
GALLO
POSIZIONE DELLA CHIESA DI SAN SILVESTRO
STORIA DELLA CHIESA DI SAN SILVESTRO
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XII secolo

La chiesa di San Silvestro oggi
La chiesa di San Silvestro di Gallo di Tagliacozzo ha una storia molto antica risalente almeno al XII secolo. La chiesa di San Silvestro è infatti citata come chiesa parrocchiale nel censimento papale delle chiese del 1188 e viene indicata come Sancti Silvestri in Gaudio.
Dove Gaudio è Gallo ovvero il nome antico dell’attuale paese di Gallo. La chiesa poi che ammiriamo oggi non è quella primitiva, in quanto la prima chiesa di San Silvestro del paese di Gaudio si trovava come tutto il paese in un altro sito che probabilmente è stato edificato qui nell’XI secolo. Il paesetto probabilmente un minuscolo villaggio all’epoca si trovava a ridosso del paese di SaN Donato protetto in qualche modo dal castello di San Donato.
Il paese di Gallo visto dall’alto. (Immagine da Wikipedia)
Quindi se il paese di Gallo è nato nell’XI secolo è possibile che anche la prima chiesa di San Silvestro fosse stata edificata nel medesimo secolo. Fatto è comunque che alla fine del XII secolo il paese di Gallo esiste e
La chiesa è perfettamente funzionante. Nel complesso della storia locale ritroviamo il paese di Gallo inserito nella contea di Carsioli, nata nel 1143 e divenuta nel 1170 circa contea di Tagliacozzo sotto la direzione non ancora consolidata della famiglia De Ponte.
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XIII secolo

La chiesa di San Silvestro oggi.
Nel XIII secolo nel complesso della storia locale la contea di Tagliacozzo si consolida ad inizio secolo intorno ai De Ponte che divengono stabilmente per un paio di generazioni la famiglia guida della Marsica occidentale dapprima con Bartolomeo II De Ponte e poi con il figlio Andrea I. Sempre rifacendosi alla storia locale troviamo nel 1268 la famosa battaglia di Tagliacozzo tra Corradino di Svevia e Carlo I d’Angiò filopapale.
La battaglia fra i due scatena due fronti opposti nei quali si muovono i signorotti locali ora appoggiando l’uno ora l’altro come i Berardi conte d’Albe e Celano che sostengono Corradino, mentre i De Ponte appoggiano Carlo d’Angiò.

Immagini di Corradino di
Svevia prese dal Libro di Enzo Biagi “Fumetti d’Italia
La battaglia presso i Piani Palentini nelle campagne fra Scurcola Marsicana e Magliano dei Marsi si ha l’epica battaglia nell’agosto 1268. A vincere è Carlo d’Angiò che prima sconfigge l’avversario e poi lo fa arrestare e alla fine decapitare.
Sorte poco migliore ritocca a tutti quei nobili che lo hanno sostenuto, a cominciare dai Berardi signori delle terre dove si è svolta la battaglia. Qui la collera di Carlo è molto forte. I Berardi sono espropriati di tutti i loro beni quindi delle contee delle contee d’Albe e Celano. Poco dopo Alba Fucens, capoluogo della contea di Alba e Celano, viene distrutta da Carlo, allo stesso modo del centro di Pietracquaria, altro grosso centro della zona.
I De Ponte avendo invece sostenuto Carlo ricevono importanti vantaggi fiscali, ma essi essendo in fase calante cedono il posto di responsabili della contea alla ben più ricca e spregiudicata famiglia Orsini, ormai da tempo inserita nel contesto della contea di Tagliacozzo. Quel che rimane della famiglia della famiglia Deponte se ne va nei paesi dove si trovano più radicati.

Resti del castello di San Donato
(Immagine dal video Youtube San Donato
(Tagliacozzo) https://www.youtube.com/watch?v=-eGLUvQFz7o)
Gallo nel XIII secolo è posto in un luogo diverso da oggi, in quanto il paese attuale è qui dal XVII secolo. Al momento il piccolo paese di Gaudio fa riferimento al castello di San Donato, ponendosi molto vicino al centro abitato di San Donato.
In questo contesto e in questo secolo facendo delle congetture immaginiamo che l’antica chiesa di San Silvestro abbia un ruolo ancora più importante di quanto lo sia in seguito e ciò sarebbe dovuto soprattutto al carattere mistico che la popolazione ha nei confronti della religione e quindi dei suoi templi. I parroci, per meglio dire gli abati di questa chiesa, sono attenti osservatori di ciò che accade nella comunità, ma all’occorrenza sanno essere anche attori politici.
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XIV secolo

La chiesa di San Silvestro oggi.
Sul piano politico il paese di Gallo appartiene alla contea di Tagliacozzo retta in modo stabile dalla famiglia Orsini. La prima parte del secolo scorre per Gallo e i paesi limitrofi in modo molto tranquilla, poi però una serie di episodi capovolgono la situazione portando morte e distruzione. S’inizia dapprima con la Peste nel 1348 che porta morte anche nel piccolo borgo di Gallo, poi si prosegue l’anno successivo con diversi forti sismi che squotono profondamente il centro Italia e tra questi abbiamo la fortissima scossa del 9 settembre 1349, che semidistrugge Roma.
Questa scossa provoca molti danni e morti anche nella Marsica, dove in quasi tutti i centri abitati si contano danni consistenti al patrimonio edilizio e pur non conoscendo al momento il numero di feriti e morti, sappiamo però che i danni sono tali che la probabilità di avere morti e feriti nella Marsica è molto alta.

Il terremoto distruttivo del 9 settembre 1349
Immaginiamo che anche il paese di Gallo abbia risentito della scossa, con relativi danni a cose e persone. Successivamente nel 1363 avviene uno scontro armato presso i Piani Palentini fra compagnie di ventura che parteggiano per opposte fazioni del partito degli Angiò e del partito avversario.
Lo scontro è molto duro, ma la cosa brutta è il saccheggio perpetrato dai vincitori nei confronti della popolazione inerme che avviene in tutti i paesi che costeggiano i Piani Palentini e probabilmente anche Gallo può averne risentito di striscio. Poco tempo dopo nel 1365 avviene un’altra calamità ovvero l’invasione delle cavallette che distruggono tutti i raccolti della zona, lasciando la popolazione senza grano per quei raccolti andati a male.

