CIVITA D’ANTINO – DESCRIZIONE CASA DI SAN LIDANO


STRUTTURA CASA DI SAN LIDANO


 

 

La casa di San Lidano oggi. (Immagine personale)

 

La casa di San Lidano è un’antica costruzione presente nella parte sud di Civita d’Antino. Questa costruzione secondo la tradizione è stata la casa natale di San Lidano nato ad Antena (antico nome medievale di Civita d’Antino) nel 1026.

 

Scorcio di Civita d’Antino oggi. (Immagine personale)

 

Il ragazzo è vissuto e cresciuto ad Antena fino a 9 anni allorquando i genitori Gentile, un piccolo nobile locale del paese e la madre Cecilia, appartenente  ad un’antica e nobile famiglia locale, lo offrono come oblato a San Benedetto, al monastero di Montecassino.

 

Scorcio di Civita d’Antino oggi. (Immagine personale)

 

Lidano quindi si trasferisce a Montecassino dove rimane fino a 17 anni, allorquando morti i genitori torna a Civita d’Antino, con cui comunque mantiene negli anni diversi contatti in quanto qui risiedono i suoi genitori. Ebbene Lidano in quanto figlio unico, eredita tutti i beni paterni, compresa la casa presente in paese e che secondo la storiografia è la casa natale del santo.

 

La casa du San Lidano. (Immagine personale)

 

 


 

 

 

La costruzione viene quindi venduta insieme a tutti i beni di famiglia ad un certo Rinaldo d’Antena, ricavandone un cospicuo gruzzolo di denaro che viene accantonato per qualche anno. In seguito Lidano ritorna a Montecassino dove continua a servire come monaco.

Raggiunta la maggiore età Lidano matura la voglia di fondare un proprio monastero benedettino e quindi ne parla con il proprio abate Richerio I (1038-55) che dopo attenta analisi accorda al giovane la possibilità di fondare con il proprio patrimonio un monastero con annessa chiesa alle falde del monte Antoniano, nel cuore delle paludi Pontine, diocesi di Sezze.

 

Scorcio di Civita d’Antino oggi. (Immagine personale)

 

Il periodo in cui viene fondato il nuovo monastero presso Sezze sono anni complicati, per esempio nel 1026 vi è notizia dell’assalto al monastero di Montecassino da parte di Gandolfo principe di Capua. Questo ci serve a dire che i grandi monasteri attraevano cupidigia per i tesori che possedevano e le terre che comandavano.

Questo sarebbe perciò un motivo per cui i monaci si allontanano dai grandi monateri, come Montecassino, per trovare luoghi nascosti e magari aspri, dove la natura sconsigliasse di avventurarsi per conquista. Scrive il Cerroni nella sua “Vita di San Lidano”: Lidano sceglie un sito nel campo inferiore della città di Sezze, che volgarmente , anche attualmente, chiamasi “Ai Tre Archi”, per i quali passava l’antica via Setina, mezzo miglio in circa distante dalle falde del Monte Antoniano, e quasi quattro miglia distante dalla città di Sezze. Lidano dedica la chiesa e il monastero a Santa Cecilia, dal nome della madre.

 

Statua di San Lidano presente nell’omonima chiesa a
Pero dei Santi. (Immagine personale)

 

Nel 1046 il vescovo Palladio stringe un contratto di vendita con Lidano, all’epoca 20 enne, che diventa proprietario di “XVIII mensuras terrarum positas in dicto territorio Aque Putridae viam Belli Hominis”. La zona di cui entra in possesso Lidano e su cui dovrà sorgere il nuovo feudo è vasta e aquitrinosa, quindi bisognosa di essere bonificata. L’area si estende tra la città e i territori del ducato di Sermoneta e quest’area in seguito verrà ribattezzata “Quarto di San Lidano”.

Riguardo ai grandi lavori dell’area questi non spaventano il giovane Lidano, che insieme ai monaci che man mano entrano a far parte del nuovo monastero, si mette a lavoro per bonificare l’orrenda palude.

Dapprima viene costruito un collettore chiamato “La Cavata” in cui sfociavano canali secondari a cui vengono dati nomi poetici e orrendi. Canale S. Mariae, Canale e Rupe, Canale Putridum. Lidano quindi apre diversi canali tra cui il canale De Rupe Rubra, che smaltisce le acque pantanose della zona Trium Pontium. In questo modo l’area del monastero viene  prosciugata e qui vengono erette le chiese di Santa Maria Trium Pontium e quella di Santa Cecilia.

