
META
ORIGINE DEL NOME

Meta oggi. (Immagine personale)
L’origine del nome Meta deriva dal significato di altura o guglia. Ciò rende bene l’idea del borgo arroccato su un punto elevato che domina la Valle Roveto.
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GEOGRAFIA E POSIZIONE

Meta oggi. (Immagine personale)
Meta, come detto è un borgo montano da sempre ed è l’unico paese della Valle Roveto a trovarsi a oltre 1000 m di altezza, precisamente a 1030 m. Questo fa si che durante l’inverno vi sia un clima rigido tipicamente invernale, che porta a forti nevicate che durano per molto tempo.

I monti Cantari intorno a Meta. (Immagine personale)
Anche se ad essere sinceri negli ultimi anni la neve fa capolino per solo poco tempo, visto il cambiamento climatico in corso. Visto che stiamo parlando di un paese di montagna, non possiamo non citare le vette vicine che sono quelle della Valle Roveto.

Il Monte Viglio. (Immagine personale)
Le montagne qui sono imponenti e il paesaggio è favoloso e l’aria è pulita da rigenerare i polmoni. Se poi si sale fino alla cima a 1050 m si ha la possibilità di scorgere tutta la Valle Roveto a cominciare dalle cime più alte come quella del Monte Viglio fino al monte Salviano e anche oltre fino al Monte Velino.

Civitella Roveto immersa nei boschi e montagne attorno. (Immagine personale)
Il paese trovandosi ad una quota elevata mostra tutto il suo fascino, in quanto immerso in boschi di varia natura e salire in macchina per raggiungerlo significa vivere una fantastica esperienza, percorrendo una strada serpeggiante fatta di tornanti immersi nei boschi locali, composti anche da castagneti e pareti di roccia per arrivare infine in paese, dove troviamo un tipico villaggio di montagna costituito da strade strette, che nel suo caso sono fatte di pietra calcarea locale.

Scorcio di Meta oggi. (Immagine personale)
Sul piano agricolo, nonostante il clima di montagna, a Meta vi sono discrete coltivazioni di vario genere: come quella dei cereali che riguardano grano e granturco oppure quel quella della vite presente un po’ ovunque nella Valle Roveto.

Scorcio di Meta oggi. (Immagine personale)
Sul piano demografico Meta ha subito negli anni forti cali della popolazione, dovuto al fenomeno dell’emigrazione, che si è avuto nel corso dei decenni, arrivando così ad oggi che conta circa 400 persone, che vi vivono stabilmente durante tutto l’anno.
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STORIA
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XI secolo
– La contea dei Marsi nell’XI secolo

La Valle Roveto vista da Balsorano. (Immagine personale)
Meta come altri borghi della Valle Roveto e più in generale della Marsica hauna storia ormai millenaria, ci sono diversi borghi nella zona che fra alti e bassi risalgono al periodo romano e addirittura al periodo italico. Nel caso del paese di Meta troviamo una storia accertata che parte dall’XI secolo, al tempo dei contea dei Marsi, dominata dai conti Berardi.
I conti Berardi insediatisi nella contea marsicana nel 926 sono stati i fautori della costituzione di numerosi borghi fortificati, dapprima con la costituzione di un castello o torre e poi con il tempo con la formazione di veri e propri borghi.

Scorcio della Marsica vista da Tremonti. (Immagine personale)
All’epoca tra IX e X secolo nella Marsica vi sono state numerose incursioni di popoli stranieri che invadevano l’Italia con il preciso scopo di saccheggiare e uccidere. Purtroppo durante questo periodo in molte occasioni si sono avute molte incursioni anche all’interno dell’Italia, soprattutto del popolo Saraceno.
Questi sono riusciti in più occasioni a penetrare anche nella Marsica, compiendo enormi stragi tra le popolazioni e distruggendo numerosi villaggi. Il problema si è poi parzialmente risolto dal 926 con l’ascesa di Berardo il Francioso a cui è stato affidato il territorio marsicano.

