CONCA DEL FUCINO: PLIOCENE SUPERIORE

(Fonte:  https://news.usc.edu/63909/high-altitude-tibet-was-the-cradle-of-evolution-for-cold-adapted-mammals-new-study-finds/)

 

 

ITALIA:

Alla fine del Pliocene, durante il Piacenziano, l’erosione, che agisce diversamente nei carbonati e nei depositi terrigeni, genera un paesaggio ondulato nei sedimenti terrigeni creando ampie valli interposte tra le ripide dorsali carbonatiche.

 

La tettonica presente fino a questo momento nella catena appenninica, con specifico riferimento agli Appennini centrali, determina l’evoluzione della subduzione passiva della placca adriatica al di sotto dell’Appennino (sensu Reutter et al., 1980) portando ad un sollevamento generalizzato della catena (post 0,7 Ma). Quindi si ha che al rebound litosferico segue l’interruzione del roll-back stesso. Molto probabilmente questo risulta connesso al distacco dello slab evidenziato da Spakman et al. (1993).

 

Contemporaneamente al sollevamento della catena appenninica, abbiamo in essa, soprattutto nell’Italia centrale, l’inizio della formazione di diverse conche intramontane con fagliazione estensionale. 

 

Tra le situazioni maggiormente interessate da una contemporanea fagliazione inversa e diretta vi è la zona della Marsica, dove inizia a strutturarsi un bacino intramontano, il Fucino, e contemporaneamente procede la fase di sollevamento della catena montuosa del Velino-Sirente, già in atto da tempo.

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 MARSICA – CONCA DEL FUCINO:

Come accennato, in questa fase temporale nell’area marsicana si ha una contemporanea fase di sollevamento e formazione della catena del Velino-Sirente e l’inizio della formazione della conca del Fucino.

Sul piano strutturale, infatti, si generano, a cominciare dall’area di Celano-Aielli e San Pelino-Paterno, una serie di faglie dirette che ribassano il settore fucense rispetto al resto della catena del Velino-Sirente in piena fase di sollevamento.

 

 

Schema strutturale del Bacino del Fucino nel Pliocene superiore (Cavinato et Al, 2002)

 

Tralasciando in questa sede la strutturazione della catena del Velino-Sirente e focalizzandoci sull’area fucense, si nota, come accennato prima, la formazione di faglie normali nelle zone Aielli-Celano e San Pelino-Paterno. Questo iniziale movimento estensionale porta in breve alla nascita di una depressione naturale, poi riempita nel corso del periodo da sedimenti lacustri.

 

In questa fase abbiamo dapprima la formazione di faglie normali sin-orogenetiche (Scisciani et al., 1999) che realizzano i contatti tettonici tra i depositi silicoclastici ed i carbonati nei blocchi di tetto dei sovrascorrimenti e, poco dopo, più o meno tra la fase finale del Piacenziano e l’inizio del Pleistocene, si ha l’inizio dell’erosione, che, agendo diversamente tra i carbonati ed i depositi terrigeni, viene generando, come già detto, un paesaggio ondulato caratterizzato da  ampie valli interposte alle dorsali carbonatiche.

 

Sul piano sedimentario questa condizione si conferma con la presenza dei depositi lacustri più antichi trovati in Aielli-Celano e San Pelino-Paterno.

 

In base ai dati raccolti da Giraudi (1988) e Zarlenga (1987), i sedimenti affioranti nelle aree di Celano-Aielli e San Pelino-Paterno indicano che in entrambe queste zone si concentrano i depositi di materiale più antico di carattere lacustre. Infatti, i materiali, che fanno parte della successione di San Pelino e che recano al tetto C. lubrica, hanno probabilmente un’età compresa fra il Pliocene Superiore e il Pleistocene Inferiore.

 

Sul piano stratigrafico questo periodo sarebbe rappresentato del II Ciclo fluvio-lacustre, presente nel settore nord-orientale.

 

Il secondo ciclo fluvio-lacustre ha un’età medio-pleistocenica solo nella parte sommitale, mentre il resto della porzione inferiore si sarebbe deposta durante il Pleistocene Inferiore, che ha una durata di circa 1 milione di anni (Ruggieu et al.,1984), per cui si ha una tempistica abbastanza lunga perché si siano verificate più fasi deposizionali e/o di erosione nell’area del bacino, dove la tettonica è particolarmente attiva in questa fase.

 

A tutto ciò bisogna aggiungere che le conoscenze sulla sedimentologia dei depositi sono insufficienti, per cui non è possibile avere dati inerenti ai paleoambienti e alle condizioni paleoclimatiche di deposizione.

 

Di conseguenza, i dati di correlazione sono in funzione delle quote di affioramento, ammettendo che l’uplift post-deposizionale del sistema rilievi-bacino sia stato uniforme per quel che concerne i rilievi di Tre Monti e della Serra di Celano. Però è noto che tale area è interessata in età quaternaria da sistemi di faglie attive che disarticolano le strutture (Bene, 1939; Bosi,1975; Bertini & Bosi, 1977; Nijman, 1971; Raffy, 1974; 1979; Segre 1950; Serva, 1986; 1987).

 

Detto ciò, in mancanza di dati sufficienti è più corretto parlare di una fase, quella che va dal Pliocene Superiore al Pleistocene Inferiore, dove si ha la deposizione dei primi tre cicli sedimentari, ammettendo che il ciclo di Aielli costituisca un ciclo a parte, depostosi in un arco di tempo compreso tra il Pliocene Superiore e il Pleistocene Inferiore.

 

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CONCA DEL FUCINO – SEDIMENTAZIONE

Questo periodo nel Fucino è rappresentato da materiale depositato nella zona compresa tra Pescina, Aielli e Celano ed alla base dei versanti dei Tre Monti.

 

Questi depositi pliocenici sono formati da facies lacustri, costituite da quattro alternanze di limi e sabbie che passano, verso l’alto, a ghiaie sabbiose. Nella parte superiore di questi depositi si rinvengono ogni tanto brecce calcaree di grosse dimensioni.

 

 


Bibliografia

 

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CONCA DEL FUCINO: EVOLUZIONE GEOLOGICO-STRUTTURALE