
POSIZIONE DELLA CHIESA DI SAN NICOLA DI ALBA FUCENS
STORIA DELLA CHIESA DI SAN NICOLA DI ALBA FUCENS
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XX secolo
Nascita della nuova chiesa di San Nicola
La nuova chiesa di San Nicola risale al 1936 e viene a sostituire l’antica chiesa di San Nicola posizionata sul colle medesimo, che è stata distrutta dal terremoto di Gioia dei Marsi del 1915.
– Il nuovo borgo di Alba Fucens
Sia la chiesa che le nuove case che hanno riformato il borgo di Alba Fucens sono state erette nel Piano di Civita con una forma a ferro di cavallo.
Il nuovo borgo si ritrova costruito nell’antica zona romana abbandonata per secoli e ora di nuovo attiva. In pratica il nuovo borgo si pone in un certo senso in diretta continuità con l’antica città romana. Ciò è unicum.
– Alba Fucens durante la seconda guerra mondiale
Nel 1940 l’Italia condotta in guerra a fianco della Germania dal genio Mussolini. Il quale genio riesce a fare a pezzi un paese intero.
Nel 1943 si tirano le fantastiche somme di questo genio, un paese che ha perso in poco tempo tutte le sue colonie conquistate con fatica, un numero imprecisato di morti giovani mandati al fronte senza neanche dei buoni abiti, delle leggi razziali totalmente fuori dal tempo e senza senso, e un paese invaso. Un vero genio!
Il 25 luglio 1943 finalmente Mussolini è licenziato e arrestato. Ma poco dopo anche la monarchia abdica a se stessa fuggendo.
Poco dopo l’Italia è invasa da Hitler fino a Frosinone dove viene posta la linea Gustav che sancisce la divisione fra Alleati e Tedeschi.
I tedeschi dopo aver costituito la linea divisoria pongono il loro comando generale a Massa d’Albe e sfruttando la posizione dell’antico castello di Alba Fucens lo riutilizzano come fortezza contrarea. Nei successivi mesi i Tedeschi realizzano un duro stato di polizia che costringe alla paura tutti gli abitanti dei vari paesi della Marsica.
Da dicembre gli Alleati iniziano dei duri bombardamenti sul territorio marsicano. Ciò scatena il terrore, moltissime persone che vivono nei vari villaggi iniziano a fuggire da questi rifugiandosi o sulle alte montagne oppure nei vecchi borghi distrutti precedentemente dal terremoto del 1915.
Nel frattempo è scoppiata la guerra fra i due eserciti presso Montecassino e qui le battaglie sono dure e complicate. Muoiono molte persone sia militari che civili. I Marsicani che vivono vicinissimo al fronte sono sempre più preoccupati e spaventati. Allo stesso tempo la popolazione dei poveri paesi aiuta a nascondersi i vari fuggiaschi dal campo di concentramento di Avezzano. Il popolo abruzzese non sopporta i Nazisti e i Fascisti e per questo adotta una politica di opposizione nel silenzio e nella sopportazione dalle angherie tedesche.
I Tedeschi infatti oltre a martoriare il povero popolo marsicano con questo suo stato di polizia tende anche a comportarsi vilmente rubando qua e la le misere cose della popolazione come animali o addirittura case, arrivando anche a requisire persone per lavori o altro.
– Albe nel 1943-44
Gli abitanti di Albe calati drasticamente di numero dopo il tremendo terremoto del 1915 si ritrovano sopraffatti dalla situazione in quanto il paese è sorvegliato speciale sia per essere vicinissimo al quartier generale di Massa d’Albe sia per essere esso stesso parte integrante di una linea difensiva estrema.
In questo quadro di desolazione e terrore sono diverse le persone che scappano dalle proprie misere case per dirigersi sulle montagne e stazionare li fino a quando qualcosa non cambia.
– La fine della guerra
Nel giugno 1944 dopo molti mesi di restrizioni economiche e sociali oltre che puro terrore, gli Alleati e gli Antifascisti sfondano la linea Gustav e penetrano nel centro Italia.
Roma è liberata il 4 giugno, mentre la Marsica tra il 7 e il 12 giugno. Per questi territori inizia una nuova pagina di storia democratica, magari dura sul piano sociale ed economico, ma sicuramente liberi dalle bestie nere che sono stati i Nazisti. Inizia la ricostruzione.
Pochi mesi dopo nell’aprile 1945 tutta l’Italia dopo mesi di altri gravi conflitti è libera e capace di riprendersi l futuro.
