
STORIA DI META
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XVII secolo
– La Marsica nel 600

Alba Fucens in una litografia di metà ‘800
Siamo quindi al XVII secolo e osserviamo un profondo cambiamento generale della situazione locale. In primis si osserva un peggioramento climatico, con il clima che diventa più rigido e piovoso, manifestandosi con inverni lunghi e nevosi ed estati umide e piovose. Ciò porta necessariamente ad un peggioramento dei trasporti specie per i paesi di montagna dove si aumenta la lunghezza dei tempi di percorrenza.

Il simbolo dei Colonna. (Immagine da Wikipedia)
Sul piano politico invece troviamo i Colonna, dopo la vittoria di Lepanto del 1584, riescono a rientrare in possesso di tutti i propri beni in territorio papale, riuscendo perciò a ricreare quel collegamento territoriale tra il Lazio e l’Abruzzo, che consente un ripristino della transumanza locale con le greggi di pecore venire a svernare nel Lazio durante il periodo invernale e in Abruzzo durante quello estivo.
Sul piano economico a causa del peggioramento climatico molti dei raccolti di questo secolo si rivelano scarsi e di cattiva fattura, producendo ovunque fame e stenti e ciò è vero anche per la Marsica, dove nella prima parte del secolo, sono molte le situazioni di grave penuria tra i contadini del luogo e a crescere anche le famiglie più ricche risentono fortemente di questa situazione.
In generale a partire dal 1504 anno della conquista spagnola del meridione italiano la Spagna tratta il sud Italia alla stregua di una colonia, imponendo alte tasse ai poveri contadini nonchè ai piccoli feudatari locali, ma grazie ancora ad un clima non ancora rigido e piuttosto permissivo, la situazione del meridione italiana in qualche modo tiene e nella Marsica ancor di più. Ciò è dovuto ad una discreta gestione dei Colonna del ducato di Tagliacozzo e alla logistica del territorio che trovandosi al confine con il papato ha gioco facile nel commercio dei prodotti.

La Valle Roveto vista da Meta. (Immagine personale)
Insomma il XVI secolo passa benino, ma con il peggioramento climatico e la scarsità sempre più importante dei raccolti, i problemi divengono insostenibili e le alte tasse spagnole spengono qualsiasi possibilità di reazione economica della zona. Nella Marsica a causa di questo la popolazione finisce in povertà assoluta e in condizioni sanitarie preoccupanti.

Dipinto della rivolta di Masaniello del 1647.
(Immagine da https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1200962613)
La situazione già pesante a inizio secolo finisce per peggiorare nel corso degli anni portando allo sfinimento la popolazione, che si ribella nel 1647 al governo spagnolo presente nel meridione italiano. Il governo spagnolo è in crisi e la rivolta lo coglie impreparato. Tutte le regioni del sud si rivoltano massicciamente producendo una fuga degli Spagnoli. Ciò avviene anche nella Marsica dove la popolazione si solleva sia contro gli Spagnoli che contro i governanti locali che approfittando della generale crisi si sono arricchiti alle spalle della gente.

Celano è la sede dei rivoltosi nella Marsica nel 1647
Tuttavia dopo un primo momento di sbandamento questi si riprendono e passano al contrattacco riuscendo dopo un po’ di tempo ad avere la meglio. La cruda reazione spagnola riporta la situazione sotto controllo, mantenendo in ciò tutti i problemi precedenti. A questo punto nella meridione italiano e anche nella Marsica si arriva ad una crisi generale dove la popolazione perde ogni speranza di reazione e questo finisce per peggiorare la situazione.

Tagliacozzo nel XVI – XVII secolo
Al livello locale nella Marsica si ha poi un peggioramento dovuto ad un nuovo sisma nel 1654 che si verifica a Sora. Il sisma di Sora si manifesta con una potenza di 6,3 Mw producendo molti danni tra Sora, Cassino e Frosinone. Di questo sisma anche la Marsica ne risente fortemente soprattutto nella Valle Roveto, nella Vallelonga e nella Valle del Giovenco. Qui il terremoto produce molti danni con crolli e feriti in diverse zone della Marsica.
La situazione attuale nella Marsica è di crisi nera, ogni borgo della zona da quello più piccolo a quelli più grandi vivono situazioni di grave difficoltà, soprattutto di ordine sanitario. Una situazione di questo tipo è una bomba ad orologeria che esplode di li a poco.

Peste del 1656. (Immagine da Wikipedia)
Nel 1656 infatti una grave pestilenza colpisce il sud Italia che si allarga presto a tutta la penisola. La grave virulenza dura solo un anno scomparendo nel 1657, ma producendo immani catastrofi. Nella sola Marsica si contano in un anno 4.000 morti per Peste, molti paesi sono decimati e alcuni spariscono proprio. Nella Valle Roveto i morti sono molti e ogni paese conta i suoi. Ci vorranno decenni perchè i paesi della Marsica riescano a riprendersi da questa vicenda e da questo tormentato periodo.