Stemma della famiglia Berardi nel X secolo. (Immagine da Wikipedia)
Berardo I negli anni in cui è conte dei Marsi ristruttura il territorio dapprima formando un nuovo esercito locale composto da persone del posto, che divengono di colpo cavalieri e poi soprattutto iniziando a formare vere e proprie rocche nei punti più impervi tra le montagne, seguendo in questo tre scopi.
Il primo scopo è formare una catena di fortificazioni presenti sulle montagne che controllassero il territorio ponendo il lago Fucino al centro di tutto il sistema, in quanto questo rappresentava il cuore pulsante della contea marsicana.

Il lago Fucino in un dipinto della fine del ‘700
Il secondo punto è una chiara collaborazione fra le diverse fortezze che in caso di attacco devono trovarsi a breve distanza l’una dall’altra, di modo da poter comunicare visivamente e avvertirsi del pericolo procedendo ad una difesa di sistema.
Terzo punto più importante convincere la popolazione marsicana a trasferirsi all’interno di queste nuove strutture in montagna per poter essere meglio difesi. Il territorio marsicano è formato nel IX – X da tanti villaggi sparsi in pianura, che risultano totalmente indifesi dagli attacchi esterni. Insomma la Marsica grazie ai conti Berardi diventa una fortezza a cielo aperto e ciò capita anche a Meta.
Ora all’inizio dell’XI secolo i discendenti di Berardo I proseguono via via nella costituzione di nuove rocche per meglio difendere il territorio. E il luogo che viene scelto per fondare Meta fa parte del territorio sud di confine con il principato di Capua, ovvero la Valle Roveto.
Gli anni tra il 1000 e il 1050 ovvero la prima metà del secolo, non è ancora sentito il pericolo normanno in quanto essi sono ancora agli inizi della loro avventura in Sicilia. Però già verso il 1050 si comincia a parlare di loro e una parte della famiglia Berardi inizia a ricercare il loro aiuto in un contesto di contese familiari, facendo fare loro una prima entrata nel territorio marso.

Il castello di Morrea nella Valle Roveto. (Immagine personale)
Questo serve a dire che il fortilizio di Meta creato probabilmente all’inizio del secolo è di fondamentale importanza al livello logistico. Anzi forse in conseguenza dell’ascesa della potenza normanna, è possibile che il conte Berardo V, o chi per lui, abbia sentito la necessità di consolidare la fortezza di Meta così come le altre vicine.
Meta come detto, dal punto di vista logistico è perfetta come punto strategico, anche più di altre rocche, posizionandosi bene sia per il controllo che per la difesa della Valle Roveto per un possibile assalto normanno. I Normanni d’altra parte iniziano a premere sull’Abruzzo e sulla contea dei Marsi più o meno dal 1050-60 per prendersi il territorio marsicano e abruzzese in generale.
– La formazione di Meta nell’XI secolo

Meta all’inizio del ‘900. Sulla cima si scorge l’antica torre mastio del castello di Meta. (Immagine personale)
Meta viene costituita dai conti dei Marsi probabilmente nella prima metà dell’XI secolo, il castello locale, che viene costruito in cima ad uno sperone roccioso a 1050 m. Successivamente si forma il vicino paese di San Savino con tanto di chiesa.
Quest’ultimo ha un incoraggiante sviluppo con il trasferimento qui di diverse persone. Poi però nel corso probabilmente tra la fine dell’XI e inizio XII secolo il paese di San Savino si spopola a favore del nuovo borgo fortificato che si viene formando vicino, Meta appunto.

Resti del castello di Meta oggi. (Immagine personale)

La staccionata indica l’antico percorso murale che
circondava il castello prima del sisma del 1915. (Immagine personale)
Meta si forma nel corso dell’XI secolo intorno al castello, all’interno di possenti mura ormai sparite, come sparito purtroppo è anche il castello, distrutto completamente dal disastroso terremoto di Gioia dei Marsi del 1915.

La staccionata indica l’antico percorso murale che
circondava il castello prima del sisma del 1915. (Immagine personale)
Il paese di Meta, che si forma intorno al castello nel corso dell’XI secolo, è come detto un borgo murato, che ospita 24 famiglie per un totale di circa di 120 individui.

