelle intercapedini delle case o di altri nascondigli per impedire ai Tedeschi di rubare ciò che avevano e allo stesso tempo non sopportando le atrocità tedesche iniziano anche a nascondere molte persone fuggite dal campo di Avezzano. E’ un periodo difficile e pericoloso e poi ci sono i bombardamenti alleati volti a sminuire la potenza tedesca sul territorio. Questi colpiscono ovunque e in modo continuo e sempre maggiore.

 

bombardamento alleato della città di Cassino il 15 marzo 1944

 

A Civita d’Antino comprese le sue frazioni gli Alleati bombardano continuamente distruggendo le centrali elettriche, la ferrovia e perfino la strada rotabile per Civita. Per i bombardamenti Alleati a Civita sono morte 18 persone. A questo come detto si associano i tanti episodi di atrocità tedesche condotte sulla popolazione inerme compresa quella di Pero dei Santi.

 

Immagine di Massa d’Albe bombardata dagli Alleati nel 1944

(Estratti dal filmato Youtube https://www.youtube.com/watch?v=SXq8bVmPiqQ)

 

 


 

 

 

– La fine della seconda guerra mondiale nella Marsica

 

Gli Alleati giungono a Roma il 4 giugno

 

Finisce la gue infuria la guerra sul fronte cassinese e ai primi di giugno del 1944 gli Alleati sfondano la linea Gustav raggiungendo e liberando l’intero centro Italia, Roma viene liberata il 4 giugno 1944, mentre la Marsica tra il 7 e 12 giugno.

 

Accampamento delle truppe neozelandesi nella Valle Roveto tra il 7 e 12 giugno 1944

durante le operazioni di liberazione della Marsica dai nazifascisti

 

 

Piano piano l’intera Italia viene liberata e ciò anche per il grande contributo dell’Antifascismo italiano che può finalmente festeggiare il 25 giugno 1945 la fine della guerra in Italia. La guerra finisce pochi mesi dopo con la resa del Giappone.

 

 

– Pero dei Santi nel 1945-2000

Un nuovo capitolo di storia inizia. L’Italia liberata si rimette subito all’opera per ricostruire il paese, partendo con il dare un nuovo assetto istituzionale al paese.

 

L’Italia diventa repubblica (Immagine da Wikipedia)

 

Viene indetto il referendum del 2 giugno 1946, dove vince la repubblica e tutto inizia di nuovo. Nella Marsica del 1945 si procede a ricostruire e riparare i danni della guerra partendo dalle vie di comunicazioni distrutte ai borghi danneggiati o semidistrutti. Ma soprattutto si parte dai bambini cercando di ridare loro una normalità di vita partendo dalla scuola, che per loro rappresenta il mondo della conoscenza e per le famiglie uno dei punti d’inizio di una ritorno vero alla normalità.

 

Scuola improvvisata in uno dei paesi della Marsica nella seconda metà degli anni 1940

 

Tralasciando quanto avviene nel resto della Marsica, qui nella Valle Roveto e quindi anche a Civita d’Antino, si procede a riparare la ferrovia Roccasecca – Avezzano gravemente danneggiata dagli Alleati, così come tutte le vie di comunicazione locali e provinciali.

Al livello locale tra il 1946 e il 1949 si riparano la stazione locale di Pero dei Santi, definita la stazione di Civita d’Antino – Morino e la linea ferroviaria tra i comuni di Roccasecca e Civita d’Antino fino a Civitella Roveto. La stazione ferroviaria di Pero dei Santi risulta però un po’ distante dal paese e qui nel corso degli anni ’50 attorno alla stazione sorgono nuove abitazioni, che danno origine in poco tempo ad una nuova frazione definita poi Civita Scalo.

 

Civita d’Antino nel 1957

 

Come  accennato Pero dei Santi viene ricostruita e riparata nel 1946-55. Tra gli edifici che vengono ristrutturati sembra esserci anche la scuola elementare. Nello stesso periodo vengono avviati lavori di rimboschimento lungo le montagne della Valle Roveto.  Questi lavori di rimboschimento durano più o meno fino alla metà degli anni ’50 e oltre a dare nuova linfa al territorio sul piano ambientale, danno soprattutto lavoro a molte persone del posto.