Invasione di cavallette nei raccolti della Marsica nel 1365.
Nel frattempo sul piano politico Rinaldo Orsini diventa nel 1360 nuovo conte di Tagliacozzo, mantenendo questa carica fino alla morte avvenuta per omicidio nel 1390. In questo trentennio egli consolida la contea di Tagliacozzo assorbendo via via i paesi ancora indipendenti della Marsica occidentale. La contea di Tagliacozzo diventa così via via più grande. Tuttavia alla fine del secolo troviamo il paese di Gallo coinvolto in un saccheggio. Per capire ciò facciamo un passo indietro,
All’interno di un gioco più grande che è quello che vede opposti Carlo di Durazzo contro la regina Giovanna II troviamo tanti episodi nei quali le opposte fazioni si misurano scontrandosi ora in quello ora in un altro territorio e spesso anche il solo passaggio di truppe tende a creare gravi problemi nei territori attraversati, a causa di omicidi e saccheggi perpetrati dalle truppe di passaggio.
Questo gioco è tanto più vero se si considera che Rinaldo Orsini è in questi anni il capitano militare più forte del momento che sorregge Giovanna II, trovandosi così all’interno di uno scontro militare forte.
Per cui per Carlo di Durazzo distruggere o comunque danneggiare i territori soggetti a Rinaldo è un modo per contrastare anche la regina Giovanna. All’interno di questi giochi si scontrano poi interessi locali dove ogni fazione locale per contrastare l’altra tende ad appoggiare questo o quell’altro pretendente in un gioco di specchi che a volte si rivela positivo e altre assai dannoso.
Per fare un esempio concreto torniamo nelle dispute delle famiglie aquilane dei Camponeschi e Petratti che hanno coinvolto la Marsica occidentale tra il 1378 e 1390. Ebbene la catena dei monti della Duchessa non riesce ad arginare le dispute fra le due famiglie nobili, che vengono a coinvolgere i territori di Rinaldo. Essi scendono lungo la Valle del Salto per i confini settentrionali della neonata contea che sono messi a ferro e fuoco. Non dimentichiamo che Rinaldo è in questo momento anche signore dell’Aquila.
Nell’estate del 1381 una parte degli Aquilani e la Compagnia di S. Giorgio, sotto il comando di Francesco Petratti, schierato con Roma, attacca la contea di Rinaldo Orsini prendendo il castello di San Donato, il relativo borgo e anche il vicino centro di Gallo. Tuttavia in un successivo scontro violento con le truppe di Orsini avvenuto tra Corvaro e Torano, il comandante Francesco antonio Petratti viene battuto e preso da Rinaldo Orsini. Francesco antonio Petratti viene dapprima imprigionato nel castello di Tagliacozzo e poi condotto all’Aquila dove viene decapitato.
Nel periodo successivo assistiamo alla lotta del nuovo conte di Tagliacozzo nel riuscire ad accrescere la contea assorbendo vari centri intorno. Il secolo XIV si conclude quindi nel peggiore dei modi, eppure ogni persone che vive in questi luoghi e in quest’epoca ci crede ancora.
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XV secolo
Il secolo XV rappresenta per la zona di Gallo e San Donato un momento importante di lotta e d’identità. Gli Orsini a partire dal 1423 devono guardarsi continuamente dai loro acerrimi nemici, i Colonna, che fanno di tutto per scacciarli. Gli Orsini però resistono respingendo continuamente gli assalti nemici.

Terremoto dell’Irpinia del 1456
Tutto questo dura fino al 1456, allorquando un terribile terremoto dell’Irpinia del 1456 travolge anche la Marsica occidentale. Il paese di Gallo sicuramente risente del sisma, ma il danno maggiore tra tutti i paesi colpiti dal sisma, riguarda la zona della Piana di Carsoli.
Qui Pereto, Celle-Carsoli, Oricola e Rocca di Botte non esistono più. Si contano tra le 200 e le 300 vittime. Dopo il sisma i paesi della piana di Carsoli vengono via via ricostruiti, permettendo alla popolazione un ritorno graduale alla normalità, mentre gli altri come Gallo, vengono via via riparati.

Napoleone e Roberto Orsini dipinti nella scena della Natività nel Palazzo Ducale di Tagliacozzo
Tornando al piano politico la contea di Tagliacozzo nonostante la fase di ricostruzione in atto non va molto bene perchè la sua economia è ferma e nel frattempo si contano numerosi scontri tra gli Orsini e i Colonna per il possesso delle contee di Tagliacozzo e Albe al momento in mano orsina.
Questa contesa fra le due famiglie va avanti fino a fine secolo, allorquando nel 1497 avviene il colpo di mano, ovvero l’arresto del conte Virginio Orsini (con il suo successivo avvelenamento) e l’ascesa di Fabrizio Colonna quale nuovo conte di Tagliacozzo.
La chiesa di San Silvestro continua in questo secolo a consolidarsi per importanza presso la popolazione . Il sisma del 1456 e anche il successivo dell’Aquila del 1461 sono stati superati sicuramente con una seppur minima ristrutturazione.

La Transumanza nel ‘400 dalla Marsica alla campagna romana.
(Immagine da https://zibaldonews.blog/2020/03/03/paliano-e-lantica-pratica-della-transumanza/)
L’economia stenta a decollare ma il ‘400 rimane il secolo della Transumanza ovvero il secolo dove questa antica forma economica si è rivalsa consentendo un deciso miglioramento economico in chi la gestisce e darà i suoi frutti nei secoli successivi.
Ciò vale anche a Gallo dove piano piano diverse persone entreranno a lavorare come pastori di pecore. Gli Orsini pur in notevole conflitto con i Colonna, avendo essi stessi continuità territoriale nel papato inizieranno la transumanza dalla Marsica al Lazio e viceversa. Questo porterà ai primi avvii economici di questa nuova e vecchia attività della lavorazione della lana da pecora.
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XVI secolo

