META – STORIA CHIESA SANTISSIMA TRINITA – (XIV – XV – XVI secolo)


STORIA CHIESA DELLA SANTISSIMA TRINITA’


 

 

 

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XIV secolo

 

– La chiesa della Santissima Trinità nel XIV secolo

Scorcio di Meta antica. (Immagine personale)

 

All’inizio del XIV secolo il borgo di Meta è sempre più abitato a scapito del vicino paese di San Savino e a scapito della sua chiesa locale, che viene sempre più superata per importanza dalla chiesa della Santissima Trinità di Meta che diventa sempre più importante al
livello locale.

Al livello amministrativo Meta è sempre un castello (paese fortificato con castello) parte integrante della contea d’Alba. Questa a sua volta passa al Demanio Regio nel 1316, dopo la morte della  contessa Filippa Berardi morta senza eredi.

 

Il lago Fucino in un dipinto della fine del ‘700

 

Nell’arco del ‘300 la contea d’Alba si alterna come proprietà tra il Demanio Regio e la famiglia reale dei D’Angiò che se la tramandano per via femminile fino all’inizio del ‘400.

Il Trecento come secolo si presenta difficile per un clima non facile che determina raccolti scarsi che determinano una contrazione della popolazione e problemi sanitari vari. La situazione si mantiene stabile pur in una condizione molto difficile fino al 1348, allorquando una tremenda epidemia di Peste imperversa per tutta Europa determinando la morte di moltissime persone.

Anche nella Marsica si hanno molti morti per Peste, ma il numero preciso dei morti a Meta e nel resto della Marsica al momento non lo sappiamo. Alla gravissima pestilenza del 1348 seguono gravissimi terremoti che provocano gravi danni alla Marsica del tempo, quindi anche a Meta.

 

Terremoti di Venafro e del Gran Sasso del 1349

 

I terremoti in questione sono due avvenuti entrambi pare nel medesimo giorno, il primo è il sisma di Venafro, che ha avuto una magnitudo di 6,8 Mw e il secondo è il sisma del Gran Sasso, che avuto una magnitudo di 7 Mw.

A differenza di altri sismi che hanno provocato molti danni questi avvenuti nel 1349 sono da sempre un caso geologico molto particolare soprattutto per il carico di danni provocati.

A livello geologico i due sismi sono stati per i geologi un vero rompicapo  geologico, soprattutto nel ricostruire l’epicentro del sisma avvenuto in Abruzzo. Attualmente grazie anche a nuove tecniche, si è risaliti all’epicentro del sisma, identificandolo nella faglia del Gran Sasso e si tenderebbe a dare una spiegazione di collegamento fra i due sismi per semplice coincidenza di tempi non per qualche motivo tettonico.

Al livello locale nulla sappiamo sugli effetti di questi due importanti sismi nella Valle Roveto e quindi a Meta visto le scarse informazioni presenti, tuttavia giudicando il contesto del centro Italia per i gravissimi danni avuti a Roma, a Venafro e naturalmente All’Aquila, pensiamo che abbia provocato danni molto importanti anche a Meta con la possibile distruzione della prima chiesa della Santissima Trinità.

Pur in mancanza di dati diretti pensiamo che se anche la chiesa e il paese non abbiano avuto danni paragonabili a ciò che è avvenuto a L’Aquila comunque danni ve ne sono stati e probabilmente la chiesa di Meta ha subito danni importanti.

 

Scorcio di Meta oggi. (Immagine personale)

 

Da ciò ne deriverebbe che la popolazione di Meta abbia poi negli anni successivi ricostruito o ristrutturato profondamente la chiesa tanto da poterla identificare con una seconda versione del bene storico.

Superata questa tremenda fase la Marsica è a terra sia al livello economico che sociale, tra la popolazione la paura della fine del mondo è altissima. A tutto ciò segue negli anni successivi altri gravi episodi che impediscono al territorio di riprendersi. 

 

I Piani Palentini teatro della battaglia del 1363. (Immagine personale)

 

Parliamo della Battaglia dei Piani Palentini del 1363 fra le truppe angioine comandate da Francesco Del Balzo e le truppe ungheresi. La battaglia è vinta da Francesco Del Balzo, ma dopo questa le sue truppe si danno a un grave saccheggio della zona distruggendo e saccheggiando tutti i paesi del circondario intorno alla battaglia. Quindi Avezzano, Antrosano, Cappelle, Cese, Magliano, Scurcola, Albe e altri sono completamente distrutti. Ciò lascia un grave senso d’impotenza nella popolazione.

In questa grave condizione socio-economica si aggiunge nel 1365 una grave carestia dei raccolti determinata da una grande devastazione data dalle cavallette.

Dopo ciò la contea d’Albe è paralizzata dalla gravissima situazione vissuta e il periodo successivo tra il 1365 e il 1400 vede il territorio marsicano tutto cercare pian piano di riprendersi. Ci vorranno tanti anni di forza d’animo per vedere una leggera ripresa sociale e un minimo di ripresa demografica.