 

 


 

 

Tuttavia questi lavori non riescono a coprire il fabbisogno economico di molte famiglie del posto e il periodo è duro per tutti e non riuscendo ad avere la pazienza di aspettare che le cose migliorino  si preferisce emigrare. Questo è l’inizio della seconda grande emigrazione di massa dopo quella del 1890-1910.

 

Civita d’Antino nel 1964

 

In pochi decenni tra il 1955 e il 1975 una moltitudine di gente giovane lascia i tanti paesi della Marsica per cercare fortuna altrove. All’inizio si va nell’Europa del nord, ma poi con il boom economico degli anni ’60 ci si trasferisce nel nord Italia e infine anche a Roma che dal 1960 inizia a vivere anch’essa un forte boom economico che si consolida negli anni e che vede molti di Pero dei Santi e Civita d’Antino trasferirsi qui.

 

La chiesa di San Lidano di Pero dei Santi nel 1960

 

Pero dei Santi quindi come gli altri borghi della Valle Roveto e della Marsica subisce in pieno il fenomeno dell’emigrazione, ma il paese contrariamente ad altri pur diminuendo di popolazione  non crolla rimanendo uno dei borghi più abitati della zona.

 

Inaugurazione dell’uscita autostradale di Carsoli dell’A24 nel 1970

 

 


 

 

– Pero dei Santi alla fine del secolo

Siamo quindi agli anni ’70 e il decennio per l’Abruzzo e la Marsica si apre con l’inaugurazione delle nuove autostrade dell’A24 e A25. Con le nuove autostrade molti emigranti, specie quelli presenti a Roma riescono a tornare spesso e in poco tempo.

 

Pero dei Santi negli anni ’70

 

Negli anni ’70 Pero dei Santi vede scendere la propria popolazione, seppure in forma più contenuta rispetto ad altri paesi, forse per il fatto che la sua posizione permetteva un facile collegamento non solo verso Avezzano, capoluogo territoriale, ma anche con le vicine località laziali di Sora e Cassino e questo forse faceva da incentivo per la popolazione per trovare più facilmente lavoro nella zona locale. Comunque siano andate le cose Pero dei Santi nel corso degli anni ’70 si consolida come borgo, non subendo un vero tracollo di popolazione, attestandosi come un borgo locale importante.

 

Pero dei Santi negli anni ’70

 

Nel corso degli anni ’80 la Marsica vive il suo boom economico dopo diversi anni di crescita costante. Questo permette alla zona di raggiungere gli standard economici del nord Italia e per poco in questo periodo la Marsica sfiora la possibilità di divenire provincia con Avezzano come capoluogo.

 

Avezzano negli anni ’80

 

Questo  
miglioramento economico in parte si vive anche nella Valle Roveto seppure in tono minore e si esplica in diversi modi tra cui il fenomeno delle seconde case, comune in tutta la Marsica. Ovvero molti emigranti decidono di costruirsi seconde case nei loro paesi natali che sono abitate durante i mesi estivi, costruendo in questo modo con questi nuovi legami emotivi, che danno ai borghi nuova linfa.

Nel corso degli anni ’80 e poi negli anni ’90 Pero dei Santi pur non diventando sede comunale, diventa comunque un borgo sempre più attrezzato e di riferimento per la zona e ciò mentre Civita d’Antino si ristruttura sempre di più per rendersi più accattivante e accogliente al livello turistico.

Pero dei Santi in questi anni si viene riempiendo di molti servizi tra cui anche turistici e questo la viene rendendo la porta di entrata principale per i turisti in visita al borgo di Civita d’Antino. Il comune infatti punta molto sul turismo per dare nuovo slancio al territorio e fa il possibile per rendere i suoi borghi più confortevoli e meglio organizzati possibile, ma questo non serve al turista, ma anche ai residenti.

