
LECCE NEI MARSI
______________________________
URBANISTICA DI LECCE NEI MARSI
_____________
– Introduzione
In questa sezione sull’urbanistica di Lecce nei Marsi ci occupiamo della sua fase medievale e come detto nella sezione sul castello di Litium si è proceduto a una seguire un certo filone storico – culturale in funzione sia delle fonti locali trovate su Lecce nei Marsi, sia sul contesto storico legato alla Marsica. Per cui se in futuro dovessero emergere delle nuove attestazioni storiche diverse da quanto qui riportato sarà nostra premura modificare quanto scritto.
L’antico abitato di Lecce nei Marsi, definito anche Litium in epoca medievale è situato a circa 8 km di distanza dall’attuale, e sorge su due colli posti a ridosso del Monte Turchio. Qui il borgo nasce e si sviluppa accompagnando la storia della zona dal VII al XVIII secolo.

Colle dell’Ospedale su cui sono presenti il castello
di Litium e la torre medievale dei Berardi
(Fermo immagine del video YOUTUBE https://www.youtube.com/watch?v=hn5Zg9lFySA)
Lecce nei Marsi è un paese che deve essere suddiviso in più periodi, ognuno dei quali ha un momento di cesura con il precedente. Nella storia di un paese infatti la fase temporale successiva a quella precedente è sempre diversa, ma a volte il passaggio da una condizione ad un’altra avviene in modo lento, altre volte in modo brusco o addirittura traumatico, come è avvenuto per Lecce nei Marsi nel caso del terremoto del 1915, che ha prodotto un passaggio traumatico dalla fase di età moderna a quella contemporanea.
Nel caso invece del periodo medievale il borgo di Litium rinasce nel VII-VIII secolo nello stesso luogo in cui secoli prima gli antichi Marsi hanno eletto questo luogo come loro dimora costruendovi un proprio borgo fortificato.

Torre medievale di Litium e sullo sfondo Collemino,
il secondo colle di Litium che guarda verso il Fucino
(Fermo immagine del video YOUTUBE https://www.youtube.com/watch?v=hn5Zg9lFySA)
Il sito medievale di Litium copre un arco temporale che va dal VII secolo al XVIII secolo, allorquando il paese viene completamente abbandonato in favore dei borghi limitrofi venuti su per la maggior parte dal XV secolo e qualcun altro, come Castelluccio, più antichi risalenti al X secolo.

Collemino con i resti della chiesa di S. Elia
(Fermo immagine del video YOUTUBE https://www.youtube.com/watch?v=hn5Zg9lFySA)
Il borgo di Castelluccio, il più antico tra i paesi satelliti di Litium, ha una vita molto lunga in termini urbanistici, trovandosi in una posizione migliore più a contatto con le nuove vie commerciali e con un clima molto più mite di Litium
Queste condizioni sono alla base perchè questo diventi tra la fine del XVII e l’inizio del XVIII secolo, il nuovo borgo principale di Lecce nei Marsi, ridefinendosi quartiere del paese, senza però mai arrivare a sconfessare l’antico borgo.
Siamo quindi alla fase discendente del borgo di Litium, nonostante qualche tentativo fallito di rilancio come con la ricostruzione della chiesa di San Pietro nel 1690 sotto la nuova dizione di chiesa di S. Elia. Comunque sia nonostante la popolazione sia attaccata all’antico borgo, ormai all’inizio del XVIII secolo vive nei nuovi paesi e quindi la storia dell’antico borgo può dirsi in gran parte conclusa e ciò nonostante qualcuno continui ad abitarlo.