Scorcio di Meta antica oggi. (Immagine personale)
Questo periodo temporale è ancora in parte dibattuto, essendoci pochi documenti che attestino questo con precisione, regolando quindi l’evoluzione del posto e fornendo dati di quando il paese di San Savino si è in pratica trasferito a Meta. Sicuramente ciò non è avvenuto subito, ma nell’arco di diverso tempo, probabilmente si può parlare diversi secoli.

Scorcio di Meta antica oggi. (Immagine personale)
Ma andiamo con ordine Abbiamo detto che Meta si formerebbe come castello nella prima metà dell’XI secolo, probabilmente il castello forse è anche più antico, addirittura fine X secolo, ma questo lo diciamo noi sulla base di alcune supposizioni.
Il paese di San Savino si trova nella stessa posizione dove si trova oggi il piccolo paese con le sue poche case a poca distanza da Meta, ma nell’XI secolo il paese era più grande e importante di oggi e il castello di Meta serviva anche come bastione difensivo per gli abitanti di San Savino.

Scorcio di Meta antico oggi. (Immagine personale)
Entriamo quindi nella seconda metà dell’XI secolo e abbiamo le prime attestazioni dell’esistenza di vita dei borghi in questa zona. La prima attestazione del castello di Meta è nel lascito del monastero di San Benedetto a Pascusano del 1061 e poi nella donazione del castello (paese) di Meta nel 1070.

Scorcio di Meta antico oggi. (Immagine personale)
Nel 1070 Meta, ormai consolidatosi come piccolo paese fortificato e appartenente alla contea dei Marsi, è soggetta ad Azzone, figlio di Azzone di Pretarolo, come responsabile locale del singolo castello. Questi nel 1070 cede la proprietà del castello di Meta, probabilmente in accordo con il conte dei Marsi dell’epoca, all’Abbazia di Montecassino.
Sulla storia di Meta proseguire nella sezione storica: STORIA DI META
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COSA VEDERE

Il monte Viglio con alla base il paese di Meta. (Immmagine personale)
Meta è da sempre un borgo di montagna, posto a più di 1000 metri di altezza, che anche dopo il sisma del 1915 pur ricostruito in una posizione più bassa, ha mantenuto quel fascino di borgo medievale di montagna.

Scorcio della natura che circonda Meta oggi. (Immagine personale)
Venire a Meta è già un esperienza in quanto la strada che porta al paese si snoda lungo un percorso fatto di boschi, castagneti, grandi pareti di roccia e splendidi paesaggi montani. Quando poi si giunge in paese si percepisce la lentezza del luogo.

Scorcio di Meta oggi. (Immagine personale)
Da subito appena si arriva si scorge un paese armonioso con il vecchio centro storico che è stato in gran parte recuperato e riabitato, dove oggi percorrendolo sembra immergersi in un’atmosfera di altri tempi con viuzze in pietra calcarea e in pietra rossa che salgono e scendono in modo irregolare.

Scorcio di Meta antico oggi. (Immmagine personale)
Ad un certo punto mentre si attraversa qualche angolo del borgo antico e anche del nuovo, capita d’incontrare bellissimi panorami sulla Valle Roveto. Il borgo in certi momenti sembra quasi sospeso tra le nuvole.

La catena della Serralunga posta sul lato opposto di Meta. (Immagine personale)

Un borgo incastonato tra i monti. (Immagine personale)
Percorrendo il paese si percepisce la sua urbanistica di borgo medievale, con le case che nella parte vecchia sembrano quasi incastrate le une nelle altre, quasi a volersi difendere dal rigido vento di montagna, che qui soffia spesso.

Scorcio di Meta oggi. (Immagine personale)
La sensazione generale è di armonia, ovvero la parte ricostruita dopo il 1915 sembra fondersi a meraviglia con la parte del borgo antico ristrutturato. Si crea in qualche modo un percorso suggestivo tra memoria e rinascita.

Scorcio di Meta antico oggi. (Immagine personale)

Il paese di Meta antico oggi. (Immagine personale)
Salendo su per il vecchio borgo in un continuo sali e scendi si arriva in cima dove si possono ammirare i pochi resti dell’antico castello distrutto totalmente dal terremoto del 1915 e dell’antica chiesa della Santissima Trinità ma soprattutto si può ammirare un panorama unico che spazia sulla Valle Roveto.

