34.000 – 18.000 ANNI FA: FORMAZIONE DELLE GHIAIE DI BOSCITO:
La Formazione delle Ghiaie di Boscito si è deposta tra 34.000 e 18.000 anni fa ed è formata da depositi fluvio-lacustri. Questa è la prima formazione che s’incontra del secondo periodo della glaciazione Würm, che in questa fase ha una forte recrudescenza. Praticamente è la fase di picco della glaciazione würmiana.
Rispetto a quanto si è inteso dalla catalogazione fatta da Zarlenga (1987), la Formazione delle Ghiaie di Boscito rappresenterebbe il VI ciclo fluvio-lacustre.
In questa formazione si rinvengono numerose tracce della recrudescenza della glaciazione Wurm, che porta all’aumento dei ghiacciai e all’innalzamento del livello del Lago Fucino.
In questa formazione si rinvengono numerose tracce della recrudescenza della glaciazione Wurm, che porta all’aumento dei ghiacciai e all’innalzamento del livello del Lago Fucino.
In generale le Ghiaie di Boscito sono formate principalmente da depositi lacustri, costituiti da ghiaia e ghiaetto fine, generalmente senza matrice, in strati orizzontali o leggermente inclinati verso il centro del bacino del Fucino. indicante quindi un ambiente di sedimentazione lacustre litorarale
Questa sedimentazione lacustre dimostra l’innalzamento costante del Lago Fucino, che dai 690 m s.l.m. di circa 34.000 anni fa è arrivato a circa 720 m s.l.m. nel periodo 20.000-18.000 anni fa.
Questa condizione è visibile anche riguardo ai ghiacciai, che in questo periodo hanno un notevole incremento; ciò è stato già oggetto di discussione nell’ambito della trattazione sulla grande conoide Majelama.
Questa formazione va quindi distinta in due periodi, il primo compreso all’incirca tra 34.000 e 20.000 anni fa, che vede un aumento lacustre sui 690-710 m s.l.m., e il secondo tra 20.000 e 18.000 anni fa, che vede un forte innalzamento di livello che si attesta all’incirca sui 700-725 m s.l.m.
Sulla base di ciò, quindi, tratteremo separatamente questi due periodi, entrambi presenti nella Formazione delle Ghiaie di Boscito.
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34.000-20.000 ANNI FA: FORMAZIONE DELLE GHIAIE DI BOSCITO: 1º PERIODO

Immagine rielaborata ell’approssimativa area occupata dal Lago Fucino in questa fase
In questa fase secondo Giraudi (1988) il livello lacustre del Fucino sale a 690-710 m s.l.m.
Secondo Giraudi la principale causa dell’incremento di livello del lago è il cambiamento climatico legato alle posizioni orbitali della Terra, che producono in questa fase il passaggio verso estati con minore insolazione, opposto a quanto accade d’inverno quando si ha maggiore insolazione.
Questo porta a livello globale alla grande crescita dei ghiacciai, mentre a livello locale si determina sia la crescita dei ghiacciai del Velino-Sirente che l’aumento del livello del Fucino.
È chiaro che su una scala temporale di 13.000 anni il lago risente di tante situazioni, e quindi di diverse oscillazioni, ma la tendenza dimostrata è sicuramente quella di un incremento di livello e quindi di un ingrandimento di dimensioni del lago stesso, che viene sempre più occupando il territorio circostante.
– 29.000 anni fa: Recentemente è stata scoperta una nuova gigantesca eruzione dei Campi Flegrei risalente a 29.000 anni. La scoperta, coordinata da Victoria Smith, dell’Università di Oxford, e da diversi scienziati fra i quali Antonio Costa e Roberto Isaia dell’Osservatorio Vesuviano dell’Istituto Nazionale di Vulcanologia (INGV) e Biaggio Giaccio del CNR, è stata pubblicata sulla rivista Geology.
Il risultato è sensazionale, poiché stabilisce che le grandi eruzioni dei Campi Flegrei sono più ravvicinate nel tempo di quanto immaginato. Certo, l’intervallo di ricorrenza tra un evento e l’altro resta elevato, poiché si parla di circa 12.500 anni tra una grande eruzione e l’altra. Con questa scoperta sappiamo così che alle eruzioni più recenti di 40.000 e 14.000 anni fa, si aggiunge l’eruzione di 29.000 anni fa.
Il primo indizio risale alla fine degli anni ’70, quando uno strato di cenere vulcanica depositato circa 29.000 anni fa era stato trovato nelle carote di sedimenti marini e lacustri provenienti da tutto il Mediterraneo. La composizione chimica – come hanno spiegato i vulcanologi – collocava l’eruzione in Campania, appartenente a uno dei tre vulcani napoletani: Ischia, Vesuvio e Campi Flegrei. Ma ora da analisi più precise è stato possibile associare questa eruzione ai Campi Flegrei.
Con queste analisi si è scoperto che l’eruzione dei Campi Flegrei ha eruttato 25 chilometri cubici di magma, quindi come eruzione è stata simile a quella di 14.000 anni fa. Secondo questo studio, l’evento vulcanico è stato invece 10 volte inferiore all’enorme e catastrofica eruzione di 40.000 anni fa.
– 22.680 ANNI FA: IL GLACIALISMO IN ABRUZZO RAGGIUNGE IL SUO PICCO DI ESPANSIONE
Sulla base degli studi svolti da Giraudi & Frezzotti (1997), riportati nel lavoro svolto sul glacialismo del Gran Sasso, si sostiene che la massima espansione glaciale nel Centro Italia sia stata raggiunta circa 22.680 anni B.P.
In base a ciò, si osserva un consolidamento nell’innalzamento del Lago Fucino, che si attesta sempre più sui 710 m s.l.m.
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20.000-18.000 ANNI FA: FORMAZIONE DELLE GHIAIE DI BOSCITO: 2º PERIODO
In questa fase il livello del Lago Fucino raggiunge il suo picco, con una media di 700-725 m s.l.m.
Secondo la ricostruzione fatta, in modo superficiale, il lago comprenderebbe in questo periodo anche i Piani Palentini con i quali sarebbe un tutt’uno, ricollegandosi a loro in prossimità della fine della dorsale del Monte Salviano e dell’inizio della dorsale del Monte San Nicola. In questo quadro, si avrebbe anche che il lago riuscirebbe persino a penetrare un po’ all’interno della Valle della Solegara, arrivando quasi a lambire il colle di Albe.