 

 


 

 

 

– Pero dei Santi nel XXI secolo

Scorcio di Pero dei Santi negli anni 2000. (Immagine da Googlemap)

 

Con il nuovo secolo il paese di Pero dei Santi prosegue nel miglioramento dei servizi e della ricettività turistica, che viene crescendo nel corso degli anni, insieme alla costante crescita dell’offerta turistica, soprattutto nell’organizzazione di nuove tradizioni culturali.

Scorcio di Pero dei Santi negli anni 2000. (Immagine da Googlemap)

 

La proloco locale insieme alla chiesa di San Lidano negli anni 2000 organizza numerosi eventi, che rendono il paese sempre più attrattivo, insieme all’organizzazione di eventi nel borgo comunale di Civita d’Antino.

 

Terremmoto dell’Aquila del 2009

 

Nel 2009 abbiamo poi il terremoto dell’Aquila, che al livello locale distrugge l’intera città aquilana e numerose frazioni limitrofe. Per fortuna pare che qui a Pero dei Santi a parte molta paura e qualche leggero danno a qualche casa, non vi sono stati problemi.

Ciò consente al paese di riprendere velocemente la sua vita tradizionale, pur manifestando un arretramento economico, dovuto alla crisi economica generale mondiale del 2008-09.

 

La chiesa di San Lidano negli anni 2010. (Immagine da Googlemap)

 

Con gli anni 2010, nonostante la crisi la crisi mondiale, il paese al livello locale prosegue sempre più nell’organizzazione di eventi culturali, fra questi ricordiamo il ritorno nel 2014 del busto reliquario di San Lidano a Pero dei Santi nella chiesa di San Lidano e poi a Civita d’Antino nella chiesa di Santo Stefano per la terza volta nella sua storia e l’avvio sempre nel 2014 dell’organizzazione dell’evento del carnevale con i vari carri allegorici.

 

Scorcio di Pero dei Santi negli anni 2010. (Immagine da Googlemap)

 

In questi anni il paese diventa sempre attraente sul piano civico e culturale. Questo non solo aiuta la comunità a crescere, ma da modo a questa di formare una coscienza civica sempre più importante e profonda.

 

 


 

 

– Gli anni 2020

Scorcio di Pero dei Santi negli anni 2020. (Immagine personale)

 

Il nuovo decennio per Pero dei Santi così come per tutto il mondo si apre con la Pandemia del Covid 19 che moltissimi morti ha prodotto in giro per il mondo. Purtroppo anche qui nella Marsica vi sono stati diversi casi di morti per questo terribile morbo che ha colpito il mondo nel 2020 e costretto tutti a fermarsi per diversi mesi, per impedire un ulteriore peggioramento della situazione.

 

Scorcio di Pero dei Santi negli anni 2020. (Immagine personale)

 

Come purtroppo successo per altri luoghi anche il comune di Civita d’Antino ha vissuto questa triste esperienza comprese le sue frazioni, tra cui appunto Pero dei Santi e solo una situazione tanto particolare poteva fermare un borgo in ascesa come Pero, che per tutto il decennio precedente, si è dimostrato molto attivo sul piano culturale. Questa terribile situazione di crisi ha cominciato a smorsarsi nell’estate del 2020 seppure in modo molto lento. La situazione ha continuato ad abbassarsi come pericolosità nel 2021 per poi normalizzarsi completamente nella prima metà del 2022.

Dall’estate del 2022 la situazione generale è tornata al sereno, ma questa brutta esperienza ha cambiato pesantemente i caratteri delle persone rinchiuse per mesi in casa, con un pericolo costante e molto insidioso. Finita questa fase a Pero dei Santi si è ripreso in toto le varie manifestazioni culturali rilanciandole anche con più caparbietà di prima come voglia di ritrovarsi e continuare sul percorso iniziato molti anni prima.

 

La chiesa di San Lidano all’inizio degli anni 2020. (Immagine personale)

 

Nel giro di 2 anni tra il 2023 e 2024 il paese è tornato più attivo di prima con tante manifestazioni culturali sia ludiche che religiose che hanno riportato il borgo agli onori della cronaca per ricchezza culturale e artistica nella definizione del ricco programma culturale che pur avendo il suo momento d’oro durante l’estate è esteso con molte manifestazioni per tutto l’anno.