Resti della chiesa di S. Elia di Litium
(Fermo immagine del video YOUTUBE https://www.youtube.com/watch?v=hn5Zg9lFySA)
Diciamo che il momento di crisi definitiva per Litium arriva con la Peste del 1656, quando questa stermina buona parte della popolazione residente. Successivamente le persone sopravvissute si spostano definitivamente nel nuovo borgo di Castelluccio, la nuova Lecce nei Marsi.
Tralasciando qui il borgo di Castelluccio di cui ci occuperemo in altra sede, torniamo a parlare del borgo di Litium analizzandolo sul piano urbanistico.
_____________
– Struttura urbana dell’antico sito di Litium

Qui abbiamo in foto la mostra dall’alto di Litium
disposta sui due colli di Colle dell’Ospedale e Collemino
(Fermo immagine del video YOUTUBE https://www.youtube.com/watch?v=hn5Zg9lFySA)
Sul piano urbanistico il borgo di Litium si sviluppa a circa 1300 m di quota su due colli, posti a ridosso del Monte Turchio, ovvero Collemino e il Colle dell’Ospedale. Collemino rappresenta il colle che guarda verso la Piana del Fucino, mentre Colle dell’Ospedale posto a sud est guarda verso Monte Turchio. Il borgo appena costruito nel VII-VIII secolo si è munito di una cerchia muraria rafforzata poi molto probabilmente dai Berardi nel X secolo.

Collemino con i resti visibili della chiesa di S.
Elia
(Fermo immagine del video YOUTUBE https://www.youtube.com/watch?v=hn5Zg9lFySA)

Resti della chiesa di S. Elia visti dall’alto
(Fermo immagine del video YOUTUBE https://www.youtube.com/watch?v=hn5Zg9lFySA)
Questa cerchia muraria è dotata di tre porte. La prima porta è “porta Caiola” o “porta Pila” che poi è il nome che viene dato al quartiere. Questa porta è situata su Collemino a fianco alla chiesa di San Pietro ed è posta a strapiombo sulla valle. La porta rappresenta la porta principale della città in quanto unisce il paese con il piano. All’interno del quartiere Pila vi è poi la presunta abitazione del pittore quattrocentesco Andrea De Litio, tra i maggiori pittori italiani del tempo.

Il castello di Litium e la torre baronale dei Berardi posti sul Colle dell’Ospedale
(Fermo immagine del video YOUTUBE https://www.youtube.com/watch?v=hn5Zg9lFySA)
La seconda porta è porta Campanile ed è situata sul Colle dell’Ospedale. La porta prende il nome dalla vicina torre campanile dell’ex chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta.
Il Colle dell’Ospedale che misura circa 1300 m di altezza è più alto di Collemino e su questo sorgono presenti in bella mostra la torre baronale dei Berardi, costruita più o meno nel X secolo, e il castello dei Marchesi Trasmondo costruito, pare, nel XIII secolo.
La terza porta è porta di Metta ed è situata al centro dei due colli. La porta è chiamata anche “Porta della Corte” o “Porta della Città”.
______________
– Breve storia di Litium

