
STORIA CHIESA DELLA SANTISSIMA TRINITA’
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XX secolo
– La chiesa della Santissima Trinità nella primo ‘900

Meta all’inizio del ‘900
Con il nuovo secolo XX le cose rimangono più o meno le stesse nel piccolo paese con le sue nascite, i suoi matrimoni e suoi morti che avvengono tutti all’interno della piccola comunità o al massimo interessare il capoluogo di Civitella Roveto.

Meta all’inizio del ‘900
La popolazione a Meta a inizio ‘900 è in crescita, ma rimane del tutto ignorante, tranne che per qualche caso. Le attività principali rimangono l’agricoltura e la pastorizia.
Sul piano religioso la piccola comunità di Meta è molto osservante e le varie tempistiche dell’anno sono scandite dalle feste religiose e dall’alternarsi delle stagioni in funzione dell’agricoltura. Riguardo alla vita sociale questa ruota intorno alla chiesa della Santissima Trinità che rimane il fulcro del paese.

La chiesa della Santissima Trinità oggi. (Immagine personale)
La chiesa arroccata vicina al castello costituisce insieme a questo l’elemento di riconoscimento del piccolo borgo, quindi il valore della chiesa non è solo nella sua funzione religiosa, ma anche come bene storico in cui la piccola comunità si riconosce come elemento identitario
– Il terremoto di Gioia di Marsi (1915)

Terremoto di Gioia dei Marsi del 13-1-1915
Nel 1915 abbiamo poi il tanto triste e famoso terremoto di Gioia dei Marsi, che il 13 gennaio con una sorprendente forza (7 Mw) spazza via in pochi secondi case e persone. Tra i luoghi maggiormente colpiti abbiamo vi è la Piana del Fucino dove tutti i paesi, compreso il capoluogo Avezzano, sono stati rasi al suolo e poi le valli limitrofe come la Valle Roveto.

Distruzione di Avezzano (1915)
La Valle Roveto è di certo uno dei territori dove il terremoto di Gioia dei Marsi ha fatto più danni. Qui interi paesi vengono distrutti con un gran numero di morti, come a Balsorano dove il paese e il suo castello subiscono danni enormi, con un numero di morti elevato.

Distruzione di Balsorano (1915)
– Effetti del terremoto a Meta (1915)

La chiesa della Santissima Trinità crollata dopo il sisma del 1915. (Immagine di Wikipedia)
Il terremoto del 13 gennaio 1915 arriva anche a Meta portando distruzione e morte. Qui l’intero paese crolla sotto la forza del sisma e nel crollo delle case muoiono 37 persone. Tra le strutture crollate spiccano l’antico castello andando completamente in rovina e la chiesa della Santissima Trinità distrutta in più punti con il soffitto completamente crollato.
– La chiesa della Santissima Trinità tra il 1918 e il 1945

Il nuovo mercato di Avezzano in attività negli anni ’20
Dopo il grande terremoto arriva la grande guerra, la prima guerra mondiale che dura 4 lunghissimi anni e che porta con se altro carico di dolore e disperazione con la morte di tante giovani vite, alcune delle quali anche di Meta. Infine dopo questo lunghissimo periodo nel 1918 la guerra finisce e pian piano le famiglie si ricompongono e s’inizia un lungo periodo di ricostruzione materiale e spirituale. A Meta con il crollo dell’antica chiesa, si utilizza uno spazio provvisorio come chiesa.
Nel frattempo all’inizio degli anni ’20 si avvia la ricostruzione lunga e complicata vista la posizione del paese. Comunque sia il nuovo paese viene ricostruito poco sotto il vecchio centro abitato.
Ciò salva Meta, che vede il borgo non essere spostato come accaduto ad altri paesi, comportando con ciò una prosecuzione storica del paese stesso, che successivamente recupererà il vecchio centro storico andando a guarire una ferita che in altri borghi ancora non è mai del tutto passata.

Civitella Roveto iin un immagine dei primi anni ’40
Nel corso degli anni ’20 e ’30 il paese di Meta, come sta avvenendo a tutti i paesi della Marsica, completa la sua ricostruzione nel nuovo sito a ridosso del vecchio centro medievale andato in rovina.
La ricostruzione di Meta va di pari passo a quella del suo comune Civitella Roveto che ricostruita su di un nuovo sito vicinissimo al vecchio. Tra gli anni ’20 e ’30 la vecchia chiesa viene completamente demolita, mentre la nuova non viene ancora ricostruita, per cui viene usata come chiesa una struttura provvisoria, in attesa della nuova chiesa.
Tuttavia a bloccare ogni azione di ricostruzione ci pensa lo scoppio della seconda guerra mondiale, che come avvenuto con la prima guerra mondiale 20 prima, si avvia dapprima con un periodo di non belligeranza e poi con l’entrata ufficiale nel 1940, grazie al “genio malato” di Mussolini.

