PALAZZO COLELLI DI SANTE MARIE


 

STORIA DI PALAZZO COLELLI DI SANTE MARIE

 

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XVIII Secolo

 

Palazzo Colelli è una palazzo nobiliare presente nel comune marsicano di Sante Marie. Palazzo Colelli è stato costruito tra XVIII e inizio XIX secolo, secondo i gusti dell’epoca.

Il palazzo è sicuramente una delle poche residenze alto borghesi presenti nel borgo marsicano.

La famiglia Colelli, fondatrice del palazzo, è una famiglia emersa nel XVIII secolo attraverso vari incarichi pubblici, che le hanno permesso di cumulare ingenti ricchezze. Questa famiglia per tutto il secolo è stata tra le prime famiglie del paese.

 

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XIX Secolo

 

All’inizio del XIX secolo abbiamo l’occupazione francese del regno di Napoli, che porta in poco tempo alla realizzazione di molte riforme amministrative, che cambiano in modo radicale la vita delle persone, perlomeno in chiave politica.

Le riforme più importanti, che toccano anche Sante Marie, sono quella del 1806 dell’abolizione dei diritti feudali, che nella Marsica significa la fine del ducato di Tagliacozzo. A questa segue la riforma amministrativa del 1809 che porta Sante Marie a confermarsi comune indipendente e ad assorbire diverse paesini del posto.

Con l’istituzione del comune la famiglia Colelli prosegue nella sua ascesa politica in ambito locale con vari impegni pubblici.

La centralità della famiglia prosegue infatti nel corso della secondo periodo borbonico tra il 1815 e il 1860.

Verso la fine del periodo borbonico i Colelli, tramite il loro esponente il Dott. Antonio Colelli, si schierano con i patrioti italiani contro il regime borbonico, giudicato da questi non positivo nella gestione del meridione e dell’Abruzzo.

A questo proposito citiamo la presenza di Antonio Colelli nelle cronache del tempo per la sua azione politica a favore dell’unità italiana.

Nel 1859 abbiamo nell’ambito del comune di Sante Marie la presenza del patriota – pittore ungherese Carlo Fries. Questi presente a Sante Marie, nel periodo precedente e poi scatenante della rivoluzione garibaldina nel 1859-60, viene protetto da Antonio Colelli, Don Antonio Paoluzi di Santo Stefano e dal Dott. Pasquale Galli di Scanzano.

Egli viene ospitato per diverso tempo a Palazzo Paoluzi e protetto da queste persone riesce a passare inosservato dalla polizia borbonica e poter svolgere in modo tranquillo la sua attività di pittore, che porta a grandiose opere soprattutto di carattere religioso presenti nelle chiese del comune di Sante Marie.

Tornando a parlare di Palazzo Colelli diciamo che la centralità della famiglia Colelli permette all’edificio di diventare ancora più importante rispetto al secolo precedente.

Sulla scia di questa importanza politica, il palazzo viene ulteriormente migliorato durante l’Ottocento con diversi accorgimenti stilistici.

 

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XX Secolo

 

Con l’inizio del nuovo secolo la Marsica subisce diverse scosse sismiche tutte presenti nel suo territorio.

Sante Marie si trova al centro di questi sismi, subendo diversi danni. S’inizia nel 1904 con il terremoto di Magliano dei Marsi di 5,7 Mw. Questo terremoto porta alcuni danni all’intonaco di diverse abitazioni ed edifici pubblici, ma non porta alcun ferito. Sante Marie subisce la scossa, ma riporta solo lievissimi danni.

Il successivo sisma avviene nel 1910 e interessa direttamente Sante Marie. Qui infatti si ha l’epicentro di un sisma di grado 4,8 Mw. Il sisma di media potenza non causa danni a cose e persone.

Invece il sisma di Gioia dei Marsi del 13-1-1915 causa molti danni al paese e alcuni morti. Certo Sante Marie confrontandola con altre località vicine, può dirsi salva in quanto i morti sono pochissimi, mentre il suo patrimonio architettonico risulta solo intaccato, ma non distrutto.

Palazzo Colelli come altri edifici, riporta dei danni, che sono però riparati negli anni successivi.

Con la nuova guerra mondiale l’Italia da grande potenza fascista in entrata, ne esce con le ossa rotte e nel 1943 dopo tre anni di guerre perse su tutti i fronti, vede cadere il fascismo in una sola notte il 25 luglio 1943, che si conclude con l’arresto e il successivo confino di Mussolini sul Gran Sasso.

Molti italiani pensano che con la caduta del Fascismo la guerra è finita, invece sta per cominciare la fase peggiore. Poco tempo dopo anche il regime monarchico decade fuggendo l’8 settembre successivo.

Mussolini viene nel frattempo liberato da Hitler e poco dopo i Tedeschi invadono l’Italia fino al Basso Lazio. Qui viene creata la linea Gustav che segna il confine tra l’Italia tedesca e l’italia degli Alleati. Siamo a ottobre 1943 e da ora inizia il periodo peggiore per la Marsica.

Il regime tedesco pone a Massa d’Albe il comando tedesco del centro Italia, che controlla la linea Gustav e tiene in pugno l’intera Marsica con un durissimo regime di polizia.

