IL DUCATO DI TAGLIACOZZO E LA CONTEA CELANO
SOTTO LA SPAGNA
(1504-1714)
1504: La famiglia Colonna, uscita vincitrice dal confronto con gli Orsini, domina la Marsica occidentale con il possesso dei ducati di Tagliacozzo, Albe, e della baronia di Carsoli, allo stesso tempo controlla la Marsica sud orientale grazie all’assegnazione della Baronia della Valle Roveto.
1504: FABRIZIO COLONNA è ormai stabilmente il primo duca di Tagliacozzo (Albe è ormai un piccolo villaggio inglobato nel grande ducato di Tagliacozzo).
– Napoli a inizio 500 è declassato a vicereame. Il vicerè di Napoli è a sua volta una carica importante rivestita dalla nobiltà più importante del regno. Ebbene fra le poche famiglie che possono vantarsi del titolo vicereale compaiono anche i Colonna.
– La Marsica sotto gli spagnoli risulta divisa fra il ducato di Tagliacozzo diretto dai Colonna e la contea di Celano sorretta dai Piccolomini.
– L’intero territorio marsicano rappresenta, più in generale, il confine nord del vecchio regno napoletano con lo Stato Vaticano.
– Essendo ora il regno di Napoli parte del Regno di Spagna, la Marsica rappresenta da adesso terra di confine fra Spagna e Stato della Chiesa.
1504: I Colonna con la carica di vicerè di Napoli e i vari territori che possiedono a cavallo tra Lazio e Abruzzo, riescono a costituire uno stato nello stato, che ufficialmente è territorio dipendente da due stati sovrani, il Regno di Spagna e lo Stato della Chiesa, ma in realtà con il re di Spagna a Mardrid, i territori soggetti ai Colonna sono di fatto indipendenti
Per cui in questo contesto i Colonna costutiscono un eccezione, avendo al loro servigio un territorio così vasto.
1504: I l territorio del ducato di Tagliacozzo comprende i paesi di Tagliacozzo, Celle, Albe, Oricola, Carsoli, Rocca di Botte, Pereto, Colli, Tremonti, Rocca Cerro, Verucchio,Cappadocia, Petrella, Pagliara, CastellaFiume, Corcumello, Cese, Scurcula, Poggio, S.Donato, Scanzano, S Maria, Castelvecchio, Torano, Marano, Tusco, Spedino, Corvaro, Castelmanardo,, Sant’Anatolia, Rosciolo,Magliano, Paternò, Avezzano, Luco, Canistro, Civitantino, Cappelle, Capistrello, Magliano, Pescocanale,Civitella, Meta,Reverate e Roccavivi. Il ducato di Tagliacozzo a sua volta viene a far parte dei territori dei Colonna.
– La baronia di Carsoli comprende tutta l’area di Carsoli.
– La baronia della Valle Roveto comprende tutta la zona suddetta.
A sua volta la Marsica dei Colonna s’inquadra negli enormi possedimenti che la famiglia ha tra il Lazio e la Campania. Quindi si trova a gestire un territorio che attraversa i due stati dello stato della Chiesa e del regno di Spagna. Con questa situazione i Colonna, rappresentano un anello di congiunzione importante nel centro Italia. Per questa loro situazione vengono anche nominati vicerè di Spagna nel sud Italia, ottenendo in questo modo molti privilegi, che fanno divenire i possedimenti di questa famiglia uno stato in due stati.
– L’altra parte della Marsica comprende la contea di Celano retto dai Piccolomini.
1504: Fabrizio I è nominato da Ferdinando V di Castiglia primo comandante di tutto l’esercito spagnolo in Italia. In seguito diventerà anche vicerè d’Abruzzo e Gran Contestabile del Regno.
1504: Il papa manda alla contessa di Celano Giovanna d’Aragona la bolla nella quale viene chiesta l’edificazione del complesso di S. Maria Valleverde
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1505
1505-20: Il governo di Fabrizio I risulta piuttosto liberale e favorisce una certa ripresa economica. Con il suo governo si cerca di rilanciare l’economia locale attraverso alcuni provvedimenti, che comportino la specializzazione delle zone verso un preciso ambito economico. Alcuni esempi al riguardo sono.
– Nella Valle di Nerfa gli abitanti sono portati a specializzarsi nella pastorizia e nell’allevamento di cavalli che sono utilizzati nel trasporto fra la campagna romana e i passi appenninici.
– Vengono fatte rinascere alcune vecchie vie di comunicazione, come la vecchia strada che da Corcumello passa per Pagliara, Cappadocia, arrivando fino a Subiaco.
– Viene creato il “tratturo Colonna” : questa via parte dal Valico di Sant Antonio e passa per l’alta Valle dell’Aniene e la valle del Sacco e termina presso Filettino e Piglio.
– Viene istituito dal duca Fabrizio, per il territorio marsicano, una dogana per Tagliaocozzo, relativa alle greggi che attraversano i suoi territori dall’Abruzzo al Lazio.
– Vengono utilizzati per i greggi, i pascoli estivi dei Monti Simbruini. Così facendo vengono sfruttate le ricchezze naturalistiche dei Simbruini, il che porta sviluppo economico all’alta Valle del Liri e del ducato di Tagliacozzo in genere. In questo modo grazie all’allevamento transumante si viene a garantire per i paesi della Marsica Occidentale un’attività redditizia che continuerà nel corso dei secoli arrivando sino ai giorni nostri.
– Anche nella Marsica Orientale retta dai Piccolomini, si favorisce lo sviluppo dell’allevamento transumante. La transumanza in questo caso si lega al percorso che le greggi fanno a partire dalla Marsica Orientale, terminando verso il Tavoliere delle Puglie.
1505-20: Ripresa economica nella contea di Celano.
1505-1600: I Colonna dedicano molto tempo all’arricchimento del castello di Avezzano rispetto al palazzo ducale di Tagliacozzo.
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1506: Ferdinando d’Aragona conferma a Fabrizio Colonna tutti i territori precedentemente assegnatigli. Il diploma con il quale è confermato il tutto recita: Tucti queste terri legali insieme le tene lo signor Fabricio Colonna dal re Ferrando II et dal re Federico et confirmati dal signor duca de Terranova: Tagliacoczo, Albe, Celle, Auricula, Rocha de Bocte, Parete, Colle inter Monte, Rocha de Cerro, Verrichia, Colle, Cornaro, Capadoce, Pretella Secha, Paleara, Castello de lo Fiume, Curcumello, Cese, La Scurcula, Poyo Sinulfo, Sancto Donato, Scanczano, Poyo de Philippo, Sancta Maria, Castello Vecchio, Marano, Thorano, Latuschi, Spellino, Lo casale de Lentano, Castello Minardo, Sancta Anatholia, Rusciolo, Petra emola, Magliano, Paterno, Aveczano, Lugho, Trasaccho, Canistrello, Cappella, Tufo, Cività Andrana – d. 3083, t. 3, gr. 15 – Et tene de provisione llano sopra li pagamenti fiscali de dicte terre ducati sei milia correnti per li quali ha de tenere per servicio de la cattolica maiestá quarante homini d’arme armati d. 6000. Summa universale de dicte intrate: d. 9.083, t. 3, gr. 15.
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1509 circa: Fabrizio Colonna da il suo assenso a papa Giulio II per una riconciliazione formale con gli Orsini.
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1510-50: I Piccolomini realizzano a Celano una terza cinta muraria scarpata, che viene dotata di torrioni cilindrici rompitratta e una porta sul versante ovest, la “Porta Mastro Giulio”, mentre un’altra viene creata sul lato nord est della “cittadella” in direzione di San Giovanni (“Porta Nuov”).
1510-50: Nel corso del Cinquecento si consolida la signoria dei Colonna sulla zona di Carsoli e più in generale nel Ducato di Tagliacozzo.
1510-50: Si creano numerose frizioni fra il paese di Carsoli e paesi limitrofi circa i confinamenti per il possesso delle montagne circostanti. Tuttavia la lite più originale, non riguarda interessi materiali o questioni giurisdizionali, ma semplicemente la contestata presenza dei francescani nell’uno o nell’altro territorio.
