GROTTA E SORGENTE DELL’OMMETA

Grotta Ommeta di Villa San Sebastiano

. (Immagine da video Youtube ” https://www.youtube.com/watch?v=JvTqSnBaWvc“)


CARSISMO NEI PIANI PALENTINI


 

 

 

VIDEO YOUTUBE – “OMMETA – VILLA SAN SEBASTIANO

 


 

 

La grotta Vomita (o grotta dell’Ommeta) è una cavità carsica presente presso il Monte Aurunzo, che si affaccia sul lato dei Piani Palentini, tra i paesi di Villa San Sebastiano e Sfratati.

La grotta si presenta con una lunghezza di circa 140 m e un dislivello di circa 30 m. L’entrata si pone alla base del versante nord orientale del Monte Arunzo a circa 720 m di quota, vicino il paese di Villa San Sebastiano (AQ).

La cavità presenta una forma particolare a “V” rovesciata con due rami a direzione rispettivamente NNE-SSO e NNO-SSE; il tratto finale è orientato E-O. Nella cavità sono presenti alcuni laghetti e diversi sifoni. 

Osservando l’ingresso della grotta non si possono non notare due diversi colori. Ebbene il colore bianco è dato dalle rocce carbonatiche, mentre il  colore nero è da imputare all’ossido o forse biossido di manganese.

Sul piano strutturale la grotta ha un entrata principale ad antro (largo 2 m e alto 1,5 m) che si apre sulla sinistra idrografica del fiumiciattolo, alla base di una parete alta circa 15 m al di sopra di una soglia rocciosa di 1,7 m. Sulla parete sono ben presenti in evidenza gli strati inclinati di 15-20 gradi verso NNE. Esiste una seconda entrata per la grotta che si trova a 4 m più in alto sulla destra in parete.

 

Sezione della Grotta Vomita.

(Immagine da Associazione Speleologica Romana – Rilievo di Moretti nov 1969)

 

Entrando nella grotta si scende in una diaclasi inclinata che porta ad un primo lago, lungo 10 m e largo 1,5 m, con volta bassa anche in periodo di magra. Poi percorrendo una galleria di 10 m si giunge presso un nuovo laghetto di 4×1,5 m, che ci porta al primo sifone.

Qui abbiamo un tetto che si alza a 7 m ed un camino che sale per circa 10 m. Si nota poi che il sifone è stato esplorato per circa una trentina di metri.

Dalla grotta Vomita fuoriesce da un’apertura secondaria, una polla d’acqua presente a contatto tra i detriti di falda e le alluvioni. Questa apertura secondaria si pone a circa 100 m di distanza dall’ingresso principale. La polla d’acqua da testimonianze locali si mantiene costante per parecchi giorni dopo i temporali  o lo scioglimento delle nevi.

Il piccolo corso d’acqua sotterraneo, che forma questa polla, è in generale soggetto a periodi di maggiore o minore piovosità, che rendono il piccolo acquifero più o meno ricco d’acqua. L’acqua di uscita è presente generalmente nei periodi di massima piovosità, con una portata di circa 10 l/sec.

L’emissione di acqua dalla risorgenza avviene in maniera intermittente ed è accompagnata da spostamento d’aria. Ovvero quando abbiamo una grande quantità d’acqua in uscita, si hanno pure grandi masse di aria compressa, che creano rumori simili ad esplosioni.

L’acqua che esce dalla Grotta Vomita è il risultato di un corso d’acqua presente all’interno della montagna, che forma un condotto carsico terminante con la polla d’acqua fiancheggiante l’entrata principale.

La grotta Vomita, così come la piccola sorgente omonima, rappresentano un aspetto del carsismo proprio di questa dorsale  M. Arunzo – M. La Difesa. Sembrerebbe infatti che la sorgente della Ommeta rappresenti il sistema carsico delle grotte di Beatrice Cenci.

In generale poi questa dorsale è la struttura montuosa più lunga dei Monti Carseolani, con i suoi 23 km. Essa mostra in più punti presenza di acque sorgive proprio per la sua struttura carbonatica. Le grotte carsiche come la Grotta Vomita, sono lo scenario più vistoso della complessa azione carsica, che comporta la costituzione di diversi acquiferi e il loro successivo passaggio in superficie tramite una complicata rete di cunicoli.

L’acqua una volta uscita forma un piccolo torrente, che dopo un breve percorso si getta nel Fiume Imele.

 

 


Bibliografia

 

 

  • Accordi B, (1966) – La componente translativa nella tettonica dell’Appennino Laziale-Abruzzese – Geologico Romana, vol sp 355-406

 

  • Giraudi C. (1988) – Evoluzione geologica della piana del Fucino (Abruzzo) negli ultimi 30.000 anni. Il Quaternario, 1(2): 131-159.

 

  • Giraudi C. (1991) – Le variazioni di livello del lago del Fucino (Abruzzo) nel periodo 1783-1862: implicazioni climatiche. Il Quaternario, 3(2): 167-174.

 

 

  • Note illustrative della Carta Geomorfologica D’Italia alla scala 1:50.000 del foglio 367 “TAGLIACOZZO”

 

  • Wikipedia

 

 


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