CIVITA D’ANTINO – DESCRIZIONE MUSEO DI ANTINUM


MUSEO DI ANTINUM


 

 

Il Museo archeologico di Antinum è una struttura museale poliedrica dove è presente una mostra permanente con reperti archeologici di epoca italica e romana di Civita d’Antino e degli altri borghi della valle Roveto. Allo stesso tempo nel museo sono presenti spazi espositivi per mostre temporanee e un’area divulgativa per conferenze o video conferenze per uso civico o culturale.

Spesso questa sala ospita video conferenze dedicate alle scuole e non solo riguardo la scuola di pittori scandinavi di Kristian Zahrtmann che proprio qui a Civita d’Antino ha trovato la sua naturale collocazione fra fine XIX e inizio XX secolo.

Il museo, intitolato all’antica città italico-romana di Antinum è stato inaugurato l’11 aprile 2015 nei locali che precendemente ospitavano la vecchia chiesa di Santa Maria Maddalena, decaduta da tale ruolo a metà del XVII secolo e rimasta a lungo abbandonata.

Il museo, dedicato a Domenico Ferrante (1752-1820) e Francesco Ferrante  (1755-1815), è stato ideato nel 1995 e ufficialmente istituito con legge regionale del 16 settembre 1998. Ma per venire alla luce il museo ci ha messo molto, in quanto i locali dell’ex chiesa sono stati interessati da un lungo restauro durato 7 anni, dal 2004 al 2011.

Il museo è stato infine inaugurato l’11 aprile 2015 grazie al contributo della Regione Abruzzo, della Soprintendenza Archeologica, dell’amministrazione comunale e di alcune associazioni locali.

 

Reperti presso il museo di Antinum. (Immagine da ikipedia)

 

I reperti archeologici esposti nel museo sono databili tra il III sec. a.C. e il  III sec. d.C. e comprendono ex voto in terracotta, corredi delle sepolture provenienti dal sito dell’area artigianale di Capistrello, statuetta in bronzo raffigurante Diana proveniente da Corcumello, monete e vasellame provenienti dai siti del santuario marso di Terravecchia e di Porta Campanile e ceramiche da mensa di epoca tardo repubblicana scoperte in alcune località del borgo medievale civitano.

 

Reperti presso il museo di Antinum. (Immagine da Wikipedia)

 

A tutto questo si aggiungono diverse epigrafi di vari cippi funerari di epoca imperiale, rinvenuti tra il 1733 e il 1784 in località La Caùta (Civita d’Antino), nel luogo che presumibilmente ospitava il foro. Questi furono in parte trascritti per la prima volta nel corso dell’Ottocento da Theodor Mommsen. Are funerarie presentano le dediche a Furia Sabina Tranquillina e ad Angizia, attestando anche nel territorio antinate il culto della dea italica celebrata nel santuario di Lucus Angitiae.

Una stele-porta tombale è riemersa nel 1971 in località Le Rosce – Santa Restituta a Morrea Inferiore. È esposta anche una riproduzione stampata del bronzo di Civita d’Antino, lamina in lingua marsa con dedica alla divinità Vesuna, conservata in buono stato ed esposta al  museo del Louvre di Parigi.

Ricordiamo poi che la struttura ospita spesso conferenze e mostre temporanee riguardanti i dipinti della scuola  di Civita d’Antino di Kristian Zahrtmann. Oltre a ciò il museo ha messo a disposizione di ogni comune della Valle Roveto un totem promozionale con cui tramite video – monitor, sono illustrate le bellezze del territorio.

 

 


MUSEO DI ANTINUM