Gli storici locali a questo riguardo rammentano come “i Carseolani” cacciano i conventuali da San Francesco e loro assegnano la Chiesa di San. Nicola presso le Celle (…), quindi quelli di Poggio Cinolfo ricacciano i Mendicanti posti dai Carseolani in detto Convento, restituendolo ai conventuali.
Da questo effetto il Generale dei conventuali pone fine a questi tumulti assegnando i terreni e i beni già esistenti e fissando i termini tra il tenimento de’ due comuni ovvero di Carsoli (…) e Poggio Cinolfo, e un termine pone alla parte di Levante ed uno a quella di Ponente tutt’ora esistenti.
La decisione del Generale dei conventuali è testimoniata da un pergamena, ancora esistente nel secolo scorso (secondo la testimonianza dello Zazza) nell’archivio parrochiale di Poggio Cinolfo.
In questa pergamena si legge che “li frati che si trovano oggi nella chiesa di S. Nicola delle Celle tornino al Convento vecchio di S. Francesco con tutte le sue robbe e suppellettili e le due comunità siano obbligate, tanto quella di Poggio Cinolfo quanto quella delle Celle, o altre persone delle dette comunità di consegnare effettualmente e realmente a detto convento di San Francesco e frati tutte le robbe e beni mobili e stabili, che esse comunità, o persone particolari avessero o in custodia o in deposito o in amministrazione o in qualsivoglia altra maniera spettanti, e pertinenti a detto Convento e frati, o prima, o dopo la traslazione fatta del detto Convento di San Francesco alla chiesa di S. Nicola”.
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1511: Le famiglie Colonna e Orsini si riconciliano dopo anni di aspre lotte. Per l’occasione viene coniata una moneta a ricordo del fausto evento.
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1515 circa: Nonostante un miglioramento economico generale nella Marsica, ciò non impedisce ad un tremendo morbo di attecchire nella Marsica, trovando terreno fertile nelle precarie condizioni sanitarie nella zona. Tale morbo produce nel giro di poco tempo molte morti tra la popolazione della Marsica. Ad un certo punto il morbo risulta talmente pesante che i medici e i preti della regione per dare conforto alla popolazione, devono munirsi di aste di modo di poter curare la gente senza correre il rischio di contagio.
1515 circa: Alfonso II di Celano diventa maggiorenne e assume in pieno le redini del grande patrimonio lasciatogli dal padre, tra cui la grande Contea di Celano
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1518: Fabrizio Colonna cede Trasacco al figlio del re spagnolo.
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1520: Muore Filippo I 1 duca di Tagliacozzo. Gli succede il figlio Ascanio I.
1520-23: Con l’ascesa di ASCANIO assistiamo al riacutizzarsi della rivalità fra Orsini e Colonna che negli anni successivi raggiungerà un nuovo acme. Il pretesto della nuova guerra fra le due casate è fornita dalla lotta fra le grandi potenze per il controllo dell’Italia. All’ inizio del Cinquecento l’Italia è infatti teatro di guerra fra le potenze europee che cercano di assoggettare i vari staterelli della penisola.
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1525: Gli stati italiani se all’inizio del Cinquecento favoriscono, per rivalità personali, la discesa degli stranieri, ora invece ne vogliono la cacciata. Così si alleano fra loro nella “lega di Cognac” e muovono guerra alle truppe dell’imperatore Carlo V. Di questa lega fanno parte il papa Clemente VII, Francesco Sforza, Venezia, Genova e Firenze con la partecipazione della Francia di Francesco I. All’interno di questa cornice abbiamo i Colonna che si alleano con gli Imperiali e gli Orsini che si alleano con il PAPA.
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1526: La lega di Cognac e le truppe di CARLO V iniziano ad affrontarsi.
1526: Alfonso II come il padre e il nonno s’impegna nella carriera militare al servizio dell’imperatore Carlo V.
– Alfonso lascia la gestione dei suoi feudi ad una serie di uomini di fiducia che però non sempre fanno un buon lavoro, contraendo anche diversi debiti
1526: Nel Lazio i Colonna, con il duca Ascanio, si alleano con Ugo di Moncada, rappresentante dell’Impero a Roma, e decidono di marciare contro Roma con 5.000 uomini.
1526: Le truppe di Colonna arrivano a Roma e iniziano a saccheggiare i palazzi papali, incendiano il quartiere di Borgo, e carichi di bottino si ritirano.
1526 22 settembre: Gli imperiali trovano riparo a Grottaferrata.
1526: Il Papa viene a sapere che i Turchi stanno conquistando l’Ungheria, per cui è costretto dagli eventi a scendere a patti con Ugo di Moncada.
– Il patto stipulato fra le due parti prevede anche l’amnistia per I Colonna.
Ma ciò che capita alla città di Roma nel 1526 si rivela solo un anticipo di quello che accadrà l’anno successivo.
1526-84: Pietro Capoccitto, originario del paese di Cerchio, viene nominato per quattro volte alla carica di Generale dell’Ordine dei Celestini e noto come il Riformatore dell’Ordine.
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1527: Mentre continuano a infuriare gli scontri fra la lega di Cognac e le truppe imperiali, giunge dalla Germania, un esercito di Lanzichenecchi, soldati mercenari guidati da Giorgio di Frundesberg, in aiuto all’esercito imperiale
1527: L’aiuto dei lanzichenecchi agli imperiali, si concentra nell’attacco allo Stato pontificio e per riuscire a rendere il tutto più convincente l’attacco viene rivolto direttamente contro Roma.
1527: Durante la discesa verso Roma dei Lanzichenecchi scoppiano discordie all’interno del loro gruppo. Poco tempo dopo il comandante dei Lanzichenecchi Giorgio di Frundesberg viene ucciso e sostituito da Carlo di Borbone.
1527: Giunti alle porte di Roma, i Lanzichenecchi perdono negli scontri contro l’esercito pontificio anche il loro nuovo comandante.
1527: Ormai privi della loro guida i Lanzichenecchi iniziano a saccheggiare e depretare indiscriminatamente Roma, che in questo momento è anche in preda alla peste. Questo concentrato di eventi porta al crollo della città con la popolazione romana ridotta alla fame e alla disperazione. In città si contano moltissimi morti ed enormi danni alle cose.
1527 dicembre: Papa Clemente VII a causa della grave situazione in città è costretto a fuggire da Castel Sant’Angelo e a rifugiarsi ad Orvieto.
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1528: Papa Clemente VII giunge a patti con l’Imperatore e ciò segna anche la fine della lega di Cognac e l’inizio della supremazia di Carlo V sull’Italia.
1528: Siglata la pace con Carlo V, il Papa decide di vendicarsi dei Colonna per il danno arrecato alla città.
1528: Clemente cancella la scomunica agli Orsini, voluta e sostenuta dai Colonna, ed incarica l’abate Napoleone Orsini di scacciare i Colonna dallo Stato pontificio.
1528: Napoleone Orsini inizia subito ad eseguire gli ordini, e nel giro di poco tempo invade e devasta le proprietà dei Colonna nel Lazio, per poi prendersela con le loro terre in Abruzzo, passando per la via di Arsoli.
1528: Napoleone Orsini proseguendo nella sua marcia, arriva nei pressi di Magliano, e qui decide di soggornare per un po’.
1528: Non molto tempo dopo giunge a Magliano l’esercito dei Colonna, capitanato dal vescovo di Rieti Scipione Colonna, per difendere i propri possedimenti.
1528: Inizio della battaglia tra Orsini e Colonna nei pressi di Magliano.
– La battaglia si conclude con la disfatta dell’esercito dei Colonna. Lo stesso Scipione Colonna rimane ucciso, e insieme a lui altre 400 persone, mentre altri 800 soldati vengono catturati da Orsini.
1528: Magliano risulta fortemente danneggiata dalla battaglia. Ascanio Colonna provvede alla ricostruzione materiale, anche attraverso la ricostruzione di una nuova cinta muraria.