Il cardinale Girolamo Colonna: duca di Tagliacozzo (1639-1666)
Dal 1639 a capo del ducato di Tagliacozzo abbiamo il cardinale Girolamo Colonna che domina casa Colonna e suoi possedimenti. Egli risiede spesso nella Marsica presso il Palazzo Ducale di Tagliacozzo e si può considerare non a torto l’ultimo capo di casa Colonna ad occuparsi direttamente di questo territorio.
Il suo governo nonostante la buona volontà del cardinale si rivela pieno di ostacoli a causa della grave crisi economica in corso e delle vicende che sono seguite a questo a cominciare dalla rivolta del 1647, per proseguire con il sisma del 1654 e la grave peste del 1656.
Ciò ha influito pesantemente sulle iniziative del cardinale per facilitare una ripresa economica. Purtroppo in ultimo il colpo della pestilenza porta con se 4000 morti e una moltitudine di vuoti nei paesi, specie quelli montani. ll cardinale assolve al suo compito alla bene in meglio riuscendo tuttavia a frenare spesso le cupidigia delle piccole famiglie baronali del ducato che spesso si approfittano della situazione per arricchirsi indebitamente.

Banditi nel XVII secolo.
In questi anni la grave crisi economica porta ad un aumento vertiginoso del fenomeno del brigantaggio che grazie alla natura impervia della Marsica con le sue alte montagne e boschi imperversa.
Volendo simboleggiare il gravoso periodo ci rifacciamo alle gelate del lago Fucino che in questo periodo a causa del freddo intenso si gela più volte. Il Lago in certe stagioni ghiaccia talmente tanto che si forma un tale spesso strato di ghiaccio, che i carri e le persone possono circolare su esso senza difficoltà.

Avezzano in un immagine di fine XVI – XVII secolo
Questa è la situazione nella Marsica del ‘600 fatta di tanta povertà e tanti stenti. Il secolo infine si conclude nella Marsica con il terremoto di Bolsena. Un violento sisma avutosi in prossimità del Lago di Bolsena nel 1695, che produce molti danni anche nella Marsica specialmente a Celano, che viene gravemente danneggiata dal sisma.
– Meta nel ‘600

Scorcio di Meta antica. (Immagine personale)
Meta all’inizio del ‘600 è un paese in forte crescita demografica raggiungendo i 422 abitanti nel 1617, un numero ragguardevole per l’epoca a dimostrazione che pur essendoci un declino come paese militare, la sua trasformazione in paese residenziale è pienamente riuscita ed è probabile che in questa fase il paese provveda anche a dotarsi di un proprio catasto che verrà completato in seguito.

Scorcio di Meta antica. (Immagine personale)
Purtroppo però il periodo è veramente difficile e alle alte tasse spagnole si somma il forte clima rigido in corso ormai da diversi anni. Meta poi al livello logistico essendo un paese di montagna posto a 1050 m su una rupe ha dalla sua che gli inverni oltre che essere molto rigidi sono anche lunghi con la neve che può arrivare a sciogliersi a maggio.
Il fatto che gli inverni del ‘600 come rigidità si presentano spesso determinando forti problemi per la popolazione, per non parlare dei raccolti vero problema in tutto questo contesto climatico.

Scorcio di Meta antica. (Immagine personale)
Difatti i raccolti nel ‘600 sono raccolti scarsi e di pessima qualità a causa di questo clima. Quindi con raccolti così scarsi e le alte tasse spagnole si hanno situazioni di forte disagio a Meta e nella Valle Roveto. Certo questa situazione è presente in tutta Europa, ma nei paesi di montagna, come quelli marsicani la situazione è sicuramente peggiore con inverni molto rigidi ed estati tiepide.

Monte Viglio. (Immagine personale)
Tutto questo porta ad una generale depressione economica che nel tempo produce purtroppo anche una contrazione demografica. Il paese infatti dai 422 abitanti del 1617 passa nel tempo a 285 abitanti nel 1648. A questo poi si aggiunge pochi anni dopo il tremendo sisma di Sora che causa danni e crolli nel paese.

Resti della chiesa della Santissima Trinità
nella sua 3 versione distrutta nel 1915. (Immagine personale)

Resti della chiesa della Santissima Trinità
nella sua 3 versione distrutta nel 1915. (Immagine personale)
Al livello locale si registra il crollo della chiesa di San Savino vecchia di cinque secoli che già in stato di forte deterioramento crolla completamente con questo sisma. Invece la vecchia chiesa medievale della Santissima Trinità di Meta che risale come seconda versione alla seconda metà del ‘300, viene abbattuta e ricostruita negli anni 1639-42.

La chiesa della Santissima Trinità di Meta
oggi nella sua 4 versione di metà 900. (Immagine personale)
Il secolo XVII è per tutti pieno d’insidie e di gravi disagi e purtroppo le condizioni della popolazione sono di difficile risoluzione, proprio a causa della gravità di disagio raggiunta e a nulla è valsa la grande rivolta del 1647, che nella Marsica ha avuto grande risonanza, contro il governo spagnolo, che è riuscito a sconfiggere e soffocare la rivolta e le richieste che essa portava.

Resti di ruderi di case distrutte dal terremoto del
1915. (Immagine personale)
Negli anni successivi esplode la grande Peste del 1656 che si manifesta in modo violento anche nella Valle Roveto dove produce molti morti. A questo proposito non abbiamo notizie sul numero di decessi riguardante Meta, quindi pensiamo che il paese ne uscito se non indenne comunque non troppo colpito. A maggior ragione in quanto la popolazione dopo il forte calo registrato nel 1648 sembra tornare in crescita anche prima del previsto. Meta infatti passa dai 285 abitanti del 1648 ai 339 del 1669.

Scorcio di Meta antico. (Immagine personale)
Quindi un paese, in crescita nonostante tutte queste avversità posto in una posizione così isolata poichè posto sulla cima di un monte, mostra di essere capace di adattarsi alle avversità, sapendo crescere attraverso queste. In poche parole un paese da ammirare!!!