 

 La chiesa della Santissima Trinità oggi. (Immagine personale)

 

A Meta e dintorni la situazione non è per niente facile con un economia a pezzi e un forte calo della popolazione. Immaginiamo che il paese impieghi molto tempo per tornare un minimo forte, e immaginiamo che nel periodo tra il 1365 e 1400 sia ricostruita la seconda versione della chiesa della Santissima Trinità che verrà ad esistere fino alla metà del ‘600.

 

 


 

 

 

– La chiesa della Santissima Trinità nel XV secolo

Con il nuovo secolo sul piano amministrativo per Meta e la contea d’Albe ci sono novità che riguardano il loro possesso che finisce ad inizio secolo nelle mani della famiglia Orsini che dopo aver unificato alla fine del ‘300 la Marsica occidentale nella contea di Tagliacozzo nata nel 1380, ora arrivano a farsi assegnare dalla famiglia dei D’Angiò nel 1404 anche la contea d’Albe. 

 

Stemma degli Orsini.

 

Gli Orsini giunti all’apice del potere con Giacomo Orsini ora dovranno difendere il loro territorio dalle mire della loro storica famiglia rivale, i Colonna, che aspirano come gli Orsini ad estendere il loro controllo diretto sulla Marsica per poter creare uno stato nello stato.

 

Stemma dei Colonna.

 

I Colonna giungono nella Marsica nel 1422 allorquando riescono a farsi assegnare dal papa la contea d’Albe, inserendosi in una fase calante di sfiducia fra la monarchia angioina e la famiglia Orsini.

 

La guerra per la Marsica nel corso del XV secolo tra le famiglie Orsini e Colonna.

 

Tutto questo porta gli Orsini a giocare di attacco iniziando una lunga guerra contro i Colonna, fatta di azioni di guerra, azioni controllate di guerriglia o piccoli momenti di pace.

 

Scorcio di Meta oggi. (Immagine personale)

 

In tutto ciò Meta all’inizio del secolo si trova ad essere ancora un importante borgo fortificato a controllo della Valle Roveto. Sul piano religioso la chiesa della Santissima Trinità di Meta ricostruita dopo il sisma del 1349, ha ripreso tutte le sue funzioni. In questo quadro la chiesa della Santissima Trinità ha ormai quasi del tutto sostituito per importanza locale la vecchia chiesa di San Savino, ancora pienamente attiva nel suo contesto.

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La chiesa della Santissima Trinità oggi. (Immagine personale)

 

A Meta all’inizio del ‘400 la popolazione è dedita all’agricoltura e all’allevamento di animali, ma la ripresa economica non è ancora ripartita e la vita è dura sulle montagne dei Monti Cantari. In tutto questo troviamo poi il territorio della Valle Roveto che continua ad essere al centro del transito dei vari eserciti che da nord vanno a sud e viceversa.

 

La Valle Roveto vista da Meta. (Immagine personale)

 

Gli eserciti in movimento che transitano per la Valle Roveto ve ne sono di vari tipi, ma tra questi troviamo spesso quelli degli Orsini o dei Colonna che guerreggiano a più riprese nel corso del XV secolo per il controllo delle due contee di Alba e Tagliacozzo. In questa questa guerra tra le due famiglie si avrà la presenza di altri attori come i Caldora, che riusciranno a scalzare nel corso degli anni 1430 entrambe le famiglie dal controllo di Albe e Tagliacozzo.

Successivamente con il decadere dei Caldora e la riconquista da parte degli Orsini delle due contee di Albe e Tagliacozzo (1442), riprenderà a varie ondate la guerra fra Orsini e Colonna per  Marsica.

 

Terremoti dell’Irpinia del 1456 e dell’Aquila del 1461.

 

In questo contesto vanno inseriti anche i due grandi sismi dell’epoca, ovvero il sisma dell’Irpinia del 1456 e dell’Aquila del 1461 che anche nella Valle Roveto provocano danni ingenti.

A questo proposito non abbiamo al momento segnali che ci dicano che a Meta siano avvenuti danni gravi. A differenza di quanto detto sugli effetti dei sismi del 1349 dove vista la potenza e la vicinanza dei due sismi ci siamo spinti ad ipotizzare gravi danni anche al borgo di Meta, qui preferiamo non dire nulla, avendo dati che indicano si danni importanti a diversi borghi della Marsica, ma non alla Valle Roveto dove i danni sembrerebbero si tanti ma contenuti.

Nel frattempo nel territorio marsicano continua la contesa fra le due famiglie, che innesca uno stato di tensione continua con momenti di guerra e poi di pace, fino ad esplodere in guerra aperta nel 1480. Qui gli Orsini agiscono con risolutezza contro i Colonna, che si sono presi entrambe le contee, riuscendo infine nel 1485 a riprendere il controllo sulle due contee.

 

Scorcio di Meta antica oggi. (Immagine personale)

 

In questo contesto di guerra il piccolo paese di Meta s’inserisce come guardiano della Valle Roveto e pur salvandosi dalle guerre dell’epoca, risente fortemente del clima incerto del periodo. In questa cornice la chiesa della Santissima Trinità rimane il maggiore punto sociale e religioso della comunità che nel bene e nel male trova qui conforto e speranza.

