I MARSI – STRUTTURA SOCIALE DEGLI ANTICHI MARSI

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GLI ANTICHI MARSI


 

 

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1300-900 a.C.: I PROTOMARSI

Riguardo ai Marsi  la loro fuoriuscita dalla popolazione sabina o safina iniziale sarebbe accaduto tra la fine del XIII e inizio dell’XII sec a.C. quando questo nuovo gruppo proveniente dalla Sabina, dopo il rito della primavera sacra e dopo aver preso il nome di Marsi, in quanto votati al dio Marte, va ad abitare la zona intorno al lago Fucino diffondendosi più avanti anche lungo le valli del Giovenco, Vallelonga e Valle Roveto. Con il tempo l’area di occupazione marsa si allargherà ancora, ma di questo discuteremo più avanti.

In questa prima fase i Marsi, o meglio dire i Protomarsi s’inseriscono intorno al Lago Fucino, iniziando con il tempo a mischiarsi con le popolazioni indigene, da cui poi deriverà la vera e propria popolazione marsa, che conosceremo più avanti. Diciamo che anche in funzione del clima sub boreale, caratterizzato da aridità e scarse pioggie, si ha prevalentemente la costituzione di villaggi anche fortificati lungo le rive del Lago Fucino.

La struttura sociale di questo periodo che va dal 1300 al 900 a.C. vede la divisione del territorio marso in tanti diversi villaggi disposti soprattutto intorno al Lago Fucno. Ognuno di questi è organizzato intorno alla figura di un re dominante e una piccola corte attorno formata dai principi guerrieri.

 

 

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900-650 a.C.: La società marsa tra IX e VI secolo

Quindi la società dei Marsi del 900-800 a.C. rimane fortemente frammentata con le diverse città stato cotruite e fortificate in altura con proprie strutture amministrative, quali un re e un consiglio rappresentato dai Nerf, ovvero i principi della città, diciamo l’oligarchia delle famiglie più importanti del posto.

Queste città sono in continua lotta fra loro per il territorio, e ciò ha un’importante ricaduta anche sul profilo dei Marsi che divengono sempre più specializzati nell’arte della guerra, portando con ciò una maggiore consapevolezza della propria forza. Ciò li condurrà a divenire fra i guerrieri più forti del loro tempo.

I Marsi di questo periodo così come dei secoli successivi diciamo fino al III secolo a.C. sono agricoltori e guerrieri, che chiaramente subiranno un evoluzione dei costumi stando sempre più a contatto con le altre culture mediterranee. Ma di base i Marsi sono e rimangono guerrieri, i migliori del loro tempo e la loro principale fonte economica rimane l’arte della guerra.

I guerrieri Marsi sono tanto abili nell’arte della guerra da essere famosi in tutto il bacino del Mediterraneo. Questo è possibile poichè un ragazzo marso divenuto adulto e abile nell’arte della guerra si reca a Capua e viene qui reclutato dai caporali, che sono di solito Etruschi o Sanniti, i quali spediscono il ragazzo a combattere insieme al suo gruppo di appartenenza, in varie zone del Mediterraneo come a Cartagine, in Macedonia, ecc. Per esempio vi sono stati diversi gruppi di Marsi che hanno servito nell’esercito di Alessandro Magno.

Quindi i Marsi sono famosi come soldati mercenari, ovvero che combattono a pagamento venendo impiegati al servizio di altri eserciti. Il pagamento consiste in monete d’oro o d’argento e in piccole sculture facilmente trasportabili, che vengono poi reintrodotte nell’ambito della Marsica. 

Quando infine gli uomini Marsi tornano nei loro villaggicon il proprio pagamento, di solito investono questo reddito per farsi bei vestiti, belle scarpe, nel vestire la moglie di sete orientali, nel farsi collane di ambra, nel farsi una grande tomba, oppure anche nell’erigere nel proprio villaggio un tempio alla divinità del posto. 

La ricchezza e il denaro che mano a mano i Marsi accumulano facendo i guerrieri mercenari viene in parte impiegata pure nell’abbellimento dei templi.

Non solo ma possiamo scorgere in questo fatto il cambiamento dello stile e della costruzione di questi templi, che in qualche modo sono figli di un diverso tempo con i Marsi maggiormente a contatto con le altre popolazioni del Mediterraneo, specie i Greci del sud Italia e gli Etruschi.

Si passa da templi fatti in semplice argilla, a templi costruiti in muratura con bellissime colonne ed eleganti pitture.

Quindi la società marsa nel periodo tra 900 e 650 a.C. avrà come base fondante sotto il profilo economico l’arte della guerra esercitata attraverso il mercenariato nelle fila degli eserciti dei vari paesi del tempo, il resto degli altri settori come l’agricoltura o la pastorizia sono attività di sussistenza.