– La ricostruzione di Albe e della Marsica
Il periodo di ricostruzione del paese di Albe occupa tutti gli anni ’40 e ’50 esi manifesta in diversi. Innanzitutto di natura edilizia con la ricostruzione delle case lesionate in periodo di guerra, lo smantellamento della postazione militare all’interno del vecchio castello, la ricostruzione delle vie di comunicazione dalla ferrovia distrutta in periodo di guerra.
Albe sul piano edilizio si rafforza migliorando le proprie strutture del paese. Dal 1949 inoltre avviene una grande novità ovvero l’inizio degli scavi dell’antica città romana di Alba Fucens.
L’avvio di questi scavi ha di per se anche un riflesso economico per porta un po’ soldi nelle casse sia del comune di Massa d’Albe che dello stesso paese, ancora privo di qualsiasi struttura economica visto che si vive soprattutto di agricoltura e pastorizia.
– La seconda emigrazione
Albe come tutti i paesi della Marsica per il momento non vede un futuro economico brillante e ciò costringe molte persone, soprattutto giovani ad andare via in cerca di fortuna.
Molti di questi vanno all’estero nel nord Europa, o anche in altri continenti come in Australia.
Poi con il tempo l’arrivo del boom economico in Nord Italia, ma anche a Roma, spingerà molte persone a trasferirsi qui, riuscendo a mantenere un minimo di contatti con le proprie famiglie di origine.
– La chiesa di San Nicola dagli anni ’50 agli anni ‘70
Il ruolo della chiesetta di Albe ricostruita nel 1936 è poco considerata, ma comunque degna di essere raccontata seppure in grandi linee in quanto s’intreccia con lo sviluppo archeologico presente in quegli anni ad Alba Fucens.
Gli anni ’50 hanno visto come accennato prima un grande sviluppo archeologico del borgo e contemporaneamente molti giovani del posto, non più condizionati dal dover risiedere nel borgo di nascita, sono andati via in quanto disoccupati e ciò ha influito sulle varie famiglie.
Ebbene la chiesa di San Nicola ha operato in una situazione così complicata nell’essere punto di riferimento di una società albense che veniva mutando profondamente e si riuniva proprio intorno a questa e alle sue tradizioni.
Questa piccola comunità che aveva a lungo vissuto isolata prima del terremoto si è ritrovata di colpo con tanti lutti e spostata in un altro posto ricostruendo a fatica una nuova realtà che si ricollegava alla precedente.
Molte famiglie di Albe abitanti nel piano di Civita avevano ancora gli animali con proprie stalle nel vecchio borgo che pur distrutto continuava ad essere in parte vissuto, fino a quando anche questo aspetto non è sparito.
La chiesa di San Nicola è sempre stata un punto di riferimento importante come continuità d’identità territoriale portatrice di una lunga storia. In questo senso si pone la questione delle relique.
Infatti l’antica chiesa di San Nicola possedeva l’antico tesoro religioso di Alba Fucens, custodito dapprima nella chiesa di San Pietro e poi dal 1574 presente nella chiesa di San Nicola.
Ebbene quando la struttura di San Nicola crolla per il sisma del 1915 quasi tutto questo tesoro viene spostato a Palazzo Venezia a Roma, dove in parte ritorna nel 1992 a Celano presso il nuovo museo d’Arte Sacra. Tuttavia una piccola parte di questo tesoro reliquario rimane nel paese, custodito gelosamente nella nuova chiesa di San Nicola e usato durante le processioni popolari.
Difatti durante le feste religiose del paesino di Alba Fucens questa parte di tesoro è di nuovo disponibile nella visione.
Le feste religiose negli anni ’50, ’60 e ’70 sono servite oltre che per motivi religiosi anche per tenere unita una comunità in crisi.
Negli anni causa la presenza dei lavori archeologici si un po’ limitata la possibilità di nuove aree di costruzione e quindi anche per questo il piccolo paese ha subito un certo spopolamento.
In questo quadro la chiesa di San Nicola è stata essenziale per impedire un maggiore crollo della popolazione paesana.
– Antrosano, Castelnuovo vanno verso Avezzano
Tra il 1959 e il 1960 i due piccoli paesi di Antrosanoe e Castelnuovo abbandonano il comune di Massa d’Albe e diventano frazioni di Avezzano. La stessa cosa sarebbe anche avvenuta per Alba Fucens, ma la mancanza di accordo impedisce il trasferimento, confermando Albe come anche il vicino paese di Forme quali frazioni di Massa d’Albe.
– I lavori archeologici ad Alba Fucens
Come accennato nel 1949 in Alba Fucens inizia una lunga stagione di riscoperta archeolgica dell’antica città romana. A condurre questi lavori è una squadra di archeologi belgi, che impiegano molti anni di duro lavoro riuscendo a riportare alla luce una grande parte di edifici, portanto il piccolo paese a divenire la Pompei d’Abruzzo.