1528: I Piccolomini acquistano il comune di Trasacco che viene ora incorporato nello stato celanese.
1528-57: Nel corso degli anni successivi, anche a causa del malgoverno spagnolo, il ducato di Tagliacozzo e Albe inizia a impoverirsi, andando in controtendenza rispetto al primo periodo del Cinquecento.
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1529: La famiglia Piccolomini di Celano diventa nuova feudataria del paese di Trasacco che viene annesso alla contea di Celano.
1529: Il paese di Trasacco arriva ad inglobare, per volere dei Piccolomini, il feudo di San Rufino.
1529-41: Alfonso Piccolomini è nominato capitano generale delle armi della repubblica senese.
-Egli mantiene per 10 anni questo incarico riuscendo con saggezza e lungimiranza a governare la città mediando tra le diverse posizioni delle varie famiglie aristocratiche.
– Da anni la città di Siena è preda di lotte intestine fra le grandi famiglie patrizie legate tra l’altro a Roma con la presenza ora di papi o cardinali.
Dopo la caduta della signoria dei Petrucci la città non riesce a darsi un governo stabile e l’arrivo di Piccolomini, grande feudatario del regno napoletano, significa tra l’altro l’ascesa del potere filoimperiale in seno alla Repubblica. Il potere imperiale si è di molto rafforzato negli anni specie dopo la stipula di Cambrai e di Barcellona.
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1530-1650: Nel cinquecento iniziano le secolari liti tra Trasacco con i vicini paesi di Luco e di Collelongo per il possesso della Vallelonga e dei monti vicini, controversie che avranno fine solo dopo la seconda guerra mondiale.
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1534: L’abbazia di Montecassino, dopo non aver più mandato suoi monaci alla direzione della sua succursale di Luco, assegna l’incarico prima di responsabile al Cardinale De Val, e poco dopo è sostituito con Alessandro Della Ripa. (Antinori, Ann., XXIV, 109-111).
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1535 4 marzo: Il conte di Celano Alfonso II istituisce la prima scuola pubblica “finanziata con i proventi dell’appalto dei macelli, delle taverne e banchi di pesci che vanno a costituire un fondo che serve per pagare il maestro di grammatica.
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1541: Carlo V richiama a Napoli Alfonso II per impedire che il suo potere a Siena si trasformi in una signoria
1541: A Napoli Alfonso II si fa apprezzare anche dal vicerè napoletano De Toledo, sia per il suo indubbio attaccamento alla corona degli Asburgo, che per le sue capacità diplomatiche
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1542: Antonio Giovanni De Pileo è il nuovo responsabile della prepositura di Luco dei Marsi (Antinori, Ann., XXIV, 109-111).
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1550: Si consolida la presenza dei frati Francescani a Celano grazie alla costruzione del nuovo convento dei Padri Cappuccini nel vicino territorio di Aielli, vicino alla vecchia chiesa di S. Cristoforo in Subezzano, dove qualche anno più tardi (1577) la contessa Costanza Piccolomini donerà la vicina selva. Sotto il convento inoltre vi è una sorgente minerale, denominata di San Gregorio che sgorga da una nicchia, su cui vi è l’effige di questo santo.
1550: I Colonna perseguono una politica filo francese nel contesto del territorio del Sud Italia. Ciò li rende invisi sia al papa che a Carlo V.
1550: Sotto il governo dei Piccolomini molte chiese e palazzi vengono restaurati e ristrutturati secondo il gusto rinascimentale dell’epoca
1550: L’economia della contea di Celano è abbastanza buona sorreggendosi sull’attività pastorale, sul commercio della lana, e sull’attività di pesca
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1553: Alfonso Piccolomini acquista l’isola di Nisida iniziando la costruzione di un grande castello
1553: Angelo De Frachettini è nominato responsabile dai monaci benedettini della succursale di Luco dei Marsi (Antinori, Ann., XXIV, 109-111).
1553-59: I Colonna vengono privati del Ducato di Tagliacozzo da Carlo V e Giulio II per il loro sostegno ai francesi.
– Garzia da Toledo è in questa breve fase duca di Tagliacozzo.
– Viene creato il Governatorato di Avezzano, Luco e Trasacco. Il governatorato viene dato a Battista De Lermas, nobile spagnolo.
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1554 1 aprile: A Napoli Alfonso Piccolomini è nominato consigliere dell’importante ufficio del consiglio collaterale
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1556: Abdicazione di Carlo V. L’impero di Carlo viene diviso in due parti: 1)Rinasce il Regno di Spagna che va a Filippo II, che comprende la Spagna, i territori italiani e dei Paesi Bassi 2) Il titolo imperiale e i territori austriaci vanno al fratello Ferdinando.
– Da questa divisione nascono le casate degli Asburgo-D’Austria e Asburgo-Spagna.
Nella cartina in basso troviamo i territori soggetti direttamente agli Asburgo all’abdicazione di Carlo V.
– Con questa nuova sistemazione politica L’ex regno di Napoli lo ritroviamo inserito all’interno dei domini spagnoli.
– L’ex regno di Napoli diventa nel nuovo regno di Spagna, un semplice vicereame spagnolo
– L‘Abruzzo è da ora e per i due secoli successivi, una semplice regione del Regno di Spagna
Cartina dei domini asburgici 1556 (Fonte Wikipedia)
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1557: Muore Ascanio I ex duca di Tagliacozzo. Gli succede come duca titolare il figlio Marcantonio I.
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1558: Muore l’ex imperatore Carlo V
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1559: Papa Pio IV riconsegna il ducato di Tagliacozzo ai Colonna nella persona di Marcantonio Colonna (Brogi 1900, 332-339).
– Marcantonio diventa duca effettivo di Tagliacozzo
1559: Muore il conte di Celano Alfonso II. Gli succede il figlio Inigo
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1561: L’abbazia di Montecassino cerca di tornare proprietaria del territorio di Carsoli, della zona di Luco tramite il ripristino della sua giurisdizione su S. Maria di Luco e di S. Cosma di Tagliacozzo.
– I tentativi tuttavia non vanno a buon fine e l’abbazia di Montecassino pur rimanendo un importante e valido punto di riferimento deve rinunciare alle sue pretese su questi territori.
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1566: Muore il conte di Celano Inigo Piccolomini. Gli succede la figlia e unica erede la figlia Costanza.
1566-72: Costanza Piccolomini prova a guidare la contea celanese al posto del padre morto Tuttavia la gestione si rivela più difficile del previsto.
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1571: Il duca di Tagliacozzo Marcantonio Colonna partecipa attivamente alla battaglia di Lepanto contro i Turchi come comandante delle flotta pontificia ed è a lui che si deve la grande vittoria riportata in questa occasione.
Vincitori della Battaglia di Lepanto: Giovanni d’Austria – Marcantonio Colonna – Sebastiano Venier
(Fonte Wikipedia)
Battaglia di Lepanto. (Fonte Wikipedia)
Battaglia di Lepanto. (Fonte Wikipedia)
Battaglia di Lepanto (Raffigurazione presente nei Musei Vaticani)
Battaglia di Lepanto (Raffigurazione di artista sconosciuto). (Fonte Wikipedia)
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1572: Costanza Piccolomini vende la baronia di Balsorano allo zio Giovanni Carlo Silverio Piccolomini per far cassa e salvarsi dai debiti.
1572: Costanza Piccolomini sposa il cugino Alessandro Piccolomini che diventa così nuovo conte di Celano.
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1573-74: Per volontà di Costanza Piccolomini vengono realizzate la chiesa della Madonna del Carmine con annesso il convento dei Carmelitani e la chiesa di San Rocco
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1575-85: Il paese di Gioia dei Marsi registra una crescita superiore agli altri paesi della contea celanese.
1574-80: Marcantonio Colonna vincitore della Battaglia di Lepanto nonchè duca di Tagliacozzo soggiorna per molto tempo ad Avezzano. Qui procede ad una ristrutturazione urbanistica della città.