Il castello di Litium e sullo sfondo la torre baronale
(Fermo immagine del video YOUTUBE https://www.youtube.com/watch?v=hn5Zg9lFySA)
Sul piano storico riproduciamo qui una breve sintesi dell’antico paese, considerando le varie fonti locali trovate e i ragionamenti fatti in considerazione della storia della Marsica. E’ probabile come accennato nella storia del castello di Litium, che a causa delle scarse fonti storiche del luogo, alcuni particolari possano non essere del tutto veritieri. In questo caso se emergeranno nuove fonti storiche e quindi nuovi particolari sarà nostra premura correggere laddove vi siano lacune o errori.
Per ora in base a quanto trovato e ragionato diciamo che Litium ha diversi alti e bassi nella sua fase storica, ma dimostra di essere sempre un borgo forte e sicuro, difeso da una possente cinta muraria.
Litium quindi viene eretta nel VII secolo d.C., in piena epoca longobarda, dalla popolazione dei Licii, una popolazione straniera che si stabilisce in queste terre, insieme alla popolazione locale.
Litium si trova nella Marsica e di questa segue tutte le vicissitudini storiche. All’inizio la Marsica è parte integrante del ducato di Spoleto, comparendo prima come gastaldato e poi come contea dei Marsi, retta da conti nominati dal duca di Spoleto. Successivamente la contea marsa divenuta soggetta alla dinastia francese dei Berardi, si rende indipendente dal ducato di Spoleto.
In questo quadro troviamo Litium che appare da subito come un borgo fortificato, essendo munito di una forte cinta muraria e questo gli servirà per difendersi dalle continue scorrerie dei Saraceni e poi degli Ungari, che con grande ferocia penetrano in Italia compiendo razzie di ogni genere tra l’850 il 937.
I primi conti marsi, dipendenti ancora dal ducato di Spoleto, provano a respingere gli attacchi degli invasori, ma all’inizio soccombono di fronte alla loro ferocia. E’ solo con gli ultimi conti e poi con Berardo il Francioso, che la Marsica si diventa granitica ai loro attacchi.
L’ultimo attacco in particolare, quello compiuto dagli Ungari nel 937, viene respinto proprio dalla popolazione della Marsica, che sotto l’abile direzione di Berardo il Francioso, nuovo conte dei Marsi dal 926, fa strage presso Forca Caruso degli invasori, che mai più ritorneranno nel territorio marsicano.
Con i Berardi il borgo di Litium fa un salto di qualità, munendosi anche di una piccola torre di avvistamento. A questo punto il borgo va avanti in modo tranquillo per tutta la successiva fase della contea dei Marsi, ovvero fino al 1143, anno in cui la contea è assorbita dal regno normanno.
Nel 1143 i Normanni da subito prendono coscienza che il loro nuovo territorio è troppo complicato da gestire a causa del forte attaccamento della popolazione verso la vecchia famiglia comitale. Così decidono di dividere la contea in tre parti più piccole, la contea di Celano, la contea di Albe, e la contea di Carsoli (che nel giro di 20 anni diverrà contea di Tagliacozzo). Tutte e tre le contee sono comunque affidate a membri della famiglia Berardi, creando così tre rami distinti della vecchia famiglia comitale.
In questo quadro amministrativo Litium risulterebbe inserita nella contea di Celano, ma rispetto ad altri borghi risulterebbe un po’ messa da parte per il territorio un po’ nascosto in cui si trova.
Nel frattempo siamo alla fine del XII secolo e i Berardi con Pietro conte d’Albe, si riaffacciano sulla scena politica, divenendo una delle famiglie più potenti del regno normanno. Pietro I conte d’Albe è un uomo molto ambizioso e nutre il desiderio di riunire la Marsica e renderla di nuovo indipendente.
Il suo sogno appare irrealizzabile, ma egli riesce lo stesso ad imporsi arrivando quasi a realizzarlo. Dapprima riesce a succedere al cugino nella contea di Celano nel 1189, riunendo nella sua persona l’area storica della vecchia contea e poi sfruttando bene i vasti vuoti di potere lasciati dalla morte contemporanea dei regnanti siciliani, riesce a diventare il più forte feudatario del regno.
Infine appoggiando il tentativo dell’imperatore Ottone IV di diventare re di Sicilia, riesce per breve tempo a creare un grande feudo, che ha come centro Celano, e va dal Molise arriva fino alle Marche, diventando per un breve arco di tempo uno stato cuscinetto con tra Papato e regno di Sicilia.

Colle dell’Ospedale con la torre baronale e Collemino sullo sfondo
(Fermo immagine del video YOUTUBE https://www.youtube.com/watch?v=hn5Zg9lFySA)
Con la successiva morte di Pietro nel 1212 e la defenestrazione di Ottone da imperatore del Sacro Romano Impero, la situazione cambia ritornando allo status precedente. Il testimone passa quindi al figlio di Pietro, Tommaso Berardi, che decide di perseguire il sogno paterno attraverso la forza militare.
Tommaso è molto forte perchè controlla grazie al suo matrimonio con Giuditta del Molise un territorio vasto che va dal Molise al Lazio e che sogna di rendere indipendente. Si scontra nel 1221-23 con Federico II di Svevia, legittimo re di Sicilia e imperatore del S-R-I. La partita però dopo due anni d’intensi colpi di scena si conclude a favore di Federico II, più forte militarmente del grande condottiero Tommaso Berardi, conte di Celano.
Litium in tutto questo? Ebbene Litium come anche altri borghi fortificati viene ristrutturata e consolidata dapprima da Pietro I di Celano e poi dal figlio Tommaso. Vengono in pratica rafforzate le mura perimetrali del borgo.
Successivamente quando nel 1223 la contea celanese viene tolta da Federico II a Tommaso Berardi, inizia per Litium una nuova fase storica. Federico II affida la contea di Celano alla famiglia Di Segni di Roma. Questi al loro volta sono imparentati con i Trasmondo di Chieti, i quali dal canto loro iniziano la loro fase di penetrazione nell’interno dell’Abruzzo concentrando qui la loro forza feudale.
Essi infatti in virtù di questa parentela divengono signori di alcuni feudi, tra cui Lecce nei Marsi. Qui a Lecce essi sembra reggano il paese per circa 30 anni, fino a quando non ritornano i Berardi nel 1254.
E’ in questo breve arco di tempo che i Trasmondo avrebbero costruito un loro castello a Litium, vicino la Torre medievale, costituita secoli prima dai Berardi. Successivamente ipotizziamo che siano decaduti dalla guida del borgo e il castello sia stato poi usato da altri signori locali, fino al suo abbandono, in coincidenza con la decadenza del borgo stesso.