 

San Lidano nella ricostruzione a Pero dei Santi.

 

 


 

 

Il nuovo monastero di Santa Cecilia viene quindi fondato nel 1046 da Lidano, che lo dirige come abate fino alla morte, avvenuta nel 1118, alla veneranda  età di 92 anni. Quando il vecchio monaco muore viene sepolto nella chiesa del suo cenobio, restando qui fino alla distruzione del monastero avvenuta nel 1232 da parte di Federico II  in seguito alle lotte tra papato e impero.

 

Concattedrale di Santa Maria di Sezze.

(Immagine da https://www.viefrancigene.org/it/resource/poi/cattedrale-di-santa-maria/)

 

A questo punto le relique vengono trasferite nella cattedrale di Sezze per volontà del vescovo Drusino. In base agli atti ufficiali veniamo a sapere di vari tributi avuti nella zona pontina nel medioevo tipo dedicargli la più grande delle campane della cattedrale di Sezze nel 1312, tuttora esistente, oppure avere nel 1473, il magistrato della città s’impegna con atto notarile ad offrire al santo un calice d’argento ogni due anni.

 

La chiesa di San Lidano a Pero dei Santi. (Immaginepersonale)

 

Il culto di San Lidano viene confermato da papa Leone X e quindi disciplinato come festa stabilita dagli Statuti della città setina (Sezze). Successivamente nel 1606 avviene la ricognizione delle reliquie presso la cattedrale di Sezze per la costruzione di un nuovo altare che viene completato nel 1672 con una tribuna in legno dorato.

 

Targhe poste sulla casa natale di San Lidano a Civita d’Antino. (Immagine personale)

 

Negli stessi anni, precisamente nel 1670 San Carlo da Sezze, porta con se una reliquia del santo e con questa benedice l’ammalato papa Clemente IX. Un secolo più tardi il 9 aprile 1791 papa Pio VI concede che la festività del santo venga celebrata ogni 2 luglio.

Da un codice del secolo XIV, conservato presso l’Archivio capitolare di Sezze, veniamo a sapere che esso contiene la più antica immagine di Lidano con la narrazione della sua vita. egli è raffigurato con abiti monacali benedettini, con nelle mani il libro della Regola ed il pastorale di abate.

 

 


 

 

 

Scorcio di Civita d’Antino oggi. (Immagine personale)

 

A Civita d’Antino il santo viene ricordato oltre che per la casa natale ancora presente, anche per alcuni affreschi, prodotti nel XXI secolo, presenti nella chiesa del paese di Santo Stefano Protomartire, che ricordano diversi momenti di vita del santo. Nella locale frazione di Civita a Pero dei Santi, è presente la chiesa del paese a lui dedicata.

 

La chiesa di San Lidano a Pero dei Santi (AQ). (Immagine personale)

 

San Lidano insieme a Carlo da Sezze, è patrono della città e della diocesi di Latina – Terracina – Sezze – Priverno. Festa liturgica: 2 luglio.

 

Resti della casa natale di San Lidano a Civita
d’Antino. (Immagine personale)

 

Tornando alla casa natale del Santo questa è una struttura, perlomeno quello che ne rimane, molto antica che risalirebbe almeno all’XI secolo se non addirittura al X secolo. Questo lo diciamo seguendo un semplice ragionamento, Lidano nasce a Civita d’Antino nel 1026, per cui siamo all’inizio dell’XI secolo e poichè i beni di una famiglia nobile sono di solito ereditati di padre in figlio, è possibile che questa abitazione fosse stata a sua volta ereditata dal padre Gentile in precedenza e qui saremmo tra la fine del X e l’inizio dell’XI secolo. Questa però è un ipotesi puramente personale che si basa su un piccolo ragionamento, che per essere attendibile avrebbe bisogno di riscontri che al momento non abbiamo.

 

 


BIBLIOGRAFIA

 

1) https://www.santiebeati.it/dettaglio/91327

2) https://it.wikipedia.org/wiki/Lidano_d%27Antena

3) https://www.civitadantino.com/la-casa-di-san-lidano/

 

 

 

STRUTTURA CASA DI SAN LIDANO