Ad Avezzano:
Avezzano medievale (Fonte Wikipedia)
– Viene costruito un fontanile ancora oggi esistente
– Il castello di Avezzano viene innalzato di un piano. Viene creato un nuovo portale a fianco a quello ogivale degli Orsini, con un iscrizione sovrastante a ricordo della vittoria di Lepanto
– Il parco retrostante al castello viene trasformato in un giardino all’italiana
1574-80: Ad Avezzano Marcantonio Colonna è molto amato dalla popolazione
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1579: Pietro Capoccitto nativo di Cerchio, è Generale dell’Ordine dei Celestini e in questa veste pubblica la sua opera più famosa: “Constitiones Ordinis S. Benedicti sub reformatione S. Petti confessoris olim Coelestini Pape Quinti… a Petto Capocitto compilatae eiusque cura excusse. Romae apud Eredes Antonij Bladij”
In quest’opera Capoccitto affronta i problemi della chiesa del tempo e ne traccia una sua soluzione: ” La condizione particolare del tempo esige che alle antiche Costituzioni si apportino delle Riforme… affinchè i professori della Vita Monastica, non solo siano riportati sulle vie del Signore, ma possano progredire giorno per giorno (…)”.
Nella lettera di presentazione Pietro Capocitto scrive “… umile abbate Generale, ho disposto d’inserire e di concordare dei nuovi statuti con le antiche Ordinazioni della nostra Congregazione ( …)”.
– L’opera di Pietro Capoccitto è estremamente rara, tanto è vero che ne esiste una sola copia, che si trova presso la Bibblioteca Alessandrina in Roma – Schedatura I.C.U. n. 2690.
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1580 19 giugno: La chiesa della S. Vittoria di Carsoli diventa collegiata e quindi la chiesa più importante del paese. L’elevazione a collegiata della chiesa è voluta un po’ da tutti a Carsoli, compreso il duca Marcantonio Colonna.
1580: La collegiata di Carsoli viene ad inglobare nella sua giurisdizione la chiesa di S. Angelo, la più antica chiesa del paese.
1580: La vita coniugale tra i conti di Celano Costanza e Alfonso si rivela pessima sia per i vizi del marito sia per la mancanza di figli.
1580 circa: Marcantonio Colonna si trasferisce all’Aquila soggiornando in Palazzo Porcinari
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1584: Filippo II di Spagna chiede a Marcantonio Colonna di venire in Spagna per affidargli una missione
1584: Muore in Spagna Marcantonio I 3 duca di Tagliacozzo. Gli succede il nipote Marcantonio II.
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1585: Alessandro I conte di Celano, conduce una vita dissoluta tra vizio del gioco e frequentazione di prostitute. Arriva a cumulare molti debiti.
1585: Costanza Piccolomini si separa dal cugino e marito Alessandro in quanto stanca di un matrimonio senza figli e senza amore a cui si aggiungono i grandi debiti accumulati dal marito a causa delle amanti e del vizio del gioco. Alfonso arriva ad cumulare 270.000 ducati di debito.
1585 circa: Straripamento del lago del Fucino che inonda i paesi di San Benedetto e Ortucchio, e sommerge Luco dei Marsi.
1585: Alessandro Piccolomini dopo la separazione dalla moglie, si unisce alla banda di Marco Sciarra, che compie razzie nel centro Italia.
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1586:Allessandro di Celano, gravato dai tanti debiti, si unisce alla banda di Marco Sciarra, impegnandosi in continue scorrerie tra Abruzzo e Lazio.
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1587: Il convento di San Francesco di Celano viene abbandonato temporaneamente dai monaci in quanto occupato dai banditi
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1589-90: Nonostante il pessimo governo di Alessandro, la contea di Celano vede un miglioramento economico che si traduce in un aumento della popolazione che arriva a contare 1975 persone. Celano in questa fase viene descritta come un luogo molto salubre e bello da viverci dotato di un grande e forte castello, dentro il quale ci sono grandi scorte di viveri e di carni ecc.
1589-90: A partire da questo periodo la pesca diventa per la contea di Celano una delle attività economiche più importanti.
– Ciò è confermato dalla presenza della “Hostaria della Stanga”, posta sulla circofucense e messa sotto controllo dai vari feudatari per la riscossione dell’imposta riguardante la terza parte del pesce pescato.
– Questa tassa varia a seconda delle annate, ed è in grado di dare ricchi proventi ai feudatari locali.
– In questo periodo i paesi di Celano, Luco, Ortucchio, e il villaggio di San Benedetto fanno molto affidamento sulla pesca, che diventa un’attività redditizia, intorno alla quale lavorano pescatori, contadini, artigiani, e vari funzionari. I pescatori inotre si devono iscrivere in appositi registri da dove risultano patentati al lavoro di pescatore. Gli altri invece vengono sottoposti a tassazione più bassa.
1579 25 settembre: Riunione di diversi casali che formano il comune di Cerchio in merito alla giurisdizione delle chiese di Cerchio.
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1590: La comunità civile dell’area carseolana, più di altre presenti nella Marsica, risulta molto legata alle strutture religiose presenti in loco.
– I Carsolani dopo la fine della vecchia città romana di Carseoli, localizzabile nell’attuale paese di Civita d’Oricola, si sono trasferiti nel villaggio di Celle che in seguito è divenuto Carsoli.
– Il villaggio di Celle è stato eretto in epoca medievale, intorno ad un convento. Successivamente il villaggio data la sua importante posizione, si è sviluppato e in seguito i conti Berardi lo hanno ristrutturato dotandolo di mura perimetrali e di un castello alla cima del monte. Con il trasferimento degli abitanti dal vecchio sito di Carseoli a Celle si è avuta poi la trasformazione di Celle in Carsoli.
– Detto ciò bisogna riconoscere a Carsoli di essere più una comunità ecclesiale, che una comunità legata ai vari signori che si sono succeduti nel tempo. Ciò almeno è vero sul piano economico e sociale.
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1591: Alessandro Piccolomini è arrestato insieme ad altri e viene impiccato a Firenze. A questo punto Costanza Piccolomini eredita interamente le proprietà del marito, tra cui la contea di Celano e tutti i suoi debiti che sono arrivati a 375 000 ducati.
1591: Costanza Piccolomini per far fronte ai debiti vende la contea di Celano e la baronia di Pescina a Camilla Peretti, sorella del papa Sisto v.
1591: Fra i beni venduti ai Peretti da Costanza Piccolomini figura anche il feudo di San Ruffino.
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1592: Gioia dei Marsi vive un periodo di relativa prosperità e forse a causa di ciò subisce il saccheggio e la distruzione dell’abitato da parte di 700 banditi.
– Più avanti i vecchi abitanti del paese decidono di riedificare la cittadina più a valle in una zona più sicura.
1592: Deposizioni di vari cittadini di Cerchio riguardo alla scomunica “pubblicata” da Camilla Peretti, nuova contessa di Celano.
Firmatari delle deposizioni sono: Salvatore Beradocchio, D. Terentio Marchetti, Cola Petruccio d’Amore, D. Luca d’Amore, D. Andrea, Berardo commissario, Matteo di Cerchio, Cenzo Ciantellina, il notaio Giovanni Cappelli.
1592-1611: Negli anni di “regno” di Marcantonio II il ducato di Tagliacozzo-Albe risente delle gravi difficoltà economiche del Sud Italia, soggetto alla rapace dominazione spagnola.
La Spagna, spreme di tasse i suoi possedimenti in Europa tra cui il sud Italia ,ma non ne favorisce lo sviluppo e ciò ha gravi conseguenze sulla condizione di vita della popolazione.
Lo stesso governo dei Colonna, forse anche per la mancanza di una vera e propria guida, in questo periodo tende a essere inefficiente e a contribuire alla povertà della zona.
1592-1611: Alcuni paesi vicini ad Albe decidono, nonostante le pressioni del governo ducale, di separarsi da Albe e di costituirsi come centri autonomi per cercare di migliorare la propria situazione economico – sociale.