Resti del castello di Litium dei Marchesi Trasmondo
(Fermo immagine del video YOUTUBE https://www.youtube.com/watch?v=hn5Zg9lFySA)
Comunque siano andate le cose nel 1254 i Berardi tornano con Ruggero, figlio di Tommaso, alla guida dei loro antichi feudi compresa Celano, in cambio della loro fedeltà alla dinastia Sveva. Quindi Litium ritornerebbe in mano ai Berardi.
Tuttavia una nuova situazione si affaccia per la cittadina con la defenestrazione degli Svevi dalla guida del regno di Sicilia da parte di Carlo I d’Angiò, che prima sconfigge Manfredi e poi il nipote Corradino nella famosa battaglia dei Piani Palentini.
Dopo questa battaglia Carlo I consolida il suo potere in vari modi. Nella Marsica abbiamo la riconferma di Celano a Ruggero, dietro un riscatto in denaro, ma la decadenza di lui dai feudi di Albe e Molise.
Nello stesso periodo nasce per volontà di Carlo I d’Angiò, l’Abbazia di Santa Maria della Vittoria a Scurcola, appena fuori il paese. Questo grande monastero diventa la sede principale di un grande feudo monacale, che comprende Scurcola, Capistrello, la valle di Nerfa, arrivando a toccare anche la Vallelonga e Lecce nei Marsi.
Lecce nei Marsi viene a far parte del feudo monacale di Santa Maria della Vittoria nel 1302, dopo che il suo signore messo li da Carlo I non si disfa del feudo. La cittadina rimane in mano ai monaci fino all’inizio del XV secolo, allorquando i cittadini di Litium riscattano il feudo che diventa demaniale. Poco dopo però i Berardi di Celano riprendono da Renato d’Angiò l’antica proprietà di Litium, che a questo punto ritorna a far parte della contea celanese in modo definitivo.
Sul piano urbanistico Litium rimane per tutto il XIII e XIV secolo un centro di discrete proporzioni e un feudo piuttosto importante. Le possenti mura, il castello dei Trasmondo e la torre medievale dei Berardi fanno buona guardia del borgo. Le chiese di riferimento di Litium sono due la chiesa madre di Santa Maria Assunta e la chiesa di San Pietro presenti all’interno del borgo.
Siamo quindi al XV secolo e questo è il periodo che la Marsica si trova contesa tra le grandi famiglie romane dei Colonna e degli Orsini, che si fanno una guerra terribile per il suo predominio. Chi delle due riesce ad acquisire questo territorio ha la possibilità di creare una continuità territoriale con i loro domini laziali, diventando così uno stato nello stato. In questa contesa sono direttamente coinvolte le contee di Tagliacozzo e Albe, ma l’estinzione della famiglia Berardi per via maschile fa entrare nella contesa anche la contea di Celano.
L’erede della contea Jacovella Berardi è costretta a sposare Odoardo Colonna, permettendo a lui e alla sua famiglia di mettere le mani sulla ricca Celano. Tuttavia la caparbietà della giovane non permette al lungo piano. Dopo alcuni anni di matrimonio coatto Jacovella fugge da Roma e torna a Celano da dove divorzia da Odoardo, con l’assenso del papa, permettendo così a se stessa di governare in autonomia la contea.
Dopo un secondo matrimonio con Jacopo Caldora, grande capitano d’armi ma persona anziana, ella sposa in terze nozze Leonello Acclozamora, nipote di Jacopo e grande capitano di ventura.
Il matrimonio si rivela un unione felice e apre a Celano un periodo di tranquillità e ripresa economica per tutta la contea grazie al remunerativo commercio della Lana. Il periodo è funestato da due sismi nel 1456 e nel 1461 che provocano molti morti, ma soprattutto molti danni in tutta la contea celanese.