La chiesa di San Silvestro oggi
Con il ‘500 si apre un nuovo capitolo di storia per la Marsica e il resto del sud Itali, poichè la Spagna che ha vinto il confronto in Italia con la Francia si è allargata all’Italia meridionale e al ducato di Milano. Entrambi divengono colonie spagnole e nel sud Italia la presenza della Spagna porta in breve ad una crisi economica che durerà 2 secoli a causa delle enormi tasse imposte dal paese iberico. La Marsica che si trova al confine con lo stato pontificio la situazione è migliore in quanto i suoi referenti politici, potendo giocare su questo particolare dispongono di un potere economico consistente per raddrizzare la loro economia.
Ma chi sono questi referenti politici. Sono i Colonna, la più potente famiglia nobile di Roma che dispone di poteri immensi nello stato pontificio, così come nell’ex regno napoletano, dove grazie ad un forte servilismo nei confronti dei re di Spagna divengono vicerè di Napoli.
Ebbene i Colonna proprio per questa loro sottomissione agli Asburgo che divengono a partire dal 1516 anche imperatori del S-R-I, sono fortemente condizionati. Al livello politico questo si traduce in un feroce scontro con i papi medicei, fortemente contrari alla potenza asburgica in Italia.
Questa avversione dei Medici contro il potere imperiale giudicato arrogante e presuntuoso porta ad un grave scontro politico. Dapprima sono i papi medicei a farsi promotori di una Lega Santa per la cacciata degli Asburgo dall’Italia e ripristinare il precedente stauts quo. Poi è Carlo V a reagire scatenando contro la penisola italiana una vera e propria invasione per punire quei territori italiani ancora contrari a lui e tra questi c’è anche Roma. Roma all’epoca è una città in piena ripresa dopo la crisi superata del ‘300 che l’aveva vista ai margini della politica nazionale e internazionale. Ebbene Carlo V sferra tramite i propri Lanzichinecchi con l’aiuto dei Colonna un vero e proprio saccheggio della città eterna. Risultato di questo saccheggio è la distruzione di Roma e dello stato pontificio con il papa Clemente VII Medici che si salva a stento.
Successivamente a questo Clemente VII per sopravvivere politicamente scende a compromesso con Carlo V, nominandolo imperatore a Bologna e farsi ripristinare il potere mediceo nella città di Firenze che avviene poco dopo.
Firenze diventa il ducato di Firenze sotto i Medici. Dopo di ciò il papa però non dimentica l’affronto subito da Roma e a lui e si vendica dei Colonna, di coloro cioè che hanno aiutato l’imperatore a fare questo scempio. Clemente VII scomunica i Colonna e riabilita in pieno gli Orsini che riacquistano così molto del loro antico potere nello Stato della Chiesa. I Colonna sono privati di tutti i loro territori nel Lazio e sono costretti a rifugiarsi a Tagliacozzo dove essendone duchi possono svolgere il loro ruolo di feudatari. Rinchiusi a Tagliacozzo i Colonna dovranno fare di necessità virtù, questo sarà per la Marsica un vantaggio in quanto lo stato abruzzese funzionerà meglio, consentendo alla Marsica di continuare un ad avere un certo miglioramento economico che seppure disturbato dalle lotte Colonna-Orsini, procede dal secolo prima e ciò grazie al fiorente mercato della Lana che nella Marsica ha uno dei suoi maggiori centri di produzione.

Tagliacozzo oggi. (Immagine da Wikipedia)
Si creano così le premesse per lo sviluppo economico sociale di una certa classe imprenditoriale che dominerà poi la scena della Marsica nel corso dei secoli XVII e XVIII, fin quasi alla metà del XIX secolo.
Gallo oggi. (Immagine da Wikipedia)
E Gallo in tutto questo? Gallo come tutti i paesi della Marsica tende a veder migliorata la propria condizione sociale, visti i maggiori introiti economici che si ottengono dai provvedimenti dei Colonna. Questi benefici tuttavia si rendono più evidenti verso la fine del secolo XVI. Al livello locale questo è il periodo dove i vari paesi della Marsica vedono aumentare la propria popolazione per il miglioramento delle condizioni economiche generali. Ma questo comporta maggiori bocche da sfamare e di conseguenza iniziano dispute e litigi fra paesi confinanti circa i confini delle proprie università per il possesso di pascoli e boschi. Ci sono paesi come Antrosano e Cappelle che vengono a litigare per questi motivi in modo acceso per oltre due secoli.
La situazione specifica di Gallo da questo punto di vista non la conosciamo, ma siamo portati a credere che anche per Gallo e suoi vicini ci siano state litigate per confini e selve.

Papa Paolo IV. (Immagine da Wikipedia)
Il ‘500 è poi il secolo della controriforma e la chiesa si riorganizza dopo essere entrata in crisi all’inizio del secolo dopo il sacco di Roma. I papi procedono a riaffermare la propria autorità in tema civile e religioso dando inizio a un processo politico culturale, che durerà per tutto il ‘600 e buona parte del ‘700.
In questo periodo nulla si può fare senza il consenso della Chiesa e il solo mettere in imbarazzo o in discussione i dettami dell’ordine religioso comporta la condanna a morte.

Marco Antonio II Colonna 3 duca di Tagliacozzo. (Immagine da Wikipedia)
I Colonna dopo 50 anni riescono a far pace con i Papi che li riabilitano politicamente e poi dopo la grandiosa vittoria di Lepanto del 1571, ritornano ad essere la prima famiglia di Roma offuscando anche gli Orsini. Nella Marsica ciò si traduce in una maggiore autonomia economica che consente un maggiore dinamismo della zona. Ciò produce la gelosia delle altre zone del sud Italia che non accettano questa particolarità.
Ma tanta è la forza dei Colonna che in molti devono mandare giù il rospo. Certo al livello sociale la situazione è difficile ci sono molte sacche di povertà ed è in questi anni che inizia l’endemico problema del brigantaggio. Però la Marsica per lo meno il ducato di Tagliacozzo riesce ad avere un maggiore dinamismo socio-economico rispetto ad altre zone del sud Italia.

La chiesa di San Silvestro oggi
La chiesa di S. Silvestro probabilmente come altre chiese della zona dovrebbe essere stata restaurata in questo periodo. Ciò avviene da parte dei Colonna sia per celebrare se stessi, sia per rinvigorire la fede della popolazione, soprattutto dopo la controriforma dei papi della fine del secolo.
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XVII secolo

Chiesa di San Silvestro oggi
Alla fine del secolo precedente un grande cambiamento climatico porta a un notevole peggioramento delle condizioni socio-economiche generali che sommate alle difficoltà precedenti portano ad un generale stato economico-depressivo specie nel sud Italia trattata da colonia dalla Spagna.
La stessa cosa all’inizio non è vero per la Marsica dove grazie allo stato di confine con lo stato pontificio e ai provvedimenti dei Colonna si riesce almeno all’inizio a tamponare la depressione economica che comunque colpisce anche qui nella Marsica producendo sacche di povertà sempre più ampie e anche un aumento del banditismo.

Avezzano tra fine 500 e inizio 600
La produzione di lana comunque non conosce crisi almeno per ora e la nuova via della transumanza inventata dai Colonna facilita una certa dinamicità locale. I Colonna infatti decidono di portare le loro greggi a svernare nelle campagne romane in inverno e sui monti Carseolani marsicani in estate. A causa del continuo passaggio di greggi sono molti i giovani pastori che per pochi soldi portano a svernare le pecore da una parte ad un’altra dello stato colonnese.

Tagliacozzo nel XVII secolo
Nella zona di Gallo così come in altre parti del ducato di Tagliacozzo i Colonna riducono fortemente le spese a causa dei grossi debiti contratti in precedenza con le banche per mantenere la loro vita lussuosa e l’esercito al loro servizio.
Questo comporta che diverse dimore vengono abbandonate come gli antichi castelli militari non più utili alla causa del ducato di Tagliacozzo sia perchè le guerre sono diventate più moderne con armi da fuoco molto sviluppate sia perchè ormai gli antichi castelli si vengono trasformando in residenze lussuose per le famiglie nobili.
Qui nella Marsica gli antichi castelli di San Donato, di Tagliacozzo, di Girifalco, di Tremonti e altri ancora sono completamente abbandonati, o tenuti al minimo del servizio come ancora per qualche tempo risulta il castello di Verrecchie essendo in territorio di confine.
L’insieme della situazione che vive il paese di Gallo da una parte con parte della sua popolazione dedita alla pastorizia e il resto nell’agricoltura o nel taglio del legname comporta con l’aumentare della crisi innescata dal cambiamento climatico a un forte disagio sociale, che ad un certo punto nulla possono anche gli interventi dei Colonna, per quanto efficaci su alcune cose. Inizia così una crisi sempre maggiore sul piano economico che ben presto crea le premesse per rivolte popolari.