Questi paesi (come Forme) si organizzano costituendosi in “università” con un proprio catasto, formando un proprio sigillo e provvedendo ad avere un proprio sacerdote.
1592 25 aprile: Trasacco viene assalita dalla banda di Marco Sciarra.
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1593 circa: I Colonna riorganizzano a livello amministrativo il territorio del ducato di Tagliacozzo
– Nella Marsica sono concessi gli Statuti a diversi paesi che sono elevati a comuni (o università) autonomi
– I vecchi e nuovi comuni sono retti da 4 Massari (sindaci), coadiuvati dai Bauli (gendarmi). In aiuto ai gendarmi figurano i Giurati e Confidenti (che sostengono il lavoro dei Bauli), i Catapani (sono i controllori di pesi e misure) e infine i Giudici (per dirimere le liti civili).
– I Massari e i Giudici sono eletti dal popolo, riunito in un consiglio pubblico. A loro volta i Massari riuniti in consiglio eleggono i Giurati, i Confidenti e i Catapani (De Santis 1976, 81-82)
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1595: Costanza Piccolomini vende al Granduca di Toscana Francesco Medici, il Marchesato di Capestrano, ultimo feudo che ancora possedeva in Abruzzo.
1595: Muore Marcantonio II 4 duca di Tagliacozzo. Gli succede il figlio Marcantonio III.
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1596: Camilla Peretti lascia il governo della contea di Celano al nipote Michele Damesciani-Peretti.
– Con Michele la contea di Celano continua a vivere anni difficili a causa della difficile situazione economica e della grave carenza sanitaria nella quale vive il territorio.
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1600-10: Negli anni difficili di questo inizio di secolo, il paese di Gioia dei Marsi riesce a riprendersi dal saccheggio del 1592 e a rilanciare in parte la propria economia nonostante la difficile situazione generale. Simbolo di questa ritrovata ricchezza è la splendida chiesa in stile tardo rinascimentale fatta erigere nel paese nel 1610, e che più avanti verrà ad ospitare molte reliquie.
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1608-13: La popolazione di Cerchio stipula un accordo con l’ordine agostiniano affinchè questi vengano a stare a Cerchio presso un nuovo convento da essere eretto nei successivi anni.
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1610: Marco Sciarra prova a riassalire il paese di Trasacco. Il tentativo di Sciarra fallisce per la fiera resistenza opposta dai trasaccani, comandati dal capitano Baronio e dalle poderose mura che circondano il paese che in questa occasione si sono rivelate un valido strumento di difesa.
A questo punto la banda di Marco Sciarra abbandona l’impresa su Trasacco e si rivolge verso Collelongo e Gioia dei Marsi. I due paesi infatti sono oggetto di saccheggi e devastazioni compiuti dalla banda di Sciarra.
Qualche giorno dopo alcuni trasaccani riconoscono in un monaco di Cese un membro della banda di Sciarra. Questi stava scendendo dal monte Labbrone per far ritorno al suo paese con dietro un somaro carico di oggetti rubati.
Il monaco riconosciuto viene arrestato, la refurtiva viene riconsegnata ai legittimi proprietari a cui la merce era stata sottratta con la violenza.
Poco dopo si tiene un breve processo che decide di liberarlo.
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1611: Muore Marcantonio III 5 duca di Tagliacozzo. Gli succede lo zio Filippo I.
1611: Epidemia di peste a Rocca di Botte.
1611-12 La rigidezza del clima porta alla morte del 69% delle pecore e di un gran numero di caprini e ovini. La conseguenza maggiore è il crollo della transumanza pastorale locale.
1611-12 : Il governo spagnolo aumenta la pressione fiscale nel Sud Italia.
– Si ha come reazione alle vessazioni spagnole la creazione del primo banditismo locale.
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1613 15 giugno: Nuova convenzione fra gli Agostiniani Scalzi di Roma e il comune di Cerchio riguardo l’edificazione di un nuovo convento nei pressi della chiesa di S.Maria delle Grazie di Corbarolo con atto del notaio Antonio D’Amore
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1614-17: Viene costruito il convento degli Agostiniani Scalzi presso il paese di Cerchio.
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1616: Su istanza dei creditori il conte di Celano è costretto a vendere il feudo di Gagliano Aterno, a Domenico Antonio Domenicis per 97000 ducati.
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1617: Il convento degli Agostiniani Scalzi a Cerchio entra in attività, ma a causa di alcuni problemi organizzativi è costretto a chiudere.
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1618 25 maggio: Il conte di Celano Michele Peretti invia le “Instruttioni et ordini da osservarsi nelli nostri stati di Celano e di Piscina da nostri ministri per Buon Governo et Amministrazione della Giustizia (…)”, al vice conte di Celano, al Governatore di Pescina, al Capitano con sede in Lecce dei Marsi e in Ortucchio.
1618: il conte Michele di Celano vara nuovi statuti per la contea celanese e la baronia di Pescina.
– In essi si cita che nei nostri stati “nelli nostri stati di Celano e di Piscina… per buongoverno e amministrazione giustitia”, in altre parole viene specificato che la sede centrale per l’amministrazione della contea è Celano mentre nella baronia è Pescina con un governatore nominato dal conte di Celano.
– Negli stessi statuti si procede ad una particolare attenzione giurisdizionale per vedove e orfani.
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1619: I problemi del convento degli Agostianiani di Cerchio sono risolti e il convento riprende l’attività pastorale e allo stesso tempo d’istruzione della gente del posto.
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1621: Ai piedi di Monte San Vittorino su un terreno ceduto da Don Girolamo Corsignani nasce la chiesa di B. Mariae de Fonte Coeli o del Nascimento (della Madonnina) in cui viene inserito il rinascimentale popolare affresco della madonna precedentemente presente su una parete rocciosa del luogo
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1631: Muore il conte di Celano Michele Domesciani-Peretti. Gli succede il figlio Francesco, cardinale a Roma.
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1633: Continua lo stato di povertà assoluta nella Marsica, specie nella contea di Celano.
– La povertà colpisce soprattutto gli strati più umili della popolazione, che non riesce a sopportare più il malgoverno spagnolo.
– Uno degli esempri di questa povertà è la richiesta fatta dai frati di S. Maria Valleverde di avere cibo e medicinale al conte di Celano Francesco.
1633 1 novembre: Un brutto terremoto sconvolge il comune di Cerchio
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1639: Muore Filippo I 6 duca di Tagliacozzo. Gli succede il figlio Federico I.
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1640: Epidemia di peste a Rocca di Botte.
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1642: Muore Federico Colonna. In mancanza di eredi diretti gli succede il parente maschio a lui più prossimo ovvero, Marcantonio IV Colonna, che diventa ottavo duca dei Marsi.
1642-47: Nella Marsica, come nel resto dell’Italia meridionale, le condizioni di vita sono pesanti. La miseria e la mancanza di prospettive generano nella popolazione un grave stato di dissafezione verso questo stato.
– Nella popolazione e nella nobiltà, per cambiare questo stato di cose, viene maturando, l’idea di una rivolta contro il governo spagnolo al fine di ottenere cambiamenti profondi nella gestione del territorio.
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1647:
1647: Nuova inondazione del Lago nei confronti delle terre e paesi rivieraschi tra cui l’abitato basso di Luco dove sono distrutte tutte le case e anche la chiesa di S. Antonio Abate (Corsignani 1738, Ia, 419)
1647: Aumento consistente della pressione fiscale nel Sud Italia
– Per reazione nella Marsica dilaga il fenomeno del contrabbando di grano fra Marsica e Stato Pontificio. Esso permette ai poveri abitanti della Marsica di acquistare a un prezzo inferiore il pane del papa che non è soggetto agli esosi balzelli feudali riscossi dai “gabbellieri” dei Colonna (Melchiorre 1989; ASC).
1647: Scoppia la rivolta popolare, a lungo sentita, a Napoli. La rivolta è guidata dal popolano Masaniello.