La Valle Roveto posto dalla Cima di Meta antico. (Immagine personale)
Tornando poi in paese si può visitare la chiesa della Santissima Trinità ricostruita più in basso tra il 1946 e il 1951.

La chiesa della Santissima Trinità oggi. (Immagine personale)
Il paese è sicuramente piccolo e per girarlo bastano poche ore, ma l’esperienza di essere qui non a pari e sicuramente non ci si annoierà.
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COSA FARE
Come accennato visitare il paese è facile e suggestivo e in poche ore lo si visita tutto, ma se poi ci si chiede cosa fare be allora bisogna darsi più tempo e scoprire alcune chicche che possono essere viste se si ha la pazienza di aspettare e l’occhio per cogliere. Ma di cosa sto parlando?

Scorcio di Meta oggi. (Immagine personale)
Allora riavvolgiamo il nastro. Venite a Meta e iniziate a visitare il vecchio centro storico e mano mano che entrate dentro questo salite infine sul punto più alto dove sono i pochi ruderi del castello.

Ruderi dell’antico castello di Meta. (Immagine personale)
Giunti qui trovate un luogo silenzioso, che sembra quasi mistico, con un panorama a 360 gradi sulla Valle Roveto, dove è possibile scorgere nitidamente il monte Viglio, la cima più alta dei monti Cantari, la catena della Serralunga sul lato opposto e la Valle Roveto in genarale.

Il Monte Viglio oggi. (Immagine personale)


Immagini della Valle Roveto con la catena della Serralunga. (Immagini personali)
Se poi avete la pazienza di aspettare o di tornare qui per il tramonto, be l’atmosfera diventa magica, direi sublime. Qui in questo attimo vedi i colori rosati illuminare le antiche pietre che hanno mille anni di storia alle spalle.

Scorcio di Meta oggi. (Immagine personale)
Dopo questa esperienza se volete praticare sport potete scegliere di camminare lungo la natura del territorio respirando un’aria pulitissima. I percorsi naturalistici intorno a Meta sono diversi dipende da cosa vi attira.

I monti Cantari sopra Meta. (Immagine personale)

Trekking tra le montagne. (Immagine da https://www.agnata.com/nordic-walking/)
Potete scegliere di fare passeggiate lungo i castagneti secolari, oppure di percorrere sentieri panoramici lungo i monti Cantari al di sopra del paese di Meta. Oppure ancora potete prendere percorsi che scendono verso valle con viste sempre diverse.

Scorcio della Valle Roveto vista da Meta. (Immagine personale)
Se poi decidete di intraprendere un trekking più impegnativo, ma stando bene attenti a dove mettete i piedi, con l’attrezzatura giusta e informandovi sulle condizioni metereologiche, potreste inoltrarvi lungo le creste rocciose, oppure andare lungo gli antichi terrazzamenti agricoli, o raggiungere punti panoramici unici dove vedere l’intera Marsica fino a Monte Velino.

Monte Viglio. (Immagine personale)
Se poi siete ancora più coraggiosi e amanti delle esperienze forti potreste fare sport di arrampicata. Vicino Meta esiste una falesia dove poter compiere questo sport, chiaramente cercate di farlo in sicurezza prendendo tutte le precauzioni del caso. Qualsiasi attività abbiate in mente è giusto farla se è quello che desiderate dalla semplice passeggiata all’arrampicata su falesie, ma sempre informandovi su ci che serve, se per esempio volete fare una passeggiata informatevi del tempo ecc.
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CONCLUSIONI

Punto panoramico di Meta. (Immagine personale)
In generale visitare Meta significa tuffarsi nella storia medievale, respirare l’aria fresca di montagna e godere di un panorama bellissimo e autentico.

Punto panoramico di Meta. (Immagine personale)
Il paese è un luogo perfetto per chi ama i borghi montani, le escursioni in natura o le arrampicate sulle pareti rocciose. Inoltre, la vicinanza a Civitella Roveto permette di unire la visita a Meta con quella di un borgo storico più grande, ricco di palazzi antichi e tradizioni locali.

Il borgo di Meta visto dall’alto. (Immagine personale)
In poche battute potremmo descrivere Meta come una grande meta per il corpo e lo spirito, quindi invito tutti a venire e visitare questo splendido paese!!!