L’Italia entra nella 2 guerra mondiale nel 1940
I duri anni della 2 guerra mondiale (1940-43) vedono l’Italia lanciata verso il precipizio, producendo solo orrori e ingiustizie all’Italia e alla Marsica, anche attraverso la morte di tanti giovani vite spezzate nei vari fronti di guerra.

I vertici militari e il re nella speranza di salvare l’Italia approfittando di una defenstrazione
del gran consiglio arrestano Mussolini e continuano la guerra
Alla fine di questo lungo periodo l’Italia è a pezzi con gli Alleati, che arrivano ad invaderla nel luglio 1943. Questo segna la fine del vecchio stato. Il Fascismo cade il 25 luglio con il licenziamento e l’arresto di Mussolini a cui segue un mese e mezzo dopo la fine della monarchia, con la fuga del re e dei principali capi del governo italiano a cominciare dal presidente del consiglio Badoglio.

L’abbazia di Montecassino distrutta dal bombardamento alleato del 15 febbraio 1944
Ciò porta l’Italia allo sbando e poi al precipizio dell’occupazione nazista. Tralasciamo qui la storia dell’occupazione nazista nella Marsica, per concentrarci molto brevemente su Meta. Qui a Meta purtroppo l’occupazione nazista produce uno dei peggiori crimini che si esprime nella terribile esperienza dei fratelli Durante.

Il murales di Meta dedicato ai fratelli Durante. (Immagine personale)
A Meta i fratelli Mario e Bruno Durante hanno un terzo fratello, Faustino, che opera in aiuto degli Antifascisti. I Tedeschi scoprono il tutto e ricercano Faustino Durante, il quale però è introvabile, quindi questi barbari se la prendono con i fratelli, a cui chiedono dove si nasconda il loro congiunto. Per sapere dove si trovi i fratello e anche per dare una lezione esemplare alla popolazione, i Tedeschi, informati da qualcuno, prelevano i due fratelli da Meta conducendoli a Tagliacozzo.
Qui i due vengono brutalmente malmenati nella speranza di sapere qualcosa, ma invano i due non parlano. Alla fine dopo un mese di torture e con gli Alleati pronti a spezzare la resistenza tedesca sulla Linea Gustav, i fratelli Durante vengono uccisi dai Tedeschi e buttati da qualche parte vicino Avezzano.

Scorcio di Mera antica oggi. (Immagine personale)
A Meta la vicenda è vissuta malissimo dapprima dalla famiglia che è disperata per la sorte dei loro congiunti e poi dal paese intero, che ha paura di essere coinvolto in qualche rappresaglia tedesca. In questo clima di terrore la chiesa della Santissima Trinità nel luogo provvisorio dove è allestita la chiesa, viene preso d’assalto per pregare per la fine della guerra e per trovare un minimo di pace in una situazione così caotica.

Il generale neozelandese Fryberg sul proprio
autoblindo nella Valle Roveto nei giorni tra il 7 e 12 giugno 1944
durante le operazioni di liberazione dellaMarsica dai nazifascisti
Ma pochi giorni dopo gli Alleati vincono finalmente i Tedeschi sulla Linea Gustav ed entrano nel centro Italia. Dapprima viene liberata Roma e poi la Marsica tra il 7 e 12 giugno 44.

Scuola improvvisata in uno dei paesi della Marsica
nella seconda metà degli anni 1940
Superata la guerra con tutto il suo carico di lutti e dolore arriviamo al 1946, l’anno della rinascita dell’Italia che si trasforma in repubblica. Qui a Meta invece il post guerra si traduce nella riparazione dei danni materiali di strade e case, ma soprattutto nella ricostruzione della nuova chiesa della Santissima Trinità nella sua quarta versione, voluta fortemente don Ernesto Mammone, storico parroco di Meta.

Meta negli anni ’50 (Immagine da http://paesi.altervista.org/?p=153447)
– La nuova chiesa della Santissima Trinità (1946-51)

La chiesa della Santissima Trinità negli anni ’60
A differenza delle precedenti versioni della chiesa che si erano ricostruite sempre nello stesso sito, ora invece la nuova chiesa è costruita in un altro punto del paese tanto da potersi quasi definire una chiesa completamente diversa.
La costruzione della chiesa si protrae fino al 1951 e quando questa viene finalmente ultimata nel paese è gran festa. La nuova chiesa si presenta in uno stile tradizionale tardo abruzzese presente in molte chiese della Marsica del tempo, esprimendosi con una facciata sobria e regolare.
La chiesa una volta finita diventa da subito il fulcro del paese sia sul piano religioso, che soprattutto sociale, accompagnando il borgo nei successivi decenni.
– La chiesa della Santissima Trinità nel 1951-99

Meta negli anni ’60 (Immagine da http://paesi.altervista.org/?p=153447)
La nuova chiesa della Santissima Trinità dal 1951 fino alla fine del ‘900 è stata testimone di tanti episodi che hanno caratterizzato la storia del piccolo borgo e più in generale del suo territorio, compreso il fenomeno dello spopolamento che qui Meta è stato significativo.
Tra gli anni ’50 e gli anni ’80 il piccolo paese ha visto ridurre la propria popolazione in modo significativo passando dalle circa 800 unità d’inizio anni ’50 ai circa 500 degli anni ’80 per continuare ulteriormente dopo. Molta della gente che se ne è andata si è trasferita in centri più grandi o addirittura nella capitale che negli anni ’60 ha vissuto un vero boom economico.

