
STORIA DI META
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XIV secolo
– Meta nella prima parte del XIV secolo

Scorcio di Meta oggi. (Immagine personale)
All’inizio del XIV secolo troviamo Meta essere parte della contea d’Albe gestita ancora dalla contessa Filippa Berardi. Nello stesso periodo a Meta si hanno le prime notizie sulla chiesa della Santissima Trinità presente all’interno del paese. Le prime notizie sono del 1308-10 e riguardano il pagamento delle decime dovute alla Camera Apostolica, l’organo finanziario del sistema amministrativo pontificio. Al livello locale gli abiitanti del paese continuano ad essere principalmente impiegati nella pastorizia e agricoltura e il castello di Meta risulta ancora del tutto attivo e funzionante.

Resti di Alba medievale. (Immagine personale)
Al livello politico Filippa contessa d’Albe muore all’incirca nel 1316 e non avendo avuto figli, la contea diventa prima territorio demaniale e poi reale, ovvero diversi membri della famiglia reale d’Angiò vengono investiti della titolarità di questa. Durante il ‘300 la mancanza di una vera e propria signoria locale favorisce gli appetiti dei feudatari confinanti. Difatti sia i Berardi di Celano che i signori presenti nell’area tagliacozzana mirano in qualche modo a prendersi il territorio albense ricco di terre e del pescato del lago.

Lago Fucino in un dipinto di fine ‘700.
Nel corso della prima parte del ‘300 nell’area tagliacozzana si fa sempre più strada la famiglia Orsini che dopo aver soppiantato i De Ponte come famiglia più importante della zona, specie dopo essere divenuti signori totali di Tagliacozzo, il centro più importante della Marsica occidentale, procedono ora ad ingrandire questo comprando o conquistando dai vari feudatari della zona i vari castelli dell’area. In breve verso il 1350 gli Orsini divengono proprietari di molti centri della zona riuscendo a fare di Tagliacozzo un feudo grande e forte che va dall’area palentina alla Piana del Cavaliere. Gli Orsini con metodo e forza spingono per annettersi il territorio del feudo monacale di Scurcola, ancora a inizio ‘300 protetto dalla corona angioina.

La Peste del 1348 è molto simile a quella del 1656 raffigurata qui sopra.
(Immagine da https://www.darapri.it/immagini/nuove_mie/apprsecoli/peste1656.htm)
A metà secolo abbiamo poi due fatti che portano molti problemi. Il primo episodio riguarda la Peste del 1348 che esplode in tutta Europa con un enorme virulenza portando alla morte milioni di persone. La Peste raggiunge anche la Marsica portando anche qui molti lutti che colpiscono tutti i paesi della zona.

Terremoto del Gran Sasso del 1349
L’anno successivo nel 1349 abbiamo la seconda grande calamità ovvero il terremoto del Gran Sasso all’inizio di settembre. Questo sisma esplode con grande forza pari a 6,8 Mw e porta estesissimi problemi in tutto il centro Italia. Nella Marsica tutti i paesi vengono colpiti duramente riportando molti crolli e lutti. Anche se non abbiamo l’esatto numero di vittime è probabile che sia un numero alto.

Un gruppo montuoso appartenente ai monti Ernici. (Immagine personale)
I problemi che provoca questo sisma nella Valle Roveto sono numerosi e seguono di alcune settimane a quello di Venafro, anch’esso molto forte pari a 6,6 Mw. I due sismi insieme portano morte e disperazione, che si sommano ai tanti lutti avuti nella Marsica l’anno prima e che ora sembrano ricongiungersi in un unico grande evento. Ci vorranno anni e tanto spirito di sacrificio per far ripartire la zona marsicana.

Scorcio di Meta oggi. (Immagine personale)
Sugli effetti dei due sismi su Meta abbiamo poche notizie, che impedisce una reale visione della situazione. Tuttavia nonostante ciò è possibile trarre delle conclusioni come il fatto che il terremoto di Venafro e quello del Gran Sasso hanno colpito tutti i paesi del centro Italia, in particolare Roma dove i sismi hanno portato al crollo di numerose vecchie strutture come il Colosseo, ma soprattutto i tanti lutti presente.