Resti di Litium (Lecce nei Marsi)
(Fermo immagine del video YOUTUBE https://www.youtube.com/watch?v=hn5Zg9lFySA)
Lecce nei Marsi non fa eccezione, ci sono diversi danni, ma grazie al fiorente commercio della lana i conti celanesi hanno i soldi per riparare i principali danni dei sismi in tutti i borghi a loro soggetti compresa Lecce.
Lecce nei Marsi diventa con Jacovella e Leonello il secondo centro per importanza della contea di Celano. Il numero di abitanti cresce e anche l’economia va bene. Poi nel 1462 una breve guerra cambia tutto. Dapprima si ha la lite tra Jacovella e il figlio Ruggerotto circa la conduzione della contea dopo la morte di Leonello. Poi dopo che Ruggerotto, aiutato dal perfido capitano di Ventura Piccinino, diventa conte di Celano, attraverso la deposizione della madre, perde tutto per l’intervento del papa.
Il papa ordina al conte Orsini d’intervenire a Celano e liberare la contessa. Così avviene…
Il conte Orsini muove guerra a Celano contro Ruggero IV Acclozamora e il suo capitano Piccinino. Una parte di questo intervento militare si svolge proprio a Lecce nei Marsi, presso Castelluccio. Qui nello scontro Tra Orsini e Ruggerotto avviene la distruzione del borgo e dell’antico castello del paese che verrà recuperato più avanti. A questo punto Orsini sconfitto Ruggerotto. che ripara a Balsorano, libera la contessa Jacovella che viene portata a Roma dal papa, dove viene informata della sua decadenza da contessa di Celano e la relativa investitura del nipote del papa Antonio Piccolomini.
Antonio Piccolomini, nominato da poco nuovo conte di Celano, prende possesso della contea poco dopo la sconfitta di Ruggerotto. La povera Jacovella si ritira a vita privata presso la contea di Venafro data dal papa a lei come contropartita per Celano.
Sotto Antonio la contea celanese prosegue felice il suo periodo d’oro e per tutto il ‘400 rimane una grande e ricco territorio. La situazione prosegue felice con Alfonso I, figlio e successore di Antonio. Poi a partire da Alfonso II da inizio ‘500 si ha un lento deterioramento della situazione anche a causa del venir meno del regno di Napoli, che finisce fagocitato dalla Spagna asburgica, divenendo colonia spagnola.

Resti della torre baronale di Litium
(Fermo immagine del video YOUTUBE https://www.youtube.com/watch?v=hn5Zg9lFySA)
Le mutate condizioni politiche, ovvero la mancanza di attacchi esterni, spingono le persone che vivono a Litium a trasferirsi in luoghi vicini meno freddi del paese principale. Ciò porta dapprima alla nascita di alcune fattorie poste sulle colline che guardano il lago Fucino, e poi alla loro trasformazione in centri abitati.
Con il tempo i casali – fattorie diventano quindi borghi stabili, dapprima molto piccoli e poi via via più grandi. Questo fenomeno inizierebbe verso la fine del XV secolo per poi continuare nel XVI secolo, portando di riflesso all’iniziale abbandono di Litium.
Arriviamo quindi all’inizio del ‘600 e troviamo una crisi economica e sociale senza precedenti, che colpisce sia la Marsica che tutto il sud Italia a causa della perdurante ed elevata tassazione spagnola.
Litium all’inizio del ‘600 è ancora abitato, ma è un centro in decadenza, che si accentua nel corso del medesimo secolo. Dapprima diversi raccolti andati male per il clima, quindi la forte tassazione spagnola mettono in ginocchio la già carente economia della zona. Gli abitanti ormai non hanno più molto interesse a rimanere nel centro principale e proseguono ad abbandonarlo.
Oltre a ciò abbiamo il fenomeno del brigantaggio che nel ‘600, causa la grande fame, viene ad accentuarsi. Molte persone divengono briganti o complici di briganti e purtroppo spesso la causa diretta o indiretta è la fame e il luogo isolato.

