CONCA DEL FUCINO – GEOMORFOLOGIA GENERALE


 

 

La conca del Fucino è una depressione tettonica situata nel cuore della Marsica, in Provincia dell’Aquila, in Abruzzo. Fino al 1876 la conca del Fucino ospitava un bacino lacustre, il più grande del Centro Italia e il terzo per estensione in Italia.

 

Questa conca si trova ad una quota compresa tra 650 e 680 m e le acque confluivano in modo naturale dai bordi montani circostanti verso la conca. Oggi che il lago non esiste più, a causa della bonifica operata da Torlonia nella seconda metà del XIX secolo, abbiamo una grande piana.

 

Le acque di questa piana come in passato continuano ad affluire dai monti circostanti, ma grazie ad una serie di canali e alla galleria sotterranea del Monte Salviano, si scaricano nel fiume Liri, permettendo così alla piana di rimanere asciutta e sfruttabile ad uso agricolo.

 

La conca del Fucino non ha quindi sbocchi naturali verso i fiumi circostanti e appare come una grande pianura circondata da una corona di rilievi montuosi.

 

Diversi di questi rilievi sono imponenti come altezza, arrivando anche ad oltre 2.000 m di quota. È questo il caso della catena del Sirente-Velino, che raggiunge con il Monte Velino i 2.487 m e il con il Monte Sirente i 2.348 m di altezza. La suddetta catena circonda a nord e a nord-est la relativa piana fucense, mentre a ovest troviamo la piccola dorsale del Monte Salviano. Sul lato sud-sud ovest si hanno infine la Vallelonga e i Monti Marsicani.

 

La piana del Fucino è il risultato di una complessa tettonica avutasi durante l’orogenesi appenninica tra Pliocene e Quaternario. L’impianto strutturale della conca è quello di un Half Graben intermontano di forma subangolare, di chiara origine tettonica, legato ad un importante sistema di faglie.

 

Queste faglie tendono a coprire tutti i margini del lago a partire dai margini settentrionali ed orientali. Proprio le faglie presenti nel settore orientale si sono rese protagoniste all’inizio del XX secolo di un tremendo terremoto di grande potenza, che ha distrutto tutta la Marsica, e anche in futuro potrebbero produrre altri violenti sismi (Cara et al., 2011).

 

Detto ciò si evince come l’area fucense sia governata dalle forze endogene della natura, come i fenomeni di sollevamento e soprattutto la tettonica estensionale. Queste hanno prodotto la morfogenesi attuale della piana del Fucino e in particolare hanno determinato l’attuale reticolo idrografico e la distribuzione e tipologia dei fenomeni gravitativi.

 

I fenomeni gravitativi della piana del Fucino sono soggetti allo smantellamento delle montagne circostanti. I vari versanti delle dorsali montuose che circondano la piana fucense sono infatti soggetti a processi, forme e depositi gravitativi.

 

Questi sono composti al piede da grosse falde detritiche, da coni di detriti, alimentati da sedimenti proveniente dalle zone più elevate. Anche il fenomeno franoso è largamente diffuso, con le varie tipologie influenzate dai tipi di materiale del substrato interessato.

 

Le principali forme di frane sono i crolli, i ribaltamenti, le colate di detrito e gli scorrimenti. Queste forme franose si concentrano perlopiù a ridosso delle dorsali carbonatiche (D’Alessandro et al., 2003; Progetto IFFI Regione Abruzzo, APAT 2005).

 

La conca del Fucino poi, come tutte le altre depressioni esistenti nell’Appennino, è interessata dai processi e dalle forme dovute alle acque correnti superficiali, erosive e deposizionali. Le più interessanti sono le forme deposizionali riferibili a depositi fluviali e a conoidi alluvionali.

 

I depositi fluviali sono distribuiti lungo le valli principali e in corrispondenza dei bacini intermontani, invece le conoidi alluvionali si ritrovano lungo le valli principali e in corrispondenza dei bacini intermontani come appunto la piana del Fucino.

 

In generale, sia i depositi fluviali che le conoidi alluvionali sono terrazzati a diverse altezze sul fondovalle e i terrazzi più alti, e più antichi, sono talvolta ridotti a piccoli lembi isolati, mentre i terrazzi più bassi e recenti sono più grandi e continui fra loro. Tutto ciò nel Fucino è presente, riconoscendosi qua e là sia depositi fluviali, di piccola entità, che le conoidi alluvionali, largamente più diffuse.

 

Le forme erosive nella piana fucense sono meno rappresentate e si concentrano solo in alcune zone, mentre invece sono ben presenti lungo i versanti delle dorsali carbonatiche, che sono interessate da molti solchi di ruscellamento concentrato, che allorquando avvengono forti piogge possono diventare colate di detrito.

 

 


GEOMORFOLOGIA DELLA CONCA DEL FUCINO