La rivolta di Masaniello. (Immagine da Wikipedia)
Nel 1647 la generale crisi economica nel sud Italia esplode nella rivolta di Masaniello dove il governo spagnolo per la prima volta da quando è al comando è messo sotto scacco dal popolino che viene a bastonare anche tutti i nobili e nobilini presenti nella catena di controllo delle tasse locali e nazionali.
A Tagliacozzo per esempio in questo periodo Palazzo Resta è assaltato in quanto la famiglia Resta che agisce da plenipotenziario dei Colonna è malvista dalla popolazione per i suoi comportamenti. Alcuni suoi componenti sono aggrediti e feriti.
Nel 1648 il generale intervento dell’esercito spagnolo riporta la situazione sotto controllo del governo di Madrid, che ora però teme d’indebolirsi politicamente nel sud Italia. Dopo la fine di questa rivolta a Gallo e nei paesi della Marsica cala il gelo della depressione che fa da anticipo a una crisi che deve ancora approfondirsi.

Il terremoto di Cerchio del 1648
Nel 1648 nella Marsica avviene anche il terremoto di Cerchio, che a quanto emerso dalle cronache locali è piuttosto forte e crea notevole disagio in tutti i paesi della Marsica, soprattutto in quelli dell’area fucense. Il terremoto di Cerchio del 1648 fa sentire i suoi effetti anche a Gallo, ma a parte un po’ di paura e qualche danno non dovrebbe essere andato al di la di questo. Certo è comunque che anche questo episodio del tutto naturale sommato agli altri scuote la popolazione sia del piccolo paese marsicano che tutto in tutto il territorio del ducato di Tagliacozzo.

Il terremoto di Sora del 1654
Nel 1654 un nuovo sisma colpisce la Marsica, parliamo cioè del sisma di Sora che fa sentire i suoi più brutali aspetti in tutti i paesi limitrofi come Balsorano o Pescasseroli. Il sisma si sente anche a Gallo ma anche qui non dovrebbe aver provocato nessun particolare danno.
Le premesse insomma di un’apocalisse sembrano esserci tutte, il clima molto freddo con i raccolti andati male, un carico di tasse spropositato, la rivolta popolare e ben due terremoti. Ebbene purtroppo è vero l’apocalisse si presenta due anni dopo nel 1656 sotto le vesti del morbo della Peste. Questa investe tutta l’Italia soprattutto il sud Italia, dove attecchisce subito. Nella Marsica la Peste fa strage di 4000 persone, interi paesi spariscono e altri sono decimati.

La Peste del 1656. (Immagine da https://www.darapri.it/immagini/nuove_mie/apprsecoli/peste1656.htm)
Purtroppo Gallo è tra i più colpiti. Qui non si sa come, ma il paese è ridotto a poche anime che sopravvivono all’immane tragedia della Peste. La Peste come velocemente è venuta altrettanto se ne va nel 1657, però i danni immani rimangono e i lutti sono tanti davvero troppi per la povera Marsica. Si contano tanti morti sia nel ducato di Tagliacozzo che nella contea di Celano.
– Il nuovo paese di Gallo
Immagine di Gallo daWikipedia
A Gallo i superstiti di questa immane sciagura devono fare due conti e ciò che si dice è che il paese ha avuto così tanti morti è perchè l’area che si respira è malsana. Quindi bisogna cercare un nuovo sito dove ricostruire il paese. Il nuovo sito prescelto si trova nelle vicinanze del precedente, ma si pone in una posizione migliore dove vi è un continuo ricambio d’aria.
Quindi il precedente paese è completamente abbandonato e s’inizia a ricostruire il nuovo paese di Gallo tra il 1660 e il 1670. L’inizio come sempre accade è complicato, soprattutto per il fatto che il paese è spopolato a causa della Peste che lo ha decimato. I superstiti fanno quello che possono, ma ci vuole tempo.

La chiesa di San Silvestro oggi. (Immagine da Wikipedia)
Tra le strutture che sono da subito ricostruite e che danno carattere al nuovo centro abitato vi è la nuova chiesa di San Silvestro. Questa presubilmente viene ricostruita verso la fine del secolo, più o meno tra il 1680 e il 1690. Fatto sta che la nuova chiesa si presenta con uno stile barocco, sull’onda del periodo.
Sulla nuova struttura costruita nel XVII secolo non abbiamo al momento indicazioni, ma verosimilmente è una struttura semplice forse a tre navate per contenere comunque una popolazione che si spera ritorni numerosa nel volgere di alcuni anni. Su queste considerazioni circa la nuova struttura ci fermiamo qui.
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XVIII secolo

La chiesa di San Silvestro oggi
Con il nuovo secolo avvengono due importanti sismi il primo nel 1703 il sisma dell’Aquila e l’altro nel 1706 il sisma della Maiella.

Terremoto del 1703 dell’Aquila
Entrambi sono molto forti e provocano importanti distruzioni anche nella Marsica dove si registrano importanti danni soprattutto a seguito del terremoto dell’Aquila del 1703. A Gallo per quel che si è potuto intendere non vi sarebbero a parte un po’ di spavento e qualche danno leggero, nessun grave episodio.

Terremoto della Maiella del 1706
Successivamente si assiste ad un cambiamento politico rilevante con il passaggio del sud Italia dalla Spagna all’Austria, che con la guerra di successione spagnola si aggiudica il sud Italia che mantiene fino al 1734.

L’Austria nuova padrona del sud Italia (1714)
L’Austria pur mantenendo lo status di colonia del sud Italia lo tratta meglio della Spagna iniziando a riavviare alcune imprese e migliorando alcune legislazioni antiche. A questo si aggiunge che dagli anni 1720 si ha un nuovo cambiamento climatico che riporta ad un clima migliore più caldo e quindi più adatto alle coltivazioni. Ciò contribuisce in modo forte ad una ripresa demografica in tutti i borghi della Marsica.
I Colonna ormai lasciano la gestione del ducato di Tagliacozzo ai loro plenipotenziari che diventano di fatto i nuovi padroni del territorio diventando in alcuni casi essi stessi piccoli nobili, raggiungendo in qualche caso la nobiltà di barone o marchese.
Complessivamente si respira ad inizio ‘700 un clima più positivo che nel secolo precedente e ciò consente una rapida crescita economica che non elimina la povertà, ma comunque attenua i disagi maggiori. La situazione poi migliora ulteriormente con il ritorno all’indipendenza nel 1734 con la nuova monarchia dei Borbone.