– Come in un domino la rivolta dilaga in tutto il meridione italiano, soggetto al governo spagnolo, arrivando in Abruzzo nel luglio 1647.
1647: In Abruzzo la rivolta contro il malgoverno spagnolo, inizia e dilaga in breve in tutta la provincia dell’Aquila.
– All’Aquila è tutta la popolazione, compresi alcuni nobili, che insorge con lo scopo immediato di ridurre il potere del governatore d’Abruzzo Michele Pignatelli.
1647: La rivolta di Masaniello arriva anche nella Marsica dove si registrano diverse rivolte e incidenti contro il governo spagnolo.
1647: Tra luglio e agosto le truppe di Pignatelli e dei rivoltosi si affrontano in combattimento. Ad avere la meglio sono le truppe spagnole che ristabiliscono l’ordine.
647: Il 13 settembre il governatore Michele Pignatelli ritorna a testa alta all’Aquila.
1647: Nonostante la vittoria in Abruzzo, le proteste contro gli spagnoli aumentano di numero e pericolosità. Ciò spinge il vicerè spagnolo a chiedere aiuto al governatore abruzzese Pignatelli, ordinandogli di formare un esercito con l’appoggio dei nobili abruzzesi.
1647:Pignatelli, pur desiderando infliggere una dura lezione ai rivoltosi, è costretto ad ubbidire all’ordine. Per cui perdona i rivoltosi e organizza un piccolo esercito comandato da Giulio Pezzola.
1647: Pignatelli tuttavia, pur perdonando la maggior parte dei rivoltosi, decide di punire il capo dei rivoltosi in Abruzzo Antonio Quinzi, appartenente alla nobile famiglia dei Quinzi.
1647: Antonio Quinzi sentendosi braccato fugge via.
1647: L’esercito formato da Pignatelli, viene mandato ad aiutare l’esercito spagnolo a Napoli, dove si hanno numerosi casi di diserzione. Ciò si spiega nella volontà di una parte dell’esercito, di non combattere i rivoltosi, ma anzi in molti casi di appoggiarlo andando ad ingrossare le fila dei ribelli.
1647: La Francia vista le proporzioni della rivolta, prova ad intervenire cercando in un secondo momento di sostituirsi agli spagnoli.
– Per ottenere ciò viene inviato in Italia, Enrico di Lorena che cerca di dare manforte ai ribelli.
1647: In questa situazione il barone Antonio Quinzi sentendosi protetto e incoraggiato, decide con un gruppo di uomini d’invadere Celano (fedele agli Spagnoli) e di attaccare il locale castello.
1647: Il conte – cardinale Piccolomini, proprietario del castello, è avvertito dell’idea di Quinzi e prova inizialmente ad organizzare una resistenza; tuttavia quando Quinzi raggiunge Celano, il Piccolomini ci ripensa e gli apre le porte del castello, dove egli s’insedia.
1647: Nel medesimo tempo la rivolta dilaga in altri centri della Marsica, come a Tagliacozzo dove la popolazione si solleva contro il governo spagnolo.
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1648: Stato dell’Europa dopo la guerrra dei 30 anni
Europa 1648 (Fonte Wikipedia)
Gennaio: In Abruzzo arrivano i rinforzi francesi ai rivoltosi, che senza farsi scorgere dagli spagnoli riescono a raggiungere i rivoltosi arrivando a Scurcola, dove si stanziano nel locale castello.
19 Gennaio: Un brutto terremoto sconvolge il comune di Cerchio
Gennaio: Sempre in gennaio il barone Quinzi con il suo alleato marchese di Palombara si appresta a invadere il paese di Fontecchio, ancora fedele agli Spagnoli, dove però trova una guarnigione di Pignatelli pronta a resistergli.
Gennaio: Gli scontri a Fontecchio fra le due fazioni durano nove giorni. Ad un certo punto a Fontecchio e il barone Quinzi si ritrova asserragliato nel convento di San Francesco. Alla fine riesce a fuggire, lasciando però Fontecchio nelle mani delle truppe di Pignatelli.
Febbraio: All’Aquila giungono strane voci a Pignatelli circa un tradimento di Pezzola, suo uomo di fiducia. Secondo queste voci egli starebbe pianificando la conquista dell’Aquila. All’inizio, a causa di malintesi, il Governatore crede a queste voci e fa imprigionare Pezzola; tuttavia ricevuta da Roma la certezza dell’infondatezza delle accuse, lo libera il successivo 3 marzo.
3 marzo: Pignatelli libera Pezzola che viene restaurato nel suo ruolo precedente
Marzo: La provincia dell’Aquila è ormai teatro di continui scontri fra rivoltosi e forze fedeli agli spagnoli. Nel corso del mese di marzo il marchese di Palombara e il barone Quinzi s’impadroniscono di Cittaducale e Antrodoco .
Aprile: In aprile è la rivolta raggiunge Teramo. I ribelli provano a conquistare la città ma le truppe del governatore Pignatelli, poste a difesa di essa respingono l’assalto.
Aprile: E’ ormai passato un anno dall’inizio della rivolta, la popolazione è stanca e desiderosa di tornare alla normalità, la mancanza poi di nuove truppe dalla Francia spingono i rivoltosi a chiedere la pace con il governo spagnolo.
Aprile: Le truppe spagnole al comando di Pezzola hanno l’ordine di reprimere nel sangue le varie sacche di resistenza sparse sul territorio abruzzese. Essi riprendono tappa dopo tappa i vari paesi abruzzesi, compresa Celano, cuore della rivolta.
Aprile: A Celano gli spagnoli usano la mano pesante e dopo aver sfondato la buona difesa organizzata dal conte Francesco, il paese viene duramente saccheggiato.
13 aprile: viene firmata la pace tra rivoltosi ed esercito spagnolo.
Aprile-maggio: Rimangono alcune sacche di resistenza, come di Antrodoco e Cittaducale, capeggiate rispettivamente da Antonio Quinzi e Tobia Pallavicino. Il nuovo governatore abruzzese Bernardino Savelli, succeduto a Michele Pignatelli, pone d’assedio le due cittadine.
Maggio: L’assedio va avanti per alcune settimane, fino a quando prima Antrodoco e poi Cittaducale (17 maggio) cadono in mano spagnola, segnando la fine definitiva della rivolta in tutto l’Abruzzo.
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1649: L’anno seguente nel ducato di Tagliacozzo-Albe muore il duca Marcantonio. Gli succede il figlio Lorenzo I.
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1650: Durante il regno di Lorenzo I, il ducato di Tagliacozzo diventa sempre più povero, segno che la rivolta degli anni 1647-48 non ha prodotto alcun risultato. Anzi, la povertà diffusa in cui versa la Marsica porta ad un peggioramento delle condizioni igienico-sanitarie. In queste condizioni la regione si rivela facile preda di malattie.
1650: Il feudo di Trasacco è ceduto dai conti di Celano ai duchi Colonna. Questi rimarranno signori di Trasacco fino al 1806, anno dell’abolizione dei feudi.
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1655: Muore senza eredi il conte Francesco Damesciani Peretti. Gli succede la sorella Maria Felicita insieme al marito bernardino Savelli.
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1656: Uno strano morbo colpisce la Marsica, causando numerosi morti arrivando perfino a decimare anche alcuni paesi.
– Nel ducato di Tagliacozzo, alcuni paesi scompaiono come 1) Gallo, vicino Marano, la cui popolazione muore completamente; 2) il paese di San Donato, dove alla fine della pestilenza rimangono vive solo 8 persone; 3) il paese di Sant’Anatolia, dove la popolazione viene dimezzata. A Sant’Anatolia prima della pestilenza nel 1648 si contavano 450 persone, mentre nel 1669, dopo il passaggio della pestilenza, ne restano viventi appena 215.
Altri centri gravemente colpiti sono Magliano, Corsaro, Rosciolo, Spedino e Torano.
Al contrario, alcuni paesi invece non vengono toccati per niente dal morbo, come Collefegato e Poggiovalle.