Gli Alleati nei primi mesi studiano la zona della Linea Gustav e poi da Gennaio 1944 sferrano l’attacco contro i tedeschi intorno all’Abbazia di Montecassino che è sul confine della Linea Gustav.

La battaglia di Montecassino si rivela tra le più dure della guerra. A sostegno dell’azione di attacco, gli Alleati compiono diversi bombardamenti sull’interno del Centro Italia, specie sulla Marsica. Ciò avviene per indebolire i tedeschi.

Massa d’Albe e Avezzano sono bombardati diverse volte. La popolazione marsicana spaventata da bombe e tedeschi cerca scampo sulle montagne e va a ripopolare i vecchi abitati distrutti dal terremoto del 1915, ciò nella speranza che questi siano più sicuri dei nuovi centri.

Sante Marie è vittima il 20 gennaio 1944 di un grave e inaspettato bombardamento alleato che provoca decine di morti.

L’azione è rapida e dura meno di 10 minuti, un arco di tempo in cui le bombe distruggono il palazzo di Serafino Rossi alla Casata, sventrano un piano del caseggiato all’angolo tra via delle Tre Cannelle e via Roma e radono al suolo un intero agglomerato di case a Palatera, esattamente a via Como, ribattezzato lo Spallato per ricordare la distruzione delle bombe. Molte bombe tuttavia non esplodono subito e danno il tempo alla popolazione di evacuare la zona di via Castello dove sono cadute. Queste bombe esplodono poi in serata procurando ingenti danni nell’attuale Largo 20 gennaio. Le vittime del bombardamento del 20 gennaio 1944 sono alla fine 28.

Per fortuna il bombardamento alleato sembra non colpisce Palazzo Colelli, che si salva e permette alla popolazione di avere ancora questo importante edificio storico.

I mesi poi passano e in giugno gli Alleati riescono a sfondare la linea tedesca e a liberare il centro Italia. Roma è liberata il 4 giugno, la Marsica tra il 3 e il 12 giugno.

Pochi mesi dopo anche il resto d’Italia è liberata dagli spietati tedeschi, inizia un nuovo ciclo storico.

Negli anni successivi Sante Marie viene ricostruita nelle zone danneggiate dalla guerra, ma subisce un duro spopolamento con la seconda emigrazione del 1955-80.

A partire dalla metà degli anni 70′ del XX secolo si registra un miglioramento economico grazie alla costruzione delle autostrade A24 e A25 nel 1970. Ciò consente alla Marsica e a Sante Marie più facili e veloci collegamenti. Da ciò si creano le premesse per il grande boom economico della Marsica a metà anni 80.

In questo quadro Palazzo Colelli rimane un bene storico di grande importanza, che in questi anni di secondo dopoguerra non viene molto valorizzato. Tuttavia a partire dagli anni ’90 anche Sante Marie inizia a ristrutturarsi al livello urbanistico per rilanciarsi in chiave turistica.

 

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XXI Secolo

 

L’azione di rilancio delle amministrazioni comunali su Sante Marie prosegue in modo più deciso all’inizio del nuovo secolo con una maggiore ristrutturazione del paese e una più ampia azione di rilancio culturale.

In questo filone s’inquadra la valorizzazione di Palazzo Colelli, che diventa sede del nuovo Museo del Brigantaggio inaugurato nel 2008. Palazzo Colelli da sempre importante per Sante Marie, è ora maggiormente valorizzato con questa iniziativa.

 

 


STRUTTURA DI PALAZZO COLELLI DI SANTE MARIE

 

Palazzo Colelli è un edificio nobiliare, che si trova nella parte antica del paese. Il palazzo sviluppa un lungo fronte di finestre, che si affacciano su Corso Garibaldi, in corrispondenza della linea di mura di un ampliamento tardo medievale del borgo. Al palazzo vi si accede tramite un piccolo sottopassaggio arcuato.

 

   

Sottopassaggio verso Palazzo Colelli. (Immagine personale)

 

Superato questo si entra nel cortile interno di forma quadrata del palazzo. Da qui si osserva una struttura elegante e ben curata, dove si notano le tre eleganti facciate del palazzo composte da tre piani.

 

Palazzo Colelli a Sante Marie. (Immagine personale)

 

Sulla facciata sinistra del cortile interno si apre il bellissimo ed elegante portale bugnato ad arco,

 

Portale d’ingresso di Palazzo Colelli. (Immagine personale)

 

Facciata con finestre con cornici lapidee. (Immagine personale)

 

mentre sulle tre facciate dello stesso cortile si possono osservare le finestre, che mostrano sobrie cornici lapidee.

 

Palazzo Colelli a Sante Marie. (Immagine personale)

 

Le caratteristiche di queste strutture sono in uso nel XVIII secolo e di ciò si trova ampia traccia in altri palazzi nobiliari presenti nella Marsica.

Tornando alla facciata principale si nota all’ultimo piano del palazzo una serie di finestrelle ovali di gusto settecentesco, che sono inquadrate da lesene.

Il palazzo come si percepisce dalle foto è molto grande e attualmente una piccola parte di esso ospita il museo del Brigantaggio.

 

 


 


TORRI E CASTELLI DELLA MARSICA


SANTE MARIE