Resti Ca’ Buccella uno dei borghi di Litium (Immagine personale)
Nella prima metà del XVII secolo i vari villaggi di Lecce nei Marsi si consolidano come popolazione, almeno fino al 1656, anno della grande sciagura. Il degrado dell’antico borgo è per così dire inarrestabile e a nulla valgono gli anatemi del vescovo dei Marsi, che in visita ufficiale nel borgo nel 1638, cerca con la paura di fermare il declino del paese.
A decretare comunque la fine di Litium ci pensa la Peste che qui miete molte vittime. Parliamo chiaramente della Peste del 1656, che colpisce in modo brutale l’Italia, specie al sud dove ci sonl centinaia di migliaia di morti. Nella sola Marsica si contano tra il 1656 e il 1657 4000 vittime per Peste.
Lecce nei Marsi, tra il centro principale di Litium e i vari borghi, è devastata dalla peste e causa di questa, muoiono qui qualche centinaio di persone.
Dopo il tragico periodo inizia per Litium la fine, con un forte spopolamento dell’abitato. Coloro che sono sopravvisuti alla Peste, decidono di trasferirsi nei borghi limitrofi. Questo forte spopolamento però non avviene in modo veloce, ma nell’arco di circa 100 anni. Diciamo che a metà ‘700 il borgo può dirsi quasi completamente abbandonato.
A nulla vale anche l’ultimo tentativo di ridare vita al paese attraverso la restaurazione dell’antica chiesa di San Pietro, che completamente rifatta viene inaugurata più o meno nel 1690 con il nuovo nome di chiesa di S. Elia.
Ora il centro di Litium si viene spostando con i suoi palazzi principali verso il borgo di Castelluccio che viene diventa il nuovo capoluogo comunale. Qui infatti troviamo il nuovo municipio, la chiesa principale, la scuola, ecc.