Immagine rielaborata dell’approssimativa area occupata dal Lago Fucino in questa fase
Quanto detto partirebbe dall’osservazione di Giraudi (1988) che attesterebbe il livello del lago Fucino più o meno sui 725 m s.l.m.
Il livello del Lago Fucino raggiunge quindi un incremento significativo rispetto al periodo precedente, probabilmente raggiungendo il suo picco massimo a livello storico-geologico. In questo contesto abbiamo il rapporto P-E che risulta aumentato rispetto al periodo precedente.
Dal complesso d’informazioni che si hanno, si può immaginare che l’aumento di livello del Lago Fucino in questa fase sia correlabile con periodi anche anteriori.
Dall’osservazione di alcuni manufatti rinvenuti nella spianata di Pescina, che sono stati datati al Musteriano ovvero al Paleolitico Superiore in facies pre-Bertoniana, si è desunto che la spianata di Pescina si sia formata fra 30.000 e 18.000 anni fa.
Considerando il picco di espansione dei ghiacciai a circa 22.000 anni fa e la conseguente crescita del lago che ne è seguita, si è convenuto che le oscillazioni lacustri si attestino in questa fase (20.000-18.000 anni fa) all’incirca tra le quote 700-725 m s.l.m., raggiungendo in diversi momenti il livello di 725 m.
Se ciò fosse ulteriormente confermato, avremmo davanti una situazione di un Lago Fucino enorme come estensione, e in questo caso sarebbe addirittura possibile parlare di un piccolo mare interno all’Italia.
Verso la fine di questo periodo di massima glaciale, abbiamo l’inizio di un nuovo cambiamento climatico, come sostenuto da Berger (1978). Berger indica che in questa fase vi sia un progressivo passaggio a una nuova tipologia climatica, caratterizzata da estati brevi con forte insolazione e inverni lunghi con bassa insolazione.

Immagine rielaborata dell’approssimativa area occupata dal Lago Fucino in questa fase
Ciò indica a livello locale una ritirata dei ghiacciai e un calo importante del livello del Lago Fucino, che si attesta sui 690-710 m s.l.m. Stiamo quindi entrando in una nuova fase temporale.
Secondo lo studio di Radmilli (1977), prima di 18.000 anni fa il livello del Lago Fucino si è andato rapidamente abbassando ad una quota di 700-710 m s.l.m. Questo avrebbe consentito poi l’insediamento di genti di cultura bertoniana presso le grotte della zona, a loro volta parzialmente riempite di ghiaie lacustri correlabili a circa 18.000 anni fa.
20.000-18.000 ANNI FA: IMPORTANTE SISMA NELL’AREA FUCENSE
Da analisi svolte sul territorio, Giraudi ha riconosciuto la forte probabilità che in questa fase vi sia stato un fortissimo sisma a carattere estensionale nell’area del Fucino.
Bibliografia
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