Civitella Roveto negli anni 60
Meta come paese è parte del comune di Civitella Roveto, che insieme alla piccola frazione ha visto andare via molte persone, riducendosi anch’esso al livello demografico passando da x a y.
Nonostante questo Civitella Roveto verso la fine degli anni ’50 e in parte ’60 ha visto l’assunzione di molte persone del posto presso l’ENI, grazie all’intercessione diretta del suo presidente Enrico Mattei, che originario di questi luoghi ha voluto in questo modo testimoniare la sua vicinanza al proprio territorio, bellissimo ma poverissimo negli anni ’50.

Enrico Mattei presidente dell’ENI. (Immagine da Wikipedia)
Grazie a ciò molte famiglie di Civitella hanno goduto di una stabilità economica importante, che non ha permesso solo a queste di andare avanti in modo dignitoso, ma ha soprattutto consentito al paese di Civitella Roveto di progredire tanto. Si è calcolato che a Civitella grazie al supporto di Mattei non c’è stata più disoccupazione.
Mi è sembrato giusto ricordare questo per dire che la storia di questi luoghi non è solo una storia di dolore, ma anche di speranza e crescita sociale. D’altra parte un mare è fatto da tante gocce d’acqua e questa lo è ed è giusto citarla.

Scorcio di Civitella Roveto negli anni ’70
Civitella Roveto come la sua frazione Meta sono centri abitati composti da persone che hanno fatto la storia, a volte una storia grande come accaduto ad Enrico Mattei, altre volte sono storie piccole composte da persone semplici che non si citano mai, ma spesso queste piccole storie sono storie positive, che sono state importanti per coloro che le hanno vissute, come accaduto a tanti cittadini di Meta e Civitella Roveto che a rischio della propria vita hanno nascosto e protetto tanti giovani antifascisti e stranieri, che si sono ritrovati in Italia a combattere un qualcosa che nemmeno loro sanno e per un complesso di situazioni che spesso non si capisce e non si è capito, hanno sofferto in una prigione come il campo di concentramento di Avezzano.

Scorcio di Civitella Roveto negli anni 70
Da qui poi sono riusciti a fuggire e hanno avuto la fortuna di essere accolti da persone semplici che come loro stavano subendo le malvagità dei barbari nazisti e hanno condiviso un pezzo di strada insieme, da cui ne sono usciti più consapevoli di prima e ora negli anni ’60 quelle stesse persone ancora giovani stanno andando in altri luoghi in cerca di un futuro migliore.
In tutto ciò troviamo un paese Meta che negli anni ’60 cerca una sua strada di riscatto e soprattutto di tranquillità di vita. Ed in questa cornice che troviamo la chiesa locale di Meta che con il suo parroco è stata protagonista di tanti eventi che hanno allietato il paese, ma soprattutto consentito al piccolo borgo di rilanciarsi e sentirsi vivo.

Meta negli anni ’60
Poi per fortuna con la fine del ‘900 nella Marsica l’economia è notevolmente migliorata, tanto da portare ad una stabilizzazione di molti centri abitati sul piano demografico, dapprima in modo molto timido e poi via via in modo più marcato.

Civitella Roveto negli anni 1980
Nonostante ciò però la situazione a Meta è cambiata pochissimo con la popolazione soprattutto giovane che ha seguitato a spostarsi. Nonostante ciò però si è avuto un sempre maggiore restauro del borgo antico, che ha portato molte famiglie del paese a riabitarlo. Insieme a ciò a partire dagli anni ’80 anche qui a Meta si è registrato il fenomeno delle seconde case con alcuni migranti che hanno costruito qui nuove abitazioni da vivere nei periodi festivi.

La chiesa della Santissima Trinità oggi.
In tutto questo troviamo la chiesa della Santissima Trinità che negli anni ’70 e ’80 continua a svolgere presso il paese il suo ruolo sociale in modo costruttivo. La vita del borgo si allieta per le feste organizzate dalla parrocchia ogni volta che si rende necessario. Tramite queste la chiesa svolge in modo egregio il suo impegno sociale e lo fa anche coinvolgendo i giovani del paese di modo da prepararli per la vita.