 

Un momento del concerto della band Zero Assoluto il

18 agosto 2024 in occasione della festa patronale del paese.

(Immagine da https://www.terremarsicane.it/successo-degli-zero-assoluto-a-pero-dei-santi-soddisfazione-del-comitato-feste-2024/)

 

 

Insomma parliamo di un borgo molto resiliente, che si è fermato solo in occasione della Pandemia nel 2020, ma che poi è ripartito di slancio con tutti i vari eventi culturali che sono stati organizzati via via nel corso di questi primi anni 2020 sia in occasioni delle feste patronali, che in altri periodi dell’anno e ciò riguarda sia manifestazioni tradizionali come appunto le feste patronali, che nuovi eventi culturali.

 

2 edizione della Festa di San Martino di Pero dei Santi nel 2024

(Immagine da https://www.facebook.com/comitato2022/)

 

Tutto questo ci parla di un paese vivo e in crescita che aspetta di essere visitato, ma soprattutto vissuto.

 

 


 

 

 

– Cosa fare a Pero dei Santi?

Scorcio del paese oggi. (Immagine personale)

 

In base a quanto detto Pero dei Santi si presta bene a numerose iniziative. Innanzitutto il paese rappresenta la porta di accesso al borgo di Civita d’Antino, posto in cima al monte a 900 m di altezza, che si presenta come un paradiso in terra dalla lunga storia iniziata con i Marsi, continuata con i Romani per poi diventare nel corso del medioevo una fortezza di vedetta tra i monti, per essere un semplice borgo in epoca moderna e infine un paradiso in terra in epoca contemporanea.

 

Scorcio di Pero dei Santi oggi. (Immagine personale)

 

Ma Pero dei Santi nel corso di questi 110 anni dal terremoto del 1915, non si è solo strutturato come porta per Civita d’Antino, ma ha maturato una sua identità fatta di accoglienza e rispetto che lo fa essere un’ottima località dove fermarsi e godersi la lentezza di questo angolo d’Abruzzo. Il paese è sicuramente piccolo e girarlo ci vuole poco, ma merita lo stesso una visita.

 

Pero dei Santi visto dall’alto. (Immagine da Googlemap)

 

Detto ciò è chiaro che Pero dei Santi si colloca bene sul piano geografico, quindi rappresenta un’ottima base di partenza per i numerosi sentieri che si possono percorrere a piedi per le montagne circostanti, ma può anche essere un punto base per una escursione nei bellissimi borghi della zona veretana.

 

 

– Cosa mangiare a Pero dei Santi

A Pero dei Santi, frazione di Civita d’Antino, la gastronomia riflette la tradizione rurale e montana dell’Abruzzo interno con piatti semplici, ma ricchi di sapore, spesso preparati in occasione di sagre, feste patronali e incontri conviviali.

 

Piatti tipici

 

 

. Ravioli di Ricotta:

Sono fatti a mano, con un ripieno morbido e saporito, spesso conditi con sughi di carne, burro e salvia.

 

. Fettuccine e pasta alla chitarra:

Sono tipici formati abruzzesi, serviti con sughi ricchi a base di carne e nutrienti, ideali per i mesi più freddi.

 

. Carni ovine:

Sono preparate in umido o arrosto e rappresentano una parte importante della cucina locale

 

. Formaggi e salumi locali:

Prodotti artigianali, spesso accompagnati da pane casareccio e olio extravergine d’oliva.

 

– Dolci tradizionali:

Sono quelli con le castagne, il parrozzo rovetano, biscotti al farro, e amaretti alle mandorle.

 

 

– Perchè venire a Pero dei Santi?

Scorcio di Pero dei Santi. (Immagine personale)

 

Se desiderate scoprire il territorio della Valle Roveto con tutti i suoi segreti e sapori non potete non partire da Pero dei Santi, vera e propria porta d’ingresso di questo magnifico territorio. Partecipando agli eventi locali vivrete un’esperienza unica fatta di sapori e tradizioni secolari che vi condurranno in un viaggio nel tempo che sa di infinito.

 

Quindi che aspettate venite a Pero dei Santi!!!

 

 


PERO DEI SANTI