Gli allevamenti marsi consistono in capre e pecore, finalizzate sia a scopo alimentare che soprattutto per fare indumenti di lana. Invece gli allevamenti al solo scopo alimentare sono i maiali, che sono utilizzati sia come pasti funerari, che come pasti casalinghi.

 

 

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650-500 a.C. EVOLUZIONE STATUALE DELLA SOCIETA’ MARSA

La fase temporale fra il 650 e il 500 a.C. è molto importante, in quanto si assiste all’evoluzione statuale della società marsa, che come sta avvenendo in altre popolazioni osco-umbre, diventa una società unita comprendente un territorio ben definito.

Il nodo centrale di questo cambiamento sta nel passaggio da uno stato di concorrenzialità fra i diversi villaggi-città marse, ad una acquisizione d’identità sociale comunitaria espressa nella formazione di raggruppamenti federativi fra villaggi di uno stesso territorio.

Questo comporta la nascita di gruppi di popolazioni più grandi e stabili, che definiscono meglio le aree occupate. Questo criterio d’evoluzione porta alla nascita non solo dei Marsi come comunità unica, ma anche di altre comunità italiche di origine osco-umbra come i Piceni, i Peligni, I Sabini ecc.

Il risultato che si ottiene è la naturale evoluzione da popolazione acerva a popolazione matura con sfaccettature proprie come possono essere i Marsi, o altre popolazioni italiche.

Quindi si ha l’accettazione da parte delle popolazioni dei vari villaggi marsi di organismi politici e organizzativi regionali, che consentono la nascita della popolazione dei Marsi, così come li conosciamo oggi.

I Marsi viaggiando come mercenari sono in contatto diretto e continuo con le popolazioni della Magna Grecia, Etrusche ecc, e da queste imparano i concetti di democrazia. Quando poi i guerrieri rientrano nei loro villaggi cominciano a non sopportare più la figura dominante del re e inizia intorno al 650 a.C. un processo democratico che prosegue fino al 500 a.C. e vede la fine della figura del re del villaggio, mettendo al suo posto dei rappresentanti definiti “MEDDIX (al singolare) O MEDICES (al plurale)”, una sorta di sindaci del villaggio.

Questi a loro volta iniziano a riunirsi con gli altri capi villaggi marsi presso Lucus Angitiae per discutere le questioni più importanti della Marsica. Da qui inizia a strutturarsi la popolazione dei Marsi come una sorta di federazione che imprime alla società marsa un grande salto di qualità portando essi a divenire un vero popolo.

In caso di guerra poi il piccolo parlamentino riunito presso Lucus Angitiae elegge una sorta di dittatore o condottiero definito “MEDDIX TUDITUR” che deve guidare l’esercito della nazione dei Marsi contro il nemico per esempio Roma o guidarlo da alleato per tutta la durata del conflitto.

Ma qual’è il segreto di questa evoluzione sociale? Il segreto dell’evoluzione della struttura sociale marsa è nel fenomeno delle guerre.

Cosa significa? 

Significa che in caso di conflitti con i popoli vicini, l’assemblea del nomen italico sceglie fra i suoi membri un condottiero, l’embratur, che doveva, come per il “dittatore” romano, condurre le operazioni belliche dello stato federale. Dalla stessa assemblea sono svolti i trattati politici e commerciali del nomen federale, mentre dai singoli ocres gruppi di giovani armati, verreia, a primavera partivano come truppe mercenarie, guidati da un magistrato (meddix) della touto, verso i teatri bellici del Mediterraneo.

Nell’ambito dei confini settentrionali dello stato dei Marsi è inserito anche il territorio di Avezzano: quindi abbiamo le montagne della catena di Salviano (ex “Castelluccio”), Monte Aria (ex “Monte Arrio”), Cimarani (ex “Montagna Grande”), Monte S. Felice sopra Cappelle, Peschio Cervaro e Monte Uomo sopra Paterno, sono in mano marsa, mentre la collina di Albe con Antrosano e Cappelle dovrebbe essere in mano equa ma su questo punto ci sono tuttora delle diversità di veduta fra gli storici e archeologi; il confine in teoria doveva essere costituito dal piano di Cesolino e il medievale Rivo Foraneo, l’attuale fossato di Valle Solecara che scende da Forme e Capo La Maina. Ma la presenza marsa doveva spingersi sui Piani Palentini fino a Corcumello e nell’alta Valle del Liri, la Valle di Nerfa, fino al diaframma di Cappadocia e Petrella Liri che separa le sorgenti del Liri da quelle dell’Imele.

Riguardo all’economia marsa questa rimane ancorata all’arte della guerra, che venendo spesa in tutto il bacino mediterraneo, ma soprattutto in Italia, permette ai Marsi di sopravvivere e perdurare come popolo e identità sociale.

 

 


GLI ANTICHI MARSI