Scorcio di Meta oggi. (Immagine personale)
Quindi arriviamo a Meta dove sicuramente ci sono stati numerosi crolli alle chiese e ai palazzi nobiliari. A proposito delle chiese pensiamo che la chiesa della Santissima Trinità a Meta sia crollata in seguito non tanto al terremoto del Gran Sasso, quanto per il sisma di Venafro e questo in quanto la Valle Roveto è probabilmente è stata soggetta maggiormente a questo sisma.
– Meta nella seconda parte del XIV secolo

Scorcio di Meta antico. (Immagine personale)
Veniamo così alla seconda metà del XIV secolo. Siamo nel 1350 e Meta come tutta la Marsica viene da due anni disastrosi con le calamità della peste e dei terremoti. Ci vorrà molto tempo perchè la Marsica superi le tante cose negative che ha passato in questo periodo. Al livello politico la contea d’Albe continua ad appartenere alla casa d’Angiò che non sa governarla bene e questo causa malcontento diffuso tra la popolazione.

Scorcio di Meta antico. (Immagine personale)
A ciò vanno aggiunti i lavori di riparazione dei tanti edifici crollati nel paese che spesso sono carenti o addirittura inesistenti e ci anche a causa della fragilità del periodo e dell’isolamento che vivono i vari borghi della Marsica. D’altra parte vivere nella Marsica nel ‘300 è da coraggiosi in quanto le asperità del contesto montano, il clima rigido nei lunghi mesi invernali e in parte primaverili, scoraggerebbero in tanti e poi il territorio conta tanti piccoli villaggi-fortificazioni di altura che proteggono a nido d’aquila da invasioni esterne e ciò comporta la mancanza di contesti urbani più grandi.

Scorcio di Capistrello oggi. (Immagine personale)
Ma nonostante questo chi ci vive rimane fortemente legato al territorio in ogni epoca e sarebbe un grave errore credere che queste persone nonostante le difficoltà in cui sono immerse, sono sempre disperate. La Marsica nonostante le differenze tra una valle e l’altra è da sempre un territorio coeso e forte dal punto di vista identitario, che anche grazie a questo isolamento ne ha forgiato l’orgoglio. Per cui chi ci abita non è persona disposta ad accettare ignoranza o cafonaggine da parte di chi governa a qualunque grado si presenti.

Scorcio di Meta oggi. (Immagine personale)
Tornando a Meta immaginiamo che tra i crolli o danneggiamenti avvenuti nel paese vi possa essere anche la chiesa della Santissima Trinità. Questo lo pensiamo perchè lo scuotimento è stato consistente e quindi è probabile che la chiesa sia stata distrutta o fortemente danneggiata e successivamente ricostruita nella sua seconda versione.
Nel corso del ‘300 al livello politico locale assistiamo al consolidamento della contea di Tagliacozzo sotto gli Orsini, che dopo aver assorbito numerosi paesi viene infine riconosciuta nel 1380 come contea dalla regina Giovanna I.

Stemma della famiglia Orsini.
Il riconoscimento ufficiale è comunque una tappa della crescita della contea e degli Orsini che ora guardano all’assorbimento anche dei paesi facenti parti del feudo monacale di Scurcola. Questo nuovo obbiettivo viene in gran parte realizzato verso la fine del secolo, ma oltre a ciò i conti Orsini lavorano all’altro grande obbiettivo locale ovvero la conquista della contea d’Albe. Per fare ciò i conti Orsini procedono dapprima ad una penetrazione economica che viene in gran parte realizzata entro il secolo XIV e poi con l’aiuto dato al nuovo re Ladislao di Napoli assistiamo alla definitiva consacrazione degli Orsini che diventano anche conti d’Albe nel 1404, ma questa è un’altra storia.

La Valle Roveto vista da Meta. (Immagine personale)
In questo quadro, anche molto più complesso di quanto riassunto, il castello di Meta rimane un baluardo di efficienza nel controllo della Valle Roveto e questo indipendentemente a quale feudo appartenga. Nel contesto generale gli abitanti dei paesi marsicani non sono aumentati nella seconda del secolo e ciò a causa dei tanti problemi avuti in questo secolo. Questo è chiaramente vero anche per Meta dove non si hanno dati sulla popolazione locale e questo può dirci che in questa fase non vi sono stati aumenti di popolazione, ma al contrario pensiamo che vi sia stato un regresso.