Re Carlo IV di Napoli (1734-59). (Immagine da Wikipedia)
Il primo re della nuova dinastia è Carlo di Borbone che diventa re nel 1734 e vi rimane fino al 1759, allorquando diventa re di Spagna. Negli anni di Carlo prosegue nel ducato di Tagliacozzo il miglioramento economico che fa fare qualche passo avanti anche alla popolazione almeno quella dei centri maggiori.

Il paese di Gallo oggi
La popolazione di Gallo tende a crescere per tutto il secolo e seppure le condizioni socio-economiche non sono buone il paese risulta tranquillo. L’intera vita del popolino si concentra nel paese stesso ad eccezione di coloro che per motivi lavorativi devono spostarsi. La produzione della lana continua come nei secoli precedenti con la transumanza verso i pascoli romani in inverno e verso i monti carseolani in estate.
In questo contesto troviamo la chiesa di San Silvestro che agendo come parrocchia del paese è in qualche modo il motore dell’intera vita sociale del borgo scandendo i tempi civili con quelli religiosi. I parroci di San Silvestro come in tutti i piccoli borghi sono vere istituzioni locali, considerati e rispettati al massimo. Poi è chiaro se si è in piccoli centri come questo l’importanza è minore rispetto a chiese più importanti.

Il Lago Fucino nel 1795 in un dipinto dell’epoca
Alla fine del secolo troviamo un nuovo cambiamento climatico che consiste in un generale raffreddamento dell’estate e dell’inverno e un aumento consistente delle pioggie. Questo nuovo cambiamento climatico porta a minori raccolti e anche di scarsa qualità.
Sul piano politico il nuovo regno di Napoli ritrovatosi nel 1734, non va molto bene nonostante siano state fatte diverse riforme sullo stile illuminista. Alla fine del secolo l’arrivo di Napoleone a Napoli travolge il regno, dove viene istituita la repubblica Partenopea, ma la chiara e ferma opposizione popolare, porta al crollo del nuovo regime e al ritorno della monarchia borbonica con Ferdinando IV.
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XIX secolo

La chiesa di San Silvestro oggi.
All’inizio dell’800 troviamo la Marsica e tutto il sud Italia nuovamente sotto i Borbone con Ferdinando IV. Tuttavia la popolazione del regno rimane delusa dal re per la sua freddezza nei confronti del popolo che lo ha difeso e rivoluto sul trono e questo crea distanza con il re. Successivamente quando nel 1806 i Francesi rioccupano il regno di Napoli il popolo non si risolleva come nella precedente occasione e accetta i nuovi invasori come governanti.

L’Europa napoleonica nel 1810

L’Italia napoleonica nel 1810
Ferdinando alla vista dei Francesi fugge nuovamente in Sicilia protetto dagli Inglesi, lasciando il trono ai nuovi occupanti. I Francesi a differenza della precedente esperienza mantengono l’istituto monarchico mettendovi sul trono dapprima Giuseppe Bonaparte fino al 1808 e poi Gioacchino Murat fino al 1815. Il governo francese vara nei suoi 10 anni di governo importanti riforme che avranno conseguenze successive, a cominciare dall’abolizione dei diritti feudali.
Nella Marsica ciò significa la fine della contea di Celano e del ducato di Tagliacozzo i principali feudi dell’area che la racchiudevano al 90%, il resto erano feudi minori appartenenti anche a amiglie locali arricchite a partire dal ‘500. Fatto sta che l’equilibrio su cui si era retto un mondo scompare per sempre e viene sostituito da un nuovo ordine basato su una nuova struttura amministrativa fatta da comuni, provincie e distretti.
Gallo essendo un piccolo paese viene da subito inglobato nel più grande comune di Tagliacozzo e a questo rimarrà per sempre. Tra le riforme perpetrate dai Francesi vi sono l’abolizione degli ordini religiosi e dei conventi che sono incamerati come beni allo stato centrale. La crisi che ne segue è drammatica tanti piccoli conventi intorno a cui si era costruita una economia di sussistenza decade in automatico portando con se molte conseguenze negative.
A Gallo pur non avendo dati diretti su ciò immaginiamo che la crisi del sistema religioso abbia creato conseguenze anche tra la popolazione, che pur mantenendo il proprio prete locale si sia trovata disorientata anche nel rapporto con il proprio religioso Con la fine del ducato di Tagliacozzo decadono anche i Colonna, famiglia principesca romana, ormai avviata al tramonto dei suoi tempi, mantengono però ancora importanti proprietà terrierie che con il tempo cederanno ai comuni locali.
Arriviamo così al 1815 allorquando il governo napoleonico viene sconfitto dalle potenze europee e ciò come in un domino porta alla fine di tutti i governi filofrancesi compreso quello napoletano. Il risultato è il ritorno dei Borbone con il vecchio re Ferdinando che ha ora assunto la nuova dicitura di Ferdinando I re delle Due Sicilie.

L’Europa dopo il Congresso di Vienna (1815). Immagine da Wikipedia

Ferdinando I re delle Due Sicilie 1830). (Immagine da Wikipedia
Con il ritorno dei Borbone tuttavia l’impianto delle grandi riforme francesi viene mantenuto, per cui anche tutto il nuovo ordine amministrativo si perpetua, anzi si consolida, attraverso nuove misure governative. Gallo in ciò viene confermato come frazione di Tagliacozzo, uno dei più grandi comuni della Marsica.
Nel corso degli anni 1820 ricambia nuovamente il clima che smette di essere freddo e piovoso e torna ad essere più caldo consentendo in ciò migliori raccolti e quindi anche migliori condizioni generali. Purtroppo però la depressione economica presente nella Marsica non permette almeno in questa fase di cogliere un miglioramento importante, ma solo piccole cose. Con queste condizioni socioeconomiche così negative si espande in modo importante il fenomeno del brigantaggio. Molti giovani si danno alla macchia perchè stufi di questa vita così inutile e piena solo di sacrifici.
Lo sviluppo del brigantaggio nella Marsica attecchisce in modo importante essendo il territorio perfetto sotto ogni punto di vista, ma principalmente basato su due motivi, montagne fitte di boschi che consentono un passaggio rapido in ogni parte della Marsica e di qui dell’Abruzzo e poi per il fatto che la Marsica confina con lo stato pontificio consentendo in caso di problemi particolari di passare dall’uno all’altro stato.
Tale condizione trova il suo apice in occasione della fine del regno borbonico, allorquando lo stato viene conquistato dai Mille di Garibaldi. Le bande di briganti in questa condizione di debolezza politica si espandono diventando talmente forti da condizionare in modo forte l’economia locale e dello stesso stato borbonico.