– Nella contea di Celano la pestilenza miete tantissime vittime. Nella sola Celano su un totale di 2000 abitanti del 1655, ne muoiono 700 nel 1656, rimanendone 1300 nel 1657
– A Trasacco la pestilenza falcidia il paese dimezzandolo come numero di persone. Su un un totale iniziale di 600 persone ne muoiono 358. Intere famiglie muoiono e si estinguono. Le famiglie sopravvissute s’impadroniscono dei terreni rimasti senza proprietario a causa della pestilenza. A causa della gravità della situazione è deciso dal governo napoletano la sospensione della riscossione dei Canoni che la gente del paese versava alla Collegiata di S. Cesidio.
– A Carsoli la peste miete numerose vittime. Il paese passa da 1600 abitanti del 1655 ai 300 del 1657.
– A Cerchio la pestilenza causa la morte di 254 persone
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1658: Muore Bernardino Savelli conte di Celano. Gli succede il figlio Giulio.
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1659: Muore Marcantonio IV 8 duca di Tagliacozzo. Gli succede il figlio Lorenzo I.
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1668: Viene ripresa la riscossione dei Canoni in Trasacco, ma tenendo conto della nuova situazione del paese dove le tantissime morti hanno provocato la decimazione del paese e un grande senso di prostrazione fra coloro che sono ancora vivi.
1668: Dopo l’alto numero di morti in Trasacco è deciso un nuovo censimento della popolazione rimasta.
1668: Viene completato il nuovo censimento a Trasacco
–Alla fine del manoscritto del censimento di Trasacco si trova una nota che merita di essere riportata.
14 settembre 1668: Con questa nota ne declara ao haver hauto dalli Canoni, che ci tocca per anni dodici et così siamo rimasti d’accordo fra noi. In primis havemo hauti la partita degli eredi di Don Teremio Gagliardi et la partita del signor Filippo Apone et la partita della Cappelliana di San Vceesso Jus Patronati delli Febonii et la partita di Francesco Spera et la partita di Giuseppe Diamanti et così noi siamo stati soddisfatti delle sopradette partite et de l’altre partite restano da esigersi dall’Abate e sei Canonici et da Don Giovanni Antonio forchè delle sopradette partite che noi havemo pigliate et in fede io Melchiorri Nelchiorre nenu prcpria; teste Don Giovanni De Vincentiis.
In base al nuovo censimento si viene a sapere che Trasacco conta 79 Fuochi, 6 sacerdoti, 5 chierici, in minoribus e un Diacono selvaggio ( Fonte dal “Riassunto del numero dei preti del Regno di Napoli” In Archivio Segreto Vaticano “Collectanea scripturarum diversarum Neapolis usque ad annum 1709, pag. 71, Vol.59”.
Ora moltiplicando il numero dei Fuochi per il numero classico 5 abbiamo una popolazione residua di 395 anime.
In questo numero inoltre emergono anche altri gravi problemi, come quello degli orfani, delle risorse economiche di chi è rimasto, del problema della seppellimento dei morti, ecc.
Non crediamo fossero sufficienti i posti disponibili nel Cimitero della Colleggiata o nelle varie cappelle private. Si pensa che già da allora si dovette ricorrere al terreno adiacente la chiesa di Santa Maria di Macerola.
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1669: Apre la Cartiera di Celano in via della Torre.
– Questa cartiera sarà attiva fino al 1809, rappresenterà durante tutto il resto del seicento e per tutto il settecento l’unica fabbrica produttrice di carta straccia nella Marsica.
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1670-75: La sconfitta subita nel sud Italia da parte delle genti contro il governo spagnolo, porta con se alla nascita del primo “brigantaggio” organizzato, spesso guidato da esponenti della nobiltà locale.
– Questi infoltiscono la banda di Marco Sciarra, che è il capo di una importante banda del tempo. I monti e i boschi di Luco – Trasacco – Collelongo e Villavallelonga sono le zone in cui si nasconde e vive il tremendo bandito Giulio Cesare De Santis (Brogi 1900,347).
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1672: Un grande freddo si abbatte sulla Marsica determinando il congelamento parziale del Lago Fucino
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1680: Nella zona di Carsoli un nobile del posto, Giovanni Festa, figlio di una De Leoni spadroneggia contro la popolazione locale. Questo personaggio semina terrore e umiliazione contro la gente del posto.
1680-84: A Pereto l’economia è incentrata sull’agricoltura specialmente di grano, legumi e uva. Nelle montagne circostanti sono presenti diversi boschi viene praticata la caccia alle volpi, lepri, martore, qualche orso e a diverse specie di uccelli.
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1682: Nuovo grande freddo sulla Marsica, il Lago Fucino si congela totalmente
– Il lavoro dei pescatori è temporaneamente interrotto
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1686: A Carsoli, la popolazione locale stanca dei continui atteggiamenti dispotici di Giovanni Festa gli si rivolta contro.
1686: La grossa rivolta di Carsoli è organizzata e condotta da un giovane, appartenente alla famiglia Malatesta di Rimini. La rivolta è soffocata nel sangue e Giovanni Festa esce da questo confronto rinforzato nel proprio animo e potere continuando a spadroneggiare come prima per la zona.
1686: Giovanni Festa con le sue truppe mercenarie sbaraglia i soldati dei Colonna.
1686: I Colonna stanchi dei suoi atteggiamenti organizzano un piccolo esercito che sbaraglia gli uomini di Festa, arrestando alla fine della battaglia lo stesso Festa. Giovanni
1686: Festa viene condotto sotto il Varco detto di Sbarrino dal conte Giovanni Gregorio de Leoni e qui è decapitato.
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1689: Muore Lorenzo I 9 duca di Tagliacozzo. Gli succede il figlio Filippo II.
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1693: In una Carsoli decimata dalla peste del 1656, i sopravvissuti cercano di tornare alla normalità. Il ritorno ad una vita normale riporta con se i problemi di confinamento con i paesi vicini con cui Carsoli torna a discutere.
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1695: Un forte terremoto colpisce con epicentro nella zona di Bolsena colpisce anche Celano radendo al suolo la cittadina abruzzese.
1695: I banditi dalle vicine montagne dei Monti Carseolani, scendono verso i paesi, tra cui Carsoli, compiendo saccheggi e devastazioni.
1695: Gli amministratori di Carsoli chiedono ai Colonna di difendere le proprie cose, tra cui le campane della chiesetta di San Vincenzo. A questo riguardo gli amministratori di Carsoli chiedono e ottengono di trasferire le suddette campane presso la chiesa di Montesabinese, per meglio difenderle da possibili ruberie.
1695-1705: Il conte di Celano Savelli procede alla riparazione dei danni del terremoto del 1695
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1700: Muore il re di Spagna Carlo II e si estingue il ramo Asburgo di Spagna. Gli succede il nipote Filippo duca d’Angiò, che diventa Filippo V di Spagna.
– Il principe austriaco Carlo d’Asburgo-Austria rivendica per se il trono spagnolo. Da tale contesa ne deriva una guerra di successione che si protrarrà per anni e avrà larghe conseguenze anche in Italia.
1700-07: In questo periodo la vita nel viregno napoletano di Spagna, è assai complicata soprattutto per la sicurezza, poichè i malviventi spadroneggiano e lo stato centrale latita perchè debole.
– Di questi fatti ne sono pieni gli archivi marsicani, dove viene citato più volte il malvivente De Santis quale responsabile di tutti gli orrendi crimini commessi in questo periodo nella Marsica.
De Santis viene denunciato per le minacce al Vescovo dei Marsi, per il famoso assalto ad Avezzano e per l’assassinio del Governatore di Luco e Trasacco Feliceantonio De Angelis.
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1702: In questo periodo Celano conta circa 1700 abitanti.
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1703: Terremoto con epicentro all’Aquila.
– Il terremoto dell’Aquila si fa sentire anche sulla Marsica con una forza del VII – VIII grado MCS;
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1706: Terremoto con epicentro sulla Maiella.
– Il terremoto della Maiella si ripercuote sulla Marsica con il VII grado MCS.