Questa lunga stagione archeologica prosegue felicemente fino al 1979, allorquando per svariati motivi s’interrompe, ma i risultati raggiunti sono stupefacenti e di grande rilievo storico.
Nello stesso periodo diciamo tra il 1957 e i primi anni ’60 viene anche ricostruita l’antica chiesa di San Pietro venuta meno per il sisma del 1915.
Ebbene la grande capacità ingegneristica e archeologica di coloro che guidano i lavori portano a risultati strabilianti, riuscendo in un vero miracolo edilizio di ricostruzione perfetta dell’antica chiesa.
Questa infatti alla fine dei lavori si rivela nel suo modello romanico, svuotandosi di tutti gli orpelli barocchi che appesantivano la struttura.
Albe negli anni ’80 e ‘90
Negli anni ’80 nella Marsica esplode il boom economico che consente a quest’area d’Abruzzo di fare un salto di qualità socioeconomico importante riuscendo a raggiungere gli standard economici delle nord Italia.
Ciò ha molte conseguenze in tante direzioni nei vari paesi e borghi della zona. Ad Alba Fucens pur rimanendo la struttura del paese uguale agli anni precedenti le varie case post sismiche vedono un miglioramento significativo delle proprie strutture.
A questo si aggiunge una generale politica di rilancio nel settore turistico. A Massa d’Albe seppure un po’ lentamente viene ad affacciarsi l’idea di strutturare la propria economia verso il turismo a maggior ragione dopo la riscoperta archeologica della città romana di Alba Fucens.
Ciò spinge verso nuovi progetti e mano a mano iniziano a nascere ristoranti e bar che migliorano la struttura ricettiva della zona. A ciò si aggiunge la costituzione di nuove associazioni che vengono ad arricchire i paesi di nuove iniziative culturali.
Infine alla fine degli anni ’90 si organizza il progetto di un albergo diffuso da costituire nel vecchio borgo medievale di Alba Fucens. Ciò consentirebbe sia a visitatori che a studiosi di avere una base di appoggio nel borgo e contemporaneamente a far girare soldi nella zona.
– La chiesa di San Nicola tra gli anni ’80 e ‘90
La piccola chiesa del borgo di Alba Fucens pur rimanendo stretta in un contesto piccolo come presenza umana e non ancora decollato sul piano turistico si rende partecipe con varie iniziative culturali nell’accompagnare il piccolo borgo nella cornice comunale verso un decollo nel turismo.
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XXI secolo
– La costruzione dell’albergo diffuso
Nei primi anni 2000 si realizza nell’antico borgo medievale la prima parte del nuovo albergo diffuso di Alba Fucens.
In altre parole una piccola parte del vecchio borgo viene pulita delle antiche macerie del terremoto e ricostruita per poter accogliere visitari ecc.
Il piccolo albergo diventa funzionante già nei primi anni 2000 e successivamente nel 2007-08 anche il resto dell’antico borgo viene ripulito delle vecchie macerie.
In questo caso vediamo come dalle macerie riemergono in modo diverso da prima, sia l’antica chiesadi San Nicola che l’antico maniero che per tanto tempo hanno accompagnato la vita del borgo.
– La seconda fase di lavori archeologici
Ad Alba Fucens tra il 2008 e il 2011 vi sono nuovi lavori di scavo nell’antica città romana.
– La chiesa di San Nicola all’inizio del nuovo secolo
Negli 2000 quindi la politica di lancio turistico si fa più forte e consente un lieve miglioramento economico ad Alba Fucens. Purtroppo questo non arresta il calo demografico del borgo però gli consente di sopravvivere.
La chiesa di San Nicola s’inserisce in questo quadro continuando sia la sua attività religiosa e quindi rimanendo il centro della vita del paese con i suoi ritmi, ma allo stesso tempo favorendo l’arricchimento culturale del borgo con le sue iniziative. Tra queste ricordiamo una mostra fotografica allestita nel 2018 nella chiesetta, che ha ricordato la storia del paese a inizio XX secolo.
STRUTTURA DELLA CHIESA DI SAN NICOLA DI ALBA FUCENS

Facciata della piccola chiesa di San Nicola nelcentro di Alba Fucens. (Immagine personale)
La nuova chiesa di San Nicola è composta da una struttura semplice a navata unica. La facciata si presenta con la parte superiore occupata dall’antico rosone romanico aquilano ripreso dalla vecchia chiesa distrutta nel 1915 e nella parte inferiore con l’unico portale d’ingresso.
Nell’insieme la facciata si presenta abbastanza simile alla vecchia chiesa romanica distrutta dal terremoto di Gioia dei Marsi.