Uno scorco di Castelluccio a Lecce nei Marsi oggi (Immagine personale)
Castelluccio è il borgo più antico tra quelli presenti intorno a Litium, è praticamente nato insieme al borgo principale. Qui ha avuto sede un piccolo castello che ha accompagnato a lungo la vita del borgo, che è stato distrutto nel 1463 nel corso dei combattimenti tra Ruggero IV di Celano e il conte Orsini di Tagliacozzo, ma che verrà restaurato successivamente.
Entriamo così nella fase finale del borgo di Litium del XVIII secolo.
All’inizio del XVIII secolo avvengono due importanti terremoti in Abruzzo, il primo all’Aquila nel 1703 e il secondo sulla Majella nel 1706. Entrambi i sismi sono distruttivi e con un importante magnitudo. Il primo distrugge l’Aquila e il secondo Sulmona. I sismi sia per vicinanza che per magnitudo si risentono anche qui nella Marsica, producendo molti danni, ma con effetti molto minori. Sono diversi imfatti i borghi che risultano danneggiati con diversi feriti, ma per fortuna tranne qualche caso gli effetti non sono distruttivi.
Anche Lecce nei Marsi risente di questi sismi, ma non sapendo bene gli effetti concreti non possiamo dare una precisa indicazione. Possiamo solo supporre che gli effetti siano stati qui scarsi. Però parlando anche di un abitato vecchio è possibile che si siano verificati crolli.
Detto ciò comunque l’abitato di Lecce vecchio prosegue nel suo spopolamento lasciando il vecchio borgo quasi completamente vuoto. Ciò va tutto a favore dei piccoli borghi limitrofi che ormai consolidatisi come abitati stabili, vivono una propria vita, seppure in simbiosi con gli altri data l’appartenenza al medesimo comune. Il comune a sua volta si è spostato come sede nel piccolo borgo di Castelluccio, divenuto ormai il nuovo centro amministrativo della zona.
Nel corso del secolo avvengono importanti mutamenti politici, come il ritorno del sud Italia all’indipendenza nel 1734 sotto la nuova dinastia dei Borbone. Rinasce così il regno di Napoli dopo due secoli di oblio.
L’importante evoluzione politica però non ha alcun effetto su Litium, che a metà del secolo può dirsi completamente abbandonato. Segno di ciò è la spoliazione dell’arredo della chiesa madre di Santa Maria, verso il 1750 circa, che viene trasferito nelle altre chiese del comune. La parte principale sembra sia stata trasportata presso la chiesa di San Martino a Castelluccio.
Dopo la spoliazione della chiesa di Santa Maria Assunta, l’edificio religioso risulta abbandonato, preda di qualche occupazione abusiva di qualche banda di briganti o di sbandati, o anche di animali.
E’ possibile però anche un’altra ipotesi, ovvero che pur rimanendo il borgo semidisabitato, fino alla fine del XVIII secolo sia stato in qualche modo curato e quindi anche l’edificio della chiesa di Santa Maria Assunta, pur risultando quasi più attivo sia ancora in buone condizioni. Ciò spiegherebbe la permanenza della chiesa come struttura religiosa attiva, o semiattiva, durante la visita del vescovo Bolognese nel 1798.
Fatto è comunque che la struttura della chiesa, pur rimanendo salda al suo posto, nel XIX secolo risulti ormai completamente abbandonata e dopo un secolo e passa di oblio arriva il colpo mortale con il suo crollo in seguito al terremoto del 1915. Parlando qui della chiesa di Santa Maria abbiamo di lato parlato anche del centro principale che risulta semidisabitato a fine XVIII secolo, per essere completamente abbandonato nel secolo XIX.
Il vecchio abitato di Litium è molto probabile che sia stato a lungo frequentato dalle bande di briganti della zona che qui potevano trovare rifugio lontani da occhi indiscreti.
Il sisma del 1915 segna poi anche la fine fisica del borgo, con il crollo di tutte le abitazioni e dei palazzi principali come il castello Trasmondo, la torre baronale o l’altra chiesa di Sant’Elia.

Colle dell’Ospedale con i resti della torre baronale e della castello di Litium
(Fermo immagine del video YOUTUBE https://www.youtube.com/watch?v=hn5Zg9lFySA)
A questo punto facciamo un salto temporale al XXI secolo e diciamo che se oggi qualcuno visitasse l’antico borgo troverebbe questo completamente in rovina e divorato dalla vegetazione ormai padrona del luogo. Un luogo magico, che pur in un grande silenzio, riesce comunque a darti una grande sensazione di benessere.
Per chiunque visiti il posto ci si accorge da subito dell’enorme potenziale culturale che ha, in primo luogo per il fatto di trovarsi dentro il parco, con tutta la sua carica di natura che esprime e poi chiaramente il paesaggio a perdita d’occhio. Ci sono dei punti che potrebbero tranquillamente essere dei balconi panoramici; quindi la storia che esprime con le sue rovine, che purtroppo però sono immerse nella vegetazione alta, che ne oscura la vista e rende tutto meno attraente e meno fruibile al grande pubblico. Spero che in futuro questo posto possa essere più curato, perchè è veramente un luogo magico.
Bibliografia
1)http://web.tiscali.it/avezzanoedintorni/lecce.htm
2) Wikipedia
3)https://www.terremarsicane.it/un-giudice-un-gendarme-e-cinque-delinquenti-1812/
4)https://www.terremarsicane.it/unantico-paese-tra-storia-leggenda-e-archeologia/
5)https://www.terremarsicane.it/lantico-litum-nel-territrio-dei-marsi/
6) http://www.lecceneimarsi.terremarsicane.it/index.phpmodule=CMpro&func=viewpage&pageid=24
LECCE NEI MARSI
______________________________
URBANISTICA DI LECCE NEI MARSI
_______________________________________
