
MIOCENE MEDIO-SUPERIORE
GEOLOGIA DELLA MARSICA NEL CRETACEO
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(100 – 93,9 Milioni di anni fa):
CRETACEO SUPERIORE (CENOMANIANO):
La struttura dell’Italia inizia a formarsi nell’Era Mesozoica, e quella dell’area della Marsica seguecome tutti gli altri settori le varie fasi dell’evoluzione geologica dell’Italia.
Per evitare una discussione troppo lunga, inizieremo questo excursus geologico dal Cretacico superiore, più precisamente a partire dal Cenomaniano, all’incirca 95 milioni di anni fa.
In questo periodo la Marsica faceva parte della piattaforma laziale-abruzzese, insieme a quasi tutta l’odierna zona centro-meridionale dell’Italia.
Nel Cenomaniano vediamo l’emergere di parte della piattaforma laziale-abruzzese, che a livello locale viene sottoposta ad alterazione delle rocce carbonatiche con generazione di livelli di bauxiti, presenti allo stato attuale nella Marsica.
Gli episodi di messa in posto dei livelli bauxitici non sono presenti in altre aree, come nei Monti Simbruini-Ernici dove mancano completamente. Ciò sta a significare che la piattaforma carbonatica è sottoposta ad una tettonica attiva già nel Cenomaniano, e che a causa di ciò essa viene smembrata in blocchi rialzati e ribassati.
Questi eventi di tettonica sono dovuti alla convergenza tra la placca africana e quella europea che porterà in futuro alla chiusura della Tetide. A causa di tutto ciò sono più frequenti in questa fase gli accumuli di megabrecce ai margini della piattaforma (dalla tesina di laurea di Emanuele Baldi, 2000-01).
Diciamo quindi che l’area della Marsica e altre zone ad essa vicine si presenterebbero con alcune aree emerse che formerebbero piccoli isolotti a fianco di zone sommerse, in qualche modo con una geografia simile a quella delle attuali isole Bahamas.

La Microplacca Adriatica alla fine del Cretaceo. (Fonte internet)
Facendo uno zoom sull’area centrale del blocco della microplacca adriatica (l’odierna Italia centrale) e con un po’ d’immaginazione, si potrebbe pensare alla Marsica in questo modo…





Il blocco Lazio-Abruzzo immaginato come un blocco bahamiano attuale. (Immagini da internet)
Il fatto che la Marsica faccia parte, in questo periodo, di una zona di piattaforma è testimoniata dal rinvenimento della formazione del calcare a Rudiste e calcari biocostruiti.
La formazione in questione è infatti divisa in due tipologie di calcari, il calcare a Rudiste (Radiolatidi), che rappresenta un calcare formato da organismi che vivevano nelle aree di piattaforma aperta, e i calcari biocostruiti (Caprinidi, Ippuritidi, Coralli) che occupavano l’ambiente di soglia, allo stesso modo delle barriere coralline presenti in tante parti del mondo attuale (dalla tesina di laurea di Emanuele Baldi, 2000-01).
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(93,9 – 16 Milioni di anni fa):
CRETACICO SUPERIORE (TURONIANO) – MIOCENE MEDIO (SERRAVALLIANO):
L’area della piattaforma laziale-abruzzese vive una lunga fase di hiatus deposizionale, ovvero una mancanza di sedimentazione, e ciò avviene con alcune eccezioni fino alla metà del Miocene (Serravalliano). Il motivo di questa lunga mancanza di sedimenti non è stato ancora del tutto chiarito dagli studiosi.
Probabilmente un possibile generale abbassamento del livello marino può aver portato all’esposizione di ampie zone prima soggette ad un ambiente di mare epicontinentale, portando ad una mancanza di deposizione di materiale, anzi gli agenti atmosferici potrebbero aver contribuito a smantellare quanto era stato depositato.
Questa naturalmente è solo un’ipotesi non suffragata da alcun dato certo, per cui potrebbero esistere altre soluzioni al riguardo.


La Microplacca Adria ormai parte integrante dell’Europa. ( Immagini da Internet)
Il fatto certo è la mancanza di sedimentazione che in alcune
aree inizia già dall’Aptiano.
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(16-13,8 MILIONI DI ANNI FA):
MIOCENE MEDIO (LANGHIANO – SERRAVALIANO INF.):
In questa fase riprende la sedimentazione con la formazione dei Calcari a Briozoi e Litotamni (= i Litotamni sono alghe rosse). Tale formazione si sedimenta in tutta l’area appenninica.
Questa formazione, anche se con facies diverse, chiude le sequenze deposizionali pre-terrigene sia della piattaforma laziale-abruzzese che del bacino umbro-marchigiano-sabino.
Ciò significa che vi è l’instaurarsi di una estesa rampa carbonatica progradante verso ovest, conseguenza ciò di una trasgressione marina che invade la piattaforma.
Nel complesso nomenclaturale, questa formazione, sul foglio geologico 368 di Avezzano e su altri fogli riguardantil’area dell’Appennino centrale, è stata suddivisa in tre membri:
1a) le calcareniti arancione,
1b)calcareniti a Briozoi,
1c) calcareniti a punti rossi.
La presente formazione dei Calcari a Briozoi e Litotamni la ritroviamo nella catena del Velino-Sirente nellastruttura del Monte Velino, con le Calcareniti a Briozoi.
BIBLIOGRAFIA
3) http://gguzzardi.interfree.it/geologia.htm
6) Note illustrative del foglio geologico 368 di Avezzano