 

La chiesa della Santissima Trinità oggi. (Immagine personale)

 

La popolazione guarda alla religione e quindi alla propria chiesa come un faro di speranza e indicazione di vita. Rappresenta insomma il porto sicuro in cui tornare ogni volta che la vita lo richieda. A ciò dobbiamo aggiungere che l’intera popolazione di Meta come negli altri paesi marsicani è ignorante e ciò favorisce un maggiore condizionamento della religione sulle persone.

 

La guerra per la Marsica nel corso del XV secolo tra le famiglie Orsini e Colonna.

 

Dopo alcuni anni di relativa pace, la guerra fra le due famiglie riprende nel 1494 per concludersi tre anni dopo nel 1497 a favore dei Colonna, che a questo punto s’impongono definitivamente con Fabrizio Colonna, che è riuscito a sconfiggere il nemico Virginio Orsini.

 

 


 

 

 

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XVI secolo

 

– La chiesa della Santissima Trinità nel XVI secolo 

Con il nuovo secolo si rafforza la posizione dei Colonna nella Marsica con la nascita nel 1504 del ducato di Tagliacozzo che unisce in se le contee di Alba e Tagliacozzo. Fabrizio Colonna diventa così il 1 duca di Tagliacozzo.  I Colonna mantengono il controllo del ducato per i tre secoli successivi, succedendosi  di padre in figlio fino al 1806.

 

Fabrizio Colonna 1 duca di Tagliacozzo 1504-20

 

All’interno di questa cornice di nuova stabilità amministrativa vediamo come i vecchi castelli perdano d’importanza per finire abbandonati nel corso del XVI secolo, come avvenuto per il castello di Meta. A loro volta anche i vecchi borghi medievali divengono secondari sul piano militare e strategico.

 

Meta all’inizio del ‘900

 

Anche se il paese diventa meno importante sul piano strategico militare, vista la nuova condizione di stabilità, assistiamo alla creazione in questo periodo del comune di Meta. In pratica il piccolo borgo fortificato come anche molti altri paesi della Marsica diventa un universitas, con le sue regole.

Questo comporta che Meta si autogestisca nelle entrate e nelle uscite e nelle sue risorse territoriali, chiaramente essendo un piccolo borgo si appoggia anche al vicino centro di Civitella, che è però anch’esso un piccolo borgo, forse un po’ più importante di Meta, soprattutto perchè al contrario di Meta, Civitella è più facilmente raggiungibile.

 

L’attuale chiesa della Santissima Trinità.  (Immagine personale)

 

 

All’interno di questa situazione troviamo poi la chiesa della Santissima Trinità, che sia che si trovi nella sua 1 o 2 versione è la chiesa madre del paese e qui si concentra tutta l’attività religiosa del tempo, ma intorno a questa gira anche la vita sociale della piccola comunità che trovandosi isolata ripiega su se stessa.

 

Scorcio di Meta antica. (Immagine personale)

 

Come in passato il paese rappresenta l’universo del paese, ovvero tutta la vita della piccola comunità continua a incentrarsi nel territorio del piccolo borgo, al massimo i rapporti sono con il vicino centro di Civitella.

La popolazione di Meta anche in questo secolo continua ad occuparsi soprattutto di agricoltura e allevamento di animali. Meta è un paese di montagna dove da sempre è difficile vivere, ma è un paese con una popolazione gentile e affabile in ogni tempo. Nel corso del ‘500 vi è una certa ripresa economica dovuta ad un clima favorevole. Da ciò sembrerebbe che la popolazione cresce di alcune decine di persone.

 

Scorcio di Meta antica. (Immagine personale)

 

Purtroppo le notizie nel dettaglio su Meta sono poche, ma da quello che capiamo anche nella seconda metà del secolo la chiesa come in molti altri piccoli centri del periodo rappresenta il fulcro della vita del borgo dove la popolazione vive seguendo i ritmi della vita religiosa e delle stagioni.

 

Resti della chiesa della Santissima Trinità nella sua 3 versione. (Immagine personale)

 

Tra le poche notizie sicure giunte fino a noi abbiamo una prima e chiara descrizione della chiesa di fine ‘500 precisamente del 22 settembre 1593 allorquando il paese riceve la visita del vescovo di Sora Marco Salomone, che descrive brevemente la chiesa. Egli dice che la struttura conserva il titolo di abazia e non essendo soggetta a giuspatronato la nomina dell’abate viene decisa dal vescovo.

 

Il regno di Spagna alla fine del XVI secolo

 

Concludiamo il nostro percorso storico sul XVI secolo notando come verso il 1570 – 80 il clima cambi diventando freddo e piovoso, avviandosi verso quella che è passata alla storia come la Piccola Età glaciale, che terminerà verso il 1730. Questo purtroppo è una cattiva notizia per Meta e la Marsica i cui effetti si sentiranno maggiormente nel ‘600.

Questo comporterà un nuovo rapido crollo economico che si somma alle alte tasse degli Spagnoli che da quando possiedono il sud Italia da inizio secolo lo considerano alla stregua di una colonia.

 

 


STORIA CHIESA DELLA SANTISSIMA TRINITA’