– A Celano, già martoriata e parzialmente ricostruita dopo il terremoto del 1695, si segnalano gravi danni a chiese ed edifici privati.
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1707:
1707: Durante la guerra di successione spagnola il principe Carlo D’Asburgo-Austria approfittando del momento di difficoltà francesce sul campo, tenta di conquistare il territorio del viceregno napoletano. Carlo affida il compito al generale conte Daun.
1707: Visto il pericolo imminente il vicere di Napoli tenta di organizzare una maldestra resistenza, raccogliendo soldati male allestiti e disposti confusamente.
1707: Il generale Daun organizza una tattica distrattiva facendo avanzare una piccola parte di truppe a Tagliacozzo così da confondere l’avversario.
Il piano funziona, il vicere Vigliena convintosi che l’invasione sarebbe venuta da Tagliacozzo, manda Francesco Resta a combattere con 200 soldati nella zona.
1707: Le truppe spagnole giunte nella Marsica iniziano a presidiare i confini nord di Oricola, Rocca di Botte, Pereto, Carsoli.
1707: Il generale Daun con un colpo a sorpresa entra nel regno napoletano da Frosinone.
1707: Le truppe di Daun entrano a Napoli e fanno prigioniero il Vigliena.
1707: Francesco Resta, non appena saputa della conquista di Napoli da parte austriaca licenzia i suoi soldati per incapacità.
1707: Da Napoli le truppe austriache dilagano e raggiungono presto la Marsica, dove 800 soldati austriaci guidati dal colonnello Volis occupano le terre e i castelli della Marsica.
1707 9 Luglio: Gli austriaci con il generale Daun e la banda del bandito De Santis attaccano Avezzano difesa da una “Compagnia di Dragoni”, la polizia spagnola.
Gli avezzanesi dinnanzi a questo assalto fuggono dalla città e dopo aver saputo che la polizia spagnola si è arresa sono costretti a sborsare 1500 ducati per evitare il saccheggio della città stessa.
– Durante questa fase di confusione alcuni cittadini debitori con il comune di Avezzano, spalleggiati dallo stesso De Santis, danno fuoco a gran parte dell’archivio comunale (D’Amore, 1998, 63-64).
1707: De Santis sorretto da soldati austriaci attenta alla vita del Vescovo dei Marsi mons. Corradini che però si salva (ADM, B/57/168-173).
1707: De Santi ripara per qualche tempo a Roma presso la casa del cardinale Grimaldi, persona facoltosa e personaggio filo austriaco.
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1710:
1710: Le cronache del paese di Trasacco raccontano di una suggestiva processione sul lago Fucino, dove i trasaccani si muovono per recarsi a Luco dei Marsi, per prelevare il beato Antonio Baldinucci, che sta compiendo un percorso che conduce in vari centri italiani, per il trasporto dell’icona della Vergine Maria attraverso la c.d. ” Peregrinatio Marie”.
Ebbene in quell’occasione i trasaccani, descrive lo stesso Baldinucci, sono “attivi e intrapendenti” allestendo per l’occasione una processione sul lago, che da Trasacco conduca fino a Luco per il prelevamento dell’icona della Madonna e dei suoi accompagnatori.
Il corteo del ritorno è composto da oltre 40 barche a remi. “La più grande e la più bella è la Divina Visitatrice” . Su di essa è impiantato “un ricco baldacchino di damasco, con trine, con fregi e con preziosi ornamenti, sorretto da quattro alte colonne di legno, le quali confluiscono nella sommità per fare da supporto ad un lucido vaso di ottone, dal quale emerge un bel fascio di fiori e sventola una bandiera bianca e rossa. … Uno stuolo di … paggetti, disposti tutti intorno (alla barca), che fungono da guardia d’onore al quadro della Vergine.
… c’era sulla barca… due robusti uomini con i loro vestiti di pescatori, ritti, ognuno davanti al proprio remo. … Davanti alla barca maestra i trasaccani ne hanno schierata un’altra, la quale sulle acque placide del lago, apre il corteo professionale. … (su di essa) siede … il missionario … ai bordi … sei rematori, tre per lato, vestiti in abito rosso alla levantina”.
Su di un’altra barca è situato ” un poderoso complesso musicale. … Dietro, al lato destro … una interminabile doppia fila di barche per gli uomini, e parimenti un ‘altra al lato sinistro per le donne … un velocissimo palischermo è pronto per vogare innanzi e indietro, lungo i filari delle barche, perchè fosse mantenuto l’ordine della navigazione … delle barche ormai in movimento risuona una vibrante musica scandita dal complesso bandistico. … mentre il solenne corteo processionale cantando e pregando … naviga ordinato sulle acque tranquille del Fucino, controllato dal palischermo che voga su e giù per i filari delle barche … da altre barche, dislocate lungo il percorso. Nel mentre vengono lanciati petardi, girandole polcrome e centinaia di botti a salve, inneggianti alla Divina Visitatrice … Lo spettacolo è, quanto nuovo, altrettando commovente” (Societas – rivista bimestrale dei Gesuiti d’Italia meridionale – Napoli 2001).
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1712
1712: Il vecchio conte Giulio Savelli ormai prossimo alla fine ed in mancanza di eredi diretti, lascia la contea di Celano alla nipote Livia Cesarini.
27 febbraio: Muore la contessa Livia Cesarini. Il marito Federico Sforza rimane unico erede della contea di Celano
5 marzo: Muore il conte Giulio Savelli. Gli succede il nipote acquisito Federico Sforza
10 ottobre: Muore il conte Federico Sforza. Gli succede tra gravi problemi ereditari il figlio Gaetano Sforza Cesarini, il quale acquisisce il doppio cognome unendo il cognome paterno con quello materno
1712: La famiglia Savelli rimasta scatena un grave contezioso ereditario per il possesso di Celano con Gaetano Sforza Cesarini
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1714: Nel ducato di Tagliacozzo-Albe muore Filippo I. Gli succede il figlio Fabrizio II
1714: In base al trattati internazionali di Utrecht e Rastadt (che pongono termine alla guerra di successione spagnola) il sud Italia (e quindi anche l’Abruzzo) passa con l’esclusione della Sicilia, a far parte dello stato austriaco.
Cartina d’Europa 1714 (Fonte Wikipedia)
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BIBLIOGRAFIA
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2) http://www.fucino.altervista.org/pagina-875327.html
3) LA STORIA D’ITALIA A FUMETTI di Enzo Biagi
4) http://santanatolia.it/storia/capitolo-iv
5) http://www.comune.avezzano.aq.it/index.php?id_sezione=427
6) http://www.pereto.terremarsicane.it
7) http://www.celano.terremarsicane.it/index.php?module=CMpro&func=viewpage&pageid=26
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10) Articolo scientifico : “Tracce archeologiche di un terremoto tardo-antico nella Piana del Fucino (Italia centrale) di F. Galadini, E. Falcucci, A. Campanelli, E. Ceccaroni.
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13) V.D’Ercole, L’italia prima di Roma, Pescara 1998
14) Van Wonterghem, I Peligni e il loro territorio prima della conquista romana
18) Santellocco A.F. (2004) – MARSI STORIA E LEGGENDA – TOVTA MARSA (Luco dei Marsi)
19) http://www.pereto.info/contemporanea.htm
20) http://www.fucino.altervista.org/pagina-875327.html
21) http://www.itisavezzano.it/pagine/b00012.asp
22) http://www.santemarie.terremarsicane.it/
23) http://www.terremarsicane.it/category/luco-dei-marsi/
24) http://www.tagliacozzo.terremarsicane.it
26) www.civitellaroveto.terremarsicane.it
27) Marco Bianchini – Edilizia storica della Marsica occidentale – Editrice Dedalo di Roma
28) http://www.cerchio.terremarsicane.it/
29) http://www.aercalor.altervista.org/index_file/Lago_Fucino.pdf
30) Venerada Rubeo – Covella contessa di Celano: sulla storia di una nobildonna nella Marsica del Quattrocento – Editrice Kirke
