
STORIA DI META
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XII secolo
– Il castello e il paese di Meta e il paese di San Savino nel XII secolo

Scorcio di Morre antico oggi. (Immagine personale)
Arriviamo quindi al XII secolo e abbiamo un ulteriore consolidamento del borgo di Meta a scapito del paese di San Savino in fase declinante. Per il momento a inizio XII secolo il paese di San Savino è ancora attivo e più importante di Meta e ciò lo attesta la bolla di Papa Pasquale II del 1110.
In generale il territorio della Valle Roveto non appartiene alla diocesi dei Marsi, ma bensì risponde alla diocesi di Sora, mente al livello politico il territorio è parte della contea dei Marsi, soggetta ai Berardi.
Tuttavia all’inizio del XII secolo parte della Valle Roveto è soggetta al livello religioso e di proprietà all’abbazia di Montecassino, tra cui Meta dal 1070.

Stemma della famiglia Berardi nel X secolo. (Immagine da Wikipedia)
I conti dei Marsi a loro volta con la vecchia contea dei Marsi sono giunti al termine della loro avventura politica e sono costretti a cedere, dopo aver resistito a lungo, la sovranità del territorio marso ai Normanni, che nel frattempo hanno conquistato tutto il sud Italia, partendo dalla Sicilia, per divenire infine regno.
L’ultimo territorio a cadere sotto controllo normanno è proprio l’Abruzzo marsicano. Qui apriamo una breve parentesi dicendo che i Normanni non prendono la Marsica, ma è lei che accetta volontariamente di sottomettersi a loro in cambio di una certa autonomia interna sotto il vecchio casato dei Berardi e così avviene.
I Normanni nell’accettare l’accordo ristrutturano il territorio dividendolo in tre contee (Albe, Celano e Carsioli) e altri piccoli feudi.

Italia nel 1150
Nel corso del XII secolo diciamo verso la fine troviamo nuovamente unite la contea di Celano e Albe sotto Pietro Berardi, figlio dell’ultimo conte dei Marsi, Berardo VI. Sul piano politico Pietro Berardi è un grande personaggio storico che riveste un ruolo di potere enorme verso la fine del secolo, a causa della tragedia che colpisce la famiglia reale sveva per la morte quasi contemporanea dell’imperatore Enrico VI e della moglie Costanza che muoiono a un anno di distanza l’uno dall’altro nel 1197 lui e 1198 lei. I due lasciano un bambino di pochi anni che viene affidato dalla madre Costanza prima di morire al papa Innocenzo III.

Papa Innocenzo III. (Immagine da Wikipedia)
Ebbene in questo grave quadro troviamo Pietro Berardi, che muovendosi con grande abilità politica riesce a rendere semindipendente il territorio marsicano e senza scendere nei particolari politici, questo si riflette anche sulla Valle Roveto e Meta, poichè rendono il passaggio della valle un passaggio di eserciti reali.

Scorcio di Meta antico oggi. (Immagine personale)
In questa cornice troviamo il paese di Meta che si è consolidato come borgo arrivando a contare ben 125 abitanti e ciò è attestato nel catalogo dei Baroni del 1173. Quindi Meta nel 1173 è ormai un borgo strutturato come paese e come fortilizio con proprie mura e un proprio castello.

Meta oggi sotto al monte Viglio. (Immagine personale)
In pratica alla fine del XII secolo Meta è un paese capace di resistere ad un lungo assedio da parte di forze esterne e allo stesso tempo svolge un importante funzione di controllo sulla Valle Roveto.

La Valle Roveto oggi. (Immagine personale)
Alla fine degli anni 1180 incontriamo l’impero che preme sul regno normanno con varie azioni di guerriglia sia per testare le difese del regno che per avviare una vera e propria invasione. In questa fase l’impero compie vere e proprie stragi in diverse parti dell’Italia e ciò purtroppo avviene anche in Abruzzo, che essendo sulla frontiera tra regno di Sicilia e papato è soggetto ad incursioni e ciòò significa che la Marsica è spesso teatro di azioni violente che mettono a dura prova la popolazione locale.

Scorcio di Meta antico oggi. (Immagine personale)
Poi la morte di Federico I nel 1190 interrompe per qualche tempo questa situazione. Ma non appena il nuovo imperatore Enrico VI sale al governo dell’impero riprendono le incursioni imperiali sul regno normanno. Ma queste terminano più o meno tra il 1192 e 1193, anche grazie al matrimonio fra Enrico VI e Costanza d’Altavilla, che porta con questo sodalizio il regno normanno nell’orbita dell’impero.

Scorcio di Meta antico oggi. (Immagine personale)
La successiva e precoce morte di entrambi ovvero di Enrico e Costanza, rida fiato ai comuni italiani che riescono a tornare padroni del territorio. Non solo ma nel regno di Sicilia uno dei suoi luogotenenti Pietro Berardi conte di Celano tenta con grande maestria di riportare la Marsica all’indipendenza riuscendo a costituire un valido e grande territorio feudale che va dal Molise alle Marche.