Tagliacozzo anni 1840 da un incisione di Eduard Lear

Celano anni 1840 da un incisione di Eduard Lear
Nel frattempo negli anni 1840 giunge a soluzione il secolare problema del Fucino, con l’entrata in gioco del banchiere Torlonia. Torlonia prendendosi carico della questione fucense procede ad organizzare i lavori di prosciugamento del grande lago servendosi di validissimi ingegneri, tramite i quali o rganizza rimedi molto innovativi per l’epoca. I lavori iniziati nel 1854 vanno avanti fino al 1878 anno in cui terminano definitivamente con il risultato grandioso e storico del completo prosciugamento del Fucino.

Il lago Fucino nel 1863 circa con i lavori di prosciugamento che vanno avanti

Alessandro Torlonia 1 principe del Fucino dal 1878. (Immagine da Wikipedia)
Negli anni del prociugamento del lago Torlonia attraversa un’epoca da protagonista trasformando indirettamente la Marsica, da regione chiusa ad aperta con un proprio e unico centro di comando che si concentra ad Avezzano, che diventa definitivamente il centro propulsore di tutta l’area, concentrando in essa piano piano tutti i centri di comando. Qui infatti Torlonia trasferisce la propria amministrazione concentrandola in un grande palazzo cittadino che fa da contraltare al vecchio castello dei Colonna. Nel momento in cui il lago verrà prosciugato egli ed i suoi eredi saranno nel bene e nel male i principali propulsori economici della zona.

Palazzo Torlonia ad inizio ‘900
La grandiosa opera idraulica che libera dall’acqua l’intero tracciato del lago, lascia una terra fertilissima, fra le più fertili dell’epoca e i suoi abitanti si trasformano da pescatori ad agricoltori. In quest’area cambia il clima e con esso le specie animali e vegetali che subiscono un’autentica rivoluzione naturale. Gli anni insomma a cavallo della metà del secolo vedono la Marsica trasformarsi in un qualcosa di completamente diverso rispetto all’inizio del secolo e in questo cambiamento ne sono coinvolti tutti dai grandi centri della zona fino alle frazioni più piccole come Gallo.
Diciamo in breve che abbiamo la fine del regno borbonico nel 1859-60 a causa della spedizione dei Mille che facilita l’unificazione politica dell’Italia in atto dal 1859. L’operazione riesce e Garibaldi conquista il sud che poi consegna a Vittorio Emanuele di Savoia il cui governo piemontese ha guidato fino ad allora il processo di unificazione in nord Italia. Tutto questo porta all’unificazione politica della penisola sancita dal parlamento di Torino il 17-3-1861 che proclama Vittorio Emanuele II primo re d’Italia.

Incontro di Teano il 26 ottobre. (Immagine da Wikipedia)

Proclamazione del regno d’Italia (17-3-1861). (Immagine da Wikipedia)

Vittorio Emanuele II re d’Italia. (Immagine da Wikipedia)
In Abruzzo e nella Marsica la notizia della fine del regno borbonico viene accolta male e la popolazione si ribella andando per un periodo ad allearsi con i briganti e con l’ultimo re borbonico Francesco II. L’alleanza tra molta popolazione della Marsica e di altre parti d’Abruzzo insieme ai briganti produce una grave sommossa popolare che viene però gestita dal nuovo governo che procede a far venire truppe in Abruzzo e nelle regioni del sud Italia.

Rapina da parte dei Briganti a una carrozza nel 1865
La prima sferzata viene data tra il 1861-62 e allorquando i briganti si stufano di collaborare con Francesco II per tornare a comportarsi da sfacciati e ignoranti con le popolazioni locali, queste si convincono a malincuore ad accettare il nuovo status quo e abbandonano i briganti che senza il sostegno popolare vengono sconfitti e trucidati nel giro di un decennio.

Il generale borbonico Borjes in un’illustrazione del 1862. (Immgine da Wikipedia)

Fumetti sulla traversata di Borjes nella Marsica.
(Immagini da https://digilander.libero.it/trombealvento/altriillustrat/gattia.htm

Fumetti sulla traversata di Borjes nella Marsica.
(Immagini da https://digilander.libero.it/trombealvento/altriillustrat/gattia.htm
Anche a Gallo come nei centri limitrofi ci sono bande di briganti che scorazzano e infastidiscono la popolazione locale. In tutto questo la chiesa di San Silvestro rimane il centro della vita del paese e lo rimarrà in modo importante per tutto il secolo XIX. La popolazione nonostante il cambio di regime in corso rimane attaccata ai propri valori e ai propri simboli di paese dedito alla pastorizia e all’agricoltura.

La breccia di Porta Pia l’indomani della presa di Roma. (Immagine da Wikipedia)

Italia nel 1870. (Immagine da Wikipedia)
Nel 1870 ormai il brigantaggio è sconfitto, il nuovo stato si è ormai consolidato anche grazie alla conquista di Roma che diventa la nuova capitale del regno, ma l’economia stenta a decollare in quanto il governo centrale per far fronte ai debiti contratti dai vecchi staterelli e soprattutto per le spese di unificazione alza le tasse e questo scontenta tutti.
Ma a partire dal 1876 le cose iniziano a cambiare, i nuovi governi iniziano ad investire nel paese cercando via via tramite migliori legislazioni e migliori strutture di avviare un forte fase di sviluppo. Le strutture su cui il paese investe di più sono le vie di comunicazione a cominciare dalle strade che sono migliorate, ma soprattutto dalla ferrovia che conosce un’intensa fase di sviluppo tra il 1870 e il 1890.
Nella Marsica e in Abruzzo l’impegno nella costruzione delle nuove linee ferroviarie è massimo e nel volgere di due decenni (1870-90) la zona maricana diventa una competitiva con le maggiori realtà del centro Italia. Ma prima che si vedano gli effetti di tutti questi investimenti sia privati dei Torlonia che pubblici si dovrà aspettare l’inizio del secolo XX.

Tagliacozzo a inizio ‘900
Giungiamo così a fine secolo con le condizioni economiche che sembrano volgere al peggio con raccolti scarsi e cattivi e ciò nonostante che alcuni miglioramenti s’inizino ad intravvedere, ma sono ancora pochi e scarsi. Ciò spinge molti a cercare fortuna all’estero e ciò vale per tutti i comuni della Marsica come Tagliacozzo o le frazioni come Gallo.
La chiesa di San Silvestro di fronte a queste situazioni d’insofferenza diventa un luogo di accoglienza nel quale ritrovarsi nelle decisioni difficili. Il clero locale difronte a queste situazioni cerca di stare vicino a chi se ne va.
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XX secolo

La chiesa di San Silvestro oggi
All’inizio del XX secolo la chiesa di San Silvestro così come tutta la Marsica occidentale viene scossa dal sisma di Magliano dei Marsi del 1904. Il sisma è piuttosto forte e crea numerosi danni soprattutto in alcuni comuni come Magliano, Scurcola, Tagliacozzo, Sante Marie e in tutta la fascia di frazioni presenti sui monti Carseolani.

Terremoto di Magliano del 1904

Magliano dei Marsi dopo il sisma del 1904
Chiaramente Gallo facendo parte di questa zona ne è coinvolta, ma i danni sono comunque soprattutto tanto spavento e diversi edifici pericolanti. E’ probabile che tra gli edifici pericolanti vi sia anche la chiesa di San Silvestro che in quanto molto antica può aver risentito del sisma, ma su questo al momento non abbiamo notizie.
All’inizio del ‘900 la Marsica è in pieno primo boom economico venendosi rafforzandosi tutti i vari interventi iniziati nel secolo scorso, sia sul piano infrastrutturale, che industriale (sono diverse le attività che vengono nascendo tra Avezzano, Magliano e Tagliacozzo).
A questo si aggiunge un iniziale forma di turismo con riferimento a Tagliacozzo che grazie al treno offre ai romani facoltosi una nuova località da gita della domenica.

Terremoto di Gioia dei Marsi del 1915

Resti della chiesa di Santa Lucia di Magliano dei Marsi dopo il terremoto del 1915
Nel 1915 abbiamo poi il tremendo terremoto di Gioia dei Marsi che si manifesta con una forza spaventosa, arrivando a distruggere e uccidere cose e persone in pochi secondi. Avezzano il capoluogo della Marsica è la cittadina che ne risente di più, in quanto tutti i suoi edifici sono distrutti e muoiono sotto le macerie 10000 persone. Ma comunque tutti i paesi del Fucino riportano danni gravi e molti morti.
E’ una strage, ci vorranno anni per estinguere questa ferita nelle cose e nell’animo dei sopravvissuti. Tanto è stata grande questa tragedia e tanto grande il sangue versato che serviranno 100 anni per risanare questa ferita.
Gallo riporta danni seri a tutto il centro abitato, la chiesa di Santa Barbara è danneggiata, così come quella di San Silvestro che risulta gravemente lesionata e per diversi anni viene lasciata nell’incuria e abbandono. Questo è per ora normale, in quanto lo scoppio della prima guerra mondiale porta tutto in secondo piano compresa l’enorme tragedia locale. Nel conflitto muoiono molti giovani maschi salvatisi dal sisma in quanto in quel momento non erano al paese.

Dichiarazione di guerra dell’Italia all’Austria Ungheria nel 1915. (Immagine dahttp://www.novecento.org/uso-pubblico-della-storia/il-centenario-della-prima-guerra-mondiale-nel-web-618/)

Momenti della vita di
trincea. (Immagine dahttps://www.nationalgeographic.it/storia-e-civilta/2020/01/larcheologia-svela-i-misteri-della-guerra-di-trincea)

Momenti della vita di
trincea. (Immagine dahttps://www.skuola.net/storia-contemporanea/prima-guerra-mondiale-svolgimento-vittoria-intesa.html)
La guerra dura tre anni infiniti, nei quali ci si fa forza insieme per chi resta e attende notizie dal fronte e per chi è al fronte che vede i propri compagni morire giorno dopo giorno. UNA CARNEFICINA. Nel 1918 la guerra è finita e l’iniziale ricostruzione avviatasi negli anni grazie ai prigionieri di guerra presente nel campo di prigionia di Avezzano giunge in qualche modo al termine con la fine del conflitto. Allo stesso tempo la tragedia della Spagnola nel 1918-19 ritarda ancora la fase di ricostruzione vera e propria. Nella circostanza della Spagnola muoiono per questo virus persone anche a Gallo.
Infine con l’inizio degli anni ’20 si procede finalmente alla ricostruzione vera e propria. Purtroppo non tutto riesce a essere ricosruito in un arco di tempo sufficiente. Anche a Gallo si verficano lungaggini nella ricostruzione. Ma a differenza di altri paesi Gallo rimane confermato nel sito in cui si trova e questo non è scontato visto ciò che è avvenuto ad altri borghi della Marsica.
Nel 1926 anche la chiesa di San Silvestro viene riparata, risultando per il terremoto gravemente danneggiata. Viene demolita la parte andata giù con il terremoto e conservata la parte sopravvissuta. Questa viene messa dapprima in sicurezza e poi si procede alla ricostruzione della parte mancante. I lavori durano diverso tempo, ma nell’arco forse di un paio d’anni la chiesa risulta riparata e restituita alla cittadinanza.

L’Italia nel 1937. (Creazione artistica dell’impero italiano prodotta nel 1937 insieme ad altre opere presenti ad Aielli Stazione)
Passano gli anni e il regime di Mussolini si consolida in Italia arrivando all’apice del consenso nel 1936 sull’onda della conquista dell’Etiopia, da qui è un continuo scivolare verso l’oblio prima con l’alleanza con i Tedeschi e le orrende leggi Razziali e poi con l’entrata in guerra nel 1940. questa scelta porta in Italia di nuovo morte e distruzione anzi questa volta la guerra viene combattuta in casa, passando prima per il crollo dell’inetto regime fascista seguito poco dopo dal crollo dello stato monarchico e infine con l’invasione tedesca di mezza Italia che giunge fino in Abruzzo travolgendo in ciò la popolazione locale.
Nella Marsica i Tedeschi tengono sotto scacco la popolazione dei vari paesi con fermezza e sorprusi. Il popolo marso da parte sua accetta l’ingombrante presenza tedesca, ma dal canto suo opera contro questo salvando tutti i prigionieri di guerra che riescono a fuggire dal campo di Avezzano e poi collaborando con l’Antifascismo. Purtroppo il periodo è duro per tutti e i cittadini marsi devono accettare di vivere con poco e spesso male. E’ la guerra con tutto il suo carico di conseguenze e sopraffazioni. Nella Marsica non si contano quanti comportamenti strafottenti ci sono da parte tedesca nei confronti dei Marsi.
A Gallo anche arrivano i Tedeschi, ma non sembra che qui vi siano stati sorprusi particolari. Il paese posto lungo la direttrice Tiburtina – Valeria mantiene ancora una sua relativa importanza. Da dicembre 1943 arrivano gli Alleati con i loro bombardamenti insensati. Nel comune di Sante Marie avvengono diversi importanti bombardamenti che provocano morti e molti danni. Anche il comune e le frazioni di Tagliacozzo subiscono diversi bombardamenti. Ciò alimenta disperazione e paura e spesso la popolazione finchè riesce a resistere va a pregare in chiesa, nella sua chiesa di San Silvestro o di Santa Barbara. Certo è che i tempi sono duri e parte della popolazione preferisce abbandonare i borghi e recarsi a vivere per un po’ di tempo in montagna lasciando i Tedeschi e tutti i loro comportamenti idioti contro l’inerme popolazione.
Arriviamo finalmente al 1944 allorquando a inizio di giugno gli Alleati e Antifascisti sfondano la linea Gustav penetrando nell’Italia centrale liberandola tutta. La Marsica è liberata tra il 7 e 12 giugno 44, compreso il paese di Gallo. Tra il 1944 e il 1945 la guerra finisce definitivamente e si ritorna ad una vita libera.

Giornale del giugno 1946
Si procede da subito a ricostruire le vie di comunicazione distrutte dai Tedeschi in ritirata, comprese le strade vicino a Gallo, nonchè la ferrovia. Tra il 1946 e il 1955 Gallo e tutti gli altri paesi della Marsica vengono riparati e ricostruiti almeno nell’essenziale, che però tutti riportano ancora i danni derivanti dal sisma del 1915, a cui ci vorranno anni per risollevarsi da quella ferita.
Con il ritorno alla libertà riemergono gli antichi problemi di prospettiva di vita e questi sono amplificati abitando in piccoli borghi come Gallo. Ciò induce la popolazione a lasciare i borghi come Gallo e a trasferirsi altrove in cerca di fortuna. E’ la seconda grande emigrazione. Interi paesi come Gallo si spopolano tra il 1951 e il 1981.

Tagliacozzo nel 1961
Rimangono solo i vecchi nei paesi in attesa del ritorno dei figli. Le vie di fuga sono il nord Europa e poi a partire dal 1958 anche le città del nord Italia insieme a Roma dove spopola il settore terziario.

Piazza dell’Obelisco di Tagliacozzo negli anni 70
Gallo vede la propria popolazione diminuire fortemente dal 1951 al 1981. Le persone che partono e quelle che restano trovano conforto nella fede, andando a pregare nelle chiese come questa di San Silvestro. Ad un certo punto grazie ai numerosi interventi statali operati nella Marsica e in Abruzzo, si ha almeno nella Marsica un vero e proprio boom economico nel 1985, che porta gli standard della zona ai livelli del nord Italia.
Ciò porta ad un ritorno parziale dei migranti che procedendo a costruire per se stessi seconde case, ritornano nel periodo estivo, contribuendo in modo forte a rivitalizzare il paese. Ciò chiaramente vale anche per Gallo , dove in molti procedono a costruirsi una seconda casa.
I paesi quindi come Gallo si rivitalizzano d’estate e si spopolano d’inverno in un continuo alternarsi nel corso degli anni. Con gli anni ’90 i comuni e poi via via tutte le frazioni sull’onda lunga di una certa ripresa economica, procedono a ristrutturare i vari centri storici per renderli più accoglienti in funzione turistica. Gallo pur rimanendo un borgo un po’ isolato e poco vissuto è comunque un bel psese che piano piano prende coscienza di se.
In questo processo innovativo i parroci con le chiese di San Silvestro e Santa Barbara s’inseriscono bene divenendo in questi borghi come Gallo l’anima di una certa ripresa culturale che parte in sordina e poi si espande con il tempo.
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XXI secolo

Chiesa di San Silvestro oggi. (Immagine da Wikipedia)
Con il nuovo secolo troviamo ancora una situazione economica favorevole, segno di una lunga scia positiva iniziata negli anni ’80 con il boom economico marsicano. Con questa situazione economica favorevole i paesi della Marsica grandi e piccoli si sono via via organizzati tramite le varie proloco locali, rinnovandosi al meglio per presentarsi come attrattori turistici; questo viene fatto sia con i restauri dei centri storici sia con iniziative culturali nuove.
Allo stesso tempo però il lancio turistico della Marsica che si viene strutturando in questo periodo produce anche una sorta di specchio della memoria.

Il paese di Gallo oggi. ( Immagine da Internet)
Ovvero un essere costretti a dover guardare a quanto successo nel passato curando le ferite rimaste aperte. Ciò è quello che succede per il centenario del sisma del 1915, con le varie manifestazioni presenti in ogni paese della Marsica, si procede non solo a ricordare quel tragico momento, ma anche a capire il perchè è successo e questo porta a rigenerare un intero territorio, la Marsica, curando nel profondo una ferita apertasi 100 anni prima e ora chiusa proprio con queste manifestazioni dove con il parlarne in pubblico in modo approfondito, anche con la presenza di esperti, come geologi e ingegneri, si è riuscito a capire meglio il senso di quel sisma e quindi alla fine ad accettarlo riuscendo così a mio modo di vedere a chiudere una ferita apertasi 100 anni prima.
I terremoti in Abruzzo continuano ad esserci in quanto la terra è viva e continua il suo ciclo indipendentemente dalla storia umana, ma questi eventi però influenzano direttamente la vita dell’uomo e delle comunità condizionandone le scelte ecc. Questo è appunto quanto successo nel 1915 alla Marsica con il sisma di Gioia dei Marsi ed è quello che è successo all’Aquila con il sisma dell’Aquila del 2009. Da queste vicende s’impara che in un territorio si sta insieme nel bene e nel male.
Gallo di Tagliacozzo oggi. (Immagine da Wikipedia)
Gallo come frazione di Tagliacozzo ha fatto questo, infatti pur essendo una piccolissima frazione, ha saputo come comunità tenere vivo questo piccolo borgo con le varie iniziative culturali, curando allo stesso tempo il proprio paesaggio, salvaguardando cioè il territorio che la circona. In questo quadro le due chiese del paese ovvero la chiesa di Santa Barbara e la chiesa di San Silvestro hanno continuato a fare bella mostra di se costituendo in qualche modo sia la storia che il motore del borgo stesso.

La chiesa di San Silvestro oggi
L’attuale chiesa di San Silvestro risale come struttura al XVII secolo e nonostante i vari rimaneggiamenti nel corso del tempo, porta con se lo stesso nome della precedente struttura presente nel borgo di partenza costituitosi in epoca medievale. Questo è in qualche modo una continuità storica che permette a mio modo di vedere, lo sviluppo del paese mantenendo al contempo la memoria del borgo iniziale.
STRUTTURA DELLA CHIESA DI SAN SILVESTRO
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Facciata principale

La facciata della chiesa di San Silvestro
La chiesa di San Silvestro presenta una facciata a terminazione orizzontale, intonacata; inquadrata da due lesene lievemente aggettanti, a sostegno della cornice superiore. Al centro abbiamo un portale in pietra decorato ed un oculo superiore. Il portale ha gli stipiti con motivi a girali floreali a sostegno di una semplice cornice modanata.
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Interni

Pianta rettangolare della chiesa
La pianta della chiesa è rettangolare e l’interno ad aula unica, illuminato da tre aperture per lato. La struttura è fatta in laterizio e pietra. Il soffitto è piano e la copertura è a tetto a falda inclinata, rivestito in coppi. I Pavimenti della chiesa sono in graniglia di cemento. La sagrestia è esterna presente sulla sinistra della struttura. L’area presbiteriale è rialzata di un gradino rispetto al piano generale.
BIBLIOGRAFIA
GALLO
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