CAPISTRELLO – CHIESA DI SANTA BARBARA


 

STORIA DELLA CHIESA DI SANTA BARBARA DI CAPISTRELLO

 

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XIX secolo

Durante il periodo borbonico che dura fino al 1860, Capistrello viene interessata a partire dal 1850, nell’opera di prosciugamento del Lago Fucino messa in piedi dal banchiere Torlonia.

Il Lago Fucino nella prima metà del XIX secolo torna dopo un lungo periodo di tranquillità a creare  problemi ai comuni rivieraschi tramite nuove alluvioni.

In seguito a ciò il governo borbonico interviene studiando una soluzione definitiva al problema del Fucino. Dopo alcuni anni di ricerca il problema trova soluzione nell’operazione di prosciugamento portata avanti dal banchiere Torlonia.

Il Banchiere Torlonia capendo l’importanza dell’opera e i grandi guadagni, che ne sarebbero derivati dalla futura gestione delle terre nate con il prosciugamento, decide di finanziare l’intera operazione.

Così a partire dal 1854 prende avvio la grande operazione di prosciugamento del Lago Fucino attraverso la costruzione di una nuova galleria sotterranea che consentirà alle acque di defluire dalla conca lacustre verso il fiume Liri.

La nuova galleria termina al di sotto di Capistrello, dove abbiamo lo scolo delle acque del lago che si riversano nel fiume Liri, che nasce poco distante a Cappadocia.

L’operazione di costruzione della galleria e di tutte le strutture affini dura vent’anni e vede l’intero paese di Capistrello impegnato nella costruzione della nuova galleria.
La nuova struttura ricalca quasi interamente il percorso della galleria romana di Claudio, costruita 2000 anni prima.

Durante questo periodo vengono assoldati molti operai provenienti da altre regioni. Queste persone si trasferiscono nei paesi limitrofi ai cantieri della galleria tra cui Capistrello.

Capistrello in questo momento vede un certo aumento di popolazione ed essendo la maggior parte degli operai cattolici osservanti le chiese del paese sono sempre piene.

Da qui nasce la necessità per Torlonia di costruire una nuova chiesa che serva da riferimento per tutte queste persone.

Nasce così la chiesa di Santa Barbara situata alla periferia di Capistrello. La chiesa viene costruita nel 1854-58 sui resti di un precedente edificio di culto.

La chiesa si presenta semplice ad una sola navata, ma già dalla fine dei lavori quando entra in funzione si dimostra subito un valido riferimento per tutti gli operai che lavorano alla bonifica del Lago Fucino.

Arriviamo quindi al 1860 anno della fine del regime borbonico a causa della rivoluzione garibaldina e la successiva unione del sud Italia al resto delle regioni del nord, che vengono a formare il nuovo stato nazionale italiano sotto lo scettro dei Savoia, che viene proclamato il 17 marzo 1861.

Nel 1876 finiscono i lavori di prosciugamento del Lago e dall’acqua prosciugata ne esce una terra ricca e fertile che Torlonia si appresta da subito a sfruttare per fini agricoli. Intorno alle terre fucensi sono costruiti nei trentanni successivi tutta una serie di strade e ferrovie che servono per velocizzare la produzione dei prodotti agricoli, come la barbabietola da zucchero che viene lavorata nel vicino zuccherificio, messo in piedi da Torlonia.

Così facendo la Marsica è interessata da un primo anche se graduale sviluppo economico industriale, che pone questa zona d’Abruzzo all’avanguardia rispetto ad altre zone del sud Italia. Purtroppo però la fame perdura e l’economia non migliora prima della fine del secolo. Per cui molta gente sentendosi fuori da questo circuito economico ancora in fase di rodaggio emigra all’estero.

Sono molti gli abitanti di Capistrello che prendono la via dell’emigrazione e in questo contesto la chiesa di Santa Barbara seppure in modo molto più defilato rispetto alle principali chiese del paese rimane un punto di riferimento importante per la popolazione del paese marsicano.

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XX secolo

 

Tutto ciò dura fino al 1915, allorquando il tremendo terremoto di Gioia dei Marsi distrugge tutta la Marsica, producendo moltissimi morti e una distruzione completa delle abitazioni e strutture pubbliche d’interi paesi.

Capistrello nel sisma riporta 93 morti e moltissimi danni materiali, ma confrontato con altri paesi la situazione non appare catastrofica.

Dal sisma del 1915 la chiesa di Santa Barbara ne esce devastata e ciò comporta il suo abbandono per molto tempo. Dopo la prima guerra mondiale e la successiva ricostruzione del paese negli anni ’20 e ’30 la chiesa di Santa Barbara non
viene considerata essendo una struttura in periferia di non molta importanza.

La successiva guerra mondiale porta poi all’interruzione dei lavori di ricostruzione del paese. Con la guerra del 1940-45 arrivano tempi duri che costringono i marsicani a fare affidamento alla loro naturale tempra per resistere a questo periodo.

In questo periodo  Capistrello vive in modo intenso la prima fase del conflitto con diversi suoi figli impegnati nei vari fronti di guerra, ma soprattutto subisce in pieno la successiva occupazione tedesca.

Nel 1943 dopo la caduta di Mussolini e del Fascismo, l’Italia è invasa dagli Alleati che la liberano da sud, ma da nord si ha l’occupazione tedesca che arriva fino a Frosinone.

I tedeschi creano la linea Gustav, confine con l’area alleata. La Marsica tra l’ottobre 1943 e il maggio 1944 viene sottoposta a un duro regime di polizia. I Tedeschi in più occasioni si rendono colpevoli di gravi atti nei confronti della popolazione.

A Capistrello si verificano alcuni tra i più tremendi crimini nazisti compiuti nella Marsica. Le chiese sono in questa fase uno dei pochi luoghi di sollievo per la popolazione. La chiesa di Sant’Antonio è molto frequentata in questa triste fase.

Con il 1944 oltre alla crudeltà tedesca si aggiungono i bombardamenti alleati sulla Marsica, che servirebbero per indebolire il nemico tedesco, ma l’unico risultato che raggiungono le bombe è il terrorismo psicologico
perpetrato sulla popolazione indifesa.

Capistrello essendo come in tutta la sua storia il punto di passaggio obbligato per la Valle Roveto è naturalmente molto presidiato dai tedeschi. Qui purtroppo i tedeschi compiono alcuni massacri importanti e di cui riparleremo nella storia di Capistrello.

Finalmente nel giugno 1944 gli Alleati sfondano la linea Gustav e penetrano nel centro Italia. Fra il 7 e il 12 giugno 1944 l’intera Marsica è liberata dai tremendi occupanti, ora in fuga.

Dopo la liberazione del centro Italia e di Roma nel giro di alcuni mesi l’intera Italia è libera e un nuovo capitolo si apre.

Si apre la ricostruzione materiale e spirituale dell’Italia. La Marsica vede una veloce ricostruzione delle sue strutture viarie più importanti tra il 1945 e il 1950. Nello stesso periodo giunge a conclusione dopo importanti scontri anche la vicenda delle terre fucensi, che si conclude con la sconfitta dei principi Torlonia e l’assegnazione delle terre agli agricoltori marsicani.

Capistrello vede negli anni 50′ la sua ricostruzione nelle parti danneggiate dal sisma e dalla guerra. La ricostruzione del paese per il momento non interessa il vecchio fabbricato della chiesa di Santa Barbara, che nel 1950 risulta ancora disastrato e abbandonato dal 1915.

Gli anni ’50 per la Marsica si rivelano anni duri sul fronte economico, poichè vi è una grande mancanza di lavoro e ciò spinge molti giovani a una nuova emigrazione forzata.

Capistrello come altri paesi della Marsica si spopola, mentre continuano i lavori e i progetti per rendere la Marsica un luogo più sviluppato e meglio collegato.

Nascono tra gli anni 60′ inizio 70′ alcune strutture importanti come Telespazio, ma soprattutto le arterie autostradali A24 e A25 che migliorano di molto i collegamenti con le altre regioni italiane.

Capistrello alla fine degli anni ’60 è un paese che cerca di svilupparsi meglio che può attraverso l’agricoltura e altre attività economiche.

Tuttavia seppure tra enormi difficoltà il paese cresce e ciò
spinge a migliorare l’urbanistica del borgo, anche attraverso la
ristrutturazione e ricostruzione dei suoi monumenti. Tra questi spicca la vecchia chiesa di Santa Barbara ormai decaduta e abbandonata.

Nel 1975 gli eredi Torlonia cedono il manufatto alla parrocchia di Sant’Antonio di Capistrello, che provvede alla ricostruzione della chiesa. La parrocchia infatti facendosi carico di tutte le spese provvede al restauro della chiesa di Santa Barbara. La ricostruzione della chiesa di Santa Barbara dura dieci anni dal 1980 al 1990.

Ma dopo enormi sforzi economici e pratici la chiesa di Santa Barbara torna a nuova vita nel 1990.

La chiesa in qualche modo simboleggia il nuovo corso di Capistrello, che coinvolto dal boom economico della Marsica degli anni ’80 cerca di crescere come gli altri paesi.

Capistrello come altri paesi della Marsica cerca d’investire su stesso recuperando la propria memoria storica e migliorandosi sul piano urbanistico per lanciarsi in seguito sul fronte turistico.

In questo contesto la chiesa di Santa Barbara si pone struttura di supporto per tante iniziative in favore della crescita del paese.

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XXI secolo

L’investimento del paese sul fronte turistico continua e accelera nel corso degli anni 2000 attraverso la ristrutturazione dei vecchi condotti romani di Claudio e il miglioramento urbanistico del paese che si arricchisce di nuovi monumenti e ricorrenze.

In ciò scorgiamo anche la chiesa di Santa Barbara che oltre a rappresentare una struttura religiosa di supporto è ora anche un bene storico da sfruttare in chiave turistica.

La chiesa di Santa Barbara oggi.

(Immagine personale)

 

Riguardo poi ai terremoto del 2009 dell’Aquila e del 2016-17 di Amatrice, non si sono riscontrate problematiche particolari e ora la chiesa è pienamente funzionante.

 

 


 

STRUTTURA DELLA CHIESA DI SANTA BARBARA DI CAPISTRELLO

 

UBICAZIONE

La chiesa di S. Barbara è una chiesa storica del paese di Capistrello e si trova alla periferia del borgo.

 

 

PIANTA

 

La chiesa di Santa Barbara vista di profilo.
(Immagine personale)

 

La pianta della chiesetta si presenta in lunghezza con una forma rettangolare e un abside a terminazione semicircolare

 

 

STRUTTURA INTERNA

La chiesetta si presenta a navata unica, realizzata in muratura portante. La fine della chiesa all’interno è dato da un abside con terminazione semicircolare. La copertura si presenta a doppia falda del tipo a capanna, con terminazione a padiglione per la zona interessata dall’abside. La zona presbiteriale risulta poi rialzata dall’aula e raccordata da due gradini.

 

 

FACCIATA

Facciata della chiesa di Santa Barbara.

(Immagine personale)

 

La facciata principale si presenta a due falde tipologicamente a capanna, rivestita con lastre di pietra irregolare e delimitata ai lati da due lesene con sovrastante timpano. La parte interna della facciata vede la presenza di un grande portone d’ingresso sovrastato in asse centrale da un rosone circolare.

 

 


BIBLIOGRAFIA

 

1) https://necrologie.repubblica.it/chiese/provincia-4-aquila/citta-1314-capistrello/1663-chiesa-di-santa-barbara


CHIESE DELLA MARSICA


CAPISTRELLO