
ENOGASTRONOMIA MARSICANA
In questi anni mentre raccontavamo e raccontiamo la Marsica in tante forme, ci siamo resi conto dell’alta qualità dei prodotti ortofrutticoli della Marsica e della grande varietà di piatti presenti, così si è deciso di dedicare un’intera sezione all’enogastronomia di questo territorio, che sarà presente sul sito di www. webmarsicapromoshop.com

Le patate del Fucino
Grazie a questa sezione cercheremo di far conoscere al meglio tutte le caratteristiche dei vari prodotti ortofrutticoli di questa zona, cercando di evidenziarne le magnifiche proprietà, anche ponendo l’accento sul territorio stesso, in quanto è inscindibile il legame fra i prodotti della terra e la terra stessa, che con le sue caratteristiche e il suo ambiente determina il prodotto agroalimentare finale.

Spaghetti alla Chitarra con pomodori secchi

Gli arrosticini di Pecora, uno dei secondi di punta della zona.

Le pesche sono uno dei dolci tipici della Marsica
Successivamente e contemporaneamente inizieremo a parlare dei diversi piatti, sia primi che secondi, che vengono cucinati nella Marsica con i prodotti del territorio. A ciò infine aggiungeremo la conoscenza di dolci e bevande della zona, che rappresentano sul piano culinario delle vere e proprie eccellenze.

Il lago Fucino in una rara foto del 1860
Il territorio della Marsica è molto particolare perchè per secoli ha avuto a disposizione un’enorme lago da cui ne ha ricavato cibo in abbondanza e un microclima, che ha consentito a molti prodotti di crescere in quantità e qualità, con il conseguente sviluppo di una cucina di prodotti lacustri, che si andava a sovrapporre a piatti e prodotti tipicamente di montagna. I Marsi sono stati quindi per molto tempo anche pescatori.

Un pescatore al lavoro negli anni 1860 presso il porticciolo di Luco dei Marsi.
Pescatori che però dal 1880 sono divenuti agricoltori, dopo la completa bonifica del lago Fucino operata a metà ‘800 grazie all’abile guida del banchiere Alessandro Torlonia. Da questa bonifica ne è derivata un’enorme di distesa di terreno fertile, che ha cambiato per sempre volto alla zona sia sul piano ambientale, che sociale e quindi culinario.

Il principe Torlonia, il grande fautore della bonifica del Fucino

Lavori di bonifica del Lago Fucino a metà ‘800
I Marsi dopo la bonifica del del lago Fucino si sono dovuti reinventare da capo sul piano lavorativo e sociale incontrando non poche difficoltà, dovute a vari fattori, in primis per un completo stravolgimento ambientale a causa della cessazione del vecchio microclima locale, lavorativo, in quanto si sono trovati ad essere agricoltori in una zona praticamente nuova con caratteristiche tutte sue e con dinamiche contrattuali assai sgradevoli a causa della sottomissione ai principi Torlonia, che possedevano le nuove terre fucensi.
A causa di queste due difficoltà la situazione iniziale è molto dura, generando tanti problemi e tanta insoddisfazione nella popolazione. Ciò porta molti giovani di tanti piccoli paesi della Marsica ad andare via e cercare fortuna all’estero. Da qui abbiamo l’emigrazione abruzzese e marsicana, che va ad infoltire un emigrazione di massa che si ha tra la fine dell’800, l’inizio del ‘900.

Giovani di fine ‘800 che vanno al porto per
imbarcarsi per andare all’estero in cerca di fortuna.
Tuttavia negli stessi anni le prime grandi difficoltà legate all’organizzazione lavorativa nel Fucino sono andate via via attenuandosi, riuscendo a far partire un primo iniziale sviluppo industriale della Marsica a fine ‘800, che è andato crescendo fino ai primi del ‘900. Prova di questo sviluppo è la costruzione dello Zuccherificio di Avezzano, prima grande industria della Marsica, che lavorava la barbietola da zucchero ricavata dalla coltivazione presso la piana fucense.

Lo Zuccherificio di Avezzano ai primi del ‘900
Questo primo sviluppo economico si espande ai principali paesi della zona, che cominciano a vedere i primi miglioramenti nell’urbanistica degli abitati. Tra questi emerge Avezzano, che cresce più degli altri, riuscendo ad affermarsi dalla seconda metà dell’800, come il capoluogo della Marsica.

Avezzano ai primi del 900.

Avezzano ai primi del 900.
Purtroppo le difficoltà di fine ‘800 che si andavano attenuando con l’inizio del nuovo secolo, si scontrano con una nuova dura realtà, fatta di guerre e calamità naturali, avvenute nella prima metà del ‘900, che interrompono questa prima fase di sviluppo agro-industriale. Nel 1915 abbiamo il tremendo terremoto di Gioia dei Marsi, che chiude questo primo periodo di sviluppo producendo la morte istantanea di 30000 persone e la distruzione completa o semi-completa di quasi tutti i centri abitati del territorio marsicano. A ciò seguono due guerre mondiali che lasciano qui segni importanti.

Avezzano rasa al suolo dal terremoto del 1915

Cerchio distrutta dal terremoto del 1915


Le due guerre mondiali seppure a distanza di 20 anni l’una dall’altra lasciano strascichi importanti nella zona, specialmente l’ultima che si rivela distruttiva per il territorio, che subisce una dura occupazione tedesca e un massacrante bombardamento alleato.

Avezzano bombardata dagli Alleati

Carsoli bombardata dagli Alleati
I Marsi però abituati da secoli a lottare riescono a superare anche queste dure prove, arrivando infine a liberarsi dei Tedeschi nel 1944, grazie all’aiuto degli Alleati e degli Antifascisti, tornando a respirare il bellissimo profumo della libertà.
Superate finalmente tutte queste prove nel 1945, i Marsi, con scaltrezza e caparbietà, riprendono in mano il proprio destino e tornano a lottare per le proprie ragioni e desideri, riuscendo dopo una dura e lunga lotta a vincere contro i Principi Torlonia.

Proteste dei contadini del Fucino nel 1949 contro i Torlonia
Nel 1950 infatti i contadini ottengono l’esproprio delle terre fucensi in mano ai Torlonia (dal 1878) e l’assegnazione a loro di queste, il tutto sancito dalla riforma agraria del 1951.
Inchiesta sul lavoro agricolo nel Fucino nel 1950
Partendo da ciò dopo un primo avvio tormentato, a partire dagli ’60 fino a tutti gli anni ’80 del XX secolo, gli agricoltori fucensi divengono imprenditori agricoli, riuscendo a fare del territorio della Piana del Fucino un enorme orto con prodotti di alta qualità e alta quantità tali da poter rivendere a tutto il centro Italia.

La Piana del Fucino oggi.

Trattore a lavoro nella Piana del Fucino. Sullo sfondo si vedono le antenne di Telespazio
Dagli anni ’90 poi l’ulteriore sviluppo delle tecniche agricole e di vendita consentono un altro salto di qualità per questi prodotti ortofrutticoli, che migliorano per qualità e sono meglio conosciuti in Italia e all’estero, facendosi così largo sui mercati nazionali e internazionali, tanto da riuscire ad ottenere per alcuni di essi, nei primi anni 2000, prestigiosi riconoscimenti internazionali, come il marchio IGP per patate e carote.

Marchio IGP per la patata del Fucino a inizio anni 2000.
Ma in generale sia i prodotti fucensi, che quelli coltivati nel resto della Marsica crescono di qualità, disponendo di un territorio ricco di acqua, sanissimo sul piano ambientale e migliorando sul piano della tecnica.
Ebbene siamo così lieti, nel proseguo di questa sezione, di raccontare la qualità di questi prodotti e dei suoi piatti di questo grande territorio, che si chiama Marsica.
Quindi venite alla scoperta dell’enogastronomia